Invidia: quando le cose vanno bene

Cos’è l’invidia? Una predisposizione d’animo ostile e di cattiveria provocata dalla constatazione dei pregi e della riuscita altrui. Un amica/o trova il partner ideale, la casa ideale, il lavoro ideale, soluzioni geniali, una piccola fortuna dopo tanto patimento, ma qualcuno ne è profondamente dispiaciuto. Perché? Perché non si trova al posto del “fortunato”.

Il malevolo ostile non sa però quale sforzo si è celato dietro l’angolo – e per quanto tempo – prima di riuscire a raggiungere un obiettivo, non sa quanto lavoro interiore è stato fatto, quante prove sono state superate, interiorizzate, soppesate. Non ha la più pallida idea degli innumerevoli tentativi, degli sbagli e degli abbagli presi per imparare non una, più lezioni.

L’invidioso pensa che sia stata la fortuna piovuta dal cielo a donare così tanta benevolenza al fortunato. Non sa che la fortuna ha una piccola percentuale in quello che si ottiene dalla vita; non sa che oltre l’80 % dipende dall’individuo stesso, da suoi sentimenti, volontà, desideri profondi, esperienze e persino dal suo destino individuale. Non lo può sapere perché colui che prova astio per la gioia altrui non ha mai realmente tentato, sperimentato e vissuto fino in fondo. Non si è mai messo alla prova a tal punto da decidere di cambiare qualcosa in se stesso, è andato nel mondo con l’arroganza di possedere la ragione e un’unica verità, la propria. Non ha rischiato per non soffrire ulteriormente.

Questo è il punto: che per se stesso non ha fatto abbastanza, non è stato abbastanza, non si è amato abbastanza. E questa carenza di amore, cercata all’esterno, non è stata sufficiente a colmare un cuore arido. Piuttosto che nutrire il proprio cuore di amore, esso si è lacerato nell’acrimonia, nella sofferenza, in un senso di solitudine e di abbandono. Così che, nel momento in cui una gioia gli si avvicina non è pronto a riconoscerla, né ad accoglierla. In compenso giudica quella altrui.

Holly fiore di Bach è utile a sciogliere l’invidia e a trasformarla; Holly riconduce all’apertura del cuore, ad un amore verso se stessi in primo luogo. Una caratteristica fisica della necessità di assumere Holly può essere data da eruzioni cutanee, pruriti epidermici improvvisi e sporadici, rossori cutanei.

Quando l’amore verso se stessi è sufficiente, non c’è spazio per l’odio, la cattiveria e l’invidia, un movimento restrittivo che conduce ad avidità e precarietà. Quando il cuore è ricco di amore il vero piacere è quello della condivisione in un moto di espansione con un range il più ampio possibile.

Quale sentimento si ha il piacere di condividere nel mondo?

“But how many corners do I have to turn?
How many times do I have to learn
All the love I have is in my mind?

Well, I’m a lucky man”

Libri consigliati

Copertina del libro 'La Guarigione delle Ferite degli Alberi' di Silvia Malagoli, con un grande albero stilizzato e un paesaggio forestale luminoso sullo sfondo.
Un’opera che conduce in un viaggio profondo e illuminante

Il passo oltre – Walnut e Borage

Non sempre e non tutte le persone si sentono realizzate con quello che stanno facendo nella vita. O non riescono o, dopo mille tentativi, si decide di mollare. Qualsiasi cosa si cerchi di fare o rifare e ritentare, richiede per prima cosa un cambio interiore prima che esteriore.

Una nuova casa, un nuovo lavoro, una nuova relazione o semplicemente una modalità diversa per affrontare tutte queste situazioni, trovano la loro strada prima di tutto all’interno del nostro essere.

Borage fiore californiano ogni tanto chiama e chiede di essere utilizzato: Borage aiuta a rinnovare il coraggio del cuore, appesantito o deluso, lo aiuta a partecipare con leggerezza alle cose della vita, da la spinta necessaria per fare un passo avanti o un passo diverso, più autentico, gioioso e di nuovo fiducioso.

Walnut fiore di Bach si schiera tra i rimedi più efficaci durante i momenti di cambiamento quando la necessità di affrontare qualcosa di nuovo richiede presenza, interezza, concentrazione ma anche flessibilità e la disponibilità a chiedere, l’umiltà di inginocchiarsi alla vita per essere fluidi e lasciare che le cose accadano senza un controllo eccessivo.

Entrambi questi rimedi, ognuno a modo proprio, parlano di fiducia, di credere nuovamente che qualcosa di diverso e di straordinario – perchè no? – è in atto e che un cambiamento esteriore è la conseguenza di un processo interiore.

Quando alla radio c’è qualcosa che non piace – o in tv – si cambia canale, o frequenza fino a sintonizzarsi con quella più adatta. Perchè è così difficile credere che la stessa cosa non possa avvenire dentro se stessi? Senza pre – occuparsi ma solo occupandosi del cambiamento in atto con un animo e uno spirito diverso.

Einstein affermava che non è possibile risolvere un problema pensando nello stesso modo in cui il problema è stato creato. E’ necessario un cambio di paradigma. Allora possiamo rivolgerci al futuro in modo diverso, con coraggio, fiducia, flessibilità e umiltà.

I cambiamenti più spettacolari spesso si trovano dietro l’angolo, basta cambiare prospettiva.

Borage fiore californiano e Walnut fiore di Bach per stimolare questo processo.

“When life is hard you have to change”

Credere o sperare? Trust is not to hope

Credere è un’azione, un’azione interiore. E’ fiducia che qualcosa cambierà, è la volontà di attuare un cambiamento, di ottenere qualcosa, di raggiungere qualcosa. O qualcuno. Credere è coordinare il proprio essere interiore ad un livello spirituale, mentale, emozionale e fisico – cellulare – per dare la possibilità a se stessi di raggiungere un proprio desiderio o affinché un cambiamento possa attuarsi, definirsi, identificarsi nella materia. Questo allineamento richiede uno sforzo interiore, richiede presenza, la propria.

Nessun tipo di credenza vera necessita di un tramite, di qualcun altro, di un mentore. Solo di se stessi e della propria forza interiore. Decisioni interiori.

Sperare è fare affidamento su qualcuno o qualcosa di esterno che, prima o dopo risponderà ad un problema con una valida risoluzione al posto nostro. Si dice: “Aiutati che il ciel t’aiuta”. Aiutati è il primo passo, solo che spesso non lo si attua questo primo passo. Se lo si attua in assenza di una vera e profonda convinzione, tanto vale non partire nemmeno. Sono risorse sprecate.

Credere di farcela, di uscire da un bivio, di poter cambiare situazioni nella propria vita implica impegno, fatica e a volte anche sacrifici. Qual’ è lo spessore della nostra credenza nel cambiamento? Come un box doccia con le pareti in vetro, il prezzo cambia in base allo spessore. E lo spessore garantisce e preclude più o meno sicurezza nel non infrangersi, nel resistere, nel macchiarsi di meno.

Eddie Vedder cantava in Wishlist – lista dei desideri:

“Vorrei essere la prova, vorrei essere il fondamento
Vorrei essere il marinaio di qualcuno che mi ha aspettato
Vorrei essere fortunato quanto me
Vorrei essere un messaggero e che tutte le notizie fossero buone…

Vorrei essere il verbo ‘fidati’ e non deluderti mai
Vorrei essere una canzone radiofonica, quella che hai ascoltato”

L’azione interiore del credere fa la differenza con lo “sperare” in una probabilità senza un movimento.

In cosa vogliamo credere quindi? Speriamo in un cambiamento nelle situazioni che non amiamo più o ci feriscono, o agiamo per attuarlo questo cambiamento?

Fiori consigliati: Gentian fiore di Bach – aiuta a ritrovare la fiducia e l’entusiasmo per la vita.

Penstemon fiore californiano: aiuta a trovare la forza di affrontare le avversità dell’esistenza.

Ma nei Fiori… ci credete?


I wish I was the souvenir you kept your house key on
I wish I was the pedal brake that you depended on
I wish I was the verb ‘to trust’ and never let you down

I wish I was a radio song, the one that you turned up”

Smettere di rincorrere – stop chasing

Rincorrere significa inseguire, incalzare, tallonare. Significa stare dietro a qualcosa o a qualcuno. Stare dietro significa non avere di fronte, ma cercare di raggiungere. Tallonare si riferisce al tallone, la parte posteriore del piede. Niente nel “rincorrere” suggerisce che qualcosa è pronto davanti a noi o che sarà raggiunto. Suggerisce piuttosto che l’oggetto del raggiungimento continuerà ad essere da una qualche parte avanti da noi, o a distanza.

Secondo la legge energetica universale per la quale più si tenta di raggiungere qualcosa, più la si tiene distante – diversa dalla legge di attrazione – questo principio ci fa comprendere il motivo per il quale “dare la caccia” a qualcosa non permette di ottenerla.

Si rincorre per avere, ma per ottenere serve arrivare, precedere, serve prendere, cioè avere.

E per avere serve esserci, serve essere l’obiettivo stesso di quello che si ricerca da tempo: se stessi. Essere e sentirsi abbondanza – e abbastanza – essere l’amore della propria vita nella propria vita, diventare il traguardo, l’insieme dei propri sforzi e sacrifici, il progetto cui si ambisce da tempo. L’esperienza, il tempo, la dedizione, la tenacia e la perseveranza permettono di diventare quello che si desidera raggiungere.

A quel punto nulla dovrà più essere cacciato o rincorso a mani tese senza mai nulla afferrare, perchè quello che si desiderava è già nelle proprie mani: se stessi.

Chris Cornell cantava: “Be yourself is all that you can do” – essere te stesso è tutto quello che puoi fare.

Quando alcune situazioni della vita vengono lasciate andare “al destino”, quando si smette di rincorrere con la disperazione in corpo, elemosinando, con l’ansia da prestazione, il dover dimostrare a tutti i costi di che pasta si è fatti, allora – e solo allora – tutto inizia a fluire in un modo inaspettato e ciò che da tempo si cercava di raggiungere, arriva. Un sogno lontano appiattito da una visione unicista diventa improvvisamente una sorpresa inaspettata che stava semplicemente dietro l’angolo.

Fiore di Bach consigliato: Cherry Plum – per abbandonare forme di auto controllo estremo che appiattiscono la strada della vita.

Le piante ci insegnano che, pur stando fermi, i propri semi raggiungono il suolo fertile che permetterà loro di proliferare. E di sbocciare di nuovo.

Don’t be scared
I’m still here
No more time
For crying dear

Vista panoramica di montagne rocciose circondate da vegetazione e un campo di fiori viola, sotto un cielo parzialmente nuvoloso.

Essere abbastanza – to be enough

Cos’è questa malattia del non sentirsi mai abbastanza? Questa patologia per la quale si corre anche al posto degli altri o ci si sente in colpa per le mancanze altrui? Quale mente contorta ha fatto sì di ribaltare la situazione a tal punto che il ladro si potesse trovare al posto del Re e il Re al posto del ladro? Quando l’asticella si è abbassata fino a dover dimostrare qualcosa oltre le proprie capacità nell’indifferenza se non nello screzio e, nonostante questo, non essere comunque riconosciuti per il proprio valore?

Darsi pace per avere fatto il possibile e rispedire al mittente le rispettive responsabilità, questa è la soluzione. Smettere di fare o di strafare, questa è la soluzione. Ricambiare la freddezza e l’egoismo. E’ questa la soluzione giusta? Là dove la parola né i fatti arrivano, né giungeranno mai.

La vera sconfitta sta nel continuare a credere di non essere mai abbastanza o all’altezza. La vittoria sta nel dimostrare l’incapacità e il limitato QI che offende l’intelligenza altrui semplicemente smettendo di fare, rifare, strafare, coprire, giustificare. Salvare.

Piuttosto assumersi la responsabilità di se stessi e cambiare direzione, cambiare ambiti sociali patologici, arcaici, giurassici fuori quota. Quantomeno evitarli. Anche le parole non sono sufficienti in alcuni contesti: totalmente inascoltate.

E’ sottile la linea di confine che demarca la dignità dalla sottomissione, fondamentale riconoscerla come distinguere l’oro dal bronzo, simili, ma dal valore notevolmente diverso. Evitare di dare perle ai porci. Le perle vanno preservate per chi sa custodirle e valorizzarle.

Nel culmine del riconoscimento del proprio valore qualcuno tenterà di frantumarlo, ridicolizzarlo, calpestarlo per il semplice fatto di sapere di non essere alla stessa altezza.

So, stay up: versate le lacrime che è necessario versare, ma andate avanti. Prima o poi il re sarà nudo e tutti lo vedranno per quello che realmente è.

Il rispetto si trova là dove qualcuno si è già onestamente guardato allo specchio.

“The road is long, we carry on
Try to have fun in the meantime”

Gratitudine – how to be grateful

Gratitudine, questa sconosciuta! Quale vero significato ha essere grati? Raccontarselo a parole? Fare un inchino verso un’entità non pervenuta? Dire “grazie” ogni volta che qualcuno fa un gesto carino nei nostri confronti? Ringraziare per “educazione”, per “partito preso”, per devozione, per ipocrisia, perché è dovuto? Il punto è che un grazie è spesso una parola data per scontata e pare sempre essere un gesto rivolto verso l’esterno.

La gratitudine è un sentimento, viene dal cuore e dovrebbe essere designata verso di esso, verso se stessi quindi, oltre che verso l’esterno. Essere grati significa emozionarsi della vita, lasciarsi commuovere dal ciclo della vita, da un giorno di sole perfetto anche se in mezzo al traffico per andare al lavoro, da qualcuno con cui si collabora o che si incontra e con il quale ci si sente particolarmente sintonizzati, sulla stessa lunghezza d’onda. Essere grati significa smettere di dare per scontata la propria casa, l’acqua calda che esce dai rubinetti, il cibo mangiato tre volte al giorno, essere perfettamente sani o essere malati ma essere ancora vivi. Essere grati significa godere della musica, dei colori del mondo, dei viaggi, delle persone che ci circondano e ci vogliono bene – anche se fossero due sole al mondo, esistono. Essere grati significa riconoscere le persone che ci sono state per noi e con noi, con le quali è stato condiviso un percorso insieme, anche se non per sempre.

Essere grati significa anche vivere per coloro che non possono più vivere, onorandoli con la nostra stessa vita.

Come sviluppare la gratitudine? Mano sul cuore spirituale, al centro del petto, affermare grazie alla Vita, alla propria vita; grazie a tutti trilioni di cellule che compongono il nostro corpo, grazie al proprio DNA che ha permesso di essere, geneticamente, tutto quello che si è. Grazie a chi ci ha dato la vita, grazie a chi la vita l’ha perduta per noi nella sofferenza, nella malattia, nella lotta, grazie a chi ci ha preceduto. Grazie a tutto ciò che si ha, che si è, che si è stati. Grazie all’oggi, all’ essere vivi anche oggi. Grazie a ciò che è rimasto.

Così, grazie alla Vita e all’abbondanza della Vita.

Ogni giorno trovate qualche minuto per ringraziare: cambia la prospettiva dell’esistenza.

Fiore di Bach consigliato: Willow per interrompere il circuito chiuso delle lamentele nei confronti di tutto e di tutti – ripristina la capacità di assumersi la responsabilità della propria vita.

Have a nice Easter – passate una Buona Pasqua

Radicamento

In un’epoca in cui il caos regna sovrano, restare radicati dentro se stessi significa evitare di farsi spazzare via da incessanti e preoccupanti news, fake news, fobie personali, paure – appositamente – pilotate. Perdere il lume della ragione non serve, non aiuta e soprattutto non risolve niente. Sarebbe più utile invece imparare a restare radicati dentro se stessi.

Riconnettersi alla Madre Terra attraverso radici robuste che partono dal centro del cuore Anahata – stando seduti su una sedia e con i piedi appoggiati alla terra, posizione eretta – per affondare nel nucleo centrale della Terra, là dove il grande magnete risiede come un sole acceso dalla potenza enorme, insondabile. Le radici non sono radichette qualsiasi, ma radici di una sequoia millenaria che sta lì affondata nel terreno da secoli e secoli e che nessuna tempesta è mai riuscita a far crollare.

Lasciare andare in questo nucleo le proprie ansie, frustrazioni, paure, fobie, incertezze: la terra tutto trasforma e tutto rigenera, indistintamente. Fare rifiorire altre qualità, opposte alle precedenti. Certezza, tranquillità, stabilità, forza, coraggio.

Il radicamento è seguito da una connessione con il Divino, il Cielo, il Padre, l’Universo attraverso un sottile filo luminoso che parte dalla fontanella, all’apice della testa: l’Universo o Padre Celeste, attraverso un mantello protettivo fatto di cielo e stelle scende per appoggiarsi sulle spalle, sul capo, avvolgendo l’individuo di Fede, certezza, sicurezza, presenza infinita.

L’aspetto puramente genitoriale del concetto di padre e madre è qui superato: la connessione è stabile tra due forze primordiali ed eterne che costituiscono il mondo e l’Universo; esse sono uno specchio di stabilità, integrità, abbondanza, rettitudine, presenza, accoglienza totale. Ognuna di queste sfaccettature va vissuta, sentita, integrata, provata. Non si tratta solo di un pensiero, di una parola o di un richiamo. Fanno parte della Vita e dell’esistenza, diventano situazioni reali, quando praticate.

Restare sani interiormente e integri nella propria verità nonostante gli accadimenti è fondamentale per evitare di inciampare e cadere nella follia, nella paura, nella psicosi, nella frenesia, in una forma di stress ulteriore che andrebbe ad incidere su un sistema nervoso già sotto pressione per ogni singolo giorno da affrontare nella quotidianità.

Il radicamento porta ad una forza interiore e a una stabilità – anche emotiva – che va coltivato quotidianamente per non farsi sopraffare, per continuare a vivere delle piccole e grandi gioie che ogni giorno di Vita porta con sé, anche e solo per il fatto di esistere e di fare parte di questo grande viaggio.

Fiori californiani consigliati:

Redwood: elargisce grande energia fisica, lavora sulla spina dorsale, sul ripristino energetico del corpo fisico, agisce sulla buona salute in generale.

Mariposa Lily: per riconnettersi alla matrice materna, farla propria, per sentirsi accolti e amati dal femminile sacro. Per essere madri di se stessi.

Splendid Mariposa Lily (gamma Range of Light): connessione con la Madre Terra, con lo spirito materno ancestrale; utile per sanare il dolore che l’Anima percepisce a causa di guerre, disuguaglianze razziali, disastri ecologici e umanitari.

“Where’s your backbone, brother?”

“Dov’è la tua spina dorsale, fratello”?

Libri consigliati

Copertina del libro 'Trattato di Funambulismo' di Philippe Petit, con un'immagine in bianco e nero di un acrobata in equilibrio su un filo.

Sembra non c’entrare nulla con l’argomento, apparentemente all’opposto di questo articolo, Radicamento. In realtà non c’è nessuno di più radicato di un funambolo, professionista come Philippe Petit. Ho imparato molto da questo testo, sono lezioni di vita importanti quelle che da lui parlando di funambolismo. Philippe Petit durante le sue esibizioni è pienamente presente, radicato al filo, sospeso nel cielo, con una concentrazione assoluta, totale. E questa presenza, questa fiducia in ogni suo passo e in se stesso, cosciente di non potersi permettersi alcun errore di distrazione, sono sinonimo di potente radicamento: se durante le camminate sul filo fosse stato, per un istante solo con la testa tra le nuvole, non avrebbe potuto fare quello che ha fatto. Sarebbe morto cadendo.

“L’errore è partire senza speranza, lanciarsi senza fierezza nella figura che si è certi di mancare” P. Petit

“Non ho mai paura sul filo, sono troppo occupato. Temete qualcosa, lo so benissimo. Di che cosa avete paura?” P. Petit

“I limiti esistono soltanto nell’anima di chi è a corto di sogni” P. Petit

Assenza: non sempre è come sembra

La mancata presenza fisica di una persona che si vorrebbe avere al proprio fianco, non sempre è sinonimo di pura assenza nel senso di mancanza o carenza. A volte quel vuoto è semplicemente uno spazio preparatorio, una sorta di anticamera energetica che precede un evento: esso rappresenta uno spazio sacro, un momento necessario all’interno del quale è importante sentire se stessi nell’attesa di ciò che si desidera. Capire se si è pronti ad accogliere il proprio voluto desiderio. E se quel desiderio è chiaro, definito e soprattutto scelto. Personalmente scelto, senza condizionamenti esterni.

Il vuoto percepito dentro se stessi va compreso, prima ancora di essere colmato. La distanza o l’assenza temporanea da una persona non determina il fatto che questa non sia presente nella nostra vita. Anzi, in alcuni momenti la possiamo sentire molto più presente e di sostegno seppure nel mondo fisico non sia momentaneamente manifesta. Questo accade quando si verifica una connessione – o allineamento – spirituale ed energetico tra le due parti. Un pensiero, una preghiera, un profondo desiderio comunicano anche durante un’assenza fisica. E i messaggi arrivano, quasi la presenza fosse toccata a pelle.

Al contrario, quante volte è capitato che, nonostante una presenza fisica accanto, ci si sentisse soli e abbandonati? Allo stesso modo questa realtà energetica è reale: presenza, ma in realtà assenza. Quando la presenza è assenza, tanto vale a parer mio, valutare solo l’essenza di se stessi. Quante volte in coppia o in compagnia ci si è sentiti soli e vuoti? Eppure la fisicità era presente. Mancava una presenza di spirito, mancava un livello energetico predisposto ad esserci, a supportare, ad ascoltare, a restare: una presenza tanto consistente da poterla sentire persino … in sua assenza.

Attraverso il mondo onirico si svolgono situazioni che, molto probabilmente, prenderanno forma – in un momento opportuno – nel mondo fisico; e, in ogni caso, s svolgono su un altro piano esistenziale, quello energetico. Non vedere – o sentire – una persona per settimane non significa essere disinteressati: a volte significa piuttosto crescere dentro per farsi trovare pronti. O dare spazio prima a se stessi per essere completi il più possibile.

L’assenza data una dipartita improvvisa e dolorosa può essere sostenuta dal mondo spirituale: i nostri predecessori, gli avi e le forze spirituali sostengono e proteggono la vita individuale dei propri cari che vivono nel mondo fisico.

Alcuni specifici rimedi floreali aiutano a sostenere questi processi per andare oltre ad un vuoto interiore percepito, come fosse un vuoto abissale.

Angel’s Trumpet fiore californiano: rimedio insostituibile quando si vive un lutto. Questo fiore aiuta semplicemente e delicatamente ad accettare la morte, l’assenza fisica, a colmare l’abisso interiore grazie alle forze supreme che sostengono l’individuo in un processo di accettazione della morte.

Cherry Plum fiore di Bach: quando un atteggiamento di perenne e assoluto controllo sugli eventi e sulle persone scollega l’individuo dal lasciarsi andare al flusso della vita. Cherry Plum dona la capacità di affidarsi e lasciarsi andare ad un potere superiore.

Bleeding Heart fiore californiano: per sciogliere il senso di attaccamento e di vuoto dato dalla mancanza o dalla perdita di una persona amata. Quando la separazione tra due soggetti è vissuta come un lutto. E in caso di lutto. Il fiore aiuta a gestire e ad affrontare il senso di attaccamento, aiuta a ritrovare se stessi nella propria indipendenza emotiva e autonomia affettiva.

“Your shadow moves across a lonely room”

Film consigliati:

Copertina del film 'Nosso Lar', con il titolo in evidenza e immagini di personaggi sopra un paesaggio futuristico.

Interessante o Interessato ?

La lusinga dell’interessamento non di rado porta a prendere strade che spesso non corrispondono al vero benessere destinato all’individuo: si cede all’ego sottostimato o alla carenza di affetti davanti a parole o gesti immediati di elogio e carinerie. Qualcuno è interessato alla nostra persona, ma è d’altro canto davvero interessante?

Non è facile capire realmente da cosa si sia attratti: le dimostrazioni di “amore immediato”, il ricevere “tutto e subito” nel nome della “fiducia” sono esche molto ambite. Alcuni gioielli però, risiedono nel profondo, oltre alle parole, oltre a gesti impressionanti, oltre al compiacimento, al love bombing. Alcuni gioielli sono rari e spesso non ci si sente all’altezza di indossarli: nel mondo delle relazioni alcuni sono interessamenti a senso unico e si finisce che una delle parti sceglie di adeguarsi senza sentirsi veramente o profondamente attratto.

L’abitudine ad elemosinare calore affettivo conduce a un livello mediocre la personalità, che tenderebbe piuttosto al meglio per se stessa, per natura, per evoluzione. Come evitare di cedere a dimostrazioni ed elogi da parte di qualcuno di interessato alla nostra persona, ma non davvero interessante per se stessi?

Sentire. Ascoltare. Nonostante i gesti o le parole, ci si sente al sicuro? Il sistema nervoso è tranquillo, la mente calma? O si sragiona, i pensieri sono fuori controllo? Si vive un senso di stabilità al fianco a questa persona o di instabilità, di confusione? I messaggi e le azioni sono coerenti o si annullano dimostrando il contrario e gli opposti di volta in volta? Ci si sente confusi o tranquilli, a proprio agio o in pericolo? Ci si adegua e converte a ciò che viene mostrato e detto anche quando non lo si condivide fino in fondo? Si ha una vera attrazione, anche fisica, oppure no, ma si cede a lusinghe perché “così va fatto” o così “non si fa brutta figura” o, ancora, così non resto solo/a?

L’adeguamento o l’interessamento a senso unico e l’assenza di una sana condivisione egualitaria reciproca, difficilmente portano ad un rapporto sano. Quando questa dinamica la si riconosce, si può decidere di cambiare direzione: nessuno è obbligato a stare dove non si trova bene.

Così, scegliendo per se stessi, si sceglie anche per il proprio destino: dove stare – e con chi – e dove non stare. Domandarsi se si è realmente interessati a qualcuno o se l’interessamento di qualcuno ha convinti a restare anche quando le condizioni non sono esattamente favorevoli, o piacevoli.

Be aware of your choice.

Siate consapevoli delle vostre scelte.

Fiori consigliati:

Cerato fiore di Bach, per credere in modo indiscusso al proprio sentire.

Buttercup fiore californiano: per ripristinare il senso di autostima nei confronti di se stessi.

Echinacea fiore californiano: per ricostruire un’identità spezzata.

Take it
Take it back
All the doubt and the lack
And that knocking sense
Of insecurity

Sahasrara: il pesce puzza dalla testa

Simbologie religiose e pagane

“Mithra è un copricapo papale e vescovile nato intorno al X secolo d.C.: inizialmente la sua forma era a cono, a dimostrare l’elevazione spirituale e l’unione con il Divino. Il simbolo di questo copricapo, utilizzato durante speciali funzioni ecclesiastiche, assume il significato di ambire a Dio, di conferire a un alto merito, allo stesso tempo di deporre, lasciare andare, affidarsi. Ma la mitra ha radici molto più antiche e profonde.

All’epoca dell’antica Persia era una fascia di protezione utilizzata per cingersi la vita e il petto (protezione del terzo e del quarto chakra), successivamente utilizzata come copricapo, un turbante, per proteggere la testa (settimo chakra). Mithra, anticamente, era rappresentativo del dio persiano della luce che, per offrire l’immortalità ai propri fedeli, veniva raffigurato mentre sgozzava un toro per liberarlo dai mali del mondo. Il paganesimo, durante l’epoca fenicia, celebrava il dio Dagon, un dio dalle fattezze di un pesce, il cui simbolismo era collegato alla rinascita e alla fertilità della natura; osservando di profilo il copricapo papale-vescovile, la mithra, è facile notare l’evidente somiglianza con la bocca spalancata di un pesce che punta verso l’alto, verso la divinità o un’entità superiore.

Dal I secolo d.C. i cristiani composero un acrostico – iniziali di parole che formano un senso compiuto – della parola greca Ichthys: Iesous Christos Theo Yios Soter, (ICTYS): Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore. Il termine greco Ichthys lo si ritrova nel Nuovo Testamento e indica il termine “pesce”. Durante l’epoca pagana, Ichthys – interessante notare la somiglianza con il termine ictus – rappresentava anche il figlio della dea Atargatis, nota anche come Afrodite, dea dell’Amore. La cristianità, sin dal terzo secolo dopo Cristo, utilizzerà il simbolo del pesce come rappresentazione della fede in Cristo ( ἰχθύς, ichthýs = “pesce”, poi abbreviato come IC-XS nell’iconografia classica dal significato “Colui che è” ).

La simbologia del pesce si ritrova anche nei miti egizi: il pesce del Nilo inghiotte il pene di Osiris, divinità egiziana e re mitologico dell’Antico Egitto. Il pesce era considerato anche simbolo sessuale della dea Isis, la Grande Madre, dea della Vita, della fertilità e della guarigione.

Quando “il pesce puzza dalla testa”, anche il resto del corpo rischia di essere buttato: quando non si attivano le facoltà di Sahasrara, quando si perde la connessione con il divino, si perde la connessione con il proprio destino e questo può condurre a problematiche provocate da una lotta interiore che crea un profondo diverbio tra Anima e personalità.”  

Tratto da: Chakra e rimedi floreali – il sistema dei chakra abbinato ai rimedi floreali.

Quando the head, il capo – inteso come autorità – puzza dalla testa ed è in stato di decomposizione, il resto della struttura sociale ne è una delineata conseguenza e palese rappresentazione. La fine dell’epoca astrologica dei Pesci iniziata oltre duemila anni fa, segna anche la fine delle teste marce. Questi passaggi epocali – non esattamente Istant Karma – necessitano di tempo per svolgersi e adeguarsi ad un nuovo processo, un nuovo paradigma sociale su larga scala. Il caos generale di questo transito, l’ipocrisia sfacciata nel tentativo di mantenere in vita un sistema in decomposizione – ma già defunto – non sono che l’inizio di una nuova, solidale epoca. Ma come ogni nuovo inizio, questo transito richiede un grande sacrificio per un sistematico, radicale e duraturo cambiamento.

Siano benedette tutte quelle Anime votate a questo nuovo inizio.

Downpressor man where’re you gonna’ fuckin’ run to?”

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un fiore di loto in gradazioni di viola e arancione.

Ajna: l’arte di vedere oltre

Quanto più ci si focalizza su un obiettivo, quanto più il corpo è predisposto a raggiungere quella direzione: il corpo va dove lo sguardo si posa. Questo è uno degli insegnamenti dello yoga. Quando l’obiettivo è sfocato o poco chiaro, i segnali di ritorno sono altrettanto confusi: scegliere accuratamente e visualizzare quello che si vuole è determinante per ottenerlo. Ma c’è un altro fattore da tenere in considerazione: la lente attraverso la quale si guarda il proprio obiettivo, la lente attraverso la quale si guarda il mondo. Utilizziamo la lente della sfiducia, del sacrificio, dell’amore che non esiste, del sarcasmo geloso per la fine di una relazione? O utilizziamo una lente focalizzata sul bianco all’interno del nero e viceversa – come suggerisce il Tao – una lente riflessa sulla fiducia, la perseveranza, i nuovi inizi, sulla vita piuttosto che la morte, sui vivi piuttosto che sui morti? Consapevoli o no del proprio punto di vista, la lente che adoperiamo per vedere il mondo rappresenta il mondo stesso. Ajna chakra – o terzo occhio – presiede al mondo come conseguenza di una visione interiore.

Il contesto sociale in cui si cresce diventa la lente e lo sguardo riflesso sul mondo, relazioni e situazioni di vita diventano quel mondo, diventano realtà. Un cambio di prospettiva interiore – una presa di coscienza – permette di vedere il mondo in modo differente, rifesso attraverso uno specchio diverso: attraverso gli occhi e le azioni dell’altro.

Il mondo esterno riflette l’universo che si cela dentro ognuno: la paura, la rabbia, il diniego, l’apatia, l’autenticità, la dolcezza, lo stupore, l’amore, la fragilità, la bellezza. Quando guardo il mondo con occhi diversi, il mondo cambia: la dignità, la fortezza, la sicurezza, la vulnerabilità, la gentilezza mi permettono di incontrare queste sfaccettature in una realtà personale e, conseguentemente, collettiva. Si guarda il mondo per quello che si è: se vogliamo vedere un mondo migliore, è necessario vedere il bello prima dentro se stessi.

Fiori consigliati per un cambio di prospettiva:

Gorse fiore di Bach – per passare da una modalità di depressione ad una di speranza, iniziare a vedere la luce dove si trova il buio.

Sweet Chestnut fiore di Bach – speranza di vita, di risoluzione dopo aver attraversato la Notte buia dell’Anima, il senso della speranza ad un’ottava superiore, la luce in fondo al tunnel.

Queen Anne’s Lace fiore californiano – aiuta a focalizzarsi e vedere prima dentro se stessi, poi fuori, cambio di prospettiva e proiezione interiore; utile a chi ha problemi di vista.

Primo piano di una maschera egizia antica con tratti dorati e dettagli blu, focalizzandosi sugli occhi.

Per saperne di più:

Copertina del libro intitolato 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un fiore di loto su uno sfondo astratto dai toni caldi.

“Sometimes when I look deep in your eyes I swear I can see your Soul”

Vishuddha: manifestare se stessi

Vishuddha chakra di colore azzurro/blu si trova al centro della gola, proprio nel punto della fossetta. Legato all’elemento suono, Vishuddha da un punto di vista fisico governa la tiroide, la gola, le corde vocali, la laringe, la faringe, il collo. Da un punto di vista esistenziale invece, all’interno di Vishuddha esistono situazioni famigliari e personali legati all’auto espressione, al fallimento o al successo, ai segreti, le bugie e le parole non dette, alla Verità, alla creatività, alla realizzazione dei progetti. La manifestazione di se stessi passa attraverso una strettoia dettata dal cuore e dalle visioni e intuizioni del terzo occhio, Ajna chakra.

Cosa significa manifestare se stessi? Significa esseri visti attraverso la propria voce, il proprio essere; significa mostrare cosa si ama, mostrarsi a chi si ama, mostrare il proprio ruolo nel mondo come Anima incarnata, mostrare amore verso se stessi. Significa parlare, cantare, usare l’arte o qualsiasi forma di ingegno e metterla al mondo. Vishuddha si occupa di rendere manifesto un pensiero, un sentimento, una volontà, là dove rendere manifesto significa rendere visibile.

Verità è la parola chiave di questo chakra e di questa epoca, o forse di tutte le epoche. Il Verbo terrorizza più di qualsiasi azione. Spegnere voci è un modo per sopprimere la dichiarazione di esistenza degli individui: attraverso la voce e le azioni sappiamo di esistere. Questo è il ruolo del chakra della gola, potersi esprimere nella forma dell’Anima e che l’Anima ha chiesto di sperimentare.

Nel chakra della gola risiede la creazione ad un livello più sottile.

La manifestazione fisica di un individuo data dal potere creativo-riproduttivo del primo chakra Muladhara può essere fatta fisicamente sparire. Mentre la manifestazione creativa di Vishuddha non può morire: dal momento in cui si manifesta, qualcuno è già pronto ad ascoltare. Le parole che le orecchie odono non vanno nel dimenticatoio: esse cadono nel conscio e nell’inconscio sviluppando nell’individuo una nuova informazione da gestire che cambierà per sempre il suo modo di vivere.

L’afonia di espressione di un individuo attuata per timore, per obbligo, per ricatti imposti compromette l’integrità di una persona. Il taciuto e l’inespresso troveranno comunque una via di uscita per urlare la propria Verità, per manifestare la propria esistenza. Esprimere la propria verità significa rispettare se stessi.

Quanto c’è ancora da dire, da creare, da fare? Quanta bellezza c’è ancora bisogno di manifestare? E quanta Verità deve ancora venire alla Luce? Conoscere la Verità significa arricchire la propria coscienza.

Fiori californiani suggeriti:

Indian Paintbrush – spinta e vitalità nel portare avanti progetti e idee.

Iris – incentiva l’espressione creativa, quando c’è “il blocco dello scrittore”.

Lady’s Slipper – per ritrovare e perseguire il proprio talento, per valorizzare le proprie abilità anche nel quotidiano.

E’ una grande responsabilità quella di usare la propria voce per tutte quelle persone nel mondo che non sono mai state ascoltate anche quando urlavano

Statua di un uomo con una tunica e un libro, che guarda con espressione seria.
“Tremate più voi nell’esprimere questa sentenza che io nell’ascoltarla”
Giordano Bruno

“Be yourself is all that you can do”

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di una fioritura di loto in tonalità violacee e arancioni.

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Where Love can be found

Dove può essere trovato l’Amore? Attraverso un’altra persona? Un partner, un genitore, un’amico/a, un figlio? Un’esperienza? L’Amore può essere trovato attraverso l’esperienza di se stessi nel mondo, attraverso l’accoglienza dei propri limiti, dei propri passaggi esistenziali: ad un certo punto non si è più gli stessi di prima, accade qualcosa, ci si trasforma. E accogliere se stessi in una nuova forma, cedendo al passato il proprio se stesso che è servito per crescere e per mutare interiormente, permette di prendere un leap of Faith, un salto nel vuoto o, nella Fede. Non in qualcun altro ma in se stessi e nella propria nuova forma – o anche formula – esistenziale.

Il cambio interiore è necessario se non si vogliono ripetere le stesse azioni, gli stessi pensieri, modalità ed esperienze. Un individuo è ciò che è nella propria essenza, ma la Vita è fatta per comprendere chi si è e per azzardare a qualche cambio nel momento in cui la vita è stata sofferente e dolorosa. I cambiamenti sono rivolti al raggiungimento di qualcosa di migliore, di benevolo verso la propria persona. Non si cambia per qualcun altro, più probabile è che l’altro ci mostri dove possiamo cambiare, dove sono paure e potenzialità da sviluppare.

La fiducia, la gratitudine, la compassione sono pedine fondamentali per trovare l’Amore nei confronti della propria individualità, ci si bisogna aggrappare in alcuni momenti, ma è una formula che funziona sempre. E anche in fretta. Si tratta di una scorciatoia per il benessere interiore: l’unica cosa che richiede è sincerità, onestà di cuore e pratica. La gratitudine non è data per scontata, va nominata, chiamata, fortificata. Così come la fiducia, così colmare le proprie cellule di amore profondo, lo stesso amore che dimostreremmo verso qualcun altro, verso chi amiamo di più al mondo.

Ecco, rivolgiamo quella stessa qualità e quantità di amore che riverseremmo a qualcun altro in noi stessi: cambia la qualità della propria vita, cambia il potere di attrazione, cambia la frequenza emanata. E là dove si dubitava della fiducia altrui, nasce invece un senso di collaborazione, di condivisione, di rispetto.

E sì, impariamo anche a perdonare a noi stessi la stupidità emotiva che ci ha accompagnato per molto tempo.

Fiori consigliati per il benessere del proprio cuore: Holly fiore di Bach aiuta a ripristinare l’Amore puro attraverso l’attraversamento di sentimenti di basse frequenze come l’invidia e la gelosia; porta all’apertura sincera del Cuore. Cherry Plum fiore di Bach per affrontare la paura di lasciare andare il controllo, di lasciarsi andare alla Fiducia, al proprio destino, al meglio che ci si possa aspettare.

Credete ai vostri sogni.

Libri consigliati per l’apertura del Cuore:

Copertina del libro 'La Guarigione delle Ferite degli Alberi' di Silvia Malagoli, raffigurante un albero grande e maestoso con radici luminose, circondato da un bosco di alberi.
Un’opera che conduce in un viaggio profondo e illuminante – Epigraphia Edizioni –

Anahata: sentirsi Uno

E’ difficile descrivere la sensazione di sentirsi Uno, sentirsi un tutt’ Uno con qualcosa, con qualcuno. Non si tratta di fusione empatica, di fusione emotiva che non permette di distinguere un individuo da un altro. All’opposto: sentirsi Uno significa chiedersi innanzitutto se quell’ Unità è frutto di una metà o di un intero.

Sentirsi Uno significa rendersi conto che si è diventati un intero e che, grazie a qualcun altro ci si può rispecchiare in un singolo completo, una unità indissolubile, unica, certa, come un pezzetto di puzzle perfetto che si incastra insieme ad altri solo e se al posto giusto, ma con tutti, per creare un unico insieme, un unico disegno.

La coscienza collettiva è l’insieme di molte unità distinte ma univoche che, ad un certo punto e momento storico, si muovono all’unisono perché hanno deciso chi essere, cosa essere, quale direzione prendere all’unanimità. Così non si è più solo dei singoli individui, si E’ una unità insieme a molte altre, anche a distanza di tempo, di kilometri, di nazioni. Sentirsi Uno non è mancanza di una metà, piuttosto la conferma di se stessi nella propria integra individualità che può incontrare e condividere con gli stessi elementi altre individualità.

Il chakra del cuore Anahata si espande nel momento in cui si incontra l’altro quando si è Uno perché anche l’altro è diventato Uno e sono la stessa entità, ora condivisibile.

Anahata presiede all’Amore per se stessi e, quando raggiunto questo scopo si dirige verso il prossimo, in aiuto del prossimo; non in modo buonista, da salvatore o da crocerossina ma con Verità, con l’individuazione del proprio Io da portare in salvo solo tramite se stessi e per se stessi, con la presa di coscienza del proprio momento, con un forte radicamento prima della grande espansione.

Questo è il tempo dell’espansione del cuore. Approfittiamone.

Vista aerea di una strada grigia con otto persone vestite di arancione allineate al centro, circondate da alberi verdi su entrambi i lati.

https://www.instagram.com/walkforpeace.usa?igsh=anJ6cmVlaHB1eXlk

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un loto viola su sfondo sfumato.

Manipura: credere in se stessi attraverso l’azione

E’ attraverso le azioni che confermiamo noi stessi grazie a capacità e qualità personali; l’azione, in un mondo fisico, vale più di una parola. E’ dimostrazione – prima verso se stessi poi verso il prossimo – della propria fiducia, del credere in se stessi nella volontà del fare, è manifestazione.

Il movimento è dato da un’intenzione, da cosa si vuole ottenere e raggiungere. L’intenzione è individualista, parte da Sè, dall’ego, che non significa per forza egoistica, come molti tendono a confondere – rigidità e dogmi interiori non ammettono pareri, opinioni e conseguentemente azioni diverse da quelle che non rientrano nei propri schemi.

L’azione è affermare se stessi. Anche la completa non azione afferma e dimostra chi si è – che è azione a sua volta, nel momento in cui si è consapevolmente intenzionati a non agire, per scelta.

Nell’immenso bacino del terzo chakra Manipura, si può attingere anche ad altre facoltà oltre al potere della volontà che dirige un’azione: è possibile infatti avere accesso a dignità – che rende un essere umano un guerriero di spirito che lotta per la propria sopravvivenza e quella degli altri – e meritevolezza, caratteristiche fondamentali per trovare e riuscire a stare nel proprio posto nel mondo senza elemosinare, con la fierezza di chi sa di meritare il meglio dalla vita, dal mondo. Facoltà non sempre implicite, ma che è possibile alimentare e riscoprire.

Di certo un consiglio che posso elargire è dato da un paio di fiori californiani fondamentali che aiutano questo processo. Beh, citiamone qualcuno in più…

Echinacea per ripristinare un ego spezzato da traumi profondi antichi e recenti.

Buttercup per alimentare il fenomeno della meritevolezza nei confronti della vita.

Sunflower per riequilibrare un eccesso di ego e al contempo una svalutazione dello stesso.

Centaury fiore di Bach per smettere di elemosinare dalla vita.

Che questo viaggio nonché azione del vivere, sia il più profondo possibile .

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un loto su sfondo luminoso.

Svadhisthana: movimento e direzione

Svadhisthana significa “Dimora del sé“, luogo del sé. Il secondo chakra, in movimento, è identità emotiva: se il sé ha una dimora, significa che ha confini, una stabilità propria ed è esso stesso punto di riferimento. L’immagine simbolo del chakra ci ricorda che la luna è un elemento femminile e che il perpetuo movimento della luna ha il potere di muovere le maree, i liquidi all’interno del corpo umano – l’80% – e tutto ciò che è emotivamente stagnante.

Svadhisthana, pur avendo una dimora, è rappresentato da un movimento – un movimento interiore, una direzione interiore, una decisione interiore. Svadhisthana ricopre la dualità dell’essere o non essere, delle scelte che danno gusto alla vita, che fanno stare bene. Gusto e piacere vanno di pari passo in questa dimora. Il movimento è una decisione presa. L’indecisione crea stallo, un blocco. Quando questo blocco si presenta è utile richiamare il Sé alla sua dimora e domandargli cosa lo fa stare bene o, dall’altra parte, cosa lo appesantisce. Lì sta la risposta e nella risposta c’è una direzione, dunque un movimento.

Intestini, pancreas, reni ma anche il senso del gusto – e del buon gusto – vengono associati a Svadhisthana; blocchi intestinali, problemi legati all’intestino, funzioni metaboliche scarse, insufficienti o compromesse, sono sinonimo di un Sé che non si trova a proprio agio nella sua dimora. Quanti no ci si rifiuta di dire? Quali confini non sono stati ben definiti e quali decisioni utili al proprio benessere sono state omesse? Il corpo risponde a ciò che lo spirito ottiene. Se la dimora è stata invasa, è il caso di riprendersi le chiavi di casa.

Chocolate Lily fiore californiano, risponde esattamente a queste domande, lavorando fisicamente sul ripristino di metabolismi fisici che hanno momentaneamente perso la propria naturale stabilità. Così come il dare e l’avere, equilibri anch’essi spesso dissonanti, la dimora interiore sollecita nel ripristinare i propri spazi sacri e condividerne altri solo per il piacere – e con il piacere – di farlo, senza obblighi, senza schemi, senza false identità.

Questo e molto altro nel libro:

Copertura del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, che presenta una rappresentazione colorata e luminosa di un fiore di loto come simbolo del secondo chakra, Svadhisthana.

Muladhara: il momento di stare

Il simbolo di Muladahra contiene la parola “radice” in modo ridondante: al suo interno il termine sanscrito mula significa radice. La parola sanscrita si trova all’interno di un triangolo a testa in giù, elemento alchemico che simboleggia la terra che, a sua volta, si trova contenuto in un quadrato, altro simbolo riconosciuto ai quattro lati del pianeta e sinonimo di stabilità.

Radice, terra e stabilità sono al centro di un disegno più ampio, un fiore – l’origine della vita – a quattro petali che, a ben guardare sono doppi, uno all’interno dell’altro come a rimarcare il potere della stabilità dato dal numero quattro, gli angoli e i lati perentori e affidabili del quadrato.

La stabilità è terra, è Madre terra, è bosco, Natura, è ossa, piedi e gambe, concretezza nelle cose della vita, materia – da mater – temperanza, stabilità, consistenza, sicurezza. E’ esistenza nel momento presente, l’unico attimo da non perdere. E’ centratura su se stessi e per se stessi, è essere radicati ma flessibili al vento: la troppa rigidità nel radicamento spezza, frantuma, rompe.

Il rimedio floreale associato per eccellenza a Muladhara, fiore dai quattro petali “doppi” l’uno contenuto nell’altro, è Evening Primrose fiore californiano. Evening Primrose è il punto di partenza della propria vita all’interno della materia: promuove lo scioglimento di tensioni, impressioni, sensazioni ricevute e rimaste impresse nell’utero materno – l’uno contenuto nell’altro – e nei primi mesi di vita. Tensioni che riguardano lo stato di famiglia, un sistema famigliare; precarietà, instabilità, senso di mancata sicurezza trovano risposte nell’uso di questo rimedio che, tutt’altro dal “credere o non credere” se funziona – in fondo, tutto è una credenza – o se non funziona, va profondamente a sollecitare questioni di vita impresse sin dal primo composto di materia, o incarnazione quale che siamo stati e siamo tutt’ora.

Il sangue e la carne che genera un feto sono ancestrali e generazionali, passati da donna a donna, da unione a unione, da credenza famigliare a credenza famigliare. Per questo è importante riuscire a stare dentro se stessi, con fortezza e fiducia, flessibilità e radicamento.

Il sistema dei chakra abbinato ai rimedi floreali: questo e molto altro nel mio libro.

Copertina del libro 'Chakra e Rimedii Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un fiore di loto multicolore su sfondo sfumato.

Guarire il passato: l’incredibile lavoro di Evening Primrose e Saguaro, fiori californiani

Quando il mix di fiori californiani è particolarmente azzeccato e la persona predisposta ad un cambiamento profondo, l’azione di alcuni fiori californiani agisce ad un livello profondo manifestandosi tramite sogni che parlano davvero chiaro: una modalità che ha il subconscio di comunicare eventi e fatti accaduti che non sono stati esattamente – o per niente – elaborati dalla coscienza.

La miscela perfetta data dai fiori californiani Evening Primrose e Saguaro ha un effetto quasi paragonabile ad un incontro di Costellazioni Famigliari: Evening Primrose agisce su tutte le impressioni ricevute nell’utero materno e nei primissimi mesi di vita; Saguaro riconnette a ciò che è stata una linea famigliare che si è svolta per molto tempo, affinché venga riconosciuta e onorata.

Saguaro permette di contattare schemi famigliari che si sono protratti nel tempo, atteggiamenti ancestrali che dai nostri avi, anche tramite un discorso genetico, si sono instaurati nella nostra vita: alcuni modi di fare però e ad un certo punto, non risultano essere più consoni ad un cambiamento interiore e Saguaro aiuta a riconoscere che il passato degli antenati è passato, ma va visto e riconosciuto, consacrato, per poter essere lasciato andare. Saguaro mostra chi ha varcato la soglia e chi, ancora oggi e nonostante il passaggio del tempo, teniamo legato a noi sebbene la soglia sia stata oltrepassata. Questo attaccamento non è sano per entrambe le parti: ai vivi non permette di vivere pienamente e ai morti non permette di procedere nella propria evoluzione oltre al velo. Saguaro mostra chi abbiamo lasciato andare e chi no, dispiega i suoi petali affinché venga riconosciuto come sacro sia il passaggio che l’esistenza di chi ci ha preceduto per concedere a noi stessi e alla nostra di vita di continuare, piena di Vita!

Evening Primrose svolge un ruolo fondamentale per sciogliere impressioni ed eventi rimati impressi nell’utero materno, non solo da parte di nostra madre, ma anche nel proprio. Riconoscere un feto mai nato, un aborto, dare un nome a figli mai nati, significa riconoscere un’anima che ha fatto un breve percorso terreno nella nostra vita incarnandosi, anche se per poco tempo – o il tempo necessario. Il riconoscimento di bambini mai nati riporta, ad un livello famigliare e cioè su tutti i membri della famiglia, un ordine preciso, un riassestamento energetico che sblocca situazioni stagnanti e ripetitive. In questo modo la vita vera può procedere.

La combinazione di questi due fiori californiani agisce non solo sulla persona che li assume ma, su un piano esistenziale, si muove sia sulle generazioni passate che su quelle future – figli, nipoti.

Un lavoro energetico famigliare sorprendete quello di Saguaro e Evening Primrose abbinati insieme: lo consiglio per chi intende iniziare a risolvere dinamiche personali e famigliari di cui spesso non se ne conosce l’origine perché radicate in un passato lontano. Ma è da lì, dalle proprie origini, che hanno sede e risposta molte dinamiche.

Portiamo nel Cuore profonda e infinita riconoscenza verso la matrice da cui si proviene, i nostri avi: essi ci hanno donato la Vita, se esistiamo è grazie a loro.

I regali di Babbo Natale: sintonizzarsi con l’Universo

E’ possibile ottenere ciò che si vuole? Sì, alle volte è possibile. Per due volte ho fatto esperienza della possibilità di ricevere esattamente quello che avevo chiesto all’Universo. La prima volta ho pensato potesse trattarsi di una sorta di “buona sorte”, ma la precisione nei dettagli e il tempismo in cui si è manifestata la seconda richiesta, non ha lasciato spazio ad alcun dubbio: ottenere ciò che si desidera è possibile.

Qual’ è la ricetta? Per prima cosa non si ha a che fare con richieste che non rispondono all’evoluzione dell’individuo. L’evoluzione dell’individuo è data dalle esperienze e dalla comprensione delle esperienze fatte, ciò sta a dire che la personalità mira al proprio benessere interiore: quindi, l’obiettivo del raggiungimento di un benessere interiore – o gioia – è il punto di partenza. La valigia piena di soldi? No, stiamo nel concreto. La valigia piena di soldi in pochi la saprebbero gestire nel modo migliore e forse farebbe più danno che utile. La valigia di soldi potrebbe essere un mezzo, ma il fine reale quale sarebbe?

Di cosa si ha bisogno per stare bene e vivere meglio? Oppure, qual’è la necessità primaria in questo momento? La domanda giusta verso se stessi è FONDAMENTALE. E l’unica risposta corretta è: il proprio bene. Esempi: Un lavoro: mi interessa il tipo di lavoro? No, mi interessa sapere che all’interno di un contesto lavorativo posso trovarmi bene, sia in senso economico, che in termini di tempo – un part-time pagato come un full time, il mio tempo è prezioso. E un lavoro con colleghi di un certo livello coi quali ci sia la possibilità di confrontarsi alla pari, o magari dai quali sia possibile imparare ed essere ispirati. Magari avere carta bianca per quello che sono le proprie competenze lavorative, riconosciute economicamente.

Di solito si conosce quello che non si vuole più: per sapere cosa si vuole è indispensabile chiedere a se stessi cos’è che fa stare bene, di cosa ha bisogno quella parte di Sé che desidera stare bene.

Una precisa intenzione, obiettivo chiaro e definito, assenza di sensi di colpa e del dubbio di meritevolezza, smettere di elemosinare, alzare il tiro con le richieste anche se sembrano “troppo”. Questa è la ricetta. Un ultimo ingrediente fondamentale: avere il coraggio di chiedere il meglio per la propria esistenza. E non preoccuparsi del come il tutto potrà essere esaudito.

Allora accadono i miracoli. Il vero miracolo non è dato dal fatto che le richieste si materializzano. Il vero miracolo è che le richieste materializzate vanno oltre ad ogni aspettativa. Perché l’Universo è Vita e la Vita è Abbondanza e l’Universo ama l’abbondanza e premia coloro che sono pronti a riceverla.

Sintonizzatevi sull’abbondanza piuttosto che sulla scarsità. E sull’ infinita gratitudine. E’ tutta una questione di frequenze.

Scegliete quelle che vi fanno stare bene.

Have a beautiful, joyful and sparkling Christ … mas .

Resina – c’è sempre una soluzione

Resina è un breve testo che ho scritto in due giorni e due notti – soprattutto due notti: ho sempre trovato una connessione tra il mondo delle piante e gli esseri umani. La vegetazione sul pianeta terra esiste da oltre 3,5 miliardi di anni mentre l’essere umano esiste da circa 200 milioni di anni, poco più o poco meno. E’ evidente che siamo figli della Natura.

La resina delle piante ad esempio, viene prodotta nel momento in cui si presenta una ferita sul tronco: per evitare che agenti esterni provochino una contaminazione con la possibilità di portare malattie o ulteriori spaccature, la pianta stessa produce resina là dove si manifesta la ferita, come strumento di guarigione.

Questa auto guarigione mi ha fatto riflettere e mi sono domandata: se il codice genetico umano è costituito anche dal codice genetico dei vegetali, qual’ è la nostra resina che ci permette di guarire nel momento in cui subiamo una ferita?

La domanda è retorica. Ma neanche troppo. Per ferita intendo una ferita interiore che ha fatto sanguinare il cuore, che ha allontanato dal mondo delle relazioni o che ha permesso ad agenti esterni patogeni di entrare per fare ulteriore danno, senza avere modo e conoscenze per ripararla o per sapersi difendere.

Ci troviamo all’interno di un quarto chakra, Anahata Chakra che, non certo a caso, è di colore verde smeraldo come l’erba nascente in primavera e presiede al mondo delle relazioni.

La guarigione delle ferite degli alberi è un breve testo che vuole portare un po’ di consapevolezza e di umanità nonostante le ferite del cuore – nota bene: di solito si parla delle ferite subite e mai di quelle inferte… n.d.r. – ma anche considerazioni e punti di vista risolutivi, grazie alla resina emotiva, diciamo così, che ognuno può produrre per cercare di guarire se stesso e salvaguardare le proprie relazioni, future e presenti.

Ne fanno parte i capitoli:

Macerie

Crescita emotiva

To give love one more chance

Chiaroveggenza

E’ importante sapere di non sapere nulla

Pensavo ci fosse solo il passato, invece esiste anche il nuovo

Qualcosa o qualcuno?

Resina

“Il cuore ricorda benissimo le proprie ferite, ma non per questo si lascia intimidire. Il cuore è impavido, trova il coraggio o i mezzi per superare e trascendere, è legato all’anima e l’anima non si arrende, prosegue il suo viaggio... ”

Questa è la resina che solca cuori infranti, la guarigione che riversa il suo liquido appiccicoso tra le ferite dell’anima per rimarginarle, per non permettere di essere intaccata durante un processo di crescita, proprio come accade negli alberi solcati, tra una scanalatura e l’altra, dalla resina.”

Copertina del libro 'La Guarigione delle Ferite degli Alberi' di Silvia Malagoli, raffigurante un albero maestoso con radici visibili e un effetto luminoso al centro, circondato da un bosco animato.
Un’opera che conduce in un viaggio profondo e illuminante

Chakra e Rimedi Floreali: why not?

Venti anni fa ho iniziato un percorso personale con Ricercatori di Verità, insegnanti di meditazione e di crescita personale; qualche anno più tardi ero ad un bivio nella mia vita, una spaccatura tra lo studio dell’Ayurveda e lo studio della Floriterapia. Scelsi la seconda opzione. Durante un corso a Bologna sui fiori Californiani, quell’anno venne una nevicata straordinaria che non mi permise di raggiungere Bologna per finire l’ultima sessione del corso e avere il diploma cui tanto ambivo.

Dopo quell’accadimento non mi sono arresa e ho avuto l’onore e la fortuna di frequentare altri corsi con personalità di altissimo livello in ambito di floriterapico: Julian Barnard detentore della casa di Bach e del suo sito nel Galles, il Dottor Orozco, i medici Athul e Rupa Shah per i rimedi Himalayani. Un grande privilegio.

Nel corso di quegli anni di pratica e di studi, l’idea di unire queste conoscenze che andavano dalla Floriterapia alla conoscenza – e coscienza – di se stessi tramite l’approfondimento del sistema Chakra, andava sempre più crescendo e manifestandosi, tanto da iniziare a scrivere un testo che avrebbe preso circa quindici anni della mia vita, unendo a queste due materie anche concetti fondamentali di Metamedicina.

Solo quest’anno, nel 2025 e dopo il giusto allineamento planetario che mi ha permesso di trovare un’editore che ho apprezzato molto, una correttrice di bozze che porta il mio stesso nome e dalla caparbietà molto simile, un editor di immagini davvero perspicace, è uscito il tomo e manuale – perché di un manuale si tratta – di oltre cinquecento pagine di esperienze di vita e ricerca che ho voluto condividere. Magari anche soluzioni efficaci.

Sperando possa essere di gradimento, perché non pensare ad un regalo di Natale diverso dal solito, con argomenti che toccano spiritualità e praticità di vita con metodi risolutivi tramite l’uso delle frequenze dei Fiori?

Il testo si divide nella descrizione dei 7 Chakra all’interno dei quali c’è un ulteriore suddivisione tra la parte fisica governata da ogni chakra e la parte esistenziale: ogni chakra racchiude schemi di vita, situazioni di vita. E per ogni chakra ed ognuna di queste due realtà, fisica ed esistenziale, il libro offre più soluzioni tramite l’uso dei rimedi floreali (fiori di Bach, Californiani e Himalayani) ancora una volta rivolti sia ad una parte fisica dell’individuo, che esistenziale come possibile soluzione di temi che coinvolgono la vita ordinaria di oguno.

Mi auguro possiate avere voglia di accedere a questo testo con curiosità e il desiderio di acquisire nuove informazioni in merito e grazie a ciò che il Dottor Bach disse molto tempo fa e senza il quale anche questo libro non sarebbe forse potuto esistere:

Guarisci te stesso

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, che esplora il sistema dei Chakra e i rimedi floreali, con un'immagine centrale di un fiore.

Quando l’ego è utile – anche alla collettività

Per decenni con l’arrivo delle pratiche orientali e grazie ad un mix di buonismi religiosi e perbenismo nutrito dal quieto vivere, l’ego è stato demonizzato e spodestato dal proprio trono e cacciato nei meandri di uno stanzino buio con pareti di gommapiuma.

Un errore enorme.

L’identità di un individuo è data dall’ego che rappresenta la casa della personalità. In assenza di ego o di un ego sottostimato l’individuo è alla mercè di chiunque e l’assenza di un’identità stabile e forte fornisce, a chi ci si trova di fronte, la possibilità di “occupare” quella casa, approfittare della persona.

L’individualismo è utile alla persona nel momento in cui serve innanzitutto se stesso, il proprio benessere, utile per le migliorie personali, per autodifesa, per potersi affermare nel mondo.

La confusione nasce nel momento in cui un ego sottostimato decide di farsi forte a discapito di altri o sulla pelle degli altri: questo non è un ego sano e la differenza è sostanziale.

Un ego sano è per se stesso e poi per gli altri, al servizio. Un ego sano permette all’individuo di passare dalla propria unicità al cuore, un’identità collettiva, e a quel punto il cuore è salvo dall’invidia, dalla rabbia, dalla disperazione di elemosinare.

L’ego sano è portatore di dignità, fierezza, meritevolezza – il dizionario non ha riconosciuto il termine e lo ha dato come “errore” da correggere. L’ho aggiunto al dizionario. Questo significa che il diritto di ricevere dalla vita non è un termine conosciuto, non per tutti almeno, forse per pochi. Questi elementi e frequenze sono i componenti di un ego stabile, sano per l’individuo e la collettività, senza supremazia, da condividere, insegnare, spiegare, motivare.

L’alternativa è vivere di reazioni istintuali dettate da una carenza di queste tre frequenze, segnate da una sottostima mai veramente riconosciuta ed elaborata.

Echinacea fiore californiano per ricostituire un’ identità spezzata.

Centaury fiore di Bach per redimersi dalla disistima di sé.

Buttercup fiore californiano per ripristinare il senso di meritevolezza.

Heather fiore di Bach per sentirsi visti e considerati senza la necessità di dover sopraffare gli altri.

Ognuno è unico.

Valorizziamo una sana unicità per creare una sana collettività.

Insegnamenti di Floriterapia

Consulenze

Un ordine sovvertito: Spotted Gliciridia, fiore Himalayano

Difficile racchiudere in una definizione il potere trasformativo di questo rimedio himalayano, Spotted Gliciridia: il suo sottile ma profondo lavoro agisce su un cambio di frequenza che riguarda i sistemi di controllo della personalità.

Spotted Gliciridia agisce per sovvertire ordini dittatoriali, militareschi, repressivi. Chi è infastidito da queste ultime tre parole conserva il seme di chi ha subito; chi le percepisce come musica per orecchie, ne attua la modalità. Chi adora questi termini li ha subiti e interpretati come una forma di amore. Il dolore, la sottomissione, la dominazione sono stati emblemi e ordini riconosciuti e custoditi nel profondo del cuore come l’unica forma di accoglienza nel mondo e di modo di interfacciarsi alla vita: una malsana forma di controllo, di “ordine” assoluto che tiene insieme i pezzi di una personalità spezzata e timorosa di affrontare la perdita di chi ama. Nonostante quell’amore sia stato contrassegnato dalla durezza, a volte persino dalla violenza.

Il cambio di schema che Spotted Gliciridia apporta, riguarda una forma di controllo persistente e profonda che la personalità ha conservato come modalità di salvezza di sé e che fino ad un certo punto della propria esistenza è stata la formula giusta per evitare di farsi schiacciare, nonostante nella propria vita questo fosse già avvenuto: altrimenti non si sarebbe ripetuta tale formula di esistenza.

Lasciare andare forme di controllo così potenti richiede un cambio interiore di ruolo, da genitore-controllore a adulto disponibile e al servizio del prossimo. Da colui che domina a colui che si confronta alla pari coi propri simili, con coloro che hanno le stesse “forze” e capacità. Da oppressore-comandante ad accogliente-ascoltatore senza perdere in tutto ciò la propria integrità, vulnerabilità e sensibilità. Piuttosto ricostruendola, consapevole della propria fortezza interiore anche senza attuare forme di dominio.

Spotted Gliciridia in questo periodo storico – e su diverse parti del mondo – andrebbe erogato con dei Canadair; ma siccome non è possibile attuare questa fantasia, sarebbe sufficiente iniziare a modificare prima singolarmente, poi collettivamente, la modalità di dominio che ha tenuto stretti alla vita ma che, ad un certo punto, non è stata più così efficace rispetto ai danni che provoca. Piuttosto, deleteria.

Con questo rimedio floreale ci si trova ad affrontare il caos, il disordine, il “fuori controllo” in modo esponenziale come controparte utile a comprendere che non tutto e soprattutto nessuno, può essere posseduto, dominato, comandato a piacimento. Il dominio viene sovvertito e a quel punto, il cambio è obbligato. Nulla sarà più come prima, il sistema interiore cambia di frequenza andando a confrontarsi invece con chi si trova alla propria altezza e, cosa fondamentale, lo fa nel segno del rispetto.

A Gentle Groove

Consulenze individuali

Corsi di formazione in Floriterapia: fiori di Bach, fiori californiani, fiori himalayani

Sicurezza e Fiducia: i fondamentali

Quando si perde la fiducia in una relazione o nei confronti di una situazione di vita, si perde il senso stesso di quella relazione: si annulla la stima, a volte anche l’autostima, le situazioni non sono più come prima, ma completamene trasformate e l ‘atteggiamento interiore cambia radicalmente.

Perdere la fiducia è una conseguenza del non sentirsi più al sicuro: intimamente, fisicamente, psicologicamente. Il senso di “protezione” e di sicurezza che viene a mancare ha un impatto profondo e indelebile nella memoria cellulare del corpo fisico e questa situazione intacca il sistema nervoso. Gli organi del corpo, la pelle, i sensi memorizzano il trauma e reagiscono quando si ritrovano di fronte alla stessa situazione, istintivamente.

Uscire da uno schema – oltre che da una situazione – in cui la propria sicurezza è stata minata o minacciata richiede tempo, pazienza, presa di coscienza, rassicurazione. Questi elementi, prima di potere nuovamente subentrare tra i pori della pelle, necessitano di essere integrati interiormente, in un ambiente nuovo, distante, sicuro e protetto.

La sicurezza è la base su cui poggia la fiducia; si tratta della certezza di potere esistere nel mondo ed essere – o esprimere – se stessi senza alcuna conseguenza negativa. Significa sentirsi al sicuro nell’esprimere pareri contrari, nel prendere decisioni diverse, nella libertà di cambiare direzione quando si vuole.

Nel momento in cui ci si accorge che la propria vita deve essere nascosta, difesa, sottratta, quello è il momento di cambiare direzione, per onorare la vita stessa. Il senso di colpa che ne subentra, soprattutto nei confronti di se stessi per essere caduti in una situazione dove la sicurezza personale è stata minata, vanno attraversati velocemente, senza lasciare adito ad altro se non ad una visione risolutiva del momento: vivere con la percezione che la propria vita sia in pericolo da un momento all’altro, non è normale, né accettabile.

Rimedi floreali consigliati per uscire da situazioni simili: Black Cohosh, fiore californiano, per evitare di attrarre nella propria vita situazioni degradanti e pericolose per la vita stessa. Buttercup, fiore californiano, per ripristinare il senso di dignità e fierezza che permette di evitare tali situazioni oltre allo sdegno, oltre alla sottovalutazione, oltre al degrado.

Inoltre, occhi e sensi aperti.

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Corsi di Formazione coi fiori di Bach, fiori Californiani, fiori Himalayani

Willow e la vendetta interiore

Willow fiore di Bach (Salix vitillina) ha il potere di conferire all’Io, – all’ego – la responsabilità della propria condizione di vita. Willow insegna a fluire con la vita in modo dolce, come una navigazione tranquilla su un fiume piuttosto che contro ad essa, in modo inflessibile e duro.

La rigidità interiore e l’inflessibilità di una personalità caratterizzata da Willow in condizione di squilibrio, fa si che le cellule del corpo si sintonizzino sulla durezza d’animo, condizione che, se protratta nel tempo, si manifesta in rigidità fisiche come artriti, reumatismi, artrosi, malattie auto immuni.

Cosa porta ad avere tutta l’attenzione della famiglia e dei propri cari in una modalità ospedalizzata o di sofferenza? Il subconscio, in tempi immemori, ha registrato o percepito l’assenza di attenzione, vicinanza, considerazione e un tocco amorevole mentre la personalità e l’ego hanno presupposto di poterle ricevere – a modo loro e incondizionatamente; l’IO si è ritratto ed irrigidito su una posizione di “vendetta” in cui comunica “vi dovrete accorgere di me per forza”. La sua è una richiesta di aiuto, una richiesta di AMORE.

Willow scandisce il tocco del tempo da quel periodo immemore in cui tutto ha avuto inizio per sbloccare, slacciare e scogliere quell’accordo diventato dannoso. Willow ripristina l’amore verso se stessi tracciando la linea di confine tra il vittimismo in ogni sua forma e la responsabilità della propria vita, delle proprie azioni, delle proprie scelte interiori nei confronti di se stessi.

Willow lo si può considerare, in senso lato e nella sua accezione più ampia del termine un salva vita, un guaritore spirituale profondo e determinato.

“Prima di intraprendere il viaggio della vendetta scava due fosse”

Confucio

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Quale seme nutrire?

Praticando kickboxing per un breve periodo e tutti gli annessi allenamenti intensi che precedono questa pratica, l’energia che ne emerge è immensa, forte e intensa. Un’energia che va ben direzionata, insieme all’uso focalizzato della mente, una mente che si abitua ad essere pronta ad una risposta conseguente ad un colpo inferto, ad un attacco, ad una tattica per colpire l’avversario. Questa condizione attiva un’energia fisica di grande impatto, risveglia e richiama moltissima adrenalina e noradrenalina, ormoni chiamati al rapporto dalle ghiandole surrenali nel momento in cui è necessario attivarsi per la fuga o per la lotta alla sopravvivenza.

Sentire scorrere nelle vene adrenalina e abituarsi ad essa è come essere sotto l’effetto di una droga: poi non si riesce a smettere anzi, la si ricerca sempre più spesso. Significa che le cellule del corpo richiamano a quella frequenza e cioè a quella specifica situazione tanto che, ad un certo punto, cresce maggiormente dentro di sé la tensione per il conflitto, la volontà della sfida corpo a corpo, la propensione a cercare la provocazione per fare secernere ancora una volta adrenalina.

Una volta divenuti consapevoli di questo “richiamo” interiore pericolosamente provocatorio – perché non tutti i match si vincono e c’è sempre un prezzo da pagare per la lotta o i colpi inferti – è altrettanto utile rendersi conto che un certo tipo di atteggiamento attira esattamente la controparte necessaria a combaciare con la frequenza emessa – e in sordina, voluta.

Nel momento in cui mi preparo – e sono pronto – a lottare, la lotta mi verrà incontro. Prepararsi alla lotta non è un messaggio di pace in particolare nei confronti di situazioni che, esattamente come me, sono pronte a lottare. Nel preciso momento in cui si è coscienti di questo atteggiamento interiore e delle conseguenze che esso comporta – la sfida, la perdita, la possibile morte, la disfatta interiore o altro ancora – è possibile scegliere.

Scegliere se la propria condizione interiore di essere umano è pronta al sacrificio, alla perdita, alla morte e se è questo quello che desidera più ardentemente al netto di condizionamenti esterni. Oppure scegliere un’altra condizione, non senza grinta o spessore, ma con la Verità in corpo, la spada della separazione tra il Bene e il male affilata e pronta a distinguersi dal pensiero comune, da reazioni istintuali piuttosto che mediate, pronta a differenziarsi dal resto del mondo.

L’ombra della guerra è lo specchio di un conflitto interiore. Urge fare pace con se stessi ed allinearsi alla propria verità interiore, abbandonare schemi mentali famigliari e sociali, vedersi piuttosto come singolo essere umano e domandarsi quale scelta, in prima persona e senza il sostegno di alcuno, si adotterebbe realmente nel profondo di se’. Avere davvero il coraggio di sostenere fino in fondo e affrontare in prima linea le proprie convinzioni – o sensi di colpa.

Com’è possibile attuare un cambiamento interiore? Allinearsi con la propria Verità profonda, comprendere se una parte “in lotta” ci appartiene e, se così fosse, domandarsi quale tipo di nutrimento le si vuole concedere. Rimedi floreali consigliati:

Spreading Phlox rimedio californiano della gamma Range of Light per ritrovare l’allineamento con la propria vera natura interiore; permette di schierarsi ad un livello orizzontale (con la società e il vissuto quotidiano con altri individui) e verticalizzato (cosa desidera l’aspetto più elevato del mio essere?).

Spotted Gliciridia rimedio himalayano (linea AUM) per stanare il leader oppressivo che appartiene ad ognuno nei reconditi angoli dell’essere, quell’aspetto inferiore e istintuale che pensa di non poter vivere senza sottomettere o annientare l’altra metà di se stesso – identificato negli altri – ma senza il quale egli stesso non esisterebbe. Questo rimedio ripristina inclusione e rispetto verso coloro che non sono allineati con i medesimi principi, espande i moti del cuore verso un atteggiamento servizievole e compassionevole, di comprensione e accoglienza dell’altro.

L’altra metà della mela non riguarda qualcuno o qualcosa di esterno: riguarda – e guarda sempre – a se stessi. Il mondo è lo specchio di ciò che si è.

Quale seme si sceglie di nutrire?

Insegnamenti di Floriterapia, percorsi individuali e di gruppo coi Rimedi floreali e il sistema dei Chakra.

Esistenze Aggiornate (A Level Up)

Quando? Quando possiamo considerarci liberi da vecchi schemi mentali, atteggiamenti inconsci – o più o meno consci – ma auto limitanti, comportamenti ormai inadeguati per una personalità emergente e predisposta al nuovo?

Siamo pronti al nuovo quando le situazioni quotidiane che abbiamo sempre tenuto sotto presunto controllo, peggiorano, crollano, si intensificano nel dolore, raggiungono lo scempio, si acutizzano fino a danneggiare o minacciare l’identità fisica, emotiva e mentale.

Nel paradosso dell’intelligenza emotiva, a volte l’unico modo per cambiare atteggiamento nei confronti di se stessi e della vita per raggiungere livelli migliorativi e più stabili, è necessario toccare il fondo sino al degrado, alla degenerazione, all’incompiuta azione – o pensiero – esasperato come spinta evolutiva per dire a se stessi: “adesso basta”.

Determinati comportamenti e forme pensiero sono stati sacro santi per decenni nell’esistenza di un individuo come punto fermo e di salvezza, di protezione, di difesa. Ma, raggiunto un determinato livello evolutivo della personalità – indipendentemente da un fattore cronologico legato all’età – queste modalità diventano non solo tossiche, ma distruttive. Riconoscere la faccia dell’esasperazione e della degenerazione in cui ci si trova coinvolti, è l’inizio della risalita.

Come uscirne? Identificare il proprio ruolo all’interno di una relazione o di una situazione, dargli un nome e, a livello archetipico – simbolico, ma assolutamente pratico e reale – capire che cosa ha comportato questo ruolo per se stessi nel corso degli anni, cosa lo ha preservato per molto tempo e cosa ora lo distrugge. Esempio: il ruolo di madre è spesso un ruolo manipolatorio. Il manipolatore vuole controllare e controllare significa avere un’idea di potere sulla vita degli altri. Si domina chi si ritiene inferiore o chi si sceglie essere più “debole” o con una personalità mitigante. La supremazia del soggetto manipolatore-controllore la fa da padrona sino a quando tale rapporto di dipendenza non diventa distruttivo per entrambe le parti. La sudditanza ne è la controparte, insieme alla dipendenza emotiva ed affettiva.

Come uscirne? Dipende da che ruolo si sta giocando.

Cherry Plum fiore di Bach abbinato a Chestnut Bud coadiuvano una trasformazione interiore in merito al controllo sugli altri per dare fine ad un’azione, un atteggiamento che si ripete da decenni e che al momento attuale potrebbe essere decisamente fuori luogo, degradante e involutivo.

Chicory fiore di Bach quando l’arte manipolatoria di sottomissione degli altri è prevalente, quando “non si lascia vivere” all’altro la propria vera esistenza e la si vuole controllare ad ogni costo per timore della perdita.

Spreading Phlox fiore californiano della gamma “Range of Light” per sintonizzarsi con la propria natura interiore e permettere alla personalità di allinearsi con ciò che risuona “simile”, adatto, connesso.

Buttercup fiore californiano quando l’autostima e la dignità si sono persi nei meandri della disistima di sé, spesso ad un livello non conscio, un atteggiamento che si è adattato alle esigenze o stili di vita tossici o malsani. Per ripristinare il proprio valore interiore.

Fairy Lantern fiore californiano per attuare un processo di crescita interiore, di sviluppo, di responsabilità verso la propria vita; rimedio utile quando il processo di crescita interiore è rimasto bloccato e legato ad una dipendenza di tipo infantile.

Ed infine Borage fiore californiano per dare coraggio al cuore di vivere queste trasformazioni con la giusta “leggerezza”, per superare un senso di appesantimento o di sconforto, di sfinimento per non essere stati “abbastanza” o per essersi resi conto “tardi” degli eventi. Borage incoraggia il cuore al cambiamento e quando il cuore è incoraggiato, anche la mente si allinea.

Questi rimedi floreali non vanno assunti tutti contemporaneamente perché sarebbe controproducente: va analizzata una situazione personale per individuarne l’urgenza, la priorità. Ogni situazione è a sè stante.

Quali chakra sono coinvolti in queste azioni di trasformazione? Il quinto chakra in merito ai ruoli (Vishuddha), il quarto chakra in merito alle dipendenze (Anahata), il terzo chakra (Manipura) in merito all’autostima, all’atteggiamento dell’Io, alla crescita della personalità – vedi “Chakra e Rimedi Floreali. Il sistema dei Chakra abbinato ai Rimedi Floreali“.

Il grado di sofferenza e insoddisfazione è indice di quanto un cambiamento interiore sia indispensabile. Attuatelo con coraggio questo cambiamento perché la vita è nelle vostre mani.

Holly e la compassione verso se stessi

L’unico modo per superare il giudizio verso i propri “errori” – o esperienze necessarie“, è quello di perdonare se stessi e la propria parte di responsabilità, tramite la compassione. Come si fa?

Immergere una situazione di disagio nella profondità della compassione al centro del proprio cuore. Per ripristinare la morbidezza – al posto della durezza – , la comprensione al posto del giudizio, l’accoglienza al posto della repulsione.

Mantenendo l’atteggiamento contrario di repulsione e durezza, nulla si muove, tutto si irrigidisce ed ogni cosa si fa più complicata.

Il potere trasformativo di Holly è immediatamente efficace: potrei dire che in un paio di settimane, per chi si sa ascoltare, i suoi effetti hanno già lavorato sulla rigidità del cuore, sulle sue paure, sui sui meccanismi di difesa.

Il cuore vero, Anahata, la parte più profonda, il nucleo “non colpito”, sede di compassione, inclusione, verità saggia, resta integro: solo la superficie è stata intaccata e il cuore, per il potenziale che ha, ha anche la capacità di rimarginarsi. Holly ne fa da collante, ristrutturando le pareti della casa dell’Anima.

L’atteggiamento cambia, è propenso all’apertura, al rischio del salto nel vuoto nel non sapere se, reagendo in modo diverso rispetto a tutte le volte precedenti, potrà non essere ulteriormente ferito, o se sarà stato un tentativo vano.

Tentativo e rischio che valgono la pena di essere presi in carico, perché le risposte del mondo esterno quando il cuore è in ri-apertura sono davvero meravigliose, sino alla commozione.

Il fastidio e la polemica si traducono e si perdono in un punto di vista che vede tutto attraverso un’altra lente: un livello di consapevolezza un attimo diverso, che porta gioia nella lucidità del momento, l’accettazione del paradosso come la scena di un film di sarcastico humor inglese.

Questa è la prima fase dell’effetto di Holly sul cuore.

Consulenze e corsi di formazione in Floriterapia di Bach, Californiani, Himalayani, il sistema dei Chakra abbinato ai rimedi floreali.

Madri Chicory, figli Centaury: una questione di rispetto – e di confini

Il forte legame che tiene connessi un soggetto Chicory – fiore di Bach – ed uno Centaury – fiore di Bach – è dato da un’assenza di confini emotivi e dal timore inconscio di una relazione tra adulti. Cosa s’intende per “confini emotivi” e “soggetti Chicory” o “Centaury”?

Sani confini emotivi sono dati dalla capacità di sapere dire di no, di rifiutare richieste di continua disponibilità nei confronti del prossimo, nel saper definire i propri confini e riconoscere quelli altrui senza doversi giustificare o essere vittime di sensi di colpa.

Il soggetto Chicory in una condizione disarmonica evoca l’atteggiamento del “giver”, di colui che dona incessantemente, ma a caro prezzo: desidera a sua volta una devozione – e il controllo sugli altri – per quanto ha dato; Chicory risponde all’archetipo della madre, di colei che crea e distrugge i propri figli, se lo volesse.

Il soggetto Centaury in una condizione disarmonica è la controparte “devota” a Chicory:  in assenza totale di confini emozionali, incapace di dire di no alle richieste o pressioni esterne, ha una visione di se stesso miserevole – non vede il proprio valore, si percepisce inesistente alla vita, con un atteggiamento succube che lo vede maltrattato e disprezzato.

Per entrambi è difficile comprendere che esistono dei confini che vanno rispettati: Chicory non li rispetta – spesso in modo subdolo, ricattante – e Centaury non riesce a farli rispettare. Quando il soggetto Centaury si ribella e inizia a mettere confini, agli occhi del mondo è diventato un egoista. Quando il soggetto Chicory ridefinisce le proprie azioni nei confronti degli altri lasciando andare condizionamenti emotivi, risulta distaccato e disinteressato.

Chicory sta all’assenza di amore incondizionato come Centaury sta alla richiesta di amore incondizionato.

Da un punto di vista spirituale questa accoppiata è perfetta: energeticamente sono attratti l’uno dall’altro come magneti e la lezione – a senso alternato – da imparare per entrambi è amare se stessi con le proprie forze, in assenza di dipendenza reciproca, piuttosto in una nuova modalità adulta e alla pari delle proprie risorse, del proprio essere.

Non è raro che in uno stesso individuo risiedano sia atteggiamenti Chicory che Centaury, attuati e sviluppati a seconda di chi ci si trova di fronte: in ogni caso sarà fondamentale lavorare sull’amor proprio, l’indipendenza e l’autonomia, con il coraggio di affrontare una certa maturità interiore.

La dipendenza infatti, è il terzo soggetto in questione: una lezione di vita non acquisita sia per Chicory che per Centaury può trasformarsi in una condizione aggravata di sottomissione, di patologia, di abuso di sostanze, di ludopatia, di vincoli affettivi di sudditanza.

Sarà importante lavorare sul proprio cuore per Chicory, e ristabilire una connessione d’amore con se stessi e sulla propria personalità per Centaury, risalendo da una condizione di sottomissione denigratoria ad una di amore dedicato a se stessi.

Rimedi Floreali per la menopausa

Durante il periodo della premenopausa e della menopausa, la donna vive un profondo cambiamento interiore psichico e fisico. Gli ormoni si muovono per adeguarsi ad un nuovo ciclo vitale, preparandosi all’assenza del ciclo mestruale e di tutto quello che questa assenza comporta.

Gli sbalzi umorali possono essere all’ordine del giorno, così come le mutazioni interne del corpo che tenta di ristabilire un nuovo equilibrio; questo nuovo equilibrio è fondamentale e, prima lo si accoglie, prima gli eventuali disagi scompaiono. L’irrisolto con il proprio femminile interiore è alla base di spiacevoli atteggiamenti che tendono a ripudiare questo importante passaggio di vita, il risultato di tutte le esperienze che il ciclo mestruale ha portato nel corso degli anni. Se il ciclo mestruale è stato vissuto in modo invece naturale e senza sofferenze, sia umorali che fisiche, allora questo passaggio sarà accolto e compreso.

Innumerevoli sono i cambiamenti che la vita ci riserva e ci richiede, ma il momento del passaggio da donna a saggia, spesse volte è accompagnato da un ulteriore momento esistenziale che vede la donna affrontare questioni a volte fisiche relative a patologie, a volte ulteriormente esistenziali di confronto: cambiamenti che richiedono una ulteriore attenzione e centratura su se stesse, apprezzamento e amorevolezza. Per questo motivo l’uso di alcuni rimedi floreali può risultare particolarmente interessante. I Rimedi Floreali utili per accogliere questo momento sono dati dalla miscela dei Fiori:

Walnut – fiore di Bach – importante aiutante durante questa fase di passaggio; ha il compito di “proteggere” l’individuo da false credenze, dicerie, influenze esterne che possono condurre la donna a immaginare che la menopausa sia qualcosa di sconcertante o disturbante, aiutando a mantenere la centratura su di sè.

Scleranthus – fiore di Bach – attenua e ristabilisce l’equilibrio sia umorale che ormonale, ristabilendo una naturale armonizzazione tra alti e bassi, tra smottamenti interiori fisici e psichici, tra cui le ben note “vampate” di calore (che peraltro non tutte hanno).

Black Cohosh – fiore californiano – riduce la condizione di inadeguatezza verso situazioni che vengono vissute come minacciose per la donna e i suoi rapporti sociali, tendendo a ripudiare ulteriormente una nuova condizione fisica e psicologica. Questo ultimo è un rimedio fondamentale.

Ulteriori fiori in aggiunta possono essere:

Buttercup – fiore californiano – per ripristinare una sana autostima e dignità di se stesse.

Echinacea – fiore californiano – utile qualora l’integrità dell’essere e dell’individuo si sia sentita in un qualche modo disintegrata, data anche da frustrazioni del momento.

Per ogni rimedio floreale servono 2 o 4 gocce diluite in acqua all’interno di un flaconcino con pipetta; assumere più volte al giorno per due o tre mesi o più, al bisogno.

La menopausa rappresenta l’entrata della donna in una nuova fase di vita, tutta da scoprire, da sentire, da vivere: si tratta di un momento in cui si diventa creatrici, maghe, sagge, una fase dell’esistenza fondamentale per costruire o ricostruire se stesse e la propria vita.

Questa fase di passaggio rappresenta un portale: un’opportunità di eccezionale importanza per avvicinare le donne alle donne, le figlie alle madri, per condividere il femminile nel suo più ampio spettro di una vita in parte già vissuta, in parte completamente nuova e di scoperta.

Approfittate di questa condizione per riscoprire un nuovo sacro femminile. Rimanere nella propria identità e autonomia femminile è importante per rispettare se stesse e farsi rispettare.

Per consulenze individuali e corsi sia di gruppo che personali in merito alla floriterapia, potete visitare le pagine: consulenze individuali e corsi di formazione.