Perdonarsi – (Not to) blame oneself

Capita, purtroppo capita, di sentire o di sapere di avere perso un’occasione nella vita. L’occasione della vita. Ad esempio un amore che non si è mai svolto o, che per il volere di uno dei due partner, non poteva continuare ad esistere. Sono rari i momenti in cui il cuore riconosce l’incontro con l’altro. E se questo momento si perde o sfugge di mano, allora il primo istinto è quello di incolpare se stessi in modo implacabile.

Sì, c’è una responsabilità, ma divisa in due. E si dovrebbe guardare solo alla propria metà, affrontare faccia a faccia quel dolore. Il dolore della perdita. Il peso della perdita. Di cosa significa sapere che l’altro ha scelto un’altra direzione.

Quello che non è stato fatto, o detto, quel passo in più che è stato evitato aveva dei precedenti: la paura o diverse paure messe insieme, l’aspettativa che qualcuno facesse un primo passo senza sentirsi totalmente sovraccarichi di responsabilità nel fare tutto da soli. Ma le mancate parole, quelle pesano come macigni. Per questo è indispensabile portare al centro del proprio cuore tutte le paure che hanno attanagliato, tutti i momenti persi perché si era congelati nei movimenti e nelle espressioni.

Sarebbe stato possibile fare diversamente? No. In quel momento non era possibile. E non si torna indietro.

Così, è utile mettere nel proprio cuore compassione verso se stessi per le mancate azioni, per la paura provata, per la propria zona di confort ben custodita. Ci sono dei precedenti, c’è una storia personale – e famigliare – che permette di non rischiare, a volte a giusta ragione, altre volte per difesa. E anche qui, cosa ci si può fare? Incolparsi? No, meglio focalizzarsi sul proprio dolore, la propria perdita, viverla, attraversarla con tutto quello che comporta e lasciare che il cuore sia immerso di compassione e amore verso tutto quello che si è stati e che non si è riusciti ad essere, verso tutto quello che si avrebbe tanto voluto dire ma non ci si è riusciti. Verso quel movimento che partiva per poi fermarsi subito dopo. Non c’è colpa, c’è paura. E la paura va compresa. Lo si deve a se stessi, semplicemente a se stessi.

Nessun rimedio floreale oggi, solo il Cuore, dove mettere la pietà per se stessi.

“Why do I deserve the science to feel better about you?

At a loss I lost my cool
I denied that I found you

I tried to be a basket case
I did not surprise you

I’m trying to find a signal fire
Let me know when I should move

But you, amplified in the silence
Justified in the way you make me bruise
Magnified in the science
Anatomically proved that you don’t need me

Why do I desire the space?
I was mourning after you

I was lost and lost my shape
There was nothing I could do

I don’t want to waste away
It was all I gave to you

Take me back and take my place
I will rise right up for you

But you, amplified in the silence
Justified in the way you make me bruise
Magnified in the science
Anatomically proved that you don’t need me

All the while you waste away, you’re asking
“Did I really need another one to take me down?”
Everybody knows it’s something that you had to live with darling
Nobody’s gonna tear you down now
There is nothing you keep, there is only your reflection

There was nothing but quiet retractions
And families pleading, “Don’t look in that cabinet,
There’s far more bad than there’s good, I don’t know how it got there”

That was something your father had burned in me
Twenty hours out of Homestake eternity
“You can go anywhere but you are where you came from”

Little girl you are cursed by my ancestry
There is nothing but darkness and agony
I can not only see, but you stopped me from blinking

Let me watch you as close as a memory
Let me hold you above all the misery
Let me open my eyes and be glad that I got here”

Where Love can be found

Dove può essere trovato l’Amore? Attraverso un’altra persona? Un partner, un genitore, un’amico/a, un figlio? Un’esperienza? L’Amore può essere trovato attraverso l’esperienza di se stessi nel mondo, attraverso l’accoglienza dei propri limiti, dei propri passaggi esistenziali: ad un certo punto non si è più gli stessi di prima, accade qualcosa, ci si trasforma. E accogliere se stessi in una nuova forma, cedendo al passato il proprio se stesso che è servito per crescere e per mutare interiormente, permette di prendere un leap of Faith, un salto nel vuoto o, nella Fede. Non in qualcun altro ma in se stessi e nella propria nuova forma – o anche formula – esistenziale.

Il cambio interiore è necessario se non si vogliono ripetere le stesse azioni, gli stessi pensieri, modalità ed esperienze. Un individuo è ciò che è nella propria essenza, ma la Vita è fatta per comprendere chi si è e per azzardare a qualche cambio nel momento in cui la vita è stata sofferente e dolorosa. I cambiamenti sono rivolti al raggiungimento di qualcosa di migliore, di benevolo verso la propria persona. Non si cambia per qualcun altro, più probabile è che l’altro ci mostri dove possiamo cambiare, dove sono paure e potenzialità da sviluppare.

La fiducia, la gratitudine, la compassione sono pedine fondamentali per trovare l’Amore nei confronti della propria individualità, ci si bisogna aggrappare in alcuni momenti, ma è una formula che funziona sempre. E anche in fretta. Si tratta di una scorciatoia per il benessere interiore: l’unica cosa che richiede è sincerità, onestà di cuore e pratica. La gratitudine non è data per scontata, va nominata, chiamata, fortificata. Così come la fiducia, così colmare le proprie cellule di amore profondo, lo stesso amore che dimostreremmo verso qualcun altro, verso chi amiamo di più al mondo.

Ecco, rivolgiamo quella stessa qualità e quantità di amore che riverseremmo a qualcun altro in noi stessi: cambia la qualità della propria vita, cambia il potere di attrazione, cambia la frequenza emanata. E là dove si dubitava della fiducia altrui, nasce invece un senso di collaborazione, di condivisione, di rispetto.

E sì, impariamo anche a perdonare a noi stessi la stupidità emotiva che ci ha accompagnato per molto tempo.

Fiori consigliati per il benessere del proprio cuore: Holly fiore di Bach aiuta a ripristinare l’Amore puro attraverso l’attraversamento di sentimenti di basse frequenze come l’invidia e la gelosia; porta all’apertura sincera del Cuore. Cherry Plum fiore di Bach per affrontare la paura di lasciare andare il controllo, di lasciarsi andare alla Fiducia, al proprio destino, al meglio che ci si possa aspettare.

Credete ai vostri sogni.

Libri consigliati per l’apertura del Cuore:

Copertina del libro 'La Guarigione delle Ferite degli Alberi' di Silvia Malagoli, raffigurante un albero grande e maestoso con radici luminose, circondato da un bosco di alberi.
Un’opera che conduce in un viaggio profondo e illuminante – Epigraphia Edizioni –

Willow e la vendetta interiore

Willow fiore di Bach (Salix vitillina) ha il potere di conferire all’Io, – all’ego – la responsabilità della propria condizione di vita. Willow insegna a fluire con la vita in modo dolce, come una navigazione tranquilla su un fiume piuttosto che contro ad essa, in modo inflessibile e duro.

La rigidità interiore e l’inflessibilità di una personalità caratterizzata da Willow in condizione di squilibrio, fa si che le cellule del corpo si sintonizzino sulla durezza d’animo, condizione che, se protratta nel tempo, si manifesta in rigidità fisiche come artriti, reumatismi, artrosi, malattie auto immuni.

Cosa porta ad avere tutta l’attenzione della famiglia e dei propri cari in una modalità ospedalizzata o di sofferenza? Il subconscio, in tempi immemori, ha registrato o percepito l’assenza di attenzione, vicinanza, considerazione e un tocco amorevole mentre la personalità e l’ego hanno presupposto di poterle ricevere – a modo loro e incondizionatamente; l’IO si è ritratto ed irrigidito su una posizione di “vendetta” in cui comunica “vi dovrete accorgere di me per forza”. La sua è una richiesta di aiuto, una richiesta di AMORE.

Willow scandisce il tocco del tempo da quel periodo immemore in cui tutto ha avuto inizio per sbloccare, slacciare e scogliere quell’accordo diventato dannoso. Willow ripristina l’amore verso se stessi tracciando la linea di confine tra il vittimismo in ogni sua forma e la responsabilità della propria vita, delle proprie azioni, delle proprie scelte interiori nei confronti di se stessi.

Willow lo si può considerare, in senso lato e nella sua accezione più ampia del termine un salva vita, un guaritore spirituale profondo e determinato.

“Prima di intraprendere il viaggio della vendetta scava due fosse”

Confucio

Consulenze individuali

Corsi di Floriterapia