La lusinga dell’interessamento non di rado porta a prendere strade che spesso non corrispondono al vero benessere destinato all’individuo: si cede all’ego sottostimato o alla carenza di affetti davanti a parole o gesti immediati di elogio e carinerie. Qualcuno è interessato alla nostra persona, ma è d’altro canto davvero interessante?
Non è facile capire realmente da cosa si sia attratti: le dimostrazioni di “amore immediato”, il ricevere “tutto e subito” nel nome della “fiducia” sono esche molto ambite. Alcuni gioielli però, risiedono nel profondo, oltre alle parole, oltre a gesti impressionanti, oltre al compiacimento, al love bombing. Alcuni gioielli sono rari e spesso non ci si sente all’altezza di indossarli: nel mondo delle relazioni alcuni sono interessamenti a senso unico e si finisce che una delle parti sceglie di adeguarsi senza sentirsi veramente o profondamente attratto.
L’abitudine ad elemosinare calore affettivo conduce a un livello mediocre la personalità, che tenderebbe piuttosto al meglio per se stessa, per natura, per evoluzione. Come evitare di cedere a dimostrazioni ed elogi da parte di qualcuno di interessato alla nostra persona, ma non davvero interessante per se stessi?
Sentire. Ascoltare. Nonostante i gesti o le parole, ci si sente al sicuro? Il sistema nervoso è tranquillo, la mente calma? O si sragiona, i pensieri sono fuori controllo? Si vive un senso di stabilità al fianco a questa persona o di instabilità, di confusione? I messaggi e le azioni sono coerenti o si annullano dimostrando il contrario e gli opposti di volta in volta? Ci si sente confusi o tranquilli, a proprio agio o in pericolo? Ci si adegua e converte a ciò che viene mostrato e detto anche quando non lo si condivide fino in fondo? Si ha una vera attrazione, anche fisica, oppure no, ma si cede a lusinghe perché “così va fatto” o così “non si fa brutta figura” o, ancora, così non resto solo/a?
L’adeguamento o l’interessamento a senso unico e l’assenza di una sana condivisione egualitaria reciproca, difficilmente portano ad un rapporto sano. Quando questa dinamica la si riconosce, si può decidere di cambiare direzione: nessuno è obbligato a stare dove non si trova bene.
Così, scegliendo per se stessi, si sceglie anche per il proprio destino: dove stare – e con chi – e dove non stare. Domandarsi se si è realmente interessati a qualcuno o se l’interessamento di qualcuno ha convinti a restare anche quando le condizioni non sono esattamente favorevoli, o piacevoli.
Be aware of your choice.
Siate consapevoli delle vostre scelte.
Fiori consigliati:
Cerato fiore di Bach, per credere in modo indiscusso al proprio sentire.
Buttercup fiore californiano: per ripristinare il senso di autostima nei confronti di se stessi.
Echinacea fiore californiano: per ricostruire un’identità spezzata.
“Take it Take it back All the doubt and the lack And that knocking sense Of insecurity“
Svadhisthana significa “Dimora del sé“, luogo del sé. Il secondo chakra, in movimento, è identità emotiva: se il sé ha una dimora, significa che ha confini, una stabilità propria ed è esso stesso punto di riferimento. L’immagine simbolo del chakra ci ricorda che la luna è un elemento femminile e che il perpetuo movimento della luna ha il potere di muovere le maree, i liquidi all’interno del corpo umano – l’80% – e tutto ciò che è emotivamente stagnante.
Svadhisthana, pur avendo una dimora, è rappresentato da un movimento – un movimento interiore, una direzione interiore, una decisione interiore. Svadhisthana ricopre la dualità dell’essere o non essere, delle scelte che danno gusto alla vita, che fanno stare bene. Gusto e piacere vanno di pari passo in questa dimora. Il movimento è una decisione presa. L’indecisione crea stallo, un blocco. Quando questo blocco si presenta è utile richiamare il Sé alla sua dimora e domandargli cosa lo fa stare bene o, dall’altra parte, cosa lo appesantisce. Lì sta la risposta e nella risposta c’è una direzione, dunque un movimento.
Intestini, pancreas, reni ma anche il senso del gusto – e del buon gusto – vengono associati a Svadhisthana; blocchi intestinali, problemi legati all’intestino, funzioni metaboliche scarse, insufficienti o compromesse, sono sinonimo di un Sé che non si trova a proprio agio nella sua dimora. Quanti no ci si rifiuta di dire? Quali confini non sono stati ben definiti e quali decisioni utili al proprio benessere sono state omesse? Il corpo risponde a ciò che lo spirito ottiene. Se la dimora è stata invasa, è il caso di riprendersi le chiavi di casa.
Chocolate Lily fiore californiano, risponde esattamente a queste domande, lavorando fisicamente sul ripristino di metabolismi fisici che hanno momentaneamente perso la propria naturale stabilità. Così come il dare e l’avere, equilibri anch’essi spesso dissonanti, la dimora interiore sollecita nel ripristinare i propri spazi sacri e condividerne altri solo per il piacere – e con il piacere – di farlo, senza obblighi, senza schemi, senza false identità.
Quando il mix di fiori californiani è particolarmente azzeccato e la persona predisposta ad un cambiamento profondo, l’azione di alcuni fiori californiani agisce ad un livello profondo manifestandosi tramite sogni che parlano davvero chiaro: una modalità che ha il subconscio di comunicare eventi e fatti accaduti che non sono stati esattamente – o per niente – elaborati dalla coscienza.
La miscela perfetta data dai fiori californiani Evening Primrose e Saguaro ha un effetto quasi paragonabile ad un incontro di Costellazioni Famigliari: Evening Primrose agisce su tutte le impressioni ricevute nell’utero materno e nei primissimi mesi di vita; Saguaro riconnette a ciò che è stata una linea famigliare che si è svolta per molto tempo, affinché venga riconosciuta e onorata.
Saguaro permette di contattare schemi famigliari che si sono protratti nel tempo, atteggiamenti ancestrali che dai nostri avi, anche tramite un discorso genetico, si sono instaurati nella nostra vita: alcuni modi di fare però e ad un certo punto, non risultano essere più consoni ad un cambiamento interiore e Saguaro aiuta a riconoscere che il passato degli antenati è passato, ma va visto e riconosciuto, consacrato, per poter essere lasciato andare. Saguaro mostra chi ha varcato la soglia e chi, ancora oggi e nonostante il passaggio del tempo, teniamo legato a noi sebbene la soglia sia stata oltrepassata. Questo attaccamento non è sano per entrambe le parti: ai vivi non permette di vivere pienamente e ai morti non permette di procedere nella propria evoluzione oltre al velo. Saguaro mostra chi abbiamo lasciato andare e chi no, dispiega i suoi petali affinché venga riconosciuto come sacro sia il passaggio che l’esistenza di chi ci ha preceduto per concedere a noi stessi e alla nostra di vita di continuare, piena di Vita!
Evening Primrose svolge un ruolo fondamentale per sciogliere impressioni ed eventi rimati impressi nell’utero materno, non solo da parte di nostra madre, ma anche nel proprio. Riconoscere un feto mai nato, un aborto, dare un nome a figli mai nati, significa riconoscere un’anima che ha fatto un breve percorso terreno nella nostra vita incarnandosi, anche se per poco tempo – o il tempo necessario. Il riconoscimento di bambini mai nati riporta, ad un livello famigliare e cioè su tutti i membri della famiglia, un ordine preciso, un riassestamento energetico che sblocca situazioni stagnanti e ripetitive. In questo modo la vita vera può procedere.
La combinazione di questi due fiori californiani agisce non solo sulla persona che li assume ma, su un piano esistenziale, si muove sia sulle generazioni passate che su quelle future – figli, nipoti.
Un lavoro energetico famigliare sorprendete quello di Saguaro e Evening Primrose abbinati insieme: lo consiglio per chi intende iniziare a risolvere dinamiche personali e famigliari di cui spesso non se ne conosce l’origine perché radicate in un passato lontano. Ma è da lì, dalle proprie origini, che hanno sede e risposta molte dinamiche.
Portiamo nel Cuore profonda e infinita riconoscenza verso la matrice da cui si proviene, i nostri avi: essi ci hanno donato la Vita, se esistiamo è grazie a loro.
Venti anni fa ho iniziato un percorso personale con Ricercatori di Verità, insegnanti di meditazione e di crescita personale; qualche anno più tardi ero ad un bivio nella mia vita, una spaccatura tra lo studio dell’Ayurveda e lo studio della Floriterapia. Scelsi la seconda opzione. Durante un corso a Bologna sui fiori Californiani, quell’anno venne una nevicata straordinaria che non mi permise di raggiungere Bologna per finire l’ultima sessione del corso e avere il diploma cui tanto ambivo.
Dopo quell’accadimento non mi sono arresa e ho avuto l’onore e la fortuna di frequentare altri corsi con personalità di altissimo livello in ambito di floriterapico: Julian Barnard detentore della casa di Bach e del suo sito nel Galles, il Dottor Orozco, i medici Athul e Rupa Shah per i rimedi Himalayani. Un grande privilegio.
Nel corso di quegli anni di pratica e di studi, l’idea di unire queste conoscenze che andavano dalla Floriterapia alla conoscenza – e coscienza – di se stessi tramite l’approfondimento del sistema Chakra, andava sempre più crescendo e manifestandosi, tanto da iniziare a scrivere un testo che avrebbe preso circa quindici anni della mia vita, unendo a queste due materie anche concetti fondamentali di Metamedicina.
Solo quest’anno, nel 2025 e dopo il giusto allineamento planetario che mi ha permesso di trovare un’editore che ho apprezzato molto, una correttrice di bozze che porta il mio stesso nome e dalla caparbietà molto simile, un editor di immagini davvero perspicace, è uscito il tomo e manuale – perché di un manuale si tratta – di oltre cinquecento pagine di esperienze di vita e ricerca che ho voluto condividere. Magari anche soluzioni efficaci.
Sperando possa essere di gradimento, perché non pensare ad un regalo di Natale diverso dal solito, con argomenti che toccano spiritualità e praticità di vita con metodi risolutivi tramite l’uso delle frequenze dei Fiori?
Il testo si divide nella descrizione dei 7 Chakra all’interno dei quali c’è un ulteriore suddivisione tra la parte fisica governata da ogni chakra e la parte esistenziale: ogni chakra racchiude schemi di vita, situazioni di vita. E per ogni chakra ed ognuna di queste due realtà, fisica ed esistenziale, il libro offre più soluzioni tramite l’uso dei rimedi floreali (fiori di Bach, Californiani e Himalayani) ancora una volta rivolti sia ad una parte fisica dell’individuo, che esistenziale come possibile soluzione di temi che coinvolgono la vita ordinaria di oguno.
Mi auguro possiate avere voglia di accedere a questo testo con curiosità e il desiderio di acquisire nuove informazioni in merito e grazie a ciò che il Dottor Bach disse molto tempo fa e senza il quale anche questo libro non sarebbe forse potuto esistere:
Per decenni con l’arrivo delle pratiche orientali e grazie ad un mix di buonismi religiosi e perbenismo nutrito dal quieto vivere, l’ego è stato demonizzato e spodestato dal proprio trono e cacciato nei meandri di uno stanzino buio con pareti di gommapiuma.
Un errore enorme.
L’identità di un individuo è data dall’ego che rappresenta la casa della personalità. In assenza di ego o di un ego sottostimato l’individuo è alla mercè di chiunque e l’assenza di un’identità stabile e forte fornisce, a chi ci si trova di fronte, la possibilità di “occupare” quella casa, approfittare della persona.
L’individualismo è utile alla persona nel momento in cui serve innanzitutto se stesso, il proprio benessere, utile per le migliorie personali, per autodifesa, per potersi affermare nel mondo.
La confusione nasce nel momento in cui un ego sottostimato decide di farsi forte a discapito di altri o sulla pelle degli altri: questo non è un ego sano e la differenza è sostanziale.
Un ego sano è per se stesso e poi per gli altri, al servizio. Un ego sano permette all’individuo di passare dalla propria unicità al cuore, un’identità collettiva, e a quel punto il cuore è salvo dall’invidia, dalla rabbia, dalla disperazione di elemosinare.
L’ego sano è portatore di dignità, fierezza, meritevolezza – il dizionario non ha riconosciuto il termine e lo ha dato come “errore” da correggere. L’ho aggiunto al dizionario. Questo significa che il diritto di ricevere dalla vita non è un termine conosciuto, non per tutti almeno, forse per pochi. Questi elementi e frequenze sono i componenti di un ego stabile, sano per l’individuo e la collettività, senza supremazia, da condividere, insegnare, spiegare, motivare.
L’alternativa è vivere di reazioni istintuali dettate da una carenza di queste tre frequenze, segnate da una sottostima mai veramente riconosciuta ed elaborata.
Echinacea fiore californiano per ricostituire un’ identità spezzata.
Centaury fiore di Bach per redimersi dalla disistima di sé.
Buttercup fiore californiano per ripristinare il senso di meritevolezza.
Heather fiore di Bach per sentirsi visti e considerati senza la necessità di dover sopraffare gli altri.
Ognuno è unico.
Valorizziamo una sana unicità per creare una sana collettività.
Willow fiore di Bach (Salix vitillina) ha il potere di conferire all’Io, – all’ego – la responsabilità della propria condizione di vita. Willow insegna a fluire con la vita in modo dolce, come una navigazione tranquilla su un fiume piuttosto che contro ad essa, in modo inflessibile e duro.
La rigidità interiore e l’inflessibilità di una personalità caratterizzata da Willow in condizione di squilibrio, fa si che le cellule del corpo si sintonizzino sulla durezza d’animo, condizione che, se protratta nel tempo, si manifesta in rigidità fisiche come artriti, reumatismi, artrosi, malattie auto immuni.
Cosa porta ad avere tutta l’attenzione della famiglia e dei propri cari in una modalità ospedalizzata o di sofferenza? Il subconscio, in tempi immemori, ha registrato o percepito l’assenza di attenzione, vicinanza, considerazione e un tocco amorevole mentre la personalità e l’ego hanno presupposto di poterle ricevere – a modo loro e incondizionatamente; l’IO si è ritratto ed irrigidito su una posizione di “vendetta” in cui comunica “vi dovrete accorgere di me per forza”. La sua è una richiesta di aiuto, una richiesta di AMORE.
Willow scandisce il tocco del tempo da quel periodo immemore in cui tutto ha avuto inizio per sbloccare, slacciare e scogliere quell’accordo diventato dannoso. Willow ripristina l’amore verso se stessi tracciando la linea di confine tra il vittimismo in ogni sua forma e la responsabilità della propria vita, delle proprie azioni, delle proprie scelte interiori nei confronti di se stessi.
Willow lo si può considerare, in senso lato e nella sua accezione più ampia del termine un salva vita, un guaritore spirituale profondo e determinato.
“Prima di intraprendere il viaggio della vendetta scava due fosse”
Quando? Quando possiamo considerarci liberi da vecchi schemi mentali, atteggiamenti inconsci – o più o meno consci – ma auto limitanti, comportamenti ormai inadeguati per una personalità emergente e predisposta al nuovo?
Siamo pronti al nuovo quando le situazioni quotidiane che abbiamo sempre tenuto sotto presunto controllo, peggiorano, crollano, si intensificano nel dolore, raggiungono lo scempio, si acutizzano fino a danneggiare o minacciare l’identità fisica, emotiva e mentale.
Nel paradosso dell’intelligenza emotiva, a volte l’unico modo per cambiare atteggiamento nei confronti di se stessi e della vita per raggiungere livelli migliorativi e più stabili, è necessario toccare il fondo sino al degrado, alla degenerazione, all’incompiuta azione – o pensiero – esasperato come spinta evolutiva per dire a se stessi: “adesso basta”.
Determinati comportamenti e forme pensiero sono stati sacro santi per decenni nell’esistenza di un individuo come punto fermo e di salvezza, di protezione, di difesa. Ma, raggiunto un determinato livello evolutivo della personalità – indipendentemente da un fattore cronologico legato all’età – queste modalità diventano non solo tossiche, ma distruttive. Riconoscere la faccia dell’esasperazione e della degenerazione in cui ci si trova coinvolti, è l’inizio della risalita.
Come uscirne? Identificare il proprio ruolo all’interno di una relazione o di una situazione, dargli un nome e, a livello archetipico – simbolico, ma assolutamente pratico e reale – capire che cosa ha comportato questo ruolo per se stessi nel corso degli anni, cosa lo ha preservato per molto tempo e cosa ora lo distrugge. Esempio: il ruolo di madre è spesso un ruolo manipolatorio. Il manipolatore vuole controllare e controllare significa avere un’idea di potere sulla vita degli altri. Si domina chi si ritiene inferiore o chi si sceglie essere più “debole” o con una personalità mitigante. La supremazia del soggetto manipolatore-controllore la fa da padrona sino a quando tale rapporto di dipendenza non diventa distruttivo per entrambe le parti. La sudditanza ne è la controparte, insieme alla dipendenza emotiva ed affettiva.
Come uscirne? Dipende da che ruolo si sta giocando.
Cherry Plum fiore di Bach abbinato a Chestnut Bud coadiuvano una trasformazione interiore in merito al controllo sugli altri per dare fine ad un’azione, un atteggiamento che si ripete da decenni e che al momento attuale potrebbe essere decisamente fuori luogo, degradante e involutivo.
Chicory fiore di Bach quando l’arte manipolatoria di sottomissione degli altri è prevalente, quando “non si lascia vivere” all’altro la propria vera esistenza e la si vuole controllare ad ogni costo per timore della perdita.
Spreading Phlox fiore californiano della gamma “Range of Light” per sintonizzarsi con la propria natura interiore e permettere alla personalità di allinearsi con ciò che risuona “simile”, adatto, connesso.
Buttercup fiore californiano quando l’autostima e la dignità si sono persi nei meandri della disistima di sé, spesso ad un livello non conscio, un atteggiamento che si è adattato alle esigenze o stili di vita tossici o malsani. Per ripristinare il proprio valore interiore.
Fairy Lantern fiore californiano per attuare un processo di crescita interiore, di sviluppo, di responsabilità verso la propria vita; rimedio utile quando il processo di crescita interiore è rimasto bloccato e legato ad una dipendenza di tipo infantile.
Ed infine Borage fiore californiano per dare coraggio al cuore di vivere queste trasformazioni con la giusta “leggerezza”, per superare un senso di appesantimento o di sconforto, di sfinimento per non essere stati “abbastanza” o per essersi resi conto “tardi” degli eventi. Borage incoraggia il cuore al cambiamento e quando il cuore è incoraggiato, anche la mente si allinea.
Questi rimedi floreali non vanno assunti tutti contemporaneamente perché sarebbe controproducente: va analizzata una situazione personale per individuarne l’urgenza, la priorità. Ogni situazione è a sè stante.
Quali chakra sono coinvolti in queste azioni di trasformazione? Il quinto chakra in merito ai ruoli (Vishuddha), il quarto chakra in merito alle dipendenze (Anahata), il terzo chakra (Manipura) in merito all’autostima, all’atteggiamento dell’Io, alla crescita della personalità – vedi “Chakra e Rimedi Floreali. Il sistema dei Chakra abbinato ai Rimedi Floreali“.
Il grado di sofferenza e insoddisfazione è indice di quanto un cambiamento interiore sia indispensabile. Attuatelo con coraggio questo cambiamento perché la vita è nelle vostre mani.
L’unico modo per superare il giudizio verso i propri “errori” – o esperienze necessarie“, è quello di perdonare se stessi e la propria parte di responsabilità, tramite la compassione. Come si fa?
Immergere una situazione di disagio nella profondità della compassione al centro del proprio cuore. Per ripristinare la morbidezza – al posto della durezza – , la comprensione al posto del giudizio, l’accoglienza al posto della repulsione.
Mantenendo l’atteggiamento contrario di repulsione e durezza, nulla si muove, tutto si irrigidisce ed ogni cosa si fa più complicata.
Il potere trasformativo di Holly è immediatamente efficace: potrei dire che in un paio di settimane, per chi si sa ascoltare, i suoi effetti hanno già lavorato sulla rigidità del cuore, sulle sue paure, sui sui meccanismi di difesa.
Il cuore vero, Anahata, la parte più profonda, il nucleo “non colpito”, sede di compassione, inclusione, verità saggia, resta integro: solo la superficie è stata intaccata e il cuore, per il potenziale che ha, ha anche la capacità di rimarginarsi. Holly ne fa da collante, ristrutturando le pareti della casa dell’Anima.
L’atteggiamento cambia, è propenso all’apertura, al rischio del salto nel vuoto nel non sapere se, reagendo in modo diverso rispetto a tutte le volte precedenti, potrà non essere ulteriormente ferito, o se sarà stato un tentativo vano.
Tentativo e rischio che valgono la pena di essere presi in carico, perché le risposte del mondo esterno quando il cuore è in ri-apertura sono davvero meravigliose, sino alla commozione.
Il fastidio e la polemica si traducono e si perdono in un punto di vista che vede tutto attraverso un’altra lente: un livello di consapevolezza un attimo diverso, che porta gioia nella lucidità del momento, l’accettazione del paradosso come la scena di un film di sarcastico humor inglese.
Questa è la prima fase dell’effetto di Holly sul cuore.
Consulenze e corsi di formazione in Floriterapia di Bach, Californiani, Himalayani, il sistema dei Chakra abbinato ai rimedi floreali.
Il forte legame che tiene connessi un soggetto Chicory – fiore di Bach – ed uno Centaury – fiore di Bach – è dato da un’assenza di confini emotivi e dal timore inconscio di una relazione tra adulti. Cosa s’intende per “confini emotivi” e “soggetti Chicory” o “Centaury”?
Sani confini emotivi sono dati dalla capacità di sapere dire di no, di rifiutare richieste di continua disponibilità nei confronti del prossimo, nel saper definire i propri confini e riconoscere quelli altrui senza doversi giustificare o essere vittime di sensi di colpa.
Il soggetto Chicory in una condizione disarmonica evoca l’atteggiamento del “giver”, di colui che dona incessantemente, ma a caro prezzo: desidera a sua volta una devozione – e il controllo sugli altri – per quanto ha dato; Chicory risponde all’archetipo della madre, di colei che crea e distrugge i propri figli, se lo volesse.
Il soggetto Centaury in una condizione disarmonica è la controparte “devota” a Chicory: in assenza totale di confini emozionali, incapace di dire di no alle richieste o pressioni esterne, ha una visione di se stesso miserevole – non vede il proprio valore, si percepisce inesistente alla vita, con un atteggiamento succube che lo vede maltrattato e disprezzato.
Per entrambi è difficile comprendere che esistono dei confini che vanno rispettati: Chicory non li rispetta – spesso in modo subdolo, ricattante – e Centaury non riesce a farli rispettare. Quando il soggetto Centaury si ribella e inizia a mettere confini, agli occhi del mondo è diventato un egoista. Quando il soggetto Chicory ridefinisce le proprie azioni nei confronti degli altri lasciando andare condizionamenti emotivi, risulta distaccato e disinteressato.
Chicory sta all’assenza di amore incondizionato come Centaury sta alla richiesta di amore incondizionato.
Da un punto di vista spirituale questa accoppiata è perfetta: energeticamente sono attratti l’uno dall’altro come magneti e la lezione – a senso alternato – da imparare per entrambi è amare se stessi con le proprie forze, in assenza di dipendenza reciproca, piuttosto in una nuova modalità adulta e alla pari delle proprie risorse, del proprio essere.
Non è raro che in uno stesso individuo risiedano sia atteggiamenti Chicory che Centaury, attuati e sviluppati a seconda di chi ci si trova di fronte: in ogni caso sarà fondamentale lavorare sull’amor proprio, l’indipendenza e l’autonomia, con il coraggio di affrontare una certa maturità interiore.
La dipendenza infatti, è il terzo soggetto in questione: una lezione di vita non acquisita sia per Chicory che per Centaury può trasformarsi in una condizione aggravata di sottomissione, di patologia, di abuso di sostanze, di ludopatia, di vincoli affettivi di sudditanza.
Sarà importante lavorare sul proprio cuore per Chicory, e ristabilire una connessione d’amore con se stessi e sulla propria personalità per Centaury, risalendo da una condizione di sottomissione denigratoria ad una di amore dedicato a se stessi.
Il passaggio da un atteggiamento legato all’ego ad un atteggiamento legato al chakra del cuore, è un passaggio che richiede pazienza e osservazione di sé: l’ego è capriccioso e ama avere il controllo delle situazioni, ma soprattutto ha un proprio punto di vista, specifico e “assoldato”, determinato da una condizione legata a falsi miti del tipo: “si è sempre fatto così” o “è sempre stato così”. Rimanere ancorati e aggrappati a questa condizione porta a rabbia e sofferenza, a lontananza da chi si ama e da ciò che si ama, porta a confusione personale.
Il passaggio dall’ego al cuore comporta un cambio di prospettiva, di punto di vista, di paradigma mentale. L’ego vuole avere tutte le ragioni, è capriccioso e si sente privato di qualcosa nel momento in cui “crede” di non essere visto, osservato, preso in considerazione. Il “ragionamento” del cuore invece è differente: esso cambia prospettiva, si mette nei panni dell’altro e osserva in modo differente; vede la prospettiva altrui e non solo la propria, riesce a surclassare l’egoismo per entrare in una forma di compassione che considera la vita altrui e non solo la propria.
Quando l’attenzione si rivolge per un momento all’altro, molti muri crollano riportando ad una pace interiore nella personalità dell’individuo e nei confronti delle proprie relazioni personali.
Come attuare questo cambio interiore?
La pratica di interagire con il proprio Cuore è il primo passo: gratitudine e compassione verso se stessi – mano sul cuore – e nei confronti del proprio albero genealogico e genetico; spesso si è reduci di antichi atteggiamenti legati alla famiglia ma di cui è possibile sciogliere il legame anche grazie all’utilizzo di alcuni rimedi floreali californiani.
Purple Monkeyflower aiuta in questo cambio di paradigma, aiuta ad uscire da un circolo vizioso legato a “è sempre stato così”, in concomitanza con i rimedi californiani che presiedono alle matrici famigliari: Baby Blue Eyes – legato alla figura paterna e a tutte le sue dinamiche inerenti – e a Mariposa Lily – legato alla figura materna (evitare di assumerli in contemporanea!).
Nei casi più cronici consiglio l’abbinamento con il rimedio di Bach Rock Water là dove la difficoltà e radicamento mentale di un cambio di paradigma è particolarmente solidificato. Ma per chi è abituato a cambiare di frequente schemi mentali o per chi ha una mente già flessibile, questo fiore può essere evitato.
Il cambio di paradigma non comporta solo un avanzamento da un punto di vista mentale, dall’ego al cuore, ma anche da un cambio di visione e interpretazione della propria condizione: dall’io all’altro. A quel punto l’ego viene messo a tacere insieme ai propri egoismi, ai propri soli e unici punti di vista, la rabbia riassorbita e trasformata in comprensione, sostenendo l’individuo nelle proprie scelte personali.
Come cita Ben Harper nella sua canzone “With My Own Two Hands“, utilizzate quelle due mani sul cuore per portare dentro voi stessi la gratitudine, la riconoscenza esatta e la compassione verso le vostre cellule e la vostra Vita, verso quegli aspetti dissonanti e disordinati, affinché avvenga un “I Rise“, un’ascesa, una risalita, una elevazione spirituale che allontana dalla sofferenza personale per dirigersi verso un’accoglienza collettiva.
Una mano sul cuore rappresenta impegno di onestà e dedizione verso se stessi.
La mancanza di forza morale, la codardia e la viltà unita ad egoismo sono sinonimi di ignavia. Dante considerava gli ignavi persone incapaci di fare scelte e prendere decisioni pur agendo in modo arrogante nei confronti del prossimo e per questo li disprezzava, facendoli finire nell’Antinferno, il Vestibolo dantesco, un luogo in cui queste anime non si schierano né con il bene, né con il male.
Il vestibolo è un ambiente di passaggio tra l’interno e l’esterno prima di raggiungere un luogo o una stanza, si tratta di un’anticamera, l’anticamera per l’Inferno secondo Dante. Questo luogo di passaggio è anche un luogo di attesa sospesa in cui nulla avviene. E questo rappresenta esattamente la personalità che vive di ignavia, di accidia: apparentemente in movimento, ma fermo interiormente, un atteggiamento che tiene l’individuo sotto uno scacco di immobilità e immoralità interiore, di frequenti cambi di opinione nel corso di pochi istanti dall’aver affermato prima una cosa e subito dopo il suo esatto contrario.
L’ignavo non ama le responsabilità poiché il suo essere non è in grado di prendere posizioni, di conseguenza appare come una figura responsabile solo quando riesce a gettare la sua accidia sugli altri, insinuando sensi di colpa o di responsabilità mancata.
Questa personalità ha la caratteristica di riuscire a far trasalire il prossimo quando viene preso di mira, in particolare quando punta a coloro per i quali intimamente ammira ciò che non è in grado di essere: una personalità integra e moralmente stabile. La diffamazione è la sua arma per annebbiare o accecare, ma completamente instabile nel prendere una posizione di coerenza verso questi atti, dovendosi infatti appoggiare a qualcuno per essere sorretto dalle proprie inattività e scorrettezze interiori.
Essere vittima di ignavia è facile, in particolare per chi ha una moralità estesa e di spessore e non comprende nell’immediato le dinamiche dell’accidia. Per questo il senso di ingiustizia serpeggiata nei meandri di coloro che si attendono invece a regole morali superiori, al contrario di vivere nel tedio e nell’indifferenza verso il prossimo, stile di vita dell’ignavo che ama estendere zizzania con le sole parole. Arrivando a comprendere queste dinamiche è possibile uscire da una fitta ragnatela creata con minuzia di particolari basata sulla in-veridicità di situazioni, sull’irresponsabilità e sulla mancanza di una presa di posizione.
Come uscire dalla morsa dell’ignavo nel momento in cui ha preso potere su un individuo? Saranno utili alcuni rimedi floreali californiani come Buttercup per risollevare la stima verso se stessi e non cadere nell’afflizione di colui che manca di qualcosa; sarà di grande supporto un rimedio come Echinacea per riportare la propria integrità ad un livello superiore e sarà necessario sfruttare l’aiuto del fiore di Bach Larch per ristabilire la profonda fiducia in se stessi senza che resti intaccata da tentativi di malelingue che dissimulano l’individuo dal proprio potere interiore di riuscire a fare tutto quello che è necessario per la propria vita.
E quali rimedi per l’ignavo? Scleranthus fiore di Bach senza ombra di dubbio: attraverso ripetute somministrazioni affinché nasca nel profondo del suo animo quella presa di posizione definitiva, senza più oscillazioni, che lo possano condurre a decisioni esistenziali: Inferno o Paradiso.
Moonstone, rimedio himalayano creato con la frequenza della Pietra di Luna, è un rimedio importante e risolutivo per sciogliere in profondità aspetti legati al mondo femminile.
La Pietra di Luna ripristina situazioni a livello fisico, emotivo, sentimentale, ancestrale per quello che riguarda la linea del femminile di un individuo. Anticamente conosciuta ed utilizzata come amuleto legato alla sfera dell’intuizione, del cuore e della fertilità, promuove facoltà medianiche, intuitive e preveggenti, insieme a sogni lucidi stimolando la ghiandola pineale.
Da un punto di vista psicosomatico il rimedio Moonstone agisce sul colon, la vescica, il ciclo mestruale: nel colon vengono riassorbite sostanze tra cui, in gran parte l’acqua. Il colon rappresenta la capacità di lasciare andare ciò che non è più indispensabile e, in questo caso, si parla di situazioni emotive, così come per la vescica. Moonstone è legata al mondo emotivo prodotto dei sentimenti del cuore: interagendo con il colon o intestino crasso, Moonstone permette l’elaborazione ed il rilascio di antiche emozioni dolorose che hanno terminato il loro tempo, compiendo un ciclo generazionale.
Ad un livello più profondo, Moonstone trascende il sacrificio ancestrale espiato dalle donne di una linea famigliare: è possibile sognare, avere visioni o immagini che richiamano ad una determinata figura femminile come la nonna materna, il cui sacrificio di donna è stato iniziatico a suo tempo, sino a promuovere una guarigione che ha attraversato intere generazioni.
Quando una donna decide di lavorare con la Pietra di Luna, decide di affrontare tematiche legate al femminile, decide di guardarsi dentro in profondità: sceglie di affrontare le proprie ombre d’ansia, insicurezza, vulnerabilità, traumi sessuali, infertilità; decide di guarire situazioni tramandate ad un livello genetico e mantenute nella memoria cellulare generazionale.
Il rimedio è utile anche per uomini che soffrono di azoospermia: Moonstone aiuta ad elaborare situazioni in cui la possibilità di dare la vita, ad un livello inconscio, viene negata a se stessi.
Moonstone offre un ulteriore ciclo di passaggio esistenziale legato ad una intimità profonda, un mondo sepolto, deriso, sconfitto, irrisolto: il rimedio invita ad accogliere sfaccettature sottili e mutevoli del mondo femminile, liberando, come le maree governate dalla Luna liberano energia, tossine sia fisiche che psichiche generazionali.
Consiglio l’assunzione del rimedio durante la fase della luna piena, momento opportuno per portare alla luce antichi irrisolti; se assunto durante la luna nuova il rimedio approfondisce il cammino interiore verso se stessi ed il proprio antico legame femminino.
Inutile sarebbe lamentarsi di un atteggiamento di una personalità narcisistica o slegata dall’amore e dai sentimenti, senza valutare la controparte che ha attirato a sé tale atteggiamento. Cosa spinge a darsi in modo assoluto e indiscusso al prossimo? Cosa spinge a svuotarsi di se stessi, finendo nella svalutazione di se stessi? Cosa porta ad elemosinare amore?
Centaury fiore di Bach ben risponde a queste domande: permette di riconoscere l’auto svalutazione insita nella personalità, la richiama alla luce tendendogli una mano compassionevole. Centaury porta a riconoscere il proprio atteggiamento mendicante, ponendo a questo confini e limiti, trasmutando tutti i propri sì di confini espansi, in no di confini forti e ben definiti. Centaury, una volta ristabilita la giusta frequenza del rimedio a livello personale, non permette il passaggio a chiunque: una volta fortificatosi sa bene quello che desidera, senza lasciarsi coinvolgere da circostanze di comodo. Smette di mendicare, rivendica il proprio posto, i propri spazi, i propri confini emotivi. Seppur un passaggio delicato, la trasformazione si manifesta velocemente con il rimedio floreale, nel momento in cui si è maggiormente consapevoli di questa dinamica.
Centaury è la manifestazione emotiva di Bleeding Heart, fiore californiano, che agisce sul sistema dei condizionamenti sentimentali, legami di dipendenza affettiva e sulle dipendenze in genere.
Tutto ciò che di-pende, pende da qualcuno o da qualcosa, ne è un prolungamento, come non potesse vivere in separata sede, senza co-dipendenze. Bleeding Heart svolge meravigliosamente questo suo ruolo di riequilibrio delle parti: dalla dipendenza affettiva all’indipendenza del cuore, ripristina l’autonomia personale ed individuale di dipendere solo da se stessi, avere fiducia nel proprio essere, di individuo unico ed irripetibile, indipendentemente da tutto e da tutti.
Questi due rimedi floreali associati insieme assicurano l’indipendenza emotiva in concomitanza con l’indipendenza dettata dal cuore, lasciando libero l’individuo da prestazioni obbligate per farsi accettare ed amare, dando la possibilità di stabilire i propri confini fisici, emotivi, spirituali.
Ne consiglio l’assunzione per chi si trovasse nella condizione emotiva e affettiva di dipendenza: 2-4 gocce per ogni rimedio floreale in diluizione in acqua, assunto più volte nell’arco della giornata per 1-2 mesi o più, se necessario.
L’ipofisi o ghiandola pituitaria è conosciuta come ghiandola maestra: pur essendo una piccolissima ghiandola endocrina del corpo umano dal peso di mezzo grammo, ha un ruolo fondamentale per tutto l’organismo. È detta ghiandola maestra perché governa tutte le ghiandole endocrine del corpo: epifisi, tiroide, timo, pancreas, ghiandole surrenali, gonadi, regola il metabolismo idrico e l’ormone dedito alla crescita corporea.
Il trigemino, uno dei nervi cranici tra i più importanti, trova la sua sede nell’area dove è situata la ghiandola pituitaria, l’ipofisi. Le nervature del trigemino si estendono in tre aree del volto: la branca oftalmica che arriva vicino agli occhi, la branca mascellare che include aree prossime al naso, la mascella includendo denti dell’arcata superiore e relative gengive; la branca mandibolare le cui nervature solcano la mandibola sino ai denti dell’arcata inferiore. Lo snodo di queste tre branche si trova all’altezza dell’attaccatura mandibolare, vicino alle orecchie. Quando il trigemino è infiammato queste tre aree possono rigonfiarsi provocando dolore ai denti, alle orecchie, agli occhi, all’attaccatura mandibolare e mascellare. Una infiammazione esponenziale del trigemino provoca gonfiore al viso.
Ma le nervature del trigemino non si fermano lì e si diramano, in parte, nell’area superiore della testa in direzione della fontanella.
In termini di chakra, sono coinvolti nella manifestazione del trigemino Ajna chakra e Sahasrara chakra, rispettivamente sesto e settimo chakra. Ajna presiede alla visione: nella tradizione yogica il buon esito di ogni asana (posizione) è dato dallo sguardo: il corpo va dove gli occhi posano lo sguardo, cioè ad indicare che la meta si trova là dove si ha una visione. Avere una visione significa proiettare se stessi verso una condizione, una direzione, una soluzione, un’ideale. Ajna presiede all’idea che si ha di se stessi e come conseguenza, che si ha del mondo. Una visione pessimistica del mondo induce a vivere drammi.
Il chakra della corona Sahasrara è collegato all’autonomia di pensiero e alla qualità dei propri pensieri: un’ autonomia di pensiero da spazio alle proprie funzioni cerebrali per conquistare aree insondate in cui intuizione, genio, libertà di scelta e conoscenza hanno modo di manifestarsi. Nel settimo chakra risiedono inoltre convinzioni e la qualità dei propri pensieri: la qualità dei pensieri determina la visione di se stessi e del mondo. L’ottundimento mentale porta ad una falsa tranquillità di coscienza che genera ozio intellettuale, fissazioni, ossessioni, privando di stimoli per creare la propria realtà attingendo alla connessione con il Divino.
Un trigemino ingrossato è la manifestazione di uno squilibrio a livello di visione interiore, di qualità di pensieri, di connessione con la Conoscenza Divina.
Per ripristinare questi due chakra e di conseguenza riportare ad una condizione di equilibrio il nervo trigemino, è indicato l’utilizzo del fiore californiano Forget-Me-Not: è il fiore della percezione, della visione oltre il visibile, della connessione con le alte sfere celesti. E’ indicato per facilitare la meditazione. Forget-Me-Not riequilibra il sesto e il settimo chakra ripristinando equilibri energetici che influiscono sulla materia, riassettando i nervi cranici.
Come utilizzare il rimedio? Riempire di acqua una boccetta da 30 ml dotata di pipetta, aggiungere 4 gocce del rimedio floreale originale. Questa soluzione da 30 ml va somministrata oralmente (3-4 gocce sublinguali più volte al giorno) e, con l’aiuto della pipetta, posizionare una o due gocce all’apice della testa nell’area della fontanella e tra le sopracciglia, poco sopra il punto in cui inizia il naso. Massaggiare delicatamente per qualche secondo queste aree con il liquido impresso di Forget-Me-Not. Il rimedio impiega poco tempo per agire e ripristinare, da un punto di vista energetico, gli squilibri in atto che riguardano Ajna e Sahasrara chakra. Terminare il periodo di assunzione con la fine della miscela dell’intero flaconcino.
La domanda da porsi nel momento in cui questo tipo di infiammazione si attiva è: dovrei rivedere la visione che ho del mondo? Ho una visione sfalsata della realtà, una visione illusoria o cinico-pessimista? Di che tipo è la qualità dei miei pensieri? Ho perso il contatto con me stesso, reputo la mia intuizione errante? Ho perso il contatto con la connessione divina, con l’essenza?
Forget-Me-Not è il rimedio floreale californiano che risponde a queste domande.
Chaenomeles speciosa, rimedio floreale californiano rinominato Quince, racchiude in sè il potere del Tao. Forza maschile e potere femminile: là dove c’è forza, c’è amore, dove c’è vulnerabilità c’è protezione, tenuta e cedimento, morbidezza e rigidità. Un tutt’uno senza apparenti estremi. Gli estremi si manifestano solo quando si tengono dure posizioni – e afflizioni – nei confronti di se stessi. Eccessive rigidità, eccessivi “give up“, lasciare andare o lasciare perdere. Alle volte è necessario mollare, altre volte è indispensabile tenere duro. Tutti questi aspetti opposti non sono scissi tra loro, bensì coinvolti l’uno nell’altro: l’equilibrio interiore si trova in un punto di luce immerso nell’oscurità e in una oscurità immersa nella luce. Inutile ribellarsi a questa legge divina e universale, sarebbe assolutamente controproducente, non farebbe che creare conflitto.
Esistono opposti in una eterna connivenza, là dove la propria natura non può essere compromessa: si tratta di rimettere al proprio posto, ridimensionandoli, il bianco nel nero e il nero nel bianco, accettando questa commistione di forze. In questo modo è possibile accedere, per sondare, la natura umana: fino a quando queste due polarità non saranno rivalutate nel loro complesso, un conflitto sarà presente.
Non esiste nero senza bianco, luce senza buio, giorno senza notte, maschile senza femminile, forza senza amore. Questo è Quince, fiore californiano, che delibera quando è necessaria la forza e l’irruenza maschile e quando è indispensabile lasciarsi andare alla vulnerabilità del cambiamento.
Per consulenze personalizzate, non esitare a contattarmi.
“Calma e sangue freddo!” indica un concetto mentale: vorrebbe dire “fermati e ragiona!” Il sangue caldo, il sangue che va alla testa, non fa ragionare, ma delirare. La calma invece, rappresenta quel momento interiore in cui è necessario fermarsi perché, correre o muoversi in qualsiasi direzione sarebbe deleterio, inutile e, molto probabilmente, controproducente.
Il rimedio californiano Indian Pink (Silene californica) è davvero eccezionale per mantenere la calma interiore, ripristinare stabilità mentale e prendere decisioni. Non è il rimedio che aiuta a prendere decisioni, è il rimedio che aiuta a mettere in fila le cose, a dare priorità assolute (le vere priorità sono sempre una, al massimo due e, anche tra queste, ci sono elementi prioritari).
Indian Pink è utile per chi lavora in contesti particolarmente dinamici all’interno dei quali ci sono molte situazioni, o ci si trova in circostanze con diversi elementi da coordinare: utilissimo per chi lavora nella grande distribuzione, per imprenditori che hanno più situazioni da amministrare, risolvere e farlo in tempi brevi, per coordinatori che organizzano varie forme di attività, per madri con figli, casa e lavoro da dirigere.
Il rimedio Indian Pink, nonostante lo stress, focalizza il pensiero e la determinazione mettendo in fila situazioni, persone, attività, una dopo l’altra: si staglia nella mente una naturale suddivisione delle parti, delle circostanze, facendo spontaneamente prevalere quelle prioritarie e lasciando in secondo piano le secondarie; è una sorta di piacevole preludio per evitare situazioni di Burn Out risolvibili con Aloe Vera, rimedio californiano.
Indian Pink è il rimedio adatto a tutti coloro che hanno una predisposizione – o si trovano costretti – a fare più cose in una volta sola: aiuta ad indirizzare le energie mentali, oltre che le attività e i servigi, là dove servono veramente.
Provate per credere.
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Alcuni fiori Himalayani della linea AUM creata dai medici indiani Drs. Rupa e Dr. Atul Shah, definiti tali rimedi floreali Botr (Body Organic Targetted Remedies – rimedi mirati per organi del corpo umano), hanno l’elevatissimo potere di disintossicazione di organi specifici del corpo; ma, per depurare tali organi in profondità, è, come sempre, necessario lavorare sulla dinamica esistenziale che caratterizza e risiede dentro a quell’organo.
I reni sono organi che filtrano il sangue, servono ad eliminare scorie, conservano l’equilibrio osmotico dei liquidi del corpo. E’ interessante sapere che le arterie del rene nascono direttamente dall’aorta del cuore. Ciò significa che una condizione del cuore (affettiva e sentimentale) è direttamente collegata ad una condizione emotiva (reni e surreni). I reni non filtrano solo tossine fisiche legate ai liquidi del corpo, essi filtrano tutte le condizioni emotive annesse: le condizioni emotive sono il risultato e la conseguenza, di una condizione sentimentale legata al cuore.
Lavorando per circa 20 giorni su reni e surreni con i rimedi Himalayani Botr (anche se non si ha mai avuto alcun tipo di problema fisico ad essi relativo), avviene una depurazione che va bel oltre la fisicità: questo tipo di depurazione coinvolge tutti i condizionamenti emotivi, in cui reni e surreni ne rappresentano la sede. A riprova di questo, lo specchio della vita quotidiana inizia a mostrare il risultato della condizione emotiva a cui si è rimasti immersi per un lungo periodo: infantilismo emotivo, tentativi di manipolazione emotiva, insinuazione di sensi di colpa, minaccia tramite condizioni di paura. Ecco che reni e surreni vengono messi in allerta da tutto ciò che gli compete: la paura primordiale di essere aggredito, conseguenti reazioni DHEA o deidropiandrosterone sviluppati dalle surreni per gestire lo stress, reazioni date dalla capacità di far fronte ad una minaccia, attivazione biologica renale sull’istinto primordiale di sopravvivenza.
Il ruolo delle reni è anche quello di eliminare le tossine dai liquidi del corpo, il che significa: eliminare condizioni emotive tossiche. Ecco qui il salto quantico che i rimedi Botr dei fiori Himalayani reni e ghiandole surrenali, mettono in atto. Questo salto quantico lo si può percepire benissimo; non si tratta solo di un cambiamento interiore, si tratta di un vero e proprio salto da una condizione emotiva ad un’altra. Il salto quantico è un cambiamento istantaneo da un sistema ad un altro, che si verifica su scala molto piccola, è un cambiamento dello stato vibrazionale di un individuo – in questo caso indotto dai rimedi Himalayani – che si manifesta con una piccola evoluzione interiore. Piccola, ma fondamentale. Fondamentale perché legata non solo ad una vita, ma a più generazioni che l’hanno subita e vissuta per molto, molto tempo, la cui memoria genetica è intrisa negli organi, nel sangue, in ogni cellula. Cosa hanno vissuto esattamente? Nel caso delle reni e surreni era ben racchiuso il ricatto emotivo, una condizione di vita emotiva in cui, pur di non osare vivere la propria vita e per restare insieme all’amato, pur di condividere per mero amor di condivisione o, nell’illusione della condivisione, nell’illusione di sostenere in due una relazione o un progetto (in 2, come la coppia reni e surreni), si cedeva a ricatto emozionale e a sensi di colpa in cui l’insinuazione era di non essere in grado di poter esistere soli e autonomi – come farebbe un adulto – di poter avere pensieri e azioni proprie – senza un controllore – di poter avere sentimenti e divergenze non condivisibili, quindi ragionevolmente da annichilire e annientare. La forte pressione di condizioni emotive di questo grado cui si è sottoposti, grazie all’aiuto di questi rimedi floreali, viene indirizzata improvvisamente in un’altra dimensione: dalla depurazione da tossicità fisiche, alla depurazione da tossicità emotive e relazionali, sospinti verso una nuova condizione.
Il salto quantico emozionale non è affar semplice. Cosa rimane dopo un salto quantico del genere? Resta la tristezza per avere abbandonato ciò in cui si è rimasti immersi da memorie generazionali ataviche, resta un senso di smarrimento, di solitudine, di improvvisazione di adattamento ad una nuova condizione emotiva sconosciuta, persino un senso di attaccamento a qualcosa che non esiste più. Resta la memoria di una vecchia abitudine.
Questione di nuove e più sane abitudini. Questione di tempo.
Per la cronaca: il rimedio Botr Reni è composto dalle frequenze del fiore himalayano Radish (lavora sulla lucidità dopo un lutto), frequenze della Perla (lavora su stati infiammatori di reni) e frequenze del fiore Geranio himalayano Klotzsch (antisettico, antinfiammatorio, nefriti).
Burn-Out significa bruciare; in un contesto lavorativo e psicologico è “l’essere bruciati mentalmente”, andare fuori di testa a causa dell’oppressione ossessiva lavorativa. Troppe responsabilità, troppe richieste oltre una misura accettabile per la persona che per timore di perdere il lavoro, ansia da prestazione, timore di non essere all’altezza, si prostra ad un livello di sottomissione tale sino a rasentare la follia, sino a ritrovarsi nella follia il cui risultato è l’esaurimento nervoso: il sistema energetico centrale è andato in tilt al pari di un computer che si spegne improvvisamente quando arriva un forte temporale e gli viene sottratta la corrente elettrica.
L’essere umano non è una macchina e ha dei limiti. C’è chi sopporta di più e chi di meno in base alla propria struttura energetica centrale data dal sistema nervoso. In entrambi i casi c’è comunque un limite da rispettare; le facoltà mentali rappresentano quella parte creativa e logico razionale che, se sfruttata al meglio, produce il genio, l’idea, la soluzione ad un problema, risoluzioni per diverse tematiche. Ma se questo sistema viene sovraccaricato, se la parte creativa viene sommersa da un eccessiva razionalità e senso del dovere, peggio ancora dal timore ossessivo di dimostrare di essere sempre all’altezza in ogni situazione (un gioco molto sottile di cui spesso non ci si rende conto), allora l’effetto burn-out è dietro l’angolo. Non è questione di essere deboli interiormente, è una questione di rispetto verso se stessi e i propri limiti, che vanno riconosciuti. Conseguentemente all’esser bruciati, uscire dal burn out può richiedere anni di psicoterapia – il burn out porta a depressione.
Per facilitare le cose, evitando l’ottundimento mentale e dei sensi provocato dagli psicofarmaci, sarebbe sufficiente assumere il rimedio californiano Aloe Vera, essenza floreale che raccoglie in sé tutte le proprietà vibratorie che l’Aloe ha per sua Natura; sinonimo di Aloe è infatti rigenerazione.
Rigenerazione psichica e mentale per chi è entrato in una fase di burn-out, ma anche azione preventiva per quegli individui che tendono a strafare, per coloro che si sobbarcano di responsabilità altrui, per chi sa di reggere mentalmente fino ad un certo punto, per chi è sul punto di scoppiare e sente di esserlo.
Aloe Vera, fiore californiano, in un lasso di tempo breve e conciso agisce nell’immediatezza della necessità di trasformare la sensazione di essere bruciati con una rinnovata energia vitale che riposiziona le forze creative e razionali della mente in un sano equilibrio.
Se proprio volete fare un buon lavoro di rigenerazione psico-fisica su voi stessi aggiungete ad Aloe il rimedio californiano Redwood (2 gocce per ogni rimedio in diluizione in acqua in un flaconcino da 30/50 ml, assumere dalle 4 alle 8 volte al giorno) per ripristinare tutte le forze vitali fisiche che l’Universo ha donato ad ognuno nel momento della nascita.
Non sottovalutate le forze mentali di cui siete dotati, vanno preservate ed utilizzate nel migliore dei modi possibili.
Ricordate che la mente ha un potere enorme, non sprecatela.
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Perché i fiori di Bach sono così “lenti”? – spesso mi viene chiesto – e perché altri tipi di rimedi floreali sono invece più “veloci” e li “sento subito”?
Oggi voglio rispondere a queste domande. Tanto per iniziare il punto non è che i fiori sono più “lenti” o “veloci”, ma siamo noi ad essere più o meno cristallizzati dentro a situazioni personali: la cocciutaggine, un orgoglio eccessivo, egocentrismo, convinzione di poter dominare il mondo, credenze, scegliere di vivere la propria vita crogiolandosi tra gelosie, invidie, sotterfugi, ipocrisie, senso del dominio. Dare la colpa a velocità e lentezza di un Fiore è, come al solito, non prendere in mano la responsabilità della propria vita continuando a colpevolizzare qualcosa all’esterno di sé quando il problema è all’interno.
Non sono i fiori ad essere lenti o veloci, siamo noi ad esserlo, interiormente.
E sulla velocità e lentezza interiori, apriamo un piccolo capitolo.
Perché siamo più o meno ricettivi rispetto ad un rimedio floreale? Questa è la vera domanda. Perché siamo composti di più parti: non esiste solo un ego o la propria mente raziocinante e schematizzata in cui ci si identifica, ma esiste, in ognuno di noi, una personalità presente ed una permanente.
Colui che ho considerato il mio nonno spirituale, Stylianos Atteshlis chiamato anche Daskalos dai propri allievi, guaritore spirituale e ricercatore della Verità, insegna che ognuno di noi è composto da una personalità presente ed una permanente.
La personalità presente altro non è che un nome ed un cognome, un Io, la somma dei cinque sensi, un essere umano che dovrebbe imparare a coltivare umiltà, umanità, buon senso – in contrapposizione della tentazione di vivere aspetti umani che riguardano corruzione, ipocrisia, egoismo, sete di potere, disumanità e disumanizzazione (Dio non c’entra nulla con le cattiverie e le ingiustizie del mondo: esse sono parte degli aspetti umani di individui che accettano di vivere in questo modo).
La personalità permanente è la parte attiva ed espressiva dell’Anima che ha memoria di se stessa, conosce il suo obiettivo di Vita, è saggia, danza con il proprio destino in assenza di elucubrazione alcuna.
A questo punto diventa chiaro su quale aspetto della personalità i fiori di Bach e i fiori Californiani interagiscono (con qualche eccezione): essi interagiscono con la personalità presente di cui nessuno vuole assumersi la responsabilità. Quindi non sono i fiori ad essere “lenti”, è la personalità a voler rimanere aggrappata fedelmente e aggressivamente ai propri schemi anche quando essi si rivelano auto distruttivi.
L’orgoglio uccide non solo ferisce, l’ipocrisia ha gambe sempre più corte, il tentativo di separazione porta ad una unità che crea ponti indistruttibili, la sete di potere conduce alla fame del cuore e alla sua aridità, la mancanza di umanità porta all’isolamento o alla follia.
Non sono i Fiori ad essere lenti…
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La paura di non farcela ha un nome e cognome ben specifico: ogni paura li ha. Questo timore è specifico dell’ego che teme di soccombere sotto a qualcosa di ben più grande di lui, teme di morire, di essere espulso, non considerato o non considerato per ciò che realmente merita, teme una sorta di “punizione divina” – o autoritaria – ancora sconosciuta, che percepisce come pericolosa.
E, come ogni paura che si rispetti, anche la paura di non farcela paralizza, eccome se paralizza: è la staticità del gelo interiore che blocca molte facoltà, tra cui quelle mentali, impedendo una sana e razionale reazione.
Bisogna farci i conti con la freddezza interiore paralizzante, in particolare è necessario affrontare quella paura. Come ? Rendendosi conto che è tale. La prima cosa che salterà all’occhio sarà la paura stessa, mentre la seconda cosa, sarà essere consapevoli che non si è in grado – momentaneamente – di reagire. Molto bene! Tenete tra le mani immaginarie quella paura e guardatela, osservatela, sentitela fino in fondo, anche se è tremendamente spaventosa. A vostro favore l’immobilizzazione data dalla pura stessa: il cervello ha smesso di funzionare in modo razionale e si ritrova anch’esso bloccato. Approfittate di questo momento per ripristinare innanzitutto la funzione cerebrale, cercando una soluzione: quando si presenta un problema, al suo interno esiste la soluzione.
La soluzione è: affrontare il problema, proprio il nocciolo del problema. Se vi viene chiesto di fare qualcosa che non sapete fare e vi sentite sopraffatti, imparate, come obiettivo finale (seguendo un corso, un tutorial, un esperto), a governare e diventare maestri della situazione, piuttosto che subirla. Questa azione rappresenta il coraggio per sciogliere il ghiaccio cristallizzante della paura.
Il coraggio è azione. Azione interiore prima di tutto, un movimento per sciogliere ciò che blocca e per iniziare ad affrontarlo.
La risorsa è già dentro ad ognuno.
Successivamente valutate la tipologia di paura poiché quella che cristallizza, non è una “semplice” paura: potrebbe trattarsi del profondo timore di “crescere” e di assumersi responsabilità da adulto, oppure la paura di impegnarsi a livello sociale, all’interno di una comunità o in un ambito lavorativo, la paura cioè di creare legami solidi.
Nel primo caso, del timore di affrontare la vita adulta, affidatevi al rimedio californiano Fairy Lanter; nel secondo caso, della sindrome del “vagabondo”, come la definisco io, considerate il rimedio californiano Sweet Pea.
Be proud. Le risorse sono già dentro ad ognuno.
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Sempre più palesemente osservo come ciò che siamo, quello che otteniamo e ciò che portiamo nel mondo, non è che un riflesso di noi stessi. Inutile (e sempre più lo sarà) proiettare, puntando il dito verso l’esterno, ciò che non funziona nella propria vita.
Qualcosa non quadra? Punto 1: impegnarsi a capire cosa non quadra, piuttosto che fuggire. Punto 2: iniziare a pensare al perché qualcosa non quadra, piuttosto che insultare o incolpare il prossimo e il mondo.
Non si ama la situazione in cui ci si trova? Punto 1: capire come ci si è ritrovati in quella situazione. Punto 2: capire quale atteggiamento è possibile cambiare per modificare o affrontare la situazione. Punto 3: se non è possibile cambiare la situazione, è possibile spostarsi, accedere al cambiamento.
Il cambiamento spaventa? Punto 1: certo, ma è necessario essere consapevoli che se non si cambia, le situazioni restano identiche. Punto 2: le situazioni non cambiano se non siamo noi a cambiare. Punto 3: se si decide di non cambiare, non lamentarsi quando le situazioni non cambiano!
Come fare a cambiare? Punto 1: capire cosa non si vuole più. Punto 2: avere ben chiaro cosa si vuole effettivamente, qual’è l’intento e il punto di arrivo del cambiamento. Punto 3: agire, il cambiamento è azione.
Se si è duri con se stessi, la vita sarà dura. Se ci si concede flessibilità, la vita sarà un’opportunità. Se ci si aggrappa ad atteggiamenti malsani, la vita restituirà malattia e infelicità. Se si decide di non cambiare nulla, nulla cambierà. Se si procede nell’amore e nel rispetto verso se stessi e il prossimo, la vita donerà benevolenza e gentilezza. Se si è grati e riconoscenti per ciò che si ha e per ciò che si è, la vita elargirà abbondanza.
Avere una visione disperata o ritrovarsi ad essere senza speranza, mostrerà un mondo ostile, doloroso, infelice, spiacevole e triste. Nonostante ciò, anche in questa condizione intima dell’animo umano, è possibile attuare un cambiamento interiore significativo aiutandosi con un paio di rimedi floreali: Gorse (fiore di Bach) per ripristinare la speranza ad un livello personale, e Scotch Broom (fiore Californiano) per acquisire una visione del mondo speranzosa.
In questo modo si agirà sia dall’interno che dall’esterno in contemporanea, con due rimedi floreali che rispondono ad una luce solare eccezionalmente brillante, due rimedi che resistono ad ogni tipo di intemperia emotiva, andando a scardinare il buio interiore.
Niente è il riflesso dell’esterno, se non il risultato di noi stessi.
Durante una lezione privata tenuta sui Rimedi Californiani, spiegando e analizzando il rimedio Red Clover, mi sono resa conto ancora di più dell’importanza di questo rimedio floreale. Red Clover lavora sull’ “infatuazione da panico” che provoca l’isterismo di massa e fa sì che il singolo individuo perda il proprio centro, la propria stabilità, soprattutto il proprio lucido e freddo pensiero, a favore di una frequenza tanto bassa quanto intensa data dal panico generale.
Napoleon Hill, autore di “Pensa e arricchisci te stesso” e “Il segreto della libertà e del successo“, negli anni trenta aveva individuato cosa aveva portato gli Stati Uniti alla fenomenale crisi del ’29. La crisi del ’29, come tutte le crisi, sono appositamente create per distruggere e per ricreare nuove forme di economie, anzi, le crisi sono parte delle economie mondiali. Non si tratta di fatti eccezionali. La cosa eccezionale e interessante però è che nel ’29, quando si iniziò a parlare di crisi economica, si venne a creare il panico tra imprenditori, compratori, venditori, azionisti, grandi gruppi e pezzi grossi che gestivano e detenevano il potere. Il punto non fu tanto che questi soggetti andarono in crisi, quanto la crisi stessa s’insinuònelle menti delle persone comuni e della borghesia medio alta, creando il timore, o meglio, il panico, di perdere tutto. E così fu, o meglio, così si avverò. Il panico ha una frequenza bassa ma molto, molto coinvolgente e potente, come una malattia altamente infettiva.
La Segnatura di Red Clover parla chiaro: tanti piccoli fiori per crearne uno. Se uno di questi marcisce, marciscono tutti a loro volta e il fiore, (di conformazione tonda come a ricordare una testa) imputridisce.
La crisi del ’29 come tutte le crisi create ad hoc per ristabilire equilibri economico sociali e geopolitici, servono a tastare il polso all’umanità: quanto siete integri? Quanto vi fate influenzare (anche dagli influencer?) Quanto siete in grado di mantenere una mente fredda ed un pensiero razionale-logico? Quanta terra avete sotto i piedi (inteso come l’essere ben radicati)?
Red Clover, in caso di isteria di massa, aiuta a ristabilire un atteggiamento auto – consapevole, di forza interiore, distaccato dalla coscienza di massa, stabilità che parte dal proprio centro.
Potremmo mettere Red Clover all’interno dei CanadAir e sorvolare i cieli del mondo per evitare l’isterismo di massa? Sì, potremmo, dovremmo, ma come sempre, tanto per iniziare, partiamo da noi stessi.
L’auto commiserazione è una brutta bestia. Il vittimismo le fa compagnia, una pessima compagnia. Ci si ammala, lo abbiamo visto e lo sappiamo tutti. E, in sede di corsi o consulenze di floriterapia e sul sistema energetico dei chakra, abbiamo anche visto come sia possibile risalire ad uno scompenso emotivo profondo, psichico e spirituale, il quale però, esso stesso, ci consente di poter giungere alla chiave del problema ed essere guarito o, quantomeno, ristabilito nel migliore dei modi possibili e attuabili.
Quindi curarsi e portare un sano equilibrio anche all’interno di uno scompenso fisico, è possibile. Questo riguarda il 50% della guarigione; l’altro 50% riguarda invece la volontà personale di scegliere se guarire (o almeno provarci, concedersi la possibilità).
A malincuore, ma non stupita, le occasioni in cui si offrono soluzioni di riequilibrio, la possibilità di un miglioramento, di un’alternativa, di un’integrazione con la medicina, vengono rifiutate.
E si sancisce, a quel punto, la propria designazione con frasi come: “se i fiori californiani contengono alcool, non posso prenderli” (anche se si tratta di n. 2 gocce del rimedio diluiti in 50 ml di acqua, che rende la soluzione idro alcolica impercettibile e non sono un ex alcolista) Oppure: ” sono destinato a diventare cieco, prima dall’occhio sinistro, poi da quello destro. Le cure che sto facendo sono servite ad evitare la cecità per qualche anno” (ma non a risolvere il problema). “La soluzione (invasiva) l’hanno trovata i medici, funziona fino a quando funziona” (che permette l’aggravarsi della situazione).
E’ vero che quando un corpo fisico è oltremodo corrotto, nel senso alchemico del termine, cioè in uno stato avanzato di decadimento a causa di una malattia, è molto difficile o impossibile riportare il sistema psico – fisico ad una condizione di normalità e di salute. Ma è altrettanto vero che, prima di arrivare a quel punto di non ritorno, le opportunità ci sono. E’ che vengono rifiutate perché si sceglie di crogiolarsi nel vittimismo, nell’attenzione altrui, nel compatimento, nella rabbia irreversibile della propria condizione.
Ho imparato a rispettare queste decisioni, ma non posso esimermi dal dire che il cuore, sapendo e vedendo che un’altra opportunità – o più opportunità – sono possibili, ogni volta, piange.
Recentemente ho sperimentato il rimedio Himalayano della linea AUM che purifica e lavora sul pancreas. Non che ne avessi bisogno (così credevo), ma siccome il mio lavoro di floriterapeuta è basato non solo sulla teoria ma e soprattutto sulla sperimentazione dei rimedi stessi, ho sentito il “richiamo” del BOTR (Body Organic Treatment Remedy) specifico per l’organo del Pancreas.
L’esito è stato molto, molto interessante.
Le essenze Himalayane che lavorano sugli organi portano ad una profonda e sincera depurazione dell’organo stesso, innanzitutto da un punto di vista fisico, ma e soprattutto, da un punto di vista esistenziale. Perché dietro ad ogni organo si cela una dinamica esistenziale della personalità più o meno, a seconda di com’è fatto ognuno, intensa. E dietro all’organo – ghiandola del Pancreas risiedono amarezza o dolcezza.
Ho capito che l’amarezza ha a che fare con la vita, con le delusioni, con l’insoddisfazione, con la mancata considerazione (che crea insoddisfazione e a sua volta amarezza), con la sensazione che la vita sia o sia stata ingiusta, la sensazione di percepirsi soli ed incompresi, abbandonati. Se queste importanti considerazioni interiori – ed interiorizzate – restano in profondità per lungo tempo, si possono sviluppare le malattie che tutti conosciamo: ipoglicemia, pancreatite, diabete e altro. L’amarezza, inevitabilmente, richiama alla dolcezza e se non si è in grado di procurarsela in autonomia, è l’organo stesso che da voce alle sue necessità più profonde creando condizioni di squilibrio, richiedendo più zuccheri o avvisando che gli stessi sono in carenza. E’ praticamente automatico.
Personalmente non sono una persona amante dei cibi dolci, ma durante il periodo di depurazione del pancreas in cui una certa dose di amarezza si manifestava, ho iniziato a mangiare una quantità di dolci insolita senza avere bruciori di stomaco come solitamente mi accade quando eccedo, anche di poco, con gli zuccheri. Stavo quindi compensando in modo naturale e spontaneo all’amarezza buttata fuori dal pancreas durante questo periodo di trattamento.
Ci tengo a sottolineare che questa è stata una mia reazione personale. I rimedi Himalayani della linea AUM dei medici Athul e Rupa Shah, comprovati ed utilizzati negli ospedali indiani di Mumbai, non vi incentiveranno ad inghiottire zuccheri se siete dei diabetici (io non lo sono, ad esempio, ma la mia reazione fisica di richiesta di zuccheri è data dal mio rapporto personale con la dolcezza); anzi, questo è uno dei rimedi associato proprio alla cura del diabete. Ognuno, con la dolcezza, ha un proprio rapporto personale, che va di pari passo con i cibi dolci.
E’ stato assolutamente interessante notare come gli organi comunicano con noi: essi ci parlano, chiedono il nostro aiuto al momento del bisogno, mostrano una condizione psicologica e psicosomatica molto antica, repressa e spesso incompresa, sopratutto necessitano di essere ascoltati per essere guariti.
Adoro il mio pancreas e lo ringrazio per avermi mostrato aspetti della vita che prima non riuscivo a vedere (nota bene che pancreas e stomaco sono organi strettamente legati al senso della vista – occhi).
I fiori Himalayani agiscono realmente ad un livello di profondità inaspettato.
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Il sistema energetico dei chakra può essere abbinato al sistema di frequenze dei fiori di Bach e dei fiori californiani. Perché?
Perché entrambi sono sistemi ENERGETICI che funzionano in base a precise frequenze. Ogni chakra ha in sé diversi livelli di frequenze così come ogni rimedio floreale trasmette precise frequenze, specifiche per ogni singolo Fiore utilizzato. Di frequenze si parla, ma se preferite chiamarle INFORMAZIONI, va bene lo stesso. Ogni Fiore si sintonizza con ciò che serve all’individuo per essere riportato in armonia e in equilibrio là dove c’è una situazione disarmonica.
Lavorando con il sistema dei chakra, è risultato piuttosto immediato interagire anche con i Fiori e la floriterapia: all’interno di ogni chakra esistono più frequenze, cioè più informazioni, ognuna delle quali può essere armonica o disarmonica in base a ciò che la persona sta vivendo o, più spesso, ha vissuto. Ad esempio, se si ha a che fare con una personalità particolarmente rigida da un punto di vista di schemi mentali, all’interno di un determinato chakra ciò è visibile (trattando la persona), così come è possibile vedere la sua insita guarigione – un Fiore che si poggia proprio sul chakra in questione – e la sua immagine risulta chiara e precisa.
La guarigione è sempre all’interno di uno squilibrio – ne fa parte – e non si trova mai all’esterno. Gli squilibri sono interiori e mai esteriori. L’assunzione di Fiori di Bach o di fiori californiani può aiutare la persona a ristabilire e risanare i propri equilibri, riaccendendo quelle frequenze utili a sciogliere blocchi e a ripristinare in modo naturale l’armonia di cui necessita perché tutto è dentro di noi, solo che, in alcuni momenti, si ha bisogno di qualcuno che suggerisca come muoversi dall’interno di una propria dinamica personale o di vita.
La guarigione spirituale sul sistema dei chakra connessa alla guarigione tramite l’assunzione dei rimedi floreali interagisce in modo equilibrato ed esatto per qualsiasi tipo di problema.
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La visione che si ha del mondo determina uno stile di vita: una visione solare, utopica, cinica o del tutto sfiduciata, non fa che determinare, oltre a ciò che si è in quel momento – proprio in senso auto identificativo – la realtà per come si presenta o si presenterà.
Scotch Broom fiore californiano possiede la capacità di fare penetrare nel profondo dell’essere umano una visione ottimista, luminosa, persino romantica delle situazioni (se siete dei romantici, in fondo in fondo, riesumerà anche quella caratteristica!) Non è una questione utopica, irreale o irrealizzabile, si tratta piuttosto uno switch, un passaggio vero e proprio, da una visione della vita ad un’altra.
Mi sono ritrovata a pensare il peggio in alcune situazioni, immaginando, quindi regalando una visione alla mente che proietta in un possibile futuro un’immagine distorta e pesante, come tutti siamo abituati a fare: vedere e valutare solo il lato peggiore o tremendo di una situazione. Inizialmente, con l’assunzione di Scotch Broom, ho notato che c’era però anche un’ alternativa a fianco di una visione pessimistica; cosa intendo per alternativa? Intendo dire che ad un certo punto si presentano due opzioni di visione, quella negativa e quella positiva o pro – positiva. Osservando – forse per la prima volta … – rispetto ad una situazione pesante, un’opzione possibilista piuttosto che disfattista, una parte nel profondo dell’animo resta a guardare e a valutare, memorizzando però uno stato d’animo ed emozioni favorevoli che ne scaturiscono e restando piacevolmente colpita. Resta una memoria di queste visioni ottimiste, una memoria che desidera essere riprodotta.
Anche l’occhio vuole la sua parte, si dice spesso, ed è vero: l’occhio ama il bello, l’armonioso, lo splendore, l’autentico perché l’occhio, specchio dell’anima, riconosce questi elementi come propri, di conseguenza li va a cercare. Quello che Scotch Broom ha la capacità di fare è proprio rianimare sentimenti ottimistici riguardo al mondo, alle relazioni, agli eventi di un futuro imminente; è incoraggiante, propositivo, contrario al pessimismo, alla disperazione, alla depressione.
Così, se vi rendete conto di avere una visione cinica (il cinismo è dato da una profonda sfiducia), una visione dark (nera, nel senso proprio del termine), una visione depressa (grigia), una visione senza speranza e opprimente della vita, il consiglio vivissimo che posso proporvi è di assumere il rimedio californiano Scotch Broom. Cambierà l’ottica personale e di come vedere il mondo (il vostro mondo personale, il mondo delle relazione e il mondo come tale).
Tempi di assunzione: dai 2 ai 3 mesi, minimo.
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Il fiore di Bach Star of Bethlehem è in fioritura proprio in questo periodo, sotto Pasqua, per ricordarci che il dolore può essere lenito. L’ Ornithogalum umbellatuum conosciuto anche con il nome comune Latte di gallina, non può evitare di attirare l’attenzione se si va in giro per campagna, lungo un sentiero verde o a fare due passi in collina. E’ attrattivo per la sua intensa luminosità bianca, impossibile non vederlo. Ma soprattutto impossibile non soffermarsi a contemplare qualcosa che, in profondità, appartiene ad ognuno: una ferita. Spesso una profonda ferita. Un colpo inferto al cuore, una pugnalata – sentimentale – infra scapolare, un lutto, una separazione vissuta come un lutto, il senso di abbandono, di non essere sorretti, curati, amati, visti.
Ognuno porta dentro di sé una ferita, recente o lontana nel tempo: il punto è che il dolore non ha un tempo, a volte pare perpetuo. Il dolore interiore non viene contemplato nella società moderna, bensì offuscato, ottenebrato e infine mai risolto, quando invece c’è l’opportunità di svelarlo, affrontarlo, guardarlo in faccia così come si osserva Star of Bethlehem nel momento in cui lo si incontra sul cammino. Semplicemente lo si osserva nella sua interezza, nella sua purezza, nella sua lucidità. Così andrebbero affrontate le sofferenze dell’esistenza umana, così si potrebbero affrontare i dispiaceri, i dolori, le ferite dell’anima, del cuore, dei sentimenti, delle emozioni e le offese percepite dalla personalità.
Lungo il cammino, dentro ad un dolore, c’è un’opportunità: di scelta, di risoluzione, di vita. Il dolore della morte può essere colmato con altrettanta consolazione, comprensione, persino condivisione.
Star of Bethlehem che cresce ogni anno nella primavera pasquale indica che, a fronte di una morte, c’è una resurrezione, che a fronte di una ferita apparentemente incolmabile, c’è guarigione, che non tutto è perduto, che ogni situazione ha un nuovo e vigoroso inizio.
Siate la consolazione di voi stessi senza cercare spasmodicamente qualcuno o qualcosa di esterno che mai riuscirebbe a colmare – e calmare – o guarire quella ferita. Semplicemente ascoltatela, osservatela e, in caso di bisogno, affidatevi all’alto potere spirituale di guarigione di questo semplice ma essenziale Fiore di Bach: Star of Bethlehem.
Negli orti imperversano lumache e limacce (lumache senza casa) in questo periodo più che mai! Ed è davvero triste vedere le prime foglie verdi dell’orto a pois, dove i pois corrispondono a buchi! La causa di ciò, in questa stagione, è data dalla presenza di questi gasteropodi terrestri che non vorremmo vedere vicino agli orti.
Bene, vorrei offrire una soluzione naturale, a impatto zero e soprattutto con tempi di carenza nulli (cioè, dopo aver dato il prodotto potete tranquillamente mangiare … la foglia o la verdura in questione). Non è ancora e del tutto assoldato questo sistema ma credo ci siamo buone probabilità della sua efficacia: sarete voi a dirmi (e per piacere, fatelo, scrivete sul sito o mandatemi una mail!)
Si tratta di comporre una miscela di fiori di Bach e 1 fiore californiano. Ecco cosa serve e in quale misura – da mettere in un flacone da 30 ml con pipetta, successivamente da diluire sino a ottenere 11 lt di prodotto finito (4 pipette x 1 lt di acqua):
MUSTARD
WILD OAT
ROCK WATER
SWEET CHESTNUT
EVENING PRIMEROSE (fiore californiano)
Sono tutti fiori di Bach facilmente reperibili in erboristeria o farmacia + 1 fiore californiano (non australiano!) Per ogni rimedio versate 7 gocce nel flaconcino con pipetta da 30 ml, a sua volta 4 pipette della soluzione per ogni litro di acqua che volete erogare. Poi erogate! Su foglia, su terra, dove serve.
Attendo un vostro feed back a riguardo!
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Andiamo per ordine alfabetico: Aglio, Argilla, Bicarbonato, Limone, Oli essenziali di Lavanda, Timo, Tea Tree, Semi di Lino.
Si tratta di rimedi naturali, semplici e di facile reperibilità, ma di essenziale importanza per risolvere piccoli disturbi e facili e immediati lievi medicamenti.
Il costo più alto è quello degli Oli essenziali (quelli veri!) che può variare dagli 11 ai 15 euro. Tutto il resto, come ben sapete ha costi bassissimi (Aglio, Bicarbonato, Limone). Argilla (Verde Ventilata) varia dai 5 agli 8 euro, i Semi di Lino ora si possono acquistare presso negozi di alimentari a costi che variano dai 2.50 ai 6 euro.
Ma andiamo per ordine:
AGLIO: è uno dei più potenti battericidi naturali, antisettico ed espettorante, usato nell’antichità persino durante il colera e considerato miracoloso. Contiene vitamina A, B1, B2, B3 utile a ri-ossigenare le cellule e favorire la depurazione del sangue; contiene vitamina C e oligo elementi. Stimola il cuore e abbassa la pressione sanguigna, favorendone la circolazione. Esternamente può essere utilizzato finemente tritato per calli e verruche. A livello intestinale agisce come vermifugo.
Per esperienza personale posso dire di avere eliminato una testa di zecca rimasta sottocutanea che stava facendo infezione. Tre spicchi di aglio fresco (accompagnato tipo bruschetta!) e il giorno dopo la testa di zecca era uscita da sola.
CONTROINDICAZIONI: da evitare per chi soffre di bassa pressione, dermatosi, irritazioni a stomaco e intestino, malati di fegato.
ARGILLA (VERDE VENTILATA): utilissima in caso di gonfiori o traumi articolari e problematiche cutanee; ricca di minerali, l’argilla ha un elevatissimo potere assorbente di impurità e tossine, oltre che di ritenzione fino al 98% delle radiazioni! (molto utile quando ci fu Chernobyl per lavare le verdure e la frutta, cosa che per altro, viste le alte radiazioni eteriche delle antenne, è ancora consigliato fare.)
Creare con un po’ di acqua un piccolo impiastro e formare del fango da applicare sulla parte (contusioni, distorsioni). Lasciare agire per qualche ora poi buttare il tutto (biologica!) e ripetere più volte al bisogno. Per uso esterno va bene anche argilla meno fine rispetto a quella ventilata, ma se in casa tenete la ventilata vi potrà essere utile anche per un uso interno (su consiglio e dritte del proprio erborista o farmacista di fiducia per l’utilizzo).
NOTA BENE: NON MANEGGIARE MAI L’ARGILLA CON METALLI! Utilizzare solo contenitori e posate in legno, in ceramica, in marmo.
BICARBONATO: il bicarbonato ha un Ph basico vicino a 12 (il limite è 14) e per questo si contraddistingue quando lo ingeriamo per aiutare la digestione: Il Ph dello stomaco varia da 1 a 2 per acidità, una delle più basse che si trovi in Natura, praticamente acido cloridrico. Si forma così una reazione chimica gassosa (il ruttino) che permette, nel caso dello stomaco, una spinta alla digestione. La stessa reazione la possiamo ottenere con un cucchiaino di bicarbonato sciolto in un limone: reazione immediata e che cosa crea? Il lievito! Quindi, se siete senza lievito in casa potete utilizzare questo metodo, sia per dolci che per salato.
Oltre che per lavare frutta e verdura dove, anche in questo caso, la reazione alcalino-chimica provoca lo smarrimento di insetti indesiderati, il bicarbonato è uno sbiancante, quindi se intinto sullo spazzolino da denti o sui tessuti, sbianca da ingiallimenti e macchie.
L’ alcalinizzazione (NON ECCESSIVA) delle urine aiuta a prevenire calcoli renali e acidosi uriche. Utile in caso di acidità e reflusso gastrico.
LIMONE: il succo di limone è ricco di vitamina C, vitamine del gruppo A e B, acido citrico (all’interno del corpo basicizza!), sali minerali, oligo elementi, acido malico (aiuta nella produzione dell’energia cellulare). Il limone è depurativo su tutto l’organismo: è consigliato per nausee, inappetenza, bronchiti, diarrea, digestione difficile.
E’ uno tra i più potenti naturali battericidi e antisettico: previene e combatte le infezioni, ottimo come disinfettante intestinale, salvo in caso di problemi di lacerazione di questo organo.
OLI ESSENZIALI: LAVANDA, TIMO, TEA TREE. Quando acquistate oli essenziali assicuratevi che siano puri al 100% (la dicitura deve essere presenta sulla confezione), altrimenti lasciate perdere.
LAVANDA (Lavanda Officinalis): è un rilassante per il sistema nervoso, facilita il sonno, aiuta in casi di depressione. Sul piano fisico è ottimo in caso di scottature (diluire con un olio vettore), punture d’insetti, eczemi e dermatiti, verruche, micosi; in caso di influenza (suffumigi), raffreddore, bronchiti.
TIMO (Thymus Vulgaris): fortifica in caso di malattie debilitanti, stimola la concentrazione. E’ fortemente battericida (attacca gli enzimi dei batteri) e può uccidere stafilococchi (in diluizioni millesimali – uso interno: si consiglia il parere del proprio erborista di fiducia per la corretta assunzione). E’ un ottimo disinfettante che agisce persino contro virus stimolando la formazione dei leucociti (difese immunitarie). Antisettico per le vie respiratorie (suffumigi) in caso di bronchiti, raffreddori, influenza, pertosse e sinusite. Utile anche in caso di micosi ai piedi. SALVO IN QUEST’ULTIMO CASO, L’ESSENZA NON VA USATA PURA SULLA PELLE (sono possibili irritazioni cutanee).
TEA TREE (Malaleuca Alternifolia): l’essenza di Tea Tree ha un effetto antivirale e germicida su ogni tipo di infezione, anche di origine fungina. Utile in caso di herpes labiale, micosi ai piedi, morsi di ragni e punture d’insetto (in questo caso si può applicare direttamente olio puro sulla parte interessata PREVIA PROVA EPIDEMIOLOGICA SU UN PUNTO DELLA PELLE PER VERIFICARNE LA COMPATIBILITÀ’ (sono possibili irritazioni cutanee molto forti). Utilissimo anche in caso di Candida albicans (irrigazioni o una – 1 – goccia negli slip).
SEMI DI LINO: i semi di lino contengono mucillagine, proteine e grassi insaturi. Sono antinfiammatori, emollienti e lassativi. Per uso interno: utile in caso di stitichezza, gastriti, infiammazioni delle vie urinarie.
Usi: 3 cucchiai da minestra di semi in 1 lt di acqua calda, lasciare in ammollo una notte e bere 3/4 tazze durante il giorno successivo. Utilissimo anche l’olio di lino ricco di omega 3 e omega 6 – acquisto a parte – come lassativo, in caso di bronchite cronica, tosse, tubercolosi. 1 cucchiaio di olio di lino in aggiunta a succo di limone è un potente vermifugo.
Per uso esterno: semi di lino in un bicchiere con due dita d’acqua, lasciare in ammollo per dieci minuti: si forma una mucillagine, mettere in un pentolino con aggiunta di acqua e lasciare bollire per qualche minuto. Avvolgere in un panno bianco la mistura che nel frattempo si è solidificata e posizionare (attenzione che è bollente!!) su piaghe da decubito – e sul petto in caso di bronchite o catarro in eccesso. Muovere – per evitare di bruciare la pelle – posizionando il sacchettino bianco nelle zone di interesse fino a quando il calore non svanisce del tutto. Poi buttare i semi e lavare la pezzuola bianca. Ripetere più volte nell’arco dei giorni fino a quando catarro o piaghe non saranno in via di miglioramento.
Con questi 8 prodotti tenuti in casa senza problemi di scadenza, escludendo il limone, l’aglio e i semi di lino – o l’olio – che in ogni caso è sempre bene avere freschi, in autonomia è possibile risolvere diversi problemi senza dover ricorrere o correre al supermercato o in farmacia. Otto semplici modi per creare una piccola farmacia in casa. Se il costo di tutti e tre gli oli essenziali, che è quello più cospicuo, dovesse essere eccessivo, tra i tre farei cadere la scelta sul Timo perché è la giusta via di mezzo tra Lavanda e Tea Tree.
La Natura ha spesso tutte le risposte.
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Vorrei fare un excursus storico di quella che è stata la farmacopea e l’uso delle erbe sino ad arrivare alla medicina vibrazionale della Floriterapia e cercare di comprendere come la Natura ha insita ogni forma di guarigione e di nutrimento. La prima forma di guarigione e di nutrimento proviene dal cibo: il corpo è sano se il cibo è sano; mai come di questi tempi, tra allergie e sindromi varie, la Natura ci sta comunicando quanto sia fondamentale nutrirsi adeguatamente. Il cibo è fonte di vita e di guarigione e i pericoli attuali non stanno nel cibo di per sè ma nel modo in cui questo e il suolo siano stati mal-trattati negli ultimi cinquant’anni, incuranti del fatto che fossero due elementi sinergici l’uno con l’altro. Se la terra è inquinata, produce cibo inquinato. Trattamenti chimici su frutta e verdura sono tutt’altro che sani e non è più vero che cibarsi con frutta e verdura fa bene alla salute. Per la maggior parte delle volte ci nutriamo di veleni ma non lo sappiamo.
Dal mondo del cibo fanno parte le erbe aromatiche così come le spezie che da millenni gli antichi usavano già come metodo di guarigione. Oggi si riscoprono al microscopio le proprietà di alcune spezie (o erbe) che vengono utilizzate per scopi di guarigione di malattie anche gravi. Possiamo dedurre che il mondo della “farmacia” deriva dallo studio della farmacopea in cui già si conoscevano le proprietà e i principi attivi di alcune sostanze della natura, le quali sono poi state “copiate” (passatemi il termine) in laboratorio, cioè in forma sintetica. Qual’è la differenza tra un principio naturale ed uno sintetico? Che il primo possiede un’essenza vitale, mentre i secondi sono sterili, privi di vita. E curare qualcosa di vivo con qualcosa di morto diventa improbabile se non, a volte, controproducente o addirittura dannoso. Infatti il termine “anti biotico” significa anti vita. La scienza recente ha scardinato le vere conoscenze che si avevano sulla natura facendole passare per eresia. Così, scienze esatte come l’astrologia, la numerologia, la farmacopea sono state appositamente ridicolizzate per lasciare spazio a luoghi comuni per l’opinione pubblica. E l’opinione pubblica si è lasciata imboccare da finte verità e preconcetti.
Il cibo sano per un corpo sano e l’uso delle erbe come terapia funzionale, sempre affidandosi ad un ottimo erborista/farmacista assolutamente competente dell’ambito: le improvvisazioni possono essere dannose e molto pericolose per la vita dell’individuo. Ad esempio:
Decotto: l’erba o pianta va messa in acqua fredda in un recipiente con coperchio e portata a ebollizione lasciandola sbollire per un tempo che va dai 5 minuti (fiori e foglie) a 10/20 minuti (radici e corteccia).
Infuso: si versa acqua calda sulle erbe messe in un recipiente – mai di metallo! Dopo un tempo di infusione che varia dai 5 ai 10 minuti si mescola e si filtra.
Macerato, tintura o oleoliti: le erbe vanno messe in acqua fredda – olio o vino o alcool, sempre a freddo – per un periodo che varia da un giorno a più settimane, in base al tipo di erba e liquido utilizzato. Ogni operazione va eseguita a freddo.
Cataplasma: preparato di consistenza molle confezionato pestando piante fresche o cotte in acqua o al vapore; il prodotto va messo su una garza, tiepido o freddo e si applica sulla parte dolorante.
Semicupio: è l’immersione del corpo o una parte di esso in soluzione acquosa miscelata con infuso o decotto adeguato per un tempo di non oltre 20 minuti.
Il semicupio è l’immersione del corpo fino all’altezza dei reni; il bagno completo è l’immersione del corpo fino al torace, e s c l u d e n d o la zona del cuore.
“Escludendo la zona del cuore” significa che al tempo sapevo benissimo che l’organismo umano è una “macchina” biologica unica e non frammentata. Come può una parte di un intero essere considerata a se stante?
Per questo l’uso delle erbe era, per chi ne praticava l’uso terapeutico, una vera e propria scienza e al contempo era consapevole di dover tenere in considerazione anche la parte emotiva e gli stati umorali dell’individuo. Emozioni e credenze hanno una propria forma, del tutto reale e tangibile: un’emozione può provocare una reazione del corpo come il rossore per la timidezza. Essa è tangibile. Così come una credenza può provocare la visione di cose inesistenti – la gelosia acceca e la sola idea che il partner tradisca potrebbe essere visto in ogni dove, anche se il fatto non esiste. O ancora: a volte si evita di dare cattive notizie ad una persona malata perchè, si sa, potrebbe aggravarsi la situazione fisica. Quindi il mentale (preoccupazioni) possono allora modificare il fisico.
I guaritori sudamericani o siberiani sapevano su cosa andare a lavorare quando gli veniva presentata una persona malata. La parte fisica era pressoché secondaria. Questi guaritori curavano lo stato d’animo del paziente, i suoi pensieri, le sue preoccupazioni, la sua condizione emozionale. E se qualcuno moriva? La morte era semplicemente accettata come un fattore della vita. Non si procrastinava su un evento considerato inevitabile.
Bruce Liptonbiologo cellulare americano, nel suo testo “La biologia delle credenze” spiega molto bene come la forza del pensiero possa modificare persino il DNA. Si tratta dei quello che hanno sempre fatto passare come qualcosa per dementi, il così detto effetto placebo. Il problema era che chi era convinto di prendere la medicina giusta pur ingerendo un semplice zuccherino, guariva realmente. Fu così tanto lo sgomento nel mondo scientifico che fu fatto passare per una roba da dementi, da creduloni. Tutt’altro. Quindi qualcosa di non tangibile può modificare il tangibile, ciò accade. Nel V secolo prima di Cristo Empedocle studiava l’atomo e affermava che il simile si conosce con il simile, cioè ogni elemento del reale si riconosce con una parte di noi che gli corrisponde e che le sensazioni derivano dagli “efflussi” che escono dalle cose e penetrano attraverso i pori dell’organismo. Le sensazioni …
Oggi quegli “efflussi” li chiameremo frequenze. Quelle frequenze derivanti dalla natura e dalla sua più alta espressione, i fiori, che il Dott. Bach scoprì nei primi del novecento e riportò al mondo un’antica conoscenza: curare l’animo umano prima della malattia, per evitare la malattia. Conoscere se stessi e i propri “umori” per evitare che essi si possano trasformare in qualcosa che divora da dentro.
I coniugi Kaminskihanno poi proseguito il lavoro di Bach e ulteriormente i medici chirurghi indiani Rupae Athul Shahsi sono adoperati per produrre i rimedi himalayani che agiscono direttamente su organi specifici e tematiche specifiche relative ad ogni organo (esempio: ho un problema al fegato; il fegato presiede alla rabbia, così come al coraggio; lavorare sul fegato non significa quindi solo ripulire un organo fondamentale e insostituibile, ma significa andare più a fondo, rimuovere la rabbia e riconoscere di essere arrabbiati … con chi? Con cosa? Perchè? Analisi della tematica)
Questi sono stati i miei maestri – i fiori – i miei insegnanti provati sulla pelle dopo corsi e corsi con i più grandi (Julian Barnard, Gabriel Krause e il contatto con i Kaminski per i fiori californiani, il Dott. Orozco per l’uso topico dei rimedi floreali, la Dott.ssa Rupa e il Dott Athul Shah per i fiori himalayani, l’alchimista francese Patrice Partamian e non per ultimo a livello di importanza Cesare Mattei la cui storia e i cui lasciti sull’elettromeopatia – Vero Vade-mecum – sono stati fonte di ispirazione circa la diluizione dei Rimedi floreali). Ecco, questa è stata la mia scuola e questa è la mia provenienza.
Così la scienza attuale ha screditato le vere e antiche pratiche, anzichè includerle nel suo sistema. Ma oggi il vaso di Pandora è stato scoperto e la verità ne è fuori uscita: la medicina moderna (o una buona percentuale di essa) mirava ai soli fini lucrosi sulla pelle dei malati praticando oltretutto la politica del terrore psicologico sui pazienti. Posso affermare questo perchè ne sono stata testimone e non per sentito dire.
Uso topico dei Rimedi Floreali
Eccoci a questo punto a specificare l’uso di alcuni rimedi floreali per un uso locale. In questo caso farei due distinzioni: uso topico fisico e uso topico per tematiche. Quando parlo di tematiche intendo riferirmi alle cause emotive che provocano un disagio fisico. Premetto anche che NON TUTTI i disagi fisici fanno parte di questa origine: è ovvio, mi pare, che se vado in vacanza a Chernobyl perchè la nuova serie tv è stata girata laggiù, bevo acqua radioattiva, vivo in ambienti fortemente inquinati o mangio cibo spazzatura per vent’anni (ma anche meno) non sarò esente da malattie anche mortali. Quindi, in questo caso le cause non sono da cercare nel mondo emotivo o di credenze di un individuo (anche se in realtà bisognerebbe comunque chiedersi il perchè di certe azioni).
Bene, passiamo alla pratica: quali fiori utilizzare e per quali scopi (le informazioni trattate hanno il solo scopo divulgativo e non possono sostituirsi in nessun caso a cure mediche tradizionali o al parere di un medico. Ci mancherebbe.)
FERITE DELLA PELLE, come rimarginarle nel minor tempo possibile. Diluite in un piccolo flacone di vetro da 30 ml con pipetta, due gocce dei seguenti Rimedi Floreali con acqua. Mettere a contatto con la parte lesa anche tramite una garza e ripete più volte al giorno, fino a completa soddisfazione.
Star of Bethlehm utile per la cicatrizzazione
Rescue Remedy rimedio “classico” di pronto soccorso, sempre utile. Miscela di più fiori di Bach che tolgono nell’immediato il trauma
Clematis riattiva la cute nella parte lesa
Crab Apple pulisce e purifica da infezioni
Arnica (fiore Californiano) specifico per il trauma, è un potente guaritore, più potente di Rescue Remedy
Self Heal (fiore Californiano) significa proprio auto – guarigione e questo è quello che fa
MICOSI DELLA PELLE O DELLE UNGHIE. La preparazione è identica a quella sopra elencata: due gocce di ogni rimedio diluite in acqua in un flacone da 30 ml. Mettere sulla parte interessata:
Crab Apple come purificatore e anti parassitario
Chestnut Bud per interrompere il proliferare dei funghi e delle spore
Cherry Plum per il controllo di funghi e spore, evita la prolificazione
Rescue Remedy + Arnica + Self Heal
IRRITAZIONI CUTANEE, stessa diluizione e modalità:
Beech intolleranza al fastidio o al prurito
Crab Apple + Rescue Remedy
Star of Bethelehm per cicatrizzare e guarire
Vervain irradiazione acuta del fastidio o del dolore
Agrimony per il tormento
Arnica + Self Heal
Alcuni fiori Californiani esistono appositamente per curare nello specifico la parte fisica. Ecco di quali si tratta:
Chocolate Lily problematiche legate all’intestino
Chamomile problematiche legate allo stomaco
Dandelion rigidità muscolare
Snapdragon bruxismo
Fucsia sovrappeso
Inoltre, gli innumerevoli fiori Himalayani che lavorano proprio sui singoli organi e sulle tematiche ad essi relativi. Non li enuncio tutti perchè sono decine, ma sul sito come sopra AUMli potete trovare tutti. Oppure inviatemi una mail per info ulteriori.
Arrivati a questo punto la domanda sorge spontanea: ma veramente i fiori di Bach curano le malattie? Rispondo con una frase del Dott. Orozco che molto coraggiosamente affermò durante un seminario: “I fiori di Bach possono prevenire le malattie”. Così come esattamente aveva compreso lo stesso Dott. Bach. Ristabilire un corretto stato d’animo e un sano equilibrio nella personalità … sì, aiuta a prevenire le malattie che sono una conseguenza e non la causa di un disordine interiore. Anzi, ne sono la manifestazione.
Provate per credere.
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