Scarsa autostima o sfiducia in se stessi?

A volte si tende a confondere la scarsa autostima verso se stessi con la sfiducia in sè stessi. Le due cose sono spesso co-dipendenti l’una dall’altra, ma alle volte c’è un’urgenza: l’urgenza di risolvere un problema di disistima, piuttosto che l’urgenza di risolvere un problema legato al credere in se stessi.

La voce della sfiducia sussurra all’orecchio che, tanto – quindi a prescindere da tutto – non ce la farai. Che tanto, – come l’ultima volta o quella volta – andrà a finire male. Che tanto, lo so, anche questa volta sarò abbandonato, tradito o quantomeno fallirò. A questo punto non vale neanche il tentavo, quindi perché provare?

Come vi sentite?

La voce della sfiducia infossa e insabbia in ogni occasione possibile un metro sempre più giù, l’Io. Ma il vero problema non è questo: il vero problema è che attira a sé la sua realtà perché vuole avere ragione, avere la ragion d’esistere. E così: non andrà, non funzionerà, sarà tradito, lasciato o si sentirà un fallito semplicemente per aver lasciato la parola alla voce della sfiducia, ma soprattutto per averci creduto profondamente.

La disistima di sé ricopre un aspetto più sottile e possiede profonde radici in terre lontane. Si tratta dell’idea incarnata che si ha di se stessi. Davanti ad uno specchio, cosa pensereste? Pensereste che forse sarebbe meglio non esporsi troppo, pensereste che sarebbe meglio restare dietro le quinte dell’amore o del successo piuttosto che mostrarvi nell’integrità di ciò che siete? Pensate di non meritare nulla di speciale o straordinario dalla vita perché semplicemente non ne siete all’altezza? Pensate di essere nati sbagliati quando tutti sono nati giusti? Ecco dove risiede la straordinarietà: nell’essere diversi, nel prendere in mano la propria specialità di vita e viverla.

Difficile? Sì, ma non impossibile.

La fiducia la riacquistate con la frequenza del fiore di Bach Larch, mentre l’autostima la ripristinate con il rimedio californiano Buttercup. E se proprio decidete di crescere, allora non esitate ad aggiungere il Fiore Californiano Fairy Lantern.

Non è un viaggio fantastico?

Chestnut Bud e la fine dell’auto sabotaggio

Ultimamente diverse persone mi chiedevano o mi parlavano di Chestnut Bud, il fiore di Bach che lavora sull’apprendimento e sulla mancata comprensione del perché si commettono gli stessi errori (o ci si ritrova in una stessa situazione senza  comprenderne il motivo).

L’esterno, come ben sappiamo, è lo specchio dell’interiorità che non fa altro che mostrarci su cosa siamo sintonizzati e di cosa abbiamo più bisogno.

Decido di assumere CheBud dopo qualche decennio dall’ultima volta, approfittando del fatto che l’esterno continuava a mettermi di fronte a questo rimedio floreale; inoltre da qualche tempo un dubbio amletico (di ritrovarmi in una stessa condizione in impasse già vissuta più e più volte) mi stava ossessionando. Dopo qualche settimana di assunzione del rimedio mi sembrava d’avere perso la cognizione di causa!

Finalmente una mente che sragiona, alternata a disconnessioni cerebrali saltuarie, smemorarizzazione temporanea di dati acquisiti semplici: come se la scheda rom della memoria fosse stata fatta saltare ad intermittenza!

Per le persone che hanno un alto potere di controllo sugli accadimenti giornalieri e schemi mentali rigidi e definiti, posso dire che è stato un piacevole tilt e che ce ne era bisogno per riformattare il tutto.

Alla domanda: per quale reale motivo ricado nella stessa dinamica e mi blocco in una sorta di limbo senza tempo?  un’ulteriore domanda dalle profondità dell’animo  umano – o dall’alto di una connessione divina – mi arriva come risposta: “Ma tu vuoi fare sul serio?”

“Fare sul serio” mi ha fatto tremare per qualche giorno rendendomi apparentemente ancora più confusa, ma allo stesso tempo mi ha messo nella condizione di comprendere. Ho dovuto lasciare che la mia mente divagasse nei suoi meandri per raggiungere finalmente il gap che non mi permetteva di andare oltre.

Ho scoperto che facevo di tutto – inconsciamente – per non procedere, per non fare quello che volevo! Impegni tranquillamente derogabili, scuse di ogni genere e di discussa provenienza, oltre a quel lasso di tempo sempre mancante. 

In termini tecnici si chiama AUTO SABOTAGGIO.

CheBud, ho capito, ha portato in evidenza il sabotatore interiore che si dimena per evitare di permettere di dedicarsi a ciò che veramente importa.

E lo ha fatto in un ennesimo momento in cui ho dato più importanza a ciò che non contava (inutili scusanti perditempo) a discapito di un reale interesse e impegno.

Ecco come lavora CheBud: prima crea il caos in una mente analitica e programmatrice abituata a schemi e paradigmi, poi, durante quegli squarci tra una sinapsi e l’altra, riporta a galla la causa vera che non permette di avanzare e progredire nel proprio ambito (lavoro, relazioni, vita).

Così come gli atomi sono pressoché privi di materia ma ricchi di energia, quando quell’energia si sprigiona escono fiotti di possibilità.

Ecco dove sta la ripetizione di CheBud: nella mancanza di possibilità, nella presenza di un sabotatore interno molto subdolo che, nel corso degli anni, persino di una vita, ha convinto l’individuo a non lasciarsi andare alle opportunità, a ripetere gli stessi schemi come fosse un film riprogrammato all’infinito, gli stessi attori, le stesse parti recitate, lo stesso finale.

Posso oggi affermare che CheBud aiuta a stanare il sabotatore.

Domani, quando andrete fuori per strada, volgete lo sguardo verso l’alto e osservate i germogli dell’ippocastano bianco che stanno sbocciando: notate la loro dimensione e quanta energia e materia può racchiudere una semplice gemma.

Quanta possibilità.

Stay tuned.

 

 


Autunno: tempo di travasi e di semina. Quando riparte un nuovo ciclo

L’ autunno è un momento importante di passaggiointroduce a un periodo di riflessione, di osservazione e valutazione, di azione interiore più che esteriore. La calura estiva lascia spazio alla giusta via di mezzo fresca e piovosa per portarci verso l’inverno.  C’è necessità corporea, fisica, mentale, di rigenerazione, di intimità, di buio per riscoprirsi poi alla luce. Noi non lo sappiamo ma il nostro corpo sì, così come la natura lo sa. Personalmente il cambio autunnale mi ha sempre portato disagio, un tanto di nostalgia verso quella luce che andava calando e l’idea del freddo; inoltre tutti quegli insetti  – cimici, cavallette, insettuncoli vari tipici della stagione e fastidiosi (più delle zanzare!) che invadono le case; foglie che volano a terra sul suolo bagnato danno l’idea di decadenza … Un fastidio più che una stagione!

Poi negli ultimi anni sono riuscita a riappacificarmi con questo strano periodo di mezzo, l’ho capito: ho iniziato a notare i colori e tutte le sfumature di rosso e di giallo, persino di marrone delle piante. Ho visto quanti fiori in autunno ci sono ancora. Ho imparato a riconoscere gli alberi dalla forma e dal colore del tronco oltre che dalla forma della chioma dai rami spogli, irriconoscibili rispetto a quando si riempiono di foglie. Ho notato che se la natura si ferma, un motivo ci sarà. Ogni tanto è necessario fermarsi e raccogliere idee ed energie. L’autunno è una partenza verso l’ignoto buio invernale e i suoi regali. 

Ma ho anche notato che l’autunno è esattamente come la primavera! Sono entrambi momenti di passaggio e di preparazione: la primavera introduce all’estate, al sole, trasporta verso l’inizio della vita e non per nulla le ore di luce vanno ad aumentare, tempo di calore; l’autunno prepara al buio invernale, tempo di freddo, introduce all’introspezione, alla morte. Autunno e primavera hanno in seno gli equinozi, quel breve momento in cui le ore del giorno eguagliano quelle della notte, il pieno equi – librio.   

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autunno e primavera insieme

Lavorando a contatto con fiori, piante e bulbi, vi dirò anche che a settembre si possono compiere le stesse operazioni di giardinaggio che si compiono durante la primavera, vale a dire: impianto di bulbi (ma di diverse tipologie), trapianti da vaso a vaso, trapianti da vaso a terra, semina dei prati (anzi, in questo caso il mese autunnale è migliore della primavera). Vediamoli da vicino:

Bulbi: i bulbi sono di due varietà, i bulbi autunnali – piantati in settembre/ottobre che sbocceranno in primavera – e quelli primaverili – piantati in primavera – che sbocceranno nell’estate. I bulbi sono la sorpresa della primavera, i primi fiori a sorgere dopo l’inverno insieme ad altre poche specie arbustive da fiore come la Forsithya e il biancospino (Crataegus Oxyacantha).  Se ci soffermiamo a pensare ai bulbi, si tratta in realtà di fiori sepolti! Non sono da bagnare nel periodo invernale se messi in vaso, rischiano di marcire. Solo quando si comincia a vedere una testina verde, allora sì, è necessario iniziare a bagnare la terra per dare sostegno e nutrimento al fiore che verrà. Il colore sgargiante e il profumo dei bulbi primaverili da proprio inizio alla grande festa della nuova vita, della primavera!3 e 10 ottobre (303)

Piante da vaso: i migliori periodi per i travasi sono l’ autunno e la primavera, si prepara la pianta (sia da interno che da esterno) ad un periodo di maggiore “stabilità” che è il periodo estivo o invernale, entrambi momenti di fermo vegetativo. Se vi trovate a travasare una pianta da vaso a vaso il consiglio è di procedere sempre con un vaso non troppo grande rispetto a quello precedente: non esagerate con le misure per il semplice fatto che le radici, abituate alle pareti del vaso piccolo, se si trovano uno spazio eccessivo vanno in stress, hanno bisogno di abituarsi lentamente ad un ambiente più spazioso. La natura è lo specchio degli esseri umani: di primo acchito una situazione favorevole e ben agiata sembrerebbe l’ottimale, ma se non abituati, rischia di “bruciare” subito la nuova condizione.

Se invece il trapianto è da vaso a terra, ok per l’autunno. Spesso sento domandare se non sia contro producente trapiantare in autunno per via dell’affacciarsi dell’inverno. In realtà le piante da esterno non temono l’inverno di per sé, ma temono – e muoiono – se il freddo raggiunge le radici quindi, coprire bene con la terra fino al colletto della pianta e non lasciare vuoti nel sottosuolo che potrebbero riempirsi di aria o acqua fredda; o a causa di correnti fredde: in questo caso non esporre semplicemente le piante in zone di corrente.

La Natura mostra un cambiamento nel periodo autunnale, essa si spoglia, ma è uno spogliarsi che rende forti perché affronta il freddo prima di riprodursi, prima di ripartire con un ennesimo ciclo vegetativo. Persino le piante da appartamento risentono di questo cambio. La famiglia dei Ficus è una delle prime a risentirne (il ficus e le piante da interno sono particolarmente sensibili!):  perde parte delle foglie nonostante non si trovi esposto al freddo, ma ugualmente subisce il “fascino” dell’autunno! In questo caso tenete i Ficus maggiormente esposte davanti ad una finestra (luce, luce, luce!) e nel periodo autunno – inverno non bagnatele tanto. Concime liquido meglio del granulare per questo tipo di pianta, mentre per quelle da esterno, che siano frutti, siepi  o cespugli meglio un granulare a lenta cessione.

Piante da terra: anche per le piante da terra (trapianti da vaso a terra) questo è il momento migliore. L’importante è coprire bene sino al colletto della pianta e assicurarsi che la terra attorno alle radici sia ben pigiata senza lasciare spazi vuoti in cui possa entrare aria o acqua fredda. Si potrebbe dire che la terra è la “coperta” delle radici di una pianta, che sono la parte più sensibile e addette al nutrimento. Da questo momento in avanti suggerisco di limitare le bagnature e di lasciare fare la natura con le sue umide nebbie autunnali e le piogge, salvo cambiamenti climatici stravaganti in atto (assenza totale di piogge e caldo). Ottimo concimare con concimi granulari a lenta cessione: un buon nutrimento invernale.

Per i trapianti in generale: se vogliamo che le condizioni future della pianta siano ulteriormente ottimali, il consiglio è di trapiantare in tempo di “radici”, vale a dire osservare il calendario e mettere a dimora nei giorni dei segni di terra: Toro, Vergine, Capricorno. Questo favorirà un buon radicamento.

Semina dei prati: in molti pensano sia la primavera il periodo migliore per seminare il prato, in realtà è l’autunno e uno dei fattori principali è che in autunno piove! Una volta seminato un prato, previa la dovuta lavorazione, l’erbetta nuova non ci metterà molto a fare capolino e soprattutto andrà incontro ad un clima più fresco e piovoso il che, per il neo prato, è ottimale, decisamente meglio che non andare incontro ad un’estate calda, torrida e per questo opprimente anche se ci si premura di un buon impianto di irrigazione. Il freddo invernale poi non farà altro che “temprare” l’erbetta nuova e rafforzarla preparandola così al futuro.

L’inizio di un nuovo ciclo

Per chi non fosse ancora affezionato o abituato a questo momento dell’anno che da un punto di vista numerologico chiama il 7 (settembre), numero dell’evoluzione spirituale e il 9 (novembre), numero del compimento e della chiusura di un ciclo, posso consigliare alcuni fiori di Bach per un uso personale:

Walnut: utile per i cambi di stagione, per assimilare la fine di un ciclo e accogliere l’inizio di un altro; è il fiore dei momenti di passaggio evolutivo sia personale che stagionale. Walnut rompe i vecchi legami, le abitudini per abbracciare il nuovo, ma anche e soprattutto slega da tutto ciò che proviene dall’esterno per condizionarci mentalmente e favorisce il pensiero autonomo e indipendente. A settembre si riparte con tutto: il lavoro, le scuole, i corsi. Insomma è proprio come la primavera, un novo inizio!

Scleranthus: per ristabilire l’equilibrio degli opposti, del giorno con la notte, luce e ombra, vita e morte, l’oscillazione tra due opzioni. Il fiore ristabilisce la priorità assoluta tra ciò che dice la mente e ciò che sa il cuore. E’ un ottimo rimedio per chi soffre di bipolarismo. Inoltre in questo periodo dell’anno aiuterà la ghiandola pineale a ristabilire un equilibrio di melatonina nel caso ci fossero problemi di dormiveglia dovuto al momento in cui la luce viene a mancare.

Angel’s Trumpet (fiore californiano): quando ci si avvicina al periodo dei morti o a situazioni che ci tengono legate a chi è trapassato, questo rimedio è fondamentale per portare una profonda accettazione della separazione nel cuore. Spesso, inoltre, non ci si rende conto di restare aggrappati a chi non c’è più: il rischio è quello di smettere di vivere la propria vita pensando inconsciamente in questo modo di poter espiare la dipartita di un nostro caro; in questo caso le vite spezzate diventerebbero due. La propri di Vita, quando c’è, va vissuta.

Sweet Chestnut: come non introdurre un fiore tipicamente autunnale come il castagno? Anch’esso, la cui fioritura si riempe di tutto il sole estivo, introduce allo scoramento del  buio invernale che alcune persone vivono. E’ il rimedio che aiuta a rivedere la luce, quella luce accumulata nel pieno dell’estate: utile in momenti di profondo sconforto esistenziale, sia a causa di una perdita, sia a causa di mancanza di visione di un futuro migliore e positivo.

A tutti, un buon cambio di stagione: cerchiamo di cambiare qualcosa in meglio anche dentro di noi insieme a questo autunno e a questo equinozio, così cambierà in meglio anche il mondo esterno.

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fotografie coperte da copyright di Silvia e Giulia Malagoli




 

Segnatura di Bleeding Heart

Ricordo d’avere visto la Dicentra Spectabilis – var. formosa – IMG_20190317_074005(Bleeding Heart, fiore dei rimedi californiani) per la prima volta durante una passeggiata in montagna. Ci eravamo fermati presso l’aia di una casa chiusa e vicino all’ingresso c’era su un muretto un vaso con questo straordinario piccolo cespuglio dal fiore a forma di cuore. So di essere rimasta estasiata in osservazione davanti a quei piccoli cuoricini appesi, pensando anche che dovevano essere particolarmente forti perchè il clima in montagna in quel periodo non era caldo. Un fiore a forma di cuore … Si tratta di un rizoma, un bulbo con radichette originario della Cina, del Giappone e del Nord America, ecco quindi perchè non ama il caldo. L’ho messo in vaso per la prima volta quest’anno, perchè in primis avevo tra le mani proprio il rizoma con già una punta di verde che voleva sbocciare, in secondo luogo ero davvero curiosa di osservare l’evolversi di questa pianta. Messo in vaso a febbraio da subito sbucava un gruppo verde di foglioline che parevano più schiacciate che altro: sinceramente pensavo non ne sarebbe uscito nulla, sembravano così stropicciate quelle foglie… Poi col passare dei giorni uno stelo si è allungato e qualche foglia è venuta fuori, ma sempre un gruppetto strano di foglioline ammassate se ne stava lì, senza fare niente. Col passare dei giorni si è schiusa quella matassa e hanno iniziato a comparire i primi puntini colorati che si sono sviluppati piuttosto in fretta. Ogni “arricciamento” corrispondeva ad un cuoricino della Dicentra. Si schiudono i fiori, prima piccoli come dei cuccioli poi s’ingrandiscono e prendono sempre più la loro forma. Il fondo del cuoricino del fiore è fatto di opposti. Inizialmente si vede una parte di petali rosa che racchiude il pendente bianco: al suo interno c’è dell’acqua. Goccioline di umido si intravedono dalle pareti bianco trasparenti della parte chiara del fiore pendulo. Poi, dopo qualche giorno ancora, ecco che i petali che racchiudevano la parte bianca con all’interno le gocce si stacca e alza i “braccetti” come in volo che poi restano all’insù di fianco alla forma del cuore.

Assistere all’apertura di Bleeding Heart mi ha fatto riflettere su come questa segnatura indichi la realtà dei fatti: inizialmente la personalità è chiusa su se stessa, ritratta, poi delicatamente in apertura con al suo interno ancora una condizione emotiva che evidentemente la tiene legate a situazioni e persone, poi finalmente, passato un tempo balsamico adeguato, si apre, si lascia andare, addirittura si eleva come in un volo o come due piccoli bracci che si alzano in segno di “hurra”. Osservare l’apertura della Dicentra mi ha sollevato. Questo rimedio pone la condizione per guarire un cuore affranto da dinamiche di dipendenza (cuori che pendono) con altre persone ma anche da situazioni che legano e vincolano. La soluzione non è all’esterno: la soluzione, come sempre, è all’interno. Bleeding Heart (traduzione: cuore sanguinante) mostra questo su se stesso: la parte bassa del cuore (gli opposti speculari) viene racchiusa e protetta (o presumibilmente tale) fino a quando non giunge il momento di aprirsi, staccarsi e librarsi in volo. I fiori si susseguono in questa apertura “alare”: non hanno tutti le stesse tempistiche, ma tutti si apriranno seguendo una naturale successione (a vari livelli, sino all’ultimo) in questa dischiusa d’amore, liberi da ogni coimg_20190317_073732.jpgndizionamento.

La Dicentra formosa viene anche comunemente chiamata Cuor di Maria.

 

 

 


Soluzione per cimici verdi e asiatiche

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Mi occupo di Floriterapia da diversi anni, ma solo ultimamente ho contemplato il fatto che me ne occupo quasi a 360 gradi. Da un punto di vista umano, da un punto di vista fisico (scuola di Orozco) e da un punto di vista ambientale. Di fatto, siamo circondati da frequenze di ogni genere, noi stessi esseri umani siamo “frequenze che camminano”: per i pensieri che pensiamo, per le emozioni che proviamo, per le parole che diciamo, per le azioni che facciamo. Tutto ha una conseguenza su tutto, le stesse frequenze – azioni, parole, pensieri – si sintonizzano con frequenze che si riconoscono, pensieri, ideologie, stati d’animo, azioni. Tutto è in perfetta sintonia, cambia solo la frequenza su cui ci si sintonizza. Come alla radio.

Se emettessimo “high frequencies” giornalmente, creeremmo un ambiente con le stesse alte frequenze. Ci sintonizzeremo su una “musica” – stile di vita – piacevolmente melodiosa.

L’uso dei Rimedi floreali in contesti ambientali (casa, giardini) provoca l’emissione di certe frequenze che hanno la capacità di modificare – sintonizzare l’ambiente esterno in un certo modo. Una testimone, alcuni anni fa, ha utilizzato la miscela Insecta per contrastare pidocchi delle rose e ha detto: ” Da quando ho iniziato ad utilizzare gli Armonizzatori nel mio giardino sono riapparse le lucciole!” Una testimonianza indimenticabile e inequivocabile!

Ho così pensato di diffondere la soluzione per cimici a base di Rimedi floreali affinché più persone abbiano la possibilità di armonizzare un contesto ambientale di tipo casalingo. La casa è il nido, il custode dal mondo esterno, un rifugio. A volte però, non sempre il rifugio può essere pienamente gradevole. Così, mentre scacciamo qualche insetto a noi sgradito (gli Armonizzatori infastidiscono gli insetti e si allontanano) contemporaneamente portiamo un pò di armonia anche all’interno del contesto ambientale in cui viviamo. A seguire, quindi, la soluzione fai da te per le cimici.

Procuratevi:

  • 1 falcone in vetro oscurato con pipetta da 30 ml
  • i Fiori di Bach: Crab Apple, Walnut, Chestnut Bud
  • il Fiore californiano Black Cohosh
  • 1 erogatore con spruzzino da 2 lt
  • acqua

Buona sperimentazione.

SOLUZIONE PER CIMICI

Tenete presente che la miscela andrebbe erogata già a partire dal mese di maggio su porte, finestre e porte-finestre di verande e balconi, pareti e perimetri delle verande o esternamente in un giardino delimitando un’area e creando una sorta di “zona protetta”, quella che identificate e che vi interessa proteggere dall’arrivo delle cimici.

Procuratevi un flacone con pipetta da 30 ml, mettete dell’acqua al suo interno e aggiungete i Fiori di Bach di: WALNUT, CRAB APPLE, CHESTNUT BUD nella misura di 5 gocce per ogni Rimedio floreale. In più procuratevi il Rimedio californiano (della linea Fes) BLACK COHOSH e aggiungete 7 gocce di questo rimedio nello stesso flacone da 30 ml. Successivamente DINAMIZZATE il flacone (chiudere bene il tappo) cioè, battete consecutivamente per 10 volte il flacone sul palmo della mano con la giusta intenzione-attenzione a quello che state facendo. Questa operazione la potete ripetere sino a 3 volte, sempre di 10 in 10. Ciò serve a potenziare il rimedio, ad aumentarne l’efficacia.

A questo punto procuratevi un erogatore con spruzzino da 2 litri, NUOVO – evitate di riciclare erogatori dove all’interno ci siano stati altri prodotti – e riempitelo di acqua, aggiungete 10 gocce (circa 1 pipetta) della vostra miscela (che va conservata in frigo). Dinamizzate ancora 1 volta poi erogate nei perimetri di porte, finestre e dove vi conviene per evitare l’ingresso delle cimici.

Ripetere il trattamento ogni 15/20 giorni circa. E’ possibile erogare il prodotto anche su pomodori afflitti dalla cimice del pomodoro: i Rimedi floreali per la legge italiana sono considerati “edibili”, di conseguenza non dovrete preoccuparvi di effetti collaterali tossici di alcun genere, specie sugli ortaggi, gli animali domestici (pet), i bebè.

Se nel flacone con spruzzino da 2 litri rimane dell’acqua, conservatela per il trattamento successivo in un luogo fresco. Incollate sul flacone un’etichetta adesiva con scritto che cosa contiene il flacone e la data in cui è stata preparata la miscela.

Aspetto un vostro feed-back, mi raccomando!

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Cinipide del Castagno: soluzioni

Rieccoci a parlare della Cinipide del castagno, ma stavolta, a differenza del mio precedente articolo, vorrei dare delle soluzioni pratiche per chi vorrà sperimentare e metterle in pratica.

Ma riassumiamo prima di partire: la Cinipide (Dryocosmus kuriphilus) detta anche cinipide galligena per via delle galle che procura sulla foglia del castagno (Castanea Sativa) è un insetto proveniente dalla Cina che, probabilmente grazie ai trasporti globali delle merci  è passato in Giappone, in Corea, negli Stati Uniti, in Europa e ovviamente in Italia, stabilizzandosi in primis in Piemonte, nei primi anni 2000.

Il problema che crea la Cinipide è grave in quanto ovidepone le uova all’interno delle gemme del castagno; quando l’insetto si schiude e si libera nell’aria, il danno è fatto: le gemme sono danneggiate irreparabilmente il che significa che la futura foglia si vede impossibilitata ad attuare la fotosintesi clorofilliana, inoltre si rischia la perdita del frutto, ultimamente costosissimo proprio a causa dell’ insetto galligeno.

La Cinipide è pericolosa quanto interessante a mio avviso nonostante i danni che procura: si riproduce per partenogenesi il che significa che l’insetto femmina riproduce da sola la specie (100-150 uova nell’arco di un anno) senza aver bisogno di accoppiarsi, l’ovulo non viene fecondato dal maschio!

Gli adulti compaiono, usciti dalla gemma in cui sono stati ovideposti, tra la fine di maggio e luglio. Durante la fine del periodo estivo le femmine, completamente adulte e sviluppate, sono pronte e fertili per una nuova covata.

Come contrastare la Cinipide del Castagno?

Con i fiori di Bach e i fiori Californiani. Si acquistano i seguenti Rimedi floreali:

per i fiori di Bach:

  1. Crab Apple
  2. Walnut
  3. Chicory
  4. Sweet Chestnut
  5. Chestnut Bud
  6. Rock Water

per i fiori Californiani:

  1. Calla Lily
  2. Quince

Supponendo che la diluizione venga fatta in 150 litri di acqua, sarà necessario fare una diluizione dei Rimedi floreali sufficiente per almeno 10 trattamenti (che inizieranno nel mese di Aprile e andranno avanti sino ad Ottobre). Acquistate quindi un flacone da 500 ml in plastica, Flacone da 500 ml (1)se possibile con tacche segnalate come da foto, cosicché sarete più avvantaggiati durante le diluizioni che farete per i presupposti 150 litri.

Acquistate i fiori di Bach e fiori Californiani sopra elencati (i prezzi cadauno variano dai 9 euro agli 11 euro per i primi e dai 13 ai 15 euro per i secondi). I Fiori si acquistano in erboristeria, farmacia, parafarmacia. I Fiori Californiani probabilmente andranno prenotati dalla vostra farmacia/erboristeria di fiducia.

Per ogni tipologia di Rimedio floreale mettete 35 gocce all’interno del flacone di plastica, aggiungete acqua (meglio se presa fresca da fonte di montagna – da EVITARE assolutamente acqua distillata) fino alla tacca che indica 500 e dinamizzate 30 volte il tutto: battete sul palmo della vostra mano il flacone ben chiuso – assicurarsi della doppia chiusura del flacone che acquistate – contando di 10 in 10 fino a 30, cioè battete per 3 volte il flacone contando fino a 10.

Avete ora il prodotto finito, da conservare rigorosamente in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e di luce. Al momento opportuno diluite 1 decima parte (1 tacca da 50 ml) nei 150 litri di una botte con erogatore a spruzzo ed erogate su foglia.

Quando e come fare i trattamenti?

Se il tempo lo permette iniziare ad Aprile con una continuità ogni 20 giorni. Meglio che non piova possibilmente nell’immediato dopo aver effettuato il trattamento, almeno per 24 ore. Se dovesse piovere in un lasso di tempo così stretto, il trattamento sarebbe meglio rifarlo.

Mi rendo conto che trattare dei castagni, soprattutto adulti, non sia facile in quanto le stesse dimensioni o i luoghi in cui vivono queste piante, i boschi, non sono favorevoli per essere raggiunti con una botte da 150 litri, ma vista la situazione penso ne valga comunque la pena di provare se si ha la possibilità. Eventualmente anche su piante più piccole o di medie dimensioni che hanno già riscontrato il problema della Cinipide galligena.

Alla fine dei trattamenti fatemi sapere l’esito riscontrato sui castagni, la vostra testimonianza è preziosa.

Info

L’antagonista

Esiste l’antagonista del Castagno, il Torymus sinensis, l’unico predatore della Cinipide in grado di debellare l’insetto che tedia i castagni. Il Torymus sinensis però non è un insetto della biodiversità mediterranea che peraltro rischia di andare persa per i più svariati motivi, quindi non sappiamo al momento se questo insetto porterà danni nei boschi o nelle colture a lungo termine e se, tra dieci o vent’anni, non sarà un ennesimo problema di insetto dannoso che non ha a sua volta predatori naturali. A mio avviso è sempre un rischio introdurre specie non autoctone in un contesto naturale di biodiversità in quanto la biodiversità risponde a leggi di equilibri delicati e intrinsechi l’uno nell’altro; basta poco per fare saltare la naturale catena alimentare e creare situazioni ambientali di squilibrio a cui poi, solitamente si risponde o chimicamente o pensando solo ed esclusivamente a risolvere il problema nell’immediato e senza lungimiranza.