Spesso accade, quando la personalità non è sufficientemente autonoma, di riflettere se stessi negli altri: pensiamo di parlare di noi stessi ma in realtà nel nostro essere si cela il riflesso di qualcun altro e, senza rendersene conto, stiamo specchiando il nostro essere su qualcun altro. Questo atteggiamento rivela una forte dipendenza da altri e una bassa autostima di sé.
Quando l’autonomia e l’indipendenza individuale sono abbastanza forti e radicate nell’individuo, sappiamo esattamente chi siamo. Questo si traduce nel non cadere nella necessità dell’ approvazione altrui. Tendenzialmente si è rimasti attaccati al benestare di un genitore, cosa che da bambini è naturale, ma da adulti questo atteggiamento provoca disordini che si traducono in condizionamenti e attaccamenti malsani.
Buttercup fiore californiano aiuta a ritrovare il proprio valore senza il consenso di chicchessia, riconoscendo solo il proprio libero arbitrio nel decidere e scegliere cosa è meglio per se stessi, indipendentemente da tutto e da tutti. Buttercup aiuta ad alimentare una nuova dignità e meritevolezza nel ricevere il meglio.
Bleeding Heart fiore californiano rappresenta la forbice che recide il cordone ombelicale che, da adulti, non necessita di restare attaccato come dei feti che prendono nutrimento e dipendono esistenzialmente da altri, nel bene e nel male.
Chestnut Bud fiore di Bach aiuta in questo processo e porta l’individuo ad un altro step di esistenza, interrompe un circolo vizioso perdurato fin troppo tempo e conduce ad un nuovo piano esistenziale libero da atteggiamenti perpetuati come fotocopie nella vita.
Il lavoro coi rimedi floreali aiuta a migliorare l’esistenza, a trascendere se stessi per percepirsi diversi e vivere sintonizzati con la propria verità interiore, liberi da legami che non liberano e vincolano.
E’ semplice.
Bleeding Heart
Buttercup
Chestnut Bud
“I scare myself just thinking about you I scare myself when I’m without you I scare myself the moment that you’re gone I scare myself when I let my thoughts run”
Quando? Quando possiamo considerarci liberi da vecchi schemi mentali, atteggiamenti inconsci – o più o meno consci – ma auto limitanti, comportamenti ormai inadeguati per una personalità emergente e predisposta al nuovo?
Siamo pronti al nuovo quando le situazioni quotidiane che abbiamo sempre tenuto sotto presunto controllo, peggiorano, crollano, si intensificano nel dolore, raggiungono lo scempio, si acutizzano fino a danneggiare o minacciare l’identità fisica, emotiva e mentale.
Nel paradosso dell’intelligenza emotiva, a volte l’unico modo per cambiare atteggiamento nei confronti di se stessi e della vita per raggiungere livelli migliorativi e più stabili, è necessario toccare il fondo sino al degrado, alla degenerazione, all’incompiuta azione – o pensiero – esasperato come spinta evolutiva per dire a se stessi: “adesso basta”.
Determinati comportamenti e forme pensiero sono stati sacro santi per decenni nell’esistenza di un individuo come punto fermo e di salvezza, di protezione, di difesa. Ma, raggiunto un determinato livello evolutivo della personalità – indipendentemente da un fattore cronologico legato all’età – queste modalità diventano non solo tossiche, ma distruttive. Riconoscere la faccia dell’esasperazione e della degenerazione in cui ci si trova coinvolti, è l’inizio della risalita.
Come uscirne? Identificare il proprio ruolo all’interno di una relazione o di una situazione, dargli un nome e, a livello archetipico – simbolico, ma assolutamente pratico e reale – capire che cosa ha comportato questo ruolo per se stessi nel corso degli anni, cosa lo ha preservato per molto tempo e cosa ora lo distrugge. Esempio: il ruolo di madre è spesso un ruolo manipolatorio. Il manipolatore vuole controllare e controllare significa avere un’idea di potere sulla vita degli altri. Si domina chi si ritiene inferiore o chi si sceglie essere più “debole” o con una personalità mitigante. La supremazia del soggetto manipolatore-controllore la fa da padrona sino a quando tale rapporto di dipendenza non diventa distruttivo per entrambe le parti. La sudditanza ne è la controparte, insieme alla dipendenza emotiva ed affettiva.
Come uscirne? Dipende da che ruolo si sta giocando.
Cherry Plum fiore di Bach abbinato a Chestnut Bud coadiuvano una trasformazione interiore in merito al controllo sugli altri per dare fine ad un’azione, un atteggiamento che si ripete da decenni e che al momento attuale potrebbe essere decisamente fuori luogo, degradante e involutivo.
Chicory fiore di Bach quando l’arte manipolatoria di sottomissione degli altri è prevalente, quando “non si lascia vivere” all’altro la propria vera esistenza e la si vuole controllare ad ogni costo per timore della perdita.
Spreading Phlox fiore californiano della gamma “Range of Light” per sintonizzarsi con la propria natura interiore e permettere alla personalità di allinearsi con ciò che risuona “simile”, adatto, connesso.
Buttercup fiore californiano quando l’autostima e la dignità si sono persi nei meandri della disistima di sé, spesso ad un livello non conscio, un atteggiamento che si è adattato alle esigenze o stili di vita tossici o malsani. Per ripristinare il proprio valore interiore.
Fairy Lantern fiore californiano per attuare un processo di crescita interiore, di sviluppo, di responsabilità verso la propria vita; rimedio utile quando il processo di crescita interiore è rimasto bloccato e legato ad una dipendenza di tipo infantile.
Ed infine Borage fiore californiano per dare coraggio al cuore di vivere queste trasformazioni con la giusta “leggerezza”, per superare un senso di appesantimento o di sconforto, di sfinimento per non essere stati “abbastanza” o per essersi resi conto “tardi” degli eventi. Borage incoraggia il cuore al cambiamento e quando il cuore è incoraggiato, anche la mente si allinea.
Questi rimedi floreali non vanno assunti tutti contemporaneamente perché sarebbe controproducente: va analizzata una situazione personale per individuarne l’urgenza, la priorità. Ogni situazione è a sè stante.
Quali chakra sono coinvolti in queste azioni di trasformazione? Il quinto chakra in merito ai ruoli (Vishuddha), il quarto chakra in merito alle dipendenze (Anahata), il terzo chakra (Manipura) in merito all’autostima, all’atteggiamento dell’Io, alla crescita della personalità – vedi “Chakra e Rimedi Floreali. Il sistema dei Chakra abbinato ai Rimedi Floreali“.
Il grado di sofferenza e insoddisfazione è indice di quanto un cambiamento interiore sia indispensabile. Attuatelo con coraggio questo cambiamento perché la vita è nelle vostre mani.
Ultimamente diverse persone mi chiedevano o mi parlavano di Chestnut Bud, il fiore di Bach che lavora sull’apprendimento e sulla mancata comprensione del perché si commettono gli stessi errori (o ci si ritrova in una stessa situazione senza comprenderne il motivo).
L’esterno, come ben sappiamo, è lo specchio dell’interiorità che non fa altro che mostrarci su cosa siamo sintonizzati e di cosa abbiamo più bisogno.
Decido di assumere CheBud dopo qualche decennio dall’ultima volta, approfittando del fatto che l’esterno continuava a mettermi di fronte a questo rimedio floreale; inoltre da qualche tempo un dubbio amletico (di ritrovarmi in una stessa condizione in impasse già vissuta più e più volte) mi stava ossessionando. Dopo qualche settimana di assunzione del rimedio mi sembrava d’avere perso la cognizione di causa!
Finalmente una mente che sragiona, alternata a disconnessioni cerebrali saltuarie, smemorarizzazione temporanea di dati acquisiti semplici: come se la scheda rom della memoria fosse stata fatta saltare ad intermittenza!
Per le persone che hanno un alto potere di controllo sugli accadimenti giornalieri e schemi mentali rigidi e definiti, posso dire che è stato un piacevole tilt e che ce ne era bisogno per riformattare il tutto.
Alla domanda: per quale reale motivo ricado nella stessa dinamica e mi blocco in una sorta di limbo senza tempo? un’ulteriore domanda dalle profondità dell’animo umano – o dall’alto di una connessione divina – mi arriva come risposta: “Ma tu vuoi fare sul serio?”
“Fare sul serio” mi ha fatto tremare per qualche giorno rendendomi apparentemente ancora più confusa, ma allo stesso tempo mi ha messo nella condizione di comprendere. Ho dovuto lasciare che la mia mente divagasse nei suoi meandri per raggiungere finalmente il gap che non mi permetteva di andare oltre.
Ho scoperto che facevo di tutto – inconsciamente – per non procedere, per non fare quello che volevo! Impegni tranquillamente derogabili, scuse di ogni genere e di discussa provenienza, oltre a quel lasso di tempo sempre mancante.
In termini tecnici si chiama AUTO SABOTAGGIO.
CheBud, ho capito, ha portato in evidenza il sabotatore interiore che si dimena per evitare di permettere di dedicarsi a ciò che veramente importa.
E lo ha fatto in un ennesimo momento in cui ho dato più importanza a ciò che non contava (inutili scusanti perditempo) a discapito di un reale interesse e impegno.
Ecco come lavora CheBud: prima crea il caos in una mente analitica e programmatrice abituata a schemi e paradigmi, poi, durante quegli squarci tra una sinapsi e l’altra, riporta a galla la causa vera che non permette di avanzare e progredire nel proprio ambito (lavoro, relazioni, vita).
Così come gli atomi sono pressoché privi di materia ma ricchi di energia, quando quell’energia si sprigiona escono fiotti di possibilità.
Ecco dove sta la ripetizione di CheBud: nella mancanza di possibilità, nella presenza di un sabotatore interno molto subdolo che, nel corso degli anni, persino di una vita, ha convinto l’individuo a non lasciarsi andare alle opportunità, a ripetere gli stessi schemi come fosse un film riprogrammato all’infinito, gli stessi attori, le stesse parti recitate, lo stesso finale.
Posso oggi affermare che CheBud aiuta a stanare il sabotatore.
Domani, quando andrete fuori per strada, volgete lo sguardo verso l’alto e osservate i germogli dell’ippocastano bianco che stanno sbocciando: notate la loro dimensione e quanta energia e materia può racchiudere una semplice gemma.
Rieccoci a parlare della Cinipide del castagno, ma stavolta, a differenza del mio precedente articolo, vorrei dare delle soluzioni pratiche per chi vorrà sperimentare e metterle in pratica.
Ma riassumiamo prima di partire: la Cinipide (Dryocosmus kuriphilus) detta anche cinipide galligena per via delle galle che procura sulla foglia del castagno (Castanea Sativa) è un insetto proveniente dalla Cina che, probabilmente grazie ai trasporti globali delle merci è passato in Giappone, in Corea, negli Stati Uniti, in Europa e ovviamente in Italia, stabilizzandosi in primis in Piemonte, nei primi anni 2000.
Il problema che crea la Cinipide è grave in quanto ovidepone le uova all’interno delle gemme del castagno; quando l’insetto si schiude e si libera nell’aria, il danno è fatto: le gemme sono danneggiate irreparabilmente il che significa che la futura foglia si vede impossibilitata ad attuare la fotosintesi clorofilliana, inoltre si rischia la perdita del frutto, ultimamente costosissimo proprio a causa dell’ insetto galligeno.
La Cinipide è pericolosa quanto interessante a mio avviso nonostante i danni che procura: si riproduce per partenogenesiil che significa che l’insetto femmina riproduce da sola la specie (100-150 uova nell’arco di un anno) senza aver bisogno di accoppiarsi, l’ovulo non viene fecondato dal maschio!
Gli adulti compaiono, usciti dalla gemma in cui sono stati ovideposti, tra la fine di maggio e luglio. Durante la fine del periodo estivo le femmine, completamente adulte e sviluppate, sono pronte e fertili per una nuova covata.
Come contrastare la Cinipide del Castagno?
Con i fiori di Bach e i fiori Californiani. Si acquistano i seguenti Rimedi floreali:
per i fiori di Bach:
Crab Apple
Walnut
Chicory
Sweet Chestnut
Chestnut Bud
Rock Water
per i fiori Californiani:
Calla Lily
Quince
Supponendo che la diluizione venga fatta in 150 litri di acqua, sarà necessario fare una diluizione dei Rimedi floreali sufficiente per almeno 10 trattamenti (che inizieranno nel mese di Aprile e andranno avanti sino ad Ottobre). Acquistate quindi un flacone da 500 ml in plastica, se possibile con tacche segnalate come da foto, cosicché sarete più avvantaggiati durante le diluizioni che farete per i presupposti 150 litri.
Acquistate i fiori di Bach e fiori Californiani sopra elencati (i prezzi cadauno variano dai 9 euro agli 11 euro per i primi e dai 13 ai 15 euro per i secondi). I Fiori si acquistano in erboristeria, farmacia, parafarmacia. I Fiori Californiani probabilmente andranno prenotati dalla vostra farmacia/erboristeria di fiducia.
Per ogni tipologia di Rimedio floreale mettete 35 gocce all’interno del flacone di plastica, aggiungete acqua (meglio se presa fresca da fonte di montagna – da EVITARE acqua distillata) fino alla tacca che indica 500 e dinamizzate 30 volte il tutto: battete sul palmo della vostra mano il flacone ben chiuso – assicurarsi della doppia chiusura del flacone che acquistate – contando di 10 in 10 fino a 30, cioè battete per 3 volte il flacone contando fino a 10.
Avete ora il prodotto finito, da conservare rigorosamente in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e di luce. Al momento opportuno diluite 1 decima parte (1 tacca da 50 ml) nei 150 litri di una botte con erogatore a spruzzo ed erogate su foglia.
Quando e come fare i trattamenti?
Se il tempo lo permette iniziare ad Aprile con una continuità ogni 20 giorni. Meglio che non piova possibilmente nell’immediato dopo aver effettuato il trattamento, almeno per 24 ore. Se dovesse piovere in un lasso di tempo così stretto, il trattamento sarebbe meglio rifarlo.
Mi rendo conto che trattare dei castagni, soprattutto adulti, non sia facile in quanto le stesse dimensioni o i luoghi in cui vivono queste piante, i boschi, non sono favorevoli per essere raggiunti con una botte da 150 litri, ma vista la situazione penso ne valga comunque la pena di provare se si ha la possibilità. Eventualmente anche su piante più piccole o di medie dimensioni che hanno già riscontrato il problema della Cinipide galligena.
Alla fine dei trattamenti fatemi sapere l’esito riscontrato sui castagni, la vostra testimonianza è preziosa.
Esiste l’antagonista del Castagno, il Torymus sinensis, l’unico predatore della Cinipide in grado di debellare l’insetto che tedia i castagni. Il Torymus sinensis però non è un insetto della biodiversità mediterranea che peraltro rischia di andare persa per i più svariati motivi, quindi non sappiamo al momento se questo insetto porterà danni nei boschi o nelle colture a lungo termine e se, tra dieci o vent’anni, non sarà un ennesimo problema di insetto dannoso che non ha a sua volta predatori naturali. A mio avviso è sempre un rischio introdurre specie non autoctone in un contesto naturale di biodiversità in quanto la biodiversità risponde a leggi di equilibri delicati e intrinsechi l’uno nell’altro; basta poco per fare saltare la naturale catena alimentare e creare situazioni ambientali di squilibrio a cui poi, solitamente si risponde o chimicamente o pensando solo ed esclusivamente a risolvere il problema nell’immediato e senza lungimiranza.
Se desideri un consulto puoi scrivere a : fioripergaia@gmail.com.
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