Proiezione di sé

Spesso accade, quando la personalità non è sufficientemente autonoma, di riflettere se stessi negli altri: pensiamo di parlare di noi stessi ma in realtà nel nostro essere si cela il riflesso di qualcun altro e, senza rendersene conto, stiamo specchiando il nostro essere su qualcun altro. Questo atteggiamento rivela una forte dipendenza da altri e una bassa autostima di sé.

Quando l’autonomia e l’indipendenza individuale sono abbastanza forti e radicate nell’individuo, sappiamo esattamente chi siamo. Questo si traduce nel non cadere nella necessità dell’ approvazione altrui. Tendenzialmente si è rimasti attaccati al benestare di un genitore, cosa che da bambini è naturale, ma da adulti questo atteggiamento provoca disordini che si traducono in condizionamenti e attaccamenti malsani.

Buttercup fiore californiano aiuta a ritrovare il proprio valore senza il consenso di chicchessia, riconoscendo solo il proprio libero arbitrio nel decidere e scegliere cosa è meglio per se stessi, indipendentemente da tutto e da tutti. Buttercup aiuta ad alimentare una nuova dignità e meritevolezza nel ricevere il meglio.

Bleeding Heart fiore californiano rappresenta la forbice che recide il cordone ombelicale che, da adulti, non necessita di restare attaccato come dei feti che prendono nutrimento e dipendono esistenzialmente da altri, nel bene e nel male.

Chestnut Bud fiore di Bach aiuta in questo processo e porta l’individuo ad un altro step di esistenza, interrompe un circolo vizioso perdurato fin troppo tempo e conduce ad un nuovo piano esistenziale libero da atteggiamenti perpetuati come fotocopie nella vita.

Il lavoro coi rimedi floreali aiuta a migliorare l’esistenza, a trascendere se stessi per percepirsi diversi e vivere sintonizzati con la propria verità interiore, liberi da legami che non liberano e vincolano.

E’ semplice.

Bleeding Heart

Buttercup

Chestnut Bud

“I scare myself just thinking about you
I scare myself when I’m without you
I scare myself the moment that you’re gone
I scare myself when I let my thoughts run”

Honeysuckle e i Sogni

Honeysuckle fiore di Bach ha l’importante scopo di farci restare nel presente e avanzare nel futuro. Cosa accade quando lo assumiamo? E quando è necessario farne uso?

Honeysuckle diventa indispensabile quando, per una qualche ragione legata alla paura di affrontare la vita, il futuro prossimo e vivere nel presente, è necessario abbandonare ciò che è stato e non potrà più tornare ad essere. Il passato, anche quando è stato doloroso, resta comunque un’ancora di salvezza verso ciò che conosciamo rispetto all’ignoto. La mente e la condizione emotiva rimane appiccicata come una colla a persone e fatti, evitando così un’evoluzione spirituale, emotiva e di crescita personale.

L’uso del Fiore, quando si decide invece di procedere nella vita, si manifesta con ricordi ma anche attraverso il mondo dei sogni: i sogni parlano di quello cui si è rimasti attaccati sino a quando, sempre attraverso il mondo onirico, non si svolge un’evoluzione dei fatti, quando cioè e finalmente non si torna più sui propri passi e cambia lo scenario. Questo è un segno che Honeysuckle sta lavorando per noi, permettendo al passato di scorrere, di restare dove è necessario che rimanga e permettendo all’individuo di procedere.

E’ bene utilizzarlo abbinato a Bleeding Heart – fiore californiano – se il legame rimasto aperto riguarda una relazione, a Walnut – fiore di Bach – quando si è consapevoli di un cambio esistenziale o a Angel’ Trumpet – fiore californiano – nel caso in cui c’è stato un lutto o una separazione importante, vissuta come lutto.

Il profumo del fiore è dolce, caldo e calmo, come la malinconia. Ma anche avvolgente e brioso, come il presente.

Un altro abbinamento interessante è con il fiore californiano Mountain Pride, per affrontare il futuro con orgoglio e fiducia.

Honeysuckle, fiore di Bach.

“Somewhere out there, still, I believe in magic
Let the monsters loose, I believe in magic
I won’t let them hurt you
Lay your hands on me, I believe in magic
A romantic fool, I believe in magic
I won’t let them hurt you”

Pink Monkeyflower e l’onda emotiva

L’essenza californiana Pink Monkeyflower ha un potere elevatissimo: quello di sbloccare un nodo emotivo che ha impedito all’individuo per un tempo indefinito di trovare il coraggio di manifestarsi nel mondo per quello che è. Pink Monkeyflower fa parte della famiglia dei Mimulus, un rimedio che presiede al coraggio.

Chi necessita di questo rimedio ha scelto, inconsciamente e profondamente di evitare di esporsi agli altri, nascondendo se stesso e i propri sentimenti per un senso di colpa, di vergogna, per non sentirsi all’altezza. La controparte di un Pink Monkeyflower irrisolto è quella di restare nell’ombra del proprio disagio il cui esito si manifesta nel timore di mostrarsi sia affettivamente che professionalmente.

Significa vivere a metà del proprio talento e potenziale umano ma, come disse qualcuno: “Una volta che sei nato non puoi più nasconderti”.

Vivere nell’ombra non è solo una questione di timidezza o di riservatezza. Sepolto in profondità risiede un trauma d’infanzia in cui si è stati denigrati, derisi o sfruttati all’interno di un contesto sociale, spesso famigliare. Gli occhi altrui hanno provocato un enorme senso di vergogna, di colpa e di indegnità tali che l’idea di esporsi è stata censurata per sempre. Piuttosto il fallimento sociale, persino personale da un punto di vista affettivo: l’idea di mostrarsi vulnerabili è più violenta della traccia lasciata dall’evento in sé. Da non ripetere.

Pink Monkeyflower sblocca questa situazione ingabbiata come un primate alfa all’interno della gabbia di uno zoo, inerme. E, come in uno zoo, qualcuno guarda, ride, deride e punta il dito togliendo dignità ad un potenziale enorme. Il rimedio permette di contattare quella parte ferita e chiusa su se stessa con delicatezza attraverso una comunicazione dolce e confidenziale, permettendo alla vulnerabilità trattenuta per lungo tempo di manifestarsi, di prendere un posto, di essere vista.

L’esattezza e la potenza scardinatrice di questo fiore è pari all’equivalente di una montagna spostata con il battito d’ali di una farfalla: ha dell’incredibile.

Pink M. è un rimedio che agisce sulla capacità e il coraggio della vulnerabilità di esporre i propri sentimenti, il coraggio di manifestarsi nel pieno del proprio potenziale con dignità, sano orgoglio, senso di meritevolezza e, finalmente, il coraggio di mettersi in viaggio verso Casa, raggiungere quello cui si è destinati ad essere senza paura di esporsi, senza paura di essere visti. Significa fare le valigie e lasciare il passato per dirigersi verso la direzione della propria Vita.

A chi è affetto da una sorta di sindrome del timore di essere visto sia fisicamente che metaforicamente parlando, consiglio vivamente di sperimentare questo rimedio: ne va, non solo della risoluzione di un antico conflitto, ma davvero del proprio percorso personale di vita lavorativo e affettivo.

Mi raccomando.

Pink Monkeyflower.

Love, love is a verb

Love is a doing word

Fearless on my breath
Gentle impulsion

Shakes me, makes me lighter
Fearless on my breath

La paura del cambiamento

Ad un certo punto la Vita ci chiede di cambiare. Cambiare modalità di affrontare il mondo e le relazioni. Conosciamo benissimo cosa ci ha fatto soffrire, cosa ha tradito la nostra fiducia, in cosa siamo incappati stupidamente o, semplicemente, sperando fosse qualcosa di diverso, di nuovo, di vero. Il cuore ha paura di soffrire, di nuovo. Così proteggiamo noi stessi da un eventuale nuova sofferenza.

Ma ad un certo punto è necessario rompere lo specchio della paura fottuta e concedersi una nuova possibilità di essere amati, e di amare. Non è semplice, richiede tempo, pazienza con se stessi, una nuova fiducia, perdonarsi per avere fatto scelte – ed esperienze – che hanno portato al dolore del cuore. E’ stancante, esaurisce e provoca rabbia. Per questi motivi, per se stessi, per stare meglio e vivere meglio, è necessario lasciare andare il passato.

Molte energie sono state attivate per sostenere situazioni difficili, il sistema nervoso se ne ricorda, ha immagazzinato tensioni, a reagito a provocazioni, ha dovuto resistere per non soccombere. Giunge il momento in cui è necessario riconoscere il tempo trascorso in una condizione di energia esaustiva immagazzinata e non del tutto rilasciata.

L’unico modo per vivere qualcosa di diverso è, di nuovo, essere diversi. Concedersi di nuovo fiducia oltre la paura, compassione verso se stessi e una sana comunicazione, aperta verso quello che ci aspetta.

L’altro è il riflesso di noi stessi. Chiusura chiama chiusura. Apertura chiama apertura. Da cuore a cuore.

Fiore californiano consigliato: Mountain Pride per affrontare situazioni che spaventano, per rompere il muro della paura e attraversarlo a testa alta, come un guerriero dello spirito.

“When every line speaks the language of love
And never held the meaning I was thinking of
And I lost the line between right or wrong
I just want to find the place where I belong”

Rimedi Floreali: puri o diluiti?

Spesso le persone mi chiedono se è meglio assumere i rimedi floreali diluiti o puri. Nel mio libro “Chakra e Rimedi floreali” spiego che i fiori di Bach e i fiori Californiani vanno diluiti per un uso interno, mentre per quello che riguarda i fiori Himalayani della linea AUM, non c’è diluizione, vanno presi direttamente dal flaconcino. Spiego anche che i fiori puri sono super efficaci per le situazioni che invece riguardano il corpo fisico: l’elemento vettore in questo caso può essere una crema o un olio, a piacere, messo sulla parte lesa in questione. Di recente ho però sperimentato l’effetto sia fisico che esistenziale – mi piace usare questo termine, in fondo i rimedi di questo si occupano, di situazioni esistenziali – dei rimedi puri e gli effetti sono stati talmente immediati che non posso astenermi da questa condivisione.

Sulla calotta frontale del cranio, in un punto molto specifico, un fastidioso prurito aveva iniziato a prendere piede, ma non riuscivo a capirne l’origine. In un momento di riflessione ho consultato i testi del metodo Kramer sull’uso topico dei fiori di Bach e quel punto specifico corrispondeva ad un rimedio altrettanto specifico. Ho utilizzato il fiore puro, un paio di gocce e due giorni dopo tutto era sparito. Ho dovuto trarre delle conclusioni circa il fiore utilizzato e il suo sottile messaggio di sottofondo. L’articolo “Invidia: quando le cose vanno bene” ne è stata una conseguenza.

Allo stesso modo, su un problema legato alle ginocchia, sempre consultando il metodo Kramer – un metodo esatto – il fiore emerso ha prodotto non solo una profonda riflessione su un momento particolare, ma nel giro di tre giorni il dolore è completamente sparito. In questo caso i fiori puri sono stati inseriti in un flaconcino con un balsamo per permetterne l’applicazione sulla parte interessata.

L’ultima reazione interessante è avvenuta a seguito di un movimento interiore in cui mi sono chiesta quale fosse il rimedio più utile per una situazione precisa. I fiori californiani rispondono sempre alla specificità delle situazioni come dei laser di una precisione insindacabile. Decido di assumere due gocce del rimedio puro immediatamente, per poi diluirlo in acqua per un’assunzione più a lungo termine. Penso di non avere contato fino a dieci che lo sblocco emotivo si è manifestato immediatamente lasciando uscire il disagio, il dolore, la paura come un’onda trattenuta per un tempo infinitamente lungo. La situazione emotiva si è sbloccata e ha iniziato finalmente a fluire, a lasciare andare, ad accorgermi di quanto sacrificio era stato fatto per tenere, trattenere, resistere. La mente è andata ad un evento specifico accaduto nella notte dei tempi, senza rancore, semplicemente come presa di coscienza. Come a dire: “E’ iniziato tutto da qui”.

Così, dopo decenni, un singolo fiore preso puro, azzeccatissimo, ha provocato un cambio epocale nella vita di un individuo sciogliendo tensioni, dilemmi, dando risposte ad atteggiamenti interiori controversi e incompresi, liberando da uno schema cristallizzato apparentemente incontrovertibile.

Non smetterò mai di affermare che la floriterapia cambia le frequenze interiori dell’animo umano, sede di gioie e dolori, sia fisiche che psichiche ma anche esistenziali, nel momento in cui ci si accorge che il passo da fare per cambiare dinamiche è vicino, ma si ha paura. A volte questa paura non è identificata, per questo va ricercata e compresa, gli va dato un nome per poter scegliere – e sciogliere – con il Fiore giusto tutte le tensioni accumulate per un tempo lungo una vita.

Allora sì, saremo più liberi. E più felici.

It took so long, for me to realize
How strong your heart is
And all this time, my mind was working
In strange ways

Looking back on the days, just wanna be free
Through the love in your eyes
Now i’m staring inside, just wanna be free
Through the love in your eyes

Libri consigliati

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un fiore di loto su uno sfondo colorato.

Il passo oltre – Walnut e Borage

Non sempre e non tutte le persone si sentono realizzate con quello che stanno facendo nella vita. O non riescono o, dopo mille tentativi, si decide di mollare. Qualsiasi cosa si cerchi di fare o rifare e ritentare, richiede per prima cosa un cambio interiore prima che esteriore.

Una nuova casa, un nuovo lavoro, una nuova relazione o semplicemente una modalità diversa per affrontare tutte queste situazioni, trovano la loro strada prima di tutto all’interno del nostro essere.

Borage fiore californiano ogni tanto chiama e chiede di essere utilizzato: Borage aiuta a rinnovare il coraggio del cuore, appesantito o deluso, lo aiuta a partecipare con leggerezza alle cose della vita, da la spinta necessaria per fare un passo avanti o un passo diverso, più autentico, gioioso e di nuovo fiducioso.

Walnut fiore di Bach si schiera tra i rimedi più efficaci durante i momenti di cambiamento quando la necessità di affrontare qualcosa di nuovo richiede presenza, interezza, concentrazione ma anche flessibilità e la disponibilità a chiedere, l’umiltà di inginocchiarsi alla vita per essere fluidi e lasciare che le cose accadano senza un controllo eccessivo.

Entrambi questi rimedi, ognuno a modo proprio, parlano di fiducia, di credere nuovamente che qualcosa di diverso e di straordinario – perchè no? – è in atto e che un cambiamento esteriore è la conseguenza di un processo interiore.

Quando alla radio c’è qualcosa che non piace – o in tv – si cambia canale, o frequenza fino a sintonizzarsi con quella più adatta. Perchè è così difficile credere che la stessa cosa non possa avvenire dentro se stessi? Senza pre – occuparsi ma solo occupandosi del cambiamento in atto con un animo e uno spirito diverso.

Einstein affermava che non è possibile risolvere un problema pensando nello stesso modo in cui il problema è stato creato. E’ necessario un cambio di paradigma. Allora possiamo rivolgerci al futuro in modo diverso, con coraggio, fiducia, flessibilità e umiltà.

I cambiamenti più spettacolari spesso si trovano dietro l’angolo, basta cambiare prospettiva.

Borage fiore californiano e Walnut fiore di Bach per stimolare questo processo.

“When life is hard you have to change”

Credere o sperare? Trust is not to hope

Credere è un’azione, un’azione interiore. E’ fiducia che qualcosa cambierà, è la volontà di attuare un cambiamento, di ottenere qualcosa, di raggiungere qualcosa. O qualcuno. Credere è coordinare il proprio essere interiore ad un livello spirituale, mentale, emozionale e fisico – cellulare – per dare la possibilità a se stessi di raggiungere un proprio desiderio o affinché un cambiamento possa attuarsi, definirsi, identificarsi nella materia. Questo allineamento richiede uno sforzo interiore, richiede presenza, la propria.

Nessun tipo di credenza vera necessita di un tramite, di qualcun altro, di un mentore. Solo di se stessi e della propria forza interiore. Decisioni interiori.

Sperare è fare affidamento su qualcuno o qualcosa di esterno che, prima o dopo risponderà ad un problema con una valida risoluzione al posto nostro. Si dice: “Aiutati che il ciel t’aiuta”. Aiutati è il primo passo, solo che spesso non lo si attua questo primo passo. Se lo si attua in assenza di una vera e profonda convinzione, tanto vale non partire nemmeno. Sono risorse sprecate.

Credere di farcela, di uscire da un bivio, di poter cambiare situazioni nella propria vita implica impegno, fatica e a volte anche sacrifici. Qual’ è lo spessore della nostra credenza nel cambiamento? Come un box doccia con le pareti in vetro, il prezzo cambia in base allo spessore. E lo spessore garantisce e preclude più o meno sicurezza nel non infrangersi, nel resistere, nel macchiarsi di meno.

Eddie Vedder cantava in Wishlist – lista dei desideri:

“Vorrei essere la prova, vorrei essere il fondamento
Vorrei essere il marinaio di qualcuno che mi ha aspettato
Vorrei essere fortunato quanto me
Vorrei essere un messaggero e che tutte le notizie fossero buone…

Vorrei essere il verbo ‘fidati’ e non deluderti mai
Vorrei essere una canzone radiofonica, quella che hai ascoltato”

L’azione interiore del credere fa la differenza con lo “sperare” in una probabilità senza un movimento.

In cosa vogliamo credere quindi? Speriamo in un cambiamento nelle situazioni che non amiamo più o ci feriscono, o agiamo per attuarlo questo cambiamento?

Fiori consigliati: Gentian fiore di Bach – aiuta a ritrovare la fiducia e l’entusiasmo per la vita.

Penstemon fiore californiano: aiuta a trovare la forza di affrontare le avversità dell’esistenza.

Ma nei Fiori… ci credete?


I wish I was the souvenir you kept your house key on
I wish I was the pedal brake that you depended on
I wish I was the verb ‘to trust’ and never let you down

I wish I was a radio song, the one that you turned up”

Radicamento

In un’epoca in cui il caos regna sovrano, restare radicati dentro se stessi significa evitare di farsi spazzare via da incessanti e preoccupanti news, fake news, fobie personali, paure – appositamente – pilotate. Perdere il lume della ragione non serve, non aiuta e soprattutto non risolve niente. Sarebbe più utile invece imparare a restare radicati dentro se stessi.

Riconnettersi alla Madre Terra attraverso radici robuste che partono dal centro del cuore Anahata – stando seduti su una sedia e con i piedi appoggiati alla terra, posizione eretta – per affondare nel nucleo centrale della Terra, là dove il grande magnete risiede come un sole acceso dalla potenza enorme, insondabile. Le radici non sono radichette qualsiasi, ma radici di una sequoia millenaria che sta lì affondata nel terreno da secoli e secoli e che nessuna tempesta è mai riuscita a far crollare.

Lasciare andare in questo nucleo le proprie ansie, frustrazioni, paure, fobie, incertezze: la terra tutto trasforma e tutto rigenera, indistintamente. Fare rifiorire altre qualità, opposte alle precedenti. Certezza, tranquillità, stabilità, forza, coraggio.

Il radicamento è seguito da una connessione con il Divino, il Cielo, il Padre, l’Universo attraverso un sottile filo luminoso che parte dalla fontanella, all’apice della testa: l’Universo o Padre Celeste, attraverso un mantello protettivo fatto di cielo e stelle scende per appoggiarsi sulle spalle, sul capo, avvolgendo l’individuo di Fede, certezza, sicurezza, presenza infinita.

L’aspetto puramente genitoriale del concetto di padre e madre è qui superato: la connessione è stabile tra due forze primordiali ed eterne che costituiscono il mondo e l’Universo; esse sono uno specchio di stabilità, integrità, abbondanza, rettitudine, presenza, accoglienza totale. Ognuna di queste sfaccettature va vissuta, sentita, integrata, provata. Non si tratta solo di un pensiero, di una parola o di un richiamo. Fanno parte della Vita e dell’esistenza, diventano situazioni reali, quando praticate.

Restare sani interiormente e integri nella propria verità nonostante gli accadimenti è fondamentale per evitare di inciampare e cadere nella follia, nella paura, nella psicosi, nella frenesia, in una forma di stress ulteriore che andrebbe ad incidere su un sistema nervoso già sotto pressione per ogni singolo giorno da affrontare nella quotidianità.

Il radicamento porta ad una forza interiore e a una stabilità – anche emotiva – che va coltivato quotidianamente per non farsi sopraffare, per continuare a vivere delle piccole e grandi gioie che ogni giorno di Vita porta con sé, anche e solo per il fatto di esistere e di fare parte di questo grande viaggio.

Fiori californiani consigliati:

Redwood: elargisce grande energia fisica, lavora sulla spina dorsale, sul ripristino energetico del corpo fisico, agisce sulla buona salute in generale.

Mariposa Lily: per riconnettersi alla matrice materna, farla propria, per sentirsi accolti e amati dal femminile sacro. Per essere madri di se stessi.

Splendid Mariposa Lily (gamma Range of Light): connessione con la Madre Terra, con lo spirito materno ancestrale; utile per sanare il dolore che l’Anima percepisce a causa di guerre, disuguaglianze razziali, disastri ecologici e umanitari.

“Where’s your backbone, brother?”

“Dov’è la tua spina dorsale, fratello”?

Libri consigliati

Copertina del libro 'Trattato di Funambulismo' di Philippe Petit, con un'immagine in bianco e nero di un acrobata in equilibrio su un filo.

Sembra non c’entrare nulla con l’argomento, apparentemente all’opposto di questo articolo, Radicamento. In realtà non c’è nessuno di più radicato di un funambolo, professionista come Philippe Petit. Ho imparato molto da questo testo, sono lezioni di vita importanti quelle che da lui parlando di funambolismo. Philippe Petit durante le sue esibizioni è pienamente presente, radicato al filo, sospeso nel cielo, con una concentrazione assoluta, totale. E questa presenza, questa fiducia in ogni suo passo e in se stesso, cosciente di non potersi permettersi alcun errore di distrazione, sono sinonimo di potente radicamento: se durante le camminate sul filo fosse stato, per un istante solo con la testa tra le nuvole, non avrebbe potuto fare quello che ha fatto. Sarebbe morto cadendo.

“L’errore è partire senza speranza, lanciarsi senza fierezza nella figura che si è certi di mancare” P. Petit

“Non ho mai paura sul filo, sono troppo occupato. Temete qualcosa, lo so benissimo. Di che cosa avete paura?” P. Petit

“I limiti esistono soltanto nell’anima di chi è a corto di sogni” P. Petit

Assenza: non sempre è come sembra

La mancata presenza fisica di una persona che si vorrebbe avere al proprio fianco, non sempre è sinonimo di pura assenza nel senso di mancanza o carenza. A volte quel vuoto è semplicemente uno spazio preparatorio, una sorta di anticamera energetica che precede un evento: esso rappresenta uno spazio sacro, un momento necessario all’interno del quale è importante sentire se stessi nell’attesa di ciò che si desidera. Capire se si è pronti ad accogliere il proprio voluto desiderio. E se quel desiderio è chiaro, definito e soprattutto scelto. Personalmente scelto, senza condizionamenti esterni.

Il vuoto percepito dentro se stessi va compreso, prima ancora di essere colmato. La distanza o l’assenza temporanea da una persona non determina il fatto che questa non sia presente nella nostra vita. Anzi, in alcuni momenti la possiamo sentire molto più presente e di sostegno seppure nel mondo fisico non sia momentaneamente manifesta. Questo accade quando si verifica una connessione – o allineamento – spirituale ed energetico tra le due parti. Un pensiero, una preghiera, un profondo desiderio comunicano anche durante un’assenza fisica. E i messaggi arrivano, quasi la presenza fosse toccata a pelle.

Al contrario, quante volte è capitato che, nonostante una presenza fisica accanto, ci si sentisse soli e abbandonati? Allo stesso modo questa realtà energetica è reale: presenza, ma in realtà assenza. Quando la presenza è assenza, tanto vale a parer mio, valutare solo l’essenza di se stessi. Quante volte in coppia o in compagnia ci si è sentiti soli e vuoti? Eppure la fisicità era presente. Mancava una presenza di spirito, mancava un livello energetico predisposto ad esserci, a supportare, ad ascoltare, a restare: una presenza tanto consistente da poterla sentire persino … in sua assenza.

Attraverso il mondo onirico si svolgono situazioni che, molto probabilmente, prenderanno forma – in un momento opportuno – nel mondo fisico; e, in ogni caso, s svolgono su un altro piano esistenziale, quello energetico. Non vedere – o sentire – una persona per settimane non significa essere disinteressati: a volte significa piuttosto crescere dentro per farsi trovare pronti. O dare spazio prima a se stessi per essere completi il più possibile.

L’assenza data una dipartita improvvisa e dolorosa può essere sostenuta dal mondo spirituale: i nostri predecessori, gli avi e le forze spirituali sostengono e proteggono la vita individuale dei propri cari che vivono nel mondo fisico.

Alcuni specifici rimedi floreali aiutano a sostenere questi processi per andare oltre ad un vuoto interiore percepito, come fosse un vuoto abissale.

Angel’s Trumpet fiore californiano: rimedio insostituibile quando si vive un lutto. Questo fiore aiuta semplicemente e delicatamente ad accettare la morte, l’assenza fisica, a colmare l’abisso interiore grazie alle forze supreme che sostengono l’individuo in un processo di accettazione della morte.

Cherry Plum fiore di Bach: quando un atteggiamento di perenne e assoluto controllo sugli eventi e sulle persone scollega l’individuo dal lasciarsi andare al flusso della vita. Cherry Plum dona la capacità di affidarsi e lasciarsi andare ad un potere superiore.

Bleeding Heart fiore californiano: per sciogliere il senso di attaccamento e di vuoto dato dalla mancanza o dalla perdita di una persona amata. Quando la separazione tra due soggetti è vissuta come un lutto. E in caso di lutto. Il fiore aiuta a gestire e ad affrontare il senso di attaccamento, aiuta a ritrovare se stessi nella propria indipendenza emotiva e autonomia affettiva.

“Your shadow moves across a lonely room”

Film consigliati:

Copertina del film 'Nosso Lar', con il titolo in evidenza e immagini di personaggi sopra un paesaggio futuristico.

Interessante o Interessato ?

La lusinga dell’interessamento non di rado porta a prendere strade che spesso non corrispondono al vero benessere destinato all’individuo: si cede all’ego sottostimato o alla carenza di affetti davanti a parole o gesti immediati di elogio e carinerie. Qualcuno è interessato alla nostra persona, ma è d’altro canto davvero interessante?

Non è facile capire realmente da cosa si sia attratti: le dimostrazioni di “amore immediato”, il ricevere “tutto e subito” nel nome della “fiducia” sono esche molto ambite. Alcuni gioielli però, risiedono nel profondo, oltre alle parole, oltre a gesti impressionanti, oltre al compiacimento, al love bombing. Alcuni gioielli sono rari e spesso non ci si sente all’altezza di indossarli: nel mondo delle relazioni alcuni sono interessamenti a senso unico e si finisce che una delle parti sceglie di adeguarsi senza sentirsi veramente o profondamente attratto.

L’abitudine ad elemosinare calore affettivo conduce a un livello mediocre la personalità, che tenderebbe piuttosto al meglio per se stessa, per natura, per evoluzione. Come evitare di cedere a dimostrazioni ed elogi da parte di qualcuno di interessato alla nostra persona, ma non davvero interessante per se stessi?

Sentire. Ascoltare. Nonostante i gesti o le parole, ci si sente al sicuro? Il sistema nervoso è tranquillo, la mente calma? O si sragiona, i pensieri sono fuori controllo? Si vive un senso di stabilità al fianco a questa persona o di instabilità, di confusione? I messaggi e le azioni sono coerenti o si annullano dimostrando il contrario e gli opposti di volta in volta? Ci si sente confusi o tranquilli, a proprio agio o in pericolo? Ci si adegua e converte a ciò che viene mostrato e detto anche quando non lo si condivide fino in fondo? Si ha una vera attrazione, anche fisica, oppure no, ma si cede a lusinghe perché “così va fatto” o così “non si fa brutta figura” o, ancora, così non resto solo/a?

L’adeguamento o l’interessamento a senso unico e l’assenza di una sana condivisione egualitaria reciproca, difficilmente portano ad un rapporto sano. Quando questa dinamica la si riconosce, si può decidere di cambiare direzione: nessuno è obbligato a stare dove non si trova bene.

Così, scegliendo per se stessi, si sceglie anche per il proprio destino: dove stare – e con chi – e dove non stare. Domandarsi se si è realmente interessati a qualcuno o se l’interessamento di qualcuno ha convinti a restare anche quando le condizioni non sono esattamente favorevoli, o piacevoli.

Be aware of your choice.

Siate consapevoli delle vostre scelte.

Fiori consigliati:

Cerato fiore di Bach, per credere in modo indiscusso al proprio sentire.

Buttercup fiore californiano: per ripristinare il senso di autostima nei confronti di se stessi.

Echinacea fiore californiano: per ricostruire un’identità spezzata.

Take it
Take it back
All the doubt and the lack
And that knocking sense
Of insecurity

Ajna: l’arte di vedere oltre

Quanto più ci si focalizza su un obiettivo, quanto più il corpo è predisposto a raggiungere quella direzione: il corpo va dove lo sguardo si posa. Questo è uno degli insegnamenti dello yoga. Quando l’obiettivo è sfocato o poco chiaro, i segnali di ritorno sono altrettanto confusi: scegliere accuratamente e visualizzare quello che si vuole è determinante per ottenerlo. Ma c’è un altro fattore da tenere in considerazione: la lente attraverso la quale si guarda il proprio obiettivo, la lente attraverso la quale si guarda il mondo. Utilizziamo la lente della sfiducia, del sacrificio, dell’amore che non esiste, del sarcasmo geloso per la fine di una relazione? O utilizziamo una lente focalizzata sul bianco all’interno del nero e viceversa – come suggerisce il Tao – una lente riflessa sulla fiducia, la perseveranza, i nuovi inizi, sulla vita piuttosto che la morte, sui vivi piuttosto che sui morti? Consapevoli o no del proprio punto di vista, la lente che adoperiamo per vedere il mondo rappresenta il mondo stesso. Ajna chakra – o terzo occhio – presiede al mondo come conseguenza di una visione interiore.

Il contesto sociale in cui si cresce diventa la lente e lo sguardo riflesso sul mondo, relazioni e situazioni di vita diventano quel mondo, diventano realtà. Un cambio di prospettiva interiore – una presa di coscienza – permette di vedere il mondo in modo differente, rifesso attraverso uno specchio diverso: attraverso gli occhi e le azioni dell’altro.

Il mondo esterno riflette l’universo che si cela dentro ognuno: la paura, la rabbia, il diniego, l’apatia, l’autenticità, la dolcezza, lo stupore, l’amore, la fragilità, la bellezza. Quando guardo il mondo con occhi diversi, il mondo cambia: la dignità, la fortezza, la sicurezza, la vulnerabilità, la gentilezza mi permettono di incontrare queste sfaccettature in una realtà personale e, conseguentemente, collettiva. Si guarda il mondo per quello che si è: se vogliamo vedere un mondo migliore, è necessario vedere il bello prima dentro se stessi.

Fiori consigliati per un cambio di prospettiva:

Gorse fiore di Bach – per passare da una modalità di depressione ad una di speranza, iniziare a vedere la luce dove si trova il buio.

Sweet Chestnut fiore di Bach – speranza di vita, di risoluzione dopo aver attraversato la Notte buia dell’Anima, il senso della speranza ad un’ottava superiore, la luce in fondo al tunnel.

Queen Anne’s Lace fiore californiano – aiuta a focalizzarsi e vedere prima dentro se stessi, poi fuori, cambio di prospettiva e proiezione interiore; utile a chi ha problemi di vista.

Primo piano di una maschera egizia antica con tratti dorati e dettagli blu, focalizzandosi sugli occhi.

Per saperne di più:

Copertina del libro intitolato 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un fiore di loto su uno sfondo astratto dai toni caldi.

“Sometimes when I look deep in your eyes I swear I can see your Soul”

Vishuddha: manifestare se stessi

Vishuddha chakra di colore azzurro/blu si trova al centro della gola, proprio nel punto della fossetta. Legato all’elemento suono, Vishuddha da un punto di vista fisico governa la tiroide, la gola, le corde vocali, la laringe, la faringe, il collo. Da un punto di vista esistenziale invece, all’interno di Vishuddha esistono situazioni famigliari e personali legati all’auto espressione, al fallimento o al successo, ai segreti, le bugie e le parole non dette, alla Verità, alla creatività, alla realizzazione dei progetti. La manifestazione di se stessi passa attraverso una strettoia dettata dal cuore e dalle visioni e intuizioni del terzo occhio, Ajna chakra.

Cosa significa manifestare se stessi? Significa esseri visti attraverso la propria voce, il proprio essere; significa mostrare cosa si ama, mostrarsi a chi si ama, mostrare il proprio ruolo nel mondo come Anima incarnata, mostrare amore verso se stessi. Significa parlare, cantare, usare l’arte o qualsiasi forma di ingegno e metterla al mondo. Vishuddha si occupa di rendere manifesto un pensiero, un sentimento, una volontà, là dove rendere manifesto significa rendere visibile.

Verità è la parola chiave di questo chakra e di questa epoca, o forse di tutte le epoche. Il Verbo terrorizza più di qualsiasi azione. Spegnere voci è un modo per sopprimere la dichiarazione di esistenza degli individui: attraverso la voce e le azioni sappiamo di esistere. Questo è il ruolo del chakra della gola, potersi esprimere nella forma dell’Anima e che l’Anima ha chiesto di sperimentare.

Nel chakra della gola risiede la creazione ad un livello più sottile.

La manifestazione fisica di un individuo data dal potere creativo-riproduttivo del primo chakra Muladhara può essere fatta fisicamente sparire. Mentre la manifestazione creativa di Vishuddha non può morire: dal momento in cui si manifesta, qualcuno è già pronto ad ascoltare. Le parole che le orecchie odono non vanno nel dimenticatoio: esse cadono nel conscio e nell’inconscio sviluppando nell’individuo una nuova informazione da gestire che cambierà per sempre il suo modo di vivere.

L’afonia di espressione di un individuo attuata per timore, per obbligo, per ricatti imposti compromette l’integrità di una persona. Il taciuto e l’inespresso troveranno comunque una via di uscita per urlare la propria Verità, per manifestare la propria esistenza. Esprimere la propria verità significa rispettare se stessi.

Quanto c’è ancora da dire, da creare, da fare? Quanta bellezza c’è ancora bisogno di manifestare? E quanta Verità deve ancora venire alla Luce? Conoscere la Verità significa arricchire la propria coscienza.

Fiori californiani suggeriti:

Indian Paintbrush – spinta e vitalità nel portare avanti progetti e idee.

Iris – incentiva l’espressione creativa, quando c’è “il blocco dello scrittore”.

Lady’s Slipper – per ritrovare e perseguire il proprio talento, per valorizzare le proprie abilità anche nel quotidiano.

E’ una grande responsabilità quella di usare la propria voce per tutte quelle persone nel mondo che non sono mai state ascoltate anche quando urlavano

Statua di un uomo con una tunica e un libro, che guarda con espressione seria.
“Tremate più voi nell’esprimere questa sentenza che io nell’ascoltarla”
Giordano Bruno

“Be yourself is all that you can do”

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di una fioritura di loto in tonalità violacee e arancioni.

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Manipura: credere in se stessi attraverso l’azione

E’ attraverso le azioni che confermiamo noi stessi grazie a capacità e qualità personali; l’azione, in un mondo fisico, vale più di una parola. E’ dimostrazione – prima verso se stessi poi verso il prossimo – della propria fiducia, del credere in se stessi nella volontà del fare, è manifestazione.

Il movimento è dato da un’intenzione, da cosa si vuole ottenere e raggiungere. L’intenzione è individualista, parte da Sè, dall’ego, che non significa per forza egoistica, come molti tendono a confondere – rigidità e dogmi interiori non ammettono pareri, opinioni e conseguentemente azioni diverse da quelle che non rientrano nei propri schemi.

L’azione è affermare se stessi. Anche la completa non azione afferma e dimostra chi si è – che è azione a sua volta, nel momento in cui si è consapevolmente intenzionati a non agire, per scelta.

Nell’immenso bacino del terzo chakra Manipura, si può attingere anche ad altre facoltà oltre al potere della volontà che dirige un’azione: è possibile infatti avere accesso a dignità – che rende un essere umano un guerriero di spirito che lotta per la propria sopravvivenza e quella degli altri – e meritevolezza, caratteristiche fondamentali per trovare e riuscire a stare nel proprio posto nel mondo senza elemosinare, con la fierezza di chi sa di meritare il meglio dalla vita, dal mondo. Facoltà non sempre implicite, ma che è possibile alimentare e riscoprire.

Di certo un consiglio che posso elargire è dato da un paio di fiori californiani fondamentali che aiutano questo processo. Beh, citiamone qualcuno in più…

Echinacea per ripristinare un ego spezzato da traumi profondi antichi e recenti.

Buttercup per alimentare il fenomeno della meritevolezza nei confronti della vita.

Sunflower per riequilibrare un eccesso di ego e al contempo una svalutazione dello stesso.

Centaury fiore di Bach per smettere di elemosinare dalla vita.

Che questo viaggio nonché azione del vivere, sia il più profondo possibile .

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un loto su sfondo luminoso.

Svadhisthana: movimento e direzione

Svadhisthana significa “Dimora del sé“, luogo del sé. Il secondo chakra, in movimento, è identità emotiva: se il sé ha una dimora, significa che ha confini, una stabilità propria ed è esso stesso punto di riferimento. L’immagine simbolo del chakra ci ricorda che la luna è un elemento femminile e che il perpetuo movimento della luna ha il potere di muovere le maree, i liquidi all’interno del corpo umano – l’80% – e tutto ciò che è emotivamente stagnante.

Svadhisthana, pur avendo una dimora, è rappresentato da un movimento – un movimento interiore, una direzione interiore, una decisione interiore. Svadhisthana ricopre la dualità dell’essere o non essere, delle scelte che danno gusto alla vita, che fanno stare bene. Gusto e piacere vanno di pari passo in questa dimora. Il movimento è una decisione presa. L’indecisione crea stallo, un blocco. Quando questo blocco si presenta è utile richiamare il Sé alla sua dimora e domandargli cosa lo fa stare bene o, dall’altra parte, cosa lo appesantisce. Lì sta la risposta e nella risposta c’è una direzione, dunque un movimento.

Intestini, pancreas, reni ma anche il senso del gusto – e del buon gusto – vengono associati a Svadhisthana; blocchi intestinali, problemi legati all’intestino, funzioni metaboliche scarse, insufficienti o compromesse, sono sinonimo di un Sé che non si trova a proprio agio nella sua dimora. Quanti no ci si rifiuta di dire? Quali confini non sono stati ben definiti e quali decisioni utili al proprio benessere sono state omesse? Il corpo risponde a ciò che lo spirito ottiene. Se la dimora è stata invasa, è il caso di riprendersi le chiavi di casa.

Chocolate Lily fiore californiano, risponde esattamente a queste domande, lavorando fisicamente sul ripristino di metabolismi fisici che hanno momentaneamente perso la propria naturale stabilità. Così come il dare e l’avere, equilibri anch’essi spesso dissonanti, la dimora interiore sollecita nel ripristinare i propri spazi sacri e condividerne altri solo per il piacere – e con il piacere – di farlo, senza obblighi, senza schemi, senza false identità.

Questo e molto altro nel libro:

Copertura del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, che presenta una rappresentazione colorata e luminosa di un fiore di loto come simbolo del secondo chakra, Svadhisthana.

Muladhara: il momento di stare

Il simbolo di Muladahra contiene la parola “radice” in modo ridondante: al suo interno il termine sanscrito mula significa radice. La parola sanscrita si trova all’interno di un triangolo a testa in giù, elemento alchemico che simboleggia la terra che, a sua volta, si trova contenuto in un quadrato, altro simbolo riconosciuto ai quattro lati del pianeta e sinonimo di stabilità.

Radice, terra e stabilità sono al centro di un disegno più ampio, un fiore – l’origine della vita – a quattro petali che, a ben guardare sono doppi, uno all’interno dell’altro come a rimarcare il potere della stabilità dato dal numero quattro, gli angoli e i lati perentori e affidabili del quadrato.

La stabilità è terra, è Madre terra, è bosco, Natura, è ossa, piedi e gambe, concretezza nelle cose della vita, materia – da mater – temperanza, stabilità, consistenza, sicurezza. E’ esistenza nel momento presente, l’unico attimo da non perdere. E’ centratura su se stessi e per se stessi, è essere radicati ma flessibili al vento: la troppa rigidità nel radicamento spezza, frantuma, rompe.

Il rimedio floreale associato per eccellenza a Muladhara, fiore dai quattro petali “doppi” l’uno contenuto nell’altro, è Evening Primrose fiore californiano. Evening Primrose è il punto di partenza della propria vita all’interno della materia: promuove lo scioglimento di tensioni, impressioni, sensazioni ricevute e rimaste impresse nell’utero materno – l’uno contenuto nell’altro – e nei primi mesi di vita. Tensioni che riguardano lo stato di famiglia, un sistema famigliare; precarietà, instabilità, senso di mancata sicurezza trovano risposte nell’uso di questo rimedio che, tutt’altro dal “credere o non credere” se funziona – in fondo, tutto è una credenza – o se non funziona, va profondamente a sollecitare questioni di vita impresse sin dal primo composto di materia, o incarnazione quale che siamo stati e siamo tutt’ora.

Il sangue e la carne che genera un feto sono ancestrali e generazionali, passati da donna a donna, da unione a unione, da credenza famigliare a credenza famigliare. Per questo è importante riuscire a stare dentro se stessi, con fortezza e fiducia, flessibilità e radicamento.

Il sistema dei chakra abbinato ai rimedi floreali: questo e molto altro nel mio libro.

Copertina del libro 'Chakra e Rimedii Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un fiore di loto multicolore su sfondo sfumato.

Guarire il passato: l’incredibile lavoro di Evening Primrose e Saguaro, fiori californiani

Quando il mix di fiori californiani è particolarmente azzeccato e la persona predisposta ad un cambiamento profondo, l’azione di alcuni fiori californiani agisce ad un livello profondo manifestandosi tramite sogni che parlano davvero chiaro: una modalità che ha il subconscio di comunicare eventi e fatti accaduti che non sono stati esattamente – o per niente – elaborati dalla coscienza.

La miscela perfetta data dai fiori californiani Evening Primrose e Saguaro ha un effetto quasi paragonabile ad un incontro di Costellazioni Famigliari: Evening Primrose agisce su tutte le impressioni ricevute nell’utero materno e nei primissimi mesi di vita; Saguaro riconnette a ciò che è stata una linea famigliare che si è svolta per molto tempo, affinché venga riconosciuta e onorata.

Saguaro permette di contattare schemi famigliari che si sono protratti nel tempo, atteggiamenti ancestrali che dai nostri avi, anche tramite un discorso genetico, si sono instaurati nella nostra vita: alcuni modi di fare però e ad un certo punto, non risultano essere più consoni ad un cambiamento interiore e Saguaro aiuta a riconoscere che il passato degli antenati è passato, ma va visto e riconosciuto, consacrato, per poter essere lasciato andare. Saguaro mostra chi ha varcato la soglia e chi, ancora oggi e nonostante il passaggio del tempo, teniamo legato a noi sebbene la soglia sia stata oltrepassata. Questo attaccamento non è sano per entrambe le parti: ai vivi non permette di vivere pienamente e ai morti non permette di procedere nella propria evoluzione oltre al velo. Saguaro mostra chi abbiamo lasciato andare e chi no, dispiega i suoi petali affinché venga riconosciuto come sacro sia il passaggio che l’esistenza di chi ci ha preceduto per concedere a noi stessi e alla nostra di vita di continuare, piena di Vita!

Evening Primrose svolge un ruolo fondamentale per sciogliere impressioni ed eventi rimati impressi nell’utero materno, non solo da parte di nostra madre, ma anche nel proprio. Riconoscere un feto mai nato, un aborto, dare un nome a figli mai nati, significa riconoscere un’anima che ha fatto un breve percorso terreno nella nostra vita incarnandosi, anche se per poco tempo – o il tempo necessario. Il riconoscimento di bambini mai nati riporta, ad un livello famigliare e cioè su tutti i membri della famiglia, un ordine preciso, un riassestamento energetico che sblocca situazioni stagnanti e ripetitive. In questo modo la vita vera può procedere.

La combinazione di questi due fiori californiani agisce non solo sulla persona che li assume ma, su un piano esistenziale, si muove sia sulle generazioni passate che su quelle future – figli, nipoti.

Un lavoro energetico famigliare sorprendete quello di Saguaro e Evening Primrose abbinati insieme: lo consiglio per chi intende iniziare a risolvere dinamiche personali e famigliari di cui spesso non se ne conosce l’origine perché radicate in un passato lontano. Ma è da lì, dalle proprie origini, che hanno sede e risposta molte dinamiche.

Portiamo nel Cuore profonda e infinita riconoscenza verso la matrice da cui si proviene, i nostri avi: essi ci hanno donato la Vita, se esistiamo è grazie a loro.

Chakra e Rimedi Floreali: why not?

Venti anni fa ho iniziato un percorso personale con Ricercatori di Verità, insegnanti di meditazione e di crescita personale; qualche anno più tardi ero ad un bivio nella mia vita, una spaccatura tra lo studio dell’Ayurveda e lo studio della Floriterapia. Scelsi la seconda opzione. Durante un corso a Bologna sui fiori Californiani, quell’anno venne una nevicata straordinaria che non mi permise di raggiungere Bologna per finire l’ultima sessione del corso e avere il diploma cui tanto ambivo.

Dopo quell’accadimento non mi sono arresa e ho avuto l’onore e la fortuna di frequentare altri corsi con personalità di altissimo livello in ambito di floriterapico: Julian Barnard detentore della casa di Bach e del suo sito nel Galles, il Dottor Orozco, i medici Athul e Rupa Shah per i rimedi Himalayani. Un grande privilegio.

Nel corso di quegli anni di pratica e di studi, l’idea di unire queste conoscenze che andavano dalla Floriterapia alla conoscenza – e coscienza – di se stessi tramite l’approfondimento del sistema Chakra, andava sempre più crescendo e manifestandosi, tanto da iniziare a scrivere un testo che avrebbe preso circa quindici anni della mia vita, unendo a queste due materie anche concetti fondamentali di Metamedicina.

Solo quest’anno, nel 2025 e dopo il giusto allineamento planetario che mi ha permesso di trovare un’editore che ho apprezzato molto, una correttrice di bozze che porta il mio stesso nome e dalla caparbietà molto simile, un editor di immagini davvero perspicace, è uscito il tomo e manuale – perché di un manuale si tratta – di oltre cinquecento pagine di esperienze di vita e ricerca che ho voluto condividere. Magari anche soluzioni efficaci.

Sperando possa essere di gradimento, perché non pensare ad un regalo di Natale diverso dal solito, con argomenti che toccano spiritualità e praticità di vita con metodi risolutivi tramite l’uso delle frequenze dei Fiori?

Il testo si divide nella descrizione dei 7 Chakra all’interno dei quali c’è un ulteriore suddivisione tra la parte fisica governata da ogni chakra e la parte esistenziale: ogni chakra racchiude schemi di vita, situazioni di vita. E per ogni chakra ed ognuna di queste due realtà, fisica ed esistenziale, il libro offre più soluzioni tramite l’uso dei rimedi floreali (fiori di Bach, Californiani e Himalayani) ancora una volta rivolti sia ad una parte fisica dell’individuo, che esistenziale come possibile soluzione di temi che coinvolgono la vita ordinaria di oguno.

Mi auguro possiate avere voglia di accedere a questo testo con curiosità e il desiderio di acquisire nuove informazioni in merito e grazie a ciò che il Dottor Bach disse molto tempo fa e senza il quale anche questo libro non sarebbe forse potuto esistere:

Guarisci te stesso

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, che esplora il sistema dei Chakra e i rimedi floreali, con un'immagine centrale di un fiore.

Quando l’ego è utile – anche alla collettività

Per decenni con l’arrivo delle pratiche orientali e grazie ad un mix di buonismi religiosi e perbenismo nutrito dal quieto vivere, l’ego è stato demonizzato e spodestato dal proprio trono e cacciato nei meandri di uno stanzino buio con pareti di gommapiuma.

Un errore enorme.

L’identità di un individuo è data dall’ego che rappresenta la casa della personalità. In assenza di ego o di un ego sottostimato l’individuo è alla mercè di chiunque e l’assenza di un’identità stabile e forte fornisce, a chi ci si trova di fronte, la possibilità di “occupare” quella casa, approfittare della persona.

L’individualismo è utile alla persona nel momento in cui serve innanzitutto se stesso, il proprio benessere, utile per le migliorie personali, per autodifesa, per potersi affermare nel mondo.

La confusione nasce nel momento in cui un ego sottostimato decide di farsi forte a discapito di altri o sulla pelle degli altri: questo non è un ego sano e la differenza è sostanziale.

Un ego sano è per se stesso e poi per gli altri, al servizio. Un ego sano permette all’individuo di passare dalla propria unicità al cuore, un’identità collettiva, e a quel punto il cuore è salvo dall’invidia, dalla rabbia, dalla disperazione di elemosinare.

L’ego sano è portatore di dignità, fierezza, meritevolezza – il dizionario non ha riconosciuto il termine e lo ha dato come “errore” da correggere. L’ho aggiunto al dizionario. Questo significa che il diritto di ricevere dalla vita non è un termine conosciuto, non per tutti almeno, forse per pochi. Questi elementi e frequenze sono i componenti di un ego stabile, sano per l’individuo e la collettività, senza supremazia, da condividere, insegnare, spiegare, motivare.

L’alternativa è vivere di reazioni istintuali dettate da una carenza di queste tre frequenze, segnate da una sottostima mai veramente riconosciuta ed elaborata.

Echinacea fiore californiano per ricostituire un’ identità spezzata.

Centaury fiore di Bach per redimersi dalla disistima di sé.

Buttercup fiore californiano per ripristinare il senso di meritevolezza.

Heather fiore di Bach per sentirsi visti e considerati senza la necessità di dover sopraffare gli altri.

Ognuno è unico.

Valorizziamo una sana unicità per creare una sana collettività.

Insegnamenti di Floriterapia

Consulenze

Sicurezza e Fiducia: i fondamentali

Quando si perde la fiducia in una relazione o nei confronti di una situazione di vita, si perde il senso stesso di quella relazione: si annulla la stima, a volte anche l’autostima, le situazioni non sono più come prima, ma completamene trasformate e l ‘atteggiamento interiore cambia radicalmente.

Perdere la fiducia è una conseguenza del non sentirsi più al sicuro: intimamente, fisicamente, psicologicamente. Il senso di “protezione” e di sicurezza che viene a mancare ha un impatto profondo e indelebile nella memoria cellulare del corpo fisico e questa situazione intacca il sistema nervoso. Gli organi del corpo, la pelle, i sensi memorizzano il trauma e reagiscono quando si ritrovano di fronte alla stessa situazione, istintivamente.

Uscire da uno schema – oltre che da una situazione – in cui la propria sicurezza è stata minata o minacciata richiede tempo, pazienza, presa di coscienza, rassicurazione. Questi elementi, prima di potere nuovamente subentrare tra i pori della pelle, necessitano di essere integrati interiormente, in un ambiente nuovo, distante, sicuro e protetto.

La sicurezza è la base su cui poggia la fiducia; si tratta della certezza di potere esistere nel mondo ed essere – o esprimere – se stessi senza alcuna conseguenza negativa. Significa sentirsi al sicuro nell’esprimere pareri contrari, nel prendere decisioni diverse, nella libertà di cambiare direzione quando si vuole.

Nel momento in cui ci si accorge che la propria vita deve essere nascosta, difesa, sottratta, quello è il momento di cambiare direzione, per onorare la vita stessa. Il senso di colpa che ne subentra, soprattutto nei confronti di se stessi per essere caduti in una situazione dove la sicurezza personale è stata minata, vanno attraversati velocemente, senza lasciare adito ad altro se non ad una visione risolutiva del momento: vivere con la percezione che la propria vita sia in pericolo da un momento all’altro, non è normale, né accettabile.

Rimedi floreali consigliati per uscire da situazioni simili: Black Cohosh, fiore californiano, per evitare di attrarre nella propria vita situazioni degradanti e pericolose per la vita stessa. Buttercup, fiore californiano, per ripristinare il senso di dignità e fierezza che permette di evitare tali situazioni oltre allo sdegno, oltre alla sottovalutazione, oltre al degrado.

Inoltre, occhi e sensi aperti.

Consulenze individuali

Corsi di Formazione coi fiori di Bach, fiori Californiani, fiori Himalayani

Quale seme nutrire?

Praticando kickboxing per un breve periodo e tutti gli annessi allenamenti intensi che precedono questa pratica, l’energia che ne emerge è immensa, forte e intensa. Un’energia che va ben direzionata, insieme all’uso focalizzato della mente, una mente che si abitua ad essere pronta ad una risposta conseguente ad un colpo inferto, ad un attacco, ad una tattica per colpire l’avversario. Questa condizione attiva un’energia fisica di grande impatto, risveglia e richiama moltissima adrenalina e noradrenalina, ormoni chiamati al rapporto dalle ghiandole surrenali nel momento in cui è necessario attivarsi per la fuga o per la lotta alla sopravvivenza.

Sentire scorrere nelle vene adrenalina e abituarsi ad essa è come essere sotto l’effetto di una droga: poi non si riesce a smettere anzi, la si ricerca sempre più spesso. Significa che le cellule del corpo richiamano a quella frequenza e cioè a quella specifica situazione tanto che, ad un certo punto, cresce maggiormente dentro di sé la tensione per il conflitto, la volontà della sfida corpo a corpo, la propensione a cercare la provocazione per fare secernere ancora una volta adrenalina.

Una volta divenuti consapevoli di questo “richiamo” interiore pericolosamente provocatorio – perché non tutti i match si vincono e c’è sempre un prezzo da pagare per la lotta o i colpi inferti – è altrettanto utile rendersi conto che un certo tipo di atteggiamento attira esattamente la controparte necessaria a combaciare con la frequenza emessa – e in sordina, voluta.

Nel momento in cui mi preparo – e sono pronto – a lottare, la lotta mi verrà incontro. Prepararsi alla lotta non è un messaggio di pace in particolare nei confronti di situazioni che, esattamente come me, sono pronte a lottare. Nel preciso momento in cui si è coscienti di questo atteggiamento interiore e delle conseguenze che esso comporta – la sfida, la perdita, la possibile morte, la disfatta interiore o altro ancora – è possibile scegliere.

Scegliere se la propria condizione interiore di essere umano è pronta al sacrificio, alla perdita, alla morte e se è questo quello che desidera più ardentemente al netto di condizionamenti esterni. Oppure scegliere un’altra condizione, non senza grinta o spessore, ma con la Verità in corpo, la spada della separazione tra il Bene e il male affilata e pronta a distinguersi dal pensiero comune, da reazioni istintuali piuttosto che mediate, pronta a differenziarsi dal resto del mondo.

L’ombra della guerra è lo specchio di un conflitto interiore. Urge fare pace con se stessi ed allinearsi alla propria verità interiore, abbandonare schemi mentali famigliari e sociali, vedersi piuttosto come singolo essere umano e domandarsi quale scelta, in prima persona e senza il sostegno di alcuno, si adotterebbe realmente nel profondo di se’. Avere davvero il coraggio di sostenere fino in fondo e affrontare in prima linea le proprie convinzioni – o sensi di colpa.

Com’è possibile attuare un cambiamento interiore? Allinearsi con la propria Verità profonda, comprendere se una parte “in lotta” ci appartiene e, se così fosse, domandarsi quale tipo di nutrimento le si vuole concedere. Rimedi floreali consigliati:

Spreading Phlox rimedio californiano della gamma Range of Light per ritrovare l’allineamento con la propria vera natura interiore; permette di schierarsi ad un livello orizzontale (con la società e il vissuto quotidiano con altri individui) e verticalizzato (cosa desidera l’aspetto più elevato del mio essere?).

Spotted Gliciridia rimedio himalayano (linea AUM) per stanare il leader oppressivo che appartiene ad ognuno nei reconditi angoli dell’essere, quell’aspetto inferiore e istintuale che pensa di non poter vivere senza sottomettere o annientare l’altra metà di se stesso – identificato negli altri – ma senza il quale egli stesso non esisterebbe. Questo rimedio ripristina inclusione e rispetto verso coloro che non sono allineati con i medesimi principi, espande i moti del cuore verso un atteggiamento servizievole e compassionevole, di comprensione e accoglienza dell’altro.

L’altra metà della mela non riguarda qualcuno o qualcosa di esterno: riguarda – e guarda sempre – a se stessi. Il mondo è lo specchio di ciò che si è.

Quale seme si sceglie di nutrire?

Insegnamenti di Floriterapia, percorsi individuali e di gruppo coi Rimedi floreali e il sistema dei Chakra.

Esistenze Aggiornate (A Level Up)

Quando? Quando possiamo considerarci liberi da vecchi schemi mentali, atteggiamenti inconsci – o più o meno consci – ma auto limitanti, comportamenti ormai inadeguati per una personalità emergente e predisposta al nuovo?

Siamo pronti al nuovo quando le situazioni quotidiane che abbiamo sempre tenuto sotto presunto controllo, peggiorano, crollano, si intensificano nel dolore, raggiungono lo scempio, si acutizzano fino a danneggiare o minacciare l’identità fisica, emotiva e mentale.

Nel paradosso dell’intelligenza emotiva, a volte l’unico modo per cambiare atteggiamento nei confronti di se stessi e della vita per raggiungere livelli migliorativi e più stabili, è necessario toccare il fondo sino al degrado, alla degenerazione, all’incompiuta azione – o pensiero – esasperato come spinta evolutiva per dire a se stessi: “adesso basta”.

Determinati comportamenti e forme pensiero sono stati sacro santi per decenni nell’esistenza di un individuo come punto fermo e di salvezza, di protezione, di difesa. Ma, raggiunto un determinato livello evolutivo della personalità – indipendentemente da un fattore cronologico legato all’età – queste modalità diventano non solo tossiche, ma distruttive. Riconoscere la faccia dell’esasperazione e della degenerazione in cui ci si trova coinvolti, è l’inizio della risalita.

Come uscirne? Identificare il proprio ruolo all’interno di una relazione o di una situazione, dargli un nome e, a livello archetipico – simbolico, ma assolutamente pratico e reale – capire che cosa ha comportato questo ruolo per se stessi nel corso degli anni, cosa lo ha preservato per molto tempo e cosa ora lo distrugge. Esempio: il ruolo di madre è spesso un ruolo manipolatorio. Il manipolatore vuole controllare e controllare significa avere un’idea di potere sulla vita degli altri. Si domina chi si ritiene inferiore o chi si sceglie essere più “debole” o con una personalità mitigante. La supremazia del soggetto manipolatore-controllore la fa da padrona sino a quando tale rapporto di dipendenza non diventa distruttivo per entrambe le parti. La sudditanza ne è la controparte, insieme alla dipendenza emotiva ed affettiva.

Come uscirne? Dipende da che ruolo si sta giocando.

Cherry Plum fiore di Bach abbinato a Chestnut Bud coadiuvano una trasformazione interiore in merito al controllo sugli altri per dare fine ad un’azione, un atteggiamento che si ripete da decenni e che al momento attuale potrebbe essere decisamente fuori luogo, degradante e involutivo.

Chicory fiore di Bach quando l’arte manipolatoria di sottomissione degli altri è prevalente, quando “non si lascia vivere” all’altro la propria vera esistenza e la si vuole controllare ad ogni costo per timore della perdita.

Spreading Phlox fiore californiano della gamma “Range of Light” per sintonizzarsi con la propria natura interiore e permettere alla personalità di allinearsi con ciò che risuona “simile”, adatto, connesso.

Buttercup fiore californiano quando l’autostima e la dignità si sono persi nei meandri della disistima di sé, spesso ad un livello non conscio, un atteggiamento che si è adattato alle esigenze o stili di vita tossici o malsani. Per ripristinare il proprio valore interiore.

Fairy Lantern fiore californiano per attuare un processo di crescita interiore, di sviluppo, di responsabilità verso la propria vita; rimedio utile quando il processo di crescita interiore è rimasto bloccato e legato ad una dipendenza di tipo infantile.

Ed infine Borage fiore californiano per dare coraggio al cuore di vivere queste trasformazioni con la giusta “leggerezza”, per superare un senso di appesantimento o di sconforto, di sfinimento per non essere stati “abbastanza” o per essersi resi conto “tardi” degli eventi. Borage incoraggia il cuore al cambiamento e quando il cuore è incoraggiato, anche la mente si allinea.

Questi rimedi floreali non vanno assunti tutti contemporaneamente perché sarebbe controproducente: va analizzata una situazione personale per individuarne l’urgenza, la priorità. Ogni situazione è a sè stante.

Quali chakra sono coinvolti in queste azioni di trasformazione? Il quinto chakra in merito ai ruoli (Vishuddha), il quarto chakra in merito alle dipendenze (Anahata), il terzo chakra (Manipura) in merito all’autostima, all’atteggiamento dell’Io, alla crescita della personalità – vedi “Chakra e Rimedi Floreali. Il sistema dei Chakra abbinato ai Rimedi Floreali“.

Il grado di sofferenza e insoddisfazione è indice di quanto un cambiamento interiore sia indispensabile. Attuatelo con coraggio questo cambiamento perché la vita è nelle vostre mani.

Madri Chicory, figli Centaury: una questione di rispetto – e di confini

Il forte legame che tiene connessi un soggetto Chicory – fiore di Bach – ed uno Centaury – fiore di Bach – è dato da un’assenza di confini emotivi e dal timore inconscio di una relazione tra adulti. Cosa s’intende per “confini emotivi” e “soggetti Chicory” o “Centaury”?

Sani confini emotivi sono dati dalla capacità di sapere dire di no, di rifiutare richieste di continua disponibilità nei confronti del prossimo, nel saper definire i propri confini e riconoscere quelli altrui senza doversi giustificare o essere vittime di sensi di colpa.

Il soggetto Chicory in una condizione disarmonica evoca l’atteggiamento del “giver”, di colui che dona incessantemente, ma a caro prezzo: desidera a sua volta una devozione – e il controllo sugli altri – per quanto ha dato; Chicory risponde all’archetipo della madre, di colei che crea e distrugge i propri figli, se lo volesse.

Il soggetto Centaury in una condizione disarmonica è la controparte “devota” a Chicory:  in assenza totale di confini emozionali, incapace di dire di no alle richieste o pressioni esterne, ha una visione di se stesso miserevole – non vede il proprio valore, si percepisce inesistente alla vita, con un atteggiamento succube che lo vede maltrattato e disprezzato.

Per entrambi è difficile comprendere che esistono dei confini che vanno rispettati: Chicory non li rispetta – spesso in modo subdolo, ricattante – e Centaury non riesce a farli rispettare. Quando il soggetto Centaury si ribella e inizia a mettere confini, agli occhi del mondo è diventato un egoista. Quando il soggetto Chicory ridefinisce le proprie azioni nei confronti degli altri lasciando andare condizionamenti emotivi, risulta distaccato e disinteressato.

Chicory sta all’assenza di amore incondizionato come Centaury sta alla richiesta di amore incondizionato.

Da un punto di vista spirituale questa accoppiata è perfetta: energeticamente sono attratti l’uno dall’altro come magneti e la lezione – a senso alternato – da imparare per entrambi è amare se stessi con le proprie forze, in assenza di dipendenza reciproca, piuttosto in una nuova modalità adulta e alla pari delle proprie risorse, del proprio essere.

Non è raro che in uno stesso individuo risiedano sia atteggiamenti Chicory che Centaury, attuati e sviluppati a seconda di chi ci si trova di fronte: in ogni caso sarà fondamentale lavorare sull’amor proprio, l’indipendenza e l’autonomia, con il coraggio di affrontare una certa maturità interiore.

La dipendenza infatti, è il terzo soggetto in questione: una lezione di vita non acquisita sia per Chicory che per Centaury può trasformarsi in una condizione aggravata di sottomissione, di patologia, di abuso di sostanze, di ludopatia, di vincoli affettivi di sudditanza.

Sarà importante lavorare sul proprio cuore per Chicory, e ristabilire una connessione d’amore con se stessi e sulla propria personalità per Centaury, risalendo da una condizione di sottomissione denigratoria ad una di amore dedicato a se stessi.

Rimedi Floreali per la menopausa

Durante il periodo della premenopausa e della menopausa, la donna vive un profondo cambiamento interiore psichico e fisico. Gli ormoni si muovono per adeguarsi ad un nuovo ciclo vitale, preparandosi all’assenza del ciclo mestruale e di tutto quello che questa assenza comporta.

Gli sbalzi umorali possono essere all’ordine del giorno, così come le mutazioni interne del corpo che tenta di ristabilire un nuovo equilibrio; questo nuovo equilibrio è fondamentale e, prima lo si accoglie, prima gli eventuali disagi scompaiono. L’irrisolto con il proprio femminile interiore è alla base di spiacevoli atteggiamenti che tendono a ripudiare questo importante passaggio di vita, il risultato di tutte le esperienze che il ciclo mestruale ha portato nel corso degli anni. Se il ciclo mestruale è stato vissuto in modo invece naturale e senza sofferenze, sia umorali che fisiche, allora questo passaggio sarà accolto e compreso.

Innumerevoli sono i cambiamenti che la vita ci riserva e ci richiede, ma il momento del passaggio da donna a saggia, spesse volte è accompagnato da un ulteriore momento esistenziale che vede la donna affrontare questioni a volte fisiche relative a patologie, a volte ulteriormente esistenziali di confronto: cambiamenti che richiedono una ulteriore attenzione e centratura su se stesse, apprezzamento e amorevolezza. Per questo motivo l’uso di alcuni rimedi floreali può risultare particolarmente interessante. I Rimedi Floreali utili per accogliere questo momento sono dati dalla miscela dei Fiori:

Walnut – fiore di Bach – importante aiutante durante questa fase di passaggio; ha il compito di “proteggere” l’individuo da false credenze, dicerie, influenze esterne che possono condurre la donna a immaginare che la menopausa sia qualcosa di sconcertante o disturbante, aiutando a mantenere la centratura su di sè.

Scleranthus – fiore di Bach – attenua e ristabilisce l’equilibrio sia umorale che ormonale, ristabilendo una naturale armonizzazione tra alti e bassi, tra smottamenti interiori fisici e psichici, tra cui le ben note “vampate” di calore (che peraltro non tutte hanno).

Black Cohosh – fiore californiano – riduce la condizione di inadeguatezza verso situazioni che vengono vissute come minacciose per la donna e i suoi rapporti sociali, tendendo a ripudiare ulteriormente una nuova condizione fisica e psicologica. Questo ultimo è un rimedio fondamentale.

Ulteriori fiori in aggiunta possono essere:

Buttercup – fiore californiano – per ripristinare una sana autostima e dignità di se stesse.

Echinacea – fiore californiano – utile qualora l’integrità dell’essere e dell’individuo si sia sentita in un qualche modo disintegrata, data anche da frustrazioni del momento.

Per ogni rimedio floreale servono 2 o 4 gocce diluite in acqua all’interno di un flaconcino con pipetta; assumere più volte al giorno per due o tre mesi o più, al bisogno.

La menopausa rappresenta l’entrata della donna in una nuova fase di vita, tutta da scoprire, da sentire, da vivere: si tratta di un momento in cui si diventa creatrici, maghe, sagge, una fase dell’esistenza fondamentale per costruire o ricostruire se stesse e la propria vita.

Questa fase di passaggio rappresenta un portale: un’opportunità di eccezionale importanza per avvicinare le donne alle donne, le figlie alle madri, per condividere il femminile nel suo più ampio spettro di una vita in parte già vissuta, in parte completamente nuova e di scoperta.

Approfittate di questa condizione per riscoprire un nuovo sacro femminile. Rimanere nella propria identità e autonomia femminile è importante per rispettare se stesse e farsi rispettare.

Per consulenze individuali e corsi sia di gruppo che personali in merito alla floriterapia, potete visitare le pagine: consulenze individuali e corsi di formazione.

Uscire da false credenze – e da antichi schemi famigliari: dall’ego al cuore

Il passaggio da un atteggiamento legato all’ego ad un atteggiamento legato al chakra del cuore, è un passaggio che richiede pazienza e osservazione di sé: l’ego è capriccioso e ama avere il controllo delle situazioni, ma soprattutto ha un proprio punto di vista, specifico e “assoldato”, determinato da una condizione legata a falsi miti del tipo: “si è sempre fatto così” o “è sempre stato così”. Rimanere ancorati e aggrappati a questa condizione porta a rabbia e sofferenza, a lontananza da chi si ama e da ciò che si ama, porta a confusione personale.

Il passaggio dall’ego al cuore comporta un cambio di prospettiva, di punto di vista, di paradigma mentale. L’ego vuole avere tutte le ragioni, è capriccioso e si sente privato di qualcosa nel momento in cui “crede” di non essere visto, osservato, preso in considerazione. Il “ragionamento” del cuore invece è differente: esso cambia prospettiva, si mette nei panni dell’altro e osserva in modo differente; vede la prospettiva altrui e non solo la propria, riesce a surclassare l’egoismo per entrare in una forma di compassione che considera la vita altrui e non solo la propria.

Quando l’attenzione si rivolge per un momento all’altro, molti muri crollano riportando ad una pace interiore nella personalità dell’individuo e nei confronti delle proprie relazioni personali.

Come attuare questo cambio interiore?

La pratica di interagire con il proprio Cuore è il primo passo: gratitudine e compassione verso se stessi – mano sul cuore – e nei confronti del proprio albero genealogico e genetico; spesso si è reduci di antichi atteggiamenti legati alla famiglia ma di cui è possibile sciogliere il legame anche grazie all’utilizzo di alcuni rimedi floreali californiani.

Purple Monkeyflower aiuta in questo cambio di paradigma, aiuta ad uscire da un circolo vizioso legato a “è sempre stato così”, in concomitanza con i rimedi californiani che presiedono alle matrici famigliari: Baby Blue Eyes – legato alla figura paterna e a tutte le sue dinamiche inerenti – e a Mariposa Lily – legato alla figura materna (evitare di assumerli in contemporanea!).

Nei casi più cronici consiglio l’abbinamento con il rimedio di Bach Rock Water là dove la difficoltà e radicamento mentale di un cambio di paradigma è particolarmente solidificato. Ma per chi è abituato a cambiare di frequente schemi mentali o per chi ha una mente già flessibile, questo fiore può essere evitato.

Il cambio di paradigma non comporta solo un avanzamento da un punto di vista mentale, dall’ego al cuore, ma anche da un cambio di visione e interpretazione della propria condizione: dall’io all’altro. A quel punto l’ego viene messo a tacere insieme ai propri egoismi, ai propri soli e unici punti di vista, la rabbia riassorbita e trasformata in comprensione, sostenendo l’individuo nelle proprie scelte personali.

Come cita Ben Harper nella sua canzone “With My Own Two Hands“, utilizzate quelle due mani sul cuore per portare dentro voi stessi la gratitudine, la riconoscenza esatta e la compassione verso le vostre cellule e la vostra Vita, verso quegli aspetti dissonanti e disordinati, affinché avvenga un “I Rise“, un’ascesa, una risalita, una elevazione spirituale che allontana dalla sofferenza personale per dirigersi verso un’accoglienza collettiva.

Una mano sul cuore rappresenta impegno di onestà e dedizione verso se stessi.

La pratica è fondamentale, essenziale.

Ignavia: rimedi floreali per affrontarla

La mancanza di forza morale, la codardia e la viltà unita ad egoismo sono sinonimi di ignavia. Dante considerava gli ignavi persone incapaci di fare scelte e prendere decisioni pur agendo in modo arrogante nei confronti del prossimo e per questo li disprezzava, facendoli finire nell’Antinferno, il Vestibolo dantesco, un luogo in cui queste anime non si schierano né con il bene, né con il male.

Il vestibolo è un ambiente di passaggio tra l’interno e l’esterno prima di raggiungere un luogo o una stanza, si tratta di un’anticamera, l’anticamera per l’Inferno secondo Dante. Questo luogo di passaggio è anche un luogo di attesa sospesa in cui nulla avviene. E questo rappresenta esattamente la personalità che vive di ignavia, di accidia: apparentemente in movimento, ma fermo interiormente, un atteggiamento che tiene l’individuo sotto uno scacco di immobilità e immoralità interiore, di frequenti cambi di opinione nel corso di pochi istanti dall’aver affermato prima una cosa e subito dopo il suo esatto contrario.

L’ignavo non ama le responsabilità poiché il suo essere non è in grado di prendere posizioni, di conseguenza appare come una figura responsabile solo quando riesce a gettare la sua accidia sugli altri, insinuando sensi di colpa o di responsabilità mancata.

Questa personalità ha la caratteristica di riuscire a far trasalire il prossimo quando viene preso di mira, in particolare quando punta a coloro per i quali intimamente ammira ciò che non è in grado di essere: una personalità integra e moralmente stabile. La diffamazione è la sua arma per annebbiare o accecare, ma completamente instabile nel prendere una posizione di coerenza verso questi atti, dovendosi infatti appoggiare a qualcuno per essere sorretto dalle proprie inattività e scorrettezze interiori.

Essere vittima di ignavia è facile, in particolare per chi ha una moralità estesa e di spessore e non comprende nell’immediato le dinamiche dell’accidia. Per questo il senso di ingiustizia serpeggiata nei meandri di coloro che si attendono invece a regole morali superiori, al contrario di vivere nel tedio e nell’indifferenza verso il prossimo, stile di vita dell’ignavo che ama estendere zizzania con le sole parole. Arrivando a comprendere queste dinamiche è possibile uscire da una fitta ragnatela creata con minuzia di particolari basata sulla in-veridicità di situazioni, sull’irresponsabilità e sulla mancanza di una presa di posizione.

Come uscire dalla morsa dell’ignavo nel momento in cui ha preso potere su un individuo? Saranno utili alcuni rimedi floreali californiani come Buttercup per risollevare la stima verso se stessi e non cadere nell’afflizione di colui che manca di qualcosa; sarà di grande supporto un rimedio come Echinacea per riportare la propria integrità ad un livello superiore e sarà necessario sfruttare l’aiuto del fiore di Bach Larch per ristabilire la profonda fiducia in se stessi senza che resti intaccata da tentativi di malelingue che dissimulano l’individuo dal proprio potere interiore di riuscire a fare tutto quello che è necessario per la propria vita.

E quali rimedi per l’ignavo? Scleranthus fiore di Bach senza ombra di dubbio: attraverso ripetute somministrazioni affinché nasca nel profondo del suo animo quella presa di posizione definitiva, senza più oscillazioni, che lo possano condurre a decisioni esistenziali: Inferno o Paradiso.

Con amore, gratitudine e riconoscenza.

Columbine e l’identità creativa

Columbine, fiore californiano della gamma “Range of Light” (i 48 Fiori definiti “di una gamma superiore“), ha la capacità di attivare un livello di creatività in grado di mettere in contatto i propri atteggiamenti con la parte creativa del Sè Superiore, permettendo di esternare, manifestando nel proprio quotidiano, questa capacità creativa.

Columbine, Aquilegia Formosa, naturalmente produce un insight creativo, un’intuizione creativa applicabile nel proprio mondo lavorativo, amplificando i propri talenti e percezioni.

Columbine porta ad un vero livello superiore che permette di connettersi alla più elevata intuizione. L’effetto è permanente e persistente, non scompare, si amplifica.

L’assunzione non è prolungata, ha un effetto quasi immediato.

Il rimedio è utile per persone particolarmente rigide ad un livello mentale, di pensieri, di schemi, di dogmi; è consigliato l’uso del rimedio associato al fiore di Bach Rock Water, 2 gocce per ogni rimedio floreale in diluizione, assunti più volte nell’arco della giornata. Scioglierà molti schemi mentali auto castranti e incapaci di far fluire liberamente il proprio potenziale, quel flusso vitale che permette l’espressone del Sè, liberandolo.

Che fine fa un uccello in gabbia cresciuto in cattività, nel momento in cui la gabbia si apre e lui vede il mondo per la prima volta?

Personalità sospese: Centaury e Bleeding Heart per raggiungere l’indipendenza del Cuore

Inutile sarebbe lamentarsi di un atteggiamento di una personalità narcisistica o slegata dall’amore e dai sentimenti, senza valutare la controparte che ha attirato a sé tale atteggiamento. Cosa spinge a darsi in modo assoluto e indiscusso al prossimo? Cosa spinge a svuotarsi di se stessi, finendo nella svalutazione di se stessi? Cosa porta ad elemosinare amore?

Centaury fiore di Bach ben risponde a queste domande: permette di riconoscere l’auto svalutazione insita nella personalità, la richiama alla luce tendendogli una mano compassionevole. Centaury porta a riconoscere il proprio atteggiamento mendicante, ponendo a questo confini e limiti, trasmutando tutti i propri di confini espansi, in no di confini forti e ben definiti. Centaury, una volta ristabilita la giusta frequenza del rimedio a livello personale, non permette il passaggio a chiunque: una volta fortificatosi sa bene quello che desidera, senza lasciarsi coinvolgere da circostanze di comodo. Smette di mendicare, rivendica il proprio posto, i propri spazi, i propri confini emotivi. Seppur un passaggio delicato, la trasformazione si manifesta velocemente con il rimedio floreale, nel momento in cui si è maggiormente consapevoli di questa dinamica.

Centaury è la manifestazione emotiva di Bleeding Heart, fiore californiano, che agisce sul sistema dei condizionamenti sentimentali, legami di dipendenza affettiva e sulle dipendenze in genere.

Tutto ciò che di-pende, pende da qualcuno o da qualcosa, ne è un prolungamento, come non potesse vivere in separata sede, senza co-dipendenze. Bleeding Heart svolge meravigliosamente questo suo ruolo di riequilibrio delle parti: dalla dipendenza affettiva all’indipendenza del cuore, ripristina l’autonomia personale ed individuale di dipendere solo da se stessi, avere fiducia nel proprio essere, di individuo unico ed irripetibile, indipendentemente da tutto e da tutti.

Questi due rimedi floreali associati insieme assicurano l’indipendenza emotiva in concomitanza con l’indipendenza dettata dal cuore, lasciando libero l’individuo da prestazioni obbligate per farsi accettare ed amare, dando la possibilità di stabilire i propri confini fisici, emotivi, spirituali.

Ne consiglio l’assunzione per chi si trovasse nella condizione emotiva e affettiva di dipendenza: 2-4 gocce per ogni rimedio floreale in diluizione in acqua, assunto più volte nell’arco della giornata per 1-2 mesi o più, se necessario.

Forget-Me-Not e il trigemino

L’ipofisi o ghiandola pituitaria è conosciuta come ghiandola maestra: pur essendo una piccolissima ghiandola endocrina del corpo umano dal peso di mezzo grammo, ha un ruolo fondamentale per tutto l’organismo. È detta ghiandola maestra perché governa tutte le ghiandole endocrine del corpo: epifisi, tiroide, timo, pancreas, ghiandole surrenali, gonadi, regola il metabolismo idrico e l’ormone dedito alla crescita corporea.

Il trigemino, uno dei nervi cranici tra i più importanti, trova la sua sede nell’area dove è situata la ghiandola pituitaria, l’ipofisi. Le nervature del trigemino si estendono in tre aree del volto: la branca oftalmica che arriva vicino agli occhi, la branca mascellare che include aree prossime al naso, la mascella includendo denti dell’arcata superiore e relative gengive; la branca mandibolare le cui nervature solcano la mandibola sino ai denti dell’arcata inferiore. Lo snodo di queste tre branche si trova all’altezza dell’attaccatura mandibolare, vicino alle orecchie. Quando il trigemino è infiammato queste tre aree possono rigonfiarsi provocando dolore ai denti, alle orecchie, agli occhi, all’attaccatura mandibolare e mascellare. Una infiammazione esponenziale del trigemino provoca gonfiore al viso.

Ma le nervature del trigemino non si fermano lì e si diramano, in parte, nell’area superiore della testa in direzione della fontanella.

In termini di chakra, sono coinvolti nella manifestazione del trigemino Ajna chakra e Sahasrara chakra, rispettivamente sesto e settimo chakra. Ajna presiede alla visione: nella tradizione yogica il buon esito di ogni asana (posizione) è dato dallo sguardo: il corpo va dove gli occhi posano lo sguardo, cioè ad indicare che la meta si trova là dove si ha una visione. Avere una visione significa proiettare se stessi verso una condizione, una direzione, una soluzione, un’ideale. Ajna presiede all’idea che si ha di se stessi e come conseguenza, che si ha del mondo. Una visione pessimistica del mondo induce a vivere drammi.

Il chakra della corona Sahasrara è collegato all’autonomia di pensiero e alla qualità dei propri pensieri: un’ autonomia di pensiero da spazio alle proprie funzioni cerebrali per conquistare aree insondate in cui intuizione, genio, libertà di scelta e conoscenza hanno modo di manifestarsi. Nel settimo chakra risiedono inoltre convinzioni e la qualità dei propri pensieri: la qualità dei pensieri determina la visione di se stessi e del mondo. L’ottundimento mentale porta ad una falsa tranquillità di coscienza che genera ozio intellettuale, fissazioni, ossessioni, privando di stimoli per creare la propria realtà attingendo alla connessione con il Divino.

Un trigemino ingrossato è la manifestazione di uno squilibrio a livello di visione interiore, di qualità di pensieri, di connessione con la Conoscenza Divina.

Per ripristinare questi due chakra e di conseguenza riportare ad una condizione di equilibrio il nervo trigemino, è indicato l’utilizzo del fiore californiano Forget-Me-Not: è il fiore della percezione, della visione oltre il visibile, della connessione con le alte sfere celesti. E’ indicato per facilitare la meditazione. Forget-Me-Not riequilibra il sesto e il settimo chakra ripristinando equilibri energetici che influiscono sulla materia, riassettando i nervi cranici.

Come utilizzare il rimedio? Riempire di acqua una boccetta da 30 ml dotata di pipetta, aggiungere 4 gocce del rimedio floreale originale. Questa soluzione da 30 ml va somministrata oralmente (3-4 gocce sublinguali più volte al giorno) e, con l’aiuto della pipetta, posizionare una o due gocce all’apice della testa nell’area della fontanella e tra le sopracciglia, poco sopra il punto in cui inizia il naso. Massaggiare delicatamente per qualche secondo queste aree con il liquido impresso di Forget-Me-Not. Il rimedio impiega poco tempo per agire e ripristinare, da un punto di vista energetico, gli squilibri in atto che riguardano Ajna e Sahasrara chakra. Terminare il periodo di assunzione con la fine della miscela dell’intero flaconcino.

La domanda da porsi nel momento in cui questo tipo di infiammazione si attiva è: dovrei rivedere la visione che ho del mondo? Ho una visione sfalsata della realtà, una visione illusoria o cinico-pessimista? Di che tipo è la qualità dei miei pensieri? Ho perso il contatto con me stesso, reputo la mia intuizione errante? Ho perso il contatto con la connessione divina, con l’essenza?

Forget-Me-Not è il rimedio floreale californiano che risponde a queste domande.

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Quince e il Tao interiore

Chaenomeles speciosa, rimedio floreale californiano rinominato Quince, racchiude in sè il potere del Tao. Forza maschile e potere femminile: là dove c’è forza, c’è amore, dove c’è vulnerabilità c’è protezione, tenuta e cedimento, morbidezza e rigidità. Un tutt’uno senza apparenti estremi. Gli estremi si manifestano solo quando si tengono dure posizioni – e afflizioni – nei confronti di se stessi. Eccessive rigidità, eccessivi “give up“, lasciare andare o lasciare perdere. Alle volte è necessario mollare, altre volte è indispensabile tenere duro. Tutti questi aspetti opposti non sono scissi tra loro, bensì coinvolti l’uno nell’altro: l’equilibrio interiore si trova in un punto di luce immerso nell’oscurità e in una oscurità immersa nella luce. Inutile ribellarsi a questa legge divina e universale, sarebbe assolutamente controproducente, non farebbe che creare conflitto.

Esistono opposti in una eterna connivenza, là dove la propria natura non può essere compromessa: si tratta di rimettere al proprio posto, ridimensionandoli, il bianco nel nero e il nero nel bianco, accettando questa commistione di forze. In questo modo è possibile accedere, per sondare, la natura umana: fino a quando queste due polarità non saranno rivalutate nel loro complesso, un conflitto sarà presente.

Non esiste nero senza bianco, luce senza buio, giorno senza notte, maschile senza femminile, forza senza amore. Questo è Quince, fiore californiano, che delibera quando è necessaria la forza e l’irruenza maschile e quando è indispensabile lasciarsi andare alla vulnerabilità del cambiamento.

Per consulenze personalizzate, non esitare a contattarmi.

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Indian Pink e la fermezza mentale

“Calma e sangue freddo!” indica un concetto mentale: vorrebbe dire “fermati e ragiona!” Il sangue caldo, il sangue che va alla testa, non fa ragionare, ma delirare. La calma invece, rappresenta quel momento interiore in cui è necessario fermarsi perché, correre o muoversi in qualsiasi direzione sarebbe deleterio, inutile e, molto probabilmente, controproducente.

Il rimedio californiano Indian Pink (Silene californica) è davvero eccezionale per mantenere la calma interiore, ripristinare stabilità mentale e prendere decisioni. Non è il rimedio che aiuta a prendere decisioni, è il rimedio che aiuta a mettere in fila le cose, a dare priorità assolute (le vere priorità sono sempre una, al massimo due e, anche tra queste, ci sono elementi prioritari).

Indian Pink è utile per chi lavora in contesti particolarmente dinamici all’interno dei quali ci sono molte situazioni, o ci si trova in circostanze con diversi elementi da coordinare: utilissimo per chi lavora nella grande distribuzione, per imprenditori che hanno più situazioni da amministrare, risolvere e farlo in tempi brevi, per coordinatori che organizzano varie forme di attività, per madri con figli, casa e lavoro da dirigere.

Il rimedio Indian Pink, nonostante lo stress, focalizza il pensiero e la determinazione mettendo in fila situazioni, persone, attività, una dopo l’altra: si staglia nella mente una naturale suddivisione delle parti, delle circostanze, facendo spontaneamente prevalere quelle prioritarie e lasciando in secondo piano le secondarie; è una sorta di piacevole preludio per evitare situazioni di Burn Out risolvibili con Aloe Vera, rimedio californiano.

Indian Pink è il rimedio adatto a tutti coloro che hanno una predisposizione – o si trovano costretti – a fare più cose in una volta sola: aiuta ad indirizzare le energie mentali, oltre che le attività e i servigi, là dove servono veramente.

Provate per credere.

Se desideri un consulto puoi scrivere a : fioripergaia@gmail.com

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