Honeysuckle e i Sogni

Honeysuckle fiore di Bach ha l’importante scopo di farci restare nel presente e avanzare nel futuro. Cosa accade quando lo assumiamo? E quando è necessario farne uso?

Honeysuckle diventa indispensabile quando, per una qualche ragione legata alla paura di affrontare la vita, il futuro prossimo e vivere nel presente, è necessario abbandonare ciò che è stato e non potrà più tornare ad essere. Il passato, anche quando è stato doloroso, resta comunque un’ancora di salvezza verso ciò che conosciamo rispetto all’ignoto. La mente e la condizione emotiva rimane appiccicata come una colla a persone e fatti, evitando così un’evoluzione spirituale, emotiva e di crescita personale.

L’uso del Fiore, quando si decide invece di procedere nella vita, si manifesta con ricordi ma anche attraverso il mondo dei sogni: i sogni parlano di quello cui si è rimasti attaccati sino a quando, sempre attraverso il mondo onirico, non si svolge un’evoluzione dei fatti, quando cioè e finalmente non si torna più sui propri passi e cambia lo scenario. Questo è un segno che Honeysuckle sta lavorando per noi, permettendo al passato di scorrere, di restare dove è necessario che rimanga e permettendo all’individuo di procedere.

E’ bene utilizzarlo abbinato a Bleeding Heart – fiore californiano – se il legame rimasto aperto riguarda una relazione, a Walnut – fiore di Bach – quando si è consapevoli di un cambio esistenziale o a Angel’ Trumpet – fiore californiano – nel caso in cui c’è stato un lutto o una separazione importante, vissuta come lutto.

Il profumo del fiore è dolce, caldo e calmo, come la malinconia. Ma anche avvolgente e brioso, come il presente.

Un altro abbinamento interessante è con il fiore californiano Mountain Pride, per affrontare il futuro con orgoglio e fiducia.

Honeysuckle, fiore di Bach.

“Somewhere out there, still, I believe in magic
Let the monsters loose, I believe in magic
I won’t let them hurt you
Lay your hands on me, I believe in magic
A romantic fool, I believe in magic
I won’t let them hurt you”

Assenza: non sempre è come sembra

La mancata presenza fisica di una persona che si vorrebbe avere al proprio fianco, non sempre è sinonimo di pura assenza nel senso di mancanza o carenza. A volte quel vuoto è semplicemente uno spazio preparatorio, una sorta di anticamera energetica che precede un evento: esso rappresenta uno spazio sacro, un momento necessario all’interno del quale è importante sentire se stessi nell’attesa di ciò che si desidera. Capire se si è pronti ad accogliere il proprio voluto desiderio. E se quel desiderio è chiaro, definito e soprattutto scelto. Personalmente scelto, senza condizionamenti esterni.

Il vuoto percepito dentro se stessi va compreso, prima ancora di essere colmato. La distanza o l’assenza temporanea da una persona non determina il fatto che questa non sia presente nella nostra vita. Anzi, in alcuni momenti la possiamo sentire molto più presente e di sostegno seppure nel mondo fisico non sia momentaneamente manifesta. Questo accade quando si verifica una connessione – o allineamento – spirituale ed energetico tra le due parti. Un pensiero, una preghiera, un profondo desiderio comunicano anche durante un’assenza fisica. E i messaggi arrivano, quasi la presenza fosse toccata a pelle.

Al contrario, quante volte è capitato che, nonostante una presenza fisica accanto, ci si sentisse soli e abbandonati? Allo stesso modo questa realtà energetica è reale: presenza, ma in realtà assenza. Quando la presenza è assenza, tanto vale a parer mio, valutare solo l’essenza di se stessi. Quante volte in coppia o in compagnia ci si è sentiti soli e vuoti? Eppure la fisicità era presente. Mancava una presenza di spirito, mancava un livello energetico predisposto ad esserci, a supportare, ad ascoltare, a restare: una presenza tanto consistente da poterla sentire persino … in sua assenza.

Attraverso il mondo onirico si svolgono situazioni che, molto probabilmente, prenderanno forma – in un momento opportuno – nel mondo fisico; e, in ogni caso, s svolgono su un altro piano esistenziale, quello energetico. Non vedere – o sentire – una persona per settimane non significa essere disinteressati: a volte significa piuttosto crescere dentro per farsi trovare pronti. O dare spazio prima a se stessi per essere completi il più possibile.

L’assenza data una dipartita improvvisa e dolorosa può essere sostenuta dal mondo spirituale: i nostri predecessori, gli avi e le forze spirituali sostengono e proteggono la vita individuale dei propri cari che vivono nel mondo fisico.

Alcuni specifici rimedi floreali aiutano a sostenere questi processi per andare oltre ad un vuoto interiore percepito, come fosse un vuoto abissale.

Angel’s Trumpet fiore californiano: rimedio insostituibile quando si vive un lutto. Questo fiore aiuta semplicemente e delicatamente ad accettare la morte, l’assenza fisica, a colmare l’abisso interiore grazie alle forze supreme che sostengono l’individuo in un processo di accettazione della morte.

Cherry Plum fiore di Bach: quando un atteggiamento di perenne e assoluto controllo sugli eventi e sulle persone scollega l’individuo dal lasciarsi andare al flusso della vita. Cherry Plum dona la capacità di affidarsi e lasciarsi andare ad un potere superiore.

Bleeding Heart fiore californiano: per sciogliere il senso di attaccamento e di vuoto dato dalla mancanza o dalla perdita di una persona amata. Quando la separazione tra due soggetti è vissuta come un lutto. E in caso di lutto. Il fiore aiuta a gestire e ad affrontare il senso di attaccamento, aiuta a ritrovare se stessi nella propria indipendenza emotiva e autonomia affettiva.

“Your shadow moves across a lonely room”

Film consigliati:

Copertina del film 'Nosso Lar', con il titolo in evidenza e immagini di personaggi sopra un paesaggio futuristico.