Honeysuckle e i Sogni

Honeysuckle fiore di Bach ha l’importante scopo di farci restare nel presente e avanzare nel futuro. Cosa accade quando lo assumiamo? E quando è necessario farne uso?

Honeysuckle diventa indispensabile quando, per una qualche ragione legata alla paura di affrontare la vita, il futuro prossimo e vivere nel presente, è necessario abbandonare ciò che è stato e non potrà più tornare ad essere. Il passato, anche quando è stato doloroso, resta comunque un’ancora di salvezza verso ciò che conosciamo rispetto all’ignoto. La mente e la condizione emotiva rimane appiccicata come una colla a persone e fatti, evitando così un’evoluzione spirituale, emotiva e di crescita personale.

L’uso del Fiore, quando si decide invece di procedere nella vita, si manifesta con ricordi ma anche attraverso il mondo dei sogni: i sogni parlano di quello cui si è rimasti attaccati sino a quando, sempre attraverso il mondo onirico, non si svolge un’evoluzione dei fatti, quando cioè e finalmente non si torna più sui propri passi e cambia lo scenario. Questo è un segno che Honeysuckle sta lavorando per noi, permettendo al passato di scorrere, di restare dove è necessario che rimanga e permettendo all’individuo di procedere.

E’ bene utilizzarlo abbinato a Bleeding Heart – fiore californiano – se il legame rimasto aperto riguarda una relazione, a Walnut – fiore di Bach – quando si è consapevoli di un cambio esistenziale o a Angel’ Trumpet – fiore californiano – nel caso in cui c’è stato un lutto o una separazione importante, vissuta come lutto.

Il profumo del fiore è dolce, caldo e calmo, come la malinconia. Ma anche avvolgente e brioso, come il presente.

Un altro abbinamento interessante è con il fiore californiano Mountain Pride, per affrontare il futuro con orgoglio e fiducia.

Honeysuckle, fiore di Bach.

“Somewhere out there, still, I believe in magic
Let the monsters loose, I believe in magic
I won’t let them hurt you
Lay your hands on me, I believe in magic
A romantic fool, I believe in magic
I won’t let them hurt you”

Assenza: non sempre è come sembra

La mancata presenza fisica di una persona che si vorrebbe avere al proprio fianco, non sempre è sinonimo di pura assenza nel senso di mancanza o carenza. A volte quel vuoto è semplicemente uno spazio preparatorio, una sorta di anticamera energetica che precede un evento: esso rappresenta uno spazio sacro, un momento necessario all’interno del quale è importante sentire se stessi nell’attesa di ciò che si desidera. Capire se si è pronti ad accogliere il proprio voluto desiderio. E se quel desiderio è chiaro, definito e soprattutto scelto. Personalmente scelto, senza condizionamenti esterni.

Il vuoto percepito dentro se stessi va compreso, prima ancora di essere colmato. La distanza o l’assenza temporanea da una persona non determina il fatto che questa non sia presente nella nostra vita. Anzi, in alcuni momenti la possiamo sentire molto più presente e di sostegno seppure nel mondo fisico non sia momentaneamente manifesta. Questo accade quando si verifica una connessione – o allineamento – spirituale ed energetico tra le due parti. Un pensiero, una preghiera, un profondo desiderio comunicano anche durante un’assenza fisica. E i messaggi arrivano, quasi la presenza fosse toccata a pelle.

Al contrario, quante volte è capitato che, nonostante una presenza fisica accanto, ci si sentisse soli e abbandonati? Allo stesso modo questa realtà energetica è reale: presenza, ma in realtà assenza. Quando la presenza è assenza, tanto vale a parer mio, valutare solo l’essenza di se stessi. Quante volte in coppia o in compagnia ci si è sentiti soli e vuoti? Eppure la fisicità era presente. Mancava una presenza di spirito, mancava un livello energetico predisposto ad esserci, a supportare, ad ascoltare, a restare: una presenza tanto consistente da poterla sentire persino … in sua assenza.

Attraverso il mondo onirico si svolgono situazioni che, molto probabilmente, prenderanno forma – in un momento opportuno – nel mondo fisico; e, in ogni caso, s svolgono su un altro piano esistenziale, quello energetico. Non vedere – o sentire – una persona per settimane non significa essere disinteressati: a volte significa piuttosto crescere dentro per farsi trovare pronti. O dare spazio prima a se stessi per essere completi il più possibile.

L’assenza data una dipartita improvvisa e dolorosa può essere sostenuta dal mondo spirituale: i nostri predecessori, gli avi e le forze spirituali sostengono e proteggono la vita individuale dei propri cari che vivono nel mondo fisico.

Alcuni specifici rimedi floreali aiutano a sostenere questi processi per andare oltre ad un vuoto interiore percepito, come fosse un vuoto abissale.

Angel’s Trumpet fiore californiano: rimedio insostituibile quando si vive un lutto. Questo fiore aiuta semplicemente e delicatamente ad accettare la morte, l’assenza fisica, a colmare l’abisso interiore grazie alle forze supreme che sostengono l’individuo in un processo di accettazione della morte.

Cherry Plum fiore di Bach: quando un atteggiamento di perenne e assoluto controllo sugli eventi e sulle persone scollega l’individuo dal lasciarsi andare al flusso della vita. Cherry Plum dona la capacità di affidarsi e lasciarsi andare ad un potere superiore.

Bleeding Heart fiore californiano: per sciogliere il senso di attaccamento e di vuoto dato dalla mancanza o dalla perdita di una persona amata. Quando la separazione tra due soggetti è vissuta come un lutto. E in caso di lutto. Il fiore aiuta a gestire e ad affrontare il senso di attaccamento, aiuta a ritrovare se stessi nella propria indipendenza emotiva e autonomia affettiva.

“Your shadow moves across a lonely room”

Film consigliati:

Copertina del film 'Nosso Lar', con il titolo in evidenza e immagini di personaggi sopra un paesaggio futuristico.

Resina – c’è sempre una soluzione

Resina è un breve testo che ho scritto in due giorni e due notti – soprattutto due notti: ho sempre trovato una connessione tra il mondo delle piante e gli esseri umani. La vegetazione sul pianeta terra esiste da oltre 3,5 miliardi di anni mentre l’essere umano esiste da circa 200 milioni di anni, poco più o poco meno. E’ evidente che siamo figli della Natura.

La resina delle piante ad esempio, viene prodotta nel momento in cui si presenta una ferita sul tronco: per evitare che agenti esterni provochino una contaminazione con la possibilità di portare malattie o ulteriori spaccature, la pianta stessa produce resina là dove si manifesta la ferita, come strumento di guarigione.

Questa auto guarigione mi ha fatto riflettere e mi sono domandata: se il codice genetico umano è costituito anche dal codice genetico dei vegetali, qual’ è la nostra resina che ci permette di guarire nel momento in cui subiamo una ferita?

La domanda è retorica. Ma neanche troppo. Per ferita intendo una ferita interiore che ha fatto sanguinare il cuore, che ha allontanato dal mondo delle relazioni o che ha permesso ad agenti esterni patogeni di entrare per fare ulteriore danno, senza avere modo e conoscenze per ripararla o per sapersi difendere.

Ci troviamo all’interno di un quarto chakra, Anahata Chakra che, non certo a caso, è di colore verde smeraldo come l’erba nascente in primavera e presiede al mondo delle relazioni.

La guarigione delle ferite degli alberi è un breve testo che vuole portare un po’ di consapevolezza e di umanità nonostante le ferite del cuore – nota bene: di solito si parla delle ferite subite e mai di quelle inferte… n.d.r. – ma anche considerazioni e punti di vista risolutivi, grazie alla resina emotiva, diciamo così, che ognuno può produrre per cercare di guarire se stesso e salvaguardare le proprie relazioni, future e presenti.

Ne fanno parte i capitoli:

Macerie

Crescita emotiva

To give love one more chance

Chiaroveggenza

E’ importante sapere di non sapere nulla

Pensavo ci fosse solo il passato, invece esiste anche il nuovo

Qualcosa o qualcuno?

Resina

“Il cuore ricorda benissimo le proprie ferite, ma non per questo si lascia intimidire. Il cuore è impavido, trova il coraggio o i mezzi per superare e trascendere, è legato all’anima e l’anima non si arrende, prosegue il suo viaggio... ”

Questa è la resina che solca cuori infranti, la guarigione che riversa il suo liquido appiccicoso tra le ferite dell’anima per rimarginarle, per non permettere di essere intaccata durante un processo di crescita, proprio come accade negli alberi solcati, tra una scanalatura e l’altra, dalla resina.”

Copertina del libro 'La Guarigione delle Ferite degli Alberi' di Silvia Malagoli, raffigurante un albero maestoso con radici visibili e un effetto luminoso al centro, circondato da un bosco animato.
Un’opera che conduce in un viaggio profondo e illuminante

Sicurezza e Fiducia: i fondamentali

Quando si perde la fiducia in una relazione o nei confronti di una situazione di vita, si perde il senso stesso di quella relazione: si annulla la stima, a volte anche l’autostima, le situazioni non sono più come prima, ma completamene trasformate e l ‘atteggiamento interiore cambia radicalmente.

Perdere la fiducia è una conseguenza del non sentirsi più al sicuro: intimamente, fisicamente, psicologicamente. Il senso di “protezione” e di sicurezza che viene a mancare ha un impatto profondo e indelebile nella memoria cellulare del corpo fisico e questa situazione intacca il sistema nervoso. Gli organi del corpo, la pelle, i sensi memorizzano il trauma e reagiscono quando si ritrovano di fronte alla stessa situazione, istintivamente.

Uscire da uno schema – oltre che da una situazione – in cui la propria sicurezza è stata minata o minacciata richiede tempo, pazienza, presa di coscienza, rassicurazione. Questi elementi, prima di potere nuovamente subentrare tra i pori della pelle, necessitano di essere integrati interiormente, in un ambiente nuovo, distante, sicuro e protetto.

La sicurezza è la base su cui poggia la fiducia; si tratta della certezza di potere esistere nel mondo ed essere – o esprimere – se stessi senza alcuna conseguenza negativa. Significa sentirsi al sicuro nell’esprimere pareri contrari, nel prendere decisioni diverse, nella libertà di cambiare direzione quando si vuole.

Nel momento in cui ci si accorge che la propria vita deve essere nascosta, difesa, sottratta, quello è il momento di cambiare direzione, per onorare la vita stessa. Il senso di colpa che ne subentra, soprattutto nei confronti di se stessi per essere caduti in una situazione dove la sicurezza personale è stata minata, vanno attraversati velocemente, senza lasciare adito ad altro se non ad una visione risolutiva del momento: vivere con la percezione che la propria vita sia in pericolo da un momento all’altro, non è normale, né accettabile.

Rimedi floreali consigliati per uscire da situazioni simili: Black Cohosh, fiore californiano, per evitare di attrarre nella propria vita situazioni degradanti e pericolose per la vita stessa. Buttercup, fiore californiano, per ripristinare il senso di dignità e fierezza che permette di evitare tali situazioni oltre allo sdegno, oltre alla sottovalutazione, oltre al degrado.

Inoltre, occhi e sensi aperti.

Consulenze individuali

Corsi di Formazione coi fiori di Bach, fiori Californiani, fiori Himalayani

Esistenze Aggiornate (A Level Up)

Quando? Quando possiamo considerarci liberi da vecchi schemi mentali, atteggiamenti inconsci – o più o meno consci – ma auto limitanti, comportamenti ormai inadeguati per una personalità emergente e predisposta al nuovo?

Siamo pronti al nuovo quando le situazioni quotidiane che abbiamo sempre tenuto sotto presunto controllo, peggiorano, crollano, si intensificano nel dolore, raggiungono lo scempio, si acutizzano fino a danneggiare o minacciare l’identità fisica, emotiva e mentale.

Nel paradosso dell’intelligenza emotiva, a volte l’unico modo per cambiare atteggiamento nei confronti di se stessi e della vita per raggiungere livelli migliorativi e più stabili, è necessario toccare il fondo sino al degrado, alla degenerazione, all’incompiuta azione – o pensiero – esasperato come spinta evolutiva per dire a se stessi: “adesso basta”.

Determinati comportamenti e forme pensiero sono stati sacro santi per decenni nell’esistenza di un individuo come punto fermo e di salvezza, di protezione, di difesa. Ma, raggiunto un determinato livello evolutivo della personalità – indipendentemente da un fattore cronologico legato all’età – queste modalità diventano non solo tossiche, ma distruttive. Riconoscere la faccia dell’esasperazione e della degenerazione in cui ci si trova coinvolti, è l’inizio della risalita.

Come uscirne? Identificare il proprio ruolo all’interno di una relazione o di una situazione, dargli un nome e, a livello archetipico – simbolico, ma assolutamente pratico e reale – capire che cosa ha comportato questo ruolo per se stessi nel corso degli anni, cosa lo ha preservato per molto tempo e cosa ora lo distrugge. Esempio: il ruolo di madre è spesso un ruolo manipolatorio. Il manipolatore vuole controllare e controllare significa avere un’idea di potere sulla vita degli altri. Si domina chi si ritiene inferiore o chi si sceglie essere più “debole” o con una personalità mitigante. La supremazia del soggetto manipolatore-controllore la fa da padrona sino a quando tale rapporto di dipendenza non diventa distruttivo per entrambe le parti. La sudditanza ne è la controparte, insieme alla dipendenza emotiva ed affettiva.

Come uscirne? Dipende da che ruolo si sta giocando.

Cherry Plum fiore di Bach abbinato a Chestnut Bud coadiuvano una trasformazione interiore in merito al controllo sugli altri per dare fine ad un’azione, un atteggiamento che si ripete da decenni e che al momento attuale potrebbe essere decisamente fuori luogo, degradante e involutivo.

Chicory fiore di Bach quando l’arte manipolatoria di sottomissione degli altri è prevalente, quando “non si lascia vivere” all’altro la propria vera esistenza e la si vuole controllare ad ogni costo per timore della perdita.

Spreading Phlox fiore californiano della gamma “Range of Light” per sintonizzarsi con la propria natura interiore e permettere alla personalità di allinearsi con ciò che risuona “simile”, adatto, connesso.

Buttercup fiore californiano quando l’autostima e la dignità si sono persi nei meandri della disistima di sé, spesso ad un livello non conscio, un atteggiamento che si è adattato alle esigenze o stili di vita tossici o malsani. Per ripristinare il proprio valore interiore.

Fairy Lantern fiore californiano per attuare un processo di crescita interiore, di sviluppo, di responsabilità verso la propria vita; rimedio utile quando il processo di crescita interiore è rimasto bloccato e legato ad una dipendenza di tipo infantile.

Ed infine Borage fiore californiano per dare coraggio al cuore di vivere queste trasformazioni con la giusta “leggerezza”, per superare un senso di appesantimento o di sconforto, di sfinimento per non essere stati “abbastanza” o per essersi resi conto “tardi” degli eventi. Borage incoraggia il cuore al cambiamento e quando il cuore è incoraggiato, anche la mente si allinea.

Questi rimedi floreali non vanno assunti tutti contemporaneamente perché sarebbe controproducente: va analizzata una situazione personale per individuarne l’urgenza, la priorità. Ogni situazione è a sè stante.

Quali chakra sono coinvolti in queste azioni di trasformazione? Il quinto chakra in merito ai ruoli (Vishuddha), il quarto chakra in merito alle dipendenze (Anahata), il terzo chakra (Manipura) in merito all’autostima, all’atteggiamento dell’Io, alla crescita della personalità – vedi “Chakra e Rimedi Floreali. Il sistema dei Chakra abbinato ai Rimedi Floreali“.

Il grado di sofferenza e insoddisfazione è indice di quanto un cambiamento interiore sia indispensabile. Attuatelo con coraggio questo cambiamento perché la vita è nelle vostre mani.

Madri Chicory, figli Centaury: una questione di rispetto – e di confini

Il forte legame che tiene connessi un soggetto Chicory – fiore di Bach – ed uno Centaury – fiore di Bach – è dato da un’assenza di confini emotivi e dal timore inconscio di una relazione tra adulti. Cosa s’intende per “confini emotivi” e “soggetti Chicory” o “Centaury”?

Sani confini emotivi sono dati dalla capacità di sapere dire di no, di rifiutare richieste di continua disponibilità nei confronti del prossimo, nel saper definire i propri confini e riconoscere quelli altrui senza doversi giustificare o essere vittime di sensi di colpa.

Il soggetto Chicory in una condizione disarmonica evoca l’atteggiamento del “giver”, di colui che dona incessantemente, ma a caro prezzo: desidera a sua volta una devozione – e il controllo sugli altri – per quanto ha dato; Chicory risponde all’archetipo della madre, di colei che crea e distrugge i propri figli, se lo volesse.

Il soggetto Centaury in una condizione disarmonica è la controparte “devota” a Chicory:  in assenza totale di confini emozionali, incapace di dire di no alle richieste o pressioni esterne, ha una visione di se stesso miserevole – non vede il proprio valore, si percepisce inesistente alla vita, con un atteggiamento succube che lo vede maltrattato e disprezzato.

Per entrambi è difficile comprendere che esistono dei confini che vanno rispettati: Chicory non li rispetta – spesso in modo subdolo, ricattante – e Centaury non riesce a farli rispettare. Quando il soggetto Centaury si ribella e inizia a mettere confini, agli occhi del mondo è diventato un egoista. Quando il soggetto Chicory ridefinisce le proprie azioni nei confronti degli altri lasciando andare condizionamenti emotivi, risulta distaccato e disinteressato.

Chicory sta all’assenza di amore incondizionato come Centaury sta alla richiesta di amore incondizionato.

Da un punto di vista spirituale questa accoppiata è perfetta: energeticamente sono attratti l’uno dall’altro come magneti e la lezione – a senso alternato – da imparare per entrambi è amare se stessi con le proprie forze, in assenza di dipendenza reciproca, piuttosto in una nuova modalità adulta e alla pari delle proprie risorse, del proprio essere.

Non è raro che in uno stesso individuo risiedano sia atteggiamenti Chicory che Centaury, attuati e sviluppati a seconda di chi ci si trova di fronte: in ogni caso sarà fondamentale lavorare sull’amor proprio, l’indipendenza e l’autonomia, con il coraggio di affrontare una certa maturità interiore.

La dipendenza infatti, è il terzo soggetto in questione: una lezione di vita non acquisita sia per Chicory che per Centaury può trasformarsi in una condizione aggravata di sottomissione, di patologia, di abuso di sostanze, di ludopatia, di vincoli affettivi di sudditanza.

Sarà importante lavorare sul proprio cuore per Chicory, e ristabilire una connessione d’amore con se stessi e sulla propria personalità per Centaury, risalendo da una condizione di sottomissione denigratoria ad una di amore dedicato a se stessi.

Uscire da false credenze – e da antichi schemi famigliari: dall’ego al cuore

Il passaggio da un atteggiamento legato all’ego ad un atteggiamento legato al chakra del cuore, è un passaggio che richiede pazienza e osservazione di sé: l’ego è capriccioso e ama avere il controllo delle situazioni, ma soprattutto ha un proprio punto di vista, specifico e “assoldato”, determinato da una condizione legata a falsi miti del tipo: “si è sempre fatto così” o “è sempre stato così”. Rimanere ancorati e aggrappati a questa condizione porta a rabbia e sofferenza, a lontananza da chi si ama e da ciò che si ama, porta a confusione personale.

Il passaggio dall’ego al cuore comporta un cambio di prospettiva, di punto di vista, di paradigma mentale. L’ego vuole avere tutte le ragioni, è capriccioso e si sente privato di qualcosa nel momento in cui “crede” di non essere visto, osservato, preso in considerazione. Il “ragionamento” del cuore invece è differente: esso cambia prospettiva, si mette nei panni dell’altro e osserva in modo differente; vede la prospettiva altrui e non solo la propria, riesce a surclassare l’egoismo per entrare in una forma di compassione che considera la vita altrui e non solo la propria.

Quando l’attenzione si rivolge per un momento all’altro, molti muri crollano riportando ad una pace interiore nella personalità dell’individuo e nei confronti delle proprie relazioni personali.

Come attuare questo cambio interiore?

La pratica di interagire con il proprio Cuore è il primo passo: gratitudine e compassione verso se stessi – mano sul cuore – e nei confronti del proprio albero genealogico e genetico; spesso si è reduci di antichi atteggiamenti legati alla famiglia ma di cui è possibile sciogliere il legame anche grazie all’utilizzo di alcuni rimedi floreali californiani.

Purple Monkeyflower aiuta in questo cambio di paradigma, aiuta ad uscire da un circolo vizioso legato a “è sempre stato così”, in concomitanza con i rimedi californiani che presiedono alle matrici famigliari: Baby Blue Eyes – legato alla figura paterna e a tutte le sue dinamiche inerenti – e a Mariposa Lily – legato alla figura materna (evitare di assumerli in contemporanea!).

Nei casi più cronici consiglio l’abbinamento con il rimedio di Bach Rock Water là dove la difficoltà e radicamento mentale di un cambio di paradigma è particolarmente solidificato. Ma per chi è abituato a cambiare di frequente schemi mentali o per chi ha una mente già flessibile, questo fiore può essere evitato.

Il cambio di paradigma non comporta solo un avanzamento da un punto di vista mentale, dall’ego al cuore, ma anche da un cambio di visione e interpretazione della propria condizione: dall’io all’altro. A quel punto l’ego viene messo a tacere insieme ai propri egoismi, ai propri soli e unici punti di vista, la rabbia riassorbita e trasformata in comprensione, sostenendo l’individuo nelle proprie scelte personali.

Come cita Ben Harper nella sua canzone “With My Own Two Hands“, utilizzate quelle due mani sul cuore per portare dentro voi stessi la gratitudine, la riconoscenza esatta e la compassione verso le vostre cellule e la vostra Vita, verso quegli aspetti dissonanti e disordinati, affinché avvenga un “I Rise“, un’ascesa, una risalita, una elevazione spirituale che allontana dalla sofferenza personale per dirigersi verso un’accoglienza collettiva.

Una mano sul cuore rappresenta impegno di onestà e dedizione verso se stessi.

La pratica è fondamentale, essenziale.

Personalità sospese: Centaury e Bleeding Heart per raggiungere l’indipendenza del Cuore

Inutile sarebbe lamentarsi di un atteggiamento di una personalità narcisistica o slegata dall’amore e dai sentimenti, senza valutare la controparte che ha attirato a sé tale atteggiamento. Cosa spinge a darsi in modo assoluto e indiscusso al prossimo? Cosa spinge a svuotarsi di se stessi, finendo nella svalutazione di se stessi? Cosa porta ad elemosinare amore?

Centaury fiore di Bach ben risponde a queste domande: permette di riconoscere l’auto svalutazione insita nella personalità, la richiama alla luce tendendogli una mano compassionevole. Centaury porta a riconoscere il proprio atteggiamento mendicante, ponendo a questo confini e limiti, trasmutando tutti i propri di confini espansi, in no di confini forti e ben definiti. Centaury, una volta ristabilita la giusta frequenza del rimedio a livello personale, non permette il passaggio a chiunque: una volta fortificatosi sa bene quello che desidera, senza lasciarsi coinvolgere da circostanze di comodo. Smette di mendicare, rivendica il proprio posto, i propri spazi, i propri confini emotivi. Seppur un passaggio delicato, la trasformazione si manifesta velocemente con il rimedio floreale, nel momento in cui si è maggiormente consapevoli di questa dinamica.

Centaury è la manifestazione emotiva di Bleeding Heart, fiore californiano, che agisce sul sistema dei condizionamenti sentimentali, legami di dipendenza affettiva e sulle dipendenze in genere.

Tutto ciò che di-pende, pende da qualcuno o da qualcosa, ne è un prolungamento, come non potesse vivere in separata sede, senza co-dipendenze. Bleeding Heart svolge meravigliosamente questo suo ruolo di riequilibrio delle parti: dalla dipendenza affettiva all’indipendenza del cuore, ripristina l’autonomia personale ed individuale di dipendere solo da se stessi, avere fiducia nel proprio essere, di individuo unico ed irripetibile, indipendentemente da tutto e da tutti.

Questi due rimedi floreali associati insieme assicurano l’indipendenza emotiva in concomitanza con l’indipendenza dettata dal cuore, lasciando libero l’individuo da prestazioni obbligate per farsi accettare ed amare, dando la possibilità di stabilire i propri confini fisici, emotivi, spirituali.

Ne consiglio l’assunzione per chi si trovasse nella condizione emotiva e affettiva di dipendenza: 2-4 gocce per ogni rimedio floreale in diluizione in acqua, assunto più volte nell’arco della giornata per 1-2 mesi o più, se necessario.

PINK YARROW e il giusto distacco emotivo

Quante volte capita che basta una frase per farci saltare i nervi? E’ sufficiente un atteggiamento, una una parola, un’occhiata per farci cambiare di umore, da apparentemente stabile e calmo a furioso, triste, passivo, remissivo. Quasi tutti i giorni. Questo accade per due motivi.

  1. il “bottone rosso” che tutte le volte ci fa saltare, non è stato risolto … cioè si tratta di una tematica che ci appartiene
  2. non ho il controllo emotivo su quel “bottone rosso”

In questa sessione parleremo di come disinnescare l’ipotesi numero 2 attraverso l’uso di un rimedio  californiano molto efficace (che potete acquistare in erboristeria o in farmacia) :

PINK YARROW (Achillea millefolium rubra)

Questo rimedio (2 gocce in diluizione in mezzo bicchiere d’acqua preso due-tre volte al giorno per sette o dieci giorni, poi valutate al bisogno se proseguire o interrompere l’assunzione) ha l’incredibile ed estremamente efficace capacità di trasportarvi ad una freddezza emotiva e ad una mente distaccata e analitica che chi vi starà vicino vi domanderà dopo poco tempo se avete un’amante o se pensate di andarvene da casa.

Lo so, sembra esagerato ma non lo è.

Quando arriverete a quel punto, quando vi chiederanno se siete diventati dei cecchini analitici e spietati, potete sospendere l’assunzione del rimedio!

In alcune situazioni avere la mente fredda e l’emotività stabile come il mare ghiacciato del Kamchatka sarà particolarmente utile: questo atteggiamento vi aiuterà ad essere obiettivi e inflessibili a tal punto che smetterete di identificarvi e fondervi emotivamente con gli altri e le loro situazioni o con problematiche quotidiane che solitamente vi fanno preoccupare, azzardare, impressionare, destabilizzare.

Pink Yarrow è il rimedio utile a chiunque faccia lavori che riguardano il contatto con la gente, il contatto con situazioni di emergenza e di stress emotivo.

Per tutti coloro che desiderano essere obiettivi ma efficaci, freddi ma presenti, coinvolti ma distaccati.