Chiedere scusa

Durante una costellazione famigliare, tempo addietro, ho interpretato il ruolo di una persona che doveva chiedere scusa per tutto il male che aveva provocato all’interno di più relazioni.

A volte si resta inconsapevoli e ciechi per molto tempo – anche decine di anni – prima di comprendere quanto dolore si ha provocato nel cuore di qualcuno e con quanta noncuranza “Ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole” come citava Samuele Bersani nella meravigliosa Giudizi Universali.

Ma quando quella consapevolezza arriva come un tassello mancante per il cuore, come lo scheletro dentro l’armadio le cui ante continuano ad aprirsi da sole, è necessario fermarsi e focalizzare, fare il punto della situazione, rimettere ordine dentro. Sia nei confronti di se stessi che nei confronti dell’altro, anche se l’altro non è più presente o non lo si rivedrà mai più. Ciò che è rimasto in sospeso è fondamentale: è una linea energetica di amore che si è tenuta aggrappata e che aveva bisogno di essere riconosciuta, da sempre e per l’ultima volta.

Chiedere scusa all’altro, onestamente e sinceramente all’interno del proprio cuore, crea in modo immediato e “automatico” una reazione, una risposata energetica, un gesto riconoscibile solo per le persone coinvolte, come a dire: ho sentito profondamente che adesso hai riconosciuto e visto il mio dolore, che lo hai capito.

Dire “mi dispiace” è l’unico modo per rendere libere entrambe le parti, l’unico modo per chiudere un ciclo, l’unico modo per lasciare fluire un movimento interrotto da ambo le parti. Non esiste gesto più liberatorio, risolutivo e onesto per il cuore che chiedere scusa a qualcuno cui si è fatto del male, intenzionalmente o no.

Fiori californiani consigliati:

Pink Monkeyflower: per arrendersi alla parte più vulnerabile di se stessi, per rilasciare le proprie emozioni senza paura di essere rifiutati o di vergognarsi.

Calendula: aiuta a ritrovare la capacità di ascoltare gli altri, per tornare ad essere ricettivi affettivamente.

Lady’s Sleeper: quando si cerca una risposta circa il proprio destino, quando si vuole capire perché alcune cose sono andate come sono andate.

Pink Monkeyflower e l’onda emotiva

L’essenza californiana Pink Monkeyflower ha un potere elevatissimo: quello di sbloccare un nodo emotivo che ha impedito all’individuo per un tempo indefinito di trovare il coraggio di manifestarsi nel mondo per quello che è. Pink Monkeyflower fa parte della famiglia dei Mimulus, un rimedio che presiede al coraggio.

Chi necessita di questo rimedio ha scelto, inconsciamente e profondamente di evitare di esporsi agli altri, nascondendo se stesso e i propri sentimenti per un senso di colpa, di vergogna, per non sentirsi all’altezza. La controparte di un Pink Monkeyflower irrisolto è quella di restare nell’ombra del proprio disagio il cui esito si manifesta nel timore di mostrarsi sia affettivamente che professionalmente.

Significa vivere a metà del proprio talento e potenziale umano ma, come disse qualcuno: “Una volta che sei nato non puoi più nasconderti”.

Vivere nell’ombra non è solo una questione di timidezza o di riservatezza. Sepolto in profondità risiede un trauma d’infanzia in cui si è stati denigrati, derisi o sfruttati all’interno di un contesto sociale, spesso famigliare. Gli occhi altrui hanno provocato un enorme senso di vergogna, di colpa e di indegnità tali che l’idea di esporsi è stata censurata per sempre. Piuttosto il fallimento sociale, persino personale da un punto di vista affettivo: l’idea di mostrarsi vulnerabili è più violenta della traccia lasciata dall’evento in sé. Da non ripetere.

Pink Monkeyflower sblocca questa situazione ingabbiata come un primate alfa all’interno della gabbia di uno zoo, inerme. E, come in uno zoo, qualcuno guarda, ride, deride e punta il dito togliendo dignità ad un potenziale enorme. Il rimedio permette di contattare quella parte ferita e chiusa su se stessa con delicatezza attraverso una comunicazione dolce e confidenziale, permettendo alla vulnerabilità trattenuta per lungo tempo di manifestarsi, di prendere un posto, di essere vista.

L’esattezza e la potenza scardinatrice di questo fiore è pari all’equivalente di una montagna spostata con il battito d’ali di una farfalla: ha dell’incredibile.

Pink M. è un rimedio che agisce sulla capacità e il coraggio della vulnerabilità di esporre i propri sentimenti, il coraggio di manifestarsi nel pieno del proprio potenziale con dignità, sano orgoglio, senso di meritevolezza e, finalmente, il coraggio di mettersi in viaggio verso Casa, raggiungere quello cui si è destinati ad essere senza paura di esporsi, senza paura di essere visti. Significa fare le valigie e lasciare il passato per dirigersi verso la direzione della propria Vita.

A chi è affetto da una sorta di sindrome del timore di essere visto sia fisicamente che metaforicamente parlando, consiglio vivamente di sperimentare questo rimedio: ne va, non solo della risoluzione di un antico conflitto, ma davvero del proprio percorso personale di vita lavorativo e affettivo.

Mi raccomando.

Pink Monkeyflower.

Love, love is a verb

Love is a doing word

Fearless on my breath
Gentle impulsion

Shakes me, makes me lighter
Fearless on my breath

La paura del cambiamento

Ad un certo punto la Vita ci chiede di cambiare. Cambiare modalità di affrontare il mondo e le relazioni. Conosciamo benissimo cosa ci ha fatto soffrire, cosa ha tradito la nostra fiducia, in cosa siamo incappati stupidamente o, semplicemente, sperando fosse qualcosa di diverso, di nuovo, di vero. Il cuore ha paura di soffrire, di nuovo. Così proteggiamo noi stessi da un eventuale nuova sofferenza.

Ma ad un certo punto è necessario rompere lo specchio della paura fottuta e concedersi una nuova possibilità di essere amati, e di amare. Non è semplice, richiede tempo, pazienza con se stessi, una nuova fiducia, perdonarsi per avere fatto scelte – ed esperienze – che hanno portato al dolore del cuore. E’ stancante, esaurisce e provoca rabbia. Per questi motivi, per se stessi, per stare meglio e vivere meglio, è necessario lasciare andare il passato.

Molte energie sono state attivate per sostenere situazioni difficili, il sistema nervoso se ne ricorda, ha immagazzinato tensioni, a reagito a provocazioni, ha dovuto resistere per non soccombere. Giunge il momento in cui è necessario riconoscere il tempo trascorso in una condizione di energia esaustiva immagazzinata e non del tutto rilasciata.

L’unico modo per vivere qualcosa di diverso è, di nuovo, essere diversi. Concedersi di nuovo fiducia oltre la paura, compassione verso se stessi e una sana comunicazione, aperta verso quello che ci aspetta.

L’altro è il riflesso di noi stessi. Chiusura chiama chiusura. Apertura chiama apertura. Da cuore a cuore.

Fiore californiano consigliato: Mountain Pride per affrontare situazioni che spaventano, per rompere il muro della paura e attraversarlo a testa alta, come un guerriero dello spirito.

“When every line speaks the language of love
And never held the meaning I was thinking of
And I lost the line between right or wrong
I just want to find the place where I belong”