Durante una costellazione famigliare, tempo addietro, ho interpretato il ruolo di una persona che doveva chiedere scusa per tutto il male che aveva provocato all’interno di più relazioni.
A volte si resta inconsapevoli e ciechi per molto tempo – anche decine di anni – prima di comprendere quanto dolore si ha provocato nel cuore di qualcuno e con quanta noncuranza “Ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole” come citava Samuele Bersani nella meravigliosa Giudizi Universali.
Ma quando quella consapevolezza arriva come un tassello mancante per il cuore, come lo scheletro dentro l’armadio le cui ante continuano ad aprirsi da sole, è necessario fermarsi e focalizzare, fare il punto della situazione, rimettere ordine dentro. Sia nei confronti di se stessi che nei confronti dell’altro, anche se l’altro non è più presente o non lo si rivedrà mai più. Ciò che è rimasto in sospeso è fondamentale: è una linea energetica di amore che si è tenuta aggrappata e che aveva bisogno di essere riconosciuta, da sempre e per l’ultima volta.
Chiedere scusa all’altro, onestamente e sinceramente all’interno del proprio cuore, crea in modo immediato e “automatico” una reazione, una risposata energetica, un gesto riconoscibile solo per le persone coinvolte, come a dire: ho sentito profondamente che adesso hai riconosciuto e visto il mio dolore, che lo hai capito.
Dire “mi dispiace” è l’unico modo per rendere libere entrambe le parti, l’unico modo per chiudere un ciclo, l’unico modo per lasciare fluire un movimento interrotto da ambo le parti. Non esiste gesto più liberatorio, risolutivo e onesto per il cuore che chiedere scusa a qualcuno cui si è fatto del male, intenzionalmente o no.
Fiori californiani consigliati:
Pink Monkeyflower: per arrendersi alla parte più vulnerabile di se stessi, per rilasciare le proprie emozioni senza paura di essere rifiutati o di vergognarsi.
Calendula: aiuta a ritrovare la capacità di ascoltare gli altri, per tornare ad essere ricettivi affettivamente.
Lady’s Sleeper: quando si cerca una risposta circa il proprio destino, quando si vuole capire perché alcune cose sono andate come sono andate.