Non esiste peggior nemico di se stessi – Out of the blue, into the black –

La sfortuna o la sventura non sempre ci vengono a cercare: più spesso capita invece che siamo noi stessi a metterci in situazioni complicate da gestire. A volte poi, gli eventi prendono il sopravvento e ad un certo punto è difficile tornare indietro.

Come una spirale viziosa, non c’è amico o consigliere che abbia sufficiente presa, il passo oltre è stato fatto. Un punto di non ritorno. Parole che suonano a vuoto, solo il soffio di un demone interiore che non permette di guardare verso l’alto; quando la ragione per l’ottusità risponde più forte e mette a tacere l’amore per se stessi, l’esito è una punizione auto inflitta.

Si sarebbe potuto evitare? Quando si è immersi in una dinamica personale che vira verso il basso, verso l’inseguimento di qualcosa che costringe ad elemosinare tutto nella vita, allora diventa difficile. E non si può biasimare nessun altro se non se stessi.

A volte il rimedio non c’è. O ci sarebbe potuto essere ma non è stato utilizzato.

In ogni caso il tempo e il destino si vanno a prendere ciò che è pronto per essere preso.

A Ronni.

Grazie per essere stato tra di noi.

Che il tuo entusiasmo per la vita possa ritrovare presto il suo spazio vitale.

“Daylight is waiting for you
Daylight is waiting for you
Daylight is waiting for you
Daylight is waiting for you
Daylight is waiting for you
Daylight is waiting for you
Daylight is waiting for you
Daylight is waiting for you”

Out of the blue and into the black
They give you this, but you pay for that
And once you’re gone you can never come back
When you’re out of the blue and into the black

Anahata: sentirsi Uno

E’ difficile descrivere la sensazione di sentirsi Uno, sentirsi un tutt’ Uno con qualcosa, con qualcuno. Non si tratta di fusione empatica, di fusione emotiva che non permette di distinguere un individuo da un altro. All’opposto: sentirsi Uno significa chiedersi innanzitutto se quell’ Unità è frutto di una metà o di un intero.

Sentirsi Uno significa rendersi conto che si è diventati un intero e che, grazie a qualcun altro ci si può rispecchiare in un singolo completo, una unità indissolubile, unica, certa, come un pezzetto di puzzle perfetto che si incastra insieme ad altri solo e se al posto giusto, ma con tutti, per creare un unico insieme, un unico disegno.

La coscienza collettiva è l’insieme di molte unità distinte ma univoche che, ad un certo punto e momento storico, si muovono all’unisono perché hanno deciso chi essere, cosa essere, quale direzione prendere all’unanimità. Così non si è più solo dei singoli individui, si E’ una unità insieme a molte altre, anche a distanza di tempo, di kilometri, di nazioni. Sentirsi Uno non è mancanza di una metà, piuttosto la conferma di se stessi nella propria integra individualità che può incontrare e condividere con gli stessi elementi altre individualità.

Il chakra del cuore Anahata si espande nel momento in cui si incontra l’altro quando si è Uno perché anche l’altro è diventato Uno e sono la stessa entità, ora condivisibile.

Anahata presiede all’Amore per se stessi e, quando raggiunto questo scopo si dirige verso il prossimo, in aiuto del prossimo; non in modo buonista, da salvatore o da crocerossina ma con Verità, con l’individuazione del proprio Io da portare in salvo solo tramite se stessi e per se stessi, con la presa di coscienza del proprio momento, con un forte radicamento prima della grande espansione.

Questo è il tempo dell’espansione del cuore. Approfittiamone.

Vista aerea di una strada grigia con otto persone vestite di arancione allineate al centro, circondate da alberi verdi su entrambi i lati.

https://www.instagram.com/walkforpeace.usa?igsh=anJ6cmVlaHB1eXlk

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un loto viola su sfondo sfumato.