Rock Water e il cambio di paradigma

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Del rimedio di Bach Rock Water non si parla mai abbastanza, penso alle volte. Il mondo sta cambiando (è già cambiato) e mi sono resa conto che più si resta attaccati alle proprie posizioni fisse e più si soffre. Più si è interiormente rigidi e più problemi fisici legati alla muscolatura, sistema nervoso, mal di testa, mal di schiena, intorpidimenti del collo e degli arti superiori, saranno lo specchio della rigidità mentale.

Certo è difficile lasciare andare, affidarsi, iniziare a credere che alcune soluzioni possono essere differenti da ciò che si è sempre pensato (… da dove proviene un determinato pensiero? Da altri che hanno vissuto situazioni che non erano le mie?).

Cambio di paradigma

Cambiare opinione è forse la cosa più difficile del mondo.

Perché? Perché siamo indissolubilmente legati all’ego che fa di tutto per sopravvivere, con il timore claustrofobico di soccombere alla prima occasione di cambiamento. La paura del cambiamento procura all’ego un senso di annientamento e di conseguente attaccamento a schemi mentali (gli unici che conosce) senza lasciare spazio al sentire e a volte anche alla logica più pura ed elevata.

Rock Water è un rimedio che bisognerebbe prendere in diversi momenti nel corso della vita per evitare di ristagnare mentalmente, per dare spazio a cambi di paradigma (là dove il termine significa: punto di riferimento da imitare – ideale, modello, prototipo, termine di paragone), porsi delle domande e fare nascere dentro di sè persino dei dubbi.

Dubitare delle opinioni di massa è un atto di coraggio e di intelligenza. Se non si riesce da soli e consapevolmente, per chi volesse osare, può assumere Rock Water e lasciare che l’intelligenza emotiva sfoci e si faccia strada nella razionalità ottusa e vetusta che corrobora le menti che si reputano ben pensanti. Cambiare opinione e avere visioni e informazioni differenti dalla massa provoca una temporanea oscillazione del terreno sottostante per poi fare spazio a nuove intuizioni che possono modificare il corso della vita.

Cambio di abitudini

Mente e pensieri creano delle realtà. Quanto la mente cambia schemi, la vita si modifica. Einstein affermava:

E’ più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.

E …

Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.

Lo sprovveduto è colui che non ha uno schema mentale limitante e riesce a fare ciò che molte menti sono invece limitate a pensare. Un pregiudizio è un elemento da scardinare se si vuole essere differenti, se ci si vuole aspettare dalla vita molta più abbondanza.

Il consiglio, per chi volesse provare a cambiare paradigma con Rock Water, è di assumerlo per almeno 3 mesi, sospendere per 21 giorni e riprendere per altri 3 mesi.

Solo per i più ostinati al cambiamento …. e alle sfide.

PINK YARROW e il giusto distacco emotivo

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Quante volte capita che basta una frase per farci saltare i nervi? E’ sufficiente un atteggiamento, una una parola, un’occhiata per farci cambiare di umore, da apparentemente stabile e calmo a furioso, triste, passivo, remissivo. Quasi tutti i giorni. Questo accade per due motivi.

  1. il “bottone rosso” che tutte le volte ci fa saltare, non è stato risolto … cioè si tratta di una tematica che ci appartiene
  2. non ho il controllo emotivo su quel “bottone rosso”

In questa sessione parleremo di come disinnescare l’ipotesi numero 2 attraverso l’uso di un rimedio  californiano molto efficace (che potete acquistare in erboristeria o in farmacia) :

PINK YARROW (Achillea millefolium rubra)

 

Questo rimedio (2 gocce in diluizione in mezzo bicchiere d’acqua preso due-tre volte al giorno per sette o dieci giorni, poi valutate al bisogno se proseguire o interrompere l’assunzione) ha l’incredibile ed estremamente efficace capacità di trasportarvi ad una freddezza emotiva e ad una mente distaccata e analitica che chi vi starà vicino vi domanderà dopo poco tempo se avete un’amante o se pensate di andarvene da casa.

Lo so, sembra esagerato ma non lo è.

Quando arriverete a quel punto, quando vi chiederanno se siete diventati dei cecchini analitici e spietati, potete sospendere l’assunzione del rimedio!

In alcune situazioni avere la mente fredda e l’emotività stabile come il mare ghiacciato del Kamchatka sarà particolarmente utile: questo atteggiamento vi aiuterà ad essere obiettivi e inflessibili a tal punto che smetterete di identificarvi e fondervi emotivamente con gli altri e le loro situazioni o con problematiche quotidiane che solitamente vi fanno preoccupare, azzardare, impressionare, destabilizzare.

Pink Yarrow è il rimedio utile a chiunque faccia lavori che riguardano il contatto con la gente, il contatto con situazioni di emergenza e di stress emotivo.

Per tutti coloro che desiderano essere obiettivi ma efficaci, freddi ma presenti, coinvolti ma distaccati.

 

ECHINACEA e il momento dell’ INTEGRITÀ

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Mai come in questo periodo ho potuto vedere che si affermavano prontamente dei SI’ per poi essere dei no, intraprendere azioni e prese di posizione per poi ritirare se stessi e negare tutto.

La divisione netta di opinioni negli esseri umani: chi ha intrapreso scelte di indipendenza e allo stesso tempo di messa in discussione e chi, a pari merito, ha accettato tutto quello che gli è stato proposto senza porsi la benché minima domanda, né lasciare il beneficio dubbio. Una distinzione molto netta.

Durante questo 2020 sono state minate le fondamenta della stabilità umana, toccate le paure primordiali. Chi era stabile, centrato, “atterrato” nel proprio corpo fisico e con un background di lavoro su di sé sostanziale non si è mosso dalla propria posizione e non ha dubitato di se stesso, restando lucido. Chi non era radicato ha avuto reazioni che si sono suddivise tra la paura e un egoismo (velato di timore per gli altri), ma tinto del proprio terrore di morire.

L’egoismo è una rappresentazione della mancanza interiore di autostima, affermazione di sé, amore per se stessi, vuoto interiore: esso presiede al terzo chakra insieme alla dignità, all’integrità e alla fierezza che, in questo periodo, sono state scalzate dal proprio posto così come un despote scalzerebbe il popolo per avere una poltrona sicura, senza se e senza ma.

L’essenza californiana di Echinacea ristabilisce gli ordini, unisce i pezzi rotti dentro un’identità fragile per ricompattarla e renderla unita e forte senza paura di dover agire in modalità “Morte tua, vita mia”: essa rende la spina dorsale eretta e degna, così come la personalità che ne fa un buon uso.

Echinacea è il rimedio che porta ad un’immunità personale, identificativa, dignitosa, rigorosa e se si raggiunge questo tipo di integrità anche il sistema immunitario potrà beneficiarne sentendosi esso stesso integro, completo, intero, globale, puro, vero.

C’è molto bisogno in questo periodo di ritrovare se stessi per non perdersi in un bicchiere d’acqua pensando di essere naufragati.

Ne consiglio vivamente l’utilizzo in questo momento di crisi sociale e umanitaria.

 

 

WALNUT e il momento del grande cambiamento

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Non so in quanti si stanno rendendo conto del grande cambiamento che sta avvenendo a livello planetario. Le stelle lo annunciano, proprio oggi, giorno del solstizio in luna crescente in cui Giove (l’amplificatore) si allinea con Saturno (il Dio del Karma, delle grandi lezioni di vita) che ci introduce nell’era dell’Acquario, tanto citata in alcuni testi antichi: sta avvenendo, dopo quasi ventiseimila anni quella che è stata definita la precessione degli equinozi, cioè si sta passando da un’era verso un’altra era. L’ultima volta che è accaduto un fatto del genere è stato circa nel 7 secolo avanti Cristo, l’epoca dei Pesci.

Non ha importanza se qualcuno creda o no a queste rare congiunzioni astrali epocali, la verità è che accadono e basta. Per le persone coscienziose (con coscienza attenta) tutto ciò, oltre a non essere un caso, è persino motivo intenzionale di cambiamento e di rottura con il passato per rivolgersi ad un futuro nuovo. Non si tratta di promettere grandi cose a se stessi, ma di essere intenzionati a modificare alcuni aspetti della propria esistenza e di prepararsi (perché avverrà) al grande cambiamento.

Walnut è particolarmente utile per chi è facilmente influenzato da legami familiari, dalle convenzioni sociali, dalle abitudini del passato e non è in grado di avere la forza per rompere con il passato e le idee altrui.

Aiuta a dissipare qualsiasi fascinazione, illusione o sortilegio che tiene legato l’individuo al passato.

Tratto da “Repertorio delle essenze floreali” di P. Kaminski e R. Katz

Ne approfitterei di questo fiore di Bach così adatto ad oggi, a questo periodo, al momento di grande transizione che stiamo vivendo a livello umano e planetario. E’ valido per tutti i grandi passaggi nella vita, la nascita come la morte (anche interiore), gli avanzamenti di carriera, la fine o l’inizio di un rapporto. Come spiegano i coniugi Katz – Kaminski, Walnut aiuta a seguire la Stella del Destino.

Non aggiungo altro e lascio che le energie di questo fascinoso periodo di opportunità al cambiamento parlino da sole.

Buon Solstizio

I FIORI BLU E LA VERITA’

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Il fiori blu- indaco sono tendenzialmente fiori da ombra o mezza sole; si tratta di fiori che amano un certo tipo di terreno umido e fresco, per alcune piante solo ed esclusivamente di tipo acido; fiori dai colori blu sono l’Hydrangea (Ortensia), la Vinca major e minor (Pervinca), i Muscari, l’Hebe, il Ceratostigma, il Delphinium, il Ceanoto, la Genziana, il Non ti scordar di me (Myosotis) …

Esistono anche le eccezioni a tutto questo, ovviamente come il Caryopteris, l’Ipomea purpurea, l’Iris e l’Agapanthus vogliono esserlo: amanti del sole, dipendenti da esso per una fioritura spettacolare, terreni poco esigenti, ma non amanti della siccità.

Il blu è un colore freddo, fermo, placido, calmante, rappresenta la semi oscurità: davanti al blu la mente si placa così come le temperature fredde placano i pensieri e favoriscono la ragionevolezza. Lo stesso sistema venoso del corpo umano è segnalato con il colore blu. Non sarà un caso che cibi di colore blu e viola scuro siano adatti a favorire la circolazione venosa: radicchi, fichi, frutti di bosco, melanzane, mirtilli, ribes sostengono la micro circolazione venosa apportando elementi necessari per contrastare il ristagno di sangue nei capillari permettendo una sana ossigenazione di tutto il sistema linfo drenante e sanguigno.

Il Blu ha una lunghezza d’onda calcolata tra i 435 e i 500 nanomentri (unità di misura della lunghezza d’onda tra la luce visibile e la luce ultravioletta).

Il Blu è il colore della Verità.

La Verità è fredda, ferma, placida e spietata: essa non può essere niente altro che se stessa. Così come il blu, la Verità è stabile, non vacilla, è profonda e nuda.

Il blu è il colore associato al chakra della gola, Vishuddha, che presiede alla Verità, alla parola, al suono, ma anche alla comunicazione o alla censura, all’ascolto o al non voler sentire, all’espressione di sé, alla manifestazione di se stessi o alla rinuncia di sé, al successo o al fallimento, alla propria realizzazione o alla propria frustrazione.

La verità non ama essere celata e prima o poi verrà fuori, così come i fiori blu che vivono “nell’ombra”: essi non fanno tutto il rumore delle infiorescenze dai colori sgargianti come il giallo, il rosso o l’arancione; i fiori blu non sono da interno,  essi sono da esterno come a dire che la Verità non può stare in un luogo chiuso.

Spesso la menzogna – che non ha dignità – si traveste da Verità e tanto più è bieca tanto più è venerata. Frasi come “missione di pace” attuata coi carri armati o “legge sulla privacy” che ha permesso che tutti i nostri dati sensibili fossero di domino di banche, assicurazioni, pubblicità, oppure ancora termini come “antibiotico” dove la parola stessa anti bios significa anti vita …

La menzogna travestita da Verità riscuote gran successo perché la Verità spaventa mentre la bugia consola gli spaventati e chi non vuole vedere.

La Verità non è indulgente, è intransigente.

Il Blu dei fiori è divino, poco loquace ma diretto.

Love Blue Flowers.

Calluna vulgaris, IN ARTE HEATHER: IL TEMPO DELLA CRESCITA

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Autunno, stagione di cambiamento e di colori vivaci che anticipano il tempo dell’introspezione, del buio e della luce dentro al buio, la propria casa, la propria dimensione, la propria intimità. Heather, fiore di Bach noto agli amanti del verde e della stagionalità delle piante come Calluna vulgaris (nome comune erica o brugo) sfoggia il meglio di sè proprio in questo periodo. Le highlands scozzesi ne sono ricoperte. La calluna è una pianta resistente al freddo, al vento e alle basse temperature e mal sopporta i caldi estivi e la siccità (per niente!); vive in compagnia dei propri simili, non è mai sola. Persino i fiorellini si dispongono su un unico ramo in un numero considerevole.

Questa è la caratteristica del fiore – di Bach – che più denota e sottolinea un aspetto umano: l’incapacità di stare soli. Il tipo Heather necessita di “riempirsi” degli altri per colmare dei vuoti che non desidera affrontare, di conseguenza si preoccupa inconsciamente di colmare se stesso con numerose amicizie o una famiglia numerosa (per famiglia è inteso anche il rapporto stretto con alcune amicizie). Il soggetto tipicamente Heather non è in grado di affrontare se stesso e le proprie lacune emotive quando invece necessiterebbe di isolamento non come punizione, ma come metodo per imparare a conoscersi e conoscere le proprie carenze, le proprie paure. Adulti che non hanno mai vissuto soli ma sono usciti da una famiglia per ritrovarne subito un’altra spesso sono soggetti Heather.

Per un bambino, essere in una modalità Heather è normale, ha bisogno delle attenzioni materne e paterne. Poi, diventato adulto, questo tipo di attenzione dovrebbe attenuarsi, l’ego trasformarsi da un Io assoluto ad un Noi sano ed equilibrato, il che significa dare attenzione all’altro, offrirsi all’altro e non solamente prendere – e pretendere dall’altro.

In un adulto la solitudine interiore può manifestarsi in manipolazione psichica creando continuamente attenzioni su di sé e sulle proprie – e uniche! – problematiche. In modo grezzo questo atteggiamento è definito come egoismo e l’egoismo è strettamente legato al vittimismo (vedi anche Willow e l’arte manipolatoria del vittimismo).

Heather è rappresentativo del bambino interiore e del mondo emotivo presso cui non si è sentito considerato. Ma è anche legato all’espressione e realizzazione personale: il tipo Heather necessita di in – trattenere gli altri con la propria parlantina e su ciò che gli accade – spesso infatti è logorroico; necessita di fare confluire l’attenzione su di sé come fosse l’unico modo per esprimere la propria individualità. Bach affermava che: ” … tali soggetti vogliono influenzare gli altri in modo meschino, fastidioso e renderli dipendenti“. Non andava certo per il sottile. Ma l’espressione di sé passa anche attraverso gli altri, l’ascolto, la considerazione altrui.

Il rimedio floreale Heather colma il vuoto emotivo, armonizza l’individualità accentratrice e assicura al bambino interiore che non è solo, facendolo maturare e diventare un adulto autonomo e indipendente.

Trovo che i colori variegati delle eriche in periodo autunnale diano in modo allegro il benvenuto all’introspezione invernale, come una primavera che prepara i suoi frutti migliori in attesa di una nuova luce.

Stay tuned!

SOLSTIZIO d’estate E ALLINEAMENTO DEI TRE PRINCIPI ALCHEMICI

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Tra breve, il 21 giugno cadrà il solstizio d’estate, e in questa occasione, in questo anno  bisestile così particolare, il 2020, Sole, Luna e Terra saranno perfettamente allineati in un momento importante che tre o quattro mila anni fa Egizi e gli abitanti di Stonehenge conoscevano già bene. Anzi, non aspettavano altro.

Non aspettavano altro, gli antichi, che Sole, Luna e Terra fossero allineati (quest’anno in occasione del solstizio d’estate avverrà in contemporanea un‘eclissi anulare in cui la Luna si troverà tra il Sole e la Terra). Letta questa cosa in termini alchemici, avremmo la Luna (simbolo del femminile) che si interpone tra il Sole (maschile) e la Terra (la materia). Dal mio libro “Curare i fiori con i Fiori” ho estrapolato questa piccola parte per presentarvela:

I tre principi alchemicifilosofici

i cui elementi principe sono dati da: Zolfo, Mercurio e Sale

Lo Zolfo (Sulfur) corrisponde all’Anima, la coscienza, il principio maschile e fisso, l’ātmā nella tradizione indiana, il Sole  è legato all’elemento trasformatore del Fuoco.

Lo Zolfo è l’Anima intesa come luce che penetra e illumina. Ogni essere vivente ha un’anima, un’energia divina che tiene in vita la Vita. L’Anima non è razionale – logica, l’Anima è di provenienza divina, è un riflesso della Monade, un’idea universale della Mente Super Cosciente proiettata e manifestata nel fisico, nella dimensione terrena.

“L’idea umana” nasce da un’idea divina che ha voluto la manifestazione degli universi, delle galassie, dei pianeti, del nostro sistema solare, della Terra, degli esseri che la vivono.

Il Mercurio (Hydrargyrum = Idrargirio o Argento Vivo)   corrisponde allo Spirito, il Prana nella tradizione indiana, rappresentato dalla Luna   e legata all’elemento Acqua, principio femminile ed elemento mobile

Il Mercurio presiede allo Spirito. La Luna governa l’Acqua e i suoi moti, essa è l’elemento che presiede il mondo delle emozioni. L’acqua è fondamentale per la vita sulla terra e per gli esseri viventi …. Siamo immersi in una condizione acquatica, già da feti prima di venire al mondo. Allo stesso modo siamo immersi in una condizione emotiva.

Il Sale  è il terzo principio e corrisponde alla Materia, il risultato finale dell’unione dei due principi maschile (Sole) e femminile (Luna) e rappresenta il Figlio, il corpo fisico.

In Floriterapia la pratica della solarizzazione e della bollitura genera un’informazione, un messaggio vibrazionale (dei Fiori) che viene memorizzato nell’acqua e pronto a sintonizzarsi con le emozioni-pensieri-azioni umane. Il fiore di Bach (o Californiano o altro generato allo stesso modo) è un Figlio, un’ informazione che va nel mondo. Noi stessi siamo figli di un’informazione genetica, ma anche biologica e fisica di due mondi: nostro Padre e nostra Madre. Sole e Luna.

Il 21 giugno la Luna si “intrometterà” tra il Figlio (la Materia) e il Padre (il Sole) in modo tale da creare un‘eclissi anulare solare in cui il disco della Luna lascia scoperto nel Sole un anello luminoso. Potremmo anche dire che il mondo emotivo sarà nel bel mezzo del mondo della materia e del mondo mentale … Ciò molto probabilmente significa che coinvolgerà in particolar modo i primi tre centri energetici inferiori.

Proseguendo ancora in questa lettura esoterica degli eventi, il 21 giugno si creerà un anello luminoso che, come tale  – ANELLO – ha una simbologia ben specifica: eternità, promessa, vincolo ma anche protezione e difesa. L’anello è un oggetto sacro, a prescindere. E’ un impegno, una responsabilità. Così come un figlio. O un genitore. Da genitori si è responsabili per i propri figli sino alla morte e da figli si dovrebbe essere responsabili e coscienti (fino alla morte) del fatto che i propri genitori sono arrivati sulla Terra prima, che ci hanno preceduto. E solo per questo motivo, da figli, si ha la responsabilità di onorarli e accoglierli per quello che sono e sono stati dentro al proprio cuore per ricreare un’unità.

Sole, Luna e Terra non sono certo separati, anche se distanti; se mancasse uno di essi sarebbe la fine del nostro intero sistema solare. 

Dunque, all’arrivo imminente di questo solstizio d’estate, di questa eclissi di sole anulare, di questo coinvolgimento a più ampio spettro, stiamo sintonizzati con il cuore aperto ad accogliere nostro Padre e nostra Madre, indipendentemente dal fatto che siano viventi oppure no. Essi ci sono stati e ci saranno per sempre, nel cuore.

Buon felice e cosciente Solstizio di Estate

Lumache e limacce: soluzioni naturali

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Negli orti imperversano lumache e limacce (lumache senza casa) in questo periodo più che mai! Ed è davvero triste vedere le prime foglie verdi dell’orto a pois, dove i pois corrispondono a buchi! La causa di ciò, in questa stagione, è data dalla presenza di questi gasteropodi terrestri che non vorremmo vedere vicino agli orti.

Bene, vorrei offrire una soluzione naturale, a impatto zero e soprattutto con tempi di carenza nulli (cioè, dopo aver dato il prodotto potete tranquillamente mangiare … la foglia o la verdura in questione). Non è ancora e del tutto assoldato questo sistema ma credo ci siamo buone probabilità della sua efficacia: sarete voi a dirmi (e per piacere, fatelo, scrivete sul sito o mandatemi una mail!)

Si tratta di comporre una miscela di fiori di Bach e 1 fiore californiano. Ecco cosa serve e in quale misura – da mettere in un flacone da 30 ml con pipetta, successivamente da diluire sino a ottenere 11 lt di prodotto finito (4 pipette x 1 lt di acqua):

  • MUSTARD
  • WILD OAT
  • ROCK WATER
  • SWEET CHESTNUT
  • EVENING PRIMEROSE  (fiore californiano)

Sono tutti fiori di Bach facilmente reperibili in erboristeria o farmacia + 1 fiore californiano (non australiano!) Per ogni rimedio versate 7 gocce nel flaconcino con pipetta da 30 ml, a sua volta 4 pipette della soluzione per ogni litro di acqua che volete erogare. Poi erogate! Su foglia, su terra, dove serve.

Attendo un vostro feed back a riguardo!

E-mail: fioripergaia@gmail.com

 

LOVE-LIES-BLEEDING e la coscienza del Cristo Risorto

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Love-Lies-Bleeding è un fiore californiano, il suo nome botanico è Amaranthus caudatus, nome comune Amaranto appartenente alla famiglia delle Amaranthacee. Il fiore è rosso scuro color velluto e anche al tatto appare vellutato! Originario dell’America Centrale e Latina, l’Amaranto caudatus è una delle tre varietà su sessanta specie conosciute che produce semi commestibili, oggi tanto di moda. L’amaranto si è diffuso in Europa, Asia e Africa a partire dal 1700-1800, adattandosi senza problemi. In Europa era diffuso principalmente per la sua dote “coreografica” all’interno di alcuni giardini, mentre in Africa e in Asia questa varietà era utilizzata come alimento. L’ amaranto è infatti considerato un pseudo cereale. È ricco di proteine, calcio, fosforo, magnesio e in particolare ferro e lisina, utili per chi è anemico. Sconsigliato invece per chi soffre di patologie renali.

La Segnatura della pianta la dice lunga sugli aspetti di trasformazione interiore a cui essa porta: i fiori sono rivolti verso il basso, guardano alla terra. La terra come origine ma anche come fine. I fiori dell’Amaranto dai lunghi pendagli rosso scuri volgono il loro  sguardo ad un aspetto interiore del Sè che è stato … sepolto. Il colore rosso sangue arterioso riconduce ad un dolore del cuore molto profondo: quando il dolore supera la soglia personale, per non soccombere, esso va trasceso, vissuto fino in fondo, compreso e accettato.

Il demone del quarto chakra è il dolore: Love (Amore) Lies (si posa) Bleeding (sul sanguinamento) porta alla luce la consapevolezza che il dolore profondo così come la morte fanno parte della vita. Ogni giorno tentiamo di evitare in ogni modo di provare dolore emotivo e mentale facendo uso di pastiglie per la depressione, per l’ansia, per l’angoscia, per il senso di solitudine, di non accettazione perché temiamo la sofferenza interiore più di ogni altra cosa. Ma spesso quella sofferenza tanto più viene tenuta – e temuta – nei reconditi angoli della personalità, tanto più essa, una volta riemersa, creerà molta sofferenza. Ecco che il rimedio Love-Lies-Bleeding aiuta ad espellere consapevolmente il dolore portando coscienza all’individuo e alla sua condizione umana e terrena: una dimensione, quella terrena, densa e spesso difficile da sopportare ma forse l’unica e vera condizione in cui l’animo umano ha la possibilità di imparare e di crescere.

Love-Lies-Bleeding concede di andare oltre il proprio dolore, trascende e ridimensiona un ego che “si pensa” unico e indistruttibile.

Consapevoli di come lavora in profondità questo rimedio, il consiglio è quello di assumerlo in modo del tutto coscienzioso.

Come ha insegnato il Cristo, dopo la morte c’è la Resurrezione.

Buona Pasqua a tutti.

 

 

 

 

 

YES rimedio per contrastare radiazioni e geopatie

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YES – Yerrow Environmental Solution – è un rimedio californiano della linea FES creato dai coniugi Kaminski in risposta agli eventi di Chernobyl del 1986 per contrastare l’effetto delle radiazioni sugli esseri umani. Ebbene sì, esiste questo rimedio sin da metà degli anni ottanta (e nessuno lo sapeva o in pochissimi). YES lavora sulla pulizia da radiazioni di diversa origine sia a livello del corpo fisico che del corpo eterico: agisce su geopatie (nodi di Hartmann) video e schermi, cellulari, raggi X, radioterapia, campi elettromagnetici.

Il rimedio YES è una miscela unica a base di:

  • rimedi floreali di Arnica, Echinacea, Yarrow, Pink Yarrow, Golden Yarrow
  • tinture madre di Arnica, Echinacea, Yarrow
  • acqua marina

Vediamo di cosa si tratta nello specifico:

ARNICA: Arnica mollis, il rimedio floreale allevia ogni tipo di trauma, sia esso recente o antico. La tintura madre decongestiona le infiammazioni.

ECHINACEA: Echinacea purpurea, il rimedio floreale è utile per mantenere l’integrità dell’individuo in caso di forte shock o traumi violenti che provocano un senso di disgregazione fisica. La tintura madre è un potente antibatterico, antivirale, antinfiammatorio, fortifica le difese immunitarie.

YARROW: Achillea millefolium, il rimedio floreale rafforza la vitalità, ripulisce dalla tossicità ambientale a livello psichico. La tintura madre è utilizzata per le sue capacità antinfiammatorie, antiemorragiche, antispasmodiche, per risolvere problemi legati a coliti e crampi addominali, riequilibra il sistema ormonale femminile.

PINK YARROW: Achillea millefolium var. rubra, il rimedio floreale permette di mantenere il distacco emotivo da situazioni spiacevoli o pesanti; ripulisce da tutto ciò che viene assorbito o che “dissangua” emotivamente. La mente resta lucida e non è suggestionata.

GOLDEN YARROW: Achillea filipendulina, rimedio floreale che permette di restare aperti nei confronti del mondo e delle persone, pur mantenendo integra la propria identità sensibile. Individualità protetta tra la moltitudine.

 

YES è un rimedio che permette di mantenere integre le energie vitali e psichiche, è uno scudo contro ogni tipo di radiazione che minaccia la fisicità individuale e del pianeta; esso attiva proprietà ricostituenti per l’organismo e la psiche.

Per quanto tempo assumere il rimedio? Direi sempre, o quasi sempre: siamo immersi in un mondo fatto di radiazioni.

DOVE ACQUISTARE I PRODOTTI:

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8 prodotti multiuso (a costi bassissimi) da tenere sempre in casa

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Andiamo per ordine alfabetico: Aglio, Argilla, Bicarbonato, Limone, Oli essenziali di Lavanda, Timo, Tea Tree, Semi di Lino.

Si tratta di rimedi naturali, semplici e di facile reperibilità, ma di essenziale importanza per risolvere piccoli disturbi e facili e immediati lievi medicamenti.

Il costo più alto è quello degli Oli essenziali (quelli veri!) che può variare dagli 11 ai 15 euro. Tutto il resto, come ben sapete ha costi bassissimi (Aglio, Bicarbonato, Limone). Argilla (Verde Ventilata) varia dai 5 agli 8 euro, i Semi di Lino ora si possono acquistare presso negozi di alimentari a costi che variano dai 2.50 ai 6 euro.

Ma andiamo per ordine:

AGLIO: è uno dei più potenti battericidi naturali, antisettico ed espettorante, usato nell’antichità persino durante il colera e considerato miracoloso. Contiene vitamina A, B1, B2, B3 utile a ri-ossigenare le cellule e favorire la depurazione del sangue; contiene vitamina C e oligo elementi. Stimola il cuore e abbassa la pressione sanguigna, favorendone la circolazione. Esternamente può essere utilizzato finemente tritato per calli e verruche. A livello intestinale agisce come vermifugo.

Per esperienza personale posso dire di avere eliminato una testa di zecca rimasta sottocutanea che stava facendo infezione. Tre spicchi di aglio fresco (accompagnato tipo bruschetta!) e il giorno dopo la testa di zecca era uscita da sola.

CONTROINDICAZIONI: da evitare per chi soffre di bassa pressione, dermatosi, irritazioni a stomaco e intestino, malati di fegato.

ARGILLA (VERDE VENTILATA): utilissima in caso di gonfiori o traumi articolari e problematiche cutanee; ricca di minerali, l’argilla ha un elevatissimo potere assorbente di impurità e tossine, oltre che di ritenzione fino al 98% delle radiazioni! (molto utile quando ci fu Chernobyl per lavare le verdure e la frutta, cosa che per altro, viste le alte radiazioni eteriche delle antenne, è ancora consigliato fare.)

Creare con un po’ di acqua un piccolo impiastro e formare del fango da applicare sulla parte (contusioni, distorsioni). Lasciare agire per qualche ora poi buttare il tutto (biologica!) e ripetere più volte al bisogno. Per uso esterno va bene anche argilla meno fine rispetto a quella ventilata, ma se in casa tenete la ventilata vi potrà essere utile anche per un uso interno (su consiglio e dritte del proprio erborista o farmacista di fiducia per l’utilizzo).

NOTA BENE: NON MANEGGIARE MAI L’ARGILLA CON METALLI! Utilizzare solo contenitori e posate in legno, in ceramica, in marmo.

BICARBONATO: il bicarbonato ha un Ph basico vicino a 12 (il limite è 14) e per questo si contraddistingue quando lo ingeriamo per aiutare la digestione: Il Ph dello stomaco varia da 1 a 2 per acidità, una delle più basse che si trovi in Natura, praticamente acido cloridrico. Si forma così una reazione chimica gassosa (il ruttino) che permette, nel caso dello stomaco, una spinta alla digestione. La stessa reazione la possiamo ottenere con un cucchiaino di bicarbonato sciolto in un limone: reazione immediata e che cosa crea? Il lievito! Quindi, se siete senza lievito in casa potete utilizzare questo metodo, sia per dolci che per salato.

Oltre che per lavare frutta e verdura dove, anche in questo caso, la reazione alcalino-chimica provoca lo smarrimento di  insetti indesiderati, il bicarbonato è uno sbiancante, quindi se intinto sullo spazzolino da denti o sui tessuti, sbianca da ingiallimenti e macchie. 

L’ alcalinizzazione (NON ECCESSIVA) delle urine aiuta a prevenire calcoli renali e acidosi uriche. Utile in caso di acidità e reflusso gastrico. 

LIMONE: il succo di limone è ricco di vitamina C,  vitamine del gruppo A e B, acido citrico (all’interno del corpo basicizza!), sali minerali, oligo elementi, acido malico (aiuta nella produzione dell’energia cellulare). Il limone è depurativo su tutto l’organismo: è consigliato per nausee, inappetenza, bronchiti, diarrea, digestione difficile.

E’ uno tra i più potenti naturali battericidi e antisettico: previene e combatte le infezioni, ottimo come disinfettante intestinale, salvo in caso di problemi di lacerazione di questo organo.

OLI ESSENZIALI: LAVANDA, TIMO, TEA TREE. Quando acquistate oli essenziali assicuratevi che siano puri al 100% (la dicitura deve essere presenta sulla confezione), altrimenti lasciate perdere.

LAVANDA (Lavanda Officinalis): è un rilassante per il sistema nervoso, facilita il sonno, aiuta in casi di depressione. Sul piano fisico è ottimo in caso di scottature (diluire con un olio vettore), punture d’insetti, eczemi e dermatiti, verruche, micosi; in caso di influenza (suffumigi), raffreddore, bronchiti.

TIMO (Thymus Vulgaris): fortifica in caso di malattie debilitanti, stimola la concentrazione. E’ fortemente battericida (attacca gli enzimi dei batteri) e può uccidere stafilococchi (in diluizioni millesimali – uso interno: si consiglia il parere del proprio erborista di fiducia per la corretta assunzione). E’ un ottimo disinfettante che agisce persino contro virus stimolando la formazione dei leucociti (difese immunitarie). Antisettico per le vie respiratorie (suffumigi) in caso di bronchiti, raffreddori, influenza, pertosse e sinusite. Utile anche in caso di micosi ai piedi. SALVO IN QUEST’ULTIMO CASO, L’ESSENZA NON VA USATA PURA SULLA PELLE (sono possibili irritazioni cutanee).

TEA TREE (Malaleuca Alternifolia): l’essenza di Tea Tree ha un effetto antivirale e germicida su ogni tipo di infezione, anche di origine fungina. Utile in caso di herpes labiale, micosi ai piedi, morsi di ragni e punture d’insetto (in questo caso si può applicare direttamente olio puro sulla parte interessata PREVIA PROVA EPIDEMIOLOGICA SU UN PUNTO DELLA PELLE PER VERIFICARNE LA COMPATIBILITÀ’ (sono possibili irritazioni cutanee molto forti). Utilissimo anche in caso di Candida albicans (irrigazioni o una – 1 – goccia negli slip).

SEMI DI LINO: i semi di lino contengono mucillagine, proteine e grassi insaturi. Sono antinfiammatori, emollienti e lassativi. Per uso interno: utile in caso di stitichezza, gastriti, infiammazioni delle vie urinarie.

Usi: 3 cucchiai da minestra di semi in 1 lt di acqua calda, lasciare in ammollo una notte e bere 3/4 tazze durante il giorno successivo. Utilissimo anche l’olio di lino ricco di omega 3 e omega 6 – acquisto a parte – come lassativo, in caso di bronchite cronica, tosse, tubercolosi. 1 cucchiaio di olio di lino in aggiunta a succo di limone è un potente vermifugo.

Per uso esterno: semi di lino in un bicchiere con due dita d’acqua, lasciare in ammollo per dieci minuti: si forma una mucillagine, mettere in un pentolino con aggiunta di acqua e lasciare bollire per qualche minuto. Avvolgere in un panno bianco la mistura che nel frattempo si è solidificata e posizionare (attenzione che è bollente!!) su piaghe da decubito –  e sul petto in caso di bronchite o catarro in eccesso. Muovere  – per evitare di bruciare la pelle – posizionando il sacchettino bianco nelle zone di interesse fino a quando il calore non svanisce del tutto. Poi buttare i semi e lavare la pezzuola bianca. Ripetere più volte nell’arco dei giorni fino a quando catarro o piaghe non saranno in via di miglioramento.

Con questi 8 prodotti tenuti in casa senza problemi di scadenza, escludendo il limone, l’aglio e i semi di lino – o l’olio – che in ogni caso è sempre bene avere freschi, in autonomia è possibile risolvere diversi problemi senza dover ricorrere o correre al supermercato o in farmacia. Otto semplici modi per creare una piccola farmacia in casa. Se il costo di tutti e tre gli oli essenziali, che è quello più cospicuo, dovesse essere eccessivo, tra i tre farei cadere la scelta sul Timo perché è la giusta via di mezzo tra Lavanda e Tea Tree.

La Natura ha spesso tutte le risposte.

Fonti: “Fitoterapia. Guarire con le piante” di Jean Valnet ed. Giunti; “Profumi celestiali” di Fischer e Rizzi ed. Tecniche Nuove.

 

Prunella Vulgaris e il suo alto potere di guarigione: vi presento Self-Heal

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La Prunella vulgaris o Brunella vulgaris comunemente chiamata anche morella, è una pianta estremamente comune su tutto il territorio italiano; è diffusa in Asia, Nord America, Europa e facilmente naturalizzata in alcune aree dell’Africa e dell’Australia. E’ una pianta semplice, ma che la Natura ha deciso di farci trovare quasi ovunque disponibile. Perché?

E’ possibile utilizzare tutta la pianta, in ogni sua parte. Le sue proprietà officinali sono antinfiammatorie, astringenti, cicatrizzanti. E’ un ipoglicemizzante (diminuisce la glicemia) in uso farmaceutico o erboristico; è possibile utilizzarla in infuso; come decotto per gargarismi e sciacqui alla bocca in caso di infiammazioni o ulcere alle gengive, infiammazioni della gola, infiammazioni alla lingua. Il macerato veniva anticamente utilizzato per guarire piaghe (astringente). CONSULTARE UN FARMACISTA-ERBORISTA PER I CORRETTI UTILIZZI.

A livello omeopatico (in italiano non ho trovato fonti!) guarisce diversi tipi di infezione acuta o cronica, è utile per aiutare le basse difese immunitarie da virus, batteri, cancro, HIV e malattie auto immuni (Fonte: https://www.littlemountainhomeopathy.com/ ). CONSULTARE UN MEDICO-OMEOPATA PER L’UTILIZZO NELLE CORRETTE FORMULAZIONI.

Mentre da un punto di vista psichico c’è Self -Heal (rimedio californiano FES) che, faccio notare, è la traduzione inglese della Prunella vulgaris (sapete che gli inglesi hanno tradotto i nomi latini delle piante spesso in base alla loro funzione pratica) che significa auto – guarigione.

Il rimedio floreale Self-Heal invia a tutto il corpo un segnale di auto guarigione affinché le cellule si sintonizzino su quel messaggio e operino per essere o tornare in buona salute.

“Nessuna terapia può apportare una vera guarigione se l’individuo non è stimolato e motivato interiormente a cercare e affermare l’integrità della vita.”

… affermano i coniugi Kaminski nel “Repertorio delle essenze floreali”, ed è proprio così. Chi vuole guarire ha più probabilità di raggiungere in fretta i risultati rispetto a chi, preso dal negativismo delle situazioni, afferma a se stesso che non ne uscirà mai più o chissà quando. Il sistema immunitario ascolta: le cellule (50 trilioni in un solo corpo umano, afferma Bruce Lipton) sentono benissimo in che stato è … lo stato d’animo!

L’auto guarigione è una responsabilità personale. La salute interiore non è delegabile a nessuno diverso da noi stessi. 

Self-Heal ripristina l’integrità, dona un senso di benessere inteso come cura e premura di se stessi.

Quando andrebbe assunto? Spesso, o sempre. Il corpo è il mezzo di trasporto dell’anima e va tenuto in buono stato, nella buona e nella cattiva sorte.

E’ ottimo l’abbinamento Self-Heal + Echinacea(FES)

 

Rimedi Floreali ai tempi del Coronavirus

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C’è una forte analogia tra quello che sta succedendo alle persone e quello che accade al pianeta oggi. Da quando questa pandemia ha luogo c’è stata un’inversione di marcia: le aree più inquinate del pianeta si sono (o si stanno) ripulendo – persino in pianura si respira aria buona – mentre il virus attacca nello specifico i polmoni delle persone.

I polmoni sono gli organi principali dell’apparato respiratorio, forniscono ossigeno ed eliminano l’anidride carbonica dal sangue; hanno la stessa identica funzione degli alberi. Solo che in questo momento forse gli alberi stanno tirando un sospiro di sollievo mentre noi, umani, soffriamo e persino moriamo. La necessità vuole che restiamo chiusi, isolati, con pochi se non nulli rapporti umani e persino ravvicinati. I polmoni sono governati dal chakra del cuore, come ho già detto in altri articoli.

Osservo questo periodo vedendo alcuni aspetti della situazione attuale: costretti alle chiusure, a forti restrizioni, a isolamenti, al cambio drastico della quotidianità e penso :  non possiamo non riflettere su noi stessi, ogni situazione oggi porta ad una riflessione personale. Invece che tentare di fuggire alle normative, per una volta, cerchiamo di soffermarci a riflettere cosa ci fa correre e scappare di continuo, fuori di casa, al lavoro, tra le persone.

Questa quarantena corrisponde al periodo che precede la Pasqua -sarà mica un caso ???- … come ne risorgeremo? Ne usciremo più comprensivi, più sensibili, più accoglienti? O saremo ancora più spietati di prima? Saremo felici di incontrare il prossimo o desidereremo ancora la sua morte? Saremo interiormente “rallentati” e riflessivi o torneremo come frenetici pazzi? Saremo predisposti all’accoglienza, ad aprire le braccia verso l’altro o ci imbronceremo alla minima piccolezza insignificante? Saremo di nuovo egoisti o saremo diventati altruisti?

Siccome la Natura fa il suo corso e il virus – che ne fa parte – pure, stavolta tocca a Lei. Tocca a lei decidere e a noi stare alle sue di regole.

Emotivamente, per sostenerci e per riflettere, propongo qualche rimedio floreale specifico in questo tempo di quarantena così da valutare la differenza tra il prima e il dopo. Premetto che ognuno di essi NON COSTITUISCE TERAPIA MEDICA NE’ IN ALCUN MODO IN SOSTITUZIONE DI ESSA, si tratta di rimedi floreali che lavorano da un punto di vista emozionale e per il sostegno psichico.

  • per chi è suscettibile all’isteria di massa, facilmente influenzabile dai mass media e dalle notizie suggestive e pessimistiche: tanto per cominciare evitate programmi e telegiornali o giornali sul tema … RED CLOVER (FIORE CALIFORNIANO) assumere in diluizione più volte al giorno per ripristinare un atteggiamento calmo e stabile.
  • per chi si fa facilmente influenzare dall’esterno (Tg, voci vere o presunte ecc… ) da colleghi, parenti: WALNUT (FIORE DI BACH) per rafforzare il proprio pensiero a discapito degli influssi di idee altrui che sono attorno. E’ necessario ragionare con la propria testa.
  • per chi si sente deteriorato interiormente, frammentato, distrutto, perso, disorientato: ECHINACEA (FIORE CALIFORNIANO) per ripristinare l’integrità dell’Io, questo rimedio è molto, molto efficace per non perdere se stessi. Ricordiamoci che l’Echinacea è un valido rimedio per aumentare le difese immunitarie (come idroalcolico o in pastiglie).
  • per chi è facilmente influenzabile, ha incubi notturni o sogni disturbati, una vita caotica o nel caos: CHAPARRAL (FIORE CALIFORNIANO) per purificare la psiche da traumi, incubi, pensieri caotici.
  • per chi è particolarmente pauroso, sensibile e debole psichicamente e con scarsa vitalità fisica ed emotiva: GARLIC (FIORE CALIFORNIANO) … l’allium sativum … l’aglio, si sa, tiene lontani i vampiri! Garlic può aiutare sia chi è naturalmente debole a livello di sistema immunitario con tendenza a infezioni parassitarie intestinali, sia chi ha predisposizioni verso le “possessioni” di forme pensiero negative.
  • WILLOW (FIORE DI BACH): evitiamo il vittimismo durante le pandemie che di tutto c’è bisogno tranne che di essere vittime di se stessi! Utilizzate Willow per diventare responsabili!

Alcuni di questi rimedi possono sembrare molto simili l’uno con l’altro, ma sono sicura che leggendoli capiterà che qualcuno risuoni o richiami più di un altro. Seguite l’istinto.

Teniamoci occupati nel capire chi siamo e cosa vogliamo in questo momento di “tregua” dalla quotidianità, dalla frenesia. Anche una malattia può indicarci chi siamo e cosa vogliamo. Diamo ascolto alla parte più profonda di noi stessi (STAR TULIP – FIORE CALIFORNIANO) per riemergere con una maggiore centratura.

 

 

WILLOW e l’arte manipolatoria del vittimismo

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Il Salix vitellina – Willow – rimedio del Dott. Bach, comunemente chiamato salice piangente denota un’evidente Segnatura che incarna alla perfezione il concetto di vittimismo: rami e foglie rivolte verso il basso a differenza della stra grande maggioranza degli alberi (parliamo di alberi e non di arbusti) i cui rami e foglie sono normalmente rivolti verso il cielo; il salice si presente come una testa piegata spesso a contatto con l’acqua, un’acqua generalmente stagnante o poco mossa (laghi o canali), la rappresentazione di un mondo emotivo stantìo. 

Mechthild Scheffer  terapeuta e responsabile del centro Bach per la Germania, nella sua guida “Terapia con i Fiori di Bach” edizioni Tea Pratica descrive lo stato cronico di Willow negativo come di chi si sente un poveretto, vittima della sorte e circostanze o situazioni esterne; sono personalità che richiedono l’aiuto degli altri come fatto dovuto, che vivono una profonda amarezza interiore ma non si sentono minimamente responsabili della propria condizione: la “colpa” è di altri, è esterna.

Lo psicologo svizzero Max Luscher nel suo testo “La persona a quattro colori” edizioni Astrolabio indica un atteggiamento che in floriterapia sarebbe definito tipicamente Willow identificandolo come il serpente tortuoso in antitesi con il pavone presuntuoso, cioè colui che non ama ricevere critiche, non è in grado di prendere decisioni, non è una personalità autonoma ed è insicura di sè.

Tutti sperimentiamo o abbiamo sperimentato il vittimismo. Per situazioni difficili nella vita, un lutto, una separazione, momenti in cui la terra sotto i piedi trema, quando certezze o punti di riferimento deviano dal loro corso abituale. Piangere e vivere il dolore e lo sconforto in queste occasioni è del tutto normale.

Non rientra più nella normalità quando la vittima usa la sua condizione per manipolare le persone: come può una vittima manipolare? La vittima è egocentrica, egoista e, secondo il suo punto di vista tutto – e tutti – dovrebbero orbitare attorno a lei. Il vittimismo porta la maschera apparente della debolezza, attira su di sé l’attenzione come se al mondo fosse l’unico essere umano ad avere problemi, l’unico a fare grandi sforzi … Il vittimismo addirittura insinua sensi di colpa nel prossimo e, quando questo seme attecchisce, riesce persino a ricevere le scuse degli altri a suo favore. 

Alla base di questo atteggiamento c’è un vuoto interiore che pone la vittima a domandarsi quanti pochi ideali sia riuscita a realizzare nella propria vita seppure continui a pretendere comprensione e commiserazione (e non è detto che la sua condizione sia particolarmente grave o più drammatica di molte altre). 

Come la Segnatura stessa della pianta narra, la personalità Willow rimugina se stessa dentro una condizione emotiva statica e stagnante, evitando di fluire con la vita. Difficilmente la condizione Willow cronica negativa vuole essere consapevolmente superata.

Willow allo stato positivo vuole che ognuno prenda in mano il proprio destino, la propria felicità, la responsabilità della propria vita. Niente è impossibile a meno che non lo si voglia. In un mondo di adulti comportarsi da bambini non trova gran riscontro. E se lo trova, avrà una breve strada da percorrere. Willow rappresenta la crescita emotiva per chi è rimasto bloccato in un’età da infante in cui a suo tempo il capriccio poteva portare a casa buoni frutti.

In un primo momento, se assunto, il rimedio di Bach porta alla luce l’autocommiserazione, il piangersi addosso esattamente come fa la Salix vitellina nella sua forma più spontanea e naturale. Successivamente Willow porta consapevolezza profonda che la responsabilità di se stessi è solo ed esclusivamente nelle proprie mani, tutti gli altri fattori esterni non hanno niente a che vedere con la propria sorte se non essere il riflesso di ciò che si è o di ciò che si pensa. Willow permette di sostituire la colpa con la responsabilità.

Non ho visto del vittimismo negli occhi di bambini orfani nei campi profughi in Bosnia durante la guerra. E non l’ho visto nemmeno negli occhi di alcune persone cui era stato comunicato che avrebbero avuto tre mesi di vita. Hanno combattuto per vivere. Ecco che cosa stilla profondamente Willow: a diventare dei grandi guerrieri. Indipendenti.

Chi di vittima colpisce di vittima perisce.

Ansia e Stress da lavoro: sintomi e soluzioni

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Mi sveglio di notte e, nonostante il buio, mi accorgo che gira tutto … giramento di testa raro, ma potente. Torno a dormire; il mattino seguente quando suona la sveglia e apro gli occhi, la testa ancora non s’è fermata di girare, mi alzo e mi rendo conto di non riuscire a stare in piedi, ho bisogno di un appoggio e lo trovo con la parete a fianco del letto. Lo stomaco completamente sottosopra e la prima cosa che penso è: un virus. Poi lo so, no si tratta di un virus. Perchè il mal di testa in realtà viene dallo stomaco che è in subbuglio da giorni. Pensieri, elaborazioni, soluzioni e velocità, velocità di pensiero e di azione al lavoro perchè non ci si può fermare, c’è tanto da fare. Rivedo con la memoria un ex collega che anni addietro ha avuto gravi problemi di salute, assente dal lavoro per mesi; in cuor mio so perfettamente che cosa era successo, quello che chiamano burn out. Una serie di eventi che hanno scatenato quello che razionalmente non si riesce a sopportare e la sensazione di non avere vie d’uscita: una parte del corpo ne subisce le conseguenze, dimostrandolo, mettendo ko la persona; ma questo è l’unico modo che il corpo ha di comunicare che è giunta l’ora di fermarsi per rimettersi in sesto.

Lo stress da lavoro è per la maggior parte delle volte un’ansia da prestazione: si vuole dimostrare quanto si è capaci per ricevere un’approvazione. Quando si da tanto ci si aspetta che qualcuno dica “Bravo” e quando si incappa in “perdite” o errori lavorativi – che normalmente esistono e fanno parte dell’apprendimento – non si vuole accettare la critica. Bisognerebbe essere così capaci e bravi da staccarsi da qualsiasi opinione e fare quello che si sa fare al meglio, senza aspettativa alcuna. Se in coscienza propria si sa onestamente tutto quello che si è fatto per raggiungere un buon risultato, allora non si deve niente a nessuno. E non ci si deve aspettare niente da parte di nessuno. Lo scopo è stato raggiunto, il “Bravo” ce lo siamo detti da soli anzi, magari anche: “Ottimo lavoro!”

Sentirsi meritevoli di un riconoscimento non significa esserne dipendenti né tanto meno supplicarlo o elemosinarlo.

Così le manifestazioni da stress da lavoro possono essere molteplici. La testa spesso è quella che rimane “intrappolata” nel sistema perchè non si capacita di non avere un riscontro, una spiegazione, una motivazione … così sballa, ma chi sballa in realtà è quel terzo chakra carente di meritevolezza, di autostima e di potere personale sufficiente da smettere di cercare l’approvazione altrui. Il mal di stomaco crea la sua morsa per comunicarci che dobbiamo smetterla di elemosinare, un gesto che fondamentalmente ci fa vomitare, non ci rende degni.

Come uscirne fisicamente?  Prendersi del tempo (tanto non si riesce ad andare al lavoro in quelle condizioni) e mettersi in pace a letto, sul divano, senza programmi futuri anche immediati e senza pensieri di DOVER fare qualcosa, qualsiasi cosa. Occupatevi dello stomaco prima che della testa, la testa ne è solo una conseguenza, il sistema degli occhi infastiditi dalla luce, idem. Mani appoggiate sullo stomaco e portate in profondità la parola CALMA. Fermatevi con tutto e comunicate solo il termine CALMA adesso. La milza, lo stomaco hanno bisogno di calma, di relax, di smettere di affrontare ogni giorno delle maschere.

In abbinamento assumere qualche goccia pura di Rescue Remedy nel giro di pochi minuti, le prime gocce a distanza ravvicinata poi allungate il periodo ogni dieci, quindici, venti minuti, mezz’ora. Abbinate Scleranthus e Walnut successivamente, meglio anche abbinare la formula YES (Yerrow Environmental Solution) dei fiori Californiani per depurarsi da ogni tossina sia fisica che da radiazioni (lavorare nei centri commerciali in particolare si subisce questo tipo di radiazioni tramite video, cellulari, luci led, persone); consiglio vivamente di tenere sempre con sè questo rimedio importantissimo e prenderlo quasi costantemente.

Walnut serve per restare centrati e protetti, Scleranthus aiuta nella stabilità: la recapita direttamente al terzo chakra in balìa del maremoto riportando assestamento quasi immediato. Anche in questo caso assumere di frequente due o tre gocce per il periodo come sopra.

Non fatevi spaventare troppo dalle reazioni fisiche che il corpo vi manda, cercate piuttosto di capire quali sono le reali motivazioni che procurano il malessere. In cuor vostro sapete cosa vi infastidisce, cosa non piace, cosa vorreste fosse diverso.

La pratica sopra descritta richiede una buona mezza giornata per il fisico di ristabilirsi e di ritrovare la sua centratura, in fondo è da giorni, settimane o forse mesi che “regge” e ha bisogno della sua valvola di sfogo e del suo tempo per riprendersi. Abbiate inoltre cura di tenere la testa al fresco, nel vero senso del termine, aria fresca, soprattutto se inverno evitare nei primi momenti la vicinanza con termo o stufe, lasciare ossigenare il cervello inspirando aria fredda. Riposate, dormite, prendetevi un giorno.

Trattatevi bene con semplicità. Rispettatevi.

Ascoltatevi.

Come raggiungere la stabilità interiore: Scleranthus, il rimedio dell’equilibrio

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E’ da tempo che rifletto su cosa scrivere del rimedio Scleranthus, fiore di Bach. Più vado avanti e più noto quali sono le innumerevoli possibilità di utilizzo di questo fiore. Quando parli di Scleranthus a qualcuno, subito questa persona dice: “Allora vuoi dire che sono sclerotica/o?” NO, assolutamente no, l’ultima cosa che mi verrebbe da dire ad una persona che ha bisogno di Scleranthus è che la motivazione vera sia dell’essere sclerotico!!

Lo sclerotico uno se lo immagina mezzo pazzo e che scatta in continuazione, un misto tra  un lunatico impazzito e uno senza controllo alcuno su se stesso. No, Scleranthus non lavora esattamente in questi termini, anche se la radice del termine stesso riporta al verbo “sclerare” (uscire fuori di senno, sragionare). A me piace affermare e tranquillizzare le persone che Scleranthus invece lavora sull’equilibrio, nel senso stretto del termine. Equilibrio interiore, ma anche esteriore. Scleranthus è la scelta definitiva, quella del cuore e non quella della mente. Ciò che il cuore conosce, la mente presuppone. Così questo rimedio porta ad una decisionalità interiore pacifica e serena, ma convinta. E’ l’ago della bilancia che saggiamente cade là dove doveva cadere. Per questo affermo sempre con convinzione che Scleranthus è il rimedio dell’equilibrio, della stabilità. E’ una frequenza di cui tutti dovremmo fare uso una volta ogni tanto nell’arco della vita, in particolare in alcuni momenti di difficoltà. Purtroppo non lo si considera spesso come rimedio “riparatore” – passatemi il termine – nel senso che ci aiuta a decidere, a capire quale strada intraprendere e spesso semplicemente a prendere una certa decisione, scardinare un momento di stallo per fare ripartire un movimento (come si direbbe in termini di costellazioni famigliari).

La stessa segnatura della pianta, piccolissima, indica una continua deviazione di rametti che si dipartono dal ramo principale, di due in due, uno da una parte e uno dalla parte opposta.

La cosa più interessante che sto notando di questo rimedio sono le infinite possibilità di utilizzo. Ne elencherò qualcuna dandone spiegazione e motivazione.

  • Mal d’auto, mal di mare: le curve della strada così come le onde del mare rappresentano un continuo andirivieni che porta l’essere da destra a sinistra (nel caso della strada con le curve) e dall’alto in basso (nel caso delle maree) provocando sensazioni o eventi di voltastomaco. Utilizzando Scleranthus è possibile ripristinare questo equilibrio iniziando il trattamento per tempo prima di una partenza dove si sa di andare incontro a situazioni del genere. In brevissimo si recupererà dentro se stessi il giusto equilibrio interiore per affrontare curve e maree. Da continuare l’assunzione al bisogno. OTTIMO ANCHE PER I PET, gli animali domestici che non sopportano di viaggiare e stanno male tutte le volte. Come sopra, da assumere qualche ora prima del viaggio e, al bisogno, anche durante. (In diluizione in acqua).
  • Problemi fisici visibili: strabismo, occhi storti, deficit di due parti del corpo molto diverse come spalle, viso o altre situazioni di scompensazione fisica in cui visibilmente una parte differenzia molto dall’altra. Scleranthus ripristina innanzitutto un equilibrio interiore, poi fisico. Con questo non dico che siano da escludere operazioni chirurgiche ove necessario e questi suggerimenti circa il rimedio floreale non si vogliono assolutamente sostituire ad un intervento o ad un parere medico. Dico solo che ristabilendo, con il tempo – anche parecchio – un equilibrio interiore, il corpo potrebbe rispondere positivamente al nuovo atteggiamento di stabilità e armonia che il fiore rilascia con le sue frequenze e ristabilire un’armonia fisica, un equilibrio assolutamente visibili.
  • Bipolarismo: una volta ho avuto a che fare con una donna completamente bipolare. Provava tutti i medici, di tutti i tipi, floriterapeuti inlusi, poichè era consapevole del suo disagio. Per i medici non ho potuto esprimermi, ma come floriterapeuta l’unica cosa che mi saltò all’occhio era che le avevano dato un mucchio di rimedi per riequilibrare tutti gli scompensi caratteriali che aveva, tutti tranne uno, quello che rispecchiava perfettamente la sua reale condizione: SCLERANTHUS! Una persona bipolare è un esempio lampante di un atteggiamento Scleranthus in difficoltà (appositamente non voglio usare il termine “negativo”). E’ come avere dentro Dottor Jekill e Mr. Hide sempre. Bisognerà pur trovare un equilibrio tra i due, visto che esistono entrambi? Ed esistono per ognuno di noi, anche se non siamo dichiaratamente bipolari! Mr. Hide non può essere nascosto, può solo essere integrato. Tutto quello che cercavano di fare con questa persona era tentare di uccidere Mr. Hide, la parte scomoda della persona, ma era la parte che diceva sempre la verità delle cose, era la parte più cosciente di sè, più consapevole di ciò che le accadeva attorno e nel mondo, la parte scomoda che nessuno voleva sentire nè vedere. Dottor Jekill era ciò che GLI ALTRI avrebbero voluto che fosse sempre: un prototipo perfetto. Di madre, di moglie, di impiegata. Lei non ci stava dentro. Non ho mai conosciuto una persona più lucida e vera, temeraria e menefreghista allo stesso tempo come un bambino che si prepara ad una nuova avventura. Ma il mondo questo non lo accetta e per alleviare il disagio in situazioni del genere suggerisco approcciare con Scleranthus per il maggior tempo possibile, sempre in diluizione in acqua.

Così, in momenti di indecisione, di difficoltà nel gestire certe parti di noi, in momenti in cui dobbiamo essere fermi e in equilibrio come un funambolo su una fune di acciaio a centinaia di metri o pochi centimetri da terra, suggerisco di fare un passaggio con Scleranthus, questo fiore che suggerisce al cuore di prendere una decisione con la massima tranquillità e fiducia che quella è la decisione o la posizione migliore che si possa prendere in un dato momento della vita. Togliersi dall’imbarazzo dello stallo, dalla procrastinazione e mettersi nel fare. Spesso i disordini di stomaco (ad esempio quando si va in auto e si ha il mal da’auto) sono problemi legati a schemi mentali che non riusciamo a rompere o a trasformare, per questo ci danno da fare, ci fanno persino … vomitare.

Come sempre, suggerisco di provare personalmente il rimedio. Come sapete non esistono contro indicazioni.

Impazienza e Alchimia

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Quando avevo circa sei o sette anni mia nonna, tempestata da parte mia della stessa domanda ogni tre secondi, ad un certo punto mi disse: “Come sei impaziente!” Considerato che sono rari i ricordi che ho da bambina, questo evento mi è rimasto veramente impresso. Le chiesi: “Cosa vuol dire impaziente?” E lei, con estrema semplicità: “Che non sai aspettare.”

Il solo termine “aspettare” per me non ha un senso logico. Aspettare cosa? Chi? La dicitura: “sala d’attesa” mi muove il sistema nervoso, infatti le evito, così come le file di persone davanti a qualcosa. Al termine aspettare ho dovuto trovare un sinonimo.

La Treccani definisce così il termine Impazienza:

… stato d’animo di chi è insofferente per cosa che lo irriti o molesti o di chi è ansioso per il desiderio o l’attesa di cosa che tarda …

in questa frase c’è l’essenza di colui che è impaziente: insofferenza (stato d’animo Beech) e ansia. L’ansia è l’altra faccia della medaglia della depressione. L’ansioso è tale perché rivolto ad un futuro prossimo, si preoccupa di qualcosa che non è ancora accaduto, qualcosa che potrebbe andare in un certo modo – secondo la sua mente –  è totalmente proiettato in avanti e per questo motivo non vive il presente, il famoso attimo fuggente!

Le caratteristiche dell’impaziente sono diverse: difficilmente sopporta di lavorare in gruppo perché reputa gli altri (quasi tutti) lenti e inefficienti, questo ovviamente perché non sa aspettare; non sta fermo ed è sempre ansioso di fare, se non ci sono problemi se li crea pensando ad eventuali futuri alternativi o sconcertanti. Una persona che mentalmente non tiene il suo passo (velocità e agilità di pensiero) difficilmente riuscirà a convivere a lungo con un’impaziente, a meno che l’impaziente stesso non si metta fortemente in discussione e colga nell’altro la facoltà della pazienza tentando di fare anche sua questa virtù.

Queste non sono le cause dell’Impazienza. Queste sono solo le caratteristiche. La vera causa la si può cercare nel mondo emotivo della persona e naturalmente risale ad un periodo molto lontano della sua vita.

Un bambino che non è rispettato nei suoi tempi e nei suoi spazi avrà un subconscio che maturerà “l’idea” dell’urgenza, della drammaticità, di una situazione che richiede un intervento immediato, del DOVER – da qui poi un enorme senso del dovere – andare, fare, qualcosa subito, abbandonando immediatamente l’istante presente per proiettarsi altrove. Non si tratta solo di tempistiche interrotte, ma e anche di invasioni territoriali – gli spazi. Il mondo dei bambini è fantasia, gli spazi non sono spazi fisici reali, ma mentali del proprio mondo interiore. Un bambino può giocare in mezzo metro quadrato con un sasso così come correre in un’area più vasta dove il tavolo è un’astronave, la sedia un veliero, il pavimento il mare. Gli oggetti svaniscono e ricompaiono come se la legge della fisica quantistica fosse cosa del tutto naturale (come per i malati di Alzheimer). Tu adulto impazzisci per fare rientrare il tutto in un mondo logico – razionale, ma se lo “butti” indelicatamente nel mondo fiabesco di un bambino, la sua infanzia potrebbe risentirne. Allora il gioco non sarebbe più un gioco: nasce nel suo istinto un campanello d’allarme per qualcosa di grave e urgente, il sistema nervoso ne risente e ogni volta risponde a quello stimolo creando stress, da cui l’ansia. La calma, negli anni a venire, resta qualcosa di pressoché sconosciuto. Se, nel tempo, per un qualche motivo – malattia, pensionamento – ci si DEVE fermare … allora iniziano i problemi. Dall’ansia del fare tipica dell’impaziente in un attimo ci si può ritrovare nella depressione più totale, nell’incapacità di reagire. Sempre rivolti all’esterno, quando è ora di confrontarsi con se stessi, la magagna viene a galla.

Un termine che mi ha sempre molto tranquillizzato è: Festina Lente. E’ il termine dal latino indicato dagli alchimisti che significa: muoviti lentamente, cioè stai in movimento senza fretta, però non fermarti! Nel termine Festina Lente non c’è impazienza, bensì un moto naturale e perpetuo delle cose.  Il metodo alchemico non forzava i tempi, attendeva il tempo giusto affinché tutti i pianeti fossero allineati per creare una certa armonia e provocare la trasmutazione di qualche cosa. Nell’Alchimia Verde o la spagiria che prevedevano la creazione di rimedi naturali per la salute dell’uomo tramite l’uso delle piante officinali e delle erbe, radici, foglie, si attendeva un tempo balsamico, il tempo giusto in cui la pianta aveva la maggior riserva di proprietà al massimo della sua potenza ed espressione, in concomitanza con le influenze dei pianeti che la governano. Allora, in quel solo preciso istante avveniva la magia, l’alchimia della trasformazione che creava l’essenza di un nuovo essere vivente, tra la materia e il cielo, utile al mondo. E’ un momento unico, come la nascita di una persona o come il suo concepimento. Ma attenzione! Alcune piante non perdonano il momento sbagliato o la distrazione! La Datura ad esempio, già difficile per sua natura come pianta ma adorabile allo stesso tempo per le sue proprietà (agisce sul sistema nervoso centrale) il momento sbagliato non lo accetta, diventa mortale. Quindi bisogna essere estremamente rispettosi del suo spirito innato.  Nell’antichità un rimedio creato in un momento diverso da quello opportuno non era considerato efficace anzi, avrebbe dannoso se non addirittura mortale. Così come mettere fretta ad un processo evolutivo con una persona quando questa non è pronta, non si otterrebbe altro che un risultato danneggiato.

Allo stesso modo forzare la mano con le tempistiche di un bambino, così come non rispettare i suoi spazi o il suo mondo, significa spezzare i suoi ritmi – e non anticipare pensando che si “svilupperanno” prima – Significa anche rischiare di fargli perdere l’identità (esiste l’altro e le sue necessità), minacciare i suoi confini emotivi e fisici che dettano la sua sicurezza  personale – sentirsi invasi. Allora crescerà una persona che difficilmente saprà difendere i propri confini e se stesso e il mondo non sarà mai per lui un posto sicuro. Oltre al fatto che non si sentirà degno di avere un posto nel mondo. Egli, se si renderà conto di queste sue caratteristiche “interrotte” dovrà affrontare un duro lavoro su se stesso per ripristinare i confini e da qui ricominciare a pensare, progettare, sognare, fare … con calma, senza timore che all’improvviso arrivi qualcuno a interrompere il suo … gioco. E se qualcuno dovesse arrivare, saprà allora propriamente tenerlo fuori dai propri confini.

Quali Fiori di Bach usare a questo punto?

Echinaceafiore Californiano – per ripristinare completamente l’ identità spezzata

Centauryfiore di Bach – per delimitare e ripristinare i propri confini emotivi

Impatiens – fiore di Bach – ovviamente per trasformare quell’impazienza in … Festina Lente!

Baby Blue Eyes – fiore Californiano – per sentirsi al sicuro nel mondo. Fiducia, affidamento al piano di Dio per la propria esistenza (molto difficile fare questo passaggio, ma non impossibile).

Se fate fatica a “sopportare” qualcuno di questi rimedi assumeteli per un breve periodo, lasciateli agire, fermatevi poi riprendete anche dopo qualche tempo. Il risultato ci sarà perché i fiori lavorano a diversi livelli di profondità ogni volta che li si assume anche a distanza di tempo.

Buon lavoro a tutti gli Impatiens!

Fiori per il terzo Chakra

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In questo articolo non intendo aprire un “capitolo” sul terzo Chakra, descrivendolo in ogni minimo dettaglio e caratteristica o spiegando cosa è un chakra; desidero piuttosto dare delle soluzioni attraverso i rimedi floreali (fiori di Bach e fiori Californiani) circa le dinamiche che interessano questo Chakra, detto del plesso solare. Per un approfondimento degli argomenti che riguardano Manipuraposso consigliare due libri “sacri” che ne parlano in modo eccelso, scientifico, serio e tutt’altro che dilettantistico; uno è: “Guarire. Agire sulla coscienza per la salute del corpo” di Martin Brofman, psicologo, teologo e insegnante del sistema Corpo-Specchio; l’altro è “Il libro dei Chakra” (io l’ho ridefinito la Bibbia dei Chakra) di Anodea Judith, psicologa, esperta di digito pressione e bioenergetica; un tomo impossibile da leggere in un sol fiato quest’ultimo, non tanto per le sue 560 pagine, quanto per i suoi contenuti estremamente profondi: un viaggio dentro se stessi.

Quello che dobbiamo sapere oggi è che il Chakra giallo MANIPURA presiede ad alcuni organi e a stati di coscienza. Gli organi sono: il plesso solare (bocca dello stomaco), lo stomaco, l’intestino crasso, il fegato, il pancreas, milza e cistifellea, il sistema muscolare. Il senso associato a questo Chakra è la vista. Problemi legati alla vista sono interconnessi con problemi legati allo stomaco e problemi legati allo stomaco sono interconnessi con problematiche legate alla testa (emicranie e simili), poi lo vedremo. Nel terzo Chakra risiedono stati di coscienza che sono: potere, volontà, meritevolezza, potere personale, umiltà/arroganza, il giudizio (inteso anche come giudice critico), controllo, determinazione, ego, autostima, attività mentale (le preoccupazioni risiedono nel colon, le fissazioni nella milza), il logorio mentale presiede allo stomaco (qualcosa che non si è digerito) e da qui i problemi legati a questi organi. Quando si dice di una persona che è acida come tipo di atteggiamento, è molto probabile che la stessa persona abbia problemi di stomaco o di reflusso gastrico dati dall’acidità eccessiva che essa stessa ha. Vedete quindi che ciò che siamo, lo sono anche i nostri organi e funzioni. La malattia non sta nel problema, ma nella sua causa. Capire la causa e trovare la soluzione può aiutare una persona a vivere meglio la vita non solo in termini di salute fisica, ma anche di salute emotiva e mentale. Stare bene non significa non avere malattie, significa sentirsi bene. L’inglese in questo è molto chiaro quando domanda: how do you feel? (Come ti senti?) e non: come stai? Al “come stai?” rispondiamo solitamente con problemi di tipo fisico, ma essi sono una conseguenza di ciò che siamo dentro.

A questo punto vediamo nello specifico i Fiori utili:

CHAMOMILE, Fiore Californiano (FES): utilissimo per i problemi legati allo stomaco sia da un punto di vista fisico (perchè rilassa le pareti e “ammorbidisce”

 nelle rigidità) che da un punto di vista di coscienza: così come la segnatura del fiore della camomilla indica, questa piccola matricaria – margherita – ha la capacità di riportare il sereno nell’umore. E’ fondamentalmente un rilassante della mente e conseguentemente un rilassante dello stomaco, dove i pensieri si accumulano. I dosaggi sono a discrezione della persona che lo assume (sempre diluito in acqua) indipendentemente dall’assunzione di cibo, farmaci o altre soluzioni. Indicatissimo per i bambini se soffrono di mal di stomaco o se non dormono la notte e sono disturbati.

 

SUNFLOWERS, Fiore Californiano (FES): il girasole ricopre quelle facoltà mancanti dovute all’assenza del padre (sia che si sia trattato di assenza fisica che assenza emotiva). Riporta un sano equilibrio del potere maschile dentro ognuno, quella parte che guida

e rende fieri, determinati, autorevoli senza arroganza. Questo è un rimedio per le persone che hanno un eccesso di ego (autoritarismo, arroganza) o, al contrario opposto, una carenza di stima di sè, assenza di potere personale. E’ il mediatore delle parti, la luce per chi ha bisogno di umiltà e la luce per chi ha bisogno di sapere che può esistere, stare al mondo e andare nel mondo. Il padre e la sua figura che si assimila nell’infanzia porta l’adulto a degli estremi: questo rimedio volge lo sguardo al sole, alla luce, al principio maschile per eccellenza, quello equilibrato.

ECHINACEA, Fiore Californiano (FES): è il rimedio per l’integrità dell’Io, dell’Ego, qualora fosse stato drasticamente minacciato o disgregato. “Sentirsi a pezzi” è un termine che calza perfettamente con questo rimedio. Un fatto traumatico (violenza, guerra, una lunga malattia) ha devastato l’Io che si è frammentato. Questa vera e propria disgregazione trova la sua cura nell’assunzione del rimedio Echinacea il quale non per caso come rimedio erboristico, aiuta nelle difese immunitarie. Quando la personalità non ha modo di difendersi da degli orrori, si fa in piccoli pezzi per paura, per sottrazione dal pericolo imminente, o dalla morte. Quando il pericolo passa, l’Io resta disgregato e per riassettare l’Io, Echinacea è il rimedio in assoluto migliore: riporta dignità, stima e fierezza di sè. Per proseguire nel mondo.

ROCK WATER, Fiore di Bach: Rock Water è per le teste dure. Quelli che hanno le idee fisse e che secondo la loro altissima opinione ciò che pensano è la cosa giusta ed esiste solo quella. Oppure: gli viene detto di fare qualcosa e quel qualcosa lo fanno in modo assoluto, con un senso del dovere ai massimi termini e non transigono in niente. O è bianco o è nero. Ciò che la loro mente non concepisce, allora non esiste. Ecco che da qui hanno inizio le rigidità del collo, della schiena, delle ossature, i fastidi allo stomaco e conseguentemente alla vista (non vedere oltre). Sono spesso persone non collegate al mondo emotivo (anche onirico) perché la parte razionale lavora a senso unico. Sarebbe utile per queste persone fare ogni tanto dei massaggi nei punti rigidi con Rock Water per ammorbidire le rigidità, oltre che assumere il rimedio per qualche mese, smettere poi ricominciare. Rock Water è l’acqua (emotività) che rompe gli schemi prefissati della mente. Come la goccia cinese, il rimedio trova il modo di farsi spazio in un mondo prefissato e rigido preparando un campo prolifero per la creatività e la fiducia.

BEECH, Fiore di Bach: chi necessita di Beech ha un giudice critico interiore spietato, con se stesso e con gli altri. Non transige, tutto è fallato per il sistema di Beech negativo, tutto è imperfetto. Sono fortemente intolleranti e non a caso il loro sistema immunitario instaura una tale insofferenza da diventare intollerante. Intollerante ai pollini (alla primavera, alla vita), ai latticini (al nutrimento, alla madre), ai farinacei (sempre al nutrimento materno) eccetera. Il soggetto Beech è spesso sotto attacco anche da un punto di vista di pelle, proprio non tollera. Critico e giudice assoluto di se stesso (sottostima di sé anche se la facciata è spesso quello dell’arrogante), Beech ha problemi a livello del plesso solare, stomaco in primis. Ha il dito puntato contro se stesso e fa lo stesso contro gli altri. Il rimedio porta tolleranza (che è una qualità  positiva del fegato – cit. “farsi il fegato amaro”) e accettazione dei “difetti” dell’altro, accogliendoli, perché sa – con il rimedio prende coscienza – che i difetti altrui sono anche i propri.

CENTAURY, Fiore di Bach: quando i NO salvano la vita. L’ultima volta che ho riscontrato la potenza di un NO, sono rimasta perplessa: era come aver dato uno schiaffo inaspettato ad una persona. Non tanto per lo schiaffo, quanto per l’inaspettato. Le persone non sono abituate a ricevere dei NO, a sentirsi confinati, delimitati sul momento, non lo accettano e ne restano traumatizzati. Ma non riuscire a dire NO, soprattutto non averlo dentro quel NO, è come avere una mandria di buoi senza un recinto. Il NO è più una questione legata al secondo chakra dell’emotività, dei confini emotivi e del primo chakra dei confini fisici, ma è anche legato a Manipura in quanto NO significa identificarsi (Ego) e farsi rispettare, significa evitare di essere calpestati. Se dico NO ma non lo dico per davvero perchè è una frequenza che non posseggo, nessuno mi rispetterà e la mia autostima andrà a farsi benedire. Se, in altre occasioni il NO è uno sguardo fulminante (non ho nemmeno bisogno di pronunciarlo) ho già delimitato un confine, il mio e quello dell’altro. L’ego ha bisogno di confini altrimenti si perde, così come la dignità. Centaury rafforza in questo modo la volontà e conseguentemente il potere personale di un soggetto. Senza di esso si fa molta fatica ad affermarsi, a realizzarsi, ad andare e a stare nel mondo; sarò represso da altri e schiacciato. Chi ne subirà? Il mio orgoglio, la mia identità, il mio potere, in definitiva la mia salute. Perchè se mi sento nullo è possibile che il corpo mi mostri gravi conseguenze pur di … sopravvivere e tirare fuori i denti. Se non comunico con il mio corpo sarà lui a comunicare con me, a parlarmi, a mostrarmi i segnali di un cambiamento imminente.

Ecco, desideravo dare qualche indicazione per chi si fosse riconosciuto in qualcuna di queste modalità o per chi avesse disguidi fisici legati al terzo Chakra, come spiegato all’inizio in merito ai singoli organi. Assumere medicinali a iosa per far passare il mal di stomaco non risolverà il problema nel lungo termine, anzi, ve ne ritroverete altri. Come spiega benissimo il biologo molecolare Bruce Lipton, siamo composti da 50 trilioni di cellule, se ogni giorno parlassimo con loro e gli augurassimo una buona salute, ringraziandole, potremmo iniziare un lavoro su noi stessi, preservandoci. Aggiungo che se avete mal di stomaco, sedetevi, rilassatevi, chiudete gli occhi e parlate con il vostro stomaco. Chiedetegli che cos’ha. Non troverete cibo non digerito o acidi in eccesso. Troverete molto altro.

Buon lavoro.

Il potere curativo delle piante

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Vorrei oggi fare un excursus storico di quella che è stata la farmacopea e l’uso delle erbe sino ad arrivare alla medicina vibrazionale della Floriterapia e cercare di comprendere come la Natura ha insita ogni forma di guarigione e di nutrimento. La prima forma di guarigione e di nutrimento proviene dal cibo: il corpo è sano se il cibo è sano; mai come di questi tempi, tra allergie e sindromi varie, la Natura ci sta comunicando quanto sia fondamentale nutrirsi adeguatamente. Il cibo è fonte di vita e di guarigione e i pericoli attuali non stanno nel cibo di per sè ma nel modo in cui questo e il suolo siano stati mal-trattati negli ultimi cinquant’anni, incuranti del fatto che fossero due elementi sinergici l’uno con l’altro. Se la terra è inquinata, produce cibo inquinato. Trattamenti chimici su frutta e verdura sono tutt’altro che sani e non è più vero che cibarsi con frutta e verdura fa bene alla salute. Per la maggior parte delle volte ci nutriamo di veleni ma non lo sappiamo.

Dal mondo del cibo fanno parte le erbe aromatiche così come le spezie che da millenni gli antichi usavano già come metodo di guarigione. Oggi si riscoprono al microscopio le proprietà di alcune spezie (o erbe) che vengono utilizzate per scopi di guarigione di malattie anche gravi. Possiamo dedurre che il mondo della “farmacia” deriva dallo studio della farmacopea in cui già si conoscevano le proprietà e i principi attivi di alcune sostanze della natura, le quali sono poi state “copiate” (passatemi il termine) in laboratorio, cioè in forma sintetica. Qual’è la differenza tra un principio naturale ed uno sintetico? Che il primo possiede un’essenza vitale, mentre i secondi sono sterili, privi di vita. E curare qualcosa di vivo con qualcosa di morto diventa improbabile se non, a volte, controproducente o addirittura dannoso. Infatti il termine “anti biotico” significa anti vita. La scienza recente ha scardinato le vere conoscenze che si avevano sulla natura facendole passare per eresia. Così, scienze esatte come l’astrologia, la numerologia, la farmacopea sono state appositamente ridicolizzate per lasciare spazio a luoghi comuni per l’opinione pubblica. E l’opinione pubblica si è lasciata imboccare da finte verità e preconcetti.

Il cibo sano per un corpo sano e l’uso delle erbe come terapia funzionale, sempre affidandosi ad un ottimo erborista/farmacista assolutamente competente dell’ambito: le improvvisazioni possono essere dannose e molto pericolose per la vita dell’individuo. Ad esempio:

Decotto: l’erba o pianta va messa in acqua fredda in un recipiente con coperchio e portata a ebollizione lasciandola sbollire per un tempo che va dai 5 minuti (fiori e foglie) a 10/20 minuti (radici e corteccia).

Infuso: si versa acqua calda sulle erbe messe in un recipiente – mai di metallo! Dopo un tempo di infusione che varia dai 5 ai 10 minuti si mescola e si filtra.

Macerato, tintura o oleoliti: le erbe vanno messe in acqua fredda – olio o vino o alcool, sempre a freddo – per un periodo che varia da un giorno a più settimane, in base al tipo di erba e liquido utilizzato. Ogni operazione va eseguita a freddo.

Cataplasma: preparato di consistenza molle confezionato pestando piante fresche o cotte in acqua o al vapore; il prodotto va messo su una garza, tiepido o freddo e si applica sulla parte dolorante.

Semicupio:  è l’immersione del corpo o una parte di esso in soluzione acquosa miscelata con infuso o  decotto adeguato per un tempo di non oltre 20 minuti.

Il semicupio è l’immersione del corpo fino all’altezza dei reni; il bagno completo è l’immersione del corpo fino al torace, e s c l u d e n d o la zona del cuore.

 

“Escludendo la zona del cuore” significa che al tempo sapevo benissimo che l’organismo umano è una “macchina” biologica unica e non frammentata. Come può una parte di un intero essere considerata a se stante?

Per questo l’uso delle erbe era, per chi ne praticava l’uso terapeutico, una vera e propria scienza e al contempo era consapevole di dover tenere in considerazione anche la parte  emotiva e gli stati umorali dell’individuo. Emozioni e credenze hanno una propria forma, del tutto reale e tangibile: un’emozione può provocare una reazione del corpo come il rossore per la timidezza. Essa è tangibile. Così come una credenza può provocare la visione di cose inesistenti – la gelosia acceca e la sola idea che il partner tradisca potrebbe essere visto in ogni dove, anche se il fatto non esiste. O ancora: a volte si evita di dare cattive notizie ad una persona malata perchè, si sa, potrebbe aggravarsi la situazione fisica. Quindi il mentale (preoccupazioni) possono allora modificare il fisico. 

I guaritori sudamericani o siberiani sapevano su cosa andare a lavorare quando gli veniva presentata una persona malata. La parte fisica era pressoché secondaria. Questi guaritori curavano lo stato d’animo del paziente, i suoi pensieri, le sue preoccupazioni, la sua condizione emozionale. E se qualcuno moriva? La morte era semplicemente accettata come un fattore della vita. Non si procrastinava su un evento considerato inevitabile.

Bruce Lipton biologo cellulare americano, nel suo testo “La biologia delle credenze” spiega molto bene come la forza del pensiero possa modificare persino il DNA. Si tratta dei quello che hanno sempre fatto passare come qualcosa per dementi, il così detto effetto placebo. Il problema era che chi era convinto di prendere la medicina giusta pur ingerendo un semplice zuccherino, guariva realmente. Fu così tanto lo sgomento nel mondo scientifico che fu fatto passare per una roba da dementi, da creduloni. Tutt’altro. Quindi qualcosa di non tangibile può modificare il tangibile, ciò accade. Nel V secolo prima di Cristo Empedocle studiava l’atomo e affermava che il simile si conosce con il simile, cioè ogni elemento del reale si riconosce con una parte di noi che gli corrisponde e che le sensazioni derivano dagli “efflussi” che escono dalle cose e penetrano attraverso i pori dell’organismo. Le sensazioni … 

Oggi quegli “efflussi” li chiameremo frequenze. Quelle frequenze derivanti dalla natura e dalla sua più alta espressione, i fiori, che il Dott. Bach scoprì nei primi del novecento e riportò al mondo un’antica conoscenza: curare l’animo umano prima della malattia, per evitare la malattia. Conoscere se stessi e i propri “umori” per evitare che essi si possano trasformare in qualcosa che divora da dentro.

I coniugi Kaminski hanno poi proseguito il lavoro di Bach e ulteriormente i medici chirurghi indiani Rupa e Athul Shah si sono adoperati per produrre i rimedi himalayani che agiscono direttamente su organi specifici e tematiche specifiche relative ad ogni organo (esempio: ho un problema al fegato; il fegato presiede alla rabbia, così come al coraggio; lavorare sul fegato non significa quindi solo ripulire un organo  fondamentale e insostituibile, ma significa andare più a fondo, rimuovere la rabbia e riconoscere di essere arrabbiati … con chi? Con cosa? Perchè? Analisi della tematica)

Questi sono stati i miei maestri – i fiori – i miei insegnanti provati sulla pelle dopo corsi e corsi con i più grandi (Julian Barnard, Gabriel Krause e il contatto con i Kaminski per i fiori californiani, il Dott. Orozco per l’uso topico dei rimedi floreali, la Dott.ssa Rupa e il Dott Athul Shah per i fiori himalayani, l’alchimista francese Patrice Partamian e non per ultimo a livello di importanza Cesare Mattei la cui storia e i cui lasciti sull’elettromeopatia  – Vero Vade-mecum – sono stati fonte di ispirazione circa la diluizione dei Rimedi floreali). Ecco, questa è stata la mia scuola e questa è la mia provenienza.

Così la scienza attuale ha screditato le vere e antiche pratiche, anzichè includerle nel suo sistema. Ma oggi il vaso di Pandora è stato scoperto e la verità ne è fuori uscita: la medicina moderna (o una buona percentuale di essa) mirava ai soli fini lucrosi sulla pelle dei malati praticando oltretutto la politica del terrore psicologico sui pazienti. Posso affermare questo perchè ne sono stata testimone e non per sentito dire.

Uso topico dei Rimedi Floreali

Eccoci a questo punto a specificare l’uso di alcuni rimedi floreali per un uso locale. In questo caso farei due distinzioni: uso topico fisico e uso topico per tematiche. Quando parlo di tematiche intendo riferirmi alle cause emotive che provocano un disagio fisico. Premetto anche che NON TUTTI i disagi fisici fanno parte di questa origine: è ovvio, mi pare, che se vado in vacanza a Chernobyl perchè la nuova serie tv è stata girata laggiù, bevo acqua radioattiva, vivo in ambienti fortemente inquinati o mangio cibo spazzatura per vent’anni (ma anche meno) non sarò esente da malattie anche mortali. Quindi, in questo caso le cause non sono da cercare nel mondo emotivo o di credenze di un individuo (anche se in realtà bisognerebbe comunque chiedersi il perchè di certe azioni).

Bene, passiamo alla pratica: quali fiori utilizzare e per quali scopi (le informazioni trattate hanno il solo scopo divulgativo e non possono sostituirsi in nessun caso a cure mediche tradizionali o al parere di un medico. Ci mancherebbe.)

FERITE DELLA PELLE, come rimarginarle nel minor tempo possibile. Diluite in un piccolo flacone di vetro da 30 ml con pipetta, due gocce dei seguenti Rimedi Floreali con acqua. Mettere a contatto con la parte lesa anche tramite una garza e ripete più volte al giorno, fino a completa soddisfazione.
  • Star of Bethlehm  utile per la cicatrizzazione
  • Rescue Remedy    rimedio “classico” di pronto soccorso, sempre utile. Miscela di più fiori di Bach che tolgono nell’immediato il trauma
  • Clematis                 riattiva la cute nella parte lesa
  • Crab Apple            pulisce e purifica da infezioni
  • Arnica (fiore Californiano)     specifico per il trauma, è un potente guaritore, più potente di Rescue Remedy
  • Self Heal (fiore Californiano) significa proprio auto – guarigione e questo è quello che fa
MICOSI DELLA PELLE O DELLE UNGHIE. La preparazione è identica a quella sopra elencata: due gocce di ogni rimedio diluite in acqua in un flacone da 30 ml. Mettere sulla parte interessata:
  • Crab Apple     come purificatore e anti parassitario
  • Chestnut Bud per interrompere il proliferare dei funghi e delle spore
  • Cherry Plum  per il controllo di funghi e spore, evita la prolificazione
  • Rescue Remedy + Arnica + Self Heal
IRRITAZIONI CUTANEE, stessa diluizione e modalità:
  • Beech    intolleranza al fastidio o al prurito
  • Crab Apple + Rescue Remedy
  • Star of Bethelehm per cicatrizzare e guarire
  • Vervain   irradiazione acuta del fastidio o del dolore
  • Agrimony  per il tormento
  • Arnica + Self Heal

Alcuni fiori Californiani esistono appositamente per curare nello specifico la parte fisica. Ecco di quali si tratta:

  • Chocolate Lily     problematiche legate all’intestino
  • Chamomile          problematiche legate allo stomaco
  • Dandelion            rigidità muscolare
  • Snapdragon         bruxismo
  • Fucsia                   sovrappeso

Inoltre, gli innumerevoli fiori Himalayani che lavorano proprio sui singoli organi e sulle tematiche ad essi relativi. Non li enuncio tutti perchè sono decine, ma sul sito come sopra AUM li potete trovare tutti. Oppure inviatemi una mail per info ulteriori.

Arrivati a questo punto la domanda sorge spontanea: ma veramente i fiori di Bach curano le malattie? Rispondo con una frase del Dott. Orozco che molto coraggiosamente  affermò durante un seminario: “I fiori di Bach possono prevenire le malattie”. Così come esattamente aveva compreso lo stesso Dott. Bach. Ristabilire un corretto stato d’animo e un sano equilibrio nella personalità … sì, aiuta a prevenire le malattie che sono una conseguenza e non la causa di un disordine interiore. Anzi, ne sono la manifestazione.

Provate per credere.

 

 

Autunno: tempo di travasi e di semina. Quando riparte un nuovo ciclo

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L’ autunno è un momento importante di passaggiointroduce a un periodo di riflessione, di osservazione e valutazione, di azione interiore più che esteriore. La calura estiva lascia spazio alla giusta via di mezzo fresca e piovosa per portarci verso l’inverno.  C’è necessità corporea, fisica, mentale, di rigenerazione, di intimità, di buio per riscoprirsi poi alla luce. Noi non lo sappiamo ma il nostro corpo sì, così come la natura lo sa. Personalmente il cambio autunnale mi ha sempre portato disagio, un tanto di nostalgia verso quella luce che andava calando e l’idea del freddo; inoltre tutti quegli insetti  – cimici, cavallette, insettuncoli vari tipici della stagione e fastidiosi (più delle zanzare!) che invadono le case; foglie che volano a terra sul suolo bagnato danno l’idea di decadenza … Un fastidio più che una stagione! Poi negli ultimi anni sono riuscita a riappacificarmi con questo strano periodo di mezzo, l’ho capito: ho iniziato a notare i colori e tutte le sfumature di rosso e di giallo, persino di marrone delle piante. Ho visto quanti fiori in autunno ci sono ancora. Ho imparato a riconoscere gli alberi dalla forma e dal colore del tronco oltre che dalla chioma dei rami spogli, irriconoscibili rispetto a quando si riempiono di foglie! Ho visto che se la natura si ferma, un motivo ci sarà. Ogni tanto è necessario fermarsi e raccogliere idee ed energie. L’autunno è una partenza verso l’ignoto buio invernale e i suoi regali. 

Ma ho anche notato che l’autunno è esattamente come la primavera! Sono entrambi momenti di passaggio e di preparazione: la primavera introduce all’estate, al sole, trasporta verso l’inizio della vita e non per nulla le ore di luce vanno ad aumentare, tempo di calore; l’autunno prepara al buio invernale, tempo di freddo, introduce all’introspezione, alla morte. Autunno e primavera hanno in seno gli equinozi, quel breve momento in cui le ore del giorno eguagliano quelle della notte, il pieno equi – librio.   

autunno e primavera insieme

Lavorando a contatto con fiori, piante e bulbi, vi dirò anche che a settembre si possono compiere le stesse operazioni di giardinaggio che si compiono durante la primavera, vale a dire: impianto di bulbi, trapianti da vaso a vaso, trapianti da vaso a terra, semina dei prati (anzi, in questo caso il mese autunnale è migliore della primavera). Vediamoli da vicino:

Bulbi: i bulbi sono di due varietà, i bulbi autunnali – piantati in settembre/ottobre che sbocceranno in primavera – e quelli primaverili – piantati in primavera – che sbocceranno nell’estate. I bulbi sono la sorpresa della primavera, i primi fiori a sorgere dopo l’inverno insieme ad altre poche specie arbustive da fiore come la Forsithya e il biancospino (Crataegus Oxyacantha).  Se ci soffermiamo a pensare ai bulbi, si tratta in realtà di fiori sepolti! Non sono da bagnare nel periodo invernale se messi in vaso, rischiano di marcire. Solo quando si comincia a vedere una testina verde, allora sì, è necessario iniziare a bagnare la terra per dare sostegno e nutrimento al fiore che verrà. Il colore sgargiante e il profumo dei bulbi primaverili da proprio inizio alla grande festa della nuova vita, della primavera!

Piante da vaso: i migliori periodi per i travasi sono l’ autunno e la primavera, si prepara la pianta (sia da interno che da esterno) ad un periodo di maggiore “stabilità” che è il periodo estivo e/o invernale, entrambi momenti di fermo vegetativo. Se vi trovate a travasare una pianta da vaso a vaso il consiglio è di procedere sempre con un vaso non troppo grande rispetto a quello precedente: non esagerate con le misure per il semplice fatto che le radici, abituate alle pareti del vaso, se si trovano uno spazio eccessivo vanno in stress, hanno bisogno di abituarsi lentamente ad un ambiente più spazioso. La natura è lo specchio degli esseri umani: di primo acchito una situazione favorevole e ben agiata sembrerebbe l’ottimale, ma se non abituati, rischia di “bruciare” subito la nuova condizione.

Se invece il trapianto è da vaso a terra, ok per l’autunno. Spesso sento domandare se non sia contro producente trapiantare in autunno per via dell’affacciarsi dell’inverno. In realtà le piante da esterno non temono l’inverno di per sé, ma temono – e muoiono – se il freddo raggiunge le radici (quindi coprire bene con la terra fino al colletto e non lasciare vuoti nel sottosuolo che potrebbero riempirsi di aria o acqua fredda) o a causa di correnti fredde (e in questo caso non esporre semplicemente le piante in zone di corrente).

La Natura mostra un cambiamento nel periodo autunnale, essa si spoglia, ma è uno spogliarsi che rende forti perché affronta il freddo prima di riprodursi, prima di ripartire con un ennesimo ciclo vegetativo. Persino le piante da appartamento risentono di questo cambio. La famiglia dei Ficus è una delle prime a risentirne (il ficus e le piante da interno sono particolarmente sensibili!):  perde parte delle foglie nonostante non si trovi esposto al freddo, ma ugualmente subisce il “fascino” dell’autunno! In questo caso tenete i Ficus maggiormente esposte davanti ad una finestra (luce, luce, luce!) e nel periodo autunno – inverno non bagnatele tanto. Concime liquido meglio del granulare per questo tipo di pianta, mentre per quelle da esterno, che siano frutti, siepi  o cespugli meglio un granulare a lenta cessione.

Piante da terra: anche per le piante da terra (trapianti da vaso a terra) questo è il momento migliore. L’importante è coprire bene sino al colletto della pianta e assicurarsi che la terra attorno alle radici sia ben pigiata senza lasciare spazi vuoti in cui possa entrare aria o acqua fredda. Si potrebbe dire che la terra è la “coperta” delle radici di una pianta, che sono la parte più sensibile e addette al nutrimento. Da questo momento in avanti suggerisco di limitare le bagnature e di lasciare fare la natura con le sue umide nebbie autunnali e le piogge, salvo cambiamenti climatici stravaganti in atto (assenza totale di piogge e caldo). Ottimo concimare con concimi granulari a lenta cessione: un buon nutrimento invernale.

Per i trapianti in generale: se vogliamo che le condizioni future della pianta siano ulteriormente ottimali, il consiglio è di trapiantare in tempo di “radici”, vale a dire osservare il calendario e mettere a dimora nei giorni dei segni di terra: Toro, Vergine, Capricorno. Questo favorirà un buon radicamento.

Semina dei prati: in molti pensano sia la primavera il periodo migliore per seminare il prato, in realtà è l’autunno e uno dei fattori principali è che in autunno piove! Una volta seminato un prato, previa la dovuta lavorazione, l’erbetta nuova non ci metterà molto a fare capolino e soprattutto andrà incontro ad un clima più fresco e piovoso il che, per il neo prato, è l’ottimale, decisamente meglio che non andare incontro ad un’estate calda e opprimente anche se ci si premura di un buon impianto di irrigazione. Il freddo invernale poi non farà altro che “temprare” l’erbetta nuova e rafforzarla preparandola così al futuro.

L’inizio di un nuovo ciclo

Per chi non fosse ancora affezionato o abituato a questo momento dell’anno che da un punto di vista numerologico chiama il 7, numero dell’evoluzione spirituale e il 9 (novembre) numero del compimento e della chiusura di un ciclo, posso consigliare alcuni fiori di Bach:

Walnut utile per i cambi di stagioni per assimilare la fine di un ciclo e accogliere l’inizio di un altro; è il fiore dei momenti di passaggio evolutivo sia personale che stagionale. Walnut rompe i vecchi legami, le vecchie abitudini per abbracciare il nuovo. A settembre si riparte con tutto: il lavoro, le scuole, i corsi. Insomma è proprio come la primavera, un novo inizio!

Scleranthus: per ristabilire l’equilibrio degli opposti, del giorno con la notte, luce e ombra, vita e morte, l’oscillazione tra due opzioni, tra due opinioni. Il fiore ristabilisce la priorità assoluta tra ciò che dice la mente e ciò che sa il cuore. E’ un ottimo rimedio per chi soffre di bipolarismo. Inoltre in questo periodo dell’anno aiuterà la ghiandola pineale a ristabilire un equilibrio di melatonina nel caso ci fossero problemi di dormi veglia dovuto al momento in cui la luce viene a mancare.

Angel’s Trumpet (fiore californiano): quando ci si avvicina al periodo dei morti o a situazioni che ci tengono legate a chi è trapassato, questo rimedio è fondamentale per portare una profonda accettazione della separazione nel cuore. Spesso, inoltre, non ci si rende conto di restare aggrappati a chi non c’è più: il rischio è quello di smettere di vivere la propria vita pensando inconsciamente in questo modo di poter espiare la dipartita di un nostro caro; in questo caso le vite spezzate diventerebbero due. La vita quando c’è, va vissuta.

Sweet Chestnut: come non introdurre un fiore tipicamente autunnale come il castagno? Anch’esso, la cui fioritura si riempe di tutto il sole estivo, introduce allo scoramento del  buio invernale che alcune persone vivono. E’ il rimedio che aiuta a rivedere la luce, quella luce accumulata nel pieno dell’estate: utile in momenti di profondo sconforto esistenziale, sia a causa di una perdita, sia a causa di mancanza di visione di un futuro migliore e positivo.

 

A tutti, un buon cambio di stagione: cerchiamo di cambiare qualcosa in meglio anche dentro di noi insieme a questo autunno e questo equinozio, così cambierà in meglio anche il mondo esterno.

fotografie coperte da copyright di Silvia Malagoli e Giulia Malagoli

Ecco perché i fiori riempiono il cuore

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Davanti ad un’immagine del genere si può forse restare indifferenti? Si può forse non provare nulla? Sapete cosa ci cattura di questa immagine? Il colore. Questo colore sgargiante da energia e mette persino di buonumore! Questo è il motivo per cui quando ci sono eventi importanti che segnano la vita di una persona (e persino la morte), regaliamo fiori: nascita, ricorrenze ecclesiastiche, matrimoni, morte e post morte. La simbologia dei fiori è potentissima, ma sopratutto riempie il cuore, da sentimento, emozione, armonia.

E poi … i colori sono fondamentali! La purezza del bianco per le nascite o i matrimoni (la nascita di una coppia), le sfumature di rosa o lilla, il viola-azzurro da abbinare agli ambienti esterni  da ombra – i giardini – i colori tenui o neutri dei sedum per i locali pubblici moderni in stile newyorkese, i colori sgargianti per gli asili, il verde delle piante sempreverdi da interno per gli ambulatori o ambienti ospedalieri. Se negli ospedali ci fossero più piante verdi (non solo fiori recisi che evocano la morte in quanto hanno una durata molto breve), le persone si sentirebbero meglio, anzi forse tenderebbero addirittura a prendersene cura il che significherebbe prendersi cura  di sè. Ogni qualvolta ci si prende cura di un altro essere vivente, ci si prende automaticamente cura anche di una parte di se stessi. L’Amore e l’Amare sono sentimenti che nascono dal cuore, esattamente dal chakra del cuore ANAHATA che (non a caso) risponde e vibra alla frequenza del colore verde e presiede all’amore per se stessi e per gli altri. Il verde è associato al cuore così come agli organi ad esso vicini: i polmoni – respiro, ossigeno, vita sulla terra – la ghiandola del timo – produce linfociti per le buone e sane difese immunitarie – mani e alle braccia – dare e ricevere, abbracciare – e il cuore stesso come organo vitale.  Inoltre il verde è il colore di mezzo nella gamma cromatica dei colori e rappresenta l’equilibrio: è il colore per eccellenza dell’armonia interiore. Pensate alla pace della montagna verde che solo agli occhi la sua immagine rasserena il cuore, porta tranquillità, ispira al silenzio interiore, riconduce alla sanità mentale e alla ri-connessione con se stessi e con la terra, invita ad un respiro profondo, alla ri- ossigenazione.  

L’importanza del verde nella nostra esistenza è sottovalutata, sebbene senza di esso non potremmo vivere. Significa che l’importanza dell’Amore nella nostra vita è fondamentale, come ben sappiamo. Se non ci sentiamo amati le difese immunitarie si abbassano, la gioia è rara, viviamo di cinismo e la vita diventa grigia, inevitabilmente. Se vedo una cosa bella, la voglio condividere, se la tengo solo per me non c’è gioia infine. Sarebbe solo un’effimera felicità. Il divino ha creato la natura colorata per un motivo … immaginate la natura in bianco e nero … o color seppia … sempre. Come sarebbe? Triste, persino gli organi del corpo umano si rattristerebbero.

E invece no, abbiamo la fortuna di godere dei colori della natura. Osserviamo il giallo, ad esempio: quanta fonte di energia positiva in questo colore! E’ adatto a tutti un fiore giallo? No, non a tutti perchè è un colore “forte”. Così come il rosso presiede al colore del sangue e alle radici famigliari, il giallo presiede alla volontà, al potere personale, all’autostima, alla meritevolezza – associato al chakra “solare”.  E’ quindi un colore che potrebbe infastidire per chi non è collegato alla sua frequenza – ogni colore ne possiede una – così come invece potrebbe essere utile a chi ne ha molto bisogno. Se ci fate caso infatti non sono tante le persone che vestono di giallo: è un colore che bisogna saper portare e sostenere, è un colore molto forte, oserei dire quasi più “forte” del rosso. Il giallo è anche particolarmente vivace, allegro, spensierato, è il colore dei bambini (un bambino vestito di giallo è normale vederlo), ma negli adulti è davvero … insolito. E’ il colore delle nostra stella, il sole. Regalare fiori gialli è per le persone giovani o giovanili, purtroppo anche per quelli che se ne vanno in età precoce. Ricordate che i fiori accompagnano le nascite così come le morti. Il giallo non è certo un colore sobrio, ma a ricordo di un bambino o una persona giovane che se n’è andata, richiama alla sua tenera età che dovrebbe essere un inizio e non una fine. 

Quando le persone vogliono regalare fiori o piante – per piante intendo sia piante fiorite che piante verdi, escludo il reciso, i mazzi di fiori tanto per intenderci – e non hanno la più pallida idea di cosa regalare, di solito chiedo che tipo di persona è il ricevente: banalmente, se è uomo o donna o una coppia, un bambino o di quale occasione si tratta. Non tutti amiamo gli stessi colori, come appena descritto sopra: per alcuni il giallo, l’arancione o il viola sono colori assolutamente fuori discussione! In particolare sul viola parecchi non vogliono avere nulla a che fare per l’arcaica convinzione che porta male!! Al contrario, il viola è il colore della spiritualità, dell’elevazione, sfatiamo questo falso mito su questo colore! Dedicherò più avanti un post solo ed esclusivamente ai fiori blu e viola, vedrete la divina bellezza di questi colori! Eccone un piccolissimo assaggio …..

E’ quindi importante sapere che tipo di persona riceverà il fiore con i suoi colori – o pianta verde, ricordando che anche nel verde esistono svariate sfumature, ne riparleremo – per poter dare la migliore soddisfazione al ricevente.

Ricevere una pianta apre sempre un pò il cuore anche e soprattutto a chi dice: “Ho il pollice nero.” Bene, significa che bisogna lavorare su quel cuore verde che tutti abbiamo al centro del petto e portare un pò di gioia con chi, di verde, se ne intende, anzi, ne è proprio parte!

Una volta una signora, durante una degenza in ospedale, mi disse:

“Ogni fiore è un segno d’amore”

Bando alle ciance. Confidatevi coi fiori. Al prossimo post.

Silvia

 

 

Segnatura di Bleeding Heart

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Ricordo d’avere visto la Dicentra Spectabilis – var. formosa – (Bleeding Heart, fiore dei rimedi californiani) per la prima volta durante una passeggiata in montagna. Ci eravamo fermati presso l’aia di una casa chiusa e vicino all’ingresso c’era su un muretto un vaso con questo straordinario piccolo cespuglio dal fiore a forma di cuore. So di essere rimasta estasiata in osservazione davanti a quei piccoli cuoricini appesi, pensando anche che dovevano essere particolarmente forti perchè il clima in montagna in quel periodo non era caldo. Un fiore a forma di cuore … Si tratta di un rizoma, un bulbo con radichette originario della Cina, del Giappone e del Nord America, ecco quindi perchè non ama il caldo. L’ho messo in vaso per la prima volta quest’anno, perchè in primis avevo tra le mani proprio il rizoma con già una punta di verde che voleva sbocciare, in secondo luogo ero davvero curiosa di osservare l’evolversi di questa pianta. Messo in vaso a febbraio da subito sbucava un gruppo verde di foglioline che parevano più schiacciate che altro: sinceramente pensavo non ne sarebbe uscito nulla, sembravano così stropicciate quelle foglie… Poi col passare dei giorni uno stelo si è allungato e qualche foglia è venuta fuori, ma sempre un gruppetto strano di foglioline ammassate se ne stava lì, senza fare niente. Col passare dei giorni si è schiusa quella matassa e hanno iniziato a comparire i primi puntini colorati che si sono sviluppati piuttosto in fretta. Ogni “arricciamento” corrispondeva ad un cuoricino della Dicentra. Si schiudono i fiori, prima piccoli come dei cuccioli poi s’ingrandiscono e prendono sempre più la loro forma. Il fondo del cuoricino del fiore è fatto di opposti. Inizialmente si vede una parte di petali rosa che racchiude il pendente bianco: al suo interno c’è dell’acqua. Goccioline di umido si intravedono dalle pareti bianco trasparenti della parte chiara del fiore pendulo. Poi, dopo qualche giorno ancora, ecco che i petali che racchiudevano la parte bianca con all’interno le gocce si stacca e alza i “braccetti” come in volo che poi restano all’insù di fianco alla forma del cuore.

Assistere all’apertura di Bleeding Heart mi ha fatto riflettere su come questa segnatura indichi la realtà dei fatti: inizialmente la personalità è chiusa su se stessa, ritratta, poi delicatamente in apertura con al suo interno ancora una condizione emotiva che evidentemente la tiene legate a situazioni e persone, poi finalmente, passato un tempo balsamico adeguato, si apre, si lascia andare, addirittura si eleva come in un volo o come due piccoli bracci che si alzano in segno di “hurra”. Osservare l’apertura della Dicentra mi ha sollevato. Questo rimedio pone la condizione per guarire un cuore affranto da dinamiche di dipendenza (cuori che pendono) con altre persone ma anche da situazioni che legano e vincolano. La soluzione non è all’esterno: la soluzione, come sempre, è all’interno. Bleeding Heart (traduzione: cuore sanguinante) mostra questo su se stesso: la parte bassa del cuore (gli opposti speculari) viene racchiusa e protetta (o presumibilmente tale) fino a quando non giunge il momento di aprirsi, staccarsi e librarsi in volo. I fiori si susseguono in questa apertura “alare”: non hanno tutti le stesse tempistiche, ma tutti si apriranno seguendo una naturale successione (a vari livelli, sino all’ultimo) in questa dischiusa d’amore, liberi da ogni condizionamento.

La Dicentra formosa viene anche comunemente chiamata Cuor di Maria.

Baby Blue Eyes e la fiducia ritrovata

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Nemophila menziesii in arte Baby Blue Eyes è un fiore californiano della linea dei Fes scoperti dai coniugi Kats-Kaminski, in Calidornia. Baby Blue Eyes è, insieme a Maryposa Lily (calochortus leichtlinii), uno dei fiori cardini utili a risolvere tematiche legate al padre (Baby Blue) e alla madre (Maryposa Lily). Si tratta di rimedi fondamentali per chi decide di intraprendere un percorso evolutivo di profondo cambiamento di sè non solo per migliorare il proprio rapporto con i rispettivi genitori (anche se deceduti), ma anche con se stessi e le proprie dinamiche di vita che hanno a che vedere con il lavoro, l’abbondanza, le relazioni personali.

Il lavoro con i rimedi floreali non è immediato, richiede tempo e attenzione su di sé. Attenzione verso i propri pensieri e azioni, attenzione verso gli umori che si scatenano durante le situazioni che la vita ci pone davanti.

Baby Blue Eyes aiuta a cogliere aspetti di sè minuziosi e dettagliati: sfiducia in generale, insicurezza negli affetti, introversione, cinismo, negatività data da una visione sarcastica e totalmente sfiduciata del futuro, miscredenza.

Baby Blue Eyes attiva la frequenza di un padre che ci porta nel mondo e ce lo mostra per quello che è: bello e brutto al tempo stesso. Mostrandoci il mondo riveste il ruolo di colui che protegge al bisogno e da fiducia nell’andare nel mondo. In uno stato negativo di Baby Blu Eyes l’individuo si isola e non crede possa esserci alcun miglioramento nelle cose della vita; in questo modo egli stesso creerà la propria realtà di sfiducia, sarcasmo, inadeguatezza nei rapporti, tradimenti, problemi con “il capo” sul luogo di lavoro. E anche quando gli esempi davanti ai propri occhi potrebbero essere completamente opposti alle proprie credenze negative, egli continuerà a negare a se stesso una realtà fatta di amore, di collaborazione, di presenza, di protezione.

L’assunzione di Baby Blue Eyes porta in auge (a volte persino mediante il mondo onirico) l’insicurezza affettiva, detta anche sfiducia nel prossimo di cui la classica frase  capostipite di questo atteggiamento è: “mai fidarsi di una donna/un uomo!” E’ la pulce nell’orecchio che lui/lei potrebbe trovare qualcun altro di migliore. Questo rappresenta sempre una condizione di sfiducia verso se stessi. Chi potrebbe essere migliore di me? Chiunque, in effetti. Il punto non è questo. Il punto è: chi sono io – che valore mi do – e che tipo di relazione desidero – il partner ne è una conseguenza. Il rischio è di trovare qualcuno e cercare di cambiarlo per avere una determinata relazione, quando invece bisogna avere chiaro che tipo di relazione si desidera.

Persino il tradimento subìto è un tradimento percepito nell’infanzia e portato nel cuore fino alla sua manifestazione da adolescenti o da adulti. Non c’è niente di peggiore che perdere la fiducia di chi ci vive accanto. Ma, in questo dolore profondo si cela una carenza di fiducia della figura maschile (sia per uomini che per donne) e in un senso spirituale più elevato, un’assenza di fede in Dio, nell’ Universo, nella Creazione Assoluta, nella Vita.

Baby Blue Eyes, in maniera profonda e sottile è una voce che dice: “Abbi fede. Il futuro può anche essere roseo. Se questa volta non è andata bene, la prossima volta ci sarà una soluzione migliore di quello a cui hai pensato.” … e dice anche … “Le soluzioni non sono come le pensi tu. Esse sono molto più ampie.

Il fatto di volere sperare in qualcosa di migliore sottintende che quel qualcosa sarà diverso COME NOI LO IMMAGINIAMO. Mentre la fede più profonda, la fiducia più sana dice: SARA’ COME NON TE LO ASPETTI, COME NEMMENO LO IMMAGINI perché la mente umana è limitata rispetto alle risorse che la Creazione può concederci.

Arriva a noi quello che noi siamo. Lavorare sulla fiducia e sulla fede significa credere profondamente che le situazioni difficili andranno al loro posto, significa sapere che ci sarà il tempo giusto per la giusta soluzione (che nemmeno immagino), significa avere la certezza piena che l’occhio di Dio vede e provvede, che il mio partner mi vede (mi tiene in considerazione), che con il capo ufficio o i superiori al lavoro (autorità) c’è un buon rapporto. Se vogliamo ottenere questo tipo di situazioni, lavoriamo con Baby Blue Eyes.

Solo quando si è pronti a credere ai propri sogni, alla propria felicità, arriva ciò che desideriamo con la fede nel cuore e con un sentimento intriso di gratitudine a prescindere. Questo è il lavoro di Baby Blue Eyes, profondo e solenne.

Il consiglio è quello di assumerlo per diversi periodi (almeno 3 mesi), sospendere e lasciarlo agire, poi assumerlo nuovamente anche a distanza di anni e in momenti diversi della vita quando sentite il bisogno di ritrovare la fiducia o se avete problemi con il capo ufficio fino a risolvere completamente la tematica in questione.

Aiutatevi che il ciel vi aiuta.

Buon lavoro.

L’inquinamento voluto: quando sfugge di mano

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E’ ben noto, ora come ora, a che cosa stiamo andando incontro. L’antropocene (l’era in cui l’uomo influenza l’ambiente e di cui ne pagherà le conseguenze) è una realtà. Vera,  per via dell’inquinamento atmosferico, terrestre, acquatico, o presunta, per agenti che modificano intenzionalmente il clima. Per chi dubitasse ancora che il clima potrebbe NON essere modificato per mano umana, che parrebbe un’assurdità, ricordo che tra il 1940 e il 1950 il Dott. Wilhem Reich inventò lui stesso un macchinario in grado di percepire l’umidità dell’aria, accumularla e rilasciarla sotto forma di pioggia con lo scopo di creare situazioni piovose in luoghi siccitosi per permettere di coltivare là dove sino a prima non era possibile. Il suo scopo era progressivo verso l’umanità, lo scopo di nutrire i popoli che vivevano in zone con agricolture povere. Mi sono sempre chiesta, all’alba del 2019: se Reich aveva messo a punto a fin di bene un mezzo per portare pioggia in luoghi siccitosi nel 1950, com’è possibile che negli anni duemila … o forse anche ottanta, nessuno si sia premurato di fare la stessa cosa? L’idea era buona, i mezzi si potevano costruire ma la maliziosità dell’ego umano poteva anche portare a qualcosa di dannoso, piuttosto che di benevolo. Poteva anche essere che sperimentare il gioco del clima con la Natura portasse a conseguenze inaspettate o non calcolate. Chi può dire come reagisce lo spirito del vento, delle maree, delle montagne e dei mari una volta aizzato come un carbone ardente?

Gli scritti pubblici di Reich furono bruciati come fossero una forma di eresia, fu radiato dall’ordine dei medici di cui faceva parte, arrestato dall’FBI e lasciato morire in un penitenziario americano.

Negli anni ’80 mio padre e un suo collega (faceva il meccanico di automobili) avevano brevettato l’auto a emissioni zero attraverso l’uso dell’olio di colza. Il brevetto non fu mai fatto passare, lo hanno mantenuto vivo economicamente presso l’ordine dei marchi e dei brevetti finché hanno potuto, ma non fu mai accettato.

Negli anni – quasi – 2020 si parla (sempre si parla) di eliminare le auto euro 1-2-3-4 ed euro 6 prossimamente per ridurre l’impatto ambientale. Io sono perfettamente d’accordo, ma:

  1. quali sono le opzioni reali e concrete ad impatto zero che il governo e le regioni danno ai cittadini?
  2. Perchè il decreto anti – inquinamento sancisce che  saranno esclusi i mezzi pubblici (a malapena euro 3),  i mezzi degli artigiani (spesso furgoni anteguerra), i mezzi della polizia varia ed eventuale e che comunque negli orari di punta è possibile circolare per chiunque?
  3. Non dovrebbero il comune, la regione, lo stato per primi dare il buon esempio? (Bus a norma, mezzi moderni elettrici o alternativi) Non dovrebbero queste istituzioni creare opportunità reali e concrete e non le solite pezze ricucite su se stesse per un bene comune?
  4. Perchè eliminare solo i mezzi a diesel? La benzina non è inquinante? Non era stato creato il diesel per ridurre le emissioni della benzina?

Nei Paesi Bassi l’azienda Royal Lemkes, produttrice di piante a livello internazionale ha degli impianti 100% impatto zero che funzionano a energia solare. Paesi Bassi. Italia?

L’antropocene è anche questo e, come disse tanti anni fa una persona in apertura ad una conferenza importante: lo sport che ama di più l’essere umano è quello di raccontarsela.

Solo che non sono stati fatti i conti con la vera natura della Natura. Sconvolgere il clima attraverso forme di inquinamento patologico indotto o creato, è come andare a mettere polvere da sparo dentro ad un vulcano acceso. Se ne può presumere la reazione, ma non le reali conseguenze.

Sono rimasta fortemente impressionata dalle recenti immagini degli alberi abbattuti su un’intera montagna in Veneto. Era come vedere dei martiri sacrificati a nome della testimonianza. Il sacrificio di questa specie vivente, in questo modo così violento testimonia i disastrosi effetti umani. Peggio, molto peggio di un fiume che si allaga e si espande conquistando terre e case. Del fiume si sapeva, solo l’ego può pensare di dominare la natura. Così come chi ha scalato l’Everest pensando di dover raggiungere a tutti i costi il proprio personale primato senza considerazione e rispetto degli eoni ed eoni dello spirito della montagna e della montagna stessa come essere vivente. Ma cosa siamo? Pulci sulla pelliccia di un cane.

L’insegnamento della Natura è sempre dietro l’angolo, noi, che facciamo parte dei Lei, siamo figli e integrazione se vogliamo integrarci, altrimenti saremo rigettati. La Natura non conosce politica, religione, sindaci, conosce solo la Verità degli Elementi. Azione, reazione. Modificare il clima in modo diretto o indiretto, evitare di prendere seri provvedimenti (partendo da un fattore umano sano di principi e per un bene comune) a Lei non interessa, non interessa che cosa stiamo cercando di fare in modo veritiero o fasullo. Solo le conseguenze saranno la risposta ai fatti. E gli alberi del Veneto, a mio avviso, hanno dato una forte scossa emotiva alla super intelligenza subconscia umana, per chi volesse ascoltarla, in un modo impressionante, perché se persino loro non hanno retto, allora noi? Sdraiati a terra, rasi al suolo, gli alberi. E sono la specie vivente più longeva del pianeta terra, gli alberi.

Questa strage di innocenti ci voleva, come in ogni guerra i morti servono ai futuri accordi di pace. Tristemente e ancora una volta non siamo stati in grado di arrivarci prima delle stragi. Abbiamo bisogno di morire, per capire l’importanza del vivere. E sia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fillossera del Leccio: soluzioni

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Nell’ormai lontano … 2008, quando ancora praticavo attività di giardinaggio ricevetti una richiesta di intervento su un leccio malato. Il giardino era molto elegante, in uno stile orientale vista la presenza di diverse tipologie di bambù con qualche accenno a piante autoctone inserite nel contesto. Un leccio, un olmo, rose rampicanti, una piccola siepe di ortensie. Il leccio si ammalò di Fillossera (Phylloxera quercus); i proprietari del giardino mi chiesero di fare qualche trattamento non nocivo per debellarne la presenza tenendo in considerazione il fatto che il giardino era frequentato da due bambini e un gatto. Furono fatti diversi trattamenti a base di fiori di Bach nell’arco di due stagioni (due anni). Inizialmente la patologia peggiorò. Di nuovo (e di corsa!) a rifare trattamenti. Dopo il primo inverno e con il ritorno della primavera, avevamo notato che il leccio non era cambiato di molto, anzi dava segni di precoce decadimento fogliare; in realtà, tacitamente da entrambe le parti, si pensava non ci fossero soluzioni al problema. Durante il secondo anno, a partire dalla primavera, furono fatti altri trattamenti, non meno di quattro.

Di quel leccio, a distanza di otto anni, non seppi più nulla sino a qualche giorno fa quando incontrai il proprietario del giardino; dopo aver scambiato qualche chiacchiera di cortesia, mi dice: “Sei stata bravissima con quella pianta:”

“Quale pianta?” – è stata la mia risposta, avendo rimosso completamente l’evento del leccio e di tutti i suoi trattamenti.

“Il leccio – mi dice lui – non ha più avuto niente, è guarito completamente.”

Sbigottimento e, subito dopo, un veloce feed back dei trattamenti fatti otto anni prima e di tutta la situazione inerente.

“In che senso? – chiedo incuriosita con una domanda specifica e precisa – Non è stato più trattato negli ultimi otto anni?”

“Esatto. E adesso è bellissimo.”

L’esito dei trattamenti con i fiori di Bach sul leccio, che hanno avuto la durata di due anni, ha portato alla guarigione completa della pianta e, cosa ancor più sbalorditiva, nessuna ricaduta. Per anni avevo pensato che tutti quei trattamenti non fossero serviti a nulla, per anni ho pensato che la soluzione che avevo creduto di trovare, non era esatta. Invece mi sbagliavo.

Leggendo il libro di Stefano Mancuso e Alessandra Viola “Verde Brillante”, edizioni Giunti, ora a maggior ragione sostengo che i trattenimenti con i fiori di Bach, essendo frequenze (informazioni) trasmesse attraverso l’acqua, hanno bisogno di essere assimilate dalla pianta con i suoi ritmi per potersi difendere e rafforzarsi. Allo stesso modo anche l’insetto (o funghi, afidi ecc… ) ha bisogno di assimilare un’informazione e di farla propria prima di capire come re-agire. Il leccio ha reagito rafforzandosi, la Fillossera e le ruggini che si erano formate sulle foglie, hanno deciso che lì non erano più a loro agio.

Le soluzioni con i rimedi floreali richiedono un tempo, un’attenzione, pari a quando si fa una terapia intensiva. Spesso non si cura il problema – meno che meno la causa – con un solo trattamento. Se accettiamo il fatto che la chemioterapia sia composta da un ciclo di trattamenti, che qualsiasi tipo di medicinale classico, omeopatico, vibrazionale, medico richieda tempo per avere come esito positivo una guarigione, perché non possiamo contemplare il medesimo fatto che trattando una pianta ci siano dei tempi di guarigione?

Soluzioni

In un flacone da 30 ml preparare:

  • 20 gocce di Crab Apple
  • 15 gocce di Chestnut Bud
  • 10 gocce di Rescue Remedy
  • 10 gocce di Cherry Plum
  • 10 gocce di Water Violet
  • 7 gocce di Boab (fiore australiano della linea di Ian White)

Dopo aver messo questi rimedi floreali aggiungere acqua sino a riempire il flacone da 30 ml. Dinamizzare 30 volte (battere il flacone ben chiuso sul palmo della mano per 10 volte e ripetere per tre volte consecutivamente in piena consapevolezza di ciò che si sta facendo). Successivamente diluire il flacone  da 30 ml in una botte (ben pulita da precedenti trattamenti o, meglio se nuova) da 20-25 litri ed erogare sulla chioma della pianta. Ripetere il trattamento ogni 20/25 gg  per 4 volte consecutive, nella stessa modalità di miscela e diluizione. Inizio dei trattamenti: primavera. Se piove non è necessario ripetere i trattamenti.

Inutile dire che i trattamenti sono completamente a-tossici e privi di ogni principio nocivo per l’ambiente, le persone e gli animali, se non dato da residui presenti all’interno della botte dei trattamenti utilizzati in precedenza. Per questo motivo consiglio vivamente di acquistare una botte nuova. Armatevi di pazienza. I risultati ci sono.

Buona sperimentazione.

 

Le facce dell’Egoismo

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Una donna giovane entra in un negozio di fiori accompagnata dalla madre anziana. Sceglie una pianta e chiede alla commessa di fare una confezione:

– Sa… – dice la donna – è per una bambina che non c’è più.

La donna porta omaggio a sua figlia morta piccola. Una volta al mese va e compera un fiore da mettere sulla tomba della figlia. Ogni volta la donna spiega alla commessa che quel fiore è per la sua bambina che non c’è più. La commessa non si esprime, visto il dolore, non ci possono essere parole, ma si ricorda benissimo della donna e del perché di quei fiori. Con un senso di tacita comprensione nota poi come quella donna sia restata imbrigliata nel sentimento del lutto, come non si stia accorgendo che la sua perdita possa diventare eterna e il suo sacrificio di non vita non sia utile a nessuno, nemmeno a sua figlia che, anzi, rischia di rimanere imbrigliata in una terra di mezzo del post – morte. La donna che ogni mese va a chiedere un fiore per la tomba della figlioletta, è una donna morta. Persino il colore della sua pelle è verdognolo, pallido, gli occhi spenti e senza lacrime. Non si discute sulla Morte di un figlio. Ma si potrebbero discutere sulla mancanza di rispetto nei confronti della Vita, nei confronti di chi, insieme noi, continua a camminare nel mondo. Vivere e fingersi morti, solo in tempo di guerra ha potuto salvare qualche vita. E’ un meccanismo animale di sopravvivenza. Il dolore del lutto, che va espresso e attraversato, può essere elaborato, trasformato. Altre persone, rimaste completamente sole, portano fiori sulla tomba dei propri cari vivendo il dolore, la mancanza. Vivendo. Struggendosi, toccando l’apice della ferita interiore, pur andando avanti. Ho conosciuto chi ha avuto una vita molto dura, chi si trova solo al mondo, chi può contare solo sulle proprie forze interiori e nessun altro. Eppure continua a fare progetti. Ognuno esprime il dolore e la perdita a proprio modo, ma la commiserazione di se stessi è una mera forma di attaccamento. L’auto commiserazione è ben espresso nel fiore di Bach da Willow. Sulla perdita di un figlio non si discute così come sullo stato di salute o di malattia di una persona: anche in questi casi però ho avuto l’esempio vivente di persone con patologie rarissime e casi clinici unici al mondo, prima sopravvivere, poi  tornare a vivere – sposarsi, fare figli, avere una famiglia.

Ognuno è libero di scegliere della propria vita così come della propria morte. Vivere di attaccamenti legati alle prove che la vita ci riserva senza elaborare i passaggi stretti che l’anima si sceglie, è come restare morti fino a quando non si avrà di nuovo un “risveglio”. Vivere di attaccamenti al dolore di una perdita, alla propria malattia, ad un amore che non c’è più, al cane scappato di casa, al fatto di avere pochi soldi, non è altro che continuare egoisticamente a restare aggrappati a questi eventi. L’egoismo è smettere di prendere in considerazione le persone vicine pensando solo a se stessi, alle proprie problematiche come fossero uniche al mondo, è parlare sempre al singolare, ciechi davanti al prossimo. L’egoismo il più delle volte è “nascosto” da facciate di buonismo, di volontariato, di … “non ti preoccupare, faccio io per te”; un egoismo che spesso non vede l’ora di nutrirsi di situazioni “sfortunate” e terribili trascinando le persone care in un abisso profondo.

L’egoismo è:

… un atteggiamento che implica la subordinazione dell’altrui volontà e degli altrui valori alla propria personalità; ……. amore eccessivo ed esclusivo di sé stesso o valutazione esagerata delle proprie prerogative ……. subordinazione delle altrui esigenze alle proprie e alla esclusione del prossimo dal godimento dei beni posseduti.

Si pensa all’egoista come ad una persona che è l’equivalente dell’arroganza, al riccone che gira in barca con i pomelli del bagno dello yacht smaltati di oro,  allo sfruttatore di esseri umani per soldi, al contrabbandiere che non guarda in faccia nessuno; l’egoismo è molto più umano, molto più diffuso, molto più subdolo.

E’ il collega di lavoro che guarda solo se stesso senza pensare che con certi atteggiamenti mette in difficoltà altre persone. E’ il malato che decide di non provare tutte le cure e dare voce alla sua Vittima interiore per restare nella condizione di malattia ed avere al proprio capezzale – guinzaglio i famigliari. Sono le persone che con tecniche di manipolazione emotiva usano il ricatto per tenersi qualcuno vicino. E’: “io faccio qualcosa per te SOLO SE tu fai qualcosa per me”. Egoismo è usare i propri figli come arma contro il partner o l’ex partner senza pensare alle conseguenze sull’educazione che questi riceveranno. Egoismo è tenere animali da compagnia in casa stile soprammobile vivente quando la casa o le condizioni sono inadeguate per un animale; egoismo è tenere piante ad alto fusto in un vaso e lasciarle ad un futuro di morte certa piuttosto  che trapiantarle in un luogo adatto. Egoismo è dire e ridire quello che l'”IO” ha fatto per sentirsi riconosciuti da un superiore, da un genitore, dall’autorità. Egoismo è tenere al guinzaglio corto il partner con la minaccia di lasciarlo se solo “pensa” a qualcun altro.

L’egoismo è contrapposto all’Amore. E’ difficile trascendere l’egoismo, ma non impossibile. Ad un certo punto bisogna dar spazio al cuore e lasciare agire lui.

Per chi ha voglia di sbarazzarsi di un atteggiamento egoista, basterebbe iniziare a pensare onestamente e diversamente:

– Se sono malato qualcuno si dovrà sacrificare e venire all’ospedale tutti i giorni per assistermi. Quanto gli costerà questo sacrificio? In termini di tempo, di organizzazione, di vita personale, quanto gli potrà costare, indipendentemente dal fatto che mi vuole bene?

– Se resto nel lutto e smetto di vivere la vita, quanto peserà sul resto della mia famiglia, sul partner, sui genitori, su chi resta?

– Se mi permetto di fregare il mio collega ogni volta, passando sopra ai suoi diritti – che sono anche i miei – chi mi dice che se avrò bisogno lui potrà essere disponibile nei miei confronti? Forse meglio collaborare, aiutarsi, venirsi incontro? Per quale motivo cerco di fregarlo?

– Quale esempio di vita personale assicuro ai miei figli facendogli fare da cuscinetto tra me e l’ex partner ogni volta che litighiamo? Che esempio sto dando? La separazione è un fatto personale tra me e l’altro, perché coinvolgo i figli in un processo in cui loro non hanno colpe? Non temo che questo atteggiamento possa avere ripercussioni sulle loro relazioni future? Perché non mi pongo il problema del loro futuro di coppia da adulti?

– Posso permettermi di tenere un animale da appartamento tappato in casa, sacrificando la sua vera natura per colmare i miei vuoti interiori? Per quale motivo lo voglio a tutti i costi? Gli farà bene vivere senza la sua libertà, seppur limitata ad un contesto urbano? Sarà un animale felice in ogni caso?

– Se il giardiniere mi ha dato un consiglio sul trapianto di un albero al quale sono affezionato dicendomi che sarà destinato a morire se lo lascio nella condizione attuale, perché non lo lascio nel suo contesto e gli permetto di vivere? Cosa mi spinge a evitare di staccarmi da questo essere vivente pur di averlo davanti agli occhi? Il suo futuro è al sicuro?

E ad agire diversamente; ecco i rimedi floreali che aiutano a sbarazzarsi di atteggiamenti egoisti.

BLEEDING HEART (fiore Californiano): per abbandonare attaccamenti che si hanno nei confronti del partner; permette di vivere il distacco e la sofferenza del distacco, vivere il lutto interiore (indipendentemente dal fatto che qualcuno sia morto fisicamente: anche una separazione è vissuta dalla personalità come un lutto), passarci attraverso ed elaborare la morte, in qualsiasi forma essa la si percepisca. Solo così si può tornare alla Vita: trasformare forme di attaccamento che legano l’altro in accoglienza verso l’altro e libertà verso se stessi. Di aiuto anche Angel Trumpet.

WILLOW (fiore di Bach): avere la responsabilità della propria vita, in particolare in caso di malattia; decidere se si vuole restare o andare dall’altra parte assumendosi tutte le responsabilità del caso. Rimedio particolarmente utile per le lamentele continue di ciò che non funziona (di solito negli altri, secondo lo stato Willow negativo).

SUNFLOWER (fiore californiano): lavorare sul terzo Chakra, il plesso solare e sede dell’Ego; in questo centro energetico si trovano: arroganza e sottomissione, uno ai poli opposti dell’altro, dove l’umiltà ne è il sottile equilibrio. Sunflower è per quelle persone che hanno vissuto negativamente la figura paterna, sia che ci sia stata fisicamente, sia che sia stata assente – fisicamente o emotivamente. Ripristina le forze sane dell’Ego, l’autorevolezza interiore, aiuta a smettere di essere succubi dall’approvazione altrui (l’autorità), a ritrovare un proprio lato maschile equilibrato – sia per uomini che per donne.

CHICORY (fiore di Bach): rimedio tipico di chi si atteggia con un ricatto emotivo nei confronti degli altri. Purtroppo è spesso l’atteggiamento dei genitori nei confronti dei figli, ma anche tra partner e tra amici (adolescenti). Il tipo Chicory afferma:

Io ho fatto tutto questo per te e guarda qual’è la tua riconoscenza! 

Questo atteggiamento provoca inevitabilmente (escludendo chi ne è pienamente consapevole) un senso di colpa che terrà legate le persone al modello vittima – carnefice. Sarà quindi un legame basato sul ricatto, non sull’Amore incondizionato. Il tipo Chicory necessita di riempitivi per il suo cuore ma non sa che con l’atto del ricatto emotivo creerà dei finti “attaccamenti” o amori illusori. E’ certo difficile Amare una persona e lasciarla libera, ma come per gli animali, se si sentono liberi e sicuri nel proprio posto, non fuggiranno. Chicory è un risanatore di Amore incondizionato per chi ha ricevuto carenze affettive profonde.

HOLLY (fiore di Bach): provoca l’ apertura del cuore, il senso di compassione, l’amore per gli altri oltre l’egoismo, l’invidia, l’individualismo; superamento dell’Io. Sanifica il Chakra del Cuore.

HEATHER (fiore di Bach): se si trattasse di una leggenda greca, Heather sarebbe il figlio – e il risultato – di Chicory. Uno la conseguenza dell’altro. Privato di un amore incondizionato e cresciuto con un amore possessivo, Heather fa tutto suo, si occupa solo dei suoi problemi ed evita quelli degli altri; il suo motto è: venuto io, venuti tutti. (In dialetto modenese suona meglio … n.d.r.). Heather è l’egoista, l’invidioso vittima di se stesso e dei suoi atteggiamenti, non si preoccupa minimamente di chi gli è accanto. Soddisfatti i propri bisogni primari escludendo tutto il resto. Heather teme la perdita dei suoi bisogni elementari, necessita di essere al centro dell’attenzione, di essere prima donna. Il Rimedio riporta ad una autosufficienza emotiva, ristabilisce il terzo Chakra, riequilibra l’Ego in eccesso, riporta tranquillità interiore. Non c’è bisogno di dover padroneggiare sugli altri o prima degli altri per sentirsi al sicuro.

STAR THISTLE (fiore Californiano): si identifica con un senso del possesso che tradotto diventa avarizia. Avarizia è sinonimo di precarietà anche quando ci sono i beni necessari alla sopravvivenza. L’avaro è il milionario che teme di perdere tutto così come il povero che non ha nulla e quel poco che racimola lo rende schiavo. L’avarizia corrisponde all’aridità interiore, al vuoto affettivo apparentemente incolmabile. Il vuoto interiore viene colmato da possedimenti materiali e dal denaro, sia che esso ci sia, sia che esso sia carente, come prima forma di sopravvivenza – l’ossessione per il cibo, la casa, l’automobile. Questo Rimedio è fortemente “riempitivo” in un senso di abbondanza nel significato più ampio del termine.

Ad ognuno il proprio Fiore.

Il vero Amore Incondizionato l’ho visto negli occhi di un cane mentre guarda il suo padrone. Dovremmo tutti, ogni tanto, osservare il mondo in quel modo. 

 

Potere curativo di CRAB APPLE

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Il melo selvatico (Malus Sylvestris) nei fiori di Bach conosciuto come Crab Apple ha un elevatissimo potere depurativo e curativo sotto diversi aspetti.  Purifica Carb Apple, sì, ma a che livello? Esso ha un potenziale altissimo e ritengo che questo Fiore svolga un lavoro molto importante. La sua azione purificatrice ha a che vedere con un senso profondo e netto di impurità intesa come imperfezione di sè. Imperfezione di come si dovrebbe essere o di come non si dovrebbe essere: Crab Apple agisce sull’idea radicata di non essere all’altezza, di non essere “abbastanza”. Spesso le persone nei confronti delle quali ci si sente “inferiori/impuri” sono quelle più vicine: amici cari, genitori, il partner.

Come un’atleta di salto in alto la cui asticella da raggiungere è sempre più alta (e diventa irraggiungibile), il fattore “non sentirsi all’altezza” provoca ulteriori sforzi per ricercare  e ricreare una presunta perfezione. Nasce allora un senso profondo di frustrazione, di rigidità (spesso Crab Apple lo si può abbinare a Rock Water) e di insicurezza sui lunghi termini. Fisicamente l’emozione della vergogna (ho fatto qualcosa di “sporco”) può manifestarsi con problematiche legate alla pelle (orticarie, eruzioni rossastre). L’essenza di questo Rimedio insegna a lasciare andare l’idea di essere sbagliati. Crab Apple riporta un senso di purezza e di innata perfezione interiore.

Ancora una volta il senso di inadeguatezza lo si può avere rispetto all’intimità: questo Rimedio va ad agire sulle problematiche intimo-sessuali. Crab Apple aiuta a liberarsi da vecchi schemi mentali generazionali circa l’idea impura che si ha del sesso e della vita intima: ideologie tradizionaliste, spesso di matrice religiosa, tengono imbrigliate la personalità dal diritto di godere della piacevole e potente energia sessuale. Liberarsi da concetti errati in merito alla sessualità evita di ammalarsi sia fisicamente che psicologicamente.

Senza dimenticare l’ efficacia di questo Fiore sul piano energetico per tutti coloro che praticano lavori di tipo sociale, ospedaliero o che sono costantemente a contatto con la moltitudine di gente (centri commerciali inclusi!): Crab Apple aiuta a mantenere le proprie risorse energetiche libere e pulite.

Rivalutiamo il grande potere curativo di questo Fiore, così semplice, così puro.

Soluzione per cimici verdi

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Mi occupo di Floriterapia da diversi anni, ma solo ultimamente ho contemplato il fatto che me ne occupo quasi a 360 gradi. Da un punto di vista umano, da un punto di vista fisico (scuola di Orozco) e da un punto di vista ambientale.

Di fatto, siamo circondati da frequenze di ogni genere, noi stessi esseri umani siamo “frequenze che camminano”: per i pensieri che pensiamo, per le emozioni che proviamo, per le parole che diciamo, per le azioni che facciamo. Tutto ha una conseguenza su tutto, le stesse frequenze – azioni, parole, pensieri – si sintonizzano con frequenze che si riconoscono, pensieri, ideologie, stati d’animo, azioni. Tutto è in perfetta sintonia, cambia solo la frequenza su cui ci si sintonizza. Come alla radio.

Se emettessimo “high frequencies” giornalmente, creeremmo un ambiente con le stesse alte frequenze. Ci sintonizzeremo su una “musica” – stile di vita – piacevolmente melodiosa.

L’uso dei Rimedi floreali in contesti ambientali (casa, giardini) provoca l’emissione di certe frequenze che hanno la capacità di modificare – sintonizzare l’ambiente esterno in un certo modo. Una testimone, alcuni anni fa, ha utilizzato la miscela Insecta per contrastare pidocchi delle rose e ha detto: ” Da quando ho iniziato ad utilizzare gli Armonizzatori nel mio giardino sono riapparse le lucciole!” Una testimonianza indimenticabile e inequivocabile!

Ho così pensato di diffondere la soluzione per cimici a base di Rimedi floreali affinché più persone abbiano la possibilità di armonizzare un contesto ambientale di tipo casalingo. La casa è il nido, il custode dal mondo esterno, un rifugio. A volte però, non sempre il rifugio può essere pienamente gradevole. Così, mentre scacciamo qualche insetto a noi sgradito (gli Armonizzatori infastidiscono gli insetti e si allontanano) contemporaneamente portiamo un pò di armonia anche all’interno del contesto ambientale in cui viviamo. A seguire, quindi, la soluzione fai da te per le cimici.

Procuratevi:

  • 1 falcone in vetro oscurato con pipetta da 30 ml
  • i Fiori di Bach: Crab Apple, Walnut, Chestnut Bud
  • il Fiore californiano Black Cohosh
  • 1 erogatore con spruzzino da 2 lt
  • acqua

Buona sperimentazione.

SOLUZIONE PER CIMICI

Tenete presente che la miscela andrebbe erogata già a partire dal mese di luglio su porte, finestre e porte-finestre di verande e balconi, pareti e perimetri delle verande o esternamente in un giardino delimitando un’area e creando una sorta di “zona protetta”, quella che identificate e che vi interessa proteggere dall’arrivo delle cimici.

Procuratevi un flacone con pipetta da 30 ml, mettete dell’acqua al suo interno e aggiungete i Fiori di Bach di: WALNUT, CRAB APPLE, CHESTNUT BUD nella misura di 5 gocce per ogni Rimedio floreale. In più procuratevi il Rimedio californiano (della linea Fes) BLACK COHOSH e aggiungete 7 gocce di questo rimedio nello stesso flacone da 30 ml. Successivamente DINAMIZZATE il flacone (chiudere bene il tappo) cioè, battete consecutivamente per 10 volte il flacone sul palmo della mano con la giusta intenzione-attenzione a quello che state facendo. Questa operazione la potete ripetere sino a 3 volte, sempre di 10 in 10. Ciò serve a potenziare il rimedio, ad aumentarne l’efficacia.

A questo punto procuratevi un erogatore con spruzzino da 2 litri, NUOVO – evitate di riciclare erogatori dove all’interno ci siano stati altri prodotti – e riempitelo di acqua, aggiungete 10 gocce (circa 1 pipetta) della vostra miscela (che va conservata in frigo). Dinamizzate ancora 1 volta poi erogate nei perimetri di porte, finestre e dove vi conviene per evitare l’ingresso delle cimici.

Ripetere il trattamento ogni 20/25 giorni circa. E’ possibile erogare il prodotto anche su pomodori afflitti dalla cimice del pomodoro: i Rimedi floreali per la legge italiana sono considerati “edibili”, di conseguenza non dovrete preoccuparvi di effetti collaterali tossici di alcun genere, specie sugli ortaggi, gli animali domestici (pet), i bebè.

Se nel flacone con spruzzino da 2 litri rimane dell’acqua, conservatela per il trattamento successivo in un luogo fresco. Incollate sul flacone un’etichetta adesiva con scritto che cosa contiene il flacone e la data in cui è stata preparata la miscela.

Aspetto un vostro feed-back, mi raccomando!

POISON OAK e il ritorno alla Vulnerabilità

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Chi mai di questi tempi vorrebbe essere vulnerabile? Ci si mette una vita a costruire maschere su maschere e impostare atteggiamenti di “difesa” personale con il terrore di essere scoperti per ciò che realmente si è, si pensa e si vuole, e per evitare di essere continuamente feriti. Chi mai correrebbe questo rischio, di tornare a morire dentro, di sentirsi intimamente offeso e deriso? C’è solo una controindicazione in tutto questo fittizio paravento, anzi più d’una: 1) in ogni caso si soffre 2) si vive in modo infelice e incompleto 3) non ci si concede di fare entrare alcuno nella propria vita.

L’atteggiamento esteriore è a volte, ma non sempre, quello tipico delle persone scostanti. Coi modi, con le parole, con gli atteggiamenti. Poi ci sono quelli amorevoli con il/la compagno/a e gli amici più intimi che ogni tanto si riservano il diritto di emanare un atteggiamento scostante e urticante forti del fatto di sapere che per l’altro contano e valgono troppo, a tal punto che nonostante la fuoriuscita di veleno di quando in quando, essi ci saranno sempre.

Il Toxicodendron diversilobum (Poison Oak per i fiori californiani) incarna perfettamente questo aspetto caratteriale. E’ una pianta tossica e altamente urticante al solo sfioramento delle sue foglie e dei rami che contengono una sostanza, l’Urushiol, che provoca una immediata reazione allergica. Provoca dermatiti con infiammazioni, gravi pruriti e vesciche. L’Urushiol è pericoloso persino in forma volatile, se respirato, nel caso si dovessero bruciare rametti della pianta.

Resto sempre affascinata dalle Segnature dei Rimedi floreali. L’intimo delle persone che necessitano di questo rimedio è in realtà, urticante. Hanno innalzato trincee per evitare di essere colpiti, quando essi stessi sono i primi a colpire. Questo indica una mancanza di fiducia verso i propri confini personali, considerati deboli, inadatti ad affrontare il mondo; ciò crea una mancanza di apertura emotiva e sentimentale profonda. Non si mostra il lato vulnerabile e non si permette ad alcuno di entrare.

La vulnerabilità fa parte del cuore, dell’amore e il chakra del cuore, in sanscrito Anahata, significa IL NON COLPITO. Solo permettendo l’apertura del cuore e dei sentimenti è possibile liberarsi da muri esistenziali – e fisici, permettendo a qualcuno di entrare.

Per qualche mese ho testato personalmente questo Rimedio e ho scoperto che la vulnerabilità non è qualcosa di molliccio e instabile, una condizione dell’essere che può essere colpita così facilmente: la vulnerabilità come stato dell’essere è consapevole della propria condizione e del proprio valore: per questo non permette a chiunque di entrare, stabilisce in autonomia sani confini, è attenta e allo stesso tempo decisamente amorevole, coraggiosa e orgogliosa di mostrarsi.

Ascoltando e vivendo la vulnerabilità, si accede ad una forza superiore, si delimitano confini molto stabili pur mostrando sensibilità e si da voce ad un lato femminile tutt’altro che … debole. E’ la riscoperta di un lato forte della personalità. La vulnerabilità è forte. E’ invece delle persone deboli ed estremamente fragili dentro che la dimostrazione dell’essere vulnerabili spaventa.

Tornare ad essere vulnerabili significa coltivare un terreno soffice dentro cui sentirsi al sicuro e dove qualcun altro può portare un nuovo seme. E’ il seme dell’Amore.

So che di questi tempi è anticonformista parlare di vulnerabilità, ma vi invito a provare questo rimedio, a “starci dentro”, a vivere l’intimità profonda di voi stessi fino a percepire questa nuova scoperta: che la Vulnerabilità è una Fortezza.

Angel’ Trumpet: quando gli angeli annunciano la morte e ne permettono la trasformazione

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La Brugmansia Candida rientra nei Fiori Californiani, Angel’ Trumpet, detta Tromba degli Angeli. Questo Rimedio ha il potere di portare consapevolezza del lutto, della perdita, ha la facoltà di far assimilare la scomparsa, fisica o no, di una persona. Molte separazioni, anche di coppia, vengono inconsapevolmente vissute come un lutto. Giustamente.

La Brugmansia si annovera tra una delle piante più pericolose, letali, con i suoi semi e le sue foglie, con i suoi fiori che guardano già la terra e non il cielo. Questa segnatura la dice lunga sulla verità che coinvolge questa pianta. Siamo nati dalla terra e lì torneremo. La Brugmansia ci osserva dall’alto dei suoi fiori, un giorno che ci sentiremo sottoterra, morti. Non si muore solo fisicamente, più spesso si muore interiormente, anche nell’arco di una sola esistenza. La morte fisica, di fatto, è una liberazione dell’anima dal corpo, la morte interiore invece, la si ricorda e lascia una memoria profonda.

La Brugmansia Candida, stretta parente della Datura, a volte confusa con la Datura stessa, fa parte della famiglia delle Solanacee, che solo il nome richiama al Sole. E infatti lo necessita. Pianta femminile, sublime e letale. Con Angel’ Trumpet, fiore californiano, si ha la possibilità di prendere coscienza del lutto interiore, di assorbirlo, di farne tesoro, di farsene una ragione. Aiuta a metabolizzare ciò che nessuno vorrebbe mai vivere.

Un giorno ricordo di aver pensato che se la persona che amavo mi avesse lasciata, io sarei morta, pensavo non avrei retto il colpo. Lui mi ha lasciata, ma io non sono morta, certo che non si muore fisicamente. Ma dentro si, per cinque anni, senza accorgermene. Poi, un giorno, quel fiore mi ha chiamato, ha pensato che era arrivato il momento giusto per assorbire il livido del lutto. Così iniziai ad assumere Angel’ Trumpet e mi arrivarono dei sogni in cui stetti molto male. Le nostre anime, di amanti e di amati, avevano coscientemente deliberato di non stare più insieme, per questa esistenza. Il dolore aumentò e mi perforò di nuovo, gravemente, ma capii che avevo bisogno di viverlo, per farlo terminare per sempre.

Questo è il potere della Brugmansia Candida, che guarda perennemente la terra, ma baciata dal sole.

Una canzone diceva:

” Gravedigger, when you dig my grave, could you make it shallow, so that I can feel the rain”

“… Signor becchino, quando sotterri la mia tomba potresti farlo in modo superficiale, così che io possa sentire la pioggia … “

Trovo che Angel’ Trumpet permetta di sentire la pioggia, di sentirsi vivi, nel dolore, di sapere di essere fatti di carne e ossa, di essere vulnerabili. Forse dopo, la morte fisica, spaventa di meno.

Fatene un buon uso, di questo fiore californiano e non abbiate paura di morire.

Prima o poi si rinasce.