I regali di Babbo Natale: sintonizzarsi con l’Universo

E’ possibile ottenere ciò che si vuole? Sì, alle volte è possibile. Per due volte ho fatto esperienza della possibilità di ricevere esattamente quello che avevo chiesto all’Universo. La prima volta ho pensato potesse trattarsi di una sorta di “buona sorte”, ma la precisione nei dettagli e il tempismo in cui si è manifestata la seconda richiesta, non ha lasciato spazio ad alcun dubbio: ottenere ciò che si desidera è possibile.

Qual’ è la ricetta? Per prima cosa non si ha a che fare con richieste che non rispondono all’evoluzione dell’individuo. L’evoluzione dell’individuo è data dalle esperienze e dalla comprensione delle esperienze fatte, ciò sta a dire che la personalità mira al proprio benessere interiore: quindi, l’obiettivo del raggiungimento di un benessere interiore – o gioia – è il punto di partenza. La valigia piena di soldi? No, stiamo nel concreto. La valigia piena di soldi in pochi la saprebbero gestire nel modo migliore e forse farebbe più danno che utile. La valigia di soldi potrebbe essere un mezzo, ma il fine reale quale sarebbe?

Di cosa si ha bisogno per stare bene e vivere meglio? Oppure, qual’è la necessità primaria in questo momento? La domanda giusta verso se stessi è FONDAMENTALE. E l’unica risposta corretta è: il proprio bene. Esempi: Un lavoro: mi interessa il tipo di lavoro? No, mi interessa sapere che all’interno di un contesto lavorativo posso trovarmi bene, sia in senso economico, che in termini di tempo – un part-time pagato come un full time, il mio tempo è prezioso. E un lavoro con colleghi di un certo livello coi quali ci sia la possibilità di confrontarsi alla pari, o magari dai quali sia possibile imparare ed essere ispirati. Magari avere carta bianca per quello che sono le proprie competenze lavorative, riconosciute economicamente.

Di solito si conosce quello che non si vuole più: per sapere cosa si vuole è indispensabile chiedere a se stessi cos’è che fa stare bene, di cosa ha bisogno quella parte di Sé che desidera stare bene.

Una precisa intenzione, obiettivo chiaro e definito, assenza di sensi di colpa e del dubbio di meritevolezza, smettere di elemosinare, alzare il tiro con le richieste anche se sembrano “troppo”. Questa è la ricetta. Un ultimo ingrediente fondamentale: avere il coraggio di chiedere il meglio per la propria esistenza. E non preoccuparsi del come il tutto potrà essere esaudito.

Allora accadono i miracoli. Il vero miracolo non è dato dal fatto che le richieste si materializzano. Il vero miracolo è che le richieste materializzate vanno oltre ad ogni aspettativa. Perché l’Universo è Vita e la Vita è Abbondanza e l’Universo ama l’abbondanza e premia coloro che sono pronti a riceverla.

Sintonizzatevi sull’abbondanza piuttosto che sulla scarsità. E sull’ infinita gratitudine. E’ tutta una questione di frequenze.

Scegliete quelle che vi fanno stare bene.

Have a beautiful, joyful and sparkling Christ … mas .

Resina – c’è sempre una soluzione

Resina è un breve testo che ho scritto in due giorni e due notti – soprattutto due notti: ho sempre trovato una connessione tra il mondo delle piante e gli esseri umani. La vegetazione sul pianeta terra esiste da oltre 3,5 miliardi di anni mentre l’essere umano esiste da circa 200 milioni di anni, poco più o poco meno. E’ evidente che siamo figli della Natura.

La resina delle piante ad esempio, viene prodotta nel momento in cui si presenta una ferita sul tronco: per evitare che agenti esterni provochino una contaminazione con la possibilità di portare malattie o ulteriori spaccature, la pianta stessa produce resina là dove si manifesta la ferita, come strumento di guarigione.

Questa auto guarigione mi ha fatto riflettere e mi sono domandata: se il codice genetico umano è costituito anche dal codice genetico dei vegetali, qual’ è la nostra resina che ci permette di guarire nel momento in cui subiamo una ferita?

La domanda è retorica. Ma neanche troppo. Per ferita intendo una ferita interiore che ha fatto sanguinare il cuore, che ha allontanato dal mondo delle relazioni o che ha permesso ad agenti esterni patogeni di entrare per fare ulteriore danno, senza avere modo e conoscenze per ripararla o per sapersi difendere.

Ci troviamo all’interno di un quarto chakra, Anahata Chakra che, non certo a caso, è di colore verde smeraldo come l’erba nascente in primavera e presiede al mondo delle relazioni.

La guarigione delle ferite degli alberi è un breve testo che vuole portare un po’ di consapevolezza e di umanità nonostante le ferite del cuore – nota bene: di solito si parla delle ferite subite e mai di quelle inferte… n.d.r. – ma anche considerazioni e punti di vista risolutivi, grazie alla resina emotiva, diciamo così, che ognuno può produrre per cercare di guarire se stesso e salvaguardare le proprie relazioni, future e presenti.

Ne fanno parte i capitoli:

Macerie

Crescita emotiva

To give love one more chance

Chiaroveggenza

E’ importante sapere di non sapere nulla

Pensavo ci fosse solo il passato, invece esiste anche il nuovo

Qualcosa o qualcuno?

Resina

“Il cuore ricorda benissimo le proprie ferite, ma non per questo si lascia intimidire. Il cuore è impavido, trova il coraggio o i mezzi per superare e trascendere, è legato all’anima e l’anima non si arrende, prosegue il suo viaggio... ”

Questa è la resina che solca cuori infranti, la guarigione che riversa il suo liquido appiccicoso tra le ferite dell’anima per rimarginarle, per non permettere di essere intaccata durante un processo di crescita, proprio come accade negli alberi solcati, tra una scanalatura e l’altra, dalla resina.”

Copertina del libro 'La Guarigione delle Ferite degli Alberi' di Silvia Malagoli, raffigurante un albero maestoso con radici visibili e un effetto luminoso al centro, circondato da un bosco animato.
Un’opera che conduce in un viaggio profondo e illuminante

Chakra e Rimedi Floreali: why not?

Venti anni fa ho iniziato un percorso personale con Ricercatori di Verità, insegnanti di meditazione e di crescita personale; qualche anno più tardi ero ad un bivio nella mia vita, una spaccatura tra lo studio dell’Ayurveda e lo studio della Floriterapia. Scelsi la seconda opzione. Durante un corso a Bologna sui fiori Californiani, quell’anno venne una nevicata straordinaria che non mi permise di raggiungere Bologna per finire l’ultima sessione del corso e avere il diploma cui tanto ambivo.

Dopo quell’accadimento non mi sono arresa e ho avuto l’onore e la fortuna di frequentare altri corsi con personalità di altissimo livello in ambito di floriterapico: Julian Barnard detentore della casa di Bach e del suo sito nel Galles, il Dottor Orozco, i medici Athul e Rupa Shah per i rimedi Himalayani. Un grande privilegio.

Nel corso di quegli anni di pratica e di studi, l’idea di unire queste conoscenze che andavano dalla Floriterapia alla conoscenza – e coscienza – di se stessi tramite l’approfondimento del sistema Chakra, andava sempre più crescendo e manifestandosi, tanto da iniziare a scrivere un testo che avrebbe preso circa quindici anni della mia vita, unendo a queste due materie anche concetti fondamentali di Metamedicina.

Solo quest’anno, nel 2025 e dopo il giusto allineamento planetario che mi ha permesso di trovare un’editore che ho apprezzato molto, una correttrice di bozze che porta il mio stesso nome e dalla caparbietà molto simile, un editor di immagini davvero perspicace, è uscito il tomo e manuale – perché di un manuale si tratta – di oltre cinquecento pagine di esperienze di vita e ricerca che ho voluto condividere. Magari anche soluzioni efficaci.

Sperando possa essere di gradimento, perché non pensare ad un regalo di Natale diverso dal solito, con argomenti che toccano spiritualità e praticità di vita con metodi risolutivi tramite l’uso delle frequenze dei Fiori?

Il testo si divide nella descrizione dei 7 Chakra all’interno dei quali c’è un ulteriore suddivisione tra la parte fisica governata da ogni chakra e la parte esistenziale: ogni chakra racchiude schemi di vita, situazioni di vita. E per ogni chakra ed ognuna di queste due realtà, fisica ed esistenziale, il libro offre più soluzioni tramite l’uso dei rimedi floreali (fiori di Bach, Californiani e Himalayani) ancora una volta rivolti sia ad una parte fisica dell’individuo, che esistenziale come possibile soluzione di temi che coinvolgono la vita ordinaria di oguno.

Mi auguro possiate avere voglia di accedere a questo testo con curiosità e il desiderio di acquisire nuove informazioni in merito e grazie a ciò che il Dottor Bach disse molto tempo fa e senza il quale anche questo libro non sarebbe forse potuto esistere:

Guarisci te stesso

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, che esplora il sistema dei Chakra e i rimedi floreali, con un'immagine centrale di un fiore.

Quando l’ego è utile – anche alla collettività

Per decenni con l’arrivo delle pratiche orientali e grazie ad un mix di buonismi religiosi e perbenismo nutrito dal quieto vivere, l’ego è stato demonizzato e spodestato dal proprio trono e cacciato nei meandri di uno stanzino buio con pareti di gommapiuma.

Un errore enorme.

L’identità di un individuo è data dall’ego che rappresenta la casa della personalità. In assenza di ego o di un ego sottostimato l’individuo è alla mercè di chiunque e l’assenza di un’identità stabile e forte fornisce, a chi ci si trova di fronte, la possibilità di “occupare” quella casa, approfittare della persona.

L’individualismo è utile alla persona nel momento in cui serve innanzitutto se stesso, il proprio benessere, utile per le migliorie personali, per autodifesa, per potersi affermare nel mondo.

La confusione nasce nel momento in cui un ego sottostimato decide di farsi forte a discapito di altri o sulla pelle degli altri: questo non è un ego sano e la differenza è sostanziale.

Un ego sano è per se stesso e poi per gli altri, al servizio. Un ego sano permette all’individuo di passare dalla propria unicità al cuore, un’identità collettiva, e a quel punto il cuore è salvo dall’invidia, dalla rabbia, dalla disperazione di elemosinare.

L’ego sano è portatore di dignità, fierezza, meritevolezza – il dizionario non ha riconosciuto il termine e lo ha dato come “errore” da correggere. L’ho aggiunto al dizionario. Questo significa che il diritto di ricevere dalla vita non è un termine conosciuto, non per tutti almeno, forse per pochi. Questi elementi e frequenze sono i componenti di un ego stabile, sano per l’individuo e la collettività, senza supremazia, da condividere, insegnare, spiegare, motivare.

L’alternativa è vivere di reazioni istintuali dettate da una carenza di queste tre frequenze, segnate da una sottostima mai veramente riconosciuta ed elaborata.

Echinacea fiore californiano per ricostituire un’ identità spezzata.

Centaury fiore di Bach per redimersi dalla disistima di sé.

Buttercup fiore californiano per ripristinare il senso di meritevolezza.

Heather fiore di Bach per sentirsi visti e considerati senza la necessità di dover sopraffare gli altri.

Ognuno è unico.

Valorizziamo una sana unicità per creare una sana collettività.

Insegnamenti di Floriterapia

Consulenze

Un ordine sovvertito: Spotted Gliciridia, fiore Himalayano

Difficile racchiudere in una definizione il potere trasformativo di questo rimedio himalayano, Spotted Gliciridia: il suo sottile ma profondo lavoro agisce su un cambio di frequenza che riguarda i sistemi di controllo della personalità.

Spotted Gliciridia agisce per sovvertire ordini dittatoriali, militareschi, repressivi. Chi è infastidito da queste ultime tre parole conserva il seme di chi ha subito; chi le percepisce come musica per orecchie, ne attua la modalità. Chi adora questi termini li ha subiti e interpretati come una forma di amore. Il dolore, la sottomissione, la dominazione sono stati emblemi e ordini riconosciuti e custoditi nel profondo del cuore come l’unica forma di accoglienza nel mondo e di modo di interfacciarsi alla vita: una malsana forma di controllo, di “ordine” assoluto che tiene insieme i pezzi di una personalità spezzata e timorosa di affrontare la perdita di chi ama. Nonostante quell’amore sia stato contrassegnato dalla durezza, a volte persino dalla violenza.

Il cambio di schema che Spotted Gliciridia apporta, riguarda una forma di controllo persistente e profonda che la personalità ha conservato come modalità di salvezza di sé e che fino ad un certo punto della propria esistenza è stata la formula giusta per evitare di farsi schiacciare, nonostante nella propria vita questo fosse già avvenuto: altrimenti non si sarebbe ripetuta tale formula di esistenza.

Lasciare andare forme di controllo così potenti richiede un cambio interiore di ruolo, da genitore-controllore a adulto disponibile e al servizio del prossimo. Da colui che domina a colui che si confronta alla pari coi propri simili, con coloro che hanno le stesse “forze” e capacità. Da oppressore-comandante ad accogliente-ascoltatore senza perdere in tutto ciò la propria integrità, vulnerabilità e sensibilità. Piuttosto ricostruendola, consapevole della propria fortezza interiore anche senza attuare forme di dominio.

Spotted Gliciridia in questo periodo storico – e su diverse parti del mondo – andrebbe erogato con dei Canadair; ma siccome non è possibile attuare questa fantasia, sarebbe sufficiente iniziare a modificare prima singolarmente, poi collettivamente, la modalità di dominio che ha tenuto stretti alla vita ma che, ad un certo punto, non è stata più così efficace rispetto ai danni che provoca. Piuttosto, deleteria.

Con questo rimedio floreale ci si trova ad affrontare il caos, il disordine, il “fuori controllo” in modo esponenziale come controparte utile a comprendere che non tutto e soprattutto nessuno, può essere posseduto, dominato, comandato a piacimento. Il dominio viene sovvertito e a quel punto, il cambio è obbligato. Nulla sarà più come prima, il sistema interiore cambia di frequenza andando a confrontarsi invece con chi si trova alla propria altezza e, cosa fondamentale, lo fa nel segno del rispetto.

A Gentle Groove

Consulenze individuali

Corsi di formazione in Floriterapia: fiori di Bach, fiori californiani, fiori himalayani

Sicurezza e Fiducia: i fondamentali

Quando si perde la fiducia in una relazione o nei confronti di una situazione di vita, si perde il senso stesso di quella relazione: si annulla la stima, a volte anche l’autostima, le situazioni non sono più come prima, ma completamene trasformate e l ‘atteggiamento interiore cambia radicalmente.

Perdere la fiducia è una conseguenza del non sentirsi più al sicuro: intimamente, fisicamente, psicologicamente. Il senso di “protezione” e di sicurezza che viene a mancare ha un impatto profondo e indelebile nella memoria cellulare del corpo fisico e questa situazione intacca il sistema nervoso. Gli organi del corpo, la pelle, i sensi memorizzano il trauma e reagiscono quando si ritrovano di fronte alla stessa situazione, istintivamente.

Uscire da uno schema – oltre che da una situazione – in cui la propria sicurezza è stata minata o minacciata richiede tempo, pazienza, presa di coscienza, rassicurazione. Questi elementi, prima di potere nuovamente subentrare tra i pori della pelle, necessitano di essere integrati interiormente, in un ambiente nuovo, distante, sicuro e protetto.

La sicurezza è la base su cui poggia la fiducia; si tratta della certezza di potere esistere nel mondo ed essere – o esprimere – se stessi senza alcuna conseguenza negativa. Significa sentirsi al sicuro nell’esprimere pareri contrari, nel prendere decisioni diverse, nella libertà di cambiare direzione quando si vuole.

Nel momento in cui ci si accorge che la propria vita deve essere nascosta, difesa, sottratta, quello è il momento di cambiare direzione, per onorare la vita stessa. Il senso di colpa che ne subentra, soprattutto nei confronti di se stessi per essere caduti in una situazione dove la sicurezza personale è stata minata, vanno attraversati velocemente, senza lasciare adito ad altro se non ad una visione risolutiva del momento: vivere con la percezione che la propria vita sia in pericolo da un momento all’altro, non è normale, né accettabile.

Rimedi floreali consigliati per uscire da situazioni simili: Black Cohosh, fiore californiano, per evitare di attrarre nella propria vita situazioni degradanti e pericolose per la vita stessa. Buttercup, fiore californiano, per ripristinare il senso di dignità e fierezza che permette di evitare tali situazioni oltre allo sdegno, oltre alla sottovalutazione, oltre al degrado.

Inoltre, occhi e sensi aperti.

Consulenze individuali

Corsi di Formazione coi fiori di Bach, fiori Californiani, fiori Himalayani

Willow e la vendetta interiore

Willow fiore di Bach (Salix vitillina) ha il potere di conferire all’Io, – all’ego – la responsabilità della propria condizione di vita. Willow insegna a fluire con la vita in modo dolce, come una navigazione tranquilla su un fiume piuttosto che contro ad essa, in modo inflessibile e duro.

La rigidità interiore e l’inflessibilità di una personalità caratterizzata da Willow in condizione di squilibrio, fa si che le cellule del corpo si sintonizzino sulla durezza d’animo, condizione che, se protratta nel tempo, si manifesta in rigidità fisiche come artriti, reumatismi, artrosi, malattie auto immuni.

Cosa porta ad avere tutta l’attenzione della famiglia e dei propri cari in una modalità ospedalizzata o di sofferenza? Il subconscio, in tempi immemori, ha registrato o percepito l’assenza di attenzione, vicinanza, considerazione e un tocco amorevole mentre la personalità e l’ego hanno presupposto di poterle ricevere – a modo loro e incondizionatamente; l’IO si è ritratto ed irrigidito su una posizione di “vendetta” in cui comunica “vi dovrete accorgere di me per forza”. La sua è una richiesta di aiuto, una richiesta di AMORE.

Willow scandisce il tocco del tempo da quel periodo immemore in cui tutto ha avuto inizio per sbloccare, slacciare e scogliere quell’accordo diventato dannoso. Willow ripristina l’amore verso se stessi tracciando la linea di confine tra il vittimismo in ogni sua forma e la responsabilità della propria vita, delle proprie azioni, delle proprie scelte interiori nei confronti di se stessi.

Willow lo si può considerare, in senso lato e nella sua accezione più ampia del termine un salva vita, un guaritore spirituale profondo e determinato.

“Prima di intraprendere il viaggio della vendetta scava due fosse”

Confucio

Consulenze individuali

Corsi di Floriterapia

Quale seme nutrire?

Praticando kickboxing per un breve periodo e tutti gli annessi allenamenti intensi che precedono questa pratica, l’energia che ne emerge è immensa, forte e intensa. Un’energia che va ben direzionata, insieme all’uso focalizzato della mente, una mente che si abitua ad essere pronta ad una risposta conseguente ad un colpo inferto, ad un attacco, ad una tattica per colpire l’avversario. Questa condizione attiva un’energia fisica di grande impatto, risveglia e richiama moltissima adrenalina e noradrenalina, ormoni chiamati al rapporto dalle ghiandole surrenali nel momento in cui è necessario attivarsi per la fuga o per la lotta alla sopravvivenza.

Sentire scorrere nelle vene adrenalina e abituarsi ad essa è come essere sotto l’effetto di una droga: poi non si riesce a smettere anzi, la si ricerca sempre più spesso. Significa che le cellule del corpo richiamano a quella frequenza e cioè a quella specifica situazione tanto che, ad un certo punto, cresce maggiormente dentro di sé la tensione per il conflitto, la volontà della sfida corpo a corpo, la propensione a cercare la provocazione per fare secernere ancora una volta adrenalina.

Una volta divenuti consapevoli di questo “richiamo” interiore pericolosamente provocatorio – perché non tutti i match si vincono e c’è sempre un prezzo da pagare per la lotta o i colpi inferti – è altrettanto utile rendersi conto che un certo tipo di atteggiamento attira esattamente la controparte necessaria a combaciare con la frequenza emessa – e in sordina, voluta.

Nel momento in cui mi preparo – e sono pronto – a lottare, la lotta mi verrà incontro. Prepararsi alla lotta non è un messaggio di pace in particolare nei confronti di situazioni che, esattamente come me, sono pronte a lottare. Nel preciso momento in cui si è coscienti di questo atteggiamento interiore e delle conseguenze che esso comporta – la sfida, la perdita, la possibile morte, la disfatta interiore o altro ancora – è possibile scegliere.

Scegliere se la propria condizione interiore di essere umano è pronta al sacrificio, alla perdita, alla morte e se è questo quello che desidera più ardentemente al netto di condizionamenti esterni. Oppure scegliere un’altra condizione, non senza grinta o spessore, ma con la Verità in corpo, la spada della separazione tra il Bene e il male affilata e pronta a distinguersi dal pensiero comune, da reazioni istintuali piuttosto che mediate, pronta a differenziarsi dal resto del mondo.

L’ombra della guerra è lo specchio di un conflitto interiore. Urge fare pace con se stessi ed allinearsi alla propria verità interiore, abbandonare schemi mentali famigliari e sociali, vedersi piuttosto come singolo essere umano e domandarsi quale scelta, in prima persona e senza il sostegno di alcuno, si adotterebbe realmente nel profondo di se’. Avere davvero il coraggio di sostenere fino in fondo e affrontare in prima linea le proprie convinzioni – o sensi di colpa.

Com’è possibile attuare un cambiamento interiore? Allinearsi con la propria Verità profonda, comprendere se una parte “in lotta” ci appartiene e, se così fosse, domandarsi quale tipo di nutrimento le si vuole concedere. Rimedi floreali consigliati:

Spreading Phlox rimedio californiano della gamma Range of Light per ritrovare l’allineamento con la propria vera natura interiore; permette di schierarsi ad un livello orizzontale (con la società e il vissuto quotidiano con altri individui) e verticalizzato (cosa desidera l’aspetto più elevato del mio essere?).

Spotted Gliciridia rimedio himalayano (linea AUM) per stanare il leader oppressivo che appartiene ad ognuno nei reconditi angoli dell’essere, quell’aspetto inferiore e istintuale che pensa di non poter vivere senza sottomettere o annientare l’altra metà di se stesso – identificato negli altri – ma senza il quale egli stesso non esisterebbe. Questo rimedio ripristina inclusione e rispetto verso coloro che non sono allineati con i medesimi principi, espande i moti del cuore verso un atteggiamento servizievole e compassionevole, di comprensione e accoglienza dell’altro.

L’altra metà della mela non riguarda qualcuno o qualcosa di esterno: riguarda – e guarda sempre – a se stessi. Il mondo è lo specchio di ciò che si è.

Quale seme si sceglie di nutrire?

Insegnamenti di Floriterapia, percorsi individuali e di gruppo coi Rimedi floreali e il sistema dei Chakra.

Esistenze Aggiornate (A Level Up)

Quando? Quando possiamo considerarci liberi da vecchi schemi mentali, atteggiamenti inconsci – o più o meno consci – ma auto limitanti, comportamenti ormai inadeguati per una personalità emergente e predisposta al nuovo?

Siamo pronti al nuovo quando le situazioni quotidiane che abbiamo sempre tenuto sotto presunto controllo, peggiorano, crollano, si intensificano nel dolore, raggiungono lo scempio, si acutizzano fino a danneggiare o minacciare l’identità fisica, emotiva e mentale.

Nel paradosso dell’intelligenza emotiva, a volte l’unico modo per cambiare atteggiamento nei confronti di se stessi e della vita per raggiungere livelli migliorativi e più stabili, è necessario toccare il fondo sino al degrado, alla degenerazione, all’incompiuta azione – o pensiero – esasperato come spinta evolutiva per dire a se stessi: “adesso basta”.

Determinati comportamenti e forme pensiero sono stati sacro santi per decenni nell’esistenza di un individuo come punto fermo e di salvezza, di protezione, di difesa. Ma, raggiunto un determinato livello evolutivo della personalità – indipendentemente da un fattore cronologico legato all’età – queste modalità diventano non solo tossiche, ma distruttive. Riconoscere la faccia dell’esasperazione e della degenerazione in cui ci si trova coinvolti, è l’inizio della risalita.

Come uscirne? Identificare il proprio ruolo all’interno di una relazione o di una situazione, dargli un nome e, a livello archetipico – simbolico, ma assolutamente pratico e reale – capire che cosa ha comportato questo ruolo per se stessi nel corso degli anni, cosa lo ha preservato per molto tempo e cosa ora lo distrugge. Esempio: il ruolo di madre è spesso un ruolo manipolatorio. Il manipolatore vuole controllare e controllare significa avere un’idea di potere sulla vita degli altri. Si domina chi si ritiene inferiore o chi si sceglie essere più “debole” o con una personalità mitigante. La supremazia del soggetto manipolatore-controllore la fa da padrona sino a quando tale rapporto di dipendenza non diventa distruttivo per entrambe le parti. La sudditanza ne è la controparte, insieme alla dipendenza emotiva ed affettiva.

Come uscirne? Dipende da che ruolo si sta giocando.

Cherry Plum fiore di Bach abbinato a Chestnut Bud coadiuvano una trasformazione interiore in merito al controllo sugli altri per dare fine ad un’azione, un atteggiamento che si ripete da decenni e che al momento attuale potrebbe essere decisamente fuori luogo, degradante e involutivo.

Chicory fiore di Bach quando l’arte manipolatoria di sottomissione degli altri è prevalente, quando “non si lascia vivere” all’altro la propria vera esistenza e la si vuole controllare ad ogni costo per timore della perdita.

Spreading Phlox fiore californiano della gamma “Range of Light” per sintonizzarsi con la propria natura interiore e permettere alla personalità di allinearsi con ciò che risuona “simile”, adatto, connesso.

Buttercup fiore californiano quando l’autostima e la dignità si sono persi nei meandri della disistima di sé, spesso ad un livello non conscio, un atteggiamento che si è adattato alle esigenze o stili di vita tossici o malsani. Per ripristinare il proprio valore interiore.

Fairy Lantern fiore californiano per attuare un processo di crescita interiore, di sviluppo, di responsabilità verso la propria vita; rimedio utile quando il processo di crescita interiore è rimasto bloccato e legato ad una dipendenza di tipo infantile.

Ed infine Borage fiore californiano per dare coraggio al cuore di vivere queste trasformazioni con la giusta “leggerezza”, per superare un senso di appesantimento o di sconforto, di sfinimento per non essere stati “abbastanza” o per essersi resi conto “tardi” degli eventi. Borage incoraggia il cuore al cambiamento e quando il cuore è incoraggiato, anche la mente si allinea.

Questi rimedi floreali non vanno assunti tutti contemporaneamente perché sarebbe controproducente: va analizzata una situazione personale per individuarne l’urgenza, la priorità. Ogni situazione è a sè stante.

Quali chakra sono coinvolti in queste azioni di trasformazione? Il quinto chakra in merito ai ruoli (Vishuddha), il quarto chakra in merito alle dipendenze (Anahata), il terzo chakra (Manipura) in merito all’autostima, all’atteggiamento dell’Io, alla crescita della personalità – vedi “Chakra e Rimedi Floreali. Il sistema dei Chakra abbinato ai Rimedi Floreali“.

Il grado di sofferenza e insoddisfazione è indice di quanto un cambiamento interiore sia indispensabile. Attuatelo con coraggio questo cambiamento perché la vita è nelle vostre mani.

Holly e la compassione verso se stessi

L’unico modo per superare il giudizio verso i propri “errori” – o esperienze necessarie“, è quello di perdonare se stessi e la propria parte di responsabilità, tramite la compassione. Come si fa?

Immergere una situazione di disagio nella profondità della compassione al centro del proprio cuore. Per ripristinare la morbidezza – al posto della durezza – , la comprensione al posto del giudizio, l’accoglienza al posto della repulsione.

Mantenendo l’atteggiamento contrario di repulsione e durezza, nulla si muove, tutto si irrigidisce ed ogni cosa si fa più complicata.

Il potere trasformativo di Holly è immediatamente efficace: potrei dire che in un paio di settimane, per chi si sa ascoltare, i suoi effetti hanno già lavorato sulla rigidità del cuore, sulle sue paure, sui sui meccanismi di difesa.

Il cuore vero, Anahata, la parte più profonda, il nucleo “non colpito”, sede di compassione, inclusione, verità saggia, resta integro: solo la superficie è stata intaccata e il cuore, per il potenziale che ha, ha anche la capacità di rimarginarsi. Holly ne fa da collante, ristrutturando le pareti della casa dell’Anima.

L’atteggiamento cambia, è propenso all’apertura, al rischio del salto nel vuoto nel non sapere se, reagendo in modo diverso rispetto a tutte le volte precedenti, potrà non essere ulteriormente ferito, o se sarà stato un tentativo vano.

Tentativo e rischio che valgono la pena di essere presi in carico, perché le risposte del mondo esterno quando il cuore è in ri-apertura sono davvero meravigliose, sino alla commozione.

Il fastidio e la polemica si traducono e si perdono in un punto di vista che vede tutto attraverso un’altra lente: un livello di consapevolezza un attimo diverso, che porta gioia nella lucidità del momento, l’accettazione del paradosso come la scena di un film di sarcastico humor inglese.

Questa è la prima fase dell’effetto di Holly sul cuore.

Consulenze e corsi di formazione in Floriterapia di Bach, Californiani, Himalayani, il sistema dei Chakra abbinato ai rimedi floreali.

Madri Chicory, figli Centaury: una questione di rispetto – e di confini

Il forte legame che tiene connessi un soggetto Chicory – fiore di Bach – ed uno Centaury – fiore di Bach – è dato da un’assenza di confini emotivi e dal timore inconscio di una relazione tra adulti. Cosa s’intende per “confini emotivi” e “soggetti Chicory” o “Centaury”?

Sani confini emotivi sono dati dalla capacità di sapere dire di no, di rifiutare richieste di continua disponibilità nei confronti del prossimo, nel saper definire i propri confini e riconoscere quelli altrui senza doversi giustificare o essere vittime di sensi di colpa.

Il soggetto Chicory in una condizione disarmonica evoca l’atteggiamento del “giver”, di colui che dona incessantemente, ma a caro prezzo: desidera a sua volta una devozione – e il controllo sugli altri – per quanto ha dato; Chicory risponde all’archetipo della madre, di colei che crea e distrugge i propri figli, se lo volesse.

Il soggetto Centaury in una condizione disarmonica è la controparte “devota” a Chicory:  in assenza totale di confini emozionali, incapace di dire di no alle richieste o pressioni esterne, ha una visione di se stesso miserevole – non vede il proprio valore, si percepisce inesistente alla vita, con un atteggiamento succube che lo vede maltrattato e disprezzato.

Per entrambi è difficile comprendere che esistono dei confini che vanno rispettati: Chicory non li rispetta – spesso in modo subdolo, ricattante – e Centaury non riesce a farli rispettare. Quando il soggetto Centaury si ribella e inizia a mettere confini, agli occhi del mondo è diventato un egoista. Quando il soggetto Chicory ridefinisce le proprie azioni nei confronti degli altri lasciando andare condizionamenti emotivi, risulta distaccato e disinteressato.

Chicory sta all’assenza di amore incondizionato come Centaury sta alla richiesta di amore incondizionato.

Da un punto di vista spirituale questa accoppiata è perfetta: energeticamente sono attratti l’uno dall’altro come magneti e la lezione – a senso alternato – da imparare per entrambi è amare se stessi con le proprie forze, in assenza di dipendenza reciproca, piuttosto in una nuova modalità adulta e alla pari delle proprie risorse, del proprio essere.

Non è raro che in uno stesso individuo risiedano sia atteggiamenti Chicory che Centaury, attuati e sviluppati a seconda di chi ci si trova di fronte: in ogni caso sarà fondamentale lavorare sull’amor proprio, l’indipendenza e l’autonomia, con il coraggio di affrontare una certa maturità interiore.

La dipendenza infatti, è il terzo soggetto in questione: una lezione di vita non acquisita sia per Chicory che per Centaury può trasformarsi in una condizione aggravata di sottomissione, di patologia, di abuso di sostanze, di ludopatia, di vincoli affettivi di sudditanza.

Sarà importante lavorare sul proprio cuore per Chicory, e ristabilire una connessione d’amore con se stessi e sulla propria personalità per Centaury, risalendo da una condizione di sottomissione denigratoria ad una di amore dedicato a se stessi.

Rimedi Floreali per la menopausa

Durante il periodo della premenopausa e della menopausa, la donna vive un profondo cambiamento interiore psichico e fisico. Gli ormoni si muovono per adeguarsi ad un nuovo ciclo vitale, preparandosi all’assenza del ciclo mestruale e di tutto quello che questa assenza comporta.

Gli sbalzi umorali possono essere all’ordine del giorno, così come le mutazioni interne del corpo che tenta di ristabilire un nuovo equilibrio; questo nuovo equilibrio è fondamentale e, prima lo si accoglie, prima gli eventuali disagi scompaiono. L’irrisolto con il proprio femminile interiore è alla base di spiacevoli atteggiamenti che tendono a ripudiare questo importante passaggio di vita, il risultato di tutte le esperienze che il ciclo mestruale ha portato nel corso degli anni. Se il ciclo mestruale è stato vissuto in modo invece naturale e senza sofferenze, sia umorali che fisiche, allora questo passaggio sarà accolto e compreso.

Innumerevoli sono i cambiamenti che la vita ci riserva e ci richiede, ma il momento del passaggio da donna a saggia, spesse volte è accompagnato da un ulteriore momento esistenziale che vede la donna affrontare questioni a volte fisiche relative a patologie, a volte ulteriormente esistenziali di confronto: cambiamenti che richiedono una ulteriore attenzione e centratura su se stesse, apprezzamento e amorevolezza. Per questo motivo l’uso di alcuni rimedi floreali può risultare particolarmente interessante. I Rimedi Floreali utili per accogliere questo momento sono dati dalla miscela dei Fiori:

Walnut – fiore di Bach – importante aiutante durante questa fase di passaggio; ha il compito di “proteggere” l’individuo da false credenze, dicerie, influenze esterne che possono condurre la donna a immaginare che la menopausa sia qualcosa di sconcertante o disturbante, aiutando a mantenere la centratura su di sè.

Scleranthus – fiore di Bach – attenua e ristabilisce l’equilibrio sia umorale che ormonale, ristabilendo una naturale armonizzazione tra alti e bassi, tra smottamenti interiori fisici e psichici, tra cui le ben note “vampate” di calore (che peraltro non tutte hanno).

Black Cohosh – fiore californiano – riduce la condizione di inadeguatezza verso situazioni che vengono vissute come minacciose per la donna e i suoi rapporti sociali, tendendo a ripudiare ulteriormente una nuova condizione fisica e psicologica. Questo ultimo è un rimedio fondamentale.

Ulteriori fiori in aggiunta possono essere:

Buttercup – fiore californiano – per ripristinare una sana autostima e dignità di se stesse.

Echinacea – fiore californiano – utile qualora l’integrità dell’essere e dell’individuo si sia sentita in un qualche modo disintegrata, data anche da frustrazioni del momento.

Per ogni rimedio floreale servono 2 o 4 gocce diluite in acqua all’interno di un flaconcino con pipetta; assumere più volte al giorno per due o tre mesi o più, al bisogno.

La menopausa rappresenta l’entrata della donna in una nuova fase di vita, tutta da scoprire, da sentire, da vivere: si tratta di un momento in cui si diventa creatrici, maghe, sagge, una fase dell’esistenza fondamentale per costruire o ricostruire se stesse e la propria vita.

Questa fase di passaggio rappresenta un portale: un’opportunità di eccezionale importanza per avvicinare le donne alle donne, le figlie alle madri, per condividere il femminile nel suo più ampio spettro di una vita in parte già vissuta, in parte completamente nuova e di scoperta.

Approfittate di questa condizione per riscoprire un nuovo sacro femminile. Rimanere nella propria identità e autonomia femminile è importante per rispettare se stesse e farsi rispettare.

Per consulenze individuali e corsi sia di gruppo che personali in merito alla floriterapia, potete visitare le pagine: consulenze individuali e corsi di formazione.

Uscire da false credenze – e da antichi schemi famigliari: dall’ego al cuore

Il passaggio da un atteggiamento legato all’ego ad un atteggiamento legato al chakra del cuore, è un passaggio che richiede pazienza e osservazione di sé: l’ego è capriccioso e ama avere il controllo delle situazioni, ma soprattutto ha un proprio punto di vista, specifico e “assoldato”, determinato da una condizione legata a falsi miti del tipo: “si è sempre fatto così” o “è sempre stato così”. Rimanere ancorati e aggrappati a questa condizione porta a rabbia e sofferenza, a lontananza da chi si ama e da ciò che si ama, porta a confusione personale.

Il passaggio dall’ego al cuore comporta un cambio di prospettiva, di punto di vista, di paradigma mentale. L’ego vuole avere tutte le ragioni, è capriccioso e si sente privato di qualcosa nel momento in cui “crede” di non essere visto, osservato, preso in considerazione. Il “ragionamento” del cuore invece è differente: esso cambia prospettiva, si mette nei panni dell’altro e osserva in modo differente; vede la prospettiva altrui e non solo la propria, riesce a surclassare l’egoismo per entrare in una forma di compassione che considera la vita altrui e non solo la propria.

Quando l’attenzione si rivolge per un momento all’altro, molti muri crollano riportando ad una pace interiore nella personalità dell’individuo e nei confronti delle proprie relazioni personali.

Come attuare questo cambio interiore?

La pratica di interagire con il proprio Cuore è il primo passo: gratitudine e compassione verso se stessi – mano sul cuore – e nei confronti del proprio albero genealogico e genetico; spesso si è reduci di antichi atteggiamenti legati alla famiglia ma di cui è possibile sciogliere il legame anche grazie all’utilizzo di alcuni rimedi floreali californiani.

Purple Monkeyflower aiuta in questo cambio di paradigma, aiuta ad uscire da un circolo vizioso legato a “è sempre stato così”, in concomitanza con i rimedi californiani che presiedono alle matrici famigliari: Baby Blue Eyes – legato alla figura paterna e a tutte le sue dinamiche inerenti – e a Mariposa Lily – legato alla figura materna (evitare di assumerli in contemporanea!).

Nei casi più cronici consiglio l’abbinamento con il rimedio di Bach Rock Water là dove la difficoltà e radicamento mentale di un cambio di paradigma è particolarmente solidificato. Ma per chi è abituato a cambiare di frequente schemi mentali o per chi ha una mente già flessibile, questo fiore può essere evitato.

Il cambio di paradigma non comporta solo un avanzamento da un punto di vista mentale, dall’ego al cuore, ma anche da un cambio di visione e interpretazione della propria condizione: dall’io all’altro. A quel punto l’ego viene messo a tacere insieme ai propri egoismi, ai propri soli e unici punti di vista, la rabbia riassorbita e trasformata in comprensione, sostenendo l’individuo nelle proprie scelte personali.

Come cita Ben Harper nella sua canzone “With My Own Two Hands“, utilizzate quelle due mani sul cuore per portare dentro voi stessi la gratitudine, la riconoscenza esatta e la compassione verso le vostre cellule e la vostra Vita, verso quegli aspetti dissonanti e disordinati, affinché avvenga un “I Rise“, un’ascesa, una risalita, una elevazione spirituale che allontana dalla sofferenza personale per dirigersi verso un’accoglienza collettiva.

Una mano sul cuore rappresenta impegno di onestà e dedizione verso se stessi.

La pratica è fondamentale, essenziale.

Ignavia: rimedi floreali per affrontarla

La mancanza di forza morale, la codardia e la viltà unita ad egoismo sono sinonimi di ignavia. Dante considerava gli ignavi persone incapaci di fare scelte e prendere decisioni pur agendo in modo arrogante nei confronti del prossimo e per questo li disprezzava, facendoli finire nell’Antinferno, il Vestibolo dantesco, un luogo in cui queste anime non si schierano né con il bene, né con il male.

Il vestibolo è un ambiente di passaggio tra l’interno e l’esterno prima di raggiungere un luogo o una stanza, si tratta di un’anticamera, l’anticamera per l’Inferno secondo Dante. Questo luogo di passaggio è anche un luogo di attesa sospesa in cui nulla avviene. E questo rappresenta esattamente la personalità che vive di ignavia, di accidia: apparentemente in movimento, ma fermo interiormente, un atteggiamento che tiene l’individuo sotto uno scacco di immobilità e immoralità interiore, di frequenti cambi di opinione nel corso di pochi istanti dall’aver affermato prima una cosa e subito dopo il suo esatto contrario.

L’ignavo non ama le responsabilità poiché il suo essere non è in grado di prendere posizioni, di conseguenza appare come una figura responsabile solo quando riesce a gettare la sua accidia sugli altri, insinuando sensi di colpa o di responsabilità mancata.

Questa personalità ha la caratteristica di riuscire a far trasalire il prossimo quando viene preso di mira, in particolare quando punta a coloro per i quali intimamente ammira ciò che non è in grado di essere: una personalità integra e moralmente stabile. La diffamazione è la sua arma per annebbiare o accecare, ma completamente instabile nel prendere una posizione di coerenza verso questi atti, dovendosi infatti appoggiare a qualcuno per essere sorretto dalle proprie inattività e scorrettezze interiori.

Essere vittima di ignavia è facile, in particolare per chi ha una moralità estesa e di spessore e non comprende nell’immediato le dinamiche dell’accidia. Per questo il senso di ingiustizia serpeggiata nei meandri di coloro che si attendono invece a regole morali superiori, al contrario di vivere nel tedio e nell’indifferenza verso il prossimo, stile di vita dell’ignavo che ama estendere zizzania con le sole parole. Arrivando a comprendere queste dinamiche è possibile uscire da una fitta ragnatela creata con minuzia di particolari basata sulla in-veridicità di situazioni, sull’irresponsabilità e sulla mancanza di una presa di posizione.

Come uscire dalla morsa dell’ignavo nel momento in cui ha preso potere su un individuo? Saranno utili alcuni rimedi floreali californiani come Buttercup per risollevare la stima verso se stessi e non cadere nell’afflizione di colui che manca di qualcosa; sarà di grande supporto un rimedio come Echinacea per riportare la propria integrità ad un livello superiore e sarà necessario sfruttare l’aiuto del fiore di Bach Larch per ristabilire la profonda fiducia in se stessi senza che resti intaccata da tentativi di malelingue che dissimulano l’individuo dal proprio potere interiore di riuscire a fare tutto quello che è necessario per la propria vita.

E quali rimedi per l’ignavo? Scleranthus fiore di Bach senza ombra di dubbio: attraverso ripetute somministrazioni affinché nasca nel profondo del suo animo quella presa di posizione definitiva, senza più oscillazioni, che lo possano condurre a decisioni esistenziali: Inferno o Paradiso.

Con amore, gratitudine e riconoscenza.

Moonstone rimedio himalayano

Moonstone, rimedio himalayano creato con la frequenza della Pietra di Luna, è un rimedio importante e risolutivo per sciogliere in profondità aspetti legati al mondo femminile.

La Pietra di Luna ripristina situazioni a livello fisico, emotivo, sentimentale, ancestrale per quello che riguarda la linea del femminile di un individuo. Anticamente conosciuta ed utilizzata come amuleto legato alla sfera dell’intuizione, del cuore e della fertilità, promuove facoltà medianiche, intuitive e preveggenti, insieme a sogni lucidi stimolando la ghiandola pineale.

Da un punto di vista psicosomatico il rimedio Moonstone agisce sul colon, la vescica, il ciclo mestruale: nel colon vengono riassorbite sostanze tra cui, in gran parte l’acqua. Il colon rappresenta la capacità di lasciare andare ciò che non è più indispensabile e, in questo caso, si parla di situazioni emotive, così come per la vescica. Moonstone è legata al mondo emotivo prodotto dei sentimenti del cuore: interagendo con il colon o intestino crasso, Moonstone permette l’elaborazione ed il rilascio di antiche emozioni dolorose che hanno terminato il loro tempo, compiendo un ciclo generazionale.

Ad un livello più profondo, Moonstone trascende il sacrificio ancestrale espiato dalle donne di una linea famigliare: è possibile sognare, avere visioni o immagini che richiamano ad una determinata figura femminile come la nonna materna, il cui sacrificio di donna è stato iniziatico a suo tempo, sino a promuovere una guarigione che ha attraversato intere generazioni.

Quando una donna decide di lavorare con la Pietra di Luna, decide di affrontare tematiche legate al femminile, decide di guardarsi dentro in profondità: sceglie di affrontare le proprie ombre d’ansia, insicurezza, vulnerabilità, traumi sessuali, infertilità; decide di guarire situazioni tramandate ad un livello genetico e mantenute nella memoria cellulare generazionale.

Il rimedio è utile anche per uomini che soffrono di azoospermia: Moonstone aiuta ad elaborare situazioni in cui la possibilità di dare la vita, ad un livello inconscio, viene negata a se stessi.

Moonstone offre un ulteriore ciclo di passaggio esistenziale legato ad una intimità profonda, un mondo sepolto, deriso, sconfitto, irrisolto: il rimedio invita ad accogliere sfaccettature sottili e mutevoli del mondo femminile, liberando, come le maree governate dalla Luna liberano energia, tossine sia fisiche che psichiche generazionali.

Consiglio l’assunzione del rimedio durante la fase della luna piena, momento opportuno per portare alla luce antichi irrisolti; se assunto durante la luna nuova il rimedio approfondisce il cammino interiore verso se stessi ed il proprio antico legame femminino.

Buona luna nuova di luglio!

Holly e Impatiens, le frequenze del Cuore

Il cuore di un soggetto Impatiens, impaziente per natura, è un cuore segnato, ad un livello profondo, un cuore che non ha saputo apprezzare se stesso, un cuore veloce spesso non consapevole di tentare continuamente di sfuggire a qualcosa. Impatiens sfugge all’amore, al timore dell’amore, al momento presente in cui tutto può avvenire, senza un preavviso, senza un controllo. Così si proietta in avanti vedendo e prevedendo. Impatiens è strettamente in connessione con il proprio cuore, ma ad un livello superficiale, manca di profondità di ascolto e di ricezione.

Impatiens è la risposta emotiva al rimedio di Bach Holly che, tra le sue proprietà, parla di apertura profonda del cuore. Quando il cuore vive il momento presente, sente e percepisce, anche a distanza. Holly crea quella spaccatura necessaria per far rifluire l’amore, permette di connettersi con l’amore nei confronti di se stessi, poi con il resto del mondo.

Un cuore chiuso, destinato ad essere un “giver“, un donatore, non può permettersi di restare tale, correrebbe il rischio di cadere in una modalità Bleeding Heart di dipendenza affettiva e sentimentale, se non di dipendenze di diversa natura. Questo tipo di cuore teme di ricevere, avendo vissuto un’affettività asettica, cercando di colmare con il prossimo tutto il conforto caloroso possibile.

Allo stesso modo, un cuore “taker“, un ricevente, restando chiuso in se stesso teme di dare, pensa di perdere se stesso nel momento in cui si espone troppo. Questa modalità rischia di farlo sfociare in un atteggiamento Heather di dipendenza dall’attenzione altrui; rifugge l’intensità del calore umano, avendolo ricevuto in modo refrattario, cercandolo negli altri.

Per entrambe le situazioni Holly ripristina una equilibrata apertura del cuore, in modo delicato; è percepibile, al buon ascolto, la ripresa di un fluire, lo sfociare di un sentimento conosciuto ma bloccato da tempi immemori. Ecco che l’equilibro delle frequenze del cuore assumono un altro aspetto: amore per se stessi, ripristino dell’autonomia affettiva, una energia curatrice quella di Holly, fluida e profondamente calorosa.

Impatiens coadiuva il lavoro di Holly apportando la compassione necessaria verso la propria ferita interiore e la propria vulnerabilità.

Consiglio l’assunzione di questi due fiori di Bach (2-4 gocce per ogni rimedio floreale) per ripristinare le potenti energie del cuore e di tutto il suo sistema energetico (il cuore genera il più forte campo magnetico esistente nel corpo umano, approssimativamente 100 volte più forte di quello che produce il cervello).

Personalità sospese: Centaury e Bleeding Heart per raggiungere l’indipendenza del Cuore

Inutile sarebbe lamentarsi di un atteggiamento di una personalità narcisistica o slegata dall’amore e dai sentimenti, senza valutare la controparte che ha attirato a sé tale atteggiamento. Cosa spinge a darsi in modo assoluto e indiscusso al prossimo? Cosa spinge a svuotarsi di se stessi, finendo nella svalutazione di se stessi? Cosa porta ad elemosinare amore?

Centaury fiore di Bach ben risponde a queste domande: permette di riconoscere l’auto svalutazione insita nella personalità, la richiama alla luce tendendogli una mano compassionevole. Centaury porta a riconoscere il proprio atteggiamento mendicante, ponendo a questo confini e limiti, trasmutando tutti i propri di confini espansi, in no di confini forti e ben definiti. Centaury, una volta ristabilita la giusta frequenza del rimedio a livello personale, non permette il passaggio a chiunque: una volta fortificatosi sa bene quello che desidera, senza lasciarsi coinvolgere da circostanze di comodo. Smette di mendicare, rivendica il proprio posto, i propri spazi, i propri confini emotivi. Seppur un passaggio delicato, la trasformazione si manifesta velocemente con il rimedio floreale, nel momento in cui si è maggiormente consapevoli di questa dinamica.

Centaury è la manifestazione emotiva di Bleeding Heart, fiore californiano, che agisce sul sistema dei condizionamenti sentimentali, legami di dipendenza affettiva e sulle dipendenze in genere.

Tutto ciò che di-pende, pende da qualcuno o da qualcosa, ne è un prolungamento, come non potesse vivere in separata sede, senza co-dipendenze. Bleeding Heart svolge meravigliosamente questo suo ruolo di riequilibrio delle parti: dalla dipendenza affettiva all’indipendenza del cuore, ripristina l’autonomia personale ed individuale di dipendere solo da se stessi, avere fiducia nel proprio essere, di individuo unico ed irripetibile, indipendentemente da tutto e da tutti.

Questi due rimedi floreali associati insieme assicurano l’indipendenza emotiva in concomitanza con l’indipendenza dettata dal cuore, lasciando libero l’individuo da prestazioni obbligate per farsi accettare ed amare, dando la possibilità di stabilire i propri confini fisici, emotivi, spirituali.

Ne consiglio l’assunzione per chi si trovasse nella condizione emotiva e affettiva di dipendenza: 2-4 gocce per ogni rimedio floreale in diluizione in acqua, assunto più volte nell’arco della giornata per 1-2 mesi o più, se necessario.

Forget-Me-Not e il trigemino

L’ipofisi o ghiandola pituitaria è conosciuta come ghiandola maestra: pur essendo una piccolissima ghiandola endocrina del corpo umano dal peso di mezzo grammo, ha un ruolo fondamentale per tutto l’organismo. È detta ghiandola maestra perché governa tutte le ghiandole endocrine del corpo: epifisi, tiroide, timo, pancreas, ghiandole surrenali, gonadi, regola il metabolismo idrico e l’ormone dedito alla crescita corporea.

Il trigemino, uno dei nervi cranici tra i più importanti, trova la sua sede nell’area dove è situata la ghiandola pituitaria, l’ipofisi. Le nervature del trigemino si estendono in tre aree del volto: la branca oftalmica che arriva vicino agli occhi, la branca mascellare che include aree prossime al naso, la mascella includendo denti dell’arcata superiore e relative gengive; la branca mandibolare le cui nervature solcano la mandibola sino ai denti dell’arcata inferiore. Lo snodo di queste tre branche si trova all’altezza dell’attaccatura mandibolare, vicino alle orecchie. Quando il trigemino è infiammato queste tre aree possono rigonfiarsi provocando dolore ai denti, alle orecchie, agli occhi, all’attaccatura mandibolare e mascellare. Una infiammazione esponenziale del trigemino provoca gonfiore al viso.

Ma le nervature del trigemino non si fermano lì e si diramano, in parte, nell’area superiore della testa in direzione della fontanella.

In termini di chakra, sono coinvolti nella manifestazione del trigemino Ajna chakra e Sahasrara chakra, rispettivamente sesto e settimo chakra. Ajna presiede alla visione: nella tradizione yogica il buon esito di ogni asana (posizione) è dato dallo sguardo: il corpo va dove gli occhi posano lo sguardo, cioè ad indicare che la meta si trova là dove si ha una visione. Avere una visione significa proiettare se stessi verso una condizione, una direzione, una soluzione, un’ideale. Ajna presiede all’idea che si ha di se stessi e come conseguenza, che si ha del mondo. Una visione pessimistica del mondo induce a vivere drammi.

Il chakra della corona Sahasrara è collegato all’autonomia di pensiero e alla qualità dei propri pensieri: un’ autonomia di pensiero da spazio alle proprie funzioni cerebrali per conquistare aree insondate in cui intuizione, genio, libertà di scelta e conoscenza hanno modo di manifestarsi. Nel settimo chakra risiedono inoltre convinzioni e la qualità dei propri pensieri: la qualità dei pensieri determina la visione di se stessi e del mondo. L’ottundimento mentale porta ad una falsa tranquillità di coscienza che genera ozio intellettuale, fissazioni, ossessioni, privando di stimoli per creare la propria realtà attingendo alla connessione con il Divino.

Un trigemino ingrossato è la manifestazione di uno squilibrio a livello di visione interiore, di qualità di pensieri, di connessione con la Conoscenza Divina.

Per ripristinare questi due chakra e di conseguenza riportare ad una condizione di equilibrio il nervo trigemino, è indicato l’utilizzo del fiore californiano Forget-Me-Not: è il fiore della percezione, della visione oltre il visibile, della connessione con le alte sfere celesti. E’ indicato per facilitare la meditazione. Forget-Me-Not riequilibra il sesto e il settimo chakra ripristinando equilibri energetici che influiscono sulla materia, riassettando i nervi cranici.

Come utilizzare il rimedio? Riempire di acqua una boccetta da 30 ml dotata di pipetta, aggiungere 4 gocce del rimedio floreale originale. Questa soluzione da 30 ml va somministrata oralmente (3-4 gocce sublinguali più volte al giorno) e, con l’aiuto della pipetta, posizionare una o due gocce all’apice della testa nell’area della fontanella e tra le sopracciglia, poco sopra il punto in cui inizia il naso. Massaggiare delicatamente per qualche secondo queste aree con il liquido impresso di Forget-Me-Not. Il rimedio impiega poco tempo per agire e ripristinare, da un punto di vista energetico, gli squilibri in atto che riguardano Ajna e Sahasrara chakra. Terminare il periodo di assunzione con la fine della miscela dell’intero flaconcino.

La domanda da porsi nel momento in cui questo tipo di infiammazione si attiva è: dovrei rivedere la visione che ho del mondo? Ho una visione sfalsata della realtà, una visione illusoria o cinico-pessimista? Di che tipo è la qualità dei miei pensieri? Ho perso il contatto con me stesso, reputo la mia intuizione errante? Ho perso il contatto con la connessione divina, con l’essenza?

Forget-Me-Not è il rimedio floreale californiano che risponde a queste domande.

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Quince e il Tao interiore

Chaenomeles speciosa, rimedio floreale californiano rinominato Quince, racchiude in sè il potere del Tao. Forza maschile e potere femminile: là dove c’è forza, c’è amore, dove c’è vulnerabilità c’è protezione, tenuta e cedimento, morbidezza e rigidità. Un tutt’uno senza apparenti estremi. Gli estremi si manifestano solo quando si tengono dure posizioni – e afflizioni – nei confronti di se stessi. Eccessive rigidità, eccessivi “give up“, lasciare andare o lasciare perdere. Alle volte è necessario mollare, altre volte è indispensabile tenere duro. Tutti questi aspetti opposti non sono scissi tra loro, bensì coinvolti l’uno nell’altro: l’equilibrio interiore si trova in un punto di luce immerso nell’oscurità e in una oscurità immersa nella luce. Inutile ribellarsi a questa legge divina e universale, sarebbe assolutamente controproducente, non farebbe che creare conflitto.

Esistono opposti in una eterna connivenza, là dove la propria natura non può essere compromessa: si tratta di rimettere al proprio posto, ridimensionandoli, il bianco nel nero e il nero nel bianco, accettando questa commistione di forze. In questo modo è possibile accedere, per sondare, la natura umana: fino a quando queste due polarità non saranno rivalutate nel loro complesso, un conflitto sarà presente.

Non esiste nero senza bianco, luce senza buio, giorno senza notte, maschile senza femminile, forza senza amore. Questo è Quince, fiore californiano, che delibera quando è necessaria la forza e l’irruenza maschile e quando è indispensabile lasciarsi andare alla vulnerabilità del cambiamento.

Per consulenze personalizzate, non esitare a contattarmi.

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Indian Pink e la fermezza mentale

“Calma e sangue freddo!” indica un concetto mentale: vorrebbe dire “fermati e ragiona!” Il sangue caldo, il sangue che va alla testa, non fa ragionare, ma delirare. La calma invece, rappresenta quel momento interiore in cui è necessario fermarsi perché, correre o muoversi in qualsiasi direzione sarebbe deleterio, inutile e, molto probabilmente, controproducente.

Il rimedio californiano Indian Pink (Silene californica) è davvero eccezionale per mantenere la calma interiore, ripristinare stabilità mentale e prendere decisioni. Non è il rimedio che aiuta a prendere decisioni, è il rimedio che aiuta a mettere in fila le cose, a dare priorità assolute (le vere priorità sono sempre una, al massimo due e, anche tra queste, ci sono elementi prioritari).

Indian Pink è utile per chi lavora in contesti particolarmente dinamici all’interno dei quali ci sono molte situazioni, o ci si trova in circostanze con diversi elementi da coordinare: utilissimo per chi lavora nella grande distribuzione, per imprenditori che hanno più situazioni da amministrare, risolvere e farlo in tempi brevi, per coordinatori che organizzano varie forme di attività, per madri con figli, casa e lavoro da dirigere.

Il rimedio Indian Pink, nonostante lo stress, focalizza il pensiero e la determinazione mettendo in fila situazioni, persone, attività, una dopo l’altra: si staglia nella mente una naturale suddivisione delle parti, delle circostanze, facendo spontaneamente prevalere quelle prioritarie e lasciando in secondo piano le secondarie; è una sorta di piacevole preludio per evitare situazioni di Burn Out risolvibili con Aloe Vera, rimedio californiano.

Indian Pink è il rimedio adatto a tutti coloro che hanno una predisposizione – o si trovano costretti – a fare più cose in una volta sola: aiuta ad indirizzare le energie mentali, oltre che le attività e i servigi, là dove servono veramente.

Provate per credere.

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Reni, surreni e il salto emotivo quantico

Alcuni fiori Himalayani della linea AUM creata dai medici indiani Drs. Rupa e Dr. Atul Shah, definiti tali rimedi floreali Botr (Body Organic Targetted Remedies – rimedi mirati per organi del corpo umano), hanno l’elevatissimo potere di disintossicazione di organi specifici del corpo; ma, per depurare tali organi in profondità, è, come sempre, necessario lavorare sulla dinamica esistenziale che caratterizza e risiede dentro a quell’organo.

I reni sono organi che filtrano il sangue, servono ad eliminare scorie, conservano l’equilibrio osmotico dei liquidi del corpo. E’ interessante sapere che le arterie del rene nascono direttamente dall’aorta del cuore. Ciò significa che una condizione del cuore (affettiva e sentimentale) è direttamente collegata ad una condizione emotiva (reni e surreni). I reni non filtrano solo tossine fisiche legate ai liquidi del corpo, essi filtrano tutte le condizioni emotive annesse: le condizioni emotive sono il risultato e la conseguenza, di una condizione sentimentale legata al cuore.

Lavorando per circa 20 giorni su reni e surreni con i rimedi Himalayani Botr (anche se non si ha mai avuto alcun tipo di problema fisico ad essi relativo), avviene una depurazione che va bel oltre la fisicità: questo tipo di depurazione coinvolge tutti i condizionamenti emotivi, in cui reni e surreni ne rappresentano la sede. A riprova di questo, lo specchio della vita quotidiana inizia a mostrare il risultato della condizione emotiva a cui si è rimasti immersi per un lungo periodo: infantilismo emotivo, tentativi di manipolazione emotiva, insinuazione di sensi di colpa, minaccia tramite condizioni di paura. Ecco che reni e surreni vengono messi in allerta da tutto ciò che gli compete: la paura primordiale di essere aggredito, conseguenti reazioni DHEA o deidropiandrosterone sviluppati dalle surreni per gestire lo stress, reazioni date dalla capacità di far fronte ad una minaccia, attivazione biologica renale sull’istinto primordiale di sopravvivenza.

Il ruolo delle reni è anche quello di eliminare le tossine dai liquidi del corpo, il che significa: eliminare condizioni emotive tossiche. Ecco qui il salto quantico che i rimedi Botr dei fiori Himalayani reni e ghiandole surrenali, mettono in atto. Questo salto quantico lo si può percepire benissimo; non si tratta solo di un cambiamento interiore, si tratta di un vero e proprio salto da una condizione emotiva ad un’altra. Il salto quantico è un cambiamento istantaneo da un sistema ad un altro, che si verifica su scala molto piccola, è un cambiamento dello stato vibrazionale di un individuo – in questo caso indotto dai rimedi Himalayani – che si manifesta con una piccola evoluzione interiore. Piccola, ma fondamentale. Fondamentale perché legata non solo ad una vita, ma a più generazioni che l’hanno subita e vissuta per molto, molto tempo, la cui memoria genetica è intrisa negli organi, nel sangue, in ogni cellula. Cosa hanno vissuto esattamente? Nel caso delle reni e surreni era ben racchiuso il ricatto emotivo, una condizione di vita emotiva in cui, pur di non osare vivere la propria vita e per restare insieme all’amato, pur di condividere per mero amor di condivisione o, nell’illusione della condivisione, nell’illusione di sostenere in due una relazione o un progetto (in 2, come la coppia reni e surreni), si cedeva a ricatto emozionale e a sensi di colpa in cui l’insinuazione era di non essere in grado di poter esistere soli e autonomi – come farebbe un adulto – di poter avere pensieri e azioni proprie – senza un controllore – di poter avere sentimenti e divergenze non condivisibili, quindi ragionevolmente da annichilire e annientare. La forte pressione di condizioni emotive di questo grado cui si è sottoposti, grazie all’aiuto di questi rimedi floreali, viene indirizzata improvvisamente in un’altra dimensione: dalla depurazione da tossicità fisiche, alla depurazione da tossicità emotive e relazionali, sospinti verso una nuova condizione.

Il salto quantico emozionale non è affar semplice. Cosa rimane dopo un salto quantico del genere? Resta la tristezza per avere abbandonato ciò in cui si è rimasti immersi da memorie generazionali ataviche, resta un senso di smarrimento, di solitudine, di improvvisazione di adattamento ad una nuova condizione emotiva sconosciuta, persino un senso di attaccamento a qualcosa che non esiste più. Resta la memoria di una vecchia abitudine.

Questione di nuove e più sane abitudini. Questione di tempo.

Per la cronaca: il rimedio Botr Reni è composto dalle frequenze del fiore himalayano Radish (lavora sulla lucidità dopo un lutto), frequenze della Perla (lavora su stati infiammatori di reni) e frequenze del fiore Geranio himalayano Klotzsch (antisettico, antinfiammatorio, nefriti).

Sui Fiori Himalayani: essenze floreali Himalayane

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Orario(obbligatorio)

Burn-Out: salute mentale con Aloe Vera

Burn-Out significa bruciare; in un contesto lavorativo e psicologico è “l’essere bruciati mentalmente”, andare fuori di testa a causa dell’oppressione ossessiva lavorativa. Troppe responsabilità, troppe richieste oltre una misura accettabile per la persona che per timore di perdere il lavoro, ansia da prestazione, timore di non essere all’altezza, si prostra ad un livello di sottomissione tale sino a rasentare la follia, sino a ritrovarsi nella follia il cui risultato è l’esaurimento nervoso: il sistema energetico centrale è andato in tilt al pari di un computer che si spegne improvvisamente quando arriva un forte temporale e gli viene sottratta la corrente elettrica.

L’essere umano non è una macchina e ha dei limiti. C’è chi sopporta di più e chi di meno in base alla propria struttura energetica centrale data dal sistema nervoso. In entrambi i casi c’è comunque un limite da rispettare; le facoltà mentali rappresentano quella parte creativa e logico razionale che, se sfruttata al meglio, produce il genio, l’idea, la soluzione ad un problema, risoluzioni per diverse tematiche. Ma se questo sistema viene sovraccaricato, se la parte creativa viene sommersa da un eccessiva razionalità e senso del dovere, peggio ancora dal timore ossessivo di dimostrare di essere sempre all’altezza in ogni situazione (un gioco molto sottile di cui spesso non ci si rende conto), allora l’effetto burn-out è dietro l’angolo. Non è questione di essere deboli interiormente, è una questione di rispetto verso se stessi e i propri limiti, che vanno riconosciuti. Conseguentemente all’esser bruciati, uscire dal burn out può richiedere anni di psicoterapia – il burn out porta a depressione.

Per facilitare le cose, evitando l’ottundimento mentale e dei sensi provocato dagli psicofarmaci, sarebbe sufficiente assumere il rimedio californiano Aloe Vera, essenza floreale che raccoglie in sé tutte le proprietà vibratorie che l’Aloe ha per sua Natura; sinonimo di Aloe è infatti rigenerazione.

Rigenerazione psichica e mentale per chi è entrato in una fase di burn-out, ma anche azione preventiva per quegli individui che tendono a strafare, per coloro che si sobbarcano di responsabilità altrui, per chi sa di reggere mentalmente fino ad un certo punto, per chi è sul punto di scoppiare e sente di esserlo.

Aloe Vera, fiore californiano, in un lasso di tempo breve e conciso agisce nell’immediatezza della necessità di trasformare la sensazione di essere bruciati con una rinnovata energia vitale che riposiziona le forze creative e razionali della mente in un sano equilibrio.

Se proprio volete fare un buon lavoro di rigenerazione psico-fisica su voi stessi aggiungete ad Aloe il rimedio californiano Redwood (2 gocce per ogni rimedio in diluizione in acqua in un flaconcino da 30/50 ml, assumere dalle 4 alle 8 volte al giorno) per ripristinare tutte le forze vitali fisiche che l’Universo ha donato ad ognuno nel momento della nascita.

Non sottovalutate le forze mentali di cui siete dotati, vanno preservate ed utilizzate nel migliore dei modi possibili.

Ricordate che la mente ha un potere enorme, non sprecatela.

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Purple Monkeyflower: la verità sul “timor di Dio”

Un paio di millenni di patriarcato e secoli di tradizioni monoteiste hanno provocato intenzionalmente nella genetica e nella psiche di intere generazioni di intere popolazioni, l’idea che Dio fosse quell’autorità sovrana (di origine maschile – ancora una volta per inculcare a quale genere appartenesse l’autorità) che può permettersi di punire chi non sta alle regole fissate da convenzioni umano-religiose-sociali per ricadere sino a convenzioni famigliari.

La paura di “andare fuori strada” provocata dal terrore psicologico creato da questo genere di convenzioni preconfezionate ha bloccato milioni, miliardi di individui nella propria crescita interiore e spirituale (intesa come crescita di spirito). La spiritualità è un percorso interiore e libero, una scoperta di sé per ritrovare la propria vera identità e libertà, libertà e autonomia di pensiero, capacità di ponderare, soppesare, visionare tutto ciò che viene quotidianamente propinato dall’esterno in rapporto con il proprio mondo interiore e il proprio essere, senza cedere – né cadere – in convInzioni e convEnzioni che tentanto, progressivamente e intenzionalmente, di destabilizzare il Sè interiore.

Purple Monkeyflower, fiore californiano (che è possibile associare ad un meraviglioso lavoro sul settimo chakra, Sahasrara chakra, chakra che, se in equilibrio, consente di attuare la connessione con il Divino, l’Essere Assoluto, consente la libertà spirituale, il pensiero indipendente) ha il potere di trasformare l’occlusione “mentale”, il “timor di Dio”, persino le superstizioni in apertura mentale-spirituale, una coscienza consapevole che permette di liberarsi dal limite infrastrutturale imposto per secoli, millenni e tramandato di generazione in generazione.

Purple Monkeyflower libera dalla manipolazione psichica, imprime il coraggio di vivere senza dogmi, per chi sceglie la via della propria ed unica esperienza di vita, che è l’unica che conta per una crescita sana e autonoma dell’individuo.

Purple Monkeyflower provoca indipendenza spirituale, autonomia di pensiero, l’essere slegati da vincoli di credenze collettive, superstizioni famigliari, sociali, di paese, di religione.

Penso sia il rimedio adatto a questa nuova epoca Acquariana in cui ci stiamo addentrando pian piano.

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Fiori di Bach e fiori Californiani: personalità presente e personalità permanente

Perché i fiori di Bach sono così “lenti”? – spesso mi viene chiesto – e perché altri tipi di rimedi floreali sono invece più “veloci” e li “sento subito”?

Oggi voglio rispondere a queste domande. Tanto per iniziare il punto non è che i fiori sono più “lenti” o “veloci”, ma siamo noi ad essere più o meno cristallizzati dentro a situazioni personali: la cocciutaggine, un orgoglio eccessivo, egocentrismo, convinzione di poter dominare il mondo, credenze, scegliere di vivere la propria vita crogiolandosi tra gelosie, invidie, sotterfugi, ipocrisie, senso del dominio. Dare la colpa a velocità e lentezza di un Fiore è, come al solito, non prendere in mano la responsabilità della propria vita continuando a colpevolizzare qualcosa all’esterno di sé quando il problema è all’interno.

Non sono i fiori ad essere lenti o veloci, siamo noi ad esserlo, interiormente.

E sulla velocità e lentezza interiori, apriamo un piccolo capitolo.

Perché siamo più o meno ricettivi rispetto ad un rimedio floreale? Questa è la vera domanda. Perché siamo composti di più parti: non esiste solo un ego o la propria mente raziocinante e schematizzata in cui ci si identifica, ma esiste, in ognuno di noi, una personalità presente ed una permanente.

Colui che ho considerato il mio nonno spirituale, Stylianos Atteshlis chiamato anche Daskalos dai propri allievi, guaritore spirituale e ricercatore della Verità, insegna che ognuno di noi è composto da una personalità presente ed una permanente.

La personalità presente altro non è che un nome ed un cognome, un Io, la somma dei cinque sensi, un essere umano che dovrebbe imparare a coltivare umiltà, umanità, buon senso – in contrapposizione della tentazione di vivere aspetti umani che riguardano corruzione, ipocrisia, egoismo, sete di potere, disumanità e disumanizzazione (Dio non c’entra nulla con le cattiverie e le ingiustizie del mondo: esse sono parte degli aspetti umani di individui che accettano di vivere in questo modo).

La personalità permanente è la parte attiva ed espressiva dell’Anima che ha memoria di se stessa, conosce il suo obiettivo di Vita, è saggia, danza con il proprio destino in assenza di elucubrazione alcuna.

A questo punto diventa chiaro su quale aspetto della personalità i fiori di Bach e i fiori Californiani interagiscono (con qualche eccezione): essi interagiscono con la personalità presente di cui nessuno vuole assumersi la responsabilità. Quindi non sono i fiori ad essere “lenti”, è la personalità a voler rimanere aggrappata fedelmente e aggressivamente ai propri schemi anche quando essi si rivelano auto distruttivi.

L’orgoglio uccide non solo ferisce, l’ipocrisia ha gambe sempre più corte, il tentativo di separazione porta ad una unità che crea ponti indistruttibili, la sete di potere conduce alla fame del cuore e alla sua aridità, la mancanza di umanità porta all’isolamento o alla follia.

Non sono i Fiori ad essere lenti

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La paura di non farcela

La paura di non farcela ha un nome e cognome ben specifico: ogni paura li ha. Questo timore è specifico dell’ego che teme di soccombere sotto a qualcosa di ben più grande di lui, teme di morire, di essere espulso, non considerato o non considerato per ciò che realmente merita, teme una sorta di “punizione divina” – o autoritaria – ancora sconosciuta, che percepisce come pericolosa.

E, come ogni paura che si rispetti, anche la paura di non farcela paralizza, eccome se paralizza: è la staticità del gelo interiore che blocca molte facoltà, tra cui quelle mentali, impedendo una sana e razionale reazione.

Bisogna farci i conti con la freddezza interiore paralizzante, in particolare è necessario affrontare quella paura. Come ? Rendendosi conto che è tale. La prima cosa che salterà all’occhio sarà la paura stessa, mentre la seconda cosa, sarà essere consapevoli che non si è in grado – momentaneamente – di reagire. Molto bene! Tenete tra le mani immaginarie quella paura e guardatela, osservatela, sentitela fino in fondo, anche se è tremendamente spaventosa. A vostro favore l’immobilizzazione data dalla pura stessa: il cervello ha smesso di funzionare in modo razionale e si ritrova anch’esso bloccato. Approfittate di questo momento per ripristinare innanzitutto la funzione cerebrale, cercando una soluzione: quando si presenta un problema, al suo interno esiste la soluzione.

La soluzione è: affrontare il problema, proprio il nocciolo del problema. Se vi viene chiesto di fare qualcosa che non sapete fare e vi sentite sopraffatti, imparate, come obiettivo finale (seguendo un corso, un tutorial, un esperto), a governare e diventare maestri della situazione, piuttosto che subirla. Questa azione rappresenta il coraggio per sciogliere il ghiaccio cristallizzante della paura.

Il coraggio è azione. Azione interiore prima di tutto, un movimento per sciogliere ciò che blocca e per iniziare ad affrontarlo.

La risorsa è già dentro ad ognuno.

Successivamente valutate la tipologia di paura poiché quella che cristallizza, non è una “semplice” paura: potrebbe trattarsi del profondo timore di “crescere” e di assumersi responsabilità da adulto, oppure la paura di impegnarsi a livello sociale, all’interno di una comunità o in un ambito lavorativo, la paura cioè di creare legami solidi.

Nel primo caso, del timore di affrontare la vita adulta, affidatevi al rimedio californiano Fairy Lanter; nel secondo caso, della sindrome del “vagabondo”, come la definisco io, considerate il rimedio californiano Sweet Pea.

Be proud. Le risorse sono già dentro ad ognuno.

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Come dentro, così fuori

Sempre più palesemente osservo come ciò che siamo, quello che otteniamo e ciò che portiamo nel mondo, non è che un riflesso di noi stessi. Inutile (e sempre più lo sarà) proiettare, puntando il dito verso l’esterno, ciò che non funziona nella propria vita.

Qualcosa non quadra? Punto 1: impegnarsi a capire cosa non quadra, piuttosto che fuggire. Punto 2: iniziare a pensare al perché qualcosa non quadra, piuttosto che insultare o incolpare il prossimo e il mondo.

Non si ama la situazione in cui ci si trova? Punto 1: capire come ci si è ritrovati in quella situazione. Punto 2: capire quale atteggiamento è possibile cambiare per modificare o affrontare la situazione. Punto 3: se non è possibile cambiare la situazione, è possibile spostarsi, accedere al cambiamento.

Il cambiamento spaventa? Punto 1: certo, ma è necessario essere consapevoli che se non si cambia, le situazioni restano identiche. Punto 2: le situazioni non cambiano se non siamo noi a cambiare. Punto 3: se si decide di non cambiare, non lamentarsi quando le situazioni non cambiano!

Come fare a cambiare? Punto 1: capire cosa non si vuole più. Punto 2: avere ben chiaro cosa si vuole effettivamente, qual’è l’intento e il punto di arrivo del cambiamento. Punto 3: agire, il cambiamento è azione.

Se si è duri con se stessi, la vita sarà dura. Se ci si concede flessibilità, la vita sarà un’opportunità. Se ci si aggrappa ad atteggiamenti malsani, la vita restituirà malattia e infelicità. Se si decide di non cambiare nulla, nulla cambierà. Se si procede nell’amore e nel rispetto verso se stessi e il prossimo, la vita donerà benevolenza e gentilezza. Se si è grati e riconoscenti per ciò che si ha e per ciò che si è, la vita elargirà abbondanza.

Avere una visione disperata o ritrovarsi ad essere senza speranza, mostrerà un mondo ostile, doloroso, infelice, spiacevole e triste. Nonostante ciò, anche in questa condizione intima dell’animo umano, è possibile attuare un cambiamento interiore significativo aiutandosi con un paio di rimedi floreali: Gorse (fiore di Bach) per ripristinare la speranza ad un livello personale, e Scotch Broom (fiore Californiano) per acquisire una visione del mondo speranzosa.

In questo modo si agirà sia dall’interno che dall’esterno in contemporanea, con due rimedi floreali che rispondono ad una luce solare eccezionalmente brillante, due rimedi che resistono ad ogni tipo di intemperia emotiva, andando a scardinare il buio interiore.

Niente è il riflesso dell’esterno, se non il risultato di noi stessi.

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RED CLOVER: la semplicità del trifoglio per contrastare l’isterismo di massa

Durante una lezione privata tenuta sui Rimedi Californiani, spiegando e analizzando il rimedio Red Clover, mi sono resa conto ancora di più dell’importanza di questo rimedio floreale. Red Clover lavora sull’ “infatuazione da panico” che provoca l’isterismo di massa e fa sì che il singolo individuo perda il proprio centro, la propria stabilità, soprattutto il proprio lucido e freddo pensiero, a favore di una frequenza tanto bassa quanto intensa data dal panico generale.

Napoleon Hill, autore di “Pensa e arricchisci te stesso” e “Il segreto della libertà e del successo“, negli anni trenta aveva individuato cosa aveva portato gli Stati Uniti alla fenomenale crisi del ’29. La crisi del ’29, come tutte le crisi, sono appositamente create per distruggere e per ricreare nuove forme di economie, anzi, le crisi sono parte delle economie mondiali. Non si tratta di fatti eccezionali. La cosa eccezionale e interessante però è che nel ’29, quando si iniziò a parlare di crisi economica, si venne a creare il panico tra imprenditori, compratori, venditori, azionisti, grandi gruppi e pezzi grossi che gestivano e detenevano il potere. Il punto non fu tanto che questi soggetti andarono in crisi, quanto la crisi stessa s’insinuò nelle menti delle persone comuni e della borghesia medio alta, creando il timore, o meglio, il panico, di perdere tutto. E così fu, o meglio, così si avverò. Il panico ha una frequenza bassa ma molto, molto coinvolgente e potente, come una malattia altamente infettiva.

La Segnatura di Red Clover parla chiaro: tanti piccoli fiori per crearne uno. Se uno di questi marcisce, marciscono tutti a loro volta e il fiore, (di conformazione tonda come a ricordare una testa) imputridisce.

La crisi del ’29 come tutte le crisi create ad hoc per ristabilire equilibri economico sociali e geopolitici, servono a tastare il polso all’umanità: quanto siete integri? Quanto vi fate influenzare (anche dagli influencer?) Quanto siete in grado di mantenere una mente fredda ed un pensiero razionale-logico? Quanta terra avete sotto i piedi (inteso come l’essere ben radicati)?

Red Clover, in caso di isteria di massa, aiuta a ristabilire un atteggiamento auto – consapevole, di forza interiore, distaccato dalla coscienza di massa, stabilità che parte dal proprio centro.

Potremmo mettere Red Clover all’interno dei CanadAir e sorvolare i cieli del mondo per evitare l’isterismo di massa? Sì, potremmo, dovremmo, ma come sempre, tanto per iniziare, partiamo da noi stessi.

Una guarigione rifiutata

L’auto commiserazione è una brutta bestia. Il vittimismo le fa compagnia, una pessima compagnia. Ci si ammala, lo abbiamo visto e lo sappiamo tutti. E, in sede di corsi o consulenze di floriterapia e sul sistema energetico dei chakra, abbiamo anche visto come sia possibile risalire ad uno scompenso emotivo profondo, psichico e spirituale, il quale però, esso stesso, ci consente di poter giungere alla chiave del problema ed essere guarito o, quantomeno, ristabilito nel migliore dei modi possibili e attuabili.

Quindi curarsi e portare un sano equilibrio anche all’interno di uno scompenso fisico, è possibile. Questo riguarda il 50% della guarigione; l’altro 50% riguarda invece la volontà personale di scegliere se guarire (o almeno provarci, concedersi la possibilità).

A malincuore, ma non stupita, le occasioni in cui si offrono soluzioni di riequilibrio, la possibilità di un miglioramento, di un’alternativa, di un’integrazione con la medicina, vengono rifiutate.

E si sancisce, a quel punto, la propria designazione con frasi come: “se i fiori californiani contengono alcool, non posso prenderli” (anche se si tratta di n. 2 gocce del rimedio diluiti in 50 ml di acqua, che rende la soluzione idro alcolica impercettibile e non sono un ex alcolista) Oppure: ” sono destinato a diventare cieco, prima dall’occhio sinistro, poi da quello destro. Le cure che sto facendo sono servite ad evitare la cecità per qualche anno” (ma non a risolvere il problema). “La soluzione (invasiva) l’hanno trovata i medici, funziona fino a quando funziona” (che permette l’aggravarsi della situazione).

E’ vero che quando un corpo fisico è oltremodo corrotto, nel senso alchemico del termine, cioè in uno stato avanzato di decadimento a causa di una malattia, è molto difficile o impossibile riportare il sistema psico – fisico ad una condizione di normalità e di salute. Ma è altrettanto vero che, prima di arrivare a quel punto di non ritorno, le opportunità ci sono. E’ che vengono rifiutate perché si sceglie di crogiolarsi nel vittimismo, nell’attenzione altrui, nel compatimento, nella rabbia irreversibile della propria condizione.

Ho imparato a rispettare queste decisioni, ma non posso esimermi dal dire che il cuore, sapendo e vedendo che un’altra opportunità – o più opportunità – sono possibili, ogni volta, piange.

Ognuno ha il proprio destino nelle proprie mani.

Il Pancreas e l’amarezza

Recentemente ho sperimentato il rimedio Himalayano della linea AUM che purifica e lavora sul pancreas. Non che ne avessi bisogno (così credevo), ma siccome il mio lavoro di floriterapeuta è basato non solo sulla teoria ma e soprattutto sulla sperimentazione dei rimedi stessi, ho sentito il “richiamo” del BOTR (Body Organic Treatment Remedy) specifico per l’organo del Pancreas.

L’esito è stato molto, molto interessante.

Le essenze Himalayane che lavorano sugli organi portano ad una profonda e sincera depurazione dell’organo stesso, innanzitutto da un punto di vista fisico, ma e soprattutto, da un punto di vista esistenziale. Perché dietro ad ogni organo si cela una dinamica esistenziale della personalità più o meno, a seconda di com’è fatto ognuno, intensa. E dietro all’organo – ghiandola del Pancreas risiedono amarezza o dolcezza.

Ho capito che l’amarezza ha a che fare con la vita, con le delusioni, con l’insoddisfazione, con la mancata considerazione (che crea insoddisfazione e a sua volta amarezza), con la sensazione che la vita sia o sia stata ingiusta, la sensazione di percepirsi soli ed incompresi, abbandonati. Se queste importanti considerazioni interiori – ed interiorizzate – restano in profondità per lungo tempo, si possono sviluppare le malattie che tutti conosciamo: ipoglicemia, pancreatite, diabete e altro. L’amarezza, inevitabilmente, richiama alla dolcezza e se non si è in grado di procurarsela in autonomia, è l’organo stesso che da voce alle sue necessità più profonde creando condizioni di squilibrio, richiedendo più zuccheri o avvisando che gli stessi sono in carenza. E’ praticamente automatico.

Personalmente non sono una persona amante dei cibi dolci, ma durante il periodo di depurazione del pancreas in cui una certa dose di amarezza si manifestava, ho iniziato a mangiare una quantità di dolci insolita senza avere bruciori di stomaco come solitamente mi accade quando eccedo, anche di poco, con gli zuccheri. Stavo quindi compensando in modo naturale e spontaneo all’amarezza buttata fuori dal pancreas durante questo periodo di trattamento.

Ci tengo a sottolineare che questa è stata una mia reazione personale. I rimedi Himalayani della linea AUM dei medici Athul e Rupa Shah, comprovati ed utilizzati negli ospedali indiani di Mumbai, non vi incentiveranno ad inghiottire zuccheri se siete dei diabetici (io non lo sono, ad esempio, ma la mia reazione fisica di richiesta di zuccheri è data dal mio rapporto personale con la dolcezza); anzi, questo è uno dei rimedi associato proprio alla cura del diabete. Ognuno, con la dolcezza, ha un proprio rapporto personale, che va di pari passo con i cibi dolci.

E’ stato assolutamente interessante notare come gli organi comunicano con noi: essi ci parlano, chiedono il nostro aiuto al momento del bisogno, mostrano una condizione psicologica e psicosomatica molto antica, repressa e spesso incompresa, sopratutto necessitano di essere ascoltati per essere guariti.

Adoro il mio pancreas e lo ringrazio per avermi mostrato aspetti della vita che prima non riuscivo a vedere (nota bene che pancreas e stomaco sono organi strettamente legati al senso della vista – occhi).

I fiori Himalayani agiscono realmente ad un livello di profondità inaspettato.

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BUTTERCUP e la considerazione che si ha – o non si ha – verso se stessi

Autostima Meritevolezza Cura di se Considerazione di sé Attenzione nei confronti di se stessi Senso di adeguatezza personale Dignità Sacrosanto.

Termini che risuonano dentro ognuno ma che spesso hanno un eco sordo perché esistono in minima parte. Spesso non si sa nemmeno cosa siano, cosa significhino, in cosa si potrebbero manifestare queste attenzioni verso sé stessi.

Se all’interno di una situazione lavorativa – o affettiva – la tendenza è quella di prostrarsi a terra tipo zerbino con la paura (e la scusa della paura) di essere licenziati o di “perdere l’amore” lasciandosi quindi umiliare, facendo ciò che in realtà non si vorrebbe fare, a volte persino rischiando la vita o l’infortunio pur di dimostrare che si è disposti a tutto per restare, ebbene, questa è la manifestazione di Buttercup, fiore californiano, allo stato così detto, “negativo”. Cioè: non si ha rispetto verso se stessi, verso la propria professionalità, verso il proprio cuore e la propria la dignità, verso la cura e l’apprezzamento di se, quando la considerazione è praticamente nulla, inesistente. Se queste qualità fossero invece presenti, nessuno si permetterebbe di essere trattato a pesci in faccia. Invece spesso questo accade e nemmeno ci si rende conto dell’umiliazione!

E’ così perché si è semplicemente ABITUATI a sottostare, a dare, ad essere a disposizione, ad obbedire a testa bassa e NON si è invece abituati a RICEVERE, ad avere, a chiedere, a darsi il permesso, a dire di no per preservare se stessi.

BUTTERCUP, fiore californiano, risolve queste tematiche al pari di un tiratore di arco che fa sempre centro. Buttercup ha la capacità di mostrarvi a che punto si trova la vostra dignità e meritevolezza. Il capo vi prende a pesci in faccia e questo non vi piace, non vi trovate d’accordo? Rincarerà la dose per vedere fino a che punto potete resistere nel farvi trattare male. Ma il problema non è il capo. Il problema siete voi che permettete questo tipo di atteggiamento, il problema è la bassa autostima, cura, attenzione e rispetto che avete – o che non avete – di voi stessi. Il capo vi dimostra solo dove vi trovate con il vostro livello di meritevolezza. Buttercup vi mostra il livello di dignità e di meritevolezza a cui vibrate, a cui rispondete e, solo in quel momento, potrete realmente rendervi conto come avete sempre considerato voi stessi e avrete la possibilità di decidere di CAMBIARE ATTITUDINE.

Buttercup smuove le montagne e insieme ad esse i vecchi, vecchissimi schemi che spesso risalgono all’infanzia di quando nessuno ha detto: “Bravo o Brava”, di quando, nonostante gli sforzi, ci si è sentiti dire: “Hai fatto solo il tuo dovere”. E qui sottolineo dovere, quel senso unidirezionale solamente del dare e MAI del ricevere: ecco dove sta l’errore. Siate nel ricevere, nel dire Sì alla Vita, nel concedervi il meglio, nel vibrare ad una frequenza di dignità, di meritevolezza, di attenzione e cura di voi stessi, più elevato. Gettate infinita compassione alle vostre lacune in termini di scarsa meritevolezza e sottostima e prendetevi le gioie della vita che esistono, ci sono e non aspettano altro che voi apriate le braccia e il cuore verso di esse.

Buttercup lavora a livelli. Voi a quale livello di meritevolezza siete?

Remeber, YOU DESERVE MORE (Ricordatevi, meritate di più).

Buttercup serve sempre.

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