Assenza: non sempre è come sembra

La mancata presenza fisica di una persona che si vorrebbe avere al proprio fianco, non sempre è sinonimo di pura assenza nel senso di mancanza o carenza. A volte quel vuoto è semplicemente uno spazio preparatorio, una sorta di anticamera energetica che precede un evento: esso rappresenta uno spazio sacro, un momento necessario all’interno del quale è importante sentire se stessi nell’attesa di ciò che si desidera. Capire se si è pronti ad accogliere il proprio voluto desiderio. E se quel desiderio è chiaro, definito e soprattutto scelto. Personalmente scelto, senza condizionamenti esterni.

Il vuoto percepito dentro se stessi va compreso, prima ancora di essere colmato. La distanza o l’assenza temporanea da una persona non determina il fatto che questa non sia presente nella nostra vita. Anzi, in alcuni momenti la possiamo sentire molto più presente e di sostegno seppure nel mondo fisico non sia momentaneamente manifesta. Questo accade quando si verifica una connessione – o allineamento – spirituale ed energetico tra le due parti. Un pensiero, una preghiera, un profondo desiderio comunicano anche durante un’assenza fisica. E i messaggi arrivano, quasi la presenza fosse toccata a pelle.

Al contrario, quante volte è capitato che, nonostante una presenza fisica accanto, ci si sentisse soli e abbandonati? Allo stesso modo questa realtà energetica è reale: presenza, ma in realtà assenza. Quando la presenza è assenza, tanto vale a parer mio, valutare solo l’essenza di se stessi. Quante volte in coppia o in compagnia ci si è sentiti soli e vuoti? Eppure la fisicità era presente. Mancava una presenza di spirito, mancava un livello energetico predisposto ad esserci, a supportare, ad ascoltare, a restare: una presenza tanto consistente da poterla sentire persino … in sua assenza.

Attraverso il mondo onirico si svolgono situazioni che, molto probabilmente, prenderanno forma – in un momento opportuno – nel mondo fisico; e, in ogni caso, s svolgono su un altro piano esistenziale, quello energetico. Non vedere – o sentire – una persona per settimane non significa essere disinteressati: a volte significa piuttosto crescere dentro per farsi trovare pronti. O dare spazio prima a se stessi per essere completi il più possibile.

L’assenza data una dipartita improvvisa e dolorosa può essere sostenuta dal mondo spirituale: i nostri predecessori, gli avi e le forze spirituali sostengono e proteggono la vita individuale dei propri cari che vivono nel mondo fisico.

Alcuni specifici rimedi floreali aiutano a sostenere questi processi per andare oltre ad un vuoto interiore percepito, come fosse un vuoto abissale.

Angel’s Trumpet fiore californiano: rimedio insostituibile quando si vive un lutto. Questo fiore aiuta semplicemente e delicatamente ad accettare la morte, l’assenza fisica, a colmare l’abisso interiore grazie alle forze supreme che sostengono l’individuo in un processo di accettazione della morte.

Cherry Plum fiore di Bach: quando un atteggiamento di perenne e assoluto controllo sugli eventi e sulle persone scollega l’individuo dal lasciarsi andare al flusso della vita. Cherry Plum dona la capacità di affidarsi e lasciarsi andare ad un potere superiore.

Bleeding Heart fiore californiano: per sciogliere il senso di attaccamento e di vuoto dato dalla mancanza o dalla perdita di una persona amata. Quando la separazione tra due soggetti è vissuta come un lutto. E in caso di lutto. Il fiore aiuta a gestire e ad affrontare il senso di attaccamento, aiuta a ritrovare se stessi nella propria indipendenza emotiva e autonomia affettiva.

“Your shadow moves across a lonely room”

Film consigliati:

Copertina del film 'Nosso Lar', con il titolo in evidenza e immagini di personaggi sopra un paesaggio futuristico.

Ajna: l’arte di vedere oltre

Quanto più ci si focalizza su un obiettivo, quanto più il corpo è predisposto a raggiungere quella direzione: il corpo va dove lo sguardo si posa. Questo è uno degli insegnamenti dello yoga. Quando l’obiettivo è sfocato o poco chiaro, i segnali di ritorno sono altrettanto confusi: scegliere accuratamente e visualizzare quello che si vuole è determinante per ottenerlo. Ma c’è un altro fattore da tenere in considerazione: la lente attraverso la quale si guarda il proprio obiettivo, la lente attraverso la quale si guarda il mondo. Utilizziamo la lente della sfiducia, del sacrificio, dell’amore che non esiste, del sarcasmo geloso per la fine di una relazione? O utilizziamo una lente focalizzata sul bianco all’interno del nero e viceversa – come suggerisce il Tao – una lente riflessa sulla fiducia, la perseveranza, i nuovi inizi, sulla vita piuttosto che la morte, sui vivi piuttosto che sui morti? Consapevoli o no del proprio punto di vista, la lente che adoperiamo per vedere il mondo rappresenta il mondo stesso. Ajna chakra – o terzo occhio – presiede al mondo come conseguenza di una visione interiore.

Il contesto sociale in cui si cresce diventa la lente e lo sguardo riflesso sul mondo, relazioni e situazioni di vita diventano quel mondo, diventano realtà. Un cambio di prospettiva interiore – una presa di coscienza – permette di vedere il mondo in modo differente, rifesso attraverso uno specchio diverso: attraverso gli occhi e le azioni dell’altro.

Il mondo esterno riflette l’universo che si cela dentro ognuno: la paura, la rabbia, il diniego, l’apatia, l’autenticità, la dolcezza, lo stupore, l’amore, la fragilità, la bellezza. Quando guardo il mondo con occhi diversi, il mondo cambia: la dignità, la fortezza, la sicurezza, la vulnerabilità, la gentilezza mi permettono di incontrare queste sfaccettature in una realtà personale e, conseguentemente, collettiva. Si guarda il mondo per quello che si è: se vogliamo vedere un mondo migliore, è necessario vedere il bello prima dentro se stessi.

Fiori consigliati per un cambio di prospettiva:

Gorse fiore di Bach – per passare da una modalità di depressione ad una di speranza, iniziare a vedere la luce dove si trova il buio.

Sweet Chestnut fiore di Bach – speranza di vita, di risoluzione dopo aver attraversato la Notte buia dell’Anima, il senso della speranza ad un’ottava superiore, la luce in fondo al tunnel.

Queen Anne’s Lace fiore californiano – aiuta a focalizzarsi e vedere prima dentro se stessi, poi fuori, cambio di prospettiva e proiezione interiore; utile a chi ha problemi di vista.

Primo piano di una maschera egizia antica con tratti dorati e dettagli blu, focalizzandosi sugli occhi.

Per saperne di più:

Copertina del libro intitolato 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un fiore di loto su uno sfondo astratto dai toni caldi.

“Sometimes when I look deep in your eyes I swear I can see your Soul”

Le dimore dei Chakra

Ogni chakra possiede una propria dimora, una struttura disposta su 7 livelli che si esprime in profondità. Ogni chakra è strutturato per “ospitare” un sistema famigliare, di credenze, di genetica: mantenere ogni dimora pulita e ordinata permette di andare in profondità dentro se stessi, permette di partecipare attivamente alla propria vita e il beneficio di trasformare situazioni difficili o aspre in qualcosa di diverso.

Così come mantenere la propria casa abitativa ospitale, piacevole, in armonia ogni singola dimora-chakra va riconosciuta per poter essere trattata nel migliore dei modi. Ecco le 7 dimore:

Muladhara dimora fisica: la casa della struttura fisica rappresentata dalla buona salute, dal senso di sicurezza, stabilità, prosperità, dal sentirsi fisicamente presenti nel mondo. E’ rappresentata dalla famiglia, l’origine, il sangue, la genetica.

Svadhisthana dimora emotiva: la casa del subconscio, di tutto ciò che ha visto, sentito, provato. L’intelligenza emotiva che, solo il movimento e l’azione possono convincere al cambiamento quando necessario, la possibilità di procreare, scegliere e decidere dove direzionarsi nella vita e nel mondo.

Manipura dimora dell’identità: la spinta dall’azione per affermarsi nella vita, per strutturarsi grazie all’esperienza, per restare integri di fronte alle sfide e mantenere una rettitudine interiore – senza calpestare il prossimo; il luogo di incontro della propria dignità e meritevolezza.

Anahata dimora del cuore: il rifugio sacro di se stessi e per se stessi, la casa dell’amore verso di sé pronta ad accogliere ogni sfumatura sfidante che si presenta nella vita, pronta ad accogliere l’Amore mancato e che ha donato. Nella dimora del cuore tutto si rimargina.

Vishuddha dimora della realizzazione: in questa casa si custodiscono le ricchezze pronte ad essere elargite quando la propria voce e la propria essenza trovano il coraggio di manifestarsi, di dichiararsi. Realizzazione fisica dei propri desideri e necessità, co-creazione.

Ajna dimora della visione olografica: questa dimora custodisce la visione della propria vita basata sulle proprie credenze. Quanto più questa dimora è soggetta a visioni promettenti, benefiche e dettagliate, quanto più sarà focalizzata ad ottenerle, a raggiungerle o a farsi raggiungere da esse.

Sahasrara dimora dello spirito: la dimora attraverso la quale arriviamo e ce ne andiamo da questo pianeta, il punto d’incontro con il Divino, il collegamento terreno-spirituale dell’esistenza, un filo sottilissimo e potente da mantenere saldo per evitare scollamenti della personalità.

Il sistema dei chakra è un sistema famigliare: più l’ambiente è armonioso, equilibrato, sintonizzato, più la vita risponderà a queste frequenze. Come riconoscere se il sistema è favorevole per se stessi? La domanda è sempre la stessa: cosa mi rende felice?

Qualcuno potrebbe interpretare in modo egoistico questa soluzione, un duro lavoro per ottenere solo la propria felicità. La verità è che quando la felicità è reale, poi la si vuole condividere.

E nella condivisione l’egoismo non esiste.

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'illustrazione di un fiore loto su uno sfondo luminoso.

Where Love can be found

Dove può essere trovato l’Amore? Attraverso un’altra persona? Un partner, un genitore, un’amico/a, un figlio? Un’esperienza? L’Amore può essere trovato attraverso l’esperienza di se stessi nel mondo, attraverso l’accoglienza dei propri limiti, dei propri passaggi esistenziali: ad un certo punto non si è più gli stessi di prima, accade qualcosa, ci si trasforma. E accogliere se stessi in una nuova forma, cedendo al passato il proprio se stesso che è servito per crescere e per mutare interiormente, permette di prendere un leap of Faith, un salto nel vuoto o, nella Fede. Non in qualcun altro ma in se stessi e nella propria nuova forma – o anche formula – esistenziale.

Il cambio interiore è necessario se non si vogliono ripetere le stesse azioni, gli stessi pensieri, modalità ed esperienze. Un individuo è ciò che è nella propria essenza, ma la Vita è fatta per comprendere chi si è e per azzardare a qualche cambio nel momento in cui la vita è stata sofferente e dolorosa. I cambiamenti sono rivolti al raggiungimento di qualcosa di migliore, di benevolo verso la propria persona. Non si cambia per qualcun altro, più probabile è che l’altro ci mostri dove possiamo cambiare, dove sono paure e potenzialità da sviluppare.

La fiducia, la gratitudine, la compassione sono pedine fondamentali per trovare l’Amore nei confronti della propria individualità, ci si bisogna aggrappare in alcuni momenti, ma è una formula che funziona sempre. E anche in fretta. Si tratta di una scorciatoia per il benessere interiore: l’unica cosa che richiede è sincerità, onestà di cuore e pratica. La gratitudine non è data per scontata, va nominata, chiamata, fortificata. Così come la fiducia, così colmare le proprie cellule di amore profondo, lo stesso amore che dimostreremmo verso qualcun altro, verso chi amiamo di più al mondo.

Ecco, rivolgiamo quella stessa qualità e quantità di amore che riverseremmo a qualcun altro in noi stessi: cambia la qualità della propria vita, cambia il potere di attrazione, cambia la frequenza emanata. E là dove si dubitava della fiducia altrui, nasce invece un senso di collaborazione, di condivisione, di rispetto.

E sì, impariamo anche a perdonare a noi stessi la stupidità emotiva che ci ha accompagnato per molto tempo.

Fiori consigliati per il benessere del proprio cuore: Holly fiore di Bach aiuta a ripristinare l’Amore puro attraverso l’attraversamento di sentimenti di basse frequenze come l’invidia e la gelosia; porta all’apertura sincera del Cuore. Cherry Plum fiore di Bach per affrontare la paura di lasciare andare il controllo, di lasciarsi andare alla Fiducia, al proprio destino, al meglio che ci si possa aspettare.

Credete ai vostri sogni.

Libri consigliati per l’apertura del Cuore:

Copertina del libro 'La Guarigione delle Ferite degli Alberi' di Silvia Malagoli, raffigurante un albero grande e maestoso con radici luminose, circondato da un bosco di alberi.
Un’opera che conduce in un viaggio profondo e illuminante – Epigraphia Edizioni –

Manipura: credere in se stessi attraverso l’azione

E’ attraverso le azioni che confermiamo noi stessi grazie a capacità e qualità personali; l’azione, in un mondo fisico, vale più di una parola. E’ dimostrazione – prima verso se stessi poi verso il prossimo – della propria fiducia, del credere in se stessi nella volontà del fare, è manifestazione.

Il movimento è dato da un’intenzione, da cosa si vuole ottenere e raggiungere. L’intenzione è individualista, parte da Sè, dall’ego, che non significa per forza egoistica, come molti tendono a confondere – rigidità e dogmi interiori non ammettono pareri, opinioni e conseguentemente azioni diverse da quelle che non rientrano nei propri schemi.

L’azione è affermare se stessi. Anche la completa non azione afferma e dimostra chi si è – che è azione a sua volta, nel momento in cui si è consapevolmente intenzionati a non agire, per scelta.

Nell’immenso bacino del terzo chakra Manipura, si può attingere anche ad altre facoltà oltre al potere della volontà che dirige un’azione: è possibile infatti avere accesso a dignità – che rende un essere umano un guerriero di spirito che lotta per la propria sopravvivenza e quella degli altri – e meritevolezza, caratteristiche fondamentali per trovare e riuscire a stare nel proprio posto nel mondo senza elemosinare, con la fierezza di chi sa di meritare il meglio dalla vita, dal mondo. Facoltà non sempre implicite, ma che è possibile alimentare e riscoprire.

Di certo un consiglio che posso elargire è dato da un paio di fiori californiani fondamentali che aiutano questo processo. Beh, citiamone qualcuno in più…

Echinacea per ripristinare un ego spezzato da traumi profondi antichi e recenti.

Buttercup per alimentare il fenomeno della meritevolezza nei confronti della vita.

Sunflower per riequilibrare un eccesso di ego e al contempo una svalutazione dello stesso.

Centaury fiore di Bach per smettere di elemosinare dalla vita.

Che questo viaggio nonché azione del vivere, sia il più profondo possibile .

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un loto su sfondo luminoso.

Resina – c’è sempre una soluzione

Resina è un breve testo che ho scritto in due giorni e due notti – soprattutto due notti: ho sempre trovato una connessione tra il mondo delle piante e gli esseri umani. La vegetazione sul pianeta terra esiste da oltre 3,5 miliardi di anni mentre l’essere umano esiste da circa 200 milioni di anni, poco più o poco meno. E’ evidente che siamo figli della Natura.

La resina delle piante ad esempio, viene prodotta nel momento in cui si presenta una ferita sul tronco: per evitare che agenti esterni provochino una contaminazione con la possibilità di portare malattie o ulteriori spaccature, la pianta stessa produce resina là dove si manifesta la ferita, come strumento di guarigione.

Questa auto guarigione mi ha fatto riflettere e mi sono domandata: se il codice genetico umano è costituito anche dal codice genetico dei vegetali, qual’ è la nostra resina che ci permette di guarire nel momento in cui subiamo una ferita?

La domanda è retorica. Ma neanche troppo. Per ferita intendo una ferita interiore che ha fatto sanguinare il cuore, che ha allontanato dal mondo delle relazioni o che ha permesso ad agenti esterni patogeni di entrare per fare ulteriore danno, senza avere modo e conoscenze per ripararla o per sapersi difendere.

Ci troviamo all’interno di un quarto chakra, Anahata Chakra che, non certo a caso, è di colore verde smeraldo come l’erba nascente in primavera e presiede al mondo delle relazioni.

La guarigione delle ferite degli alberi è un breve testo che vuole portare un po’ di consapevolezza e di umanità nonostante le ferite del cuore – nota bene: di solito si parla delle ferite subite e mai di quelle inferte… n.d.r. – ma anche considerazioni e punti di vista risolutivi, grazie alla resina emotiva, diciamo così, che ognuno può produrre per cercare di guarire se stesso e salvaguardare le proprie relazioni, future e presenti.

Ne fanno parte i capitoli:

Macerie

Crescita emotiva

To give love one more chance

Chiaroveggenza

E’ importante sapere di non sapere nulla

Pensavo ci fosse solo il passato, invece esiste anche il nuovo

Qualcosa o qualcuno?

Resina

“Il cuore ricorda benissimo le proprie ferite, ma non per questo si lascia intimidire. Il cuore è impavido, trova il coraggio o i mezzi per superare e trascendere, è legato all’anima e l’anima non si arrende, prosegue il suo viaggio... ”

Questa è la resina che solca cuori infranti, la guarigione che riversa il suo liquido appiccicoso tra le ferite dell’anima per rimarginarle, per non permettere di essere intaccata durante un processo di crescita, proprio come accade negli alberi solcati, tra una scanalatura e l’altra, dalla resina.”

Copertina del libro 'La Guarigione delle Ferite degli Alberi' di Silvia Malagoli, raffigurante un albero maestoso con radici visibili e un effetto luminoso al centro, circondato da un bosco animato.
Un’opera che conduce in un viaggio profondo e illuminante

Chakra e Rimedi Floreali: why not?

Venti anni fa ho iniziato un percorso personale con Ricercatori di Verità, insegnanti di meditazione e di crescita personale; qualche anno più tardi ero ad un bivio nella mia vita, una spaccatura tra lo studio dell’Ayurveda e lo studio della Floriterapia. Scelsi la seconda opzione. Durante un corso a Bologna sui fiori Californiani, quell’anno venne una nevicata straordinaria che non mi permise di raggiungere Bologna per finire l’ultima sessione del corso e avere il diploma cui tanto ambivo.

Dopo quell’accadimento non mi sono arresa e ho avuto l’onore e la fortuna di frequentare altri corsi con personalità di altissimo livello in ambito di floriterapico: Julian Barnard detentore della casa di Bach e del suo sito nel Galles, il Dottor Orozco, i medici Athul e Rupa Shah per i rimedi Himalayani. Un grande privilegio.

Nel corso di quegli anni di pratica e di studi, l’idea di unire queste conoscenze che andavano dalla Floriterapia alla conoscenza – e coscienza – di se stessi tramite l’approfondimento del sistema Chakra, andava sempre più crescendo e manifestandosi, tanto da iniziare a scrivere un testo che avrebbe preso circa quindici anni della mia vita, unendo a queste due materie anche concetti fondamentali di Metamedicina.

Solo quest’anno, nel 2025 e dopo il giusto allineamento planetario che mi ha permesso di trovare un’editore che ho apprezzato molto, una correttrice di bozze che porta il mio stesso nome e dalla caparbietà molto simile, un editor di immagini davvero perspicace, è uscito il tomo e manuale – perché di un manuale si tratta – di oltre cinquecento pagine di esperienze di vita e ricerca che ho voluto condividere. Magari anche soluzioni efficaci.

Sperando possa essere di gradimento, perché non pensare ad un regalo di Natale diverso dal solito, con argomenti che toccano spiritualità e praticità di vita con metodi risolutivi tramite l’uso delle frequenze dei Fiori?

Il testo si divide nella descrizione dei 7 Chakra all’interno dei quali c’è un ulteriore suddivisione tra la parte fisica governata da ogni chakra e la parte esistenziale: ogni chakra racchiude schemi di vita, situazioni di vita. E per ogni chakra ed ognuna di queste due realtà, fisica ed esistenziale, il libro offre più soluzioni tramite l’uso dei rimedi floreali (fiori di Bach, Californiani e Himalayani) ancora una volta rivolti sia ad una parte fisica dell’individuo, che esistenziale come possibile soluzione di temi che coinvolgono la vita ordinaria di oguno.

Mi auguro possiate avere voglia di accedere a questo testo con curiosità e il desiderio di acquisire nuove informazioni in merito e grazie a ciò che il Dottor Bach disse molto tempo fa e senza il quale anche questo libro non sarebbe forse potuto esistere:

Guarisci te stesso

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, che esplora il sistema dei Chakra e i rimedi floreali, con un'immagine centrale di un fiore.

Quando l’ego è utile – anche alla collettività

Per decenni con l’arrivo delle pratiche orientali e grazie ad un mix di buonismi religiosi e perbenismo nutrito dal quieto vivere, l’ego è stato demonizzato e spodestato dal proprio trono e cacciato nei meandri di uno stanzino buio con pareti di gommapiuma.

Un errore enorme.

L’identità di un individuo è data dall’ego che rappresenta la casa della personalità. In assenza di ego o di un ego sottostimato l’individuo è alla mercè di chiunque e l’assenza di un’identità stabile e forte fornisce, a chi ci si trova di fronte, la possibilità di “occupare” quella casa, approfittare della persona.

L’individualismo è utile alla persona nel momento in cui serve innanzitutto se stesso, il proprio benessere, utile per le migliorie personali, per autodifesa, per potersi affermare nel mondo.

La confusione nasce nel momento in cui un ego sottostimato decide di farsi forte a discapito di altri o sulla pelle degli altri: questo non è un ego sano e la differenza è sostanziale.

Un ego sano è per se stesso e poi per gli altri, al servizio. Un ego sano permette all’individuo di passare dalla propria unicità al cuore, un’identità collettiva, e a quel punto il cuore è salvo dall’invidia, dalla rabbia, dalla disperazione di elemosinare.

L’ego sano è portatore di dignità, fierezza, meritevolezza – il dizionario non ha riconosciuto il termine e lo ha dato come “errore” da correggere. L’ho aggiunto al dizionario. Questo significa che il diritto di ricevere dalla vita non è un termine conosciuto, non per tutti almeno, forse per pochi. Questi elementi e frequenze sono i componenti di un ego stabile, sano per l’individuo e la collettività, senza supremazia, da condividere, insegnare, spiegare, motivare.

L’alternativa è vivere di reazioni istintuali dettate da una carenza di queste tre frequenze, segnate da una sottostima mai veramente riconosciuta ed elaborata.

Echinacea fiore californiano per ricostituire un’ identità spezzata.

Centaury fiore di Bach per redimersi dalla disistima di sé.

Buttercup fiore californiano per ripristinare il senso di meritevolezza.

Heather fiore di Bach per sentirsi visti e considerati senza la necessità di dover sopraffare gli altri.

Ognuno è unico.

Valorizziamo una sana unicità per creare una sana collettività.

Insegnamenti di Floriterapia

Consulenze

Sicurezza e Fiducia: i fondamentali

Quando si perde la fiducia in una relazione o nei confronti di una situazione di vita, si perde il senso stesso di quella relazione: si annulla la stima, a volte anche l’autostima, le situazioni non sono più come prima, ma completamene trasformate e l ‘atteggiamento interiore cambia radicalmente.

Perdere la fiducia è una conseguenza del non sentirsi più al sicuro: intimamente, fisicamente, psicologicamente. Il senso di “protezione” e di sicurezza che viene a mancare ha un impatto profondo e indelebile nella memoria cellulare del corpo fisico e questa situazione intacca il sistema nervoso. Gli organi del corpo, la pelle, i sensi memorizzano il trauma e reagiscono quando si ritrovano di fronte alla stessa situazione, istintivamente.

Uscire da uno schema – oltre che da una situazione – in cui la propria sicurezza è stata minata o minacciata richiede tempo, pazienza, presa di coscienza, rassicurazione. Questi elementi, prima di potere nuovamente subentrare tra i pori della pelle, necessitano di essere integrati interiormente, in un ambiente nuovo, distante, sicuro e protetto.

La sicurezza è la base su cui poggia la fiducia; si tratta della certezza di potere esistere nel mondo ed essere – o esprimere – se stessi senza alcuna conseguenza negativa. Significa sentirsi al sicuro nell’esprimere pareri contrari, nel prendere decisioni diverse, nella libertà di cambiare direzione quando si vuole.

Nel momento in cui ci si accorge che la propria vita deve essere nascosta, difesa, sottratta, quello è il momento di cambiare direzione, per onorare la vita stessa. Il senso di colpa che ne subentra, soprattutto nei confronti di se stessi per essere caduti in una situazione dove la sicurezza personale è stata minata, vanno attraversati velocemente, senza lasciare adito ad altro se non ad una visione risolutiva del momento: vivere con la percezione che la propria vita sia in pericolo da un momento all’altro, non è normale, né accettabile.

Rimedi floreali consigliati per uscire da situazioni simili: Black Cohosh, fiore californiano, per evitare di attrarre nella propria vita situazioni degradanti e pericolose per la vita stessa. Buttercup, fiore californiano, per ripristinare il senso di dignità e fierezza che permette di evitare tali situazioni oltre allo sdegno, oltre alla sottovalutazione, oltre al degrado.

Inoltre, occhi e sensi aperti.

Consulenze individuali

Corsi di Formazione coi fiori di Bach, fiori Californiani, fiori Himalayani

Esistenze Aggiornate (A Level Up)

Quando? Quando possiamo considerarci liberi da vecchi schemi mentali, atteggiamenti inconsci – o più o meno consci – ma auto limitanti, comportamenti ormai inadeguati per una personalità emergente e predisposta al nuovo?

Siamo pronti al nuovo quando le situazioni quotidiane che abbiamo sempre tenuto sotto presunto controllo, peggiorano, crollano, si intensificano nel dolore, raggiungono lo scempio, si acutizzano fino a danneggiare o minacciare l’identità fisica, emotiva e mentale.

Nel paradosso dell’intelligenza emotiva, a volte l’unico modo per cambiare atteggiamento nei confronti di se stessi e della vita per raggiungere livelli migliorativi e più stabili, è necessario toccare il fondo sino al degrado, alla degenerazione, all’incompiuta azione – o pensiero – esasperato come spinta evolutiva per dire a se stessi: “adesso basta”.

Determinati comportamenti e forme pensiero sono stati sacro santi per decenni nell’esistenza di un individuo come punto fermo e di salvezza, di protezione, di difesa. Ma, raggiunto un determinato livello evolutivo della personalità – indipendentemente da un fattore cronologico legato all’età – queste modalità diventano non solo tossiche, ma distruttive. Riconoscere la faccia dell’esasperazione e della degenerazione in cui ci si trova coinvolti, è l’inizio della risalita.

Come uscirne? Identificare il proprio ruolo all’interno di una relazione o di una situazione, dargli un nome e, a livello archetipico – simbolico, ma assolutamente pratico e reale – capire che cosa ha comportato questo ruolo per se stessi nel corso degli anni, cosa lo ha preservato per molto tempo e cosa ora lo distrugge. Esempio: il ruolo di madre è spesso un ruolo manipolatorio. Il manipolatore vuole controllare e controllare significa avere un’idea di potere sulla vita degli altri. Si domina chi si ritiene inferiore o chi si sceglie essere più “debole” o con una personalità mitigante. La supremazia del soggetto manipolatore-controllore la fa da padrona sino a quando tale rapporto di dipendenza non diventa distruttivo per entrambe le parti. La sudditanza ne è la controparte, insieme alla dipendenza emotiva ed affettiva.

Come uscirne? Dipende da che ruolo si sta giocando.

Cherry Plum fiore di Bach abbinato a Chestnut Bud coadiuvano una trasformazione interiore in merito al controllo sugli altri per dare fine ad un’azione, un atteggiamento che si ripete da decenni e che al momento attuale potrebbe essere decisamente fuori luogo, degradante e involutivo.

Chicory fiore di Bach quando l’arte manipolatoria di sottomissione degli altri è prevalente, quando “non si lascia vivere” all’altro la propria vera esistenza e la si vuole controllare ad ogni costo per timore della perdita.

Spreading Phlox fiore californiano della gamma “Range of Light” per sintonizzarsi con la propria natura interiore e permettere alla personalità di allinearsi con ciò che risuona “simile”, adatto, connesso.

Buttercup fiore californiano quando l’autostima e la dignità si sono persi nei meandri della disistima di sé, spesso ad un livello non conscio, un atteggiamento che si è adattato alle esigenze o stili di vita tossici o malsani. Per ripristinare il proprio valore interiore.

Fairy Lantern fiore californiano per attuare un processo di crescita interiore, di sviluppo, di responsabilità verso la propria vita; rimedio utile quando il processo di crescita interiore è rimasto bloccato e legato ad una dipendenza di tipo infantile.

Ed infine Borage fiore californiano per dare coraggio al cuore di vivere queste trasformazioni con la giusta “leggerezza”, per superare un senso di appesantimento o di sconforto, di sfinimento per non essere stati “abbastanza” o per essersi resi conto “tardi” degli eventi. Borage incoraggia il cuore al cambiamento e quando il cuore è incoraggiato, anche la mente si allinea.

Questi rimedi floreali non vanno assunti tutti contemporaneamente perché sarebbe controproducente: va analizzata una situazione personale per individuarne l’urgenza, la priorità. Ogni situazione è a sè stante.

Quali chakra sono coinvolti in queste azioni di trasformazione? Il quinto chakra in merito ai ruoli (Vishuddha), il quarto chakra in merito alle dipendenze (Anahata), il terzo chakra (Manipura) in merito all’autostima, all’atteggiamento dell’Io, alla crescita della personalità – vedi “Chakra e Rimedi Floreali. Il sistema dei Chakra abbinato ai Rimedi Floreali“.

Il grado di sofferenza e insoddisfazione è indice di quanto un cambiamento interiore sia indispensabile. Attuatelo con coraggio questo cambiamento perché la vita è nelle vostre mani.

Holly e la compassione verso se stessi

L’unico modo per superare il giudizio verso i propri “errori” – o esperienze necessarie“, è quello di perdonare se stessi e la propria parte di responsabilità, tramite la compassione. Come si fa?

Immergere una situazione di disagio nella profondità della compassione al centro del proprio cuore. Per ripristinare la morbidezza – al posto della durezza – , la comprensione al posto del giudizio, l’accoglienza al posto della repulsione.

Mantenendo l’atteggiamento contrario di repulsione e durezza, nulla si muove, tutto si irrigidisce ed ogni cosa si fa più complicata.

Il potere trasformativo di Holly è immediatamente efficace: potrei dire che in un paio di settimane, per chi si sa ascoltare, i suoi effetti hanno già lavorato sulla rigidità del cuore, sulle sue paure, sui sui meccanismi di difesa.

Il cuore vero, Anahata, la parte più profonda, il nucleo “non colpito”, sede di compassione, inclusione, verità saggia, resta integro: solo la superficie è stata intaccata e il cuore, per il potenziale che ha, ha anche la capacità di rimarginarsi. Holly ne fa da collante, ristrutturando le pareti della casa dell’Anima.

L’atteggiamento cambia, è propenso all’apertura, al rischio del salto nel vuoto nel non sapere se, reagendo in modo diverso rispetto a tutte le volte precedenti, potrà non essere ulteriormente ferito, o se sarà stato un tentativo vano.

Tentativo e rischio che valgono la pena di essere presi in carico, perché le risposte del mondo esterno quando il cuore è in ri-apertura sono davvero meravigliose, sino alla commozione.

Il fastidio e la polemica si traducono e si perdono in un punto di vista che vede tutto attraverso un’altra lente: un livello di consapevolezza un attimo diverso, che porta gioia nella lucidità del momento, l’accettazione del paradosso come la scena di un film di sarcastico humor inglese.

Questa è la prima fase dell’effetto di Holly sul cuore.

Consulenze e corsi di formazione in Floriterapia di Bach, Californiani, Himalayani, il sistema dei Chakra abbinato ai rimedi floreali.

Rimedi Floreali per la menopausa

Durante il periodo della premenopausa e della menopausa, la donna vive un profondo cambiamento interiore psichico e fisico. Gli ormoni si muovono per adeguarsi ad un nuovo ciclo vitale, preparandosi all’assenza del ciclo mestruale e di tutto quello che questa assenza comporta.

Gli sbalzi umorali possono essere all’ordine del giorno, così come le mutazioni interne del corpo che tenta di ristabilire un nuovo equilibrio; questo nuovo equilibrio è fondamentale e, prima lo si accoglie, prima gli eventuali disagi scompaiono. L’irrisolto con il proprio femminile interiore è alla base di spiacevoli atteggiamenti che tendono a ripudiare questo importante passaggio di vita, il risultato di tutte le esperienze che il ciclo mestruale ha portato nel corso degli anni. Se il ciclo mestruale è stato vissuto in modo invece naturale e senza sofferenze, sia umorali che fisiche, allora questo passaggio sarà accolto e compreso.

Innumerevoli sono i cambiamenti che la vita ci riserva e ci richiede, ma il momento del passaggio da donna a saggia, spesse volte è accompagnato da un ulteriore momento esistenziale che vede la donna affrontare questioni a volte fisiche relative a patologie, a volte ulteriormente esistenziali di confronto: cambiamenti che richiedono una ulteriore attenzione e centratura su se stesse, apprezzamento e amorevolezza. Per questo motivo l’uso di alcuni rimedi floreali può risultare particolarmente interessante. I Rimedi Floreali utili per accogliere questo momento sono dati dalla miscela dei Fiori:

Walnut – fiore di Bach – importante aiutante durante questa fase di passaggio; ha il compito di “proteggere” l’individuo da false credenze, dicerie, influenze esterne che possono condurre la donna a immaginare che la menopausa sia qualcosa di sconcertante o disturbante, aiutando a mantenere la centratura su di sè.

Scleranthus – fiore di Bach – attenua e ristabilisce l’equilibrio sia umorale che ormonale, ristabilendo una naturale armonizzazione tra alti e bassi, tra smottamenti interiori fisici e psichici, tra cui le ben note “vampate” di calore (che peraltro non tutte hanno).

Black Cohosh – fiore californiano – riduce la condizione di inadeguatezza verso situazioni che vengono vissute come minacciose per la donna e i suoi rapporti sociali, tendendo a ripudiare ulteriormente una nuova condizione fisica e psicologica. Questo ultimo è un rimedio fondamentale.

Ulteriori fiori in aggiunta possono essere:

Buttercup – fiore californiano – per ripristinare una sana autostima e dignità di se stesse.

Echinacea – fiore californiano – utile qualora l’integrità dell’essere e dell’individuo si sia sentita in un qualche modo disintegrata, data anche da frustrazioni del momento.

Per ogni rimedio floreale servono 2 o 4 gocce diluite in acqua all’interno di un flaconcino con pipetta; assumere più volte al giorno per due o tre mesi o più, al bisogno.

La menopausa rappresenta l’entrata della donna in una nuova fase di vita, tutta da scoprire, da sentire, da vivere: si tratta di un momento in cui si diventa creatrici, maghe, sagge, una fase dell’esistenza fondamentale per costruire o ricostruire se stesse e la propria vita.

Questa fase di passaggio rappresenta un portale: un’opportunità di eccezionale importanza per avvicinare le donne alle donne, le figlie alle madri, per condividere il femminile nel suo più ampio spettro di una vita in parte già vissuta, in parte completamente nuova e di scoperta.

Approfittate di questa condizione per riscoprire un nuovo sacro femminile. Rimanere nella propria identità e autonomia femminile è importante per rispettare se stesse e farsi rispettare.

Per consulenze individuali e corsi sia di gruppo che personali in merito alla floriterapia, potete visitare le pagine: consulenze individuali e corsi di formazione.

Uscire da false credenze – e da antichi schemi famigliari: dall’ego al cuore

Il passaggio da un atteggiamento legato all’ego ad un atteggiamento legato al chakra del cuore, è un passaggio che richiede pazienza e osservazione di sé: l’ego è capriccioso e ama avere il controllo delle situazioni, ma soprattutto ha un proprio punto di vista, specifico e “assoldato”, determinato da una condizione legata a falsi miti del tipo: “si è sempre fatto così” o “è sempre stato così”. Rimanere ancorati e aggrappati a questa condizione porta a rabbia e sofferenza, a lontananza da chi si ama e da ciò che si ama, porta a confusione personale.

Il passaggio dall’ego al cuore comporta un cambio di prospettiva, di punto di vista, di paradigma mentale. L’ego vuole avere tutte le ragioni, è capriccioso e si sente privato di qualcosa nel momento in cui “crede” di non essere visto, osservato, preso in considerazione. Il “ragionamento” del cuore invece è differente: esso cambia prospettiva, si mette nei panni dell’altro e osserva in modo differente; vede la prospettiva altrui e non solo la propria, riesce a surclassare l’egoismo per entrare in una forma di compassione che considera la vita altrui e non solo la propria.

Quando l’attenzione si rivolge per un momento all’altro, molti muri crollano riportando ad una pace interiore nella personalità dell’individuo e nei confronti delle proprie relazioni personali.

Come attuare questo cambio interiore?

La pratica di interagire con il proprio Cuore è il primo passo: gratitudine e compassione verso se stessi – mano sul cuore – e nei confronti del proprio albero genealogico e genetico; spesso si è reduci di antichi atteggiamenti legati alla famiglia ma di cui è possibile sciogliere il legame anche grazie all’utilizzo di alcuni rimedi floreali californiani.

Purple Monkeyflower aiuta in questo cambio di paradigma, aiuta ad uscire da un circolo vizioso legato a “è sempre stato così”, in concomitanza con i rimedi californiani che presiedono alle matrici famigliari: Baby Blue Eyes – legato alla figura paterna e a tutte le sue dinamiche inerenti – e a Mariposa Lily – legato alla figura materna (evitare di assumerli in contemporanea!).

Nei casi più cronici consiglio l’abbinamento con il rimedio di Bach Rock Water là dove la difficoltà e radicamento mentale di un cambio di paradigma è particolarmente solidificato. Ma per chi è abituato a cambiare di frequente schemi mentali o per chi ha una mente già flessibile, questo fiore può essere evitato.

Il cambio di paradigma non comporta solo un avanzamento da un punto di vista mentale, dall’ego al cuore, ma anche da un cambio di visione e interpretazione della propria condizione: dall’io all’altro. A quel punto l’ego viene messo a tacere insieme ai propri egoismi, ai propri soli e unici punti di vista, la rabbia riassorbita e trasformata in comprensione, sostenendo l’individuo nelle proprie scelte personali.

Come cita Ben Harper nella sua canzone “With My Own Two Hands“, utilizzate quelle due mani sul cuore per portare dentro voi stessi la gratitudine, la riconoscenza esatta e la compassione verso le vostre cellule e la vostra Vita, verso quegli aspetti dissonanti e disordinati, affinché avvenga un “I Rise“, un’ascesa, una risalita, una elevazione spirituale che allontana dalla sofferenza personale per dirigersi verso un’accoglienza collettiva.

Una mano sul cuore rappresenta impegno di onestà e dedizione verso se stessi.

La pratica è fondamentale, essenziale.

Personalità sospese: Centaury e Bleeding Heart per raggiungere l’indipendenza del Cuore

Inutile sarebbe lamentarsi di un atteggiamento di una personalità narcisistica o slegata dall’amore e dai sentimenti, senza valutare la controparte che ha attirato a sé tale atteggiamento. Cosa spinge a darsi in modo assoluto e indiscusso al prossimo? Cosa spinge a svuotarsi di se stessi, finendo nella svalutazione di se stessi? Cosa porta ad elemosinare amore?

Centaury fiore di Bach ben risponde a queste domande: permette di riconoscere l’auto svalutazione insita nella personalità, la richiama alla luce tendendogli una mano compassionevole. Centaury porta a riconoscere il proprio atteggiamento mendicante, ponendo a questo confini e limiti, trasmutando tutti i propri di confini espansi, in no di confini forti e ben definiti. Centaury, una volta ristabilita la giusta frequenza del rimedio a livello personale, non permette il passaggio a chiunque: una volta fortificatosi sa bene quello che desidera, senza lasciarsi coinvolgere da circostanze di comodo. Smette di mendicare, rivendica il proprio posto, i propri spazi, i propri confini emotivi. Seppur un passaggio delicato, la trasformazione si manifesta velocemente con il rimedio floreale, nel momento in cui si è maggiormente consapevoli di questa dinamica.

Centaury è la manifestazione emotiva di Bleeding Heart, fiore californiano, che agisce sul sistema dei condizionamenti sentimentali, legami di dipendenza affettiva e sulle dipendenze in genere.

Tutto ciò che di-pende, pende da qualcuno o da qualcosa, ne è un prolungamento, come non potesse vivere in separata sede, senza co-dipendenze. Bleeding Heart svolge meravigliosamente questo suo ruolo di riequilibrio delle parti: dalla dipendenza affettiva all’indipendenza del cuore, ripristina l’autonomia personale ed individuale di dipendere solo da se stessi, avere fiducia nel proprio essere, di individuo unico ed irripetibile, indipendentemente da tutto e da tutti.

Questi due rimedi floreali associati insieme assicurano l’indipendenza emotiva in concomitanza con l’indipendenza dettata dal cuore, lasciando libero l’individuo da prestazioni obbligate per farsi accettare ed amare, dando la possibilità di stabilire i propri confini fisici, emotivi, spirituali.

Ne consiglio l’assunzione per chi si trovasse nella condizione emotiva e affettiva di dipendenza: 2-4 gocce per ogni rimedio floreale in diluizione in acqua, assunto più volte nell’arco della giornata per 1-2 mesi o più, se necessario.

Quince e il Tao interiore

Chaenomeles speciosa, rimedio floreale californiano rinominato Quince, racchiude in sè il potere del Tao. Forza maschile e potere femminile: là dove c’è forza, c’è amore, dove c’è vulnerabilità c’è protezione, tenuta e cedimento, morbidezza e rigidità. Un tutt’uno senza apparenti estremi. Gli estremi si manifestano solo quando si tengono dure posizioni – e afflizioni – nei confronti di se stessi. Eccessive rigidità, eccessivi “give up“, lasciare andare o lasciare perdere. Alle volte è necessario mollare, altre volte è indispensabile tenere duro. Tutti questi aspetti opposti non sono scissi tra loro, bensì coinvolti l’uno nell’altro: l’equilibrio interiore si trova in un punto di luce immerso nell’oscurità e in una oscurità immersa nella luce. Inutile ribellarsi a questa legge divina e universale, sarebbe assolutamente controproducente, non farebbe che creare conflitto.

Esistono opposti in una eterna connivenza, là dove la propria natura non può essere compromessa: si tratta di rimettere al proprio posto, ridimensionandoli, il bianco nel nero e il nero nel bianco, accettando questa commistione di forze. In questo modo è possibile accedere, per sondare, la natura umana: fino a quando queste due polarità non saranno rivalutate nel loro complesso, un conflitto sarà presente.

Non esiste nero senza bianco, luce senza buio, giorno senza notte, maschile senza femminile, forza senza amore. Questo è Quince, fiore californiano, che delibera quando è necessaria la forza e l’irruenza maschile e quando è indispensabile lasciarsi andare alla vulnerabilità del cambiamento.

Per consulenze personalizzate, non esitare a contattarmi.

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Indian Pink e la fermezza mentale

“Calma e sangue freddo!” indica un concetto mentale: vorrebbe dire “fermati e ragiona!” Il sangue caldo, il sangue che va alla testa, non fa ragionare, ma delirare. La calma invece, rappresenta quel momento interiore in cui è necessario fermarsi perché, correre o muoversi in qualsiasi direzione sarebbe deleterio, inutile e, molto probabilmente, controproducente.

Il rimedio californiano Indian Pink (Silene californica) è davvero eccezionale per mantenere la calma interiore, ripristinare stabilità mentale e prendere decisioni. Non è il rimedio che aiuta a prendere decisioni, è il rimedio che aiuta a mettere in fila le cose, a dare priorità assolute (le vere priorità sono sempre una, al massimo due e, anche tra queste, ci sono elementi prioritari).

Indian Pink è utile per chi lavora in contesti particolarmente dinamici all’interno dei quali ci sono molte situazioni, o ci si trova in circostanze con diversi elementi da coordinare: utilissimo per chi lavora nella grande distribuzione, per imprenditori che hanno più situazioni da amministrare, risolvere e farlo in tempi brevi, per coordinatori che organizzano varie forme di attività, per madri con figli, casa e lavoro da dirigere.

Il rimedio Indian Pink, nonostante lo stress, focalizza il pensiero e la determinazione mettendo in fila situazioni, persone, attività, una dopo l’altra: si staglia nella mente una naturale suddivisione delle parti, delle circostanze, facendo spontaneamente prevalere quelle prioritarie e lasciando in secondo piano le secondarie; è una sorta di piacevole preludio per evitare situazioni di Burn Out risolvibili con Aloe Vera, rimedio californiano.

Indian Pink è il rimedio adatto a tutti coloro che hanno una predisposizione – o si trovano costretti – a fare più cose in una volta sola: aiuta ad indirizzare le energie mentali, oltre che le attività e i servigi, là dove servono veramente.

Provate per credere.

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Fiori di Bach e fiori Californiani: personalità presente e personalità permanente

Perché i fiori di Bach sono così “lenti”? – spesso mi viene chiesto – e perché altri tipi di rimedi floreali sono invece più “veloci” e li “sento subito”?

Oggi voglio rispondere a queste domande. Tanto per iniziare il punto non è che i fiori sono più “lenti” o “veloci”, ma siamo noi ad essere più o meno cristallizzati dentro a situazioni personali: la cocciutaggine, un orgoglio eccessivo, egocentrismo, convinzione di poter dominare il mondo, credenze, scegliere di vivere la propria vita crogiolandosi tra gelosie, invidie, sotterfugi, ipocrisie, senso del dominio. Dare la colpa a velocità e lentezza di un Fiore è, come al solito, non prendere in mano la responsabilità della propria vita continuando a colpevolizzare qualcosa all’esterno di sé quando il problema è all’interno.

Non sono i fiori ad essere lenti o veloci, siamo noi ad esserlo, interiormente.

E sulla velocità e lentezza interiori, apriamo un piccolo capitolo.

Perché siamo più o meno ricettivi rispetto ad un rimedio floreale? Questa è la vera domanda. Perché siamo composti di più parti: non esiste solo un ego o la propria mente raziocinante e schematizzata in cui ci si identifica, ma esiste, in ognuno di noi, una personalità presente ed una permanente.

Colui che ho considerato il mio nonno spirituale, Stylianos Atteshlis chiamato anche Daskalos dai propri allievi, guaritore spirituale e ricercatore della Verità, insegna che ognuno di noi è composto da una personalità presente ed una permanente.

La personalità presente altro non è che un nome ed un cognome, un Io, la somma dei cinque sensi, un essere umano che dovrebbe imparare a coltivare umiltà, umanità, buon senso – in contrapposizione della tentazione di vivere aspetti umani che riguardano corruzione, ipocrisia, egoismo, sete di potere, disumanità e disumanizzazione (Dio non c’entra nulla con le cattiverie e le ingiustizie del mondo: esse sono parte degli aspetti umani di individui che accettano di vivere in questo modo).

La personalità permanente è la parte attiva ed espressiva dell’Anima che ha memoria di se stessa, conosce il suo obiettivo di Vita, è saggia, danza con il proprio destino in assenza di elucubrazione alcuna.

A questo punto diventa chiaro su quale aspetto della personalità i fiori di Bach e i fiori Californiani interagiscono (con qualche eccezione): essi interagiscono con la personalità presente di cui nessuno vuole assumersi la responsabilità. Quindi non sono i fiori ad essere “lenti”, è la personalità a voler rimanere aggrappata fedelmente e aggressivamente ai propri schemi anche quando essi si rivelano auto distruttivi.

L’orgoglio uccide non solo ferisce, l’ipocrisia ha gambe sempre più corte, il tentativo di separazione porta ad una unità che crea ponti indistruttibili, la sete di potere conduce alla fame del cuore e alla sua aridità, la mancanza di umanità porta all’isolamento o alla follia.

Non sono i Fiori ad essere lenti

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Come raggiungere la stabilità interiore: Scleranthus, il rimedio dell’equilibrio

E’ da tempo che rifletto su cosa scrivere del rimedio Scleranthus, fiore di Bach. Più vado avanti e più noto quali sono le innumerevoli possibilità di utilizzo di questo fiore. Quando parli di Scleranthus a qualcuno, subito questa persona dice: “Allora vuoi dire che sono sclerotica/o?” NO, assolutamente no, l’ultima cosa che mi verrebbe da dire ad una persona che ha bisogno di Scleranthus è che la motivazione vera sia dell’essere sclerotico!!

Lo sclerotico uno se lo immagina mezzo pazzo e che scatta in continuazione, un misto tra  un lunatico impazzito e uno senza controllo alcuno su se stesso. No, Scleranthus non lavora esattamente in questi termini, anche se la radice del termine stesso riporta al verbo “sclerare” (uscire fuori di senno, sragionare). A me piace affermare e tranquillizzare le persone che Scleranthus invece lavora sull’equilibrio, nel senso stretto del termine. Equilibrio interiore, ma anche esteriore. Scleranthus è la scelta definitiva, quella del cuore e non quella della mente. Ciò che il cuore conosce, la mente presuppone. Così questo rimedio porta ad una decisionalità interiore pacifica e serena, ma convinta. E’ l’ago della bilancia che saggiamente cade là dove doveva cadere. Per questo affermo sempre con convinzione che Scleranthus è il rimedio dell’equilibrio, della stabilità. E’ una frequenza di cui tutti dovremmo fare uso una volta ogni tanto nell’arco della vita, in particolare in alcuni momenti di difficoltà. Purtroppo non lo si considera spesso come rimedio “riparatore” – passatemi il termine – nel senso che ci aiuta a decidere, a capire quale strada intraprendere e spesso semplicemente a prendere una certa decisione, scardinare un momento di stallo per fare ripartire un movimento (come si direbbe in termini di costellazioni famigliari).

La stessa segnatura della pianta, piccolissima, indica una continua deviazione di rametti che si dipartono dal ramo principale, di due in due, uno da una parte e uno dalla parte opposta.

La cosa più interessante che sto notando di questo rimedio sono le infinite possibilità di utilizzo. Ne elencherò qualcuna dandone spiegazione e motivazione.

  • Mal d’auto, mal di mare: le curve della strada così come le onde del mare rappresentano un continuo andirivieni che porta l’essere da destra a sinistra (nel caso della strada con le curve) e dall’alto in basso (nel caso delle maree) provocando sensazioni o eventi di voltastomaco. Utilizzando Scleranthus è possibile ripristinare questo equilibrio iniziando il trattamento per tempo prima di una partenza dove si sa di andare incontro a situazioni del genere. In brevissimo si recupererà dentro se stessi il giusto equilibrio interiore per affrontare curve e maree. Da continuare l’assunzione al bisogno. OTTIMO ANCHE PER I PET, gli animali domestici che non sopportano di viaggiare e stanno male tutte le volte. Come sopra, da assumere qualche ora prima del viaggio e, al bisogno, anche durante. (In diluizione in acqua).
  • Problemi fisici visibili: strabismo, occhi storti, deficit di due parti del corpo molto diverse come spalle, viso o altre situazioni di scompensazione fisica in cui visibilmente una parte differenzia molto dall’altra. Scleranthus ripristina innanzitutto un equilibrio interiore, poi fisico. Con questo non dico che siano da escludere operazioni chirurgiche ove necessario e questi suggerimenti circa il rimedio floreale non si vogliono assolutamente sostituire ad un intervento o ad un parere medico. Dico solo che ristabilendo, con il tempo – anche parecchio – un equilibrio interiore, il corpo potrebbe rispondere positivamente al nuovo atteggiamento di stabilità e armonia che il fiore rilascia con le sue frequenze e ristabilire un’armonia fisica, un equilibrio assolutamente visibili.
  • Bipolarismo: una volta ho avuto a che fare con una donna completamente bipolare. Provava tutti i medici, di tutti i tipi, floriterapeuti inlusi, poichè era consapevole del suo disagio. Per i medici non ho potuto esprimermi, ma come floriterapeuta l’unica cosa che mi saltò all’occhio era che le avevano dato un mucchio di rimedi per riequilibrare tutti gli scompensi caratteriali che aveva, tutti tranne uno, quello che rispecchiava perfettamente la sua reale condizione: SCLERANTHUS! Una persona bipolare è un esempio lampante di un atteggiamento Scleranthus in difficoltà (appositamente non voglio usare il termine “negativo”). E’ come avere dentro Dottor Jekill e Mr. Hide sempre. Bisognerà pur trovare un equilibrio tra i due, visto che esistono entrambi? Ed esistono per ognuno di noi, anche se non siamo dichiaratamente bipolari! Mr. Hide non può essere nascosto, può solo essere integrato. Tutto quello che cercavano di fare con questa persona era tentare di uccidere Mr. Hide, la parte scomoda della persona, ma era la parte che diceva sempre la verità delle cose, era la parte più cosciente di sè, più consapevole di ciò che le accadeva attorno e nel mondo, la parte scomoda che nessuno voleva sentire nè vedere. Dottor Jekill era ciò che GLI ALTRI avrebbero voluto che fosse sempre: un prototipo perfetto. Di madre, di moglie, di impiegata. Lei non ci stava dentro. Non ho mai conosciuto una persona più lucida e vera, temeraria e menefreghista allo stesso tempo come un bambino che si prepara ad una nuova avventura. Ma il mondo questo non lo accetta e per alleviare il disagio in situazioni del genere suggerisco approcciare con Scleranthus per il maggior tempo possibile, sempre in diluizione in acqua.

Così, in momenti di indecisione, di difficoltà nel gestire certe parti di noi, in momenti in cui dobbiamo essere fermi e in equilibrio come un funambolo su una fune di acciaio a Scleranthus_annuuscentinaia di metri o pochi centimetri da terra, suggerisco di fare un passaggio con Scleranthus, questo fiore che suggerisce al cuore di prendere una decisione con la massima tranquillità e fiducia che quella è la decisione o la posizione migliore che si possa prendere in un dato momento della vita. Togliersi dall’imbarazzo dello stallo, dalla procrastinazione e mettersi nel fare. Spesso i disordini di stomaco (ad esempio quando si va in auto e si ha il mal da’auto) sono problemi legati a schemi mentali che non riusciamo a rompere o a trasformare, per questo ci danno da fare, ci fanno persino … vomitare.

Come sempre, suggerisco di provare personalmente il rimedio. Come sapete non esistono contro indicazioni.