Interessante o Interessato ?

La lusinga dell’interessamento non di rado porta a prendere strade che spesso non corrispondono al vero benessere destinato all’individuo: si cede all’ego sottostimato o alla carenza di affetti davanti a parole o gesti immediati di elogio e carinerie. Qualcuno è interessato alla nostra persona, ma è d’altro canto davvero interessante?

Non è facile capire realmente da cosa si sia attratti: le dimostrazioni di “amore immediato”, il ricevere “tutto e subito” nel nome della “fiducia” sono esche molto ambite. Alcuni gioielli però, risiedono nel profondo, oltre alle parole, oltre a gesti impressionanti, oltre al compiacimento, al love bombing. Alcuni gioielli sono rari e spesso non ci si sente all’altezza di indossarli: nel mondo delle relazioni alcuni sono interessamenti a senso unico e si finisce che una delle parti sceglie di adeguarsi senza sentirsi veramente o profondamente attratto.

L’abitudine ad elemosinare calore affettivo conduce a un livello mediocre la personalità, che tenderebbe piuttosto al meglio per se stessa, per natura, per evoluzione. Come evitare di cedere a dimostrazioni ed elogi da parte di qualcuno di interessato alla nostra persona, ma non davvero interessante per se stessi?

Sentire. Ascoltare. Nonostante i gesti o le parole, ci si sente al sicuro? Il sistema nervoso è tranquillo, la mente calma? O si sragiona, i pensieri sono fuori controllo? Si vive un senso di stabilità al fianco a questa persona o di instabilità, di confusione? I messaggi e le azioni sono coerenti o si annullano dimostrando il contrario e gli opposti di volta in volta? Ci si sente confusi o tranquilli, a proprio agio o in pericolo? Ci si adegua e converte a ciò che viene mostrato e detto anche quando non lo si condivide fino in fondo? Si ha una vera attrazione, anche fisica, oppure no, ma si cede a lusinghe perché “così va fatto” o così “non si fa brutta figura” o, ancora, così non resto solo/a?

L’adeguamento o l’interessamento a senso unico e l’assenza di una sana condivisione egualitaria reciproca, difficilmente portano ad un rapporto sano. Quando questa dinamica la si riconosce, si può decidere di cambiare direzione: nessuno è obbligato a stare dove non si trova bene.

Così, scegliendo per se stessi, si sceglie anche per il proprio destino: dove stare – e con chi – e dove non stare. Domandarsi se si è realmente interessati a qualcuno o se l’interessamento di qualcuno ha convinti a restare anche quando le condizioni non sono esattamente favorevoli, o piacevoli.

Be aware of your choice.

Siate consapevoli delle vostre scelte.

Fiori consigliati:

Cerato fiore di Bach, per credere in modo indiscusso al proprio sentire.

Buttercup fiore californiano: per ripristinare il senso di autostima nei confronti di se stessi.

Echinacea fiore californiano: per ricostruire un’identità spezzata.

Take it
Take it back
All the doubt and the lack
And that knocking sense
Of insecurity

Guarire il passato: l’incredibile lavoro di Evening Primrose e Saguaro, fiori californiani

Quando il mix di fiori californiani è particolarmente azzeccato e la persona predisposta ad un cambiamento profondo, l’azione di alcuni fiori californiani agisce ad un livello profondo manifestandosi tramite sogni che parlano davvero chiaro: una modalità che ha il subconscio di comunicare eventi e fatti accaduti che non sono stati esattamente – o per niente – elaborati dalla coscienza.

La miscela perfetta data dai fiori californiani Evening Primrose e Saguaro ha un effetto quasi paragonabile ad un incontro di Costellazioni Famigliari: Evening Primrose agisce su tutte le impressioni ricevute nell’utero materno e nei primissimi mesi di vita; Saguaro riconnette a ciò che è stata una linea famigliare che si è svolta per molto tempo, affinché venga riconosciuta e onorata.

Saguaro permette di contattare schemi famigliari che si sono protratti nel tempo, atteggiamenti ancestrali che dai nostri avi, anche tramite un discorso genetico, si sono instaurati nella nostra vita: alcuni modi di fare però e ad un certo punto, non risultano essere più consoni ad un cambiamento interiore e Saguaro aiuta a riconoscere che il passato degli antenati è passato, ma va visto e riconosciuto, consacrato, per poter essere lasciato andare. Saguaro mostra chi ha varcato la soglia e chi, ancora oggi e nonostante il passaggio del tempo, teniamo legato a noi sebbene la soglia sia stata oltrepassata. Questo attaccamento non è sano per entrambe le parti: ai vivi non permette di vivere pienamente e ai morti non permette di procedere nella propria evoluzione oltre al velo. Saguaro mostra chi abbiamo lasciato andare e chi no, dispiega i suoi petali affinché venga riconosciuto come sacro sia il passaggio che l’esistenza di chi ci ha preceduto per concedere a noi stessi e alla nostra di vita di continuare, piena di Vita!

Evening Primrose svolge un ruolo fondamentale per sciogliere impressioni ed eventi rimati impressi nell’utero materno, non solo da parte di nostra madre, ma anche nel proprio. Riconoscere un feto mai nato, un aborto, dare un nome a figli mai nati, significa riconoscere un’anima che ha fatto un breve percorso terreno nella nostra vita incarnandosi, anche se per poco tempo – o il tempo necessario. Il riconoscimento di bambini mai nati riporta, ad un livello famigliare e cioè su tutti i membri della famiglia, un ordine preciso, un riassestamento energetico che sblocca situazioni stagnanti e ripetitive. In questo modo la vita vera può procedere.

La combinazione di questi due fiori californiani agisce non solo sulla persona che li assume ma, su un piano esistenziale, si muove sia sulle generazioni passate che su quelle future – figli, nipoti.

Un lavoro energetico famigliare sorprendete quello di Saguaro e Evening Primrose abbinati insieme: lo consiglio per chi intende iniziare a risolvere dinamiche personali e famigliari di cui spesso non se ne conosce l’origine perché radicate in un passato lontano. Ma è da lì, dalle proprie origini, che hanno sede e risposta molte dinamiche.

Portiamo nel Cuore profonda e infinita riconoscenza verso la matrice da cui si proviene, i nostri avi: essi ci hanno donato la Vita, se esistiamo è grazie a loro.

Chakra e Rimedi Floreali: why not?

Venti anni fa ho iniziato un percorso personale con Ricercatori di Verità, insegnanti di meditazione e di crescita personale; qualche anno più tardi ero ad un bivio nella mia vita, una spaccatura tra lo studio dell’Ayurveda e lo studio della Floriterapia. Scelsi la seconda opzione. Durante un corso a Bologna sui fiori Californiani, quell’anno venne una nevicata straordinaria che non mi permise di raggiungere Bologna per finire l’ultima sessione del corso e avere il diploma cui tanto ambivo.

Dopo quell’accadimento non mi sono arresa e ho avuto l’onore e la fortuna di frequentare altri corsi con personalità di altissimo livello in ambito di floriterapico: Julian Barnard detentore della casa di Bach e del suo sito nel Galles, il Dottor Orozco, i medici Athul e Rupa Shah per i rimedi Himalayani. Un grande privilegio.

Nel corso di quegli anni di pratica e di studi, l’idea di unire queste conoscenze che andavano dalla Floriterapia alla conoscenza – e coscienza – di se stessi tramite l’approfondimento del sistema Chakra, andava sempre più crescendo e manifestandosi, tanto da iniziare a scrivere un testo che avrebbe preso circa quindici anni della mia vita, unendo a queste due materie anche concetti fondamentali di Metamedicina.

Solo quest’anno, nel 2025 e dopo il giusto allineamento planetario che mi ha permesso di trovare un’editore che ho apprezzato molto, una correttrice di bozze che porta il mio stesso nome e dalla caparbietà molto simile, un editor di immagini davvero perspicace, è uscito il tomo e manuale – perché di un manuale si tratta – di oltre cinquecento pagine di esperienze di vita e ricerca che ho voluto condividere. Magari anche soluzioni efficaci.

Sperando possa essere di gradimento, perché non pensare ad un regalo di Natale diverso dal solito, con argomenti che toccano spiritualità e praticità di vita con metodi risolutivi tramite l’uso delle frequenze dei Fiori?

Il testo si divide nella descrizione dei 7 Chakra all’interno dei quali c’è un ulteriore suddivisione tra la parte fisica governata da ogni chakra e la parte esistenziale: ogni chakra racchiude schemi di vita, situazioni di vita. E per ogni chakra ed ognuna di queste due realtà, fisica ed esistenziale, il libro offre più soluzioni tramite l’uso dei rimedi floreali (fiori di Bach, Californiani e Himalayani) ancora una volta rivolti sia ad una parte fisica dell’individuo, che esistenziale come possibile soluzione di temi che coinvolgono la vita ordinaria di oguno.

Mi auguro possiate avere voglia di accedere a questo testo con curiosità e il desiderio di acquisire nuove informazioni in merito e grazie a ciò che il Dottor Bach disse molto tempo fa e senza il quale anche questo libro non sarebbe forse potuto esistere:

Guarisci te stesso

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, che esplora il sistema dei Chakra e i rimedi floreali, con un'immagine centrale di un fiore.

Quando l’ego è utile – anche alla collettività

Per decenni con l’arrivo delle pratiche orientali e grazie ad un mix di buonismi religiosi e perbenismo nutrito dal quieto vivere, l’ego è stato demonizzato e spodestato dal proprio trono e cacciato nei meandri di uno stanzino buio con pareti di gommapiuma.

Un errore enorme.

L’identità di un individuo è data dall’ego che rappresenta la casa della personalità. In assenza di ego o di un ego sottostimato l’individuo è alla mercè di chiunque e l’assenza di un’identità stabile e forte fornisce, a chi ci si trova di fronte, la possibilità di “occupare” quella casa, approfittare della persona.

L’individualismo è utile alla persona nel momento in cui serve innanzitutto se stesso, il proprio benessere, utile per le migliorie personali, per autodifesa, per potersi affermare nel mondo.

La confusione nasce nel momento in cui un ego sottostimato decide di farsi forte a discapito di altri o sulla pelle degli altri: questo non è un ego sano e la differenza è sostanziale.

Un ego sano è per se stesso e poi per gli altri, al servizio. Un ego sano permette all’individuo di passare dalla propria unicità al cuore, un’identità collettiva, e a quel punto il cuore è salvo dall’invidia, dalla rabbia, dalla disperazione di elemosinare.

L’ego sano è portatore di dignità, fierezza, meritevolezza – il dizionario non ha riconosciuto il termine e lo ha dato come “errore” da correggere. L’ho aggiunto al dizionario. Questo significa che il diritto di ricevere dalla vita non è un termine conosciuto, non per tutti almeno, forse per pochi. Questi elementi e frequenze sono i componenti di un ego stabile, sano per l’individuo e la collettività, senza supremazia, da condividere, insegnare, spiegare, motivare.

L’alternativa è vivere di reazioni istintuali dettate da una carenza di queste tre frequenze, segnate da una sottostima mai veramente riconosciuta ed elaborata.

Echinacea fiore californiano per ricostituire un’ identità spezzata.

Centaury fiore di Bach per redimersi dalla disistima di sé.

Buttercup fiore californiano per ripristinare il senso di meritevolezza.

Heather fiore di Bach per sentirsi visti e considerati senza la necessità di dover sopraffare gli altri.

Ognuno è unico.

Valorizziamo una sana unicità per creare una sana collettività.

Insegnamenti di Floriterapia

Consulenze

Holly e la compassione verso se stessi

L’unico modo per superare il giudizio verso i propri “errori” – o esperienze necessarie“, è quello di perdonare se stessi e la propria parte di responsabilità, tramite la compassione. Come si fa?

Immergere una situazione di disagio nella profondità della compassione al centro del proprio cuore. Per ripristinare la morbidezza – al posto della durezza – , la comprensione al posto del giudizio, l’accoglienza al posto della repulsione.

Mantenendo l’atteggiamento contrario di repulsione e durezza, nulla si muove, tutto si irrigidisce ed ogni cosa si fa più complicata.

Il potere trasformativo di Holly è immediatamente efficace: potrei dire che in un paio di settimane, per chi si sa ascoltare, i suoi effetti hanno già lavorato sulla rigidità del cuore, sulle sue paure, sui sui meccanismi di difesa.

Il cuore vero, Anahata, la parte più profonda, il nucleo “non colpito”, sede di compassione, inclusione, verità saggia, resta integro: solo la superficie è stata intaccata e il cuore, per il potenziale che ha, ha anche la capacità di rimarginarsi. Holly ne fa da collante, ristrutturando le pareti della casa dell’Anima.

L’atteggiamento cambia, è propenso all’apertura, al rischio del salto nel vuoto nel non sapere se, reagendo in modo diverso rispetto a tutte le volte precedenti, potrà non essere ulteriormente ferito, o se sarà stato un tentativo vano.

Tentativo e rischio che valgono la pena di essere presi in carico, perché le risposte del mondo esterno quando il cuore è in ri-apertura sono davvero meravigliose, sino alla commozione.

Il fastidio e la polemica si traducono e si perdono in un punto di vista che vede tutto attraverso un’altra lente: un livello di consapevolezza un attimo diverso, che porta gioia nella lucidità del momento, l’accettazione del paradosso come la scena di un film di sarcastico humor inglese.

Questa è la prima fase dell’effetto di Holly sul cuore.

Consulenze e corsi di formazione in Floriterapia di Bach, Californiani, Himalayani, il sistema dei Chakra abbinato ai rimedi floreali.

Rimedi Floreali per la menopausa

Durante il periodo della premenopausa e della menopausa, la donna vive un profondo cambiamento interiore psichico e fisico. Gli ormoni si muovono per adeguarsi ad un nuovo ciclo vitale, preparandosi all’assenza del ciclo mestruale e di tutto quello che questa assenza comporta.

Gli sbalzi umorali possono essere all’ordine del giorno, così come le mutazioni interne del corpo che tenta di ristabilire un nuovo equilibrio; questo nuovo equilibrio è fondamentale e, prima lo si accoglie, prima gli eventuali disagi scompaiono. L’irrisolto con il proprio femminile interiore è alla base di spiacevoli atteggiamenti che tendono a ripudiare questo importante passaggio di vita, il risultato di tutte le esperienze che il ciclo mestruale ha portato nel corso degli anni. Se il ciclo mestruale è stato vissuto in modo invece naturale e senza sofferenze, sia umorali che fisiche, allora questo passaggio sarà accolto e compreso.

Innumerevoli sono i cambiamenti che la vita ci riserva e ci richiede, ma il momento del passaggio da donna a saggia, spesse volte è accompagnato da un ulteriore momento esistenziale che vede la donna affrontare questioni a volte fisiche relative a patologie, a volte ulteriormente esistenziali di confronto: cambiamenti che richiedono una ulteriore attenzione e centratura su se stesse, apprezzamento e amorevolezza. Per questo motivo l’uso di alcuni rimedi floreali può risultare particolarmente interessante. I Rimedi Floreali utili per accogliere questo momento sono dati dalla miscela dei Fiori:

Walnut – fiore di Bach – importante aiutante durante questa fase di passaggio; ha il compito di “proteggere” l’individuo da false credenze, dicerie, influenze esterne che possono condurre la donna a immaginare che la menopausa sia qualcosa di sconcertante o disturbante, aiutando a mantenere la centratura su di sè.

Scleranthus – fiore di Bach – attenua e ristabilisce l’equilibrio sia umorale che ormonale, ristabilendo una naturale armonizzazione tra alti e bassi, tra smottamenti interiori fisici e psichici, tra cui le ben note “vampate” di calore (che peraltro non tutte hanno).

Black Cohosh – fiore californiano – riduce la condizione di inadeguatezza verso situazioni che vengono vissute come minacciose per la donna e i suoi rapporti sociali, tendendo a ripudiare ulteriormente una nuova condizione fisica e psicologica. Questo ultimo è un rimedio fondamentale.

Ulteriori fiori in aggiunta possono essere:

Buttercup – fiore californiano – per ripristinare una sana autostima e dignità di se stesse.

Echinacea – fiore californiano – utile qualora l’integrità dell’essere e dell’individuo si sia sentita in un qualche modo disintegrata, data anche da frustrazioni del momento.

Per ogni rimedio floreale servono 2 o 4 gocce diluite in acqua all’interno di un flaconcino con pipetta; assumere più volte al giorno per due o tre mesi o più, al bisogno.

La menopausa rappresenta l’entrata della donna in una nuova fase di vita, tutta da scoprire, da sentire, da vivere: si tratta di un momento in cui si diventa creatrici, maghe, sagge, una fase dell’esistenza fondamentale per costruire o ricostruire se stesse e la propria vita.

Questa fase di passaggio rappresenta un portale: un’opportunità di eccezionale importanza per avvicinare le donne alle donne, le figlie alle madri, per condividere il femminile nel suo più ampio spettro di una vita in parte già vissuta, in parte completamente nuova e di scoperta.

Approfittate di questa condizione per riscoprire un nuovo sacro femminile. Rimanere nella propria identità e autonomia femminile è importante per rispettare se stesse e farsi rispettare.

Per consulenze individuali e corsi sia di gruppo che personali in merito alla floriterapia, potete visitare le pagine: consulenze individuali e corsi di formazione.

Uscire da false credenze – e da antichi schemi famigliari: dall’ego al cuore

Il passaggio da un atteggiamento legato all’ego ad un atteggiamento legato al chakra del cuore, è un passaggio che richiede pazienza e osservazione di sé: l’ego è capriccioso e ama avere il controllo delle situazioni, ma soprattutto ha un proprio punto di vista, specifico e “assoldato”, determinato da una condizione legata a falsi miti del tipo: “si è sempre fatto così” o “è sempre stato così”. Rimanere ancorati e aggrappati a questa condizione porta a rabbia e sofferenza, a lontananza da chi si ama e da ciò che si ama, porta a confusione personale.

Il passaggio dall’ego al cuore comporta un cambio di prospettiva, di punto di vista, di paradigma mentale. L’ego vuole avere tutte le ragioni, è capriccioso e si sente privato di qualcosa nel momento in cui “crede” di non essere visto, osservato, preso in considerazione. Il “ragionamento” del cuore invece è differente: esso cambia prospettiva, si mette nei panni dell’altro e osserva in modo differente; vede la prospettiva altrui e non solo la propria, riesce a surclassare l’egoismo per entrare in una forma di compassione che considera la vita altrui e non solo la propria.

Quando l’attenzione si rivolge per un momento all’altro, molti muri crollano riportando ad una pace interiore nella personalità dell’individuo e nei confronti delle proprie relazioni personali.

Come attuare questo cambio interiore?

La pratica di interagire con il proprio Cuore è il primo passo: gratitudine e compassione verso se stessi – mano sul cuore – e nei confronti del proprio albero genealogico e genetico; spesso si è reduci di antichi atteggiamenti legati alla famiglia ma di cui è possibile sciogliere il legame anche grazie all’utilizzo di alcuni rimedi floreali californiani.

Purple Monkeyflower aiuta in questo cambio di paradigma, aiuta ad uscire da un circolo vizioso legato a “è sempre stato così”, in concomitanza con i rimedi californiani che presiedono alle matrici famigliari: Baby Blue Eyes – legato alla figura paterna e a tutte le sue dinamiche inerenti – e a Mariposa Lily – legato alla figura materna (evitare di assumerli in contemporanea!).

Nei casi più cronici consiglio l’abbinamento con il rimedio di Bach Rock Water là dove la difficoltà e radicamento mentale di un cambio di paradigma è particolarmente solidificato. Ma per chi è abituato a cambiare di frequente schemi mentali o per chi ha una mente già flessibile, questo fiore può essere evitato.

Il cambio di paradigma non comporta solo un avanzamento da un punto di vista mentale, dall’ego al cuore, ma anche da un cambio di visione e interpretazione della propria condizione: dall’io all’altro. A quel punto l’ego viene messo a tacere insieme ai propri egoismi, ai propri soli e unici punti di vista, la rabbia riassorbita e trasformata in comprensione, sostenendo l’individuo nelle proprie scelte personali.

Come cita Ben Harper nella sua canzone “With My Own Two Hands“, utilizzate quelle due mani sul cuore per portare dentro voi stessi la gratitudine, la riconoscenza esatta e la compassione verso le vostre cellule e la vostra Vita, verso quegli aspetti dissonanti e disordinati, affinché avvenga un “I Rise“, un’ascesa, una risalita, una elevazione spirituale che allontana dalla sofferenza personale per dirigersi verso un’accoglienza collettiva.

Una mano sul cuore rappresenta impegno di onestà e dedizione verso se stessi.

La pratica è fondamentale, essenziale.

Ignavia: rimedi floreali per affrontarla

La mancanza di forza morale, la codardia e la viltà unita ad egoismo sono sinonimi di ignavia. Dante considerava gli ignavi persone incapaci di fare scelte e prendere decisioni pur agendo in modo arrogante nei confronti del prossimo e per questo li disprezzava, facendoli finire nell’Antinferno, il Vestibolo dantesco, un luogo in cui queste anime non si schierano né con il bene, né con il male.

Il vestibolo è un ambiente di passaggio tra l’interno e l’esterno prima di raggiungere un luogo o una stanza, si tratta di un’anticamera, l’anticamera per l’Inferno secondo Dante. Questo luogo di passaggio è anche un luogo di attesa sospesa in cui nulla avviene. E questo rappresenta esattamente la personalità che vive di ignavia, di accidia: apparentemente in movimento, ma fermo interiormente, un atteggiamento che tiene l’individuo sotto uno scacco di immobilità e immoralità interiore, di frequenti cambi di opinione nel corso di pochi istanti dall’aver affermato prima una cosa e subito dopo il suo esatto contrario.

L’ignavo non ama le responsabilità poiché il suo essere non è in grado di prendere posizioni, di conseguenza appare come una figura responsabile solo quando riesce a gettare la sua accidia sugli altri, insinuando sensi di colpa o di responsabilità mancata.

Questa personalità ha la caratteristica di riuscire a far trasalire il prossimo quando viene preso di mira, in particolare quando punta a coloro per i quali intimamente ammira ciò che non è in grado di essere: una personalità integra e moralmente stabile. La diffamazione è la sua arma per annebbiare o accecare, ma completamente instabile nel prendere una posizione di coerenza verso questi atti, dovendosi infatti appoggiare a qualcuno per essere sorretto dalle proprie inattività e scorrettezze interiori.

Essere vittima di ignavia è facile, in particolare per chi ha una moralità estesa e di spessore e non comprende nell’immediato le dinamiche dell’accidia. Per questo il senso di ingiustizia serpeggiata nei meandri di coloro che si attendono invece a regole morali superiori, al contrario di vivere nel tedio e nell’indifferenza verso il prossimo, stile di vita dell’ignavo che ama estendere zizzania con le sole parole. Arrivando a comprendere queste dinamiche è possibile uscire da una fitta ragnatela creata con minuzia di particolari basata sulla in-veridicità di situazioni, sull’irresponsabilità e sulla mancanza di una presa di posizione.

Come uscire dalla morsa dell’ignavo nel momento in cui ha preso potere su un individuo? Saranno utili alcuni rimedi floreali californiani come Buttercup per risollevare la stima verso se stessi e non cadere nell’afflizione di colui che manca di qualcosa; sarà di grande supporto un rimedio come Echinacea per riportare la propria integrità ad un livello superiore e sarà necessario sfruttare l’aiuto del fiore di Bach Larch per ristabilire la profonda fiducia in se stessi senza che resti intaccata da tentativi di malelingue che dissimulano l’individuo dal proprio potere interiore di riuscire a fare tutto quello che è necessario per la propria vita.

E quali rimedi per l’ignavo? Scleranthus fiore di Bach senza ombra di dubbio: attraverso ripetute somministrazioni affinché nasca nel profondo del suo animo quella presa di posizione definitiva, senza più oscillazioni, che lo possano condurre a decisioni esistenziali: Inferno o Paradiso.

Con amore, gratitudine e riconoscenza.

Fiori di Bach e fiori Californiani: personalità presente e personalità permanente

Perché i fiori di Bach sono così “lenti”? – spesso mi viene chiesto – e perché altri tipi di rimedi floreali sono invece più “veloci” e li “sento subito”?

Oggi voglio rispondere a queste domande. Tanto per iniziare il punto non è che i fiori sono più “lenti” o “veloci”, ma siamo noi ad essere più o meno cristallizzati dentro a situazioni personali: la cocciutaggine, un orgoglio eccessivo, egocentrismo, convinzione di poter dominare il mondo, credenze, scegliere di vivere la propria vita crogiolandosi tra gelosie, invidie, sotterfugi, ipocrisie, senso del dominio. Dare la colpa a velocità e lentezza di un Fiore è, come al solito, non prendere in mano la responsabilità della propria vita continuando a colpevolizzare qualcosa all’esterno di sé quando il problema è all’interno.

Non sono i fiori ad essere lenti o veloci, siamo noi ad esserlo, interiormente.

E sulla velocità e lentezza interiori, apriamo un piccolo capitolo.

Perché siamo più o meno ricettivi rispetto ad un rimedio floreale? Questa è la vera domanda. Perché siamo composti di più parti: non esiste solo un ego o la propria mente raziocinante e schematizzata in cui ci si identifica, ma esiste, in ognuno di noi, una personalità presente ed una permanente.

Colui che ho considerato il mio nonno spirituale, Stylianos Atteshlis chiamato anche Daskalos dai propri allievi, guaritore spirituale e ricercatore della Verità, insegna che ognuno di noi è composto da una personalità presente ed una permanente.

La personalità presente altro non è che un nome ed un cognome, un Io, la somma dei cinque sensi, un essere umano che dovrebbe imparare a coltivare umiltà, umanità, buon senso – in contrapposizione della tentazione di vivere aspetti umani che riguardano corruzione, ipocrisia, egoismo, sete di potere, disumanità e disumanizzazione (Dio non c’entra nulla con le cattiverie e le ingiustizie del mondo: esse sono parte degli aspetti umani di individui che accettano di vivere in questo modo).

La personalità permanente è la parte attiva ed espressiva dell’Anima che ha memoria di se stessa, conosce il suo obiettivo di Vita, è saggia, danza con il proprio destino in assenza di elucubrazione alcuna.

A questo punto diventa chiaro su quale aspetto della personalità i fiori di Bach e i fiori Californiani interagiscono (con qualche eccezione): essi interagiscono con la personalità presente di cui nessuno vuole assumersi la responsabilità. Quindi non sono i fiori ad essere “lenti”, è la personalità a voler rimanere aggrappata fedelmente e aggressivamente ai propri schemi anche quando essi si rivelano auto distruttivi.

L’orgoglio uccide non solo ferisce, l’ipocrisia ha gambe sempre più corte, il tentativo di separazione porta ad una unità che crea ponti indistruttibili, la sete di potere conduce alla fame del cuore e alla sua aridità, la mancanza di umanità porta all’isolamento o alla follia.

Non sono i Fiori ad essere lenti

Se desideri un consulto puoi scrivere a : fioripergaia@gmail.com

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Il potere curativo delle piante

Vorrei fare un excursus storico di quella che è stata la farmacopea e l’uso delle erbe sino ad arrivare alla medicina vibrazionale della Floriterapia e cercare di comprendere come la Natura ha insita ogni forma di guarigione e di nutrimento. La prima forma di guarigione e di nutrimento proviene dal cibo: il corpo è sano se il cibo è sano; mai come di questi tempi, tra allergie e sindromi varie, la Natura ci sta comunicando quanto sia fondamentale nutrirsi adeguatamente. Il cibo è fonte di vita e di guarigione e i pericoli attuali non stanno nel cibo di per sè ma nel modo in cui questo e il suolo siano stati mal-trattati negli ultimi cinquant’anni, incuranti del fatto che fossero due elementi sinergici l’uno con l’altro. Se la terra è inquinata, produce cibo inquinato. Trattamenti chimici su frutta e verdura sono tutt’altro che sani e non è più vero che cibarsi con frutta e verdura fa bene alla salute. Per la maggior parte delle volte ci nutriamo di veleni ma non lo sappiamo.

A cibo

Dal mondo del cibo fanno parte le erbe aromatiche così come le spezie che da millenni gli antichi usavano già come metodo di guarigione. Oggi si riscoprono al microscopio le proprietà di alcune spezie (o erbe) che vengono utilizzate per scopi di guarigione di malattie anche gravi. Possiamo dedurre che il mondo della “farmacia” deriva dallo studio della farmacopea in cui gASWAN 05ià si conoscevano le proprietà e i principi attivi di alcune sostanze della natura, le quali sono poi state “copiate” (passatemi il termine) in laboratorio, cioè in forma sintetica. Qual’è la differenza tra un principio naturale ed uno sintetico? Che il primo possiede un’essenza vitale, mentre i secondi sono sterili, privi di vita. E curare qualcosa di vivo con qualcosa di morto diventa improbabile se non, a volte, controproducente o addirittura dannoso. Infatti il termine “anti biotico” significa anti vita. La scienza recente ha scardinato le vere conoscenze che si avevano sulla natura facendole passare per eresia. Così, scienze esatte come l’astrologia, la numerologia, la farmacopea sono state appositamente ridicolizzate per lasciare spazio a luoghi comuni per l’opinione pubblica. E l’opinione pubblica si è lasciata imboccare da finte verità e preconcetti.

Il cibo sano per un corpo sano e l’uso delle erbe come terapia funzionale, sempre affidandosi ad un ottimo erborista/farmacista assolutamente competente dell’ambito: le improvvisazioni possono essere dannose e molto pericolose per la vita dell’individuo. Ad esempio:

Decotto: l’erba o pianta va messa in acqua fredda in un recipiente con coperchio e portata a ebollizione lasciandola sbollire per un tempo che va dai 5 minuti (fiori e foglie) a 10/20 minuti (radici e corteccia).

Infuso: si versa acqua calda sulle erbe messe in un recipiente – mai di metallo! Dopo un tempo di infusione che varia dai 5 ai 10 minuti si mescola e si filtra.

Macerato, tintura o oleoliti: le erbe vanno messe in acqua fredda – olio o vino o alcool, sempre a freddo – per un periodo che varia da un giorno a più settimane, in base al tipo di erba e liquido utilizzato. Ogni operazione va eseguita a freddo.A ncataplasma

Cataplasma: preparato di consistenza molle confezionato pestando piante fresche o cotte in acqua o al vapore; il prodotto va messo su una garza, tiepido o freddo e si applica sulla parte dolorante.

Semicupio:  è l’immersione del corpo o una parte di esso in soluzione acquosa miscelata con infuso o  decotto adeguato per un tempo di non oltre 20 minuti.

A semicupio bagno

Il semicupio è l’immersione del corpo fino all’altezza dei reni; il bagno completo è l’immersione del corpo fino al torace, e s c l u d e n d o la zona del cuore.

a-semicupio.jpg

“Escludendo la zona del cuore” significa che al tempo sapevo benissimo che l’organismo umano è una “macchina” biologica unica e non frammentata. Come può una parte di un intero essere considerata a se stante?

Per questo l’uso delle erbe era, per chi ne praticava l’uso terapeutico, una vera e propria scienza e al contempo era consapevole di dover tenere in considerazione anche la parte  emotiva e gli stati umorali dell’individuo. Emozioni e credenze hanno una propria forma, del tutto reale e tangibile: un’emozione può provocare una reazione del corpo come il rossore per la timidezza. Essa è tangibile. Così come una credenza può provocare la visione di cose inesistenti – la gelosia acceca e la sola idea che il partner tradisca potrebbe essere visto in ogni dove, anche se il fatto non esiste. O ancora: a volte si evita di dare cattive notizie ad una persona malata perchè, si sa, potrebbe aggravarsi la situazione fisica. Quindi il mentale (preoccupazioni) possono allora modificare il fisico. 

I guaritori sudamericani o siberiani sapevano su cosa andare a lavorare quando gli veniva presentata una persona malata. La parte fisica era pressoché secondaria. Questi guaritori curavano lo stato d’animo del paziente, i suoi pensieri, le sue preoccupazioni, la sua condizione emozionale. E se qualcuno moriva? La morte era semplicemente accettata come un fattore della vita. Non si procrastinava su un evento considerato inevitabile.

Bruce Lipton biologo cellulare americano, nel suo testo “La biologia delle credenze” spiega molto bene come la forza del pensiero possa modificare persino il DNA. Si tratta dei quello che hanno sempre fatto passare come qualcosa per dementi, il così detto effetto placebo. Il problema era che chi era convinto di prendere la medicina giusta pur ingerendo un semplice zuccherino, guariva realmente. Fu così tanto lo sgomento nel mondo scientifico che fu fatto passare per una roba da dementi, da creduloni. Tutt’altro. Quindi qualcosa di non tangibile può modificare il tangibile, ciò accade. Nel V secolo prima di Cristo Empedocle studiava l’atomo e affermava che il simile si conosce con il simile, cioè ogni elemento del reale si riconosce con una parte di noi che gli corrisponde e che le sensazioni derivano dagli “efflussi” che escono dalle cose e penetrano attraverso i pori dell’organismo. Le sensazioni … 

Oggi quegli “efflussi” li chiameremo frequenze. Quelle frequenze derivanti dalla natura e dalla sua più alta espressione, i fiori, che il Dott. Bach scoprì nei primi del novecento e riportò al mondo un’antica conoscenza: curare l’animo umano prima della malattia, per evitare la malattia. Conoscere se stessi e i propri “umori” per evitare che essi si possano trasformare in qualcosa che divora da dentro.

I coniugi Kaminski hanno poi proseguito il lavoro di Bach e ulteriormente i medici chirurghi indiani Rupa e Athul Shah si sono adoperati per produrre i rimedi himalayani che agiscono direttamente su organi specifici e tematiche specifiche relative ad ogni organo (esempio: ho un problema al fegato; il fegato presiede alla rabbia, così come al coraggio; lavorare sul fegato non significa quindi solo ripulire un organo  fondamentale e insostituibile, ma significa andare più a fondo, rimuovere la rabbia e riconoscere di essere arrabbiati … con chi? Con cosa? Perchè? Analisi della tematica)AUM

Questi sono stati i miei maestri – i fiori – i miei insegnanti provati sulla pelle dopo corsi e corsi con i più grandi (Julian Barnard, Gabriel Krause e il contatto con i Kaminski per i fiori californiani, il Dott. Orozco per l’uso topico dei rimedi floreali, la Dott.ssa Rupa e il Dott Athul Shah per i fiori himalayani, l’alchimista francese Patrice Partamian e non per ultimo a livello di importanza Cesare Mattei la cui storia e i cui lasciti sull’elettromeopatia  – Vero Vade-mecum – sono stati fonte di ispirazione circa la diluizione dei Rimedi floreali). Ecco, questa è stata la mia scuola e questa è la mia provenienza.

Così la scienza attuale ha screditato le vere e antiche pratiche, anzichè includerle nel suo sistema. Ma oggi il vaso di Pandora è stato scoperto e la verità ne è fuori uscita: la medicina moderna (o una buona percentuale di essa) mirava ai soli fini lucrosi sulla pelle dei malati praticando oltretutto la politica del terrore psicologico sui pazienti. Posso affermare questo perchè ne sono stata testimone e non per sentito dire.

Uso topico dei Rimedi Floreali

Eccoci a questo punto a specificare l’uso di alcuni rimedi floreali per un uso locale. In questo caso farei due distinzioni: uso topico fisico e uso topico per tematiche. Quando parlo di tematiche intendo riferirmi alle cause emotive che provocano un disagio fisico. Premetto anche che NON TUTTI i disagi fisici fanno parte di questa origine: è ovvio, mi pare, che se vado in vacanza a Chernobyl perchè la nuova serie tv è stata girata laggiù, bevo acqua radioattiva, vivo in ambienti fortemente inquinati o mangio cibo spazzatura per vent’anni (ma anche meno) non sarò esente da malattie anche mortali. Quindi, in questo caso le cause non sono da cercare nel mondo emotivo o di credenze di un individuo (anche se in realtà bisognerebbe comunque chiedersi il perchè di certe azioni).

Bene, passiamo alla pratica: quali fiori utilizzare e per quali scopi (le informazioni trattate hanno il solo scopo divulgativo e non possono sostituirsi in nessun caso a cure mediche tradizionali o al parere di un medico. Ci mancherebbe.)

FERITE DELLA PELLE, come rimarginarle nel minor tempo possibile. Diluite in un piccolo flacone di vetro da 30 ml con pipetta, due gocce dei seguenti Rimedi Floreali con acqua. Mettere a contatto con la parte lesa anche tramite una garza e ripete più volte al giorno, fino a completa soddisfazione.
  • Star of Bethlehm  utile per la cicatrizzazione
  • Rescue Remedy    rimedio “classico” di pronto soccorso, sempre utile. Miscela di più fiori di Bach che tolgono nell’immediato il trauma
  • Clematis                 riattiva la cute nella parte lesa
  • Crab Apple            pulisce e purifica da infezioni
  • Arnica (fiore Californiano)     specifico per il trauma, è un potente guaritore, più potente di Rescue Remedy
  • Self Heal (fiore Californiano) significa proprio auto – guarigione e questo è quello che fa
MICOSI DELLA PELLE O DELLE UNGHIE. La preparazione è identica a quella sopra elencata: due gocce di ogni rimedio diluite in acqua in un flacone da 30 ml. Mettere sulla parte interessata:
  • Crab Apple     come purificatore e anti parassitario
  • Chestnut Bud per interrompere il proliferare dei funghi e delle spore
  • Cherry Plum  per il controllo di funghi e spore, evita la prolificazione
  • Rescue Remedy + Arnica + Self Heal
IRRITAZIONI CUTANEE, stessa diluizione e modalità:
  • Beech    intolleranza al fastidio o al prurito
  • Crab Apple + Rescue Remedy
  • Star of Bethelehm per cicatrizzare e guarire
  • Vervain   irradiazione acuta del fastidio o del dolore
  • Agrimony  per il tormento
  • Arnica + Self Heal

Alcuni fiori Californiani esistono appositamente per curare nello specifico la parte fisica. Ecco di quali si tratta:

  • Chocolate Lily     problematiche legate all’intestino
  • Chamomile          problematiche legate allo stomaco
  • Dandelion            rigidità muscolare
  • Snapdragon         bruxismo
  • Fucsia                   sovrappeso

Fiori californianiInoltre, gli innumerevoli fiori Himalayani che lavorano proprio sui singoli organi e sulle tematiche ad essi relativi. Non li enuncio tutti perchè sono decine, ma sul sito come sopra AUM li potete trovare tutti. Oppure inviatemi una mail per info ulteriori.

Arrivati a questo punto la domanda sorge spontanea: ma veramente i fiori di Bach curano le malattie? Rispondo con una frase del Dott. Orozco che molto coraggiosamente  affermò durante un seminario: “I fiori di Bach possono prevenire le malattie”. Così come esattamente aveva compreso lo stesso Dott. Bach. Ristabilire un corretto stato d’animo e un sano equilibrio nella personalità … sì, aiuta a prevenire le malattie che sono una conseguenza e non la causa di un disordine interiore. Anzi, ne sono la manifestazione.

Provate per credere.