Per decenni con l’arrivo delle pratiche orientali e grazie ad un mix di buonismi religiosi e perbenismo nutrito dal quieto vivere, l’ego è stato demonizzato e spodestato dal proprio trono e cacciato nei meandri di uno stanzino buio con pareti di gommapiuma.
Un errore enorme.
L’identità di un individuo è data dall’ego che rappresenta la casa della personalità. In assenza di ego o di un ego sottostimato l’individuo è alla mercè di chiunque e l’assenza di un’identità stabile e forte fornisce, a chi ci si trova di fronte, la possibilità di “occupare” quella casa, approfittare della persona.
L’individualismo è utile alla persona nel momento in cui serve innanzitutto se stesso, il proprio benessere, utile per le migliorie personali, per autodifesa, per potersi affermare nel mondo.
La confusione nasce nel momento in cui un ego sottostimato decide di farsi forte a discapito di altri o sulla pelle degli altri: questo non è un ego sano e la differenza è sostanziale.
Un ego sano è per se stesso e poi per gli altri, al servizio. Un ego sano permette all’individuo di passare dalla propria unicità al cuore, un’identità collettiva, e a quel punto il cuore è salvo dall’invidia, dalla rabbia, dalla disperazione di elemosinare.
L’ego sano è portatore di dignità, fierezza, meritevolezza – il dizionario non ha riconosciuto il termine e lo ha dato come “errore” da correggere. L’ho aggiunto al dizionario. Questo significa che il diritto di ricevere dalla vita non è un termine conosciuto, non per tutti almeno, forse per pochi. Questi elementi e frequenze sono i componenti di un ego stabile, sano per l’individuo e la collettività, senza supremazia, da condividere, insegnare, spiegare, motivare.
L’alternativa è vivere di reazioni istintuali dettate da una carenza di queste tre frequenze, segnate da una sottostima mai veramente riconosciuta ed elaborata.
Echinacea fiore californiano per ricostituire un’ identità spezzata.
Centaury fiore di Bach per redimersi dalla disistima di sé.
Buttercup fiore californiano per ripristinare il senso di meritevolezza.
Heather fiore di Bach per sentirsi visti e considerati senza la necessità di dover sopraffare gli altri.
Ognuno è unico.
Valorizziamo una sana unicità per creare una sana collettività.
Quando? Quando possiamo considerarci liberi da vecchi schemi mentali, atteggiamenti inconsci – o più o meno consci – ma auto limitanti, comportamenti ormai inadeguati per una personalità emergente e predisposta al nuovo?
Siamo pronti al nuovo quando le situazioni quotidiane che abbiamo sempre tenuto sotto presunto controllo, peggiorano, crollano, si intensificano nel dolore, raggiungono lo scempio, si acutizzano fino a danneggiare o minacciare l’identità fisica, emotiva e mentale.
Nel paradosso dell’intelligenza emotiva, a volte l’unico modo per cambiare atteggiamento nei confronti di se stessi e della vita per raggiungere livelli migliorativi e più stabili, è necessario toccare il fondo sino al degrado, alla degenerazione, all’incompiuta azione – o pensiero – esasperato come spinta evolutiva per dire a se stessi: “adesso basta”.
Determinati comportamenti e forme pensiero sono stati sacro santi per decenni nell’esistenza di un individuo come punto fermo e di salvezza, di protezione, di difesa. Ma, raggiunto un determinato livello evolutivo della personalità – indipendentemente da un fattore cronologico legato all’età – queste modalità diventano non solo tossiche, ma distruttive. Riconoscere la faccia dell’esasperazione e della degenerazione in cui ci si trova coinvolti, è l’inizio della risalita.
Come uscirne? Identificare il proprio ruolo all’interno di una relazione o di una situazione, dargli un nome e, a livello archetipico – simbolico, ma assolutamente pratico e reale – capire che cosa ha comportato questo ruolo per se stessi nel corso degli anni, cosa lo ha preservato per molto tempo e cosa ora lo distrugge. Esempio: il ruolo di madre è spesso un ruolo manipolatorio. Il manipolatore vuole controllare e controllare significa avere un’idea di potere sulla vita degli altri. Si domina chi si ritiene inferiore o chi si sceglie essere più “debole” o con una personalità mitigante. La supremazia del soggetto manipolatore-controllore la fa da padrona sino a quando tale rapporto di dipendenza non diventa distruttivo per entrambe le parti. La sudditanza ne è la controparte, insieme alla dipendenza emotiva ed affettiva.
Come uscirne? Dipende da che ruolo si sta giocando.
Cherry Plum fiore di Bach abbinato a Chestnut Bud coadiuvano una trasformazione interiore in merito al controllo sugli altri per dare fine ad un’azione, un atteggiamento che si ripete da decenni e che al momento attuale potrebbe essere decisamente fuori luogo, degradante e involutivo.
Chicory fiore di Bach quando l’arte manipolatoria di sottomissione degli altri è prevalente, quando “non si lascia vivere” all’altro la propria vera esistenza e la si vuole controllare ad ogni costo per timore della perdita.
Spreading Phlox fiore californiano della gamma “Range of Light” per sintonizzarsi con la propria natura interiore e permettere alla personalità di allinearsi con ciò che risuona “simile”, adatto, connesso.
Buttercup fiore californiano quando l’autostima e la dignità si sono persi nei meandri della disistima di sé, spesso ad un livello non conscio, un atteggiamento che si è adattato alle esigenze o stili di vita tossici o malsani. Per ripristinare il proprio valore interiore.
Fairy Lantern fiore californiano per attuare un processo di crescita interiore, di sviluppo, di responsabilità verso la propria vita; rimedio utile quando il processo di crescita interiore è rimasto bloccato e legato ad una dipendenza di tipo infantile.
Ed infine Borage fiore californiano per dare coraggio al cuore di vivere queste trasformazioni con la giusta “leggerezza”, per superare un senso di appesantimento o di sconforto, di sfinimento per non essere stati “abbastanza” o per essersi resi conto “tardi” degli eventi. Borage incoraggia il cuore al cambiamento e quando il cuore è incoraggiato, anche la mente si allinea.
Questi rimedi floreali non vanno assunti tutti contemporaneamente perché sarebbe controproducente: va analizzata una situazione personale per individuarne l’urgenza, la priorità. Ogni situazione è a sè stante.
Quali chakra sono coinvolti in queste azioni di trasformazione? Il quinto chakra in merito ai ruoli (Vishuddha), il quarto chakra in merito alle dipendenze (Anahata), il terzo chakra (Manipura) in merito all’autostima, all’atteggiamento dell’Io, alla crescita della personalità – vedi “Chakra e Rimedi Floreali. Il sistema dei Chakra abbinato ai Rimedi Floreali“.
Il grado di sofferenza e insoddisfazione è indice di quanto un cambiamento interiore sia indispensabile. Attuatelo con coraggio questo cambiamento perché la vita è nelle vostre mani.
Durante il periodo della premenopausa e della menopausa, la donna vive un profondo cambiamento interiore psichico e fisico. Gli ormoni si muovono per adeguarsi ad un nuovo ciclo vitale, preparandosi all’assenza del ciclo mestruale e di tutto quello che questa assenza comporta.
Gli sbalzi umorali possono essere all’ordine del giorno, così come le mutazioni interne del corpo che tenta di ristabilire un nuovo equilibrio; questo nuovo equilibrio è fondamentale e, prima lo si accoglie, prima gli eventuali disagi scompaiono. L’irrisolto con il proprio femminile interiore è alla base di spiacevoli atteggiamenti che tendono a ripudiare questo importante passaggio di vita, il risultato di tutte le esperienze che il ciclo mestruale ha portato nel corso degli anni. Se il ciclo mestruale è stato vissuto in modo invece naturale e senza sofferenze, sia umorali che fisiche, allora questo passaggio sarà accolto e compreso.
Innumerevoli sono i cambiamenti che la vita ci riserva e ci richiede, ma il momento del passaggio da donna a saggia, spesse volte è accompagnato da un ulteriore momento esistenziale che vede la donna affrontare questioni a volte fisiche relative a patologie, a volte ulteriormente esistenziali di confronto: cambiamenti che richiedono una ulteriore attenzione e centratura su se stesse, apprezzamento e amorevolezza. Per questo motivo l’uso di alcuni rimedi floreali può risultare particolarmente interessante. I Rimedi Floreali utili per accogliere questo momento sono dati dalla miscela dei Fiori:
Walnut – fiore di Bach – importante aiutante durante questa fase di passaggio; ha il compito di “proteggere” l’individuo da false credenze, dicerie, influenze esterne che possono condurre la donna a immaginare che la menopausa sia qualcosa di sconcertante o disturbante, aiutando a mantenere la centratura su di sè.
Scleranthus – fiore di Bach – attenua e ristabilisce l’equilibrio sia umorale che ormonale, ristabilendo una naturale armonizzazione tra alti e bassi, tra smottamenti interiori fisici e psichici, tra cui le ben note “vampate” di calore (che peraltro non tutte hanno).
Black Cohosh – fiore californiano – riduce la condizione di inadeguatezza verso situazioni che vengono vissute come minacciose per la donna e i suoi rapporti sociali, tendendo a ripudiare ulteriormente una nuova condizione fisica e psicologica. Questo ultimo è un rimedio fondamentale.
Ulteriori fiori in aggiunta possono essere:
Buttercup – fiore californiano – per ripristinare una sana autostima e dignità di se stesse.
Echinacea – fiore californiano – utile qualora l’integrità dell’essere e dell’individuo si sia sentita in un qualche modo disintegrata, data anche da frustrazioni del momento.
Per ogni rimedio floreale servono 2 o 4 gocce diluite in acqua all’interno di un flaconcino con pipetta; assumere più volte al giorno per due o tre mesi o più, al bisogno.
La menopausa rappresenta l’entrata della donna in una nuova fase di vita, tutta da scoprire, da sentire, da vivere: si tratta di un momento in cui si diventa creatrici, maghe, sagge, una fase dell’esistenza fondamentale per costruire o ricostruire se stesse e la propria vita.
Questa fase di passaggio rappresenta un portale: un’opportunità di eccezionale importanza per avvicinare le donne alle donne, le figlie alle madri, per condividere il femminile nel suo più ampio spettro di una vita in parte già vissuta, in parte completamente nuova e di scoperta.
Approfittate di questa condizione per riscoprire un nuovo sacro femminile. Rimanere nella propria identità e autonomia femminile è importante per rispettare se stesse e farsi rispettare.
Per consulenze individuali e corsi sia di gruppo che personali in merito alla floriterapia, potete visitare le pagine: consulenze individuali e corsi di formazione.
La mancanza di forza morale, la codardia e la viltà unita ad egoismo sono sinonimi di ignavia. Dante considerava gli ignavi persone incapaci di fare scelte e prendere decisioni pur agendo in modo arrogante nei confronti del prossimo e per questo li disprezzava, facendoli finire nell’Antinferno, il Vestibolo dantesco, un luogo in cui queste anime non si schierano né con il bene, né con il male.
Il vestibolo è un ambiente di passaggio tra l’interno e l’esterno prima di raggiungere un luogo o una stanza, si tratta di un’anticamera, l’anticamera per l’Inferno secondo Dante. Questo luogo di passaggio è anche un luogo di attesa sospesa in cui nulla avviene. E questo rappresenta esattamente la personalità che vive di ignavia, di accidia: apparentemente in movimento, ma fermo interiormente, un atteggiamento che tiene l’individuo sotto uno scacco di immobilità e immoralità interiore, di frequenti cambi di opinione nel corso di pochi istanti dall’aver affermato prima una cosa e subito dopo il suo esatto contrario.
L’ignavo non ama le responsabilità poiché il suo essere non è in grado di prendere posizioni, di conseguenza appare come una figura responsabile solo quando riesce a gettare la sua accidia sugli altri, insinuando sensi di colpa o di responsabilità mancata.
Questa personalità ha la caratteristica di riuscire a far trasalire il prossimo quando viene preso di mira, in particolare quando punta a coloro per i quali intimamente ammira ciò che non è in grado di essere: una personalità integra e moralmente stabile. La diffamazione è la sua arma per annebbiare o accecare, ma completamente instabile nel prendere una posizione di coerenza verso questi atti, dovendosi infatti appoggiare a qualcuno per essere sorretto dalle proprie inattività e scorrettezze interiori.
Essere vittima di ignavia è facile, in particolare per chi ha una moralità estesa e di spessore e non comprende nell’immediato le dinamiche dell’accidia. Per questo il senso di ingiustizia serpeggiata nei meandri di coloro che si attendono invece a regole morali superiori, al contrario di vivere nel tedio e nell’indifferenza verso il prossimo, stile di vita dell’ignavo che ama estendere zizzania con le sole parole. Arrivando a comprendere queste dinamiche è possibile uscire da una fitta ragnatela creata con minuzia di particolari basata sulla in-veridicità di situazioni, sull’irresponsabilità e sulla mancanza di una presa di posizione.
Come uscire dalla morsa dell’ignavo nel momento in cui ha preso potere su un individuo? Saranno utili alcuni rimedi floreali californiani come Buttercup per risollevare la stima verso se stessi e non cadere nell’afflizione di colui che manca di qualcosa; sarà di grande supporto un rimedio come Echinacea per riportare la propria integrità ad un livello superiore e sarà necessario sfruttare l’aiuto del fiore di Bach Larch per ristabilire la profonda fiducia in se stessi senza che resti intaccata da tentativi di malelingue che dissimulano l’individuo dal proprio potere interiore di riuscire a fare tutto quello che è necessario per la propria vita.
E quali rimedi per l’ignavo? Scleranthus fiore di Bach senza ombra di dubbio: attraverso ripetute somministrazioni affinché nasca nel profondo del suo animo quella presa di posizione definitiva, senza più oscillazioni, che lo possano condurre a decisioni esistenziali: Inferno o Paradiso.
Autostima Meritevolezza Cura di se Considerazione di sé Attenzione nei confronti di se stessi Senso di adeguatezza personale Dignità Sacrosanto.
Termini che risuonano dentro ognuno ma che spesso hanno un eco sordo perché esistono in minima parte. Spesso non si sa nemmeno cosa siano, cosa significhino, in cosa si potrebbero manifestare queste attenzioniverso sé stessi.
Se all’interno di una situazione lavorativa – o affettiva – la tendenza è quella di prostrarsi a terra tipo zerbino con la paura (e la scusa della paura) di essere licenziati o di “perdere l’amore” lasciandosi quindi umiliare, facendo ciò che in realtà non si vorrebbe fare, a volte persino rischiando la vita o l’infortunio pur di dimostrare che si è disposti a tutto per restare, ebbene, questa è la manifestazione di Buttercup, fiore californiano, allo stato così detto, “negativo”. Cioè: non si ha rispetto verso se stessi, verso la propria professionalità, verso il proprio cuore e la propria la dignità, verso la cura e l’apprezzamento di se, quando la considerazione è praticamente nulla, inesistente. Se queste qualità fossero invece presenti, nessuno si permetterebbe di essere trattato a pesci in faccia. Invece spesso questo accade e nemmeno ci si rende conto dell’umiliazione!
E’ così perché si è semplicemente ABITUATI a sottostare, a dare, ad essere a disposizione, ad obbedire a testa bassa e NON si è invece abituati a RICEVERE, ad avere, a chiedere, a darsi il permesso, a dire di no per preservare se stessi.
BUTTERCUP, fiore californiano, risolve queste tematiche al pari di un tiratore di arco che fa sempre centro. Buttercup ha la capacità di mostrarvi a che punto si trova la vostra dignità e meritevolezza. Il capo vi prende a pesci in faccia e questo non vi piace, non vi trovate d’accordo? Rincarerà la dose per vedere fino a che punto potete resistere nel farvi trattare male. Ma il problema non è il capo. Il problema siete voi che permettete questo tipo di atteggiamento, il problema è la bassa autostima, cura, attenzione e rispetto che avete – o che non avete – di voi stessi. Il capo vi dimostra solo dove vi trovate con il vostro livello di meritevolezza. Buttercup vi mostra il livello di dignità e di meritevolezza a cui vibrate, a cui rispondete e, solo in quel momento, potrete realmente rendervi conto come avete sempre considerato voi stessi e avrete la possibilità di decidere di CAMBIARE ATTITUDINE.
Buttercup smuove le montagne e insieme ad esse i vecchi, vecchissimi schemi che spesso risalgono all’infanzia di quando nessuno ha detto: “Bravo o Brava”, di quando, nonostante gli sforzi, ci si è sentiti dire: “Hai fatto solo il tuo dovere”. E qui sottolineo dovere, quel senso unidirezionale solamente del dare e MAI del ricevere: ecco dove sta l’errore. Siate nel ricevere, nel dire Sì alla Vita, nel concedervi il meglio, nel vibrare ad una frequenza di dignità, di meritevolezza, di attenzione e cura di voi stessi, più elevato. Gettate infinita compassione alle vostre lacune in termini di scarsa meritevolezza e sottostima e prendetevi le gioie della vita che esistono, ci sono e non aspettano altro che voi apriate le braccia e il cuore verso di esse.
Buttercup lavora a livelli. Voi a quale livello di meritevolezza siete?
Remeber, YOU DESERVE MORE (Ricordatevi, meritate di più).
Buttercup serve sempre.
Se desideri un consulto puoi scrivere a : fioripergaia@gmail.com
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