Sahasrara: il pesce puzza dalla testa

Simbologie religiose e pagane

“Mithra è un copricapo papale e vescovile nato intorno al X secolo d.C.: inizialmente la sua forma era a cono, a dimostrare l’elevazione spirituale e l’unione con il Divino. Il simbolo di questo copricapo, utilizzato durante speciali funzioni ecclesiastiche, assume il significato di ambire a Dio, di conferire a un alto merito, allo stesso tempo di deporre, lasciare andare, affidarsi. Ma la mitra ha radici molto più antiche e profonde.

All’epoca dell’antica Persia era una fascia di protezione utilizzata per cingersi la vita e il petto (protezione del terzo e del quarto chakra), successivamente utilizzata come copricapo, un turbante, per proteggere la testa (settimo chakra). Mithra, anticamente, era rappresentativo del dio persiano della luce che, per offrire l’immortalità ai propri fedeli, veniva raffigurato mentre sgozzava un toro per liberarlo dai mali del mondo. Il paganesimo, durante l’epoca fenicia, celebrava il dio Dagon, un dio dalle fattezze di un pesce, il cui simbolismo era collegato alla rinascita e alla fertilità della natura; osservando di profilo il copricapo papale-vescovile, la mithra, è facile notare l’evidente somiglianza con la bocca spalancata di un pesce che punta verso l’alto, verso la divinità o un’entità superiore.

Dal I secolo d.C. i cristiani composero un acrostico – iniziali di parole che formano un senso compiuto – della parola greca Ichthys: Iesous Christos Theo Yios Soter, (ICTYS): Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore. Il termine greco Ichthys lo si ritrova nel Nuovo Testamento e indica il termine “pesce”. Durante l’epoca pagana, Ichthys – interessante notare la somiglianza con il termine ictus – rappresentava anche il figlio della dea Atargatis, nota anche come Afrodite, dea dell’Amore. La cristianità, sin dal terzo secolo dopo Cristo, utilizzerà il simbolo del pesce come rappresentazione della fede in Cristo ( ἰχθύς, ichthýs = “pesce”, poi abbreviato come IC-XS nell’iconografia classica dal significato “Colui che è” ).

La simbologia del pesce si ritrova anche nei miti egizi: il pesce del Nilo inghiotte il pene di Osiris, divinità egiziana e re mitologico dell’Antico Egitto. Il pesce era considerato anche simbolo sessuale della dea Isis, la Grande Madre, dea della Vita, della fertilità e della guarigione.

Quando “il pesce puzza dalla testa”, anche il resto del corpo rischia di essere buttato: quando non si attivano le facoltà di Sahasrara, quando si perde la connessione con il divino, si perde la connessione con il proprio destino e questo può condurre a problematiche provocate da una lotta interiore che crea un profondo diverbio tra Anima e personalità.”  

Tratto da: Chakra e rimedi floreali – il sistema dei chakra abbinato ai rimedi floreali.

Quando the head, il capo – inteso come autorità – puzza dalla testa ed è in stato di decomposizione, il resto della struttura sociale ne è una delineata conseguenza e palese rappresentazione. La fine dell’epoca astrologica dei Pesci iniziata oltre duemila anni fa, segna anche la fine delle teste marce. Questi passaggi epocali – non esattamente Istant Karma – necessitano di tempo per svolgersi e adeguarsi ad un nuovo processo, un nuovo paradigma sociale su larga scala. Il caos generale di questo transito, l’ipocrisia sfacciata nel tentativo di mantenere in vita un sistema in decomposizione – ma già defunto – non sono che l’inizio di una nuova, solidale epoca. Ma come ogni nuovo inizio, questo transito richiede un grande sacrificio per un sistematico, radicale e duraturo cambiamento.

Siano benedette tutte quelle Anime votate a questo nuovo inizio.

Downpressor man where’re you gonna’ fuckin’ run to?”

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un fiore di loto in gradazioni di viola e arancione.

Ajna: l’arte di vedere oltre

Quanto più ci si focalizza su un obiettivo, quanto più il corpo è predisposto a raggiungere quella direzione: il corpo va dove lo sguardo si posa. Questo è uno degli insegnamenti dello yoga. Quando l’obiettivo è sfocato o poco chiaro, i segnali di ritorno sono altrettanto confusi: scegliere accuratamente e visualizzare quello che si vuole è determinante per ottenerlo. Ma c’è un altro fattore da tenere in considerazione: la lente attraverso la quale si guarda il proprio obiettivo, la lente attraverso la quale si guarda il mondo. Utilizziamo la lente della sfiducia, del sacrificio, dell’amore che non esiste, del sarcasmo geloso per la fine di una relazione? O utilizziamo una lente focalizzata sul bianco all’interno del nero e viceversa – come suggerisce il Tao – una lente riflessa sulla fiducia, la perseveranza, i nuovi inizi, sulla vita piuttosto che la morte, sui vivi piuttosto che sui morti? Consapevoli o no del proprio punto di vista, la lente che adoperiamo per vedere il mondo rappresenta il mondo stesso. Ajna chakra – o terzo occhio – presiede al mondo come conseguenza di una visione interiore.

Il contesto sociale in cui si cresce diventa la lente e lo sguardo riflesso sul mondo, relazioni e situazioni di vita diventano quel mondo, diventano realtà. Un cambio di prospettiva interiore – una presa di coscienza – permette di vedere il mondo in modo differente, rifesso attraverso uno specchio diverso: attraverso gli occhi e le azioni dell’altro.

Il mondo esterno riflette l’universo che si cela dentro ognuno: la paura, la rabbia, il diniego, l’apatia, l’autenticità, la dolcezza, lo stupore, l’amore, la fragilità, la bellezza. Quando guardo il mondo con occhi diversi, il mondo cambia: la dignità, la fortezza, la sicurezza, la vulnerabilità, la gentilezza mi permettono di incontrare queste sfaccettature in una realtà personale e, conseguentemente, collettiva. Si guarda il mondo per quello che si è: se vogliamo vedere un mondo migliore, è necessario vedere il bello prima dentro se stessi.

Fiori consigliati per un cambio di prospettiva:

Gorse fiore di Bach – per passare da una modalità di depressione ad una di speranza, iniziare a vedere la luce dove si trova il buio.

Sweet Chestnut fiore di Bach – speranza di vita, di risoluzione dopo aver attraversato la Notte buia dell’Anima, il senso della speranza ad un’ottava superiore, la luce in fondo al tunnel.

Queen Anne’s Lace fiore californiano – aiuta a focalizzarsi e vedere prima dentro se stessi, poi fuori, cambio di prospettiva e proiezione interiore; utile a chi ha problemi di vista.

Primo piano di una maschera egizia antica con tratti dorati e dettagli blu, focalizzandosi sugli occhi.

Per saperne di più:

Copertina del libro intitolato 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un fiore di loto su uno sfondo astratto dai toni caldi.

“Sometimes when I look deep in your eyes I swear I can see your Soul”

Svadhisthana: movimento e direzione

Svadhisthana significa “Dimora del sé“, luogo del sé. Il secondo chakra, in movimento, è identità emotiva: se il sé ha una dimora, significa che ha confini, una stabilità propria ed è esso stesso punto di riferimento. L’immagine simbolo del chakra ci ricorda che la luna è un elemento femminile e che il perpetuo movimento della luna ha il potere di muovere le maree, i liquidi all’interno del corpo umano – l’80% – e tutto ciò che è emotivamente stagnante.

Svadhisthana, pur avendo una dimora, è rappresentato da un movimento – un movimento interiore, una direzione interiore, una decisione interiore. Svadhisthana ricopre la dualità dell’essere o non essere, delle scelte che danno gusto alla vita, che fanno stare bene. Gusto e piacere vanno di pari passo in questa dimora. Il movimento è una decisione presa. L’indecisione crea stallo, un blocco. Quando questo blocco si presenta è utile richiamare il Sé alla sua dimora e domandargli cosa lo fa stare bene o, dall’altra parte, cosa lo appesantisce. Lì sta la risposta e nella risposta c’è una direzione, dunque un movimento.

Intestini, pancreas, reni ma anche il senso del gusto – e del buon gusto – vengono associati a Svadhisthana; blocchi intestinali, problemi legati all’intestino, funzioni metaboliche scarse, insufficienti o compromesse, sono sinonimo di un Sé che non si trova a proprio agio nella sua dimora. Quanti no ci si rifiuta di dire? Quali confini non sono stati ben definiti e quali decisioni utili al proprio benessere sono state omesse? Il corpo risponde a ciò che lo spirito ottiene. Se la dimora è stata invasa, è il caso di riprendersi le chiavi di casa.

Chocolate Lily fiore californiano, risponde esattamente a queste domande, lavorando fisicamente sul ripristino di metabolismi fisici che hanno momentaneamente perso la propria naturale stabilità. Così come il dare e l’avere, equilibri anch’essi spesso dissonanti, la dimora interiore sollecita nel ripristinare i propri spazi sacri e condividerne altri solo per il piacere – e con il piacere – di farlo, senza obblighi, senza schemi, senza false identità.

Questo e molto altro nel libro:

Copertura del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, che presenta una rappresentazione colorata e luminosa di un fiore di loto come simbolo del secondo chakra, Svadhisthana.

Esistenze Aggiornate (A Level Up)

Quando? Quando possiamo considerarci liberi da vecchi schemi mentali, atteggiamenti inconsci – o più o meno consci – ma auto limitanti, comportamenti ormai inadeguati per una personalità emergente e predisposta al nuovo?

Siamo pronti al nuovo quando le situazioni quotidiane che abbiamo sempre tenuto sotto presunto controllo, peggiorano, crollano, si intensificano nel dolore, raggiungono lo scempio, si acutizzano fino a danneggiare o minacciare l’identità fisica, emotiva e mentale.

Nel paradosso dell’intelligenza emotiva, a volte l’unico modo per cambiare atteggiamento nei confronti di se stessi e della vita per raggiungere livelli migliorativi e più stabili, è necessario toccare il fondo sino al degrado, alla degenerazione, all’incompiuta azione – o pensiero – esasperato come spinta evolutiva per dire a se stessi: “adesso basta”.

Determinati comportamenti e forme pensiero sono stati sacro santi per decenni nell’esistenza di un individuo come punto fermo e di salvezza, di protezione, di difesa. Ma, raggiunto un determinato livello evolutivo della personalità – indipendentemente da un fattore cronologico legato all’età – queste modalità diventano non solo tossiche, ma distruttive. Riconoscere la faccia dell’esasperazione e della degenerazione in cui ci si trova coinvolti, è l’inizio della risalita.

Come uscirne? Identificare il proprio ruolo all’interno di una relazione o di una situazione, dargli un nome e, a livello archetipico – simbolico, ma assolutamente pratico e reale – capire che cosa ha comportato questo ruolo per se stessi nel corso degli anni, cosa lo ha preservato per molto tempo e cosa ora lo distrugge. Esempio: il ruolo di madre è spesso un ruolo manipolatorio. Il manipolatore vuole controllare e controllare significa avere un’idea di potere sulla vita degli altri. Si domina chi si ritiene inferiore o chi si sceglie essere più “debole” o con una personalità mitigante. La supremazia del soggetto manipolatore-controllore la fa da padrona sino a quando tale rapporto di dipendenza non diventa distruttivo per entrambe le parti. La sudditanza ne è la controparte, insieme alla dipendenza emotiva ed affettiva.

Come uscirne? Dipende da che ruolo si sta giocando.

Cherry Plum fiore di Bach abbinato a Chestnut Bud coadiuvano una trasformazione interiore in merito al controllo sugli altri per dare fine ad un’azione, un atteggiamento che si ripete da decenni e che al momento attuale potrebbe essere decisamente fuori luogo, degradante e involutivo.

Chicory fiore di Bach quando l’arte manipolatoria di sottomissione degli altri è prevalente, quando “non si lascia vivere” all’altro la propria vera esistenza e la si vuole controllare ad ogni costo per timore della perdita.

Spreading Phlox fiore californiano della gamma “Range of Light” per sintonizzarsi con la propria natura interiore e permettere alla personalità di allinearsi con ciò che risuona “simile”, adatto, connesso.

Buttercup fiore californiano quando l’autostima e la dignità si sono persi nei meandri della disistima di sé, spesso ad un livello non conscio, un atteggiamento che si è adattato alle esigenze o stili di vita tossici o malsani. Per ripristinare il proprio valore interiore.

Fairy Lantern fiore californiano per attuare un processo di crescita interiore, di sviluppo, di responsabilità verso la propria vita; rimedio utile quando il processo di crescita interiore è rimasto bloccato e legato ad una dipendenza di tipo infantile.

Ed infine Borage fiore californiano per dare coraggio al cuore di vivere queste trasformazioni con la giusta “leggerezza”, per superare un senso di appesantimento o di sconforto, di sfinimento per non essere stati “abbastanza” o per essersi resi conto “tardi” degli eventi. Borage incoraggia il cuore al cambiamento e quando il cuore è incoraggiato, anche la mente si allinea.

Questi rimedi floreali non vanno assunti tutti contemporaneamente perché sarebbe controproducente: va analizzata una situazione personale per individuarne l’urgenza, la priorità. Ogni situazione è a sè stante.

Quali chakra sono coinvolti in queste azioni di trasformazione? Il quinto chakra in merito ai ruoli (Vishuddha), il quarto chakra in merito alle dipendenze (Anahata), il terzo chakra (Manipura) in merito all’autostima, all’atteggiamento dell’Io, alla crescita della personalità – vedi “Chakra e Rimedi Floreali. Il sistema dei Chakra abbinato ai Rimedi Floreali“.

Il grado di sofferenza e insoddisfazione è indice di quanto un cambiamento interiore sia indispensabile. Attuatelo con coraggio questo cambiamento perché la vita è nelle vostre mani.

Chakra e rimedi floreali

Il sistema energetico dei chakra può essere abbinato al sistema di frequenze dei fiori di Bach e dei fiori californiani. Perché?

Perché entrambi sono sistemi ENERGETICI che funzionano in base a precise frequenze. Ogni chakra ha in sé diversi livelli di frequenze così come ogni rimedio floreale trasmette precise frequenze, specifiche per ogni singolo Fiore utilizzato. Di frequenze si parla, ma se preferite chiamarle INFORMAZIONI, va bene lo stesso. Ogni Fiore si sintonizza con ciò che serve all’individuo per essere riportato in armonia e in equilibrio là dove c’è una situazione disarmonica.

Lavorando con il sistema dei chakra, è risultato piuttosto immediato interagire anche con i Fiori e la floriterapia: all’interno di ogni chakra esistono più frequenze, cioè più informazioni, ognuna delle quali può essere armonica o disarmonica in base a ciò che la persona sta vivendo o, più spesso, ha vissuto. Ad esempio, se si ha a che fare con una personalità particolarmente rigida da un punto di vista di schemi mentali, all’interno di un determinato chakra ciò è visibile (trattando la persona), così come è possibile vedere la sua insita guarigione – un Fiore che si poggia proprio sul chakra in questione – e la sua immagine risulta chiara e precisa.

La guarigione è sempre all’interno di uno squilibrione fa partee non si trova mai all’esterno. Gli squilibri sono interiori e mai esteriori. L’assunzione di Fiori di Bach o di fiori californiani può aiutare la persona a ristabilire e risanare i propri equilibri, riaccendendo quelle frequenze utili a sciogliere blocchi e a ripristinare in modo naturale l’armonia di cui necessita perché tutto è dentro di noi, solo che, in alcuni momenti, si ha bisogno di qualcuno che suggerisca come muoversi dall’interno di una propria dinamica personale o di vita.

La guarigione spirituale sul sistema dei chakra connessa alla guarigione tramite l’assunzione dei rimedi floreali interagisce in modo equilibrato ed esatto per qualsiasi tipo di problema.

Se desideri un consulto puoi scrivere a : fioripergaia@gmail.com

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