Ajna: l’arte di vedere oltre

Quanto più ci si focalizza su un obiettivo, quanto più il corpo è predisposto a raggiungere quella direzione: il corpo va dove lo sguardo si posa. Questo è uno degli insegnamenti dello yoga. Quando l’obiettivo è sfocato o poco chiaro, i segnali di ritorno sono altrettanto confusi: scegliere accuratamente e visualizzare quello che si vuole è determinante per ottenerlo. Ma c’è un altro fattore da tenere in considerazione: la lente attraverso la quale si guarda il proprio obiettivo, la lente attraverso la quale si guarda il mondo. Utilizziamo la lente della sfiducia, del sacrificio, dell’amore che non esiste, del sarcasmo geloso per la fine di una relazione? O utilizziamo una lente focalizzata sul bianco all’interno del nero e viceversa – come suggerisce il Tao – una lente riflessa sulla fiducia, la perseveranza, i nuovi inizi, sulla vita piuttosto che la morte, sui vivi piuttosto che sui morti? Consapevoli o no del proprio punto di vista, la lente che adoperiamo per vedere il mondo rappresenta il mondo stesso. Ajna chakra – o terzo occhio – presiede al mondo come conseguenza di una visione interiore.

Il contesto sociale in cui si cresce diventa la lente e lo sguardo riflesso sul mondo, relazioni e situazioni di vita diventano quel mondo, diventano realtà. Un cambio di prospettiva interiore – una presa di coscienza – permette di vedere il mondo in modo differente, rifesso attraverso uno specchio diverso: attraverso gli occhi e le azioni dell’altro.

Il mondo esterno riflette l’universo che si cela dentro ognuno: la paura, la rabbia, il diniego, l’apatia, l’autenticità, la dolcezza, lo stupore, l’amore, la fragilità, la bellezza. Quando guardo il mondo con occhi diversi, il mondo cambia: la dignità, la fortezza, la sicurezza, la vulnerabilità, la gentilezza mi permettono di incontrare queste sfaccettature in una realtà personale e, conseguentemente, collettiva. Si guarda il mondo per quello che si è: se vogliamo vedere un mondo migliore, è necessario vedere il bello prima dentro se stessi.

Fiori consigliati per un cambio di prospettiva:

Gorse fiore di Bach – per passare da una modalità di depressione ad una di speranza, iniziare a vedere la luce dove si trova il buio.

Sweet Chestnut fiore di Bach – speranza di vita, di risoluzione dopo aver attraversato la Notte buia dell’Anima, il senso della speranza ad un’ottava superiore, la luce in fondo al tunnel.

Queen Anne’s Lace fiore californiano – aiuta a focalizzarsi e vedere prima dentro se stessi, poi fuori, cambio di prospettiva e proiezione interiore; utile a chi ha problemi di vista.

Primo piano di una maschera egizia antica con tratti dorati e dettagli blu, focalizzandosi sugli occhi.

Per saperne di più:

Copertina del libro intitolato 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un fiore di loto su uno sfondo astratto dai toni caldi.

“Sometimes when I look deep in your eyes I swear I can see your Soul”

Vishuddha: manifestare se stessi

Vishuddha chakra di colore azzurro/blu si trova al centro della gola, proprio nel punto della fossetta. Legato all’elemento suono, Vishuddha da un punto di vista fisico governa la tiroide, la gola, le corde vocali, la laringe, la faringe, il collo. Da un punto di vista esistenziale invece, all’interno di Vishuddha esistono situazioni famigliari e personali legati all’auto espressione, al fallimento o al successo, ai segreti, le bugie e le parole non dette, alla Verità, alla creatività, alla realizzazione dei progetti. La manifestazione di se stessi passa attraverso una strettoia dettata dal cuore e dalle visioni e intuizioni del terzo occhio, Ajna chakra.

Cosa significa manifestare se stessi? Significa esseri visti attraverso la propria voce, il proprio essere; significa mostrare cosa si ama, mostrarsi a chi si ama, mostrare il proprio ruolo nel mondo come Anima incarnata, mostrare amore verso se stessi. Significa parlare, cantare, usare l’arte o qualsiasi forma di ingegno e metterla al mondo. Vishuddha si occupa di rendere manifesto un pensiero, un sentimento, una volontà, là dove rendere manifesto significa rendere visibile.

Verità è la parola chiave di questo chakra e di questa epoca, o forse di tutte le epoche. Il Verbo terrorizza più di qualsiasi azione. Spegnere voci è un modo per sopprimere la dichiarazione di esistenza degli individui: attraverso la voce e le azioni sappiamo di esistere. Questo è il ruolo del chakra della gola, potersi esprimere nella forma dell’Anima e che l’Anima ha chiesto di sperimentare.

Nel chakra della gola risiede la creazione ad un livello più sottile.

La manifestazione fisica di un individuo data dal potere creativo-riproduttivo del primo chakra Muladhara può essere fatta fisicamente sparire. Mentre la manifestazione creativa di Vishuddha non può morire: dal momento in cui si manifesta, qualcuno è già pronto ad ascoltare. Le parole che le orecchie odono non vanno nel dimenticatoio: esse cadono nel conscio e nell’inconscio sviluppando nell’individuo una nuova informazione da gestire che cambierà per sempre il suo modo di vivere.

L’afonia di espressione di un individuo attuata per timore, per obbligo, per ricatti imposti compromette l’integrità di una persona. Il taciuto e l’inespresso troveranno comunque una via di uscita per urlare la propria Verità, per manifestare la propria esistenza. Esprimere la propria verità significa rispettare se stessi.

Quanto c’è ancora da dire, da creare, da fare? Quanta bellezza c’è ancora bisogno di manifestare? E quanta Verità deve ancora venire alla Luce? Conoscere la Verità significa arricchire la propria coscienza.

Fiori californiani suggeriti:

Indian Paintbrush – spinta e vitalità nel portare avanti progetti e idee.

Iris – incentiva l’espressione creativa, quando c’è “il blocco dello scrittore”.

Lady’s Slipper – per ritrovare e perseguire il proprio talento, per valorizzare le proprie abilità anche nel quotidiano.

E’ una grande responsabilità quella di usare la propria voce per tutte quelle persone nel mondo che non sono mai state ascoltate anche quando urlavano

Statua di un uomo con una tunica e un libro, che guarda con espressione seria.
“Tremate più voi nell’esprimere questa sentenza che io nell’ascoltarla”
Giordano Bruno

“Be yourself is all that you can do”

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di una fioritura di loto in tonalità violacee e arancioni.

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Le dimore dei Chakra

Ogni chakra possiede una propria dimora, una struttura disposta su 7 livelli che si esprime in profondità. Ogni chakra è strutturato per “ospitare” un sistema famigliare, di credenze, di genetica: mantenere ogni dimora pulita e ordinata permette di andare in profondità dentro se stessi, permette di partecipare attivamente alla propria vita e il beneficio di trasformare situazioni difficili o aspre in qualcosa di diverso.

Così come mantenere la propria casa abitativa ospitale, piacevole, in armonia ogni singola dimora-chakra va riconosciuta per poter essere trattata nel migliore dei modi. Ecco le 7 dimore:

Muladhara dimora fisica: la casa della struttura fisica rappresentata dalla buona salute, dal senso di sicurezza, stabilità, prosperità, dal sentirsi fisicamente presenti nel mondo. E’ rappresentata dalla famiglia, l’origine, il sangue, la genetica.

Svadhisthana dimora emotiva: la casa del subconscio, di tutto ciò che ha visto, sentito, provato. L’intelligenza emotiva che, solo il movimento e l’azione possono convincere al cambiamento quando necessario, la possibilità di procreare, scegliere e decidere dove direzionarsi nella vita e nel mondo.

Manipura dimora dell’identità: la spinta dall’azione per affermarsi nella vita, per strutturarsi grazie all’esperienza, per restare integri di fronte alle sfide e mantenere una rettitudine interiore – senza calpestare il prossimo; il luogo di incontro della propria dignità e meritevolezza.

Anahata dimora del cuore: il rifugio sacro di se stessi e per se stessi, la casa dell’amore verso di sé pronta ad accogliere ogni sfumatura sfidante che si presenta nella vita, pronta ad accogliere l’Amore mancato e che ha donato. Nella dimora del cuore tutto si rimargina.

Vishuddha dimora della realizzazione: in questa casa si custodiscono le ricchezze pronte ad essere elargite quando la propria voce e la propria essenza trovano il coraggio di manifestarsi, di dichiararsi. Realizzazione fisica dei propri desideri e necessità, co-creazione.

Ajna dimora della visione olografica: questa dimora custodisce la visione della propria vita basata sulle proprie credenze. Quanto più questa dimora è soggetta a visioni promettenti, benefiche e dettagliate, quanto più sarà focalizzata ad ottenerle, a raggiungerle o a farsi raggiungere da esse.

Sahasrara dimora dello spirito: la dimora attraverso la quale arriviamo e ce ne andiamo da questo pianeta, il punto d’incontro con il Divino, il collegamento terreno-spirituale dell’esistenza, un filo sottilissimo e potente da mantenere saldo per evitare scollamenti della personalità.

Il sistema dei chakra è un sistema famigliare: più l’ambiente è armonioso, equilibrato, sintonizzato, più la vita risponderà a queste frequenze. Come riconoscere se il sistema è favorevole per se stessi? La domanda è sempre la stessa: cosa mi rende felice?

Qualcuno potrebbe interpretare in modo egoistico questa soluzione, un duro lavoro per ottenere solo la propria felicità. La verità è che quando la felicità è reale, poi la si vuole condividere.

E nella condivisione l’egoismo non esiste.

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'illustrazione di un fiore loto su uno sfondo luminoso.

Manipura: credere in se stessi attraverso l’azione

E’ attraverso le azioni che confermiamo noi stessi grazie a capacità e qualità personali; l’azione, in un mondo fisico, vale più di una parola. E’ dimostrazione – prima verso se stessi poi verso il prossimo – della propria fiducia, del credere in se stessi nella volontà del fare, è manifestazione.

Il movimento è dato da un’intenzione, da cosa si vuole ottenere e raggiungere. L’intenzione è individualista, parte da Sè, dall’ego, che non significa per forza egoistica, come molti tendono a confondere – rigidità e dogmi interiori non ammettono pareri, opinioni e conseguentemente azioni diverse da quelle che non rientrano nei propri schemi.

L’azione è affermare se stessi. Anche la completa non azione afferma e dimostra chi si è – che è azione a sua volta, nel momento in cui si è consapevolmente intenzionati a non agire, per scelta.

Nell’immenso bacino del terzo chakra Manipura, si può attingere anche ad altre facoltà oltre al potere della volontà che dirige un’azione: è possibile infatti avere accesso a dignità – che rende un essere umano un guerriero di spirito che lotta per la propria sopravvivenza e quella degli altri – e meritevolezza, caratteristiche fondamentali per trovare e riuscire a stare nel proprio posto nel mondo senza elemosinare, con la fierezza di chi sa di meritare il meglio dalla vita, dal mondo. Facoltà non sempre implicite, ma che è possibile alimentare e riscoprire.

Di certo un consiglio che posso elargire è dato da un paio di fiori californiani fondamentali che aiutano questo processo. Beh, citiamone qualcuno in più…

Echinacea per ripristinare un ego spezzato da traumi profondi antichi e recenti.

Buttercup per alimentare il fenomeno della meritevolezza nei confronti della vita.

Sunflower per riequilibrare un eccesso di ego e al contempo una svalutazione dello stesso.

Centaury fiore di Bach per smettere di elemosinare dalla vita.

Che questo viaggio nonché azione del vivere, sia il più profondo possibile .

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un loto su sfondo luminoso.

Svadhisthana: movimento e direzione

Svadhisthana significa “Dimora del sé“, luogo del sé. Il secondo chakra, in movimento, è identità emotiva: se il sé ha una dimora, significa che ha confini, una stabilità propria ed è esso stesso punto di riferimento. L’immagine simbolo del chakra ci ricorda che la luna è un elemento femminile e che il perpetuo movimento della luna ha il potere di muovere le maree, i liquidi all’interno del corpo umano – l’80% – e tutto ciò che è emotivamente stagnante.

Svadhisthana, pur avendo una dimora, è rappresentato da un movimento – un movimento interiore, una direzione interiore, una decisione interiore. Svadhisthana ricopre la dualità dell’essere o non essere, delle scelte che danno gusto alla vita, che fanno stare bene. Gusto e piacere vanno di pari passo in questa dimora. Il movimento è una decisione presa. L’indecisione crea stallo, un blocco. Quando questo blocco si presenta è utile richiamare il Sé alla sua dimora e domandargli cosa lo fa stare bene o, dall’altra parte, cosa lo appesantisce. Lì sta la risposta e nella risposta c’è una direzione, dunque un movimento.

Intestini, pancreas, reni ma anche il senso del gusto – e del buon gusto – vengono associati a Svadhisthana; blocchi intestinali, problemi legati all’intestino, funzioni metaboliche scarse, insufficienti o compromesse, sono sinonimo di un Sé che non si trova a proprio agio nella sua dimora. Quanti no ci si rifiuta di dire? Quali confini non sono stati ben definiti e quali decisioni utili al proprio benessere sono state omesse? Il corpo risponde a ciò che lo spirito ottiene. Se la dimora è stata invasa, è il caso di riprendersi le chiavi di casa.

Chocolate Lily fiore californiano, risponde esattamente a queste domande, lavorando fisicamente sul ripristino di metabolismi fisici che hanno momentaneamente perso la propria naturale stabilità. Così come il dare e l’avere, equilibri anch’essi spesso dissonanti, la dimora interiore sollecita nel ripristinare i propri spazi sacri e condividerne altri solo per il piacere – e con il piacere – di farlo, senza obblighi, senza schemi, senza false identità.

Questo e molto altro nel libro:

Copertura del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, che presenta una rappresentazione colorata e luminosa di un fiore di loto come simbolo del secondo chakra, Svadhisthana.

Chakra e Rimedi Floreali: why not?

Venti anni fa ho iniziato un percorso personale con Ricercatori di Verità, insegnanti di meditazione e di crescita personale; qualche anno più tardi ero ad un bivio nella mia vita, una spaccatura tra lo studio dell’Ayurveda e lo studio della Floriterapia. Scelsi la seconda opzione. Durante un corso a Bologna sui fiori Californiani, quell’anno venne una nevicata straordinaria che non mi permise di raggiungere Bologna per finire l’ultima sessione del corso e avere il diploma cui tanto ambivo.

Dopo quell’accadimento non mi sono arresa e ho avuto l’onore e la fortuna di frequentare altri corsi con personalità di altissimo livello in ambito di floriterapico: Julian Barnard detentore della casa di Bach e del suo sito nel Galles, il Dottor Orozco, i medici Athul e Rupa Shah per i rimedi Himalayani. Un grande privilegio.

Nel corso di quegli anni di pratica e di studi, l’idea di unire queste conoscenze che andavano dalla Floriterapia alla conoscenza – e coscienza – di se stessi tramite l’approfondimento del sistema Chakra, andava sempre più crescendo e manifestandosi, tanto da iniziare a scrivere un testo che avrebbe preso circa quindici anni della mia vita, unendo a queste due materie anche concetti fondamentali di Metamedicina.

Solo quest’anno, nel 2025 e dopo il giusto allineamento planetario che mi ha permesso di trovare un’editore che ho apprezzato molto, una correttrice di bozze che porta il mio stesso nome e dalla caparbietà molto simile, un editor di immagini davvero perspicace, è uscito il tomo e manuale – perché di un manuale si tratta – di oltre cinquecento pagine di esperienze di vita e ricerca che ho voluto condividere. Magari anche soluzioni efficaci.

Sperando possa essere di gradimento, perché non pensare ad un regalo di Natale diverso dal solito, con argomenti che toccano spiritualità e praticità di vita con metodi risolutivi tramite l’uso delle frequenze dei Fiori?

Il testo si divide nella descrizione dei 7 Chakra all’interno dei quali c’è un ulteriore suddivisione tra la parte fisica governata da ogni chakra e la parte esistenziale: ogni chakra racchiude schemi di vita, situazioni di vita. E per ogni chakra ed ognuna di queste due realtà, fisica ed esistenziale, il libro offre più soluzioni tramite l’uso dei rimedi floreali (fiori di Bach, Californiani e Himalayani) ancora una volta rivolti sia ad una parte fisica dell’individuo, che esistenziale come possibile soluzione di temi che coinvolgono la vita ordinaria di oguno.

Mi auguro possiate avere voglia di accedere a questo testo con curiosità e il desiderio di acquisire nuove informazioni in merito e grazie a ciò che il Dottor Bach disse molto tempo fa e senza il quale anche questo libro non sarebbe forse potuto esistere:

Guarisci te stesso

Copertina del libro 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, che esplora il sistema dei Chakra e i rimedi floreali, con un'immagine centrale di un fiore.

Chakra e rimedi floreali

Il sistema energetico dei chakra può essere abbinato al sistema di frequenze dei fiori di Bach e dei fiori californiani. Perché?

Perché entrambi sono sistemi ENERGETICI che funzionano in base a precise frequenze. Ogni chakra ha in sé diversi livelli di frequenze così come ogni rimedio floreale trasmette precise frequenze, specifiche per ogni singolo Fiore utilizzato. Di frequenze si parla, ma se preferite chiamarle INFORMAZIONI, va bene lo stesso. Ogni Fiore si sintonizza con ciò che serve all’individuo per essere riportato in armonia e in equilibrio là dove c’è una situazione disarmonica.

Lavorando con il sistema dei chakra, è risultato piuttosto immediato interagire anche con i Fiori e la floriterapia: all’interno di ogni chakra esistono più frequenze, cioè più informazioni, ognuna delle quali può essere armonica o disarmonica in base a ciò che la persona sta vivendo o, più spesso, ha vissuto. Ad esempio, se si ha a che fare con una personalità particolarmente rigida da un punto di vista di schemi mentali, all’interno di un determinato chakra ciò è visibile (trattando la persona), così come è possibile vedere la sua insita guarigione – un Fiore che si poggia proprio sul chakra in questione – e la sua immagine risulta chiara e precisa.

La guarigione è sempre all’interno di uno squilibrione fa partee non si trova mai all’esterno. Gli squilibri sono interiori e mai esteriori. L’assunzione di Fiori di Bach o di fiori californiani può aiutare la persona a ristabilire e risanare i propri equilibri, riaccendendo quelle frequenze utili a sciogliere blocchi e a ripristinare in modo naturale l’armonia di cui necessita perché tutto è dentro di noi, solo che, in alcuni momenti, si ha bisogno di qualcuno che suggerisca come muoversi dall’interno di una propria dinamica personale o di vita.

La guarigione spirituale sul sistema dei chakra connessa alla guarigione tramite l’assunzione dei rimedi floreali interagisce in modo equilibrato ed esatto per qualsiasi tipo di problema.

Se desideri un consulto puoi scrivere a : fioripergaia@gmail.com

Se desideri prendere parte ai miei corsi vai alla pagina: corsi e formazione

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Ecco perché i fiori riempiono il cuore

Davanti ad un’immagine del genere si può forse restare indifferenti? Si può forse non provare nulla? Sapete cosa ci cattura di questa immagine? Il colore. Questo colore sgargiante da energia e mette persino di buonumore! Questo è il motivo per cui quando ci sono eventi importanti che segnano la vita di una persona (e persino la morte), regaliamo fiori: nascita, ricorrenze ecclesiastiche, matrimoni, morte e post morte. La simbologia dei fiori è potentissima, ma sopratutto riempie il cuore, da sentimento, emozione, armonia.

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E poi … i colori sono fondamentali! La purezza del bianco per le nascite o i matrimoni (la nascita di una coppia), le sfumature di rosa o lilla, il viola-azzurro da abbinare agli ambienti esterni  da ombra – i giardini – i colori tenui o neutri dei sedum per i locali pubblici moderni in stile newyorkese, i colori sgargianti per gli asili, il verde delle piante sempreverdi da interno per gli ambulatori o ambienti ospedalieri. Se negli ospedali ci fossero più piante verdi (non solo fiori recisi che evocano la morte in quanto hanno una durata molto breve), le persone si sentirebbero meglio, anzi forse tenderebbero addirittura a prendersene cura il che significherebbe prendersi cura  di sè. Ogni qualvolta ci si prende cura di un altro essere vivente, ci si prende automaticamente cura anche di una parte di se stessi. L’Amore e l’Amare sono sentimenti che nascono dal cuore, esattamente dal chakra del cuore ANAHATA che (non a caso) risponde e vibra alla frequenza del colore verde e presiede all’amore per se stessi e per gli altri. Il verde è associato al cuore così come agli organi ad esso vicini: i polmoni – respiro, ossigeno, vita sulla terra – la ghiandola del timo – produce linfociti per le buone e sane difese immunitarie – mani e alle braccia – dare e ricevere, abbracciare – e il cuore stesso come organo vitale.  Inoltre il verde è il colore di mezzo nella gamma cromatica dei colori e rappresenta l’equilibrio: è il colore per eccellenza dell’armonia interiore. Pensate alla pace della montagna verde che solo agli occhi la sua immagine rasserena il cuore, porta tranquillità, ispira al silenzio interiore, riconduce alla sanità mentale e alla ri-connessione con se stessi e con la terra, invita ad un respiro profondo, alla ri- ossigenazione.  DSCN0888

L’importanza del verde nella nostra esistenza è sottovalutata, sebbene senza di esso non potremmo vivere. Significa che l’importanza dell’Amore nella nostra vita è fondamentale, come ben sappiamo. Se non ci sentiamo amati le difese immunitarie si abbassano, la gioia è rara, viviamo di cinismo e la vita diventa grigia, inevitabilmente. Se vedo una cosa bella, la voglio condividere, se la tengo solo per me non c’è gioia infine. Sarebbe solo un’effimera felicità. Il divino ha creato la natura colorata per un motivo … immaginate la natura in bianco e nero … o color seppia … sempre. Come sarebbe? Triste, persino gli organi del corpo umano si rattristerebbero.DSCN0471

E invece no, abbiamo la fortuna di godere dei colori della natura. Osserviamo il giallo, ad esempio: quanta fonte di energia positiva in questo colore! E’ adatto a tutti un fiore giallo? No, non a tutti perchè è un colore “forte”. Così come il rosso presiede al colore del sangue e alle radici famigliari, il giallo presiede alla volontà, al potere personale, all’autostima, alla meritevolezza – associato al chakra “solare”.  E’ quindi un colore che potrebbe infastidire per chi non è collegato alla sua frequenza – ogni colore ne possiede una – così come invece potrebbe essere utile a chi ne ha molto bisogno. Se ci fate caso infatti non sono tante le persone che vestono di giallo: è un colore che bisogna saper portare e sostenere, è un colore molto forte, oserei dire quasi più “forte” del rosso. Il giallo è anche particolarmente vivace, allegro, spensierato, è il colore dei bambini (un bambino vestito di giallo è normale vederlo), ma negli adulti è davvero … insolito. E’ il colore delle nostra stella, il sole. Regalare fiori gialli è per le persone giovani o giovanili, purtroppo anche per quelli che se ne vanno in età precoce. Ricordate che i fiori accompagnano le nascite così come le morti. Il giallo non è certo un colore sobrio, ma a ricordo di un bambino o una persona giovane che se n’è andata, richiama alla sua tenera età che dovrebbe essere un inizio e non una fine. 

Quando le persone vogliono regalare fiori o piante – per piante intendo sia piante fiorite che piante verdi, escludo il reciso, i mazzi di fiori tanto per intenderci – e non hanno la più pallida idea di cosa regalare, di solito chiedo che tipo di persona è il ricevente: banalmente, se è uomo o donna o una coppia, un bambino o di quale occasione si tratta. Non tutti amiamo gli stessi colori, come appena descritto sopra: per alcuni il giallo, l’arancione o il viola sono colori assolutamente fuori discussione! In particolare sul viola parecchi non vogliono avere nulla a che fare per l’arcaica convinzione che porta male!! Al contrario, il viola è il colore della spiritualità, dell’elevazione, sfatiamo questo falso mito su questo colore! Dedicherò più avanti un post solo ed esclusivamente ai fiori blu e viola, vedrete la divina bellezza di questi colori! Eccone un piccolissimo assaggio …..

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E’ quindi importante sapere che tipo di persona riceverà il fiore con i suoi colori – o pianta verde, ricordando che anche nel verde esistono svariate sfumature, ne riparleremo – per poter dare la migliore soddisfazione al ricevente.

Ricevere una pianta apre sempre un pò il cuore anche e soprattutto a chi dice: “Ho il pollice nero.” Bene, significa che bisogna lavorare su quel cuore verde che tutti abbiamo al centro del petto e portare un pò di gioia con chi, di verde, se ne intende, anzi, ne è proprio parte!

Una volta una signora, durante una degenza in ospedale, mi disse:

“Ogni fiore è un segno d’amore”

Bando alle ciance. Confidatevi coi fiori. Al prossimo post.