Ajna: l’arte di vedere oltre

Quanto più ci si focalizza su un obiettivo, quanto più il corpo è predisposto a raggiungere quella direzione: il corpo va dove lo sguardo si posa. Questo è uno degli insegnamenti dello yoga. Quando l’obiettivo è sfocato o poco chiaro, i segnali di ritorno sono altrettanto confusi: scegliere accuratamente e visualizzare quello che si vuole è determinante per ottenerlo. Ma c’è un altro fattore da tenere in considerazione: la lente attraverso la quale si guarda il proprio obiettivo, la lente attraverso la quale si guarda il mondo. Utilizziamo la lente della sfiducia, del sacrificio, dell’amore che non esiste, del sarcasmo geloso per la fine di una relazione? O utilizziamo una lente focalizzata sul bianco all’interno del nero e viceversa – come suggerisce il Tao – una lente riflessa sulla fiducia, la perseveranza, i nuovi inizi, sulla vita piuttosto che la morte, sui vivi piuttosto che sui morti? Consapevoli o no del proprio punto di vista, la lente che adoperiamo per vedere il mondo rappresenta il mondo stesso. Ajna chakra – o terzo occhio – presiede al mondo come conseguenza di una visione interiore.

Il contesto sociale in cui si cresce diventa la lente e lo sguardo riflesso sul mondo, relazioni e situazioni di vita diventano quel mondo, diventano realtà. Un cambio di prospettiva interiore – una presa di coscienza – permette di vedere il mondo in modo differente, rifesso attraverso uno specchio diverso: attraverso gli occhi e le azioni dell’altro.

Il mondo esterno riflette l’universo che si cela dentro ognuno: la paura, la rabbia, il diniego, l’apatia, l’autenticità, la dolcezza, lo stupore, l’amore, la fragilità, la bellezza. Quando guardo il mondo con occhi diversi, il mondo cambia: la dignità, la fortezza, la sicurezza, la vulnerabilità, la gentilezza mi permettono di incontrare queste sfaccettature in una realtà personale e, conseguentemente, collettiva. Si guarda il mondo per quello che si è: se vogliamo vedere un mondo migliore, è necessario vedere il bello prima dentro se stessi.

Fiori consigliati per un cambio di prospettiva:

Gorse fiore di Bach – per passare da una modalità di depressione ad una di speranza, iniziare a vedere la luce dove si trova il buio.

Sweet Chestnut fiore di Bach – speranza di vita, di risoluzione dopo aver attraversato la Notte buia dell’Anima, il senso della speranza ad un’ottava superiore, la luce in fondo al tunnel.

Queen Anne’s Lace fiore californiano – aiuta a focalizzarsi e vedere prima dentro se stessi, poi fuori, cambio di prospettiva e proiezione interiore; utile a chi ha problemi di vista.

Primo piano di una maschera egizia antica con tratti dorati e dettagli blu, focalizzandosi sugli occhi.

Per saperne di più:

Copertina del libro intitolato 'Chakra e Rimedi Floreali' di Silvia Malagoli, con un'immagine di un fiore di loto su uno sfondo astratto dai toni caldi.

“Sometimes when I look deep in your eyes I swear I can see your Soul”

Scotch Broom e l’altra visione

La visione che si ha del mondo determina uno stile di vita: una visione solare, utopica, cinica o del tutto sfiduciata, non fa che determinare, oltre a ciò che si è in quel momento – proprio in senso auto identificativo – la realtà per come si presenta o si presenterà.

Scotch Broom fiore californiano possiede la capacità di fare penetrare nel profondo dell’essere umano una visione ottimista, luminosa, persino romantica delle situazioni (se siete dei romantici, in fondo in fondo, riesumerà anche quella caratteristica!) Non è una questione utopica, irreale o irrealizzabile, si tratta piuttosto uno switch, un passaggio vero e proprio, da una visione della vita ad un’altra.

Mi sono ritrovata a pensare il peggio in alcune situazioni, immaginando, quindi regalando una visione alla mente che proietta in un possibile futuro un’immagine distorta e pesante, come tutti siamo abituati a fare: vedere e valutare solo il lato peggiore o tremendo di una situazione. Inizialmente, con l’assunzione di Scotch Broom, ho notato che c’era però anche un’ alternativa a fianco di una visione pessimistica; cosa intendo per alternativa? Intendo dire che ad un certo punto si presentano due opzioni di visione, quella negativa e quella positiva o pro – positiva. Osservando – forse per la prima volta … – rispetto ad una situazione pesante, un’opzione possibilista piuttosto che disfattista, una parte nel profondo dell’animo resta a guardare e a valutare, memorizzando però uno stato d’animo ed emozioni favorevoli che ne scaturiscono e restando piacevolmente colpita. Resta una memoria di queste visioni ottimiste, una memoria che desidera essere riprodotta.

Anche l’occhio vuole la sua parte, si dice spesso, ed è vero: l’occhio ama il bello, l’armonioso, lo splendore, l’autentico perché l’occhio, specchio dell’anima, riconosce questi elementi come propri, di conseguenza li va a cercare. Quello che Scotch Broom ha la capacità di fare è proprio rianimare sentimenti ottimistici riguardo al mondo, alle relazioni, agli eventi di un futuro imminente; è incoraggiante, propositivo, contrario al pessimismo, alla disperazione, alla depressione.

Così, se vi rendete conto di avere una visione cinica (il cinismo è dato da una profonda sfiducia), una visione dark (nera, nel senso proprio del termine), una visione depressa (grigia), una visione senza speranza e opprimente della vita, il consiglio vivissimo che posso proporvi è di assumere il rimedio californiano Scotch Broom. Cambierà l’ottica personale e di come vedere il mondo (il vostro mondo personale, il mondo delle relazione e il mondo come tale).

Tempi di assunzione: dai 2 ai 3 mesi, minimo.

Se desideri un consulto puoi scrivere a : fioripergaia@gmail.com

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