In un’epoca in cui il caos regna sovrano, restare radicati dentro se stessi significa evitare di farsi spazzare via da incessanti e preoccupanti news, fake news, fobie personali, paure – appositamente – pilotate. Perdere il lume della ragione non serve, non aiuta e soprattutto non risolve niente. Sarebbe più utile invece imparare a restare radicati dentro se stessi.
Riconnettersi alla Madre Terra attraverso radici robuste che partono dal centro del cuore Anahata – stando seduti su una sedia e con i piedi appoggiati alla terra, posizione eretta – per affondare nel nucleo centrale della Terra, là dove il grande magnete risiede come un sole acceso dalla potenza enorme, insondabile. Le radici non sono radichette qualsiasi, ma radici di una sequoia millenaria che sta lì affondata nel terreno da secoli e secoli e che nessuna tempesta è mai riuscita a far crollare.
Lasciare andare in questo nucleo le proprie ansie, frustrazioni, paure, fobie, incertezze: la terra tutto trasforma e tutto rigenera, indistintamente. Fare rifiorire altre qualità, opposte alle precedenti. Certezza, tranquillità, stabilità, forza, coraggio.
Il radicamento è seguito da una connessione con il Divino, il Cielo, il Padre, l’Universo attraverso un sottile filo luminoso che parte dalla fontanella, all’apice della testa: l’Universo o Padre Celeste, attraverso un mantello protettivo fatto di cielo e stelle scende per appoggiarsi sulle spalle, sul capo, avvolgendo l’individuo di Fede, certezza, sicurezza, presenza infinita.
L’aspetto puramente genitoriale del concetto di padre e madre è qui superato: la connessione è stabile tra due forze primordiali ed eterne che costituiscono il mondo e l’Universo; esse sono uno specchio di stabilità, integrità, abbondanza, rettitudine, presenza, accoglienza totale. Ognuna di queste sfaccettature va vissuta, sentita, integrata, provata. Non si tratta solo di un pensiero, di una parola o di un richiamo. Fanno parte della Vita e dell’esistenza, diventano situazioni reali, quando praticate.
Restare sani interiormente e integri nella propria verità nonostante gli accadimenti è fondamentale per evitare di inciampare e cadere nella follia, nella paura, nella psicosi, nella frenesia, in una forma di stress ulteriore che andrebbe ad incidere su un sistema nervoso già sotto pressione per ogni singolo giorno da affrontare nella quotidianità.
Il radicamento porta ad una forza interiore e a una stabilità – anche emotiva – che va coltivato quotidianamente per non farsi sopraffare, per continuare a vivere delle piccole e grandi gioie che ogni giorno di Vita porta con sé, anche e solo per il fatto di esistere e di fare parte di questo grande viaggio.
Fiori californiani consigliati:
Redwood: elargisce grande energia fisica, lavora sulla spina dorsale, sul ripristino energetico del corpo fisico, agisce sulla buona salute in generale.
Mariposa Lily: per riconnettersi alla matrice materna, farla propria, per sentirsi accolti e amati dal femminile sacro. Per essere madri di se stessi.
Splendid Mariposa Lily (gamma Range of Light): connessione con la Madre Terra, con lo spirito materno ancestrale; utile per sanare il dolore che l’Anima percepisce a causa di guerre, disuguaglianze razziali, disastri ecologici e umanitari.
“Where’s your backbone, brother?”
“Dov’è la tua spina dorsale, fratello”?
Libri consigliati

Sembra non c’entrare nulla con l’argomento, apparentemente all’opposto di questo articolo, Radicamento. In realtà non c’è nessuno di più radicato di un funambolo, professionista come Philippe Petit. Ho imparato molto da questo testo, sono lezioni di vita importanti quelle che da lui parlando di funambolismo. Philippe Petit durante le sue esibizioni è pienamente presente, radicato al filo, sospeso nel cielo, con una concentrazione assoluta, totale. E questa presenza, questa fiducia in ogni suo passo e in se stesso, cosciente di non potersi permettersi alcun errore di distrazione, sono sinonimo di potente radicamento: se durante le camminate sul filo fosse stato, per un istante solo con la testa tra le nuvole, non avrebbe potuto fare quello che ha fatto. Sarebbe morto cadendo.
“L’errore è partire senza speranza, lanciarsi senza fierezza nella figura che si è certi di mancare” P. Petit
“Non ho mai paura sul filo, sono troppo occupato. Temete qualcosa, lo so benissimo. Di che cosa avete paura?” P. Petit
“I limiti esistono soltanto nell’anima di chi è a corto di sogni” P. Petit