Lumache e limacce: soluzioni naturali

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Negli orti imperversano lumache e limacce (lumache senza casa) in questo periodo più che mai! Ed è davvero triste vedere le prime foglie verdi dell’orto a pois, dove i pois corrispondono a buchi! La causa di ciò, in questa stagione, è data dalla presenza di questi gasteropodi terrestri che non vorremmo vedere vicino agli orti.

Bene, vorrei offrire una soluzione naturale, a impatto zero e soprattutto con tempi di carenza nulli (cioè, dopo aver dato il prodotto potete tranquillamente mangiare … la foglia o la verdura in questione). Non è ancora e del tutto assoldato questo sistema ma credo ci siamo buone probabilità della sua efficacia: sarete voi a dirmi (e per piacere, fatelo, scrivete sul sito o mandatemi una mail!)

Si tratta di comporre una miscela di fiori di Bach e 1 fiore californiano. Ecco cosa serve e in quale misura – da mettere in un flacone da 30 ml con pipetta, successivamente da diluire sino a ottenere 11 lt di prodotto finito (4 pipette x 1 lt di acqua):

  • MUSTARD
  • WILD OAT
  • ROCK WATER
  • SWEET CHESTNUT
  • EVENING PRIMEROSE  (fiore californiano)

Sono tutti fiori di Bach facilmente reperibili in erboristeria o farmacia + 1 fiore californiano (non australiano!) Per ogni rimedio versate 7 gocce nel flaconcino con pipetta da 30 ml, a sua volta 4 pipette della soluzione per ogni litro di acqua che volete erogare. Poi erogate! Su foglia, su terra, dove serve.

Attendo un vostro feed back a riguardo!

E-mail: fioripergaia@gmail.com

 

Fiori per il terzo Chakra

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In questo articolo non intendo aprire un “capitolo” sul terzo Chakra, descrivendolo in ogni minimo dettaglio e caratteristica o spiegando cosa è un chakra; desidero piuttosto dare delle soluzioni attraverso i rimedi floreali (fiori di Bach e fiori Californiani) circa le dinamiche che interessano questo Chakra, detto del plesso solare. Per un approfondimento degli argomenti che riguardano Manipuraposso consigliare due libri “sacri” che ne parlano in modo eccelso, scientifico, serio e tutt’altro che dilettantistico; uno è: “Guarire. Agire sulla coscienza per la salute del corpo” di Martin Brofman, psicologo, teologo e insegnante del sistema Corpo-Specchio; l’altro è “Il libro dei Chakra” (io l’ho ridefinito la Bibbia dei Chakra) di Anodea Judith, psicologa, esperta di digito pressione e bioenergetica; un tomo impossibile da leggere in un sol fiato quest’ultimo, non tanto per le sue 560 pagine, quanto per i suoi contenuti estremamente profondi: un viaggio dentro se stessi.

Quello che dobbiamo sapere oggi è che il Chakra giallo MANIPURA presiede ad alcuni organi e a stati di coscienza. Gli organi sono: il plesso solare (bocca dello stomaco), lo stomaco, l’intestino crasso, il fegato, il pancreas, milza e cistifellea, il sistema muscolare. Il senso associato a questo Chakra è la vista. Problemi legati alla vista sono interconnessi con problemi legati allo stomaco e problemi legati allo stomaco sono interconnessi con problematiche legate alla testa (emicranie e simili), poi lo vedremo. Nel terzo Chakra risiedono stati di coscienza che sono: potere, volontà, meritevolezza, potere personale, umiltà/arroganza, il giudizio (inteso anche come giudice critico), controllo, determinazione, ego, autostima, attività mentale (le preoccupazioni risiedono nel colon, le fissazioni nella milza), il logorio mentale presiede allo stomaco (qualcosa che non si è digerito) e da qui i problemi legati a questi organi. Quando si dice di una persona che è acida come tipo di atteggiamento, è molto probabile che la stessa persona abbia problemi di stomaco o di reflusso gastrico dati dall’acidità eccessiva che essa stessa ha. Vedete quindi che ciò che siamo, lo sono anche i nostri organi e funzioni. La malattia non sta nel problema, ma nella sua causa. Capire la causa e trovare la soluzione può aiutare una persona a vivere meglio la vita non solo in termini di salute fisica, ma anche di salute emotiva e mentale. Stare bene non significa non avere malattie, significa sentirsi bene. L’inglese in questo è molto chiaro quando domanda: how do you feel? (Come ti senti?) e non: come stai? Al “come stai?” rispondiamo solitamente con problemi di tipo fisico, ma essi sono una conseguenza di ciò che siamo dentro.

A questo punto vediamo nello specifico i Fiori utili:

CHAMOMILE, Fiore Californiano (FES): utilissimo per i problemi legati allo stomaco sia da un punto di vista fisico (perchè rilassa le pareti e “ammorbidisce”

 nelle rigidità) che da un punto di vista di coscienza: così come la segnatura del fiore della camomilla indica, questa piccola matricaria – margherita – ha la capacità di riportare il sereno nell’umore. E’ fondamentalmente un rilassante della mente e conseguentemente un rilassante dello stomaco, dove i pensieri si accumulano. I dosaggi sono a discrezione della persona che lo assume (sempre diluito in acqua) indipendentemente dall’assunzione di cibo, farmaci o altre soluzioni. Indicatissimo per i bambini se soffrono di mal di stomaco o se non dormono la notte e sono disturbati.

 

SUNFLOWERS, Fiore Californiano (FES): il girasole ricopre quelle facoltà mancanti dovute all’assenza del padre (sia che si sia trattato di assenza fisica che assenza emotiva). Riporta un sano equilibrio del potere maschile dentro ognuno, quella parte che guida

e rende fieri, determinati, autorevoli senza arroganza. Questo è un rimedio per le persone che hanno un eccesso di ego (autoritarismo, arroganza) o, al contrario opposto, una carenza di stima di sè, assenza di potere personale. E’ il mediatore delle parti, la luce per chi ha bisogno di umiltà e la luce per chi ha bisogno di sapere che può esistere, stare al mondo e andare nel mondo. Il padre e la sua figura che si assimila nell’infanzia porta l’adulto a degli estremi: questo rimedio volge lo sguardo al sole, alla luce, al principio maschile per eccellenza, quello equilibrato.

ECHINACEA, Fiore Californiano (FES): è il rimedio per l’integrità dell’Io, dell’Ego, qualora fosse stato drasticamente minacciato o disgregato. “Sentirsi a pezzi” è un termine che calza perfettamente con questo rimedio. Un fatto traumatico (violenza, guerra, una lunga malattia) ha devastato l’Io che si è frammentato. Questa vera e propria disgregazione trova la sua cura nell’assunzione del rimedio Echinacea il quale non per caso come rimedio erboristico, aiuta nelle difese immunitarie. Quando la personalità non ha modo di difendersi da degli orrori, si fa in piccoli pezzi per paura, per sottrazione dal pericolo imminente, o dalla morte. Quando il pericolo passa, l’Io resta disgregato e per riassettare l’Io, Echinacea è il rimedio in assoluto migliore: riporta dignità, stima e fierezza di sè. Per proseguire nel mondo.

ROCK WATER, Fiore di Bach: Rock Water è per le teste dure. Quelli che hanno le idee fisse e che secondo la loro altissima opinione ciò che pensano è la cosa giusta ed esiste solo quella. Oppure: gli viene detto di fare qualcosa e quel qualcosa lo fanno in modo assoluto, con un senso del dovere ai massimi termini e non transigono in niente. O è bianco o è nero. Ciò che la loro mente non concepisce, allora non esiste. Ecco che da qui hanno inizio le rigidità del collo, della schiena, delle ossature, i fastidi allo stomaco e conseguentemente alla vista (non vedere oltre). Sono spesso persone non collegate al mondo emotivo (anche onirico) perché la parte razionale lavora a senso unico. Sarebbe utile per queste persone fare ogni tanto dei massaggi nei punti rigidi con Rock Water per ammorbidire le rigidità, oltre che assumere il rimedio per qualche mese, smettere poi ricominciare. Rock Water è l’acqua (emotività) che rompe gli schemi prefissati della mente. Come la goccia cinese, il rimedio trova il modo di farsi spazio in un mondo prefissato e rigido preparando un campo prolifero per la creatività e la fiducia.

BEECH, Fiore di Bach: chi necessita di Beech ha un giudice critico interiore spietato, con se stesso e con gli altri. Non transige, tutto è fallato per il sistema di Beech negativo, tutto è imperfetto. Sono fortemente intolleranti e non a caso il loro sistema immunitario instaura una tale insofferenza da diventare intollerante. Intollerante ai pollini (alla primavera, alla vita), ai latticini (al nutrimento, alla madre), ai farinacei (sempre al nutrimento materno) eccetera. Il soggetto Beech è spesso sotto attacco anche da un punto di vista di pelle, proprio non tollera. Critico e giudice assoluto di se stesso (sottostima di sé anche se la facciata è spesso quello dell’arrogante), Beech ha problemi a livello del plesso solare, stomaco in primis. Ha il dito puntato contro se stesso e fa lo stesso contro gli altri. Il rimedio porta tolleranza (che è una qualità  positiva del fegato – cit. “farsi il fegato amaro”) e accettazione dei “difetti” dell’altro, accogliendoli, perché sa – con il rimedio prende coscienza – che i difetti altrui sono anche i propri.

CENTAURY, Fiore di Bach: quando i NO salvano la vita. L’ultima volta che ho riscontrato la potenza di un NO, sono rimasta perplessa: era come aver dato uno schiaffo inaspettato ad una persona. Non tanto per lo schiaffo, quanto per l’inaspettato. Le persone non sono abituate a ricevere dei NO, a sentirsi confinati, delimitati sul momento, non lo accettano e ne restano traumatizzati. Ma non riuscire a dire NO, soprattutto non averlo dentro quel NO, è come avere una mandria di buoi senza un recinto. Il NO è più una questione legata al secondo chakra dell’emotività, dei confini emotivi e del primo chakra dei confini fisici, ma è anche legato a Manipura in quanto NO significa identificarsi (Ego) e farsi rispettare, significa evitare di essere calpestati. Se dico NO ma non lo dico per davvero perchè è una frequenza che non posseggo, nessuno mi rispetterà e la mia autostima andrà a farsi benedire. Se, in altre occasioni il NO è uno sguardo fulminante (non ho nemmeno bisogno di pronunciarlo) ho già delimitato un confine, il mio e quello dell’altro. L’ego ha bisogno di confini altrimenti si perde, così come la dignità. Centaury rafforza in questo modo la volontà e conseguentemente il potere personale di un soggetto. Senza di esso si fa molta fatica ad affermarsi, a realizzarsi, ad andare e a stare nel mondo; sarò represso da altri e schiacciato. Chi ne subirà? Il mio orgoglio, la mia identità, il mio potere, in definitiva la mia salute. Perchè se mi sento nullo è possibile che il corpo mi mostri gravi conseguenze pur di … sopravvivere e tirare fuori i denti. Se non comunico con il mio corpo sarà lui a comunicare con me, a parlarmi, a mostrarmi i segnali di un cambiamento imminente.

Ecco, desideravo dare qualche indicazione per chi si fosse riconosciuto in qualcuna di queste modalità o per chi avesse disguidi fisici legati al terzo Chakra, come spiegato all’inizio in merito ai singoli organi. Assumere medicinali a iosa per far passare il mal di stomaco non risolverà il problema nel lungo termine, anzi, ve ne ritroverete altri. Come spiega benissimo il biologo molecolare Bruce Lipton, siamo composti da 50 trilioni di cellule, se ogni giorno parlassimo con loro e gli augurassimo una buona salute, ringraziandole, potremmo iniziare un lavoro su noi stessi, preservandoci. Aggiungo che se avete mal di stomaco, sedetevi, rilassatevi, chiudete gli occhi e parlate con il vostro stomaco. Chiedetegli che cos’ha. Non troverete cibo non digerito o acidi in eccesso. Troverete molto altro.

Buon lavoro.

Il potere curativo delle piante

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Vorrei oggi fare un excursus storico di quella che è stata la farmacopea e l’uso delle erbe sino ad arrivare alla medicina vibrazionale della Floriterapia e cercare di comprendere come la Natura ha insita ogni forma di guarigione e di nutrimento. La prima forma di guarigione e di nutrimento proviene dal cibo: il corpo è sano se il cibo è sano; mai come di questi tempi, tra allergie e sindromi varie, la Natura ci sta comunicando quanto sia fondamentale nutrirsi adeguatamente. Il cibo è fonte di vita e di guarigione e i pericoli attuali non stanno nel cibo di per sè ma nel modo in cui questo e il suolo siano stati mal-trattati negli ultimi cinquant’anni, incuranti del fatto che fossero due elementi sinergici l’uno con l’altro. Se la terra è inquinata, produce cibo inquinato. Trattamenti chimici su frutta e verdura sono tutt’altro che sani e non è più vero che cibarsi con frutta e verdura fa bene alla salute. Per la maggior parte delle volte ci nutriamo di veleni ma non lo sappiamo.

Dal mondo del cibo fanno parte le erbe aromatiche così come le spezie che da millenni gli antichi usavano già come metodo di guarigione. Oggi si riscoprono al microscopio le proprietà di alcune spezie (o erbe) che vengono utilizzate per scopi di guarigione di malattie anche gravi. Possiamo dedurre che il mondo della “farmacia” deriva dallo studio della farmacopea in cui già si conoscevano le proprietà e i principi attivi di alcune sostanze della natura, le quali sono poi state “copiate” (passatemi il termine) in laboratorio, cioè in forma sintetica. Qual’è la differenza tra un principio naturale ed uno sintetico? Che il primo possiede un’essenza vitale, mentre i secondi sono sterili, privi di vita. E curare qualcosa di vivo con qualcosa di morto diventa improbabile se non, a volte, controproducente o addirittura dannoso. Infatti il termine “anti biotico” significa anti vita. La scienza recente ha scardinato le vere conoscenze che si avevano sulla natura facendole passare per eresia. Così, scienze esatte come l’astrologia, la numerologia, la farmacopea sono state appositamente ridicolizzate per lasciare spazio a luoghi comuni per l’opinione pubblica. E l’opinione pubblica si è lasciata imboccare da finte verità e preconcetti.

Il cibo sano per un corpo sano e l’uso delle erbe come terapia funzionale, sempre affidandosi ad un ottimo erborista/farmacista assolutamente competente dell’ambito: le improvvisazioni possono essere dannose e molto pericolose per la vita dell’individuo. Ad esempio:

Decotto: l’erba o pianta va messa in acqua fredda in un recipiente con coperchio e portata a ebollizione lasciandola sbollire per un tempo che va dai 5 minuti (fiori e foglie) a 10/20 minuti (radici e corteccia).

Infuso: si versa acqua calda sulle erbe messe in un recipiente – mai di metallo! Dopo un tempo di infusione che varia dai 5 ai 10 minuti si mescola e si filtra.

Macerato, tintura o oleoliti: le erbe vanno messe in acqua fredda – olio o vino o alcool, sempre a freddo – per un periodo che varia da un giorno a più settimane, in base al tipo di erba e liquido utilizzato. Ogni operazione va eseguita a freddo.

Cataplasma: preparato di consistenza molle confezionato pestando piante fresche o cotte in acqua o al vapore; il prodotto va messo su una garza, tiepido o freddo e si applica sulla parte dolorante.

Semicupio:  è l’immersione del corpo o una parte di esso in soluzione acquosa miscelata con infuso o  decotto adeguato per un tempo di non oltre 20 minuti.

Il semicupio è l’immersione del corpo fino all’altezza dei reni; il bagno completo è l’immersione del corpo fino al torace, e s c l u d e n d o la zona del cuore.

 

“Escludendo la zona del cuore” significa che al tempo sapevo benissimo che l’organismo umano è una “macchina” biologica unica e non frammentata. Come può una parte di un intero essere considerata a se stante?

Per questo l’uso delle erbe era, per chi ne praticava l’uso terapeutico, una vera e propria scienza e al contempo era consapevole di dover tenere in considerazione anche la parte  emotiva e gli stati umorali dell’individuo. Emozioni e credenze hanno una propria forma, del tutto reale e tangibile: un’emozione può provocare una reazione del corpo come il rossore per la timidezza. Essa è tangibile. Così come una credenza può provocare la visione di cose inesistenti – la gelosia acceca e la sola idea che il partner tradisca potrebbe essere visto in ogni dove, anche se il fatto non esiste. O ancora: a volte si evita di dare cattive notizie ad una persona malata perchè, si sa, potrebbe aggravarsi la situazione fisica. Quindi il mentale (preoccupazioni) possono allora modificare il fisico. 

I guaritori sudamericani o siberiani sapevano su cosa andare a lavorare quando gli veniva presentata una persona malata. La parte fisica era pressoché secondaria. Questi guaritori curavano lo stato d’animo del paziente, i suoi pensieri, le sue preoccupazioni, la sua condizione emozionale. E se qualcuno moriva? La morte era semplicemente accettata come un fattore della vita. Non si procrastinava su un evento considerato inevitabile.

Bruce Lipton biologo cellulare americano, nel suo testo “La biologia delle credenze” spiega molto bene come la forza del pensiero possa modificare persino il DNA. Si tratta dei quello che hanno sempre fatto passare come qualcosa per dementi, il così detto effetto placebo. Il problema era che chi era convinto di prendere la medicina giusta pur ingerendo un semplice zuccherino, guariva realmente. Fu così tanto lo sgomento nel mondo scientifico che fu fatto passare per una roba da dementi, da creduloni. Tutt’altro. Quindi qualcosa di non tangibile può modificare il tangibile, ciò accade. Nel V secolo prima di Cristo Empedocle studiava l’atomo e affermava che il simile si conosce con il simile, cioè ogni elemento del reale si riconosce con una parte di noi che gli corrisponde e che le sensazioni derivano dagli “efflussi” che escono dalle cose e penetrano attraverso i pori dell’organismo. Le sensazioni … 

Oggi quegli “efflussi” li chiameremo frequenze. Quelle frequenze derivanti dalla natura e dalla sua più alta espressione, i fiori, che il Dott. Bach scoprì nei primi del novecento e riportò al mondo un’antica conoscenza: curare l’animo umano prima della malattia, per evitare la malattia. Conoscere se stessi e i propri “umori” per evitare che essi si possano trasformare in qualcosa che divora da dentro.

I coniugi Kaminski hanno poi proseguito il lavoro di Bach e ulteriormente i medici chirurghi indiani Rupa e Athul Shah si sono adoperati per produrre i rimedi himalayani che agiscono direttamente su organi specifici e tematiche specifiche relative ad ogni organo (esempio: ho un problema al fegato; il fegato presiede alla rabbia, così come al coraggio; lavorare sul fegato non significa quindi solo ripulire un organo  fondamentale e insostituibile, ma significa andare più a fondo, rimuovere la rabbia e riconoscere di essere arrabbiati … con chi? Con cosa? Perchè? Analisi della tematica)

Questi sono stati i miei maestri – i fiori – i miei insegnanti provati sulla pelle dopo corsi e corsi con i più grandi (Julian Barnard, Gabriel Krause e il contatto con i Kaminski per i fiori californiani, il Dott. Orozco per l’uso topico dei rimedi floreali, la Dott.ssa Rupa e il Dott Athul Shah per i fiori himalayani, l’alchimista francese Patrice Partamian e non per ultimo a livello di importanza Cesare Mattei la cui storia e i cui lasciti sull’elettromeopatia  – Vero Vade-mecum – sono stati fonte di ispirazione circa la diluizione dei Rimedi floreali). Ecco, questa è stata la mia scuola e questa è la mia provenienza.

Così la scienza attuale ha screditato le vere e antiche pratiche, anzichè includerle nel suo sistema. Ma oggi il vaso di Pandora è stato scoperto e la verità ne è fuori uscita: la medicina moderna (o una buona percentuale di essa) mirava ai soli fini lucrosi sulla pelle dei malati praticando oltretutto la politica del terrore psicologico sui pazienti. Posso affermare questo perchè ne sono stata testimone e non per sentito dire.

Uso topico dei Rimedi Floreali

Eccoci a questo punto a specificare l’uso di alcuni rimedi floreali per un uso locale. In questo caso farei due distinzioni: uso topico fisico e uso topico per tematiche. Quando parlo di tematiche intendo riferirmi alle cause emotive che provocano un disagio fisico. Premetto anche che NON TUTTI i disagi fisici fanno parte di questa origine: è ovvio, mi pare, che se vado in vacanza a Chernobyl perchè la nuova serie tv è stata girata laggiù, bevo acqua radioattiva, vivo in ambienti fortemente inquinati o mangio cibo spazzatura per vent’anni (ma anche meno) non sarò esente da malattie anche mortali. Quindi, in questo caso le cause non sono da cercare nel mondo emotivo o di credenze di un individuo (anche se in realtà bisognerebbe comunque chiedersi il perchè di certe azioni).

Bene, passiamo alla pratica: quali fiori utilizzare e per quali scopi (le informazioni trattate hanno il solo scopo divulgativo e non possono sostituirsi in nessun caso a cure mediche tradizionali o al parere di un medico. Ci mancherebbe.)

FERITE DELLA PELLE, come rimarginarle nel minor tempo possibile. Diluite in un piccolo flacone di vetro da 30 ml con pipetta, due gocce dei seguenti Rimedi Floreali con acqua. Mettere a contatto con la parte lesa anche tramite una garza e ripete più volte al giorno, fino a completa soddisfazione.
  • Star of Bethlehm  utile per la cicatrizzazione
  • Rescue Remedy    rimedio “classico” di pronto soccorso, sempre utile. Miscela di più fiori di Bach che tolgono nell’immediato il trauma
  • Clematis                 riattiva la cute nella parte lesa
  • Crab Apple            pulisce e purifica da infezioni
  • Arnica (fiore Californiano)     specifico per il trauma, è un potente guaritore, più potente di Rescue Remedy
  • Self Heal (fiore Californiano) significa proprio auto – guarigione e questo è quello che fa
MICOSI DELLA PELLE O DELLE UNGHIE. La preparazione è identica a quella sopra elencata: due gocce di ogni rimedio diluite in acqua in un flacone da 30 ml. Mettere sulla parte interessata:
  • Crab Apple     come purificatore e anti parassitario
  • Chestnut Bud per interrompere il proliferare dei funghi e delle spore
  • Cherry Plum  per il controllo di funghi e spore, evita la prolificazione
  • Rescue Remedy + Arnica + Self Heal
IRRITAZIONI CUTANEE, stessa diluizione e modalità:
  • Beech    intolleranza al fastidio o al prurito
  • Crab Apple + Rescue Remedy
  • Star of Bethelehm per cicatrizzare e guarire
  • Vervain   irradiazione acuta del fastidio o del dolore
  • Agrimony  per il tormento
  • Arnica + Self Heal

Alcuni fiori Californiani esistono appositamente per curare nello specifico la parte fisica. Ecco di quali si tratta:

  • Chocolate Lily     problematiche legate all’intestino
  • Chamomile          problematiche legate allo stomaco
  • Dandelion            rigidità muscolare
  • Snapdragon         bruxismo
  • Fucsia                   sovrappeso

Inoltre, gli innumerevoli fiori Himalayani che lavorano proprio sui singoli organi e sulle tematiche ad essi relativi. Non li enuncio tutti perchè sono decine, ma sul sito come sopra AUM li potete trovare tutti. Oppure inviatemi una mail per info ulteriori.

Arrivati a questo punto la domanda sorge spontanea: ma veramente i fiori di Bach curano le malattie? Rispondo con una frase del Dott. Orozco che molto coraggiosamente  affermò durante un seminario: “I fiori di Bach possono prevenire le malattie”. Così come esattamente aveva compreso lo stesso Dott. Bach. Ristabilire un corretto stato d’animo e un sano equilibrio nella personalità … sì, aiuta a prevenire le malattie che sono una conseguenza e non la causa di un disordine interiore. Anzi, ne sono la manifestazione.

Provate per credere.

 

 

Autunno: tempo di travasi e di semina. Quando riparte un nuovo ciclo

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L’ autunno è un momento importante di passaggiointroduce a un periodo di riflessione, di osservazione e valutazione, di azione interiore più che esteriore. La calura estiva lascia spazio alla giusta via di mezzo fresca e piovosa per portarci verso l’inverno.  C’è necessità corporea, fisica, mentale, di rigenerazione, di intimità, di buio per riscoprirsi poi alla luce. Noi non lo sappiamo ma il nostro corpo sì, così come la natura lo sa. Personalmente il cambio autunnale mi ha sempre portato disagio, un tanto di nostalgia verso quella luce che andava calando e l’idea del freddo; inoltre tutti quegli insetti  – cimici, cavallette, insettuncoli vari tipici della stagione e fastidiosi (più delle zanzare!) che invadono le case; foglie che volano a terra sul suolo bagnato danno l’idea di decadenza … Un fastidio più che una stagione! Poi negli ultimi anni sono riuscita a riappacificarmi con questo strano periodo di mezzo, l’ho capito: ho iniziato a notare i colori e tutte le sfumature di rosso e di giallo, persino di marrone delle piante. Ho visto quanti fiori in autunno ci sono ancora. Ho imparato a riconoscere gli alberi dalla forma e dal colore del tronco oltre che dalla chioma dei rami spogli, irriconoscibili rispetto a quando si riempiono di foglie! Ho visto che se la natura si ferma, un motivo ci sarà. Ogni tanto è necessario fermarsi e raccogliere idee ed energie. L’autunno è una partenza verso l’ignoto buio invernale e i suoi regali. 

Ma ho anche notato che l’autunno è esattamente come la primavera! Sono entrambi momenti di passaggio e di preparazione: la primavera introduce all’estate, al sole, trasporta verso l’inizio della vita e non per nulla le ore di luce vanno ad aumentare, tempo di calore; l’autunno prepara al buio invernale, tempo di freddo, introduce all’introspezione, alla morte. Autunno e primavera hanno in seno gli equinozi, quel breve momento in cui le ore del giorno eguagliano quelle della notte, il pieno equi – librio.   

autunno e primavera insieme

Lavorando a contatto con fiori, piante e bulbi, vi dirò anche che a settembre si possono compiere le stesse operazioni di giardinaggio che si compiono durante la primavera, vale a dire: impianto di bulbi, trapianti da vaso a vaso, trapianti da vaso a terra, semina dei prati (anzi, in questo caso il mese autunnale è migliore della primavera). Vediamoli da vicino:

Bulbi: i bulbi sono di due varietà, i bulbi autunnali – piantati in settembre/ottobre che sbocceranno in primavera – e quelli primaverili – piantati in primavera – che sbocceranno nell’estate. I bulbi sono la sorpresa della primavera, i primi fiori a sorgere dopo l’inverno insieme ad altre poche specie arbustive da fiore come la Forsithya e il biancospino (Crataegus Oxyacantha).  Se ci soffermiamo a pensare ai bulbi, si tratta in realtà di fiori sepolti! Non sono da bagnare nel periodo invernale se messi in vaso, rischiano di marcire. Solo quando si comincia a vedere una testina verde, allora sì, è necessario iniziare a bagnare la terra per dare sostegno e nutrimento al fiore che verrà. Il colore sgargiante e il profumo dei bulbi primaverili da proprio inizio alla grande festa della nuova vita, della primavera!

Piante da vaso: i migliori periodi per i travasi sono l’ autunno e la primavera, si prepara la pianta (sia da interno che da esterno) ad un periodo di maggiore “stabilità” che è il periodo estivo e/o invernale, entrambi momenti di fermo vegetativo. Se vi trovate a travasare una pianta da vaso a vaso il consiglio è di procedere sempre con un vaso non troppo grande rispetto a quello precedente: non esagerate con le misure per il semplice fatto che le radici, abituate alle pareti del vaso, se si trovano uno spazio eccessivo vanno in stress, hanno bisogno di abituarsi lentamente ad un ambiente più spazioso. La natura è lo specchio degli esseri umani: di primo acchito una situazione favorevole e ben agiata sembrerebbe l’ottimale, ma se non abituati, rischia di “bruciare” subito la nuova condizione.

Se invece il trapianto è da vaso a terra, ok per l’autunno. Spesso sento domandare se non sia contro producente trapiantare in autunno per via dell’affacciarsi dell’inverno. In realtà le piante da esterno non temono l’inverno di per sé, ma temono – e muoiono – se il freddo raggiunge le radici (quindi coprire bene con la terra fino al colletto e non lasciare vuoti nel sottosuolo che potrebbero riempirsi di aria o acqua fredda) o a causa di correnti fredde (e in questo caso non esporre semplicemente le piante in zone di corrente).

La Natura mostra un cambiamento nel periodo autunnale, essa si spoglia, ma è uno spogliarsi che rende forti perché affronta il freddo prima di riprodursi, prima di ripartire con un ennesimo ciclo vegetativo. Persino le piante da appartamento risentono di questo cambio. La famiglia dei Ficus è una delle prime a risentirne (il ficus e le piante da interno sono particolarmente sensibili!):  perde parte delle foglie nonostante non si trovi esposto al freddo, ma ugualmente subisce il “fascino” dell’autunno! In questo caso tenete i Ficus maggiormente esposte davanti ad una finestra (luce, luce, luce!) e nel periodo autunno – inverno non bagnatele tanto. Concime liquido meglio del granulare per questo tipo di pianta, mentre per quelle da esterno, che siano frutti, siepi  o cespugli meglio un granulare a lenta cessione.

Piante da terra: anche per le piante da terra (trapianti da vaso a terra) questo è il momento migliore. L’importante è coprire bene sino al colletto della pianta e assicurarsi che la terra attorno alle radici sia ben pigiata senza lasciare spazi vuoti in cui possa entrare aria o acqua fredda. Si potrebbe dire che la terra è la “coperta” delle radici di una pianta, che sono la parte più sensibile e addette al nutrimento. Da questo momento in avanti suggerisco di limitare le bagnature e di lasciare fare la natura con le sue umide nebbie autunnali e le piogge, salvo cambiamenti climatici stravaganti in atto (assenza totale di piogge e caldo). Ottimo concimare con concimi granulari a lenta cessione: un buon nutrimento invernale.

Per i trapianti in generale: se vogliamo che le condizioni future della pianta siano ulteriormente ottimali, il consiglio è di trapiantare in tempo di “radici”, vale a dire osservare il calendario e mettere a dimora nei giorni dei segni di terra: Toro, Vergine, Capricorno. Questo favorirà un buon radicamento.

Semina dei prati: in molti pensano sia la primavera il periodo migliore per seminare il prato, in realtà è l’autunno e uno dei fattori principali è che in autunno piove! Una volta seminato un prato, previa la dovuta lavorazione, l’erbetta nuova non ci metterà molto a fare capolino e soprattutto andrà incontro ad un clima più fresco e piovoso il che, per il neo prato, è l’ottimale, decisamente meglio che non andare incontro ad un’estate calda e opprimente anche se ci si premura di un buon impianto di irrigazione. Il freddo invernale poi non farà altro che “temprare” l’erbetta nuova e rafforzarla preparandola così al futuro.

L’inizio di un nuovo ciclo

Per chi non fosse ancora affezionato o abituato a questo momento dell’anno che da un punto di vista numerologico chiama il 7, numero dell’evoluzione spirituale e il 9 (novembre) numero del compimento e della chiusura di un ciclo, posso consigliare alcuni fiori di Bach:

Walnut utile per i cambi di stagioni per assimilare la fine di un ciclo e accogliere l’inizio di un altro; è il fiore dei momenti di passaggio evolutivo sia personale che stagionale. Walnut rompe i vecchi legami, le vecchie abitudini per abbracciare il nuovo. A settembre si riparte con tutto: il lavoro, le scuole, i corsi. Insomma è proprio come la primavera, un novo inizio!

Scleranthus: per ristabilire l’equilibrio degli opposti, del giorno con la notte, luce e ombra, vita e morte, l’oscillazione tra due opzioni, tra due opinioni. Il fiore ristabilisce la priorità assoluta tra ciò che dice la mente e ciò che sa il cuore. E’ un ottimo rimedio per chi soffre di bipolarismo. Inoltre in questo periodo dell’anno aiuterà la ghiandola pineale a ristabilire un equilibrio di melatonina nel caso ci fossero problemi di dormi veglia dovuto al momento in cui la luce viene a mancare.

Angel’s Trumpet (fiore californiano): quando ci si avvicina al periodo dei morti o a situazioni che ci tengono legate a chi è trapassato, questo rimedio è fondamentale per portare una profonda accettazione della separazione nel cuore. Spesso, inoltre, non ci si rende conto di restare aggrappati a chi non c’è più: il rischio è quello di smettere di vivere la propria vita pensando inconsciamente in questo modo di poter espiare la dipartita di un nostro caro; in questo caso le vite spezzate diventerebbero due. La vita quando c’è, va vissuta.

Sweet Chestnut: come non introdurre un fiore tipicamente autunnale come il castagno? Anch’esso, la cui fioritura si riempe di tutto il sole estivo, introduce allo scoramento del  buio invernale che alcune persone vivono. E’ il rimedio che aiuta a rivedere la luce, quella luce accumulata nel pieno dell’estate: utile in momenti di profondo sconforto esistenziale, sia a causa di una perdita, sia a causa di mancanza di visione di un futuro migliore e positivo.

 

A tutti, un buon cambio di stagione: cerchiamo di cambiare qualcosa in meglio anche dentro di noi insieme a questo autunno e questo equinozio, così cambierà in meglio anche il mondo esterno.

fotografie coperte da copyright di Silvia Malagoli e Giulia Malagoli

Segnatura di Bleeding Heart

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Ricordo d’avere visto la Dicentra Spectabilis – var. formosa – (Bleeding Heart, fiore dei rimedi californiani) per la prima volta durante una passeggiata in montagna. Ci eravamo fermati presso l’aia di una casa chiusa e vicino all’ingresso c’era su un muretto un vaso con questo straordinario piccolo cespuglio dal fiore a forma di cuore. So di essere rimasta estasiata in osservazione davanti a quei piccoli cuoricini appesi, pensando anche che dovevano essere particolarmente forti perchè il clima in montagna in quel periodo non era caldo. Un fiore a forma di cuore … Si tratta di un rizoma, un bulbo con radichette originario della Cina, del Giappone e del Nord America, ecco quindi perchè non ama il caldo. L’ho messo in vaso per la prima volta quest’anno, perchè in primis avevo tra le mani proprio il rizoma con già una punta di verde che voleva sbocciare, in secondo luogo ero davvero curiosa di osservare l’evolversi di questa pianta. Messo in vaso a febbraio da subito sbucava un gruppo verde di foglioline che parevano più schiacciate che altro: sinceramente pensavo non ne sarebbe uscito nulla, sembravano così stropicciate quelle foglie… Poi col passare dei giorni uno stelo si è allungato e qualche foglia è venuta fuori, ma sempre un gruppetto strano di foglioline ammassate se ne stava lì, senza fare niente. Col passare dei giorni si è schiusa quella matassa e hanno iniziato a comparire i primi puntini colorati che si sono sviluppati piuttosto in fretta. Ogni “arricciamento” corrispondeva ad un cuoricino della Dicentra. Si schiudono i fiori, prima piccoli come dei cuccioli poi s’ingrandiscono e prendono sempre più la loro forma. Il fondo del cuoricino del fiore è fatto di opposti. Inizialmente si vede una parte di petali rosa che racchiude il pendente bianco: al suo interno c’è dell’acqua. Goccioline di umido si intravedono dalle pareti bianco trasparenti della parte chiara del fiore pendulo. Poi, dopo qualche giorno ancora, ecco che i petali che racchiudevano la parte bianca con all’interno le gocce si stacca e alza i “braccetti” come in volo che poi restano all’insù di fianco alla forma del cuore.

Assistere all’apertura di Bleeding Heart mi ha fatto riflettere su come questa segnatura indichi la realtà dei fatti: inizialmente la personalità è chiusa su se stessa, ritratta, poi delicatamente in apertura con al suo interno ancora una condizione emotiva che evidentemente la tiene legate a situazioni e persone, poi finalmente, passato un tempo balsamico adeguato, si apre, si lascia andare, addirittura si eleva come in un volo o come due piccoli bracci che si alzano in segno di “hurra”. Osservare l’apertura della Dicentra mi ha sollevato. Questo rimedio pone la condizione per guarire un cuore affranto da dinamiche di dipendenza (cuori che pendono) con altre persone ma anche da situazioni che legano e vincolano. La soluzione non è all’esterno: la soluzione, come sempre, è all’interno. Bleeding Heart (traduzione: cuore sanguinante) mostra questo su se stesso: la parte bassa del cuore (gli opposti speculari) viene racchiusa e protetta (o presumibilmente tale) fino a quando non giunge il momento di aprirsi, staccarsi e librarsi in volo. I fiori si susseguono in questa apertura “alare”: non hanno tutti le stesse tempistiche, ma tutti si apriranno seguendo una naturale successione (a vari livelli, sino all’ultimo) in questa dischiusa d’amore, liberi da ogni condizionamento.

La Dicentra formosa viene anche comunemente chiamata Cuor di Maria.

Potere curativo di CRAB APPLE

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Il melo selvatico (Malus Sylvestris) nei fiori di Bach conosciuto come Crab Apple ha un elevatissimo potere depurativo e curativo sotto diversi aspetti.  Purifica Carb Apple, sì, ma a che livello? Esso ha un potenziale altissimo e ritengo che questo Fiore svolga un lavoro molto importante. La sua azione purificatrice ha a che vedere con un senso profondo e netto di impurità intesa come imperfezione di sè. Imperfezione di come si dovrebbe essere o di come non si dovrebbe essere: Crab Apple agisce sull’idea radicata di non essere all’altezza, di non essere “abbastanza”. Spesso le persone nei confronti delle quali ci si sente “inferiori/impuri” sono quelle più vicine: amici cari, genitori, il partner.

Come un’atleta di salto in alto la cui asticella da raggiungere è sempre più alta (e diventa irraggiungibile), il fattore “non sentirsi all’altezza” provoca ulteriori sforzi per ricercare  e ricreare una presunta perfezione. Nasce allora un senso profondo di frustrazione, di rigidità (spesso Crab Apple lo si può abbinare a Rock Water) e di insicurezza sui lunghi termini. Fisicamente l’emozione della vergogna (ho fatto qualcosa di “sporco”) può manifestarsi con problematiche legate alla pelle (orticarie, eruzioni rossastre). L’essenza di questo Rimedio insegna a lasciare andare l’idea di essere sbagliati. Crab Apple riporta un senso di purezza e di innata perfezione interiore.

Ancora una volta il senso di inadeguatezza lo si può avere rispetto all’intimità: questo Rimedio va ad agire sulle problematiche intimo-sessuali. Crab Apple aiuta a liberarsi da vecchi schemi mentali generazionali circa l’idea impura che si ha del sesso e della vita intima: ideologie tradizionaliste, spesso di matrice religiosa, tengono imbrigliate la personalità dal diritto di godere della piacevole e potente energia sessuale. Liberarsi da concetti errati in merito alla sessualità evita di ammalarsi sia fisicamente che psicologicamente.

Senza dimenticare l’ efficacia di questo Fiore sul piano energetico per tutti coloro che praticano lavori di tipo sociale, ospedaliero o che sono costantemente a contatto con la moltitudine di gente (centri commerciali inclusi!): Crab Apple aiuta a mantenere le proprie risorse energetiche libere e pulite.

Rivalutiamo il grande potere curativo di questo Fiore, così semplice, così puro.

Soluzione per cimici verdi

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Mi occupo di Floriterapia da diversi anni, ma solo ultimamente ho contemplato il fatto che me ne occupo quasi a 360 gradi. Da un punto di vista umano, da un punto di vista fisico (scuola di Orozco) e da un punto di vista ambientale.

Di fatto, siamo circondati da frequenze di ogni genere, noi stessi esseri umani siamo “frequenze che camminano”: per i pensieri che pensiamo, per le emozioni che proviamo, per le parole che diciamo, per le azioni che facciamo. Tutto ha una conseguenza su tutto, le stesse frequenze – azioni, parole, pensieri – si sintonizzano con frequenze che si riconoscono, pensieri, ideologie, stati d’animo, azioni. Tutto è in perfetta sintonia, cambia solo la frequenza su cui ci si sintonizza. Come alla radio.

Se emettessimo “high frequencies” giornalmente, creeremmo un ambiente con le stesse alte frequenze. Ci sintonizzeremo su una “musica” – stile di vita – piacevolmente melodiosa.

L’uso dei Rimedi floreali in contesti ambientali (casa, giardini) provoca l’emissione di certe frequenze che hanno la capacità di modificare – sintonizzare l’ambiente esterno in un certo modo. Una testimone, alcuni anni fa, ha utilizzato la miscela Insecta per contrastare pidocchi delle rose e ha detto: ” Da quando ho iniziato ad utilizzare gli Armonizzatori nel mio giardino sono riapparse le lucciole!” Una testimonianza indimenticabile e inequivocabile!

Ho così pensato di diffondere la soluzione per cimici a base di Rimedi floreali affinché più persone abbiano la possibilità di armonizzare un contesto ambientale di tipo casalingo. La casa è il nido, il custode dal mondo esterno, un rifugio. A volte però, non sempre il rifugio può essere pienamente gradevole. Così, mentre scacciamo qualche insetto a noi sgradito (gli Armonizzatori infastidiscono gli insetti e si allontanano) contemporaneamente portiamo un pò di armonia anche all’interno del contesto ambientale in cui viviamo. A seguire, quindi, la soluzione fai da te per le cimici.

Procuratevi:

  • 1 falcone in vetro oscurato con pipetta da 30 ml
  • i Fiori di Bach: Crab Apple, Walnut, Chestnut Bud
  • il Fiore californiano Black Cohosh
  • 1 erogatore con spruzzino da 2 lt
  • acqua

Buona sperimentazione.

SOLUZIONE PER CIMICI

Tenete presente che la miscela andrebbe erogata già a partire dal mese di luglio su porte, finestre e porte-finestre di verande e balconi, pareti e perimetri delle verande o esternamente in un giardino delimitando un’area e creando una sorta di “zona protetta”, quella che identificate e che vi interessa proteggere dall’arrivo delle cimici.

Procuratevi un flacone con pipetta da 30 ml, mettete dell’acqua al suo interno e aggiungete i Fiori di Bach di: WALNUT, CRAB APPLE, CHESTNUT BUD nella misura di 5 gocce per ogni Rimedio floreale. In più procuratevi il Rimedio californiano (della linea Fes) BLACK COHOSH e aggiungete 7 gocce di questo rimedio nello stesso flacone da 30 ml. Successivamente DINAMIZZATE il flacone (chiudere bene il tappo) cioè, battete consecutivamente per 10 volte il flacone sul palmo della mano con la giusta intenzione-attenzione a quello che state facendo. Questa operazione la potete ripetere sino a 3 volte, sempre di 10 in 10. Ciò serve a potenziare il rimedio, ad aumentarne l’efficacia.

A questo punto procuratevi un erogatore con spruzzino da 2 litri, NUOVO – evitate di riciclare erogatori dove all’interno ci siano stati altri prodotti – e riempitelo di acqua, aggiungete 10 gocce (circa 1 pipetta) della vostra miscela (che va conservata in frigo). Dinamizzate ancora 1 volta poi erogate nei perimetri di porte, finestre e dove vi conviene per evitare l’ingresso delle cimici.

Ripetere il trattamento ogni 20/25 giorni circa. E’ possibile erogare il prodotto anche su pomodori afflitti dalla cimice del pomodoro: i Rimedi floreali per la legge italiana sono considerati “edibili”, di conseguenza non dovrete preoccuparvi di effetti collaterali tossici di alcun genere, specie sugli ortaggi, gli animali domestici (pet), i bebè.

Se nel flacone con spruzzino da 2 litri rimane dell’acqua, conservatela per il trattamento successivo in un luogo fresco. Incollate sul flacone un’etichetta adesiva con scritto che cosa contiene il flacone e la data in cui è stata preparata la miscela.

Aspetto un vostro feed-back, mi raccomando!

Cinipide del Castagno: soluzioni

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Rieccoci a parlare della Cinipide del castagno, ma stavolta, a differenza del mio precedente articolo, vorrei dare delle soluzioni pratiche per chi vorrà sperimentare e metterle in pratica.

Ma riassumiamo prima di partire: la Cinipide (Dryocosmus kuriphilus) detta anche cinipide galligena per via delle galle che procura sulla foglia del castagno (Castanea Sativa) è un insetto proveniente dalla Cina che, probabilmente grazie ai trasporti globali delle merci  è passato in Giappone, in Corea, negli Stati Uniti, in Europa e ovviamente in Italia, stabilizzandosi in primis in Piemonte, nei primi anni 2000.

Il problema che crea la Cinipide è grave in quanto ovidepone le uova all’interno delle gemme del castagno; quando l’insetto si schiude e si libera nell’aria, il danno è fatto: le gemme sono danneggiate irreparabilmente il che significa che la futura foglia si vede impossibilitata ad attuare la fotosintesi clorofilliana, inoltre si rischia la perdita del frutto, ultimamente costosissimo proprio a causa dell’ insetto galligeno.

La Cinipide è pericolosa quanto interessante a mio avviso nonostante i danni che procura: si riproduce per partenogenesi il che significa che l’insetto femmina riproduce da sola la specie (100-150 uova nell’arco di un anno) senza aver bisogno di accoppiarsi, l’ovulo non viene fecondato dal maschio!

Gli adulti compaiono, usciti dalla gemma in cui sono stati ovideposti, tra la fine di maggio e luglio. Durante la fine del periodo estivo le femmine, completamente adulte e sviluppate, sono pronte e fertili per una nuova covata.

Come contrastare la Cinipide del Castagno?

Con i fiori di Bach e i fiori Californiani. Si acquistano i seguenti Rimedi floreali:

per i fiori di Bach:

  1. Crab Apple
  2. Walnut
  3. Chicory
  4. Sweet Chestnut
  5. Chestnut Bud
  6. Rock Water

per i fiori Californiani:

  1. Calla Lily
  2. Quince

Supponendo che la diluizione venga fatta in 150 litri di acqua, sarà necessario fare una diluizione dei Rimedi floreali sufficiente per almeno 10 trattamenti (che inizieranno nel mese di Aprile e andranno avanti sino ad Ottobre). Acquistate quindi un flacone da 500 ml in plastica, se possibile con tacche segnalate come da foto, cosicché sarete più avvantaggiati durante le diluizioni che farete per i presupposti 150 litri.

Acquistate i fiori di Bach e fiori Californiani sopra elencati (i prezzi cadauno variano dai 9 euro agli 11 euro per i primi e dai 13 ai 15 euro per i secondi). I Fiori si acquistano in erboristeria, farmacia, parafarmacia. I Fiori Californiani probabilmente andranno prenotati dalla vostra farmacia/erboristeria di fiducia.

Per ogni tipologia di Rimedio floreale mettete 35 gocce all’interno del flacone di plastica, aggiungete acqua (meglio se presa fresca da fonte di montagna – da EVITARE assolutamente acqua distillata) fino alla tacca che indica 500 e dinamizzate 30 volte il tutto: battete sul palmo della vostra mano il flacone ben chiuso – assicurarsi della doppia chiusura del flacone che acquistate – contando di 10 in 10 fino a 30, cioè battete per 3 volte il flacone contando fino a 10.

Avete ora il prodotto finito, da conservare rigorosamente in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e di luce. Al momento opportuno diluite 1 decima parte (1 tacca da 50 ml) nei 150 litri di una botte con erogatore a spruzzo ed erogate su foglia.

Quando e come fare i trattamenti?

Se il tempo lo permette iniziare ad Aprile con una continuità ogni 20 giorni. Meglio che non piova possibilmente nell’immediato dopo aver effettuato il trattamento, almeno per 24 ore. Se dovesse piovere in un lasso di tempo così stretto, il trattamento sarebbe meglio rifarlo.

Mi rendo conto che trattare dei castagni, soprattutto adulti, non sia facile in quanto le stesse dimensioni o i luoghi in cui vivono queste piante, i boschi, non sono favorevoli per essere raggiunti con una botte da 150 litri, ma vista la situazione penso ne valga comunque la pena di provare se si ha la possibilità. Eventualmente anche su piante più piccole o di medie dimensioni che hanno già riscontrato il problema della Cinipide galligena.

Alla fine dei trattamenti fatemi sapere l’esito riscontrato sui castagni, la vostra testimonianza è preziosa.

Info

L’antagonista

Esiste l’antagonista del Castagno, il Torymus sinensis, l’unico predatore della Cinipide in grado di debellare l’insetto che tedia i castagni. Il Torymus sinensis però non è un insetto della biodiversità mediterranea che peraltro rischia di andare persa per i più svariati motivi, quindi non sappiamo al momento se questo insetto porterà danni nei boschi o nelle colture a lungo termine e se, tra dieci o vent’anni, non sarà un ennesimo problema di insetto dannoso che non ha a sua volta predatori naturali. A mio avviso è sempre un rischio introdurre specie non autoctone in un contesto naturale di biodiversità in quanto la biodiversità risponde a leggi di equilibri delicati e intrinsechi l’uno nell’altro; basta poco per fare saltare la naturale catena alimentare e creare situazioni ambientali di squilibrio a cui poi, solitamente si risponde o chimicamente o pensando solo ed esclusivamente a risolvere il problema nell’immediato e senza lungimiranza.

 

Fiori visti da vicino

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Agrimony

L’agrimonia eupatoria è un’erbacea comune di campo, perenne, che raggiunge un’altezza di circa settanta centimetri. I fiori sono riuniti in spighe di colore giallo che compaiono in estate; la si può trovare dalla pianura alla collina, lungo il ciglio delle strade e ai margini dei boschi. Ha proprietà terapeutiche astringenti, antinfiammatorie, emostatiche ed analgesiche e per questo motivo viene utilizzata per contrastare emorragie, perdite ematiche, diarrea e disturbi del fegato, infiammazioni della gola e delle vie urinarie, reumatismi e artriti; è cicatrizzante. Nell’antichità l’agrimonia era usata come rimedio contro i morsi dei serpenti. Nei rimedi di Bach, Agrimony (il termine agrimonia probabilmente trova la sua radice in acrimonia che significa = acredine, asprezza d’animo, astio, acidità) è il Rimedio associato al tormento interiore nascosto da una facciata di falsa spensieratezza e di allegria. Nello stato negativo le personalità Agrimony si tengono tutto dentro, non amano litigare o fare discussioni, a volte c’è anche il timore di parlare ed esprimere la propria opinione per paura di fare trapelare realmente chi si è. È interessante come la segnatura dell’agrimonia indichi esattamente questo aspetto della personalità dato dai capolini dei fiori che, quando sfioriscono, sono rivolti completamente all’ingiù’, verso la parte più interna del fiore, come a ricadere su se stessi.

Di fondo, la personalità Agrimony, ha una mancata accettazione di se, una sfiducia tale che pensa di non valere delle proprie lamentele o dei conflitti interiori che tiene ben nascosti e che  tenta di sopprimere nonostante in realtà siano piuttosto evidenti. Così come non ama manifestare le proprie angosce, non ama nemmeno i conflitti e piuttosto si diletta in una situazione di quieto vivere anche per lungo tempo, spesso fino a quando qualche evento drammatico e inevitabile fa crollare quel flebile velo d’ipocrisia che tentava di tenere in piedi, facendo finta di nulla. Si scoprono così gli “altarini”, quel profondo malessere a cui non si è  dato ascolto, ora è manifesto.  La personalità Agrimony fondamentale crede che, “uscendo dal proprio guscio”, gli altri possano giudicarlo e allontanarlo: per questo motivo ha sviluppato inconsciamente la tendenza a nascondersi dietro una facciata simpatica o di persona apparentemente senza mai alcun problema. Il punto cruciale è che teme di essere rifiutato. Agrimony, nello stato positivo, è un Rimedio liberatorio: si leva la maschera, il velo si alza per mostrare la propria identità – personalità. Si esprime la propria opinione, inizia un dialogo aperto, ci si manifesta senza temere un giudizio. Ci si accetta anche per altri aspetti della personalità, quelli che solitamente si temono di mostrare e la tematica del rifiuto viene sostituita dalla fiducia di mostrarsi, dall’accettazione. Il senso d’inadeguatezza si riduce, uno stato di calma interiore si fa avanti, la paura di mostrarsi negli aspetti che meno piacciono, è sostituita dalla presa di coscienza che nessuno è perfetto, o meglio, che si è perfetti esattamente come si è. La condizione Agrimony risiede nelle buie profondità dell’animo umano, non è così palese, è ben nascosto e non vuole emergere, tende all’occulto. Nonostante in alcuni casi la maschera del disagio sia piuttosto evidente (abuso di alcol e droghe, dipendenze varie), il malessere interiore della personalità è direttamente proporzionale alla sua manifestazione. Assumendo questo Rimedio si può notare un cambiamento già nel timbro della voce, un modo di parlare più disinvolto e aperto.

Crab Apple

Il melo selvatico è una pianta appartenente alla famiglia delle rosacee. È un albero che raggiunge un’altezza massima di dieci metri in condizioni ottimali, ma in prevalenza assume la forma di un cespuglio o di piccolo alberello; molto rustico, cresce pressoché su qualunque terreno. Ha foglie caduche e fiorisce tra aprile e maggio; i frutti sono piccoli pomi di tre, quattro centimetri di diametro. I frutti arrivano a maturazione tra luglio e ottobre, contengono zuccheri, pectina e tannino e la buccia è ricca di vitamine A, B, C. I fiori hanno una corolla di cinque petali le cui sfumature vanno dal bianco al rosa. Probabilmente la pianta del melo selvatico è l’albero pi antico e dal quale sono derivate tutte le altre varietà di melo. La sua coltivazione risale all’età della pietra, fatto testimoniato dal ritrovamento di reperti fossili. Crab Apple è in assoluto uno dei Rimedi fondamentali utilizzato in floriterapia per l’ambiente. Da un punto di vista personale, Crab Apple risponde alle tematiche dell’ordine, della purezza, della perfezione.  Il Dott. Bach descrive così questo Rimedio:

“ E’ il rimedio di depurazione …  questo rimedio risana le piaghe se il paziente ha motivi per credere che qualche veleno sia introdotto e debba essere espulso.”

Crab Apple personifica la metafora di Adamo ed Eva e del peccato originale. Questa idea di peccato, di sporcizia, richiama a un senso profondo, una necessità di depurazione e di pulizia. Certo non è solo una pulizia esteriore, ma tanto interiore quanto profonda. Il frutto del peccato (la sua simbologia) ha lasciato profondamente questa traccia nel subconscio di milioni di persone e per un tempo che ha visto millenni di storia passare come acqua sotto i ponti: l’idea di essere profondamente “impuri”. Nelle società in cui la religione è padrona delle menti, una società che culturalmente, attraverso la religione entra in modo suggestivo nella vita delle persone, governandole, il principio Crab Apple è nato per rispondere a questo gap, all’”incidente storico”  che è diventato addirittura una morale.  Non è certo un caso che questa essenza risponda al senso di sporcizia, di inadeguatezza, di imperfezione.  Quella mela colta nel meraviglioso giardino dell’ Eden ha fatto sì che una parte di umanità rispondesse in prima persona, con un mea culpa ad una vergogna profonda e inconscia. La vergogna di essere nati, di essere femmine o maschi, di non essere perfetti a prescindere da qualcosa. Questo è il senso più elevato di Crab Apple, la sua cura a un livello spirituale. Ad  un livello mentale, invece, esso spazza via l’idea di essere impuri o imperfetti, scatenando il senso di vergogna e di inadeguatezza; da un punto di vista invece emotivo, Crab Apple si occupa di far prendere atto di un’emozione incagliata nel profondo data dal senso di colpa. Il livello fisico, quello manifesto, risponde all’esigenza di sistemare tutto perfettamente nella propria casa, nella propria vita, nel proprio ufficio, senza lasciare nulla al caso, senza imperfezioni; lavarsi spesso le mani, togliersi da dosso la sporcizia del mondo o di sé è un atto tipico di chi necessita di questo rimedio.

Spesso non ci si accorge di essere in uno stato Crab Apple disarmonizzato, è un atteggiamento abitudinario apparentemente “normale”, si tratta di azioni quotidiane, ma che vincolano e (de) limitano la vita di tutti i giorni. L’idea di perfezione fa agire come se avere qualcosa “fuori posto” fosse del tutto inconcepibile. Le motivazioni di questa condizione possono avere origine da traumi subiti durante l’infanzia o nell’ imprinting che il bambino ha ricevuto alla nascita o durante la gravidanza. Uno stato squilibrato Crab Apple può essere causato da una violazione dei propri confini personali: conseguentemente ogni cosa proveniente dall’esterno è vista come un’invasione. Si può anche diventare molto suscettibili nei confronti di parassiti, insetti o forme virali, che portano ad avere, come già detto, manie di pulizia personale. Si temono i contagi, non si ama frequentare luoghi pubblici perché si pensa siano privi di un’adeguata igiene, per questo in casa propria si ha la tendenza a pulire a fondo come se si trattasse di una sala operatoria: il risultato è quello di ottenere un luogo privo di microbi, privo cioè di vita, un luogo asettico. Crab Apple è il rimedio ottimale per depurarsi dal senso di vergogna, da preconcetti e idee autolimitanti di perfezionismo e manie di purezza assoluta, ma è anche utile in caso d’intossicazioni date da farmaci, anestesie, radiografie, alcool e altre sostanze di cui si è abusato. È un valido Rimedio che può essere utilizzato da terapeuti per mantenere il campo energetico sempre pulito, utile per chi lavora negli ospedali, in case di cura, per tutti i lavori “sociali” e chi vive o lavora in ambienti particolarmente inquinati. È il Rimedio antisettico per eccellenza.

Walnut

Il nome Juglans Regia ci fa capire che siamo di fronte ad una pianta d’importanza regale. Albero di prima grandezza di origine asiatica (pendici dell’Himalaya), è stata introdotta in  Europa e  nel resto del mondo, in tempi antichissimi. L’albero del noce è una pianta cosmopolita, si trova in quasi tutti i continenti; può raggiungere i trenta metri di altezza, ha foglie caduche, è una pianta longeva raggiunge i seicento anni di età. Di questo albero ne viene utilizzato il legno robusto di colore scuro, solido e durevole, ha frutti commestibili e molto proteici il cui uso risale a circa novemila anni fa, secondo alcuni reperti antichissimi. Il gheriglio (il frutto commestibile) ha proprietà terapeutiche in quanto si è scoperto aiuti il cervello a creare le sinapsi e ne viene, per questo motivo, consigliato il consumo. Esso è inoltre utilizzato per estrarre olio impiegato a scopo alimentare e nell’industria dolciaria, delle vernici, dei colori sino all’uso di olio in campo cosmetico per la profumeria. Nel periodo romano le noci venivano offerte agli sposi il giorno delle nozze. Simbolicamente il frutto è stato anche collegato alla Trinità o, secondo Sant’Agostino, a Gesù, il contenitore che racchiude beni misteriosi, la fertilità, l’anima racchiusa dentro al corpo. Anticamente fu interpretato come sinonimo di protezione di un contenuto particolarmente prezioso. La caratteristica del noce è di  racchiudere il gheriglio (frutto e seme) in un guscio a sua volta protetto dal mallo. La segnatura della pianta racconta proprio questo: il frutto è simile al cervello e il suo guscio alla scatola cranica, mentre il mallo, a sua volta piuttosto spesso e resistente, ad una sorta di aura. Il noce dona protezione quando dall’esterno possono arrivare condizionamenti (mentali) inappropriati o da cui non ci si riesce a difendere. I suoi frutti vengono raccolti tra settembre e ottobre, nel momento del cambio di stagione tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno: questo Rimedio svolge la funzione di protettore durante i periodi di grandi cambiamenti. È il rimedio per eccellenza utile alle donne in gravidanza (bene se assunto durante e dopo il parto, nei primi mesi di vita del bambino) e per il bambino che viene alla luce, proveniente da una condizione acquatica e di buio; Walnut è bene utilizzarlo durante ogni passaggio dell’infante, dalla dentizione al primo giorno di asilo, dalla scuola materna alla scuola primaria, durante la fase di pubertà. Walnut segna l’inizio di un nuovo amore, una separazione, uno sposalizio (già anticamente era il frutto donato agli sposi),  il periodo della menopausa, durante il passaggio dalla vita terrena e un’altra forma di esistenza (consigliato anche per chi assiste colui che passerà oltre). Rimedio utile durante un cambio di lavoro, un trasloco e in generale una fase di transizione dell’esistenza. Walnut è utile in momenti particolari della vita, quelle fasi delicate di passaggio che comportano attenzione e calma per essere vissute con equilibrio.

“Mi riservo il diritto di rifiutare suggestioni negative da chiunque.”

Tratto da “Il cielo ti cerca” di Richard David Bach

 è il motto perfetto in uno stato Walnut positivo. Durante i periodi di cambiamento siamo più suscettibili e insicuri, ma la decisione spetta solo a noi. Walnut aiuta a proteggere la mente da pareri e condizionamenti altrui che minano la serenità interiore utile a prendere decisioni importanti, aiuta a sentirsi protetti da un’aura favorevole per il proprio processo interiore di cambiamento e trasformazione. Ogni cambiamento dell’esistenza umana richiede di essere interiorizzato, pensato, valutato; l’essere umano è abitudinario e i cambiamenti spaventano. È indispensabile ricordare che, durante le fasi di cambiamento, chi profetizza pensando di essere al nostro posto, ha un’opinione e un’esperienza del tutto personale che spesso non corrisponde al destino della persona in questione. Ognuno vive la propria realtà a modo proprio. Ancor più frequentemente capita di essere vittime di suggerimenti altrui dettati da banali luoghi comuni o per “sentito dire” o, peggio ancora, tentativi di tenere al proprio livello di paura e di mancanza di tentativi nel cambiamento, cioè di evoluzione, il prossimo.

Walnut rompe l’incantesimo delle idee limitanti altrui. È il Fiore degli outsider, di coloro che hanno deciso di fare un passo avanti nella vita, di osare il cambiamento. Si tratta di persone che spesso creano dei precedenti attraverso i quali altri potranno prendere spunto e riferimento.

Rescue Remedy

Nonostante sia il risultato di cinque Fiori diversi, è comunque da considerarsi come un unico Rimedio. Rescue Remedy è la soluzione per ogni evenienza traumatizzante immediata ed improvvisa. L’insieme di questi cinque Rimedi ha la capacità di riportare quasi istantaneamente dopo uno shock o trauma subito, il senso di calma, di presenza, di eroismo, pazienza, controllo. Si potrebbe trattare di un incidente in auto come di ricevere una cattiva notizia; la spossatezza interiore di fenomeni fuori dal nostro quotidiano controllo, o che possono creare ansia, inquietudine e incertezza improvvisi, sono circoscritti dall’essenza di Rescue Remedy che riporta uno stato di equilibrio interiore, tralasciando il panico. Lo si può utilizzare anche in caso di un colloquio importante, un esame, intrattenere il pubblico durante una conferenza, il parto. Eventi che richiedono la presenza di spirito e del corpo, la concentrazione della mente a dispetto dell’annebbiamento causato da stati angosciosi e di panico. L’utilizzo di Rescue Remedy (chiamato anche Five Flower Remedy o Resource Remedy, RQ Essence of Emergency a seconda delle case di produzione del prodotto: il contenuto è il medesimo per tutti e l’efficacia non cambia) è tra i più vari, ma non da sottovalutare e da utilizzare come posologia a parimenti dei metodi “allopatici”: non si tratta infatti di una sorta di rimedio tutto fare, il suo uso discreto è ristretto in alcuni ambiti.

La Floriterapia: CHE COSA COMPORTA?

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L’evoluzione dell’individuo passa attraverso momenti di prova e di catarsi. L’uso dei Rimedi Floreali permette di riconoscere gli stati di squilibrio personali e di assumere un atteggiamento sia mentale sia pratico, diverso, più armonioso, stabile e in allineamento con la propria personalità.

Edward Bach fu il precursore della medicina vibrazionale, colui che ha individuato, scoperto e portato nel mondo il metodo della Floriterapia e dei suoi Fiori. Edward Bach nasce come medico chirurgo, passando dalla chirurgia all’omeopatia sino alla comprensione più alta che la risoluzione dei problemi dei suoi pazienti non poteva avvenire su un piano meramente fisico, asportando o sostituendo parti del corpo umano, ma attraverso la comprensione delle frustrazioni o dei malesseri interiori che essi vivevano quali singoli individui. Edward Bach arrivò a considerare la medicina classica sino a quel momento da lui stesso operata, come un fallimento nei confronti dell’umanità. Passando all’omeopatia capì che non era sufficiente come metodo terapico e che c’era bisogno di una nuova metodologia ancor meno invasiva e più vicina alle persone per poterle curare veramente. Grazie alle sue esperienze di vita personali (gli fu diagnosticato un tumore: i suoi colleghi medici gli diedero pochi mesi di vita ma lui visse altri diciannove anni), scoprì egli stesso il metodo nuovo di guarigione pionieristico dato dalla Floriterapia, provando su di sé ogni singolo Rimedio Floreale per capirne le facoltà e gli stati d’animo su cui essi andavano ad interagire.

Attraverso il mondo delle Segnature, individuò 38 Fiori capaci di ristabilire l’equilibrio emotivo – mentale e spirituale nell’uomo.

I Fiori di Bach lavorano su piani sottili a cui ognuno di noi fa capo, essendo tutti quanti immersi in un mondo fatto di emozioni e di pensieri. 

“La malattia non esiste, è l’uomo ad essere malato”

Con questo concetto, lavorando sulle cause vere del malessere umano, è possibile prevenire la malattia fisica e là dove fosse già presente, prenderne consapevolezza e lavorare a ritroso per comprenderne le cause che spesso hanno radici nel mondo emozionale.

SEGNATURE VERDI: quando è la Natura a parlare

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Il termine “Segnatura” fu utilizzato inizialmente in ambito astrologico e indica l’influsso che un pianeta ha in un certo tema. La Luna, lo sappiamo, governa il mondo dei liquidi sul pianeta Terra, ma governa anche il cervello quale organo del corpo umano. Gli astri compartecipano alla vita terrestre degli elementi viventi della natura, dalle maree a specifici organi del corpo. Nel mondo vegetale invece, la Segnatura indica:

 “l’aspetto di una pianta che da l’indicazione del disturbo che essa è in grado di guarire”

 Ogni fiore o pianta ha il proprio “segno” indicativo che contraddistingue la patologia da curare, questo in base al luogo di nascita, in base al colore e alle caratteristiche tipiche del fiore stesso. Prendiamo l’esempio di Impatiens Glandulifera (nella foto). E’ il fiore del “non mi toccare”,Impatiens nei Fiori di Bach. Quando questa infiorescenza è ancora chiusa, non appena viene sfiorata essa “sputa” ad una velocità altissima i semi che ha dischiusi dentro di sè, sparandoli fuori a decine di metri di distanza. Il fusto di questa pianta è carnoso e pieno di acqua, che si staglia alto oltre un  metro con quelle sue “bocche” rosa – fucsia, come a gridare qualcosa. Quale segno caratteristico porta Impatiens? Questo Fiore di Bach ha il compito di riportare una frequenza di pazienza nell’animo umano, là dove si è verificato un episodio spiacevole che ha costretto la personalità a fuggire dal suo presente, portandosi avanti nel tempo, in un futuro eventuale (come i semi sparati a distanza), evitando così il qui e ora, evitando di affrontare quella situazione spiacevole che, prima o dopo, si ripresenterà per essere compresa e superata. E’ altresì vero che la personalità Impatiens vede avanti proprio per lo stesso motivo. Sono persone che amano lavorare da sole perchè tutto il resto ai loro occhi appare lentissimo e poco efficace.

Il fusto è spesso ma pieno di acqua, in realtà molto fragile. Il fusto della personalità Impatiens è suscettibile al mondo emotivo, ne è pieno, volendo proprio essere precisi! Vive di emotività e di emotività rischia di subire, se non si tiene sotto controllo. Il colore rosa – fucsia del fiore indica il fervore loquace e i sintomi di irritabilità (tutte le malattie legate alla pelle come orticarie, fuochi sacri, eruzioni cutanee, ne sono un lampante sintomo) del soggetto Impatiens che non riesce proprio a stare buono!

E’ una personalità in costante movimento, ma ho scoperto recentemente una soluzione per fermarlo….. : qualsiasi sia la sua richiesta o la sua visione futuristica… ditegli di SI’, tranquillizzatelo sulla sua posizione post – moderna (perchè lui è già la, nel futuro) e ditegli che “si farà”. A quel punto la sua pressione in movimento si placherà, come fosse già avvenuto il suo ambito progetto avanti nel tempo. Allo stesso tempo consigliate la somministrazione di qualche flaconcino di questo Rimedio Floreale! Quale impaziente che sono, ne so qualcosa anche io…

Solarizzazione e i 3 principi filosofici alchemici

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La filosofia della segnatura nasce in primo luogo in ambito astrologico: la segnatura astrologica indica quali proprietà hanno gli astri e il loro modo di esercitare un certo influsso in un tema natale. 

Nel mondo vegetale la segnatura indica che l’aspetto di una pianta (com’è dove vive, i colori ecc) fornisce l’indicazione del disturbo che essa è in grado di guarire. Bach costatò che ogni Fiore è legato a un uno stato dell’animo umano: i Fiori di Bach hanno un potenziale armonico utile a guarire le malattie dell’animo umano. Quando l’armatura cade, il corpo è libero di andare, guidato dallo Spirito.

Solarizzazione

L’estrazione dei Rimedi è fatta attraverso il metodo della solarizzazione e della bollitura, un metodo semplice che da la possibilità a chiunque di poterlo applicare, pur seguendo le giuste direttive. In particolare il metodo della solarizzazione avviene nel laboratorio a cielo aperto nella Natura. Edward Bach individua i Fiori utili alla guarigione: con forbici e guanti in cotone, per evitare di interferire con il proprio “umore” toccando direttamente i fiori, taglia i capolini dei Fiori nel momento massimo di fioritura; li pone in una ciotola di vetro piena di acqua di fonte, possibilmente ricavata nelle stesse vicinanze dei Rimedi Floreali. La ciotola con l’acqua e i Fiori depositati sopra viene lasciata esposta in pieno sole, preferibilmente la mattina per tre o quattro ore, assicurandosi l’assenza totale di nubi. Quando i capolini iniziano ad appassire si tolgono dalla ciotola e l’acqua di risulta viene definita “stock madre”, a sua volta diluito in percentuale in una soluzione alcolica di brandy. 

Il sistema della solarizzazione e della bollitura (con l’unica variante che il calore è dato da un fuoco sotto un contenitore invece che dall’energia solare: questo procedimento viene riservato ad Fiori più coriacei) corrisponde al metodo usato anticamente dagli alchimisti ermetici che vedevano alla base di ogni cosa e in particolare nella Natura, i tre principi filosofici – alchemici i cui elementi sono: Zolfo, Mercurio e Sale.

 Lo Zolfo (Sulfur) corrisponde all’ Anima, la coscienza, il principio maschile, l’ātmā nella tradizione indiana; l’anima è legata all’elemento Fuoco, rappresentato dall’astro Sole.

L’utilizzo dell’elemento fuoco serve a trasformare vecchi schemi mentali ed emozionali (che procurano atteggiamenti sbagliati e malsani), grazie al potere trasformatore del Fuoco. Vecchi atteggimenti e modalità di pensiero o predisposizini d’animo si trasformano in nuovi schemi mentali e atteggiamenti purificati e rigenerati. E’ la fenice che risorge dalle proprie ceneri.

 Il Mercurio (Hydrargyrum = Idrargirio o Argento Vivo) corrisponde allo Spirito, il Pranha nella tradizione indiana, dato dall’astro Luna. Essa è legata all’elemento Acqua, principio femminile ed elemento mobile. Il Mercurio presiede allo Spirito. La Luna governa l’Acqua e i suoi moti, essa è l’elemento del mondo delle emozioni. Considerando che il corpo umano è composto per quasi l’ottanta per cento di acqua, così come il mondo animale ed il pianeta stesso, comprendiamo bene come l’essere umano sia strettamente legato al mondo emotivo, potremmo dire immerso in esso. Per questo motivo mantenere un sano equilibrio emozionale permette di vivere (anche nel fisico) in modo più sano e sostenibile per se stessi e gli altri.

 Il Sale, terzo principio alchemico, corrisponde alla Materia, il risultato finale dell’unione dei due principi maschile (Sole – Fuoco) e femminile (Luna – Acqua) rappresenta il Figlio, il corpo.

 Il risultato della solarizzazione e della bollitura è un’azione alchemica che trasmette il messaggio vibrazionale dei Rimedi Floreali memorizzato nell’acqua e pronto a sintonizzarsi con le emozioni umane, con lo spirito degli animali e con il resto del sistema ambientale.

FITOterapia e FLORIterapia NON SONO LA STESSA COSA

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C’è una differenza sostanziale tra FLoriterapia e FItoterapia!

Le persone mi dicono: “AH… Ho capito, usi la FITOterapia per fare…. questo, quello ecc…”. NO!

FITOterapia e FLORIterapia sono due cose completamente diverse. La prima si basa sull’uso di estratti di piante (foglie, fusto, fiori, radici, corteccia), macerati, essiccati, diluiti in soluzione idroalcolica eccetera, per la salute principalmente fisica dell’individuo. La FLORIterapia è invece un estratto del messaggio di guarigione dei Fiori. E, notare bene, solo di fiori si parla (ad eccezione di un caso er cui si utilizzano gemme). Il Fiore rappresenta la massima espressione della pianta, la massiva evoluzione, il massimo grado di fertitlità che produce sia frutti sia pollini per assicurare la continuità della specie. 

Come ben spiega il metodo della solarizzazione (vedi post precedenti), nessuna pianta o fiore viene fisicamente utilizzato per estrarre i Rimedi Floreali. Questo perchè i Rimedi Floreali “lavorano” sui piani sottili, emotivi – mentali – spirituali dell’essere umano. Ma senza andare troppo nel metafisico, basti pensare che ognuno di noi vive di emozioni. Siamo immersi in un mondo emotivo (paure, rabbia, tristezza, depressione, ma anche gioia, fleicità, vivacità, coraggio, entusiasmo). E’ lì che Edward Bach aveva compreso la necessità di porre le proprie cure. La felicità a volte è lontana da ciò che pensiamo sia davvero vivere sani e felici. La felicità e il benesser interiore sono difficili da sostenere per un individuo; è più semplice avere sempre qualcosa di cui lamentarsi! O qualcuno con cui lamentarsi. O qualcluno di cui lamentarsi. Bach aveva capito che guarire le emozioni era guarire l’individuo malato, addirittura prevenirne la malattia. Nella FLORIterapia non esistono estratti “fisici” di piante (fusto, corteccia, fiore, foglie) perchè ciò che si deve guarire non è di origine fisica. Ma vibrazionale.

Come una Frequenza può diventare un antiparassitario

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I Fiori di Bach non sono meri estratti di piante, o meglio, di fiori, così come si potrebbe intendere un comune estratto fitoterapico. Ogni Fiore scoperto dal Dott. Bach (1886 – 1936) rappresenta un aspetto della personalità umana. Egoismo, incertezza, paura, distrazione sono caratteristiche dell’animo umano che hanno tutte una propria e specifica frequenza, di fatto sono esse stesse delle precise frequenze, come fossero note musicali. I Fiori di Bach si accordano con questi stati d’animo per ristabilirne l’equilibrio nel momento in cui si trova un disordine. Quando si trova un disordine? Quando ci si ammala e quando si è infelici – e spesso le due cose sono strettamente legate. Si potrebbe discutere a lungo sul fatto che ciò sia vero oppure no, ma se per esempio ci trovassimo di fronte ad una persona infelice piuttosto che ad una felice, inconsciamente o no la nostra personalità agirebbe di conseguenza. Un altro esempio: di fronte ad una persona paurosa o ad una persona coraggiosa, avviene lo stesso meccanismo di “scambio” tra le parti in cui l’intelligenza emotiva di entrambi si sintonizzerebbe grazie ad un meccanismo di tacito consenso su come agire. Questa empatia sottintesa per i rispettivi subconsci è un dato di fatto per chiunque abbia voglia di soffermarsi qualche secondo a pensare su come realmente funziona l’animo umano.

Paura, coraggio, decisione, indecisione, fermezza d’animo o incertezza hanno ognuna una propria frequenza.

Se la musica è un’insieme di frequenze composte da quelle che chiamiamo note musicali che si esprimono grazie alle particelle di aria, i Fiori di Bach o Californiani o altri estratti con lo stesso metodo del Dott. Bach (detti Rimedi Floreali) si espandono grazie all’elemento acqua che, non a caso, rappresenta il mondo emotivo che è dentro ognuno di noi e in cui tutti siamo costantemente immersi già prima della nascita (nove mesi immersi in liquido materno in cui ogni emozione viene trasmessa al nascituro).

E’ attraverso l’acqua che il Dott. Bach ha estratto i suoi Rimedi e l’acqua ne è l‘elemento vettore. Il corpo umano ne è composto per il 75 %; cervello, cuore, fegato, muscoli, reni hanno una composizione tra il 75 % e l’ 83%. Tutti gli esseri viventi animali e vegetali ne sono composti per il 75 % e oltre;  il pianeta terra ne è composto per l’80%. Ecco perché siamo immersi in un mondo fatto di emozioni. 

A questo punto … 

Come fanno i Fiori di Bach a sintonizzarsi con le piante?

  1. per il motivo appena sopra citato, cioè attraverso l’acqua – diluizioni in acqua. Le informazioni impresse nell’acqua dei rimedi floreali si connettono e trasmettono all’elemento acqua contenuto in ogni particella di vegetale. Il campo vibrazionale dei Rimedi floreali si sintonizza con la pianta, provocandone una reazione, uno stimolo, una guarigione esattamente come avviene nel campo umano per cui Bach si batté molto andando in direzione contraria rispetto alla scienza farmacologica del suo tempo: egli sosteneva che la malattia non esistesse, ma che è l’uomo ad essere malato. Chiedere: come si sente? piuttosto che: che cos’ha? fa la differenza. Perché in ogni animo umano risiede un dolore o una ferita che, se protratta nel tempo, genera malattia. Studi scientifici iniziati negli anni ’50 (La vita segreta delle piante di C. Bird e P. Tompkins) dimostrano che anche i vegetali provano dolore o sconforto o euforia e in base alla loro condizione possono ammalarsi e morire – senza dover inoltre aggiungere l’ovvia opera nefasta dell’uomo sulla Natura
  2. le scoperte che ho portato avanti negli ultimi quindici anni hanno dimostrato che i Fiori di Bach interagiscono direttamente con il campo vibrazionale elettromagnetico degli insetti e non solo sui vegetali.
  3. L’uso dei Rimedi Floreali permette in modo completamente naturale alle frequenze dei Fiori di armonizzarsisintonizzarsi con il ciclo biologico di insetti e micosi provocandone la dissuasione e non la morte. In questo modo la biodiversità può essere mantenuta senza interferire con altri insetti, l’ambiente circostante e altre forme di vita utili.

Questa modalità è innovativa e ad impatto zero sull’ambiente, le persone, gli animali poiché si tratta di utilizzare frequenze date dai fiori diluite e dinamizzate in acqua.

Ogni frequenza è chiaramente priva di qualsiasi principio attivo: i rimedi Armonizzatori del Giardino contengono solo informazioni atte a dissuadere insetti e piccoli animali.

Think about it.

 

Marmellata di duroni e DROSOPHILA SUZUKI

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Ci sono cascata, eppure lo sapevo. Ho acquistato una marmellata di duroni fatta in casa… Buone le cose fatte in casa, mi ricordano di quando si era biambini. CIliegie e duroni, all’epoca, non subivano tutti i trattamenti che subiscono oggi, anzi erano le piante meno trattate in assoluto. Quest’anno invece, a causa della Drosophila Suzuki, è stato un disastro. La Drosophila è un insetto che ama i frutti rossi, è quindi ghiotto di ciliege, duroni, pesche, susine e piccoli frutti rossi come le more, i mirtilli, i lamponi. Quest’anno sono stati riscontrati nella zona Modena – Bologna – Reggio danni anche su colture di fichi e vite. E’ un insetto “ingegnoso”: deposita la larva all’interno del frutto non appena è appetibile e morbido, quando, soprattutto nei frutti rossi, da verde inizia la maturazione e la colorazione rossastra. In questo periodo deposita la larva che si schiuderà nel giro di breve tempo all’interno del frutto (nasce all’interno del suo cibo prelibato), in modo da assicurarsi l’immediata sopravvivenza e il proseguimento della vita.

Quest’anno nella nostra zona sono stati effettuati sino a diciassette trattamenti convenzionali per contrastare la Drosophila, trattamenti utili a evitare la dischiusa del parassita prima della vendita del prodotto; la Drosophila non è come tutti i parassiti comuni, una volta dentro al frutto non la si può più eliminare. Con questi tipi di trattamenti su ciliegie e duroni, i tempi di carenza non sono stati rispettati: mentre si raccoglieva, si trattava e grazie all’arrivo tempestoso e irruento dell’insetto, sono stati reintrodotti dei prodotti fitosanitari debellati dal mercato qualche tempo fa a causa della loro comprovata alta tossicità. Ma la produzione delle ciliege (e zone limitrofe) non poteva e non doveva fermarsi.

Così ho acquistato una marmellata di duroni, a maggior ragione convinta della sua bontà dal fatto che fosse stata fatta in casa (pochi zuccheri, niente conservanti, coloranti ecc, ecc…)

Stamattina ho fatto colazione con pane, burro e marmellata di duroni. Pensavo: “Mica saranno duroni trattati diciassette volte, questi. Figurati. Anche se non ho chiesto della provenienza dei frutti… Ma no, dai. E’ buona, guarda qui che belli, interi e succosi”.

Noto un sapore diverso dal solito. Io sono una specialista in marmellate di duroni e amarene. Le adoro.

Un retrogusto nel sapore. Quel sapore, come di sintetico, mi ricorda qualcosa. Non è sintetico. E’ il sapore dei farmaci, come quando mangi certi polli e ti rimane il sapore di farmaco nel palato. No. Ri assaggio. Sa di farmaco, sa di qualcosa che non va. Non è questo il sapore dei duroni. Oddio, mangio un concentrato di un concentrato di… Lasciamo stare. La marmellata è finita nel cestino, anche a malincuore perchè era bella. Come ho fatto a cascarci? Eppure lo sapevo.

Il castagno, la cinipide e i Rimedi floreali

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La cinipide del castagno o vespa del castagno, è un insetto che ha causato diversi danni, oltre che alle piante stesse, anche in un’ordine di produzioni sui tradizionali frutti autunnali. Quasi tutto il raccolto  di questi ultimi anni proviene dall’est Europa e dalla Cina, sebbene l’Italia sia un paese ricco di Castanea Sativa, pianta che da sempre popola l’appennino in lungo e in largo.

La cinipide del castagno incide notevolmente sulla mancata produzione di castagne poichè ha l’abitudine di attaccare i germogli delle piante attraverso la “costruzione” di galle, bloccando la crescita dei germogli e, conseguentemente, la fruttificazione e lo spontaneo svolgimento della vita vegetale della pianta.

E’ interessante notare come Castanea Sativa corrisponde al Rimedio Floreale del Dott. Bach, Sweet Chestnut.

Sweet Chestnut fu selezionato dal Dott. Bach  per risolvere (e affrontare) la tematica della così detta “Notte buia dell’Anima”. La Notte Buia dell’Anima, è un termine di origine sciamanca che prevede un momento di grande trasformazione interiore. Di catarsi. La catarsi avviene inevitabilmente nei momenti che consideriamo essere i peggiori dell’esistenza. E’ un momento di profonda trasformazione radicale dell’essere, il momento in cui le certezze crollano, il momento della “tabula rasa” in cui può solamente accadere una cosa: la ricostruzione. La rinascita. Sweet Chestnut è l’interprete della fenice che risorge dalle proprie ceneri, un cambiamento di vita radicale, voluto oppure no.

Quando la Vita si fa sentire davvero, per forza di cose c’è una reazione. E se si è giutni a quel punto di svolta catartico, significa che quello era l’unico mezzo per poter permettere il cambiamento, la trasformazione. Lì per lì tutto appare buio. Quando si è al limite, consapevolmente o no, si trascende il limite. 

Che cosa ci comunicano i castagni malati in questa epoca?

Di fatto la Terra si trova nel punto più lontano rispetto al Sole, il piano dell’elittica terrestre è nel punto più distante rispetto alla Luce solare. Questa è una fase “buia” dell’Anima di Gaia che rispecchia perfettamente il momento storico attuale. Un momento di grande trascendenza e trasformazione sia individuale che planetario. 

La Natura è il nostro specchio poichè noi siamo figli della Natura. Allora specchiamoci e guardiamo che cosa sta avvenendo dentro e fuori di noi. Pare che il mondo stia andando alla “rovescia”. E’ il momento catartico che la coscenza collettiva umana ha voluto, per raggiungere il grande cambiamento. Questo è l’unico modo possibile, altrimenti ci saremmo fermati prima, forse. 

La cinipide del castagno e i castagni assaliti da questa patologia, ci mostrano a che punto siamo. La castagna era considerato il cibo dei poveri. Adesso lo dobbiamo importare! Le grandi trasformazioni avvengono solo dopo grandi catarsi. 

Ma la soluzione è alle porte.

Le patologie di querce e olmi

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E’ da tempo che osservo le nuove malattie che stanno prendendo d’assalto querce e olmi. Le querce subiscono l’impatto di un insetto che mina le foglie rendendole trasparenti, un pò come capita agli ippocastani con la Cameraria Ohridella: le foglie vengono private della loro linfa e si seccano come d’autunno.

Gli olmi, invece, sembrano bruciati; ma non si tratta di grafiosi, patologia devastante per tutti gli olmi , che se la passavano come il morbillo per i bambini. Questa patologia attuale prende d’assalto più spesso alberi adulti e singoli.

La quercia e l’olmo corrispondono ai Rimedi Floreali di Bach: Oak e Elm.

OAK è utile alle persone che hanno un eccessivo senso del dovere, che si sovraccaricano delle problematiche altrui, che sono poco flessibili e si affaticano cronicamente a causa del peso eccessivo di cui si fanno carico, un peso spesso non solo loro, ma di altre persone o situazioni. Ne conseguono mali fisici come atriti o artrosi, soprattutto agli arti superiori, e il rischio maggiore, proprio come fanno le querce, è quello di “schiantare” al suolo, che significa cedere in un momento solo, all’ improvviso.
Le caratteristiche di questo albero rispecchiano perfettamente alcuni lati dell’animo umano, come insegna la Segnatura della pianta.

ELM è il Rimedio che aiuta a superare momenti di eccessivo carico e responsabilità, ma nella forma di uno stato passeggero, a differenza di Oak, che invece è capace di vivere un’intera esistenza facendosi carico degli altri (o di situazioni altrui). Questa è la sostanziale differenza tra i due Rimedi.

Quale connessione con ciò che accade al Pianeta in questi tempi?

Quale connessione con querce e olmi, con Oak e Elm?

Il Pianeta non ce la fa più. Il senso di responsabilità eccessivo a cui deve sottostare, è arrivato al limite e ce lo sta dimostrando. Gaia si fa carico di tutti noi, ma ci sta mostrando che la modalità con cui intendiamo proseguire, non va bene.

E noi, quali abitanti di questa terra, quali responsabilità stiamo evitando di prendere, gravando sul tutto il resto del sistema? 

SE E’ VERO CHE IL SIMILE CURA IL SIMILE…

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“Similia similibus curantur”

diceva Ippocrate, poi seguito per la stessa teoria dal medico tedesco Samuel Hahnemann, innovatori di una nuova medicina chiamata, nel futuro di oggi, Omeopatia. Per ragionare in termini semplici, i vaccini sono il risultato della teoria di Ippocrate e Hahnemann, con la sola differenza che i due utilizzavano estratti del mondo vegetale e minerale, non sostanze create in laboratorio. Ma il concetto è il medesimo. Il siero anti – vipera è composto per una certa percentuale del veleno di vipera, il vaccini dell’anti tetano ha in sè un certo dosaggio ditetano … Paracelso diceva: “Il veleno sta nel dosaggio“. Ogni pianta o fiore, minearale o metallo, ha una proprietà curativa, ma è indispensabile essere a conoscenza di quale quantitàne vada utilizzata per il bene della persona e il corretto dosaggio per la cura della patologia. I primi vaccini, di cinquant’anni o sessant’anni fa, ancora in fase di sperimentazione, hanno causato danni irreversibili ad alcune persone perchè all’epoca non si conoscevano ancora bene i giusti dosaggi. Un dosaggio errato comportava l’irrevocabile condanna di un essere umano. 

Attraverso l’iniezione di vaccini o altre sostanze naturali, il corpo si adegua a quel tipo di sostanza, diventandone immune nel caso in cui ne fosse colpito improvvisamente, causando danni maggiori.

La Floriterapia del Dott. Bach si basa sulle medesime teorie prima di Ippocrate, poi di Hahnemann, con l’unica differenza che non si tratta di cure invasive attraverso iniezioni, e con la particolarità che i Rimedi Floreali del Dott. Bach curano stati d’animo con… stati d’animo. La terapia floreale si basa sull’uso di Fiori in cui ogni Fiore rispecchia uno stato della personalità, una condizione da riportare in equilibrio. 

Così, se ogni Fiore ha un messaggio curativo per l’uomo, a maggior ragione lo ha nei confronti dei suoi simili! “Perchè non curare i fiori con i fiori?”, mi sono domandata da giardiniera, un giorno di molti anni fa. E’ logico! Basta comprendere di quale tipo di patologia si tratta (analisi dell’insetto) e conoscere in modo approfondito i Rimedi Floreali da utilizzare nei diversi casi.

E’ chiaro quindi, che il simile cura il simile. Se volete aiutare meglio le vostre piante, curatele con Rimedi Floreali per incoraggiare la loro guarigione. Buona sperimentazione!