Soluzione per cimici verdi

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Mi occupo di Floriterapia da diversi anni, ma solo ultimamente ho contemplato il fatto che me ne occupo quasi a 360 gradi. Da un punto di vista umano, da un punto di vista fisico (scuola di Orozco) e da un punto di vista ambientale.

Di fatto, siamo circondati da frequenze di ogni genere, noi stessi esseri umani siamo “frequenze che camminano”: per i pensieri che pensiamo, per le emozioni che proviamo, per le parole che diciamo, per le azioni che facciamo. Tutto ha una conseguenza su tutto, le stesse frequenze – azioni, parole, pensieri – si sintonizzano con frequenze che si riconoscono, pensieri, ideologie, stati d’animo, azioni. Tutto è in perfetta sintonia, cambia solo la frequenza su cui ci si sintonizza. Come alla radio.

Se emettessimo “high frequencies” giornalmente, creeremmo un ambiente con le stesse alte frequenze. Ci sintonizzeremo su una “musica” – stile di vita – piacevolmente melodiosa.

L’uso dei Rimedi floreali in contesti ambientali (casa, giardini) provoca l’emissione di certe frequenze che hanno la capacità di modificare – sintonizzare l’ambiente esterno in un certo modo. Una testimone, alcuni anni fa, ha utilizzato la miscela Insecta per contrastare pidocchi delle rose e ha detto: ” Da quando ho iniziato ad utilizzare gli Armonizzatori nel mio giardino sono riapparse le lucciole!” Una testimonianza indimenticabile e inequivocabile!

Ho così pensato di diffondere la soluzione per cimici a base di Rimedi floreali affinché più persone abbiano la possibilità di armonizzare un contesto ambientale di tipo casalingo. La casa è il nido, il custode dal mondo esterno, un rifugio. A volte però, non sempre il rifugio può essere pienamente gradevole. Così, mentre scacciamo qualche insetto a noi sgradito (gli Armonizzatori infastidiscono gli insetti e si allontanano) contemporaneamente portiamo un pò di armonia anche all’interno del contesto ambientale in cui viviamo. A seguire, quindi, la soluzione fai da te per le cimici.

Procuratevi:

  • 1 falcone in vetro oscurato con pipetta da 30 ml
  • i Fiori di Bach: Crab Apple, Walnut, Chestnut Bud
  • il Fiore californiano Black Cohosh
  • 1 erogatore con spruzzino da 2 lt
  • acqua

Buona sperimentazione.

SOLUZIONE PER CIMICI

Tenete presente che la miscela andrebbe erogata già a partire dal mese di luglio su porte, finestre e porte-finestre di verande e balconi, pareti e perimetri delle verande o esternamente in un giardino delimitando un’area e creando una sorta di “zona protetta”, quella che identificate e che vi interessa proteggere dall’arrivo delle cimici.

Procuratevi un flacone con pipetta da 30 ml, mettete dell’acqua al suo interno e aggiungete i Fiori di Bach di: WALNUT, CRAB APPLE, CHESTNUT BUD nella misura di 5 gocce per ogni Rimedio floreale. In più procuratevi il Rimedio californiano (della linea Fes) BLACK COHOSH e aggiungete 7 gocce di questo rimedio nello stesso flacone da 30 ml. Successivamente DINAMIZZATE il flacone (chiudere bene il tappo) cioè, battete consecutivamente per 10 volte il flacone sul palmo della mano con la giusta intenzione-attenzione a quello che state facendo. Questa operazione la potete ripetere sino a 3 volte, sempre di 10 in 10. Ciò serve a potenziare il rimedio, ad aumentarne l’efficacia.

A questo punto procuratevi un erogatore con spruzzino da 2 litri, NUOVO – evitate di riciclare erogatori dove all’interno ci siano stati altri prodotti – e riempitelo di acqua, aggiungete 10 gocce (circa 1 pipetta) della vostra miscela (che va conservata in frigo). Dinamizzate ancora 1 volta poi erogate nei perimetri di porte, finestre e dove vi conviene per evitare l’ingresso delle cimici.

Ripetere il trattamento ogni 20/25 giorni circa. E’ possibile erogare il prodotto anche su pomodori afflitti dalla cimice del pomodoro: i Rimedi floreali per la legge italiana sono considerati “edibili”, di conseguenza non dovrete preoccuparvi di effetti collaterali tossici di alcun genere, specie sugli ortaggi, gli animali domestici (pet), i bebè.

Se nel flacone con spruzzino da 2 litri rimane dell’acqua, conservatela per il trattamento successivo in un luogo fresco. Incollate sul flacone un’etichetta adesiva con scritto che cosa contiene il flacone e la data in cui è stata preparata la miscela.

Aspetto un vostro feed-back, mi raccomando!

 


 

 

Marmellata di duroni e DROSOPHILA SUZUKI

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Ci sono cascata, eppure lo sapevo. Ho acquistato una marmellata di duroni fatta in casa… Buone le cose fatte in casa, mi ricordano di quando si era biambini. CIliegie e duroni, all’epoca, non subivano tutti i trattamenti che subiscono oggi, anzi erano le piante meno trattate in assoluto. Quest’anno invece, a causa della Drosophila Suzuki, è stato un disastro. La Drosophila è un insetto che ama i frutti rossi, è quindi ghiotto di ciliege, duroni, pesche, susine e piccoli frutti rossi come le more, i mirtilli, i lamponi. Quest’anno sono stati riscontrati nella zona Modena – Bologna – Reggio danni anche su colture di fichi e vite. E’ un insetto “ingegnoso”: deposita la larva all’interno del frutto non appena è appetibile e morbido, quando, soprattutto nei frutti rossi, da verde inizia la maturazione e la colorazione rossastra. In questo periodo deposita la larva che si schiuderà nel giro di breve tempo all’interno del frutto (nasce all’interno del suo cibo prelibato), in modo da assicurarsi l’immediata sopravvivenza e il proseguimento della vita.

Quest’anno nella nostra zona sono stati effettuati sino a diciassette trattamenti convenzionali per contrastare la Drosophila, trattamenti utili a evitare la dischiusa del parassita prima della vendita del prodotto; la Drosophila non è come tutti i parassiti comuni, una volta dentro al frutto non la si può più eliminare. Con questi tipi di trattamenti su ciliegie e duroni, i tempi di carenza non sono stati rispettati: mentre si raccoglieva, si trattava e grazie all’arrivo tempestoso e irruento dell’insetto, sono stati reintrodotti dei prodotti fitosanitari debellati dal mercato qualche tempo fa a causa della loro comprovata alta tossicità. Ma la produzione delle ciliege (e zone limitrofe) non poteva e non doveva fermarsi.

Così ho acquistato una marmellata di duroni, a maggior ragione convinta della sua bontà dal fatto che fosse stata fatta in casa (pochi zuccheri, niente conservanti, coloranti ecc, ecc…)

Stamattina ho fatto colazione con pane, burro e marmellata di duroni. Pensavo: “Mica saranno duroni trattati diciassette volte, questi. Figurati. Anche se non ho chiesto della provenienza dei frutti… Ma no, dai. E’ buona, guarda qui che belli, interi e succosi”.

Noto un sapore diverso dal solito. Io sono una specialista in marmellate di duroni e amarene. Le adoro.

Un retrogusto nel sapore. Quel sapore, come di sintetico, mi ricorda qualcosa. Non è sintetico. E’ il sapore dei farmaci, come quando mangi certi polli e ti rimane il sapore di farmaco nel palato. No. Ri assaggio. Sa di farmaco, sa di qualcosa che non va. Non è questo il sapore dei duroni. Oddio, mangio un concentrato di un concentrato di… Lasciamo stare. La marmellata è finita nel cestino, anche a malincuore perchè era bella. Come ho fatto a cascarci? Eppure lo sapevo.