ECHINACEA e il momento dell’ INTEGRITÀ

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Mai come in questo periodo ho potuto vedere che si affermavano prontamente dei SI’ per poi essere dei no, intraprendere azioni e prese di posizione per poi ritirare se stessi e negare tutto.

La divisione netta di opinioni negli esseri umani: chi ha intrapreso scelte di indipendenza e allo stesso tempo di messa in discussione e chi, a pari merito, ha accettato tutto quello che gli è stato proposto senza porsi la benché minima domanda, né lasciare il beneficio dubbio. Una distinzione molto netta.

Durante questo 2020 sono state minate le fondamenta della stabilità umana, toccate le paure primordiali. Chi era stabile, centrato, “atterrato” nel proprio corpo fisico e con un background di lavoro su di sé sostanziale non si è mosso dalla propria posizione e non ha dubitato di se stesso, restando lucido. Chi non era radicato ha avuto reazioni che si sono suddivise tra la paura e un egoismo (velato di timore per gli altri), ma tinto del proprio terrore di morire.

L’egoismo è una rappresentazione della mancanza interiore di autostima, affermazione di sé, amore per se stessi, vuoto interiore: esso presiede al terzo chakra insieme alla dignità, all’integrità e alla fierezza che, in questo periodo, sono state scalzate dal proprio posto così come un despote scalzerebbe il popolo per avere una poltrona sicura, senza se e senza ma.

L’essenza californiana di Echinacea ristabilisce gli ordini, unisce i pezzi rotti dentro un’identità fragile per ricompattarla e renderla unita e forte senza paura di dover agire in modalità “Morte tua, vita mia”: essa rende la spina dorsale eretta e degna, così come la personalità che ne fa un buon uso.

Echinacea è il rimedio che porta ad un’immunità personale, identificativa, dignitosa, rigorosa e se si raggiunge questo tipo di integrità anche il sistema immunitario potrà beneficiarne sentendosi esso stesso integro, completo, intero, globale, puro, vero.

C’è molto bisogno in questo periodo di ritrovare se stessi per non perdersi in un bicchiere d’acqua pensando di essere naufragati.

Ne consiglio vivamente l’utilizzo in questo momento di crisi sociale e umanitaria.

 

 

Autunno: tempo di travasi e di semina. Quando riparte un nuovo ciclo

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L’ autunno è un momento importante di passaggiointroduce a un periodo di riflessione, di osservazione e valutazione, di azione interiore più che esteriore. La calura estiva lascia spazio alla giusta via di mezzo fresca e piovosa per portarci verso l’inverno.  C’è necessità corporea, fisica, mentale, di rigenerazione, di intimità, di buio per riscoprirsi poi alla luce. Noi non lo sappiamo ma il nostro corpo sì, così come la natura lo sa. Personalmente il cambio autunnale mi ha sempre portato disagio, un tanto di nostalgia verso quella luce che andava calando e l’idea del freddo; inoltre tutti quegli insetti  – cimici, cavallette, insettuncoli vari tipici della stagione e fastidiosi (più delle zanzare!) che invadono le case; foglie che volano a terra sul suolo bagnato danno l’idea di decadenza … Un fastidio più che una stagione! Poi negli ultimi anni sono riuscita a riappacificarmi con questo strano periodo di mezzo, l’ho capito: ho iniziato a notare i colori e tutte le sfumature di rosso e di giallo, persino di marrone delle piante. Ho visto quanti fiori in autunno ci sono ancora. Ho imparato a riconoscere gli alberi dalla forma e dal colore del tronco oltre che dalla chioma dei rami spogli, irriconoscibili rispetto a quando si riempiono di foglie! Ho visto che se la natura si ferma, un motivo ci sarà. Ogni tanto è necessario fermarsi e raccogliere idee ed energie. L’autunno è una partenza verso l’ignoto buio invernale e i suoi regali. 

Ma ho anche notato che l’autunno è esattamente come la primavera! Sono entrambi momenti di passaggio e di preparazione: la primavera introduce all’estate, al sole, trasporta verso l’inizio della vita e non per nulla le ore di luce vanno ad aumentare, tempo di calore; l’autunno prepara al buio invernale, tempo di freddo, introduce all’introspezione, alla morte. Autunno e primavera hanno in seno gli equinozi, quel breve momento in cui le ore del giorno eguagliano quelle della notte, il pieno equi – librio.   

autunno e primavera insieme

Lavorando a contatto con fiori, piante e bulbi, vi dirò anche che a settembre si possono compiere le stesse operazioni di giardinaggio che si compiono durante la primavera, vale a dire: impianto di bulbi, trapianti da vaso a vaso, trapianti da vaso a terra, semina dei prati (anzi, in questo caso il mese autunnale è migliore della primavera). Vediamoli da vicino:

Bulbi: i bulbi sono di due varietà, i bulbi autunnali – piantati in settembre/ottobre che sbocceranno in primavera – e quelli primaverili – piantati in primavera – che sbocceranno nell’estate. I bulbi sono la sorpresa della primavera, i primi fiori a sorgere dopo l’inverno insieme ad altre poche specie arbustive da fiore come la Forsithya e il biancospino (Crataegus Oxyacantha).  Se ci soffermiamo a pensare ai bulbi, si tratta in realtà di fiori sepolti! Non sono da bagnare nel periodo invernale se messi in vaso, rischiano di marcire. Solo quando si comincia a vedere una testina verde, allora sì, è necessario iniziare a bagnare la terra per dare sostegno e nutrimento al fiore che verrà. Il colore sgargiante e il profumo dei bulbi primaverili da proprio inizio alla grande festa della nuova vita, della primavera!

Piante da vaso: i migliori periodi per i travasi sono l’ autunno e la primavera, si prepara la pianta (sia da interno che da esterno) ad un periodo di maggiore “stabilità” che è il periodo estivo e/o invernale, entrambi momenti di fermo vegetativo. Se vi trovate a travasare una pianta da vaso a vaso il consiglio è di procedere sempre con un vaso non troppo grande rispetto a quello precedente: non esagerate con le misure per il semplice fatto che le radici, abituate alle pareti del vaso, se si trovano uno spazio eccessivo vanno in stress, hanno bisogno di abituarsi lentamente ad un ambiente più spazioso. La natura è lo specchio degli esseri umani: di primo acchito una situazione favorevole e ben agiata sembrerebbe l’ottimale, ma se non abituati, rischia di “bruciare” subito la nuova condizione.

Se invece il trapianto è da vaso a terra, ok per l’autunno. Spesso sento domandare se non sia contro producente trapiantare in autunno per via dell’affacciarsi dell’inverno. In realtà le piante da esterno non temono l’inverno di per sé, ma temono – e muoiono – se il freddo raggiunge le radici (quindi coprire bene con la terra fino al colletto e non lasciare vuoti nel sottosuolo che potrebbero riempirsi di aria o acqua fredda) o a causa di correnti fredde (e in questo caso non esporre semplicemente le piante in zone di corrente).

La Natura mostra un cambiamento nel periodo autunnale, essa si spoglia, ma è uno spogliarsi che rende forti perché affronta il freddo prima di riprodursi, prima di ripartire con un ennesimo ciclo vegetativo. Persino le piante da appartamento risentono di questo cambio. La famiglia dei Ficus è una delle prime a risentirne (il ficus e le piante da interno sono particolarmente sensibili!):  perde parte delle foglie nonostante non si trovi esposto al freddo, ma ugualmente subisce il “fascino” dell’autunno! In questo caso tenete i Ficus maggiormente esposte davanti ad una finestra (luce, luce, luce!) e nel periodo autunno – inverno non bagnatele tanto. Concime liquido meglio del granulare per questo tipo di pianta, mentre per quelle da esterno, che siano frutti, siepi  o cespugli meglio un granulare a lenta cessione.

Piante da terra: anche per le piante da terra (trapianti da vaso a terra) questo è il momento migliore. L’importante è coprire bene sino al colletto della pianta e assicurarsi che la terra attorno alle radici sia ben pigiata senza lasciare spazi vuoti in cui possa entrare aria o acqua fredda. Si potrebbe dire che la terra è la “coperta” delle radici di una pianta, che sono la parte più sensibile e addette al nutrimento. Da questo momento in avanti suggerisco di limitare le bagnature e di lasciare fare la natura con le sue umide nebbie autunnali e le piogge, salvo cambiamenti climatici stravaganti in atto (assenza totale di piogge e caldo). Ottimo concimare con concimi granulari a lenta cessione: un buon nutrimento invernale.

Per i trapianti in generale: se vogliamo che le condizioni future della pianta siano ulteriormente ottimali, il consiglio è di trapiantare in tempo di “radici”, vale a dire osservare il calendario e mettere a dimora nei giorni dei segni di terra: Toro, Vergine, Capricorno. Questo favorirà un buon radicamento.

Semina dei prati: in molti pensano sia la primavera il periodo migliore per seminare il prato, in realtà è l’autunno e uno dei fattori principali è che in autunno piove! Una volta seminato un prato, previa la dovuta lavorazione, l’erbetta nuova non ci metterà molto a fare capolino e soprattutto andrà incontro ad un clima più fresco e piovoso il che, per il neo prato, è l’ottimale, decisamente meglio che non andare incontro ad un’estate calda e opprimente anche se ci si premura di un buon impianto di irrigazione. Il freddo invernale poi non farà altro che “temprare” l’erbetta nuova e rafforzarla preparandola così al futuro.

L’inizio di un nuovo ciclo

Per chi non fosse ancora affezionato o abituato a questo momento dell’anno che da un punto di vista numerologico chiama il 7, numero dell’evoluzione spirituale e il 9 (novembre) numero del compimento e della chiusura di un ciclo, posso consigliare alcuni fiori di Bach:

Walnut utile per i cambi di stagioni per assimilare la fine di un ciclo e accogliere l’inizio di un altro; è il fiore dei momenti di passaggio evolutivo sia personale che stagionale. Walnut rompe i vecchi legami, le vecchie abitudini per abbracciare il nuovo. A settembre si riparte con tutto: il lavoro, le scuole, i corsi. Insomma è proprio come la primavera, un novo inizio!

Scleranthus: per ristabilire l’equilibrio degli opposti, del giorno con la notte, luce e ombra, vita e morte, l’oscillazione tra due opzioni, tra due opinioni. Il fiore ristabilisce la priorità assoluta tra ciò che dice la mente e ciò che sa il cuore. E’ un ottimo rimedio per chi soffre di bipolarismo. Inoltre in questo periodo dell’anno aiuterà la ghiandola pineale a ristabilire un equilibrio di melatonina nel caso ci fossero problemi di dormi veglia dovuto al momento in cui la luce viene a mancare.

Angel’s Trumpet (fiore californiano): quando ci si avvicina al periodo dei morti o a situazioni che ci tengono legate a chi è trapassato, questo rimedio è fondamentale per portare una profonda accettazione della separazione nel cuore. Spesso, inoltre, non ci si rende conto di restare aggrappati a chi non c’è più: il rischio è quello di smettere di vivere la propria vita pensando inconsciamente in questo modo di poter espiare la dipartita di un nostro caro; in questo caso le vite spezzate diventerebbero due. La vita quando c’è, va vissuta.

Sweet Chestnut: come non introdurre un fiore tipicamente autunnale come il castagno? Anch’esso, la cui fioritura si riempe di tutto il sole estivo, introduce allo scoramento del  buio invernale che alcune persone vivono. E’ il rimedio che aiuta a rivedere la luce, quella luce accumulata nel pieno dell’estate: utile in momenti di profondo sconforto esistenziale, sia a causa di una perdita, sia a causa di mancanza di visione di un futuro migliore e positivo.

 

A tutti, un buon cambio di stagione: cerchiamo di cambiare qualcosa in meglio anche dentro di noi insieme a questo autunno e questo equinozio, così cambierà in meglio anche il mondo esterno.

fotografie coperte da copyright di Silvia Malagoli e Giulia Malagoli

Segnatura di Bleeding Heart

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Ricordo d’avere visto la Dicentra Spectabilis – var. formosa – (Bleeding Heart, fiore dei rimedi californiani) per la prima volta durante una passeggiata in montagna. Ci eravamo fermati presso l’aia di una casa chiusa e vicino all’ingresso c’era su un muretto un vaso con questo straordinario piccolo cespuglio dal fiore a forma di cuore. So di essere rimasta estasiata in osservazione davanti a quei piccoli cuoricini appesi, pensando anche che dovevano essere particolarmente forti perchè il clima in montagna in quel periodo non era caldo. Un fiore a forma di cuore … Si tratta di un rizoma, un bulbo con radichette originario della Cina, del Giappone e del Nord America, ecco quindi perchè non ama il caldo. L’ho messo in vaso per la prima volta quest’anno, perchè in primis avevo tra le mani proprio il rizoma con già una punta di verde che voleva sbocciare, in secondo luogo ero davvero curiosa di osservare l’evolversi di questa pianta. Messo in vaso a febbraio da subito sbucava un gruppo verde di foglioline che parevano più schiacciate che altro: sinceramente pensavo non ne sarebbe uscito nulla, sembravano così stropicciate quelle foglie… Poi col passare dei giorni uno stelo si è allungato e qualche foglia è venuta fuori, ma sempre un gruppetto strano di foglioline ammassate se ne stava lì, senza fare niente. Col passare dei giorni si è schiusa quella matassa e hanno iniziato a comparire i primi puntini colorati che si sono sviluppati piuttosto in fretta. Ogni “arricciamento” corrispondeva ad un cuoricino della Dicentra. Si schiudono i fiori, prima piccoli come dei cuccioli poi s’ingrandiscono e prendono sempre più la loro forma. Il fondo del cuoricino del fiore è fatto di opposti. Inizialmente si vede una parte di petali rosa che racchiude il pendente bianco: al suo interno c’è dell’acqua. Goccioline di umido si intravedono dalle pareti bianco trasparenti della parte chiara del fiore pendulo. Poi, dopo qualche giorno ancora, ecco che i petali che racchiudevano la parte bianca con all’interno le gocce si stacca e alza i “braccetti” come in volo che poi restano all’insù di fianco alla forma del cuore.

Assistere all’apertura di Bleeding Heart mi ha fatto riflettere su come questa segnatura indichi la realtà dei fatti: inizialmente la personalità è chiusa su se stessa, ritratta, poi delicatamente in apertura con al suo interno ancora una condizione emotiva che evidentemente la tiene legate a situazioni e persone, poi finalmente, passato un tempo balsamico adeguato, si apre, si lascia andare, addirittura si eleva come in un volo o come due piccoli bracci che si alzano in segno di “hurra”. Osservare l’apertura della Dicentra mi ha sollevato. Questo rimedio pone la condizione per guarire un cuore affranto da dinamiche di dipendenza (cuori che pendono) con altre persone ma anche da situazioni che legano e vincolano. La soluzione non è all’esterno: la soluzione, come sempre, è all’interno. Bleeding Heart (traduzione: cuore sanguinante) mostra questo su se stesso: la parte bassa del cuore (gli opposti speculari) viene racchiusa e protetta (o presumibilmente tale) fino a quando non giunge il momento di aprirsi, staccarsi e librarsi in volo. I fiori si susseguono in questa apertura “alare”: non hanno tutti le stesse tempistiche, ma tutti si apriranno seguendo una naturale successione (a vari livelli, sino all’ultimo) in questa dischiusa d’amore, liberi da ogni condizionamento.

La Dicentra formosa viene anche comunemente chiamata Cuor di Maria.

Soluzione per cimici verdi

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Mi occupo di Floriterapia da diversi anni, ma solo ultimamente ho contemplato il fatto che me ne occupo quasi a 360 gradi. Da un punto di vista umano, da un punto di vista fisico (scuola di Orozco) e da un punto di vista ambientale.

Di fatto, siamo circondati da frequenze di ogni genere, noi stessi esseri umani siamo “frequenze che camminano”: per i pensieri che pensiamo, per le emozioni che proviamo, per le parole che diciamo, per le azioni che facciamo. Tutto ha una conseguenza su tutto, le stesse frequenze – azioni, parole, pensieri – si sintonizzano con frequenze che si riconoscono, pensieri, ideologie, stati d’animo, azioni. Tutto è in perfetta sintonia, cambia solo la frequenza su cui ci si sintonizza. Come alla radio.

Se emettessimo “high frequencies” giornalmente, creeremmo un ambiente con le stesse alte frequenze. Ci sintonizzeremo su una “musica” – stile di vita – piacevolmente melodiosa.

L’uso dei Rimedi floreali in contesti ambientali (casa, giardini) provoca l’emissione di certe frequenze che hanno la capacità di modificare – sintonizzare l’ambiente esterno in un certo modo. Una testimone, alcuni anni fa, ha utilizzato la miscela Insecta per contrastare pidocchi delle rose e ha detto: ” Da quando ho iniziato ad utilizzare gli Armonizzatori nel mio giardino sono riapparse le lucciole!” Una testimonianza indimenticabile e inequivocabile!

Ho così pensato di diffondere la soluzione per cimici a base di Rimedi floreali affinché più persone abbiano la possibilità di armonizzare un contesto ambientale di tipo casalingo. La casa è il nido, il custode dal mondo esterno, un rifugio. A volte però, non sempre il rifugio può essere pienamente gradevole. Così, mentre scacciamo qualche insetto a noi sgradito (gli Armonizzatori infastidiscono gli insetti e si allontanano) contemporaneamente portiamo un pò di armonia anche all’interno del contesto ambientale in cui viviamo. A seguire, quindi, la soluzione fai da te per le cimici.

Procuratevi:

  • 1 falcone in vetro oscurato con pipetta da 30 ml
  • i Fiori di Bach: Crab Apple, Walnut, Chestnut Bud
  • il Fiore californiano Black Cohosh
  • 1 erogatore con spruzzino da 2 lt
  • acqua

Buona sperimentazione.

SOLUZIONE PER CIMICI

Tenete presente che la miscela andrebbe erogata già a partire dal mese di luglio su porte, finestre e porte-finestre di verande e balconi, pareti e perimetri delle verande o esternamente in un giardino delimitando un’area e creando una sorta di “zona protetta”, quella che identificate e che vi interessa proteggere dall’arrivo delle cimici.

Procuratevi un flacone con pipetta da 30 ml, mettete dell’acqua al suo interno e aggiungete i Fiori di Bach di: WALNUT, CRAB APPLE, CHESTNUT BUD nella misura di 5 gocce per ogni Rimedio floreale. In più procuratevi il Rimedio californiano (della linea Fes) BLACK COHOSH e aggiungete 7 gocce di questo rimedio nello stesso flacone da 30 ml. Successivamente DINAMIZZATE il flacone (chiudere bene il tappo) cioè, battete consecutivamente per 10 volte il flacone sul palmo della mano con la giusta intenzione-attenzione a quello che state facendo. Questa operazione la potete ripetere sino a 3 volte, sempre di 10 in 10. Ciò serve a potenziare il rimedio, ad aumentarne l’efficacia.

A questo punto procuratevi un erogatore con spruzzino da 2 litri, NUOVO – evitate di riciclare erogatori dove all’interno ci siano stati altri prodotti – e riempitelo di acqua, aggiungete 10 gocce (circa 1 pipetta) della vostra miscela (che va conservata in frigo). Dinamizzate ancora 1 volta poi erogate nei perimetri di porte, finestre e dove vi conviene per evitare l’ingresso delle cimici.

Ripetere il trattamento ogni 20/25 giorni circa. E’ possibile erogare il prodotto anche su pomodori afflitti dalla cimice del pomodoro: i Rimedi floreali per la legge italiana sono considerati “edibili”, di conseguenza non dovrete preoccuparvi di effetti collaterali tossici di alcun genere, specie sugli ortaggi, gli animali domestici (pet), i bebè.

Se nel flacone con spruzzino da 2 litri rimane dell’acqua, conservatela per il trattamento successivo in un luogo fresco. Incollate sul flacone un’etichetta adesiva con scritto che cosa contiene il flacone e la data in cui è stata preparata la miscela.

Aspetto un vostro feed-back, mi raccomando!

Chaparral: la Larrea Tridentata e i suoi effetti benefici

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Chaparral rimedio californiano della linea FES(botanicamente conosciuto come Larrea Tridentata) è il rimedio che sto testando in questo periodo e, visti gli effetti benefici e veloci che ho potuto verificare di persona, ho pensato di approfondire l’argomento e studiarne la Regia Segnatura informandomi sulle sue caratteristiche botaniche e di vita di questa pianta prima di passare agli aspetti psichici. La Larrea fa parte del bush del deserto californiano e messicano: è uno di quei cespugli che sopravvivono nella siccità e hanno il coraggio di fiorire nonostante le condizioni avverse, oltretutto rimanendo dei sempreverdi anche quando la temperatura del terreno raggiunge i 70°C. Chaparral, arbusto vivace, fa però qualcosa di più che “semplicemente” sopravvivere. E’ stata soprannominata in Messico la pianta gobernadora, la governatrice. Ho trovato immediatamente affascinante questa nomea. Chi visitasse il deserto arido del Nevada e del Messico non vedrebbe che un confuso cespuglio, di quelli che non si notano certo per il loro fascino. Ma ecco i dettagli che ho trovato interessanti facendo ricerche sulla Larrea, detta anche creosoto.

Leggiamo da Wikipedia informazioni di razionalità botanica: ” … tuttavia si è scoperto che i composti chimici trovati nelle radici di questi cespugli hanno come effetto l’inibizione della crescita delle radici dell’Ambrosia dumosa (cespuglio solitamente associato alla Larrea tridentata poichè vivono negli stessi contesti ambientali) … … è stato dimostrato che le radici dei cespugli di Larrea matura sono semplicemente così efficaci nell’assorbimento dell’acqua da impedire ai semi di altre piante la corretta idratazione che stimoli il processo di germinazione, formando così una zona morta intorno alla pianta. La Larrea tridentata è per questo una pianta che ha una lunga aspettativa di vita…  … Nei periodi di stress dovuti alla siccità si verifica la divisione cellulare ed è molto comune che le nuove cellule assorbano velocemente l’acqua dopo le precipitazioni. Questo rapido assorbimento causa una crescita anche di molti centimetri alla fine della stagione delle piogge.

Questo fiore, secondo l’estrazione dei rimedi floreali californiani – e di Bach – ha un potenziale pazzesco. La gobernadora governa effettivamente chi e cosa le sta vicino, sottintende ad un principio di sopravvivenza molto forte, già viste le avversità della vita che normalmente esistono. Addirittura avviene una divisione cellulare che permette ulteriormente di garantire la vita! Vita a tutti i costi! , sembra urlare Chaparral. Non s’arrende, se il contesto non è favorevole, questo rimedio e la pianta stessa per sua natura, lo ricreano! Di questi tempi in cui ci si lascia coinvolgere dai mass media, dai social network e da tutto ciò che il mondo odierno propone, l’azione di Chaparral nel creare un contesto adatto solo a se – alla personalità che lo assume – è in effetti fondamentale per una sana sopravvivenza e una vita dignitosa.

Chaparral elimina le tossine psichiche di provenienze esterne varie ed eventuali che tendono a danneggiare o offuscare l’etere e la psiche della persona evitando così di farla restare nel caos sia mentale che psicologico, evitando di farla soccombere sotto al peso psichico e alle pressioni esterne. Così come per il rimedio Walnut dei fiori di Bach, Chaparral protegge la psiche e la libera da tutti gli influssi pesanti che la personalità non riesce a distinguere nè tanto meno a riconoscere come dannosi. Una sottile differenza coinvolge questi due rimedi. Walnut è molto adatto durante i periodi di cambiamento, di trasformazione, di concentrazione per passare da un livello di vita ad un altro. Chaparral comprende sia questa funzione di protezione, sia una protezione più ad ampio raggio per persone particolarmente sensibili con un’accentuata empatia; gli empatici, non scordiamocelo, sentono tutto! Per distinguere e mettere dei confini tra il proprio sentire e il sentire del resto del mondo, ecco che Chaparral risponde a questo ordine.

La prova del nove la si riscontra nel mondo onirico.

Da un’esperienza del tutto personale: durante un periodo caotico ed impegnativo dove in mezzo c’è stato anche un trasloco quindi un ambiente nuovo da “colonizzare” con la propria frequenza, il mondo dei sogni era distante e poco chiaro, sentivo che c’erano delle interferenze ma non sapevo di che genere. Dormivo male, non mi sentivo “a casa”. La notte non era notte, era un momento in cui appoggiarsi al letto, scomodamente, aspettando il mattino.  Il divano non era meglio. Già con le prime assunzioni di Chaparral, la nebbia psichica si è dissolta nell’immediato, il subconscio ha ricominciato a parlarmi chiaramente attraverso il mondo onirico senza interferenza alcuna e la mente conscia ha recuperato lucidità lasciando spazio al sentire più elevato. La cosa che più mi ha stupito è stata la velocità d’azione di questo rimedio floreale! Riacquistando gli spazi psichici a me cari, facendo pulizia e trovandomi più lucida, la chiarezza mentale ha fatto immediatamente capolino e le certezze pure.

Chaparral è un rimedio che consiglio vivamente per chi fa lavori con un forte contatto con il pubblico, nei grandi magazzini o in centri commerciali e per tutti quei mestieri che richiedono un’azione multitasking intensa e quotidiana. Walnut + Chaparral miscelati insieme inoltre sono un portento! Nulla vi scalfirà dall’esterno.

La limpidezza psichica al giorno d’oggi è fondamentale per mantenere una lucidità in ogni ambito della propria vita: permette di fare scelte in autonomia, di vedere oltre al visibile, di udire oltre alle parole.

Mantenetevi sintonizzati.

 

Cinipide del Castagno: soluzioni

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Rieccoci a parlare della Cinipide del castagno, ma stavolta, a differenza del mio precedente articolo, vorrei dare delle soluzioni pratiche per chi vorrà sperimentare e metterle in pratica.

Ma riassumiamo prima di partire: la Cinipide (Dryocosmus kuriphilus) detta anche cinipide galligena per via delle galle che procura sulla foglia del castagno (Castanea Sativa) è un insetto proveniente dalla Cina che, probabilmente grazie ai trasporti globali delle merci  è passato in Giappone, in Corea, negli Stati Uniti, in Europa e ovviamente in Italia, stabilizzandosi in primis in Piemonte, nei primi anni 2000.

Il problema che crea la Cinipide è grave in quanto ovidepone le uova all’interno delle gemme del castagno; quando l’insetto si schiude e si libera nell’aria, il danno è fatto: le gemme sono danneggiate irreparabilmente il che significa che la futura foglia si vede impossibilitata ad attuare la fotosintesi clorofilliana, inoltre si rischia la perdita del frutto, ultimamente costosissimo proprio a causa dell’ insetto galligeno.

La Cinipide è pericolosa quanto interessante a mio avviso nonostante i danni che procura: si riproduce per partenogenesi il che significa che l’insetto femmina riproduce da sola la specie (100-150 uova nell’arco di un anno) senza aver bisogno di accoppiarsi, l’ovulo non viene fecondato dal maschio!

Gli adulti compaiono, usciti dalla gemma in cui sono stati ovideposti, tra la fine di maggio e luglio. Durante la fine del periodo estivo le femmine, completamente adulte e sviluppate, sono pronte e fertili per una nuova covata.

Come contrastare la Cinipide del Castagno?

Con i fiori di Bach e i fiori Californiani. Si acquistano i seguenti Rimedi floreali:

per i fiori di Bach:

  1. Crab Apple
  2. Walnut
  3. Chicory
  4. Sweet Chestnut
  5. Chestnut Bud
  6. Rock Water

per i fiori Californiani:

  1. Calla Lily
  2. Quince

Supponendo che la diluizione venga fatta in 150 litri di acqua, sarà necessario fare una diluizione dei Rimedi floreali sufficiente per almeno 10 trattamenti (che inizieranno nel mese di Aprile e andranno avanti sino ad Ottobre). Acquistate quindi un flacone da 500 ml in plastica, se possibile con tacche segnalate come da foto, cosicché sarete più avvantaggiati durante le diluizioni che farete per i presupposti 150 litri.

Acquistate i fiori di Bach e fiori Californiani sopra elencati (i prezzi cadauno variano dai 9 euro agli 11 euro per i primi e dai 13 ai 15 euro per i secondi). I Fiori si acquistano in erboristeria, farmacia, parafarmacia. I Fiori Californiani probabilmente andranno prenotati dalla vostra farmacia/erboristeria di fiducia.

Per ogni tipologia di Rimedio floreale mettete 35 gocce all’interno del flacone di plastica, aggiungete acqua (meglio se presa fresca da fonte di montagna – da EVITARE assolutamente acqua distillata) fino alla tacca che indica 500 e dinamizzate 30 volte il tutto: battete sul palmo della vostra mano il flacone ben chiuso – assicurarsi della doppia chiusura del flacone che acquistate – contando di 10 in 10 fino a 30, cioè battete per 3 volte il flacone contando fino a 10.

Avete ora il prodotto finito, da conservare rigorosamente in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e di luce. Al momento opportuno diluite 1 decima parte (1 tacca da 50 ml) nei 150 litri di una botte con erogatore a spruzzo ed erogate su foglia.

Quando e come fare i trattamenti?

Se il tempo lo permette iniziare ad Aprile con una continuità ogni 20 giorni. Meglio che non piova possibilmente nell’immediato dopo aver effettuato il trattamento, almeno per 24 ore. Se dovesse piovere in un lasso di tempo così stretto, il trattamento sarebbe meglio rifarlo.

Mi rendo conto che trattare dei castagni, soprattutto adulti, non sia facile in quanto le stesse dimensioni o i luoghi in cui vivono queste piante, i boschi, non sono favorevoli per essere raggiunti con una botte da 150 litri, ma vista la situazione penso ne valga comunque la pena di provare se si ha la possibilità. Eventualmente anche su piante più piccole o di medie dimensioni che hanno già riscontrato il problema della Cinipide galligena.

Alla fine dei trattamenti fatemi sapere l’esito riscontrato sui castagni, la vostra testimonianza è preziosa.

Info

L’antagonista

Esiste l’antagonista del Castagno, il Torymus sinensis, l’unico predatore della Cinipide in grado di debellare l’insetto che tedia i castagni. Il Torymus sinensis però non è un insetto della biodiversità mediterranea che peraltro rischia di andare persa per i più svariati motivi, quindi non sappiamo al momento se questo insetto porterà danni nei boschi o nelle colture a lungo termine e se, tra dieci o vent’anni, non sarà un ennesimo problema di insetto dannoso che non ha a sua volta predatori naturali. A mio avviso è sempre un rischio introdurre specie non autoctone in un contesto naturale di biodiversità in quanto la biodiversità risponde a leggi di equilibri delicati e intrinsechi l’uno nell’altro; basta poco per fare saltare la naturale catena alimentare e creare situazioni ambientali di squilibrio a cui poi, solitamente si risponde o chimicamente o pensando solo ed esclusivamente a risolvere il problema nell’immediato e senza lungimiranza.